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Lie ìFtitvtioni
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Partenenti alla
Venetia, ADpres
Senese. 1562.
NORTH CAROLINA
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University of North Carolina at Chapel Hill
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LE ISTITVTIONI
HA R MONICHE
DEL %EVE%ENDO M. GIOSEFFO Z AITINO
DA C H I O G G I A;
Nelle quali joltra le materie appartenenti
ALLA MVSICAj
Si trouano dichiarati molti luoghi
di Poeti, d'Hiftorici,& di Filofofi;
Si come nel legger le fi potrà chiaramente vedere.
KoU [ili T'iJ'OVJOS , s'i/JV* !%VH'7r4t»(m
Con Priuilegio dell'Illuftrifs. Signoria di Venetia*
per anni X.
IN VENETI A,
Apprcflò Francefco Senefe , al fegno della Pace .
M D' L X I I.
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ALLO ILLVSTRISSIMO
ET REVERENDISS. SIGNORE, IL SIG.OR
VINCENZO D I E D O
P<ATRI*ARC^£ DI VENETI^".
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ONO flati gli Antichi Sapienti di commuti parere,
che Tutte le cofe ; per il defiderio , che hanno di arma-
re al loro principio; fumo naturalmente inchinate alla
propia operatione, & a confeguir la perfettione loro .
La onde eflendo la Scienza la perfettione dell'Intellet-
to ; & l'Intendere, & il Sapere la propia operatione del-
l'Huomo,- mediante la quale viene a cógi ungerli al fuo
Principio: de qui nafee, che ogn'vno naturalmente e tirato alla cognitione
delle cofe : ne mai il fianca, ne fatia , di andare inuefligando le loro ca-
gioni ; & di volere intendere gli alti fecreti della Natura . Ne penfo , che a
quello lo fpinga la fperanza* dell' acquiflar la cognitione di molte fola-
mente : ma etiandio di vna folacofa: perciocheper conofcerJa compren-
de, che va caminando verfo la perfettione ; & giudica, che iti ciò auan-
zando tutti gli altri , fia cofa degna di molta lode, & honoreuole . Però fil-
mo io , che amando gli Huomini di tenere il primo luogo m alcuna faculù ;
di giorno in giorno, hora aggiungendo vna cofa, & hora vn'alrra; per fi
fatto modo le Scienze , & le Arti fiano crefeiute ; che non e pofsibile quali
vedere, da qual parte li pofia aggiunger loro alcuna cofa di nuouo . Et ben-
ché fi potrebbe dire , che ciafeuna di efic habbia hauuto quella ixlicità; forfè
per ilguadagno , che gli huomini ne rierano ; tuttauia fin qui mi par di vede-
re; s'io non m'inganno ; che la Mufica fia (lata poco auenturata : percioche
quantunque fi ritrouino molti autori, che hanno fcritto molte cofe della Sci-
enza, & dell'Arte; nondimeno l'Huomo leggendole, nonne può acquiflar
quella cognitione, che egli defidera : perche veramente non hanno rocco a
fufficienza, ne moilrato cofa alcuna di quelle, che fono di grande importan-
za. La onde io, che fino dai teneri anni ho fempre hauuto naturale inchi-
natione alla Mufica; hauendo già vna buona parte della mia età intorno la.
cognitione di lei confumato ; auedutomi di cotal cofa ; volli prouare, s'io pò
teua in qualche manierale cofe, che appartengono alla Theorica, & alla
Prattica, ritirar verfo la loro perfettione; per far cofa giara a tutti coloro,
che di taliacultà fi dilettano. Et auengacheio conolce(st,che quello era
ame troppo graue carico; tuttauia penfai, che fé bene non era p?r ridurle
al loro vltimo grado di perfettione; almeno hauerei forfè potino auiai la co-
fa di maniera, che farsi flato cagione di dar animo ad alcuno fpiriro nobile,
dipanare ancopiù oitra. Il perche hauendomi propollo comi fine; & ha-
uendo quelli anni Daffari fcritto le prefenti ISTITVTIONI, le qua-
* 2 liinfe-
li infegnano le cofe appartenenti all'vna , & all'altra delle nominate parti ; fti-
molato da gli amici miei , che giudicarono potere elTere vtili alli Studioii ;
mi e paruto di douerle mandare in luce ; dedicandole alla Uluflrils. Se Reue-
rendifs. S. V. Et a ciò fare mi fono mollo primieramente; per moftrarein
oualche parte, quanto io redi obligato alle amoreuolezze inoltratemi da
lei : Dapoi ; perche fé perauentura furie alcuno di animo tanto maligno; che
non hauendo riipetto , ch'io lo faccia con proponimento di giouare altrui; fi
monelle a biaiimar quefle mie fatiche ; almeno furie affretto ad hauer riguar
do all'Illuftrifs. nomedicjuel Signore,al quale fono fiate dedicate. Siaggiun
gè oltra di ciò ; che hauendo la lingolar prudenza, la giuftitia, la religione &
la benignità ; cofe in lei da tutti conofeiute, & lodate; panunto in me vna in-
credibile riuerenza , & diuotione ; io non haueua altra via, ne modo da poter
la dimoiìxare . Ne fi può veramente hauer dubbio delle angolari virtù di
V. S. Illuflxifs.cx: Reuerendifs. ; poi che ne e flato fatto chiara teftimonianza
da quello fapientifsimo Senato ; il quale, per molte efperienze, hauendo co-
nofeiuto, quanto ella era prudente ne i gouerni della Republica; fi nella cit-
tà, come di fuori, nei reggimenti di Verona, Si ài Vdine; vltimamente ritro
uandofi in Padoua di magiftrato , eflendo feguita la morte del Reuerendifs.
Contarino ; giudicandola degna di tanto honore , la eleile Patriarca di Vene
tià . Et quantunque gli honori confeguiti , il più delle volte fogliono mutare
gli animi , Se li coflumi de gli huomini ; tuttauia fé bene ella e peruenuta a 11
honorato grado, non e però mutato, o feiemato in lei punto della bontà del-
l'animo fuo; anzi di gran lunga e accrefeiuto; come lì può chiaramente ve-
dere : che incontinente, che ella hebbe confeguito cotal dignità, lì riuolfe pri
mieramente ad adornare la Chiefa ; Si dipoi, con grandifsima fpefa a riparare
il Palazzo , che già incominciaua andare in ruina . Ma fi come di continouo
ella nò cella di rinouare, Se adornar la chiefa materiale ; cofi di giorno in gior
no (il che è fegno euidentifsimo di religione, Se di charità) non rclìa di foue-
nire, & di follcuar la fpirituale; porgendo continouamente aiuto alli Poueri;
non tanto a quelli della fua città, quanto anche alli foreflieri ; & a quelli , che,
partendofi dalla infedeltà vengono al Chriflianefìmo : Et come vigilante pa-
llore, & diligente agricoltore, & cultode della Vigna del Signore, attende a
prouedere, che'l fuo gregge non fia da i Lupi offefo : Se che da quefta Vigna
nano leuati li rami non buoni ; oueramente gouernati di manierarne diuen-
gano fruttuoiì . Tutte quelle cofe veramente fanno chiarifsima fede al Moti
do delle fue rare virtù ; le quali mi hanno mollo a dedicarle quefle mie fati-
che ; quali elle fi fiano . Et fé bene il dono e picciolo , rifguardi almeno la of-
feruanza dell'animo mio verfo lei , la quale e infinitamente grande .
Di V. S. Uluftr. Se Reuerendifs.™
Seruitorc affcttionatifsimo
Giofeffo Zarlin».
TAVOLA DI TVTTE LE MATERIE PRINCIPALI
che fono contenute nell'Opera.
Nella Prima parte fi contiene
L Proemio Facciata i
Della origine ,& certezza della Mufica- Cap. i. faci
Delle laudi della Mtifica Cap.z.q
iA che ime la Muficafi debba imparare Cap. 3 . 8
Dell'ytile^chef ha detla Mufica, & dello ftudio,che yì douemo porre , ^ in
qual modo 1 farla Cap.q.%
Quello che fta Mufica in yniuerfale, & della pia diuifone - Cap. 5.10
Della Mufica mondana Cap. 6. 11
Della Mufcahumana Cap.-j.i6
Della Mufica piana & mìfurata , 0 yogliono dire Canto fermo ,& figurato Cap.8.18
Della Mufica Rththmica , & della Metrica Cap.$. 1 9
Quello che fa Mufica in particolare, & perche fa cofi detta Cap. 10.19
Diuifione della Mufica in Speculatimi, & in Prattica ; per tatuale fi pone la differenza tra'l
> Muf co, &• il Cantore Cap.11.10
Quanto fia neceffario il Numero mlle cofè; &che cofafia Numero; &fe l'Vnità è numero Cap. 11.21
Delle yarie fpecie de Numeri Cap. 13.12,
Chedal numero Senariofi comprendeno molte cofe della Natura , & dell'^frte Cap. 1 4.2 3
Delle Propietà del numero Senano ,& delle fue parti ;& come in effe fi ritroua ogni confa-
lianxa mu ficaie .-. . Crfp.15.25
Quel che fa Confonanzafemblice, e Compoda ;& che nel Senariofi ritrouino le forme di tut-
te le femplici confonanze ; & onde habbia origine l'Ejfachordo minore Cap. 1 6. 1 7
Della Quantità continoua,& della di/creta Cap. 17.28
Del Soggetto della Mufica Cap. 18.28
Qitello che fa Numero Jonoro Cap. 1 9. 1 9
Per qual cagione la Mufica fa dettafubalternata all'<Arithmetica, &> mezana tra la mathe-
matica^ la naturale _ Cap. 2 o. 3 o
Quel che fa Proportione , & della fta diuifone Cap. 21.31
In quanti modi f compara l'yna quantità all'altra Crfp.22.31
Quel che fa Parte aliquota , & non aliquota Cap. 23.33
Della produttione del genere Moltiplice Cap. 2 4. 3 3
Quel che fa Denominatore , & in qual modo f ritroui; & come di due propcfle propor-
tionì f poffa conofeere la maggiore ,0 la minore Cap. 15.34
Come nafea il genere Superparticolare Cap.i6.t6
Della produttione del genere Superpatiente Crfp.27.3 6
Del genere Moltiplice fuperp articolare Crfp.28.37
Della produttione del quinto & yltimo genere, detto Moltiplice fùperpartiente Cap. 29.38
Della natura & propietà de ijòpranomtnati generi CrfS.30.39
Del Moltiplicar delle Proportioni Cap. 3 1 .4 1
il fecondo modo di moltiplicar le Proportioni *•""/>■$ J-45
Del Sommare le Proportioni Cap. 3 3 .4 3
Del Sottrare le Proportioni Cap. 3 4.4 4
Del Partire, 0 Diuidere le proportioni,^ quello che fa Proportionalitd Cap. 35.45
Della Proportionalità, 0 Diuifone anthmetica Cap. z 6.4.6
Della Diuifone , 0 Proportionalità geometrica Cap. 3 7.47
* 3 In
Tauola
In qual modofipcffa cattare la Radice quadrata da t Numeri cap. 38.49
Della diuifione, ouero Proportionalità harmonica cap. 3 9. <; o
Con fideratwue [opra quello,chefi è detto intorno alle Proporzioni, & Proportionalità c«p.^ o. J 1
Che il Numero non è cagione propinqua. ,& intrinfeca delle Proporttom niiijicali,ne meno del-
le Confinanze c.tp.41.54
"Della inuenmne delle Radici delle proportìonì cap.41 . 5 5
In che modofipoffa ritrottar la Radice di più proportioni moltiplicate infiemt cap.q. 3 . 5 6
Della Prona, di ciascuna delle fopramojlrate opcrationi off .44. 5 7
Nella Seconda parte fi narra
ViA NTO la Mufica fta {lata da principio femplice , roz,X* t & poue -
ra di con finanze cap. i.fac.^ 8
Perqual cagione gli antichi nelle loroharmonte non yf afferò le confinanti;
imperfette ,& Pithagora yietafje il pajjare oltra la Quadrupla cap. 1.60
Dubbio [opra la'jnuentione di Pithagora cap. 3.61
Della Mufica antica cap.q.óz
Le materie che recitauano gli antichi nelle loro canzoni, & di alcune leggi mufcali cap. 5.6$
Quali fiano flati gli antichi M tifici cap.6.67
Quali cofe nella Mufica habbiano poffanza da indurre thuomo in diuerfepaflioni cap-7'7 °
In qualmodo la Melodia,^- d Numero pofimo muouer [animo, dtfyont idolo a yarij affetti; &
tndur nell'huomo yarij coflumi cap.S.j 3
In qual genere di Melodia fiano flati operati li fipranarrati effetti cap.9.7 J
DeÙi Suoni, & delle Voci, <& in qualmodo nafchmo . cap. 10.77
Dachenafconoifuomgrauiy&dacheglt acuti .'. cap.xi.ji
Quel che fia Con finanza , Dijfonanz* , H armonìa , gjr1 Melodia cap. 11.79
Diuifioiie delle Voci cap. 13.80
Quel che fia Canto , & Modulinone , & in quanti modi fi pub cantare cap. 1 4. g 1
Quel che fia Internatio, & delle fite jpecie cap. 15.8»
Quel che fia Genere;et di tregenen di Melodiafi catilena appreffogli antichi;» delle lorojpecìe cap. 1 <J. 8 z
Per qual capone ciafcuno degli Interualli ritenuto ne i moflrati Tetrachordifia detto Inc'opojìo.cap. 17.86
In qualmodo fi pofj a accommodare alla fua proportione qual fi yoglia confonanzg , ouero in-
teruallo cap.t^.26
Vn altro modo di accommodare le con finanze alla loro proportione cap. 19.88
In qual modofipoffi ydire qual fi yoglia confinanza accommodata alla firn proportione cap. 10.89
Del Moltipllcar le confinanze cap.i 1.90
Del fecondo modo di moltiplicar le con finanze cap.i 1.9 1
In qual modo fi diuida rationalmente qualunque fi. yoglia confonanz* , ouero internatio cap. 13.93
In qual modo fi poffa dmidere qual fi yoglia interuallo muficale in due parti equali'. cap. 1 4. 9 j
Vii altro modo di diuidere qual fi yoglia confonanz* > onero internatio muficale in due , onero in
più parti equalt cap.zf. 94
In qual modo la Confonanzg fi faccia diuifibile cap. 16. 96
Quel che fia Monochordo;& perche fia cofi chiamato cap.zj. 57
Della Diufione , ouero Ordtnatione del Monochordo della prima fpecie del genere diatonico, det -
ta Diatonico diatono; del nome di ciafcuna chorda ; & chi fu l'inuentore di quefio Cenere,
& del fio ordine cap. 18.97
Che gli {Antichi attribuirono alcune chorde de i loro ìfìrumenti alle Sphere celefli cap. 19. 1 o 1
In che modo le predette Sedici chorde fiano fiate da 1 Latini denominate cap. 30. 103
Confideratione [opra la modrata Diuifione , ouero Ordinatane ; & fiprale altre ffecie del
genere Diatonico pofledaTolomeo cap.$i. ioj
De
Tauola
Del genere Cbromatico ;& chi fa fato, il fuo. mentore ;& in qual maniera lo potejfe tro-
uare cv«p. 32,108
Viuifione del munochordo cbromatico cap. 3 3 . n i
Confderatione [opra U moftrata diuifone i fy* [opra alcune, altre fyecie di quello genere , ritro-
vate da Tolomeo cap. 34.113
Chi fa flato l'muentore del genere Enharmonica cap. 3 5 . 1 1 4
Ditti fione ,0 compofitìone del monochordo Enharmonico cap.$6. 115
Confderatione fopra la mojìrata partitone , onero compofitìone i & [òpra quella Specie di
queflo genere ,che ritrouh Tolomeo cap. 37.117
Della compofitìone del Monochordo Diatonico diafano , infpeffato dalle chorde Cbromatiche,
& dalle Enharmoniche cap.} 2. 118
Che'l Diatonico fintano diTolomeofia quello, che ha il fuaeffere naturalmente dai numerihar-
monici cap. 39. no
Della diuifione del Monochordo Diatonico fintano , fatta fecondo la natura de i numeri fo-
nori cap, 40 .113
Che ne gli 1 frumenti artefciali moderni non fi adopera alcuna delle j]>ecie Diatoniche moftra-
te cap. 41. 12 j
Quel, che fi dee offeruare nel temperare ,ouero accordare gli Infermili di ciaf uno frumen-
to artefciale moderno ,nducendo il numero delle chorde del Diatonicofntono a quello del Dia-
tono ; & che tali wteruaUi non fi ano naturali: ma fi bene accidentali cap. 42 . 1 2 6
Dimojìratione dalla quale fi puh comprendere , che la fopramoflrata Partecipatone 3 0 Diflrì-
butionefa ragioneuoimente fatta ; (9* che per altro modo non fpoffa fare cap.q 3.128
Della compofitìone del Monochordo diatonico equalmente temperato , 0* ridutto al numero
delle chorde Ptthagorice cap. 44. 131
Se nelle Canzoni fegmtiamo cantando oli interualli produtti da i veri , &fonorì numeri , one-
ro li moflrati;& della folutìone di alcuni altri dubbij cap.4 $.135
Della infpejfatione del Monochordo Diatonico , dalle chorde delgenere Cbromatico cap.46. 137
In che maniera pofiamo infpeffare ddetto Monochordo con le chorde Enharmoniche Ofp.47. 139
Che è più ragioneuole dire, che gli interualli minori naf chino dalli maggiori; che dire, che i
maggiori fi componghwo delli minori ; & che meglio è ordinato l'Ejfachordo moderno,
che il Tetr acborda antico Crff.48.142
Che ciafeuno delli Ceneri nominati , fi può dire Genere, & Specie ;& che ciafeun altra di-
uifione , ouero ordtnatione defuouifa -vana, & inutile cap, 49. 143
Per qual cagione le Confonanxe hanno maggiormente la loro origine dalle Proportioni di mag-
giore inequalità, che da quelle di minore cap.f 0.144
Dubbio fopra quello , chef è detto cap. 51.14$
Nella Terza parte fi ritroua.
V E L chi fa Contr apunto, <& perche fa cof nominato gap. 1 . fac. 147
Della inuenttone delle Cbiaui,& delle Figure cantabili cap.z. 148
Degli Elementi ,che compongono il Contrapunto cap. 3.149
Dtuifione delle fopramoflrate fpecie cap.±, 151
Se la Quarta è confonanxa; & donde auiene,che li Mufici non l'habbiano vfa-
tafi non nelle compifitionì di più voci cap. 5 . 1 J 2
Diuifone delle confinante nelle Perfette , & nelle Imperfitte cap, 6. 1 5 3
Che la Quarta& la Quinta fono me%ane tra le confonanxe perfette ,&< le imperfetti cap.j. 154
Quali confonanxs f ano più piene , & quali più -vaghe cap.S. 155
Della differenza chef troua tra le confonanxs Imperfette cap.f. 155
Della
Tau ola
Della frropfetà , o natura delle confinatile Imperfette cap. 10.156
Ragionamento particolare intorno all'Vmfono cap. 1 1 . 1 5 1
Della Prima consonanza; cioè della Diapafon, onero Ottaua cap. P..158
Della Diapente, ouer Quinta cap. 15.155»
Della Diateffaron, ouer Quarta cap. 1 4. 1 60
Del Ditono, ouer Terza maggiore cap. 15.161
Del Semiditono 3 ouer Terza minore cap. 1 6. 1 6z.
Dell'vttle, che apportano nella Mufrcagli Interualli diffonantì cap. 1 7. 1 6 z
DelTuono ma<ro-tore,&~ del Minore cap.i 2.i6z
TI-
Del Sernit nono maggiore , & del minore cap. 1 9. 1 64
Dello Ejfachordo maggiore, ouero Sefla maggiore cap. z o. 1 6 5
Dello Ejfachordo minore , ouer Sefla minore cap. 11.166
Della Diapente col Ditono ; ouero dt Ila Settima maggiore cap. 22.166
Della Diapente col Semiditono , ouero della Settima minore cap. 23.167
In qual maniera naturalmente, 0 per accidente, tali interualli da i Prattici alle yolte fi ponghino
fuperflui , 0 diminuti cap. z 4. 1 68
De gli effetti che fanno quefli fegnì t) • b ■ & S? cap.z 5.170
Quel chef ricerca in ogni Compofmone, & prima del Soggetto tap. z6.tyi
Che le Compoftiom fi debbeno comporre primieramente di Confònanze, & dipoi per accidente
1 di Dijfonanze cap.zj.iyz
Chef debbe dar principio alle compoftioni per vna delle confònanze perfette cap. 28.173
Che non fi de porre due Confònanze, contenute [otto vna iflejfa proportione ,1'vna dopo l'altra
afrcendtndo , ouero difendendo fenza alcun mezo cap. 29.176
Quando le parti della cantilena hanno tra loro H armonica relatione ; & in qual modopotcmo
vfare la Semidiapente ,& il Tritono nelle compoftioni cap. 3 o. 1 7 9
Che rifletto fi de hauere agli Interualli relati nelle compoftioni di più foci cap. 3 1 . 1 8 1
In qual maniera due, 0 più Confònanze perfette , ouero imperfette , contenute fotto Dna ifleffa
forma, fi posino porre immediatamente l'vna dopo l'altra cap.$ 2.1 82.
Che due, opiù Confònanze perfette, ouero imperfette ^contenute fotto diuerfe forme ,pofle imme-
diatamente l'yna dopo l'altra fi concedalo cap. 33.183
Che dopo la Consonanza perfat a jìà bene il porre la imperfetta : ouero per il contrario cap. 3 4. 1 8 3
Che le parti della Cantilena debbeno procedere per moutmenti contrarij cap. 35.184
In qual maniera le parti della Cantilena pof ino infreme afeendere, 0 difendere cap. 3 6. 1 8 4
Chef debbe fchiuare , più che fi puh , li Moutmenti feparati ; &fimilmente le DiQanze , che
poflono accafeare tra le parti della cantilena cap. 37.187
In qual maniera fi debba procedere da yna Confonanza all'altra Cap. 38.187
In qual maniera fi debba terminare ciaf cuna cantilena cap. 3 9 . 1 5) I
// modo,chefr de tenere nel far li Contraputiti [empiici a due voci,chiamati a Nota cantra No-
ta cap.^.o. 191
Che nelli Contrapuntifi de /chinare gli Vnifoni , più chefipuote ; & che non fi de molto di lun-
go frequentare le Ottaue cap.q1.19q.
Delli Coittrapunti diminuiti a due yoci; & in qual modo fi pofìino vfare le Diffonanzt cap.qz. 1 9 5
Il modo,che ha da tenere il Compofitore nel fare li contrapuntifopra vna Parte, 0 Soggetto di-
minuito cap. 43. 200
che non è necejjario, che la parte del Soggetto,^ quella del Cotrapunto incomincino itifieme cap.qq. 202
Che le Modulatwm debbeno effere ben regolatezza* quel che dèojferuare dCantante nel can-
tare ••• cap.q<j.zo$
Che non fi de continóuare molto dt lunvo nelgraue, 0 nell'acuto nelle modulazioni cap. 46. 205
Che'l porre vna Difjananza , ouero vna Paufa di minima tra due Confònanze perfette di vna
iftejjajpecie^che ajcedino tnfreme,o dtfcendino, non fri, che tali confonàze no frano replicate, cap.qj.z o 5
Della
cap. 5 8.
23S
atp.59.
141
cap.6o.
M-1
cap.61.
146
cap.6z.
251
cap.65.
155
Tauola
Bella Battuta cap.^t.zoj
Della Sincopa cap. 49. 2 09
Dei/e Prf«/e cap.^o.z 1 1
Dei/e Jwgta , 0 Confequenze, onero Reditte, che dire le yo^liatno cap. 51.212
Delle Jmitatiom ; & quello , che elle fiano cap. 52.217
Della Cadenza ; quello che ella fia ; delle fue fpecie ; &delfuo yfo cap. 53.221
il modo di fuggir 'e Cadenze ; & quello , che fi ha da ojferuare , quando il Soggetto farà
il mouimento di due ,0 più gradi cap. 5 4. 2 2 6
Quando è lecito di yfare in yna parte della Cantilena due,, opiù yolte yn paffaggio , & quan-
do non cap.-) 5.227
Delli Contrapunti doppij , & quello che fiano cap. 5 6. 2 2 f
Quel che de ojferuare il Contrapuntida altra le Regole date ; & di alcune licenze , che pub pi-
gliare c^.57.234
// modo , che fi ha da tenere nel comporre le cantilene a più di due yoci ;& del nome del-
le parti .
Delle cantilene, che fi compongono a Tre yoci ; & di quello, che fi de ojferuare nel comporli
In qual maniera la Quarta fpoffa porre nelle compoftioni
Regole in commune
Delle y arie forti di contrapunti ; & prima di quelli, che fi chiamano Doppij
Delli contrapunti a Tre yoci , che fi fanno con qualche obligo
Quel che fi de ofjeruare, quando fi 'volejfe fare yna Terza parte alla fproueduta [òpra due
altre proporle cap. 64. 2 5 8
Quel che bifogna ojferuare intorno le compoftioni di quattro , 0 di più yoci cap. 6j~z6o
^Alcuni auertimenti intorno le compoftioni, che fi fanno a più di Tre yoci cap. 6 6. z 6 3
DelTempo, del Modo, & della Prolatione; & in che quantità- fi debbino finire , 0 numerare
le Cantilene cap.6j.z6%
Della perfettione delle Figure cantabili cap.62.zjo
Della imperfettione delle Figure cantabili V Cap. 6 9.27 3
Del Punto ; delle fueffecie ; & delli jùoi effetti cap. 70.274
Dell'Vtile, che apportano li mojlrati ^Accidenti nelle buone harmonie cap.j 5.277
Delle Chorde communi .,.& delle Particolari delle cantilene Diatoniche ,Chromatiche ,&
Enharmoniche ,~. cap.-jz.zSo
Se li Due yltimi Generi fi poffono yfare femplici nelle lor chorde naturali, fenza adoperare le
chorde particolari delliGeneri mojlrati •; cap.j5.z81
Che la Muficafipuo yfare in due maniere; & che le cantilene, che compongono alcuni de i mo-
derni, non fono di alcunvdellt nominati Generi «0.74.282
Che'l Diatonico pub procedere nelle fue modulationi per gli infermili di Terza maggiore ,0 di
minore; &" che ciò non faccia yariatione alcuna digenere cap.j 5.283
Che oue non fi ode nelle compofitione alcuna yarietà di H armonia , iui non pub effere varie-
tà alcuna di Genere Crft1.76.285
Dell'ytile,che apportano li predetti dtie Generi ; & in qual maniera fi pofiino yfare , che fac-
cino buoni effetti Crff.77.285
Ver qual cagione le Compoftioni, che compongono alcuni moderni per Chromatiche fac-
ciano tnfìi effetti crf^.78.287
Delle cofe, che concorreuano anticamente nella compofitione de i Generi cap.ny.z 8 9
■Opinioni delli chromatiUt ributtate cap. 80.290
Nella
Tauola
Nella Quarta, & Vltima parte fi dichiara
VEL LO, chefia Modo cap. i fa e. 293
Che li Modi fono (lati nominati da moki diuerfàmente ; £7* per qual cagio-
ne crfp.2.298
Del Nome ,& del Numero deUi Modi Mp.3.299
Degli Inventori delli Modi cap.q. 300
Della Natura, 0 Propietà delli Modi cap. 5 . 3 o r
Dell'Ordine de i Modi «/>.<>. 3 04
Che ì'Hipermifìolidio di Tolomeo non è quello , che noi chiamiamo Ottauomodo cap.-j. 306
In qual manieragli ^Antichi fiegnauano le chorde de 1 loro Modi cap. 8. 3 o 7
In qual maniera s'intenda la Diapafon effiere harmonicamente , ouero aritmeticamente me-
diata crfp.9.308
Che li Modi moderni fono necefifiarìamente Dodici ; & in qual maniera fi dimoflri cap. 1 o. 3 o 9
yAltro modo da dimotlrare il numero delli Dodici Modi cap. 11.311
Diuifione delli Modi in ^Autentichi , & Piagali cap. 12.315
Delle Chorde finali di ciafcun Modo ; & quanto poffa aficendere, 0 difeendere di /òpra, & di fiot-
to le nominate chorde cap. 13.314
Delli Modi communi, & delli Mifli cap. 1 4. 3 1 j
yAltra dmifwne deìlx Modi; & di quello , che fi ha da ofifitruare in ciaficimo , nel comporre le can-
tilene cdf.15.315
Se col leuare da alcuna cantilena il Tetrachordo Diezeugmenon ; ponendo il Synememion infilo },
luogo, rejìando gli altri immobili ; t» Modo fi poffa mutare nell'abro Cap. 1 6. 3 1 7
Della Trafportatwne delli Modi cap. 17.319,
Ragionamento particolare intorno al Primo modo; della fiua Natura;deIlifùoi Principìj;^ del-
le fiue Cadenze cap. 18.326
Del Secondo Modo '.' V cap. 1 9. 3 2 %
Del Terzo modo cap. 2 0.3 2 j.
Del Quarto modo n .', Cdf.21.324
Del Quinto modo V ,\ Cdp.22.32j.
Del Seflo modo .'. cap. 2 3 . 3 2 6
Del Settimo modo .*. cdp. 2 4. 3 27.
Dell'Ottauomodo V cap.z1.318
Del Nono moda cap. 1 6. 3 2 9
Del Decimo modo V .". V cdp. 27.3 31
Dell'Vndecimo modo cap. 18.333
Del Duodecimo modo cap. z 9. 3 3 4
Quello, che de ofifitruare il Compofìtore componendo; & in qual maniera/i habbia da far giu-
dizio delli Modi cap. 30.531?
Del modo, chef ha da tenere, nell'accommodar le parti della cantilena ; & delle ejhremità loro ;
& quanto le chorde efilreme acute di ciafcuna di quelle, che fono pofie nell'acuto, pofitno efifier
lontane dalla eflrema chorda, poila nelgraue del Concento cap. 31.337
In qual maniera le H armonie fi accommodmo alle foggette Parole cap. 32.359
il modo, che fi ha da tenere, nel porre le Figure cantabili fiotto le Parole cap. 35.340
Delle Legature cap. 3 4. 3 4 2-
Quel, che debbe hauere ciafcuno,che defidera di yenire a qualche perfiettione nella Mufiica cap. 35.343
Della fallacia de 1 Sentimenti ; & che'l giuditio non fi dì: fare follmente col loro mezo : ma fi de
accompagnarli la ragione cap. 5 6. 5 4 4
Errori da correggere incorfì nel {lampare .
Nella facciata 4. linea 1 3 leggi , fi fa infalibilmente.
10. l'inuitano benefpeflb.
5. in lui, & che di ella.
25. Calliope precorafpirate.
20. continouare infinito» aggiungédoui.
nella figura tra i numeri 6. & 4-in luogo di
Diateflàron, li legge Diapente.
28. una Greggia.
14. li corpi fonori fono.
11. dalle loro parti.
25. nelli Tralorocompolli .
6". a banda delira ciafcun.
9. il minor termine.
23. none confiderata fé nò per accidcte .
1 . dico che primieramente .
27. tra quelli termini.
31. le loro pafsioni.
25. fottopofli cinque termini.
6. Numeri, & delle.
<h?mpiiv .
non hauerefimo uaria la Melopeia .
6.
9-
12.
21.
25.
28.
30.
35.
38.
43-
4?-
48.
50.
53-
55-
5*-
58.
64.
68.
76.
85.
88.
104.
IOo.
ni.
114.
119.
11 4.
114.
120.
116.
J3 3-
136.
158.
139.
14;.
36-,
32.
44'
19
1 1,
dall'acuto al graue.
'-5-
37-
9-
3^-
?I.
contcnerebbe tre parti .
35. è la Quarta,
io", uolfe ancora.
14. & la quinta,
io. Nete fynemennon.
14. Paramefe.
Paranete fynemennon diatonica .
dalla banda finiftra.
di una fettima parte,
la a a, fé non.
ritornano alla lòr.
di una parte del.
3 ó.Sleffe infpefTare .
47. potuto uedere: i quali fono le parti
delle Quantitàfonorexomealtro-
u e habbiamo ueduto .
160. la parte graue del fecondo effempio uuole
hauerelachiauedi C nella quarta
linea.
I. Seconda minore; come.
II. cap.15.deUa.
& la chiane di F del fecódo eflempio uuol
ilare nella quarta linea della parte
graue.
34. cap. 1 5. della.
165.
166.
166.
167.
167.
181.
190.
192.
205.
206.
107.
2l3.
129.
230.
231.
250.
269.
271.
281.
284.
185.
298. 4
303,
306. 28
514.
318.
322.
5 3 5-
344'
uoltando il libro, & leggendo tutto'l fe-
condo eflempio alla riuefeia , torne-
rà bene.
19. cap.15.deHa.
13. noi chiamiamo.
30. allora la parte acuta cafeherà .
31. non è aiutato.
26. Confonante non Mano.
16. Semiminime con la minima auanti."
ouero la Minima col punto : & le
/ due Chromefeguenti, non fono.
i6?\to : fi poteua generare qualche con-
fulìone; ordinarono .
il Confequente uuole hauer per tutto la
chiaue nella terza linea .
io. & la graue acuta.
1. & graue l'acuta per una Quinta.
1 . per una Quinta .
tra la 1 4.S; la 1 5 .nota dell'Alto, maca una
Semibreue nella quarta linea.
14. nella Quarta parte .
3. percioche poffono fare perfetto &
imperfetto :& non.
nell'ordine 1 Chromaticol alcuni libri la
cifera b uuol efler polla dritta nel
fpacio che è pollo il b molle .
2. differenza fpecifica è quella, che codi
tuifee.
22. nonnelle cópofitioni Chromatiche
moderne,che chiamano femplici,
laflàrò .
la Diapafon harmonicamente ; ouero
arithmeticamente diuife : cóciofia
chetramezate.
Leggi anco più oltra:ne danno fei
Modi .
perturbationc.-colì quelli.che odono
i Filofofi, non tutti fi partono at-
toniti & impiagati : ma folamente
quelli, nei quali fi troua un certo
incitamento intrinfeco alla Filofo
fia. Similmente,
il Settimo, & il Duodecimo : Ma.
28. qlla del Settimo & dell'OttauolaG.
18. liabbiapoffanza di mutare.
4. èModoreligiofo&diuoto.Però.
3. per una Diapente nel.
29. fondamenti: & fare le dimoiìrationi.
La.
Il Privilegio della Miiftriftma Signoria diVenetia
1557 Vìe \6 Ottobris in Rogtttis .
CH e fia concedo a M. P. Giofeffo Zarlino da Chioza , che niuno altro,
che egli , o chi hauerà caufa da lui , non polla lampare in quefta noftra
citta, ne in alcun luogo della noftra Signoria , ne altroue ftampata in quella
uendere l'opera titolata Iftitutioni harmoniche, latina, ne uolgare, da lui
comporta , per lo fpacio di anni dicci proflìmi , fotto tutte le pene contenu-
te nella fua (bpplicatione : eflendo ubligato di ofleruare tutto quello, eh e
difpofto in materia di Stampe ,
Iofephus Tramezinus
Duc.Not.
LA PRIMA PARTE
Delle iftitutioniharmoniche
DI M. GIOSEFFO ZARLINO
D ^f CHIOGGI^f.
Proemio.
O LTE fiate meco penptndo , & nuocendomi per la mente varie cofe , che
tifammo iddio ha perfetti benignità donato a mortali; ho compreso chiaramen-
te , che tra le pia marauigltofe è l'hauer conceduto loro p articolar rratia di vfitr
la voce articolata ; col rnezo della qualfolafuffe l'huomo [opra «di altri anima-
li atto a poter mandar fuori tutti quei peti fieri , che haueffe dentro nell'animo
conceputo . Et non è dubbio , che per effa apertamente fi mamfefla quanto egli
Ì~ W^Sr^^^^^^ ^ fia dirimile dalle beflie , & di quanto fia loro fuperiore . Et credo > chejipoffa
, ^^feaj jp ■veyagfel!te cora[ dmjo effere flato di grandi f ima ytilità all'humana gene-
r.atioue :perctoche niuna altra, cofa 0 fé non il parlare induffe & tirò gli huomini , i quali da principio erano
Ù>arfi nelle felue & ne monti;, yiuendo quafi vita da fere 3 a ridurfi ad habitare & viuere in compagnia ,
fecondo che alla natura deìl'huomo ènclmflo , & a fabricar città & caflella ; & vmtiper vtrtùde buoni
ordini couferuarfi ; &* contrattando l'vn con [altro, porgerfi aiuto in ogni lor bifognÒ~. Effendofiper quefta
■via a vicinanza ragunati & congiunti ,fu dipoi conofciuto di giorno in giorno per proua,quantafuffe lafor-
■za delparlare^ ancora che rozzo • Onde alcuni di eleuato ingegno nel parlare cominciamo a mettere in vfo
alcune maniere ornate & dilettevoli , con belle & illuflri fentenzg ; sjbrzandofi di auanzar gli altri huo-
mini in quello , che gli huomini refìanofuperiori a gli altri anim ali \ Ne di ciò rimanendo fatisfati tentarono
dtpaffare ancora più oltra , cercando tutta via di alzarfi a più alto grado di perfettione . Et hauendoper que
Ho tffetto arguito al parlare l'H armonia, cominciarono da quella adinuefltgar varij Rithmi et diuerfi Me-
tri j li quali con l'harmonia accompagnati porgono grandifitmo diletto all'anima noflra . Ritrouata adunque
( ultra le altre, che fino molte) vna maniera di campofitione , che Hinm chiamauano , ritrouorno ancora il
Poema H eroico, Tragico , Comico , gr> Dtthirambico : & col num tro , col parlare, & con Hhar monta po-
tevano con quelli cantar le laudi & render gloria aìli Dei : & con quejlt t fecondo che lorpiaceua , più facil-
mente & con maggior forza ritenergli animi sfrenati , & con maggior dilettatone muouere t voleri &
appettiti degli huomini } nducendoglt a tranquiìa & cofìumata vitalllche hauendofelicemente confegui-
to , acquifìomo appreffo ipopoli tale autorità , che fumo da molto più tenuti & honorati , che non erano gli
altri \ Et cofloro, che amuorno a tanto fapere ,fenza differenza alcuna vennero nominati Mufici , Poeti ,
<& Sapienti . Ma intendendofi allora per la Mufica vna fomma &fìngolar dottrina ,furuo i Mufici tenu-
ti in gran pregio, & era portata loro vna riverenza inefltmabile . Benone ofia flato perla malignità de tem
fi ,o per la negligenza de gli huomini , che habbiano fatto poca filma non fidamente della Mufica , ma de
gli altnfìudi ancora ; da quella fomma altezza, nella quale era collocata, è cadutati! infima bajfezga ; &
doue le era fatto incredibile honore , è fiata poi riputata fi vile &• abietta , & fi poco filmata , che appena,
dagli huomini dotti ,per quel che ella è, viene ad effer rtconofcmta . Et ciò mi par che fa attenuto ,per non
le effer rimarlo ne parte , ne vejìtgio alcuno di quella veneranda granita , che anticamente ella era flit a di
bauere . Onde aafcunofi ha fatto lecito di lacerarla , & con molti indegni modi trattarla pefimamente .
Nondimeno l'ottimo iddio , a cui è grato , che lafua infinita potenza ,fapienza , &• bontà fa magnifica-
ta & manifestata dagli huomini con hinm accompagnati da grattoft <& dolci accenti , non li parendo di
comportar più , che fa tenuta a vile quell'arte , cheferue al culto fuo ; <& che qua giù ne fa cenno di quanta
foauitapofjano effere i canti de gli ^Angioli , i quali nel cielo flanno a lodare la tua maejìà ; ne ha conceduto
a prati*
2 Proemio
oT>trw dif.tr nafcerea noflrì tempi ufàritum VDillaert , -veramente vno dt-più rari intelletti , che habbia Ite
MufeCA frastica giam.u effercttato : il quale a gufa di nuotio Pithagera esaminando minutamente quello I
che in efjà puote occorrere , & ntrotiandotti infiniti errori } ha cominciato a Iettargli , & a' ridurla verta
quell'honore c>" dignità ', che già ella era , & che ragioneuolmente doiieria efjere ; & ha mofìrato vn or-
dine ranoneuole di eòmponere con elegante maniera ogni mufical cantilena j & nelle fue campo/itimi eoli
ne ha dato chtanflimo efjempio . Hora perche ho tntefeo , che di fono di molti , de quali parte per cunofità ,
Ò> parte Der amente per Dolere imparare defidera.no, che alcuno fi muoua a moflrar la Dia del cóponer mu-
sealmente con ordine beilo , dotto & elegante ; io ho prefo fatica difcmier le preferiti ISTITVTIONI ,
raccogliendo diuerfe cofe da i buoni antichi , & ritrattandone ancora io di mioito ,per far prona , fé io potelìi
per auentura ejfer atto a fanfare in qualche parte a cotal defideno , & aU'obligo , che ha l'huomo di otoiat-
re agli altri Intorniai . Ala Dedendo , che fi come a chi Duol effer buon pittore , & nella pittura acqmjìarfi
gran fama , non è a bafìanzg l'adoprar vagamente i colori ;je dell'opera 3 che eoli ha fatta , non fa render
falda ragione ; cofi a colui ', che defederà hauer nome di Dero Mufeco, non è baflante ,&non apporta molti
laude l'hauer unite le confónanze , quando egli non fappia dar conto di tale vnione ; però mifonpoflo a trat-
tare infeememente di quelle cofe , leqttali , & aldapr attica , & alla fpeculatuta di quefl a fetenza apparten-
gono , a fin che coloro j che ameranno di effere nel numero di buoni Mufeci ; poffano leggendo accuratamen-
te l'opera noflra render ragióne de t loro componimenti . Et benché iofappia , che il trattare di qttefea mate-
ria habbia in [e molte dtffcultà ; nondimeno ho buona fperanza , che ragionandone con quella breuità , che
mi farà pofiibde , la moflrero chiara &factlifeima , aprendo taifecreti di effa , che ognuno per auentura in
gran parte ne potrà rimaner fttisfatto . Ma a fin che fi habbia facile intelligenza di queflo noflro trattato,
mi è partito , chefea benfatto dtuiderlo in più parti , & di tal maniera , chef mofìnno le cofe , che fi hanno
da prefuporre , prima che fi Denga ad mfegnar la detta fetenza . Et perche al conflituir l'ordine defeioni,che
nella Muficafe contengono , fanno dibtfognoglt harmomci interuaìli, & quanto alla inuentione , gp* quanto
al feto ; per le dijferenze , che accadono tra li ritrattati fettoni ;però io primieramente ragionerò de i loro prin-
cipe : conciofea che allora diciamo di -veramente conofeer le cofe , quando li principi] di effe conofciamo. Di-
videndo adunque l'opera in quattro parti, nella prima fi ragionerà dellt Numeri, delle Proporttoni, & delle
loro operationi , non Melando coft alcuna , quantunque minima, che al Mufeco s'appartenga . Nella fecon-
da partiremo de i Suoni, moflrando in che modo tutti i loro mteruallt necefjarij allharmonta ciafeuno da per
fé fi accommodi allafua proportione , £7" la dtutfione del Monochordo in ciafettna jpecte di harmoma in tut-
ti i peneri. Dipoi hauendo moflrati li veri ihterualU, chefepoffono adoperare ne i mufecali concenti, mofera-
rema in qual modo ne Hi artificiali iflrumentife vengono a commodare; Oltra di queflo in qttal modofepof
feifabneare tm ] frumento, nel quale fi contenga ogni genere di harmonia . Nella terza con feder aremo co-
me ,& con quanto bell'ordine le confónanze & dijfonanze debbiano effer collocate nelle copofet'toni di due ,
& come fi adattino in quelle di più Deci. Nella quarta & Diurna trattaremo delli Modi altramente da i
Mufeci pratnci chiamati Tuoni, et delle loro differenze ; & diremo in che modo le harmomefe debbano ac-
commodare alle parole , & le parole fi accommodino fotta lefeoure cantabili . Si chefenza dubbio alcuno co
lui , che hauer à bene apprefe tutte queile cofe potrà meritamente effer pofìo mi numero de i Mufeci perfetti
£57» honoratt . Ma prima che entriamo a trattar quel , che di fopra hauemo propofìo , ifetmo , che non pofft
efiere fe non di piacere & di featisfattione , andar raccontando alcune cofe ; come feria l'ungine & certezj
za della Mufeca , le fue laudi , a che fine ellafe debba imparare , l'utile che fi ha di efja , in che modo la do-
ttemo Dfare , & altre cofefemilt .
DELL^i
DELLA ORIGINE ET
certezza della Mufìca.
CAPITOLO PRIMO.
V^fNTVN QV E iddio Ottimo Mafitmo per la fitta infinità bontà bab-
bitt conceffo all'Intorno l'ejjere con le pietre , il crefcere con gli arbori , &>
il fentire commune con gli altri ammali ; tutta via come et voleffe , che dal-
la eccellenza della creatura fi conofcefje l'onnipotenza fu* , lo dottò dell'intel-
letto , cofa che poco lo difaguagliò dagli <Aiigtolt . Et acaoche egltfiapeffe ilfuo
principio ^ fine effer la fu , lo creo xon la faccia drizzata al cielo ,doueè la
fedia di effo iddio , & queflo perche et nonfermaffe l'amor feto nelle cofe bajìe
& terrene : ma leuafje l'intelletto a contemplar lefuperion <& celefli ,&pe-
netraffe alle occulte & diuine col mezo delle cofe che fono, & fi comprendono per ina de i cinque [enti men-
ti . Et benché in quanto all'effere due foli fuffero fufficienti ; nondimeno per il ben effere tre di più ye *-e ag-
giunfe : imperoche fé per 'il tatto fi conofcono le cofe dure & afifre , dalle tenere & polite ; &per tlguflofi
fa la differenza tra i cibi dolci & amari , <& d'altri fapon ;per auejlo & per quello fi fente la diuerfita
del freddo (£>. del caldo, del duro &• del tenero, delgreue & del leggiero , cofe che -veramente all' effer no-
firo baflarebbeno : non reflaperò,ch'albene effere ti vedere, l'vdire, & l'odorare neceffarij nonfiano;per
li quali l'huomo viene a riffiutare ciò che è cattmo , & eleggere il buono . Di quejìi chi vorrà ben esamina-
re la lor virtù, finza dubbio ritrouerà il vedere , confiderato da per fé , effere alli corpi di maggior vtilita, e
confeguentemente più neceffario , che vii altri . Ma ben fi conofceràpoi l'vdtto effer molto più neceffano &
meghore, confulerandolo per accidente , nelle cofe che appartengono all'intelletto : conciofia che fé bene per il
fenfo del vedere fi conofcono più differenze di cofe : effendo che più fi ejlende che l'vdito , nondimeno queflo
nell' acqui fio delle Scienze &giudicto intellettuale più fi eflende , & molto maggior vtile ne apporta . On-
de ne fegue , che l'vdtto veramente fia & più iteceffario& meglwre de gli altri finimenti ; auenga che
tutti cinque fi chiamino iftrumentt dell'intelletto : percioche ogni cofa che vedemo , vdimo, tocchiamo, gu-
fiamo , & odoramofi offerifce a lui per il mezo de tjenfi & del fenfo commune ; ne di cofa alcuna può ba-
tter cogitinone , faina che per li mezo di vno di quelli cinque ; effendo vero , che ogni noflra cognitione da e fi
habbia l'origine , Dall' vdtto adunque , come dal più neceffano de gli altri finimenti , la fetenza della Mu-
fìca ha hauttto la fa origine ; la cut nobiltà facilmente fi può per l'antichità dtmoflrare : percioche (come di-
cono Mofe, Giofeffo, & Berofò Caldeo ) auantt chefuffe il diluuw vntuerfalefu alfuono de martelli trouata
da I ubale della flirpe di Caino : Ma perduta pofaa per lo foprauenuto diluuw , di nuouo fu da Mercurio ri-
trouata : conciofa che ( come vuole Dwdoro ) egli fu ti primo, che offeruò il corfo delle [Ielle, l'harmonta del
canto, & le proportioni de t numeri ; Et dice ancora lui effer flato l'tnuentore della Lira con tre chorde ,• del
cui parere è flato anco Luciano ; quantunque Lattantio, nel libro che fa della Falfa religione, attnbuifca l'in
uentione della Lira ad ^Apollo ; & Plinio voglia , che l'tnuentore della Muftcafia flato ^Anfione . Ma fa -
a qua! modo fi voglia , Boecio accoflandofi all'opinione di Macrobio , & allontanandof da Dwdoro vuole ,
che Pitagora fia flato colui , che ritrovò la ragione delle muficalt proportioni al fuono de martelli : Percio-
che paffvido egli appreffo vita bottega di fabbri , i quali con dtuerfi martelli batteuano vn ferro accefofopra
l'incudine, gli peruenne all'orecchie vii certo ordine defuom , che gli mouea l'udito con dtlettatione ; &fer-
matofi alquanto, cominciò ad inuejligare onde procedeffe cotale effetto ; & parendogli primieramente , che
dalle forze difeguali de gli huomintpoteffe procedere ffece che coloro , t quali batteuano , cambiaffero i mar-
telli : ma non vdendo fon o dtuerfo da quello di prima , giudicò (come era il nero ) che la diuerfttà delpefo
de martelli fuffe cagione . Per la qual cofa hauendofato pefare ciafcunofeparat amente , rttrouò tra li numeri
detti pefi le ragioni delle confonauze & dell'harmome ; le quali egli poi tnduflrtofiimente accrebbe in queflo
modo : che Intuendo fatto chorde di budella di pecore digroffzza vguale , attaccando ad effe li medefimi
pefi de martelli , rttrouò le medefime confonauze i tanto più fonare, quanto le chorde per fua natura rendono
a i il fio n
Pri
ma
ilfuone aR'udito più grato . Contìnuofii qued'harmonia per alquanto fpatio di tempo _, £7* dipoi li face fiori ,
li quali fipeuano pici li [noi f andamenti effer pofìi in certi & determinati numeri , più fùtilmente facendone
prona , a poco a poco la ridujjero a tale , che le diedero nome di perfetta & certa faenza . Et rimouendo lì
f-df'j& dimojlrando li l'eri concenti con euidentifiime ragioni de numeri & infahbdt , ne diedero in iterato
chiar; f ime regole ; come apertamente in tutte le altre faenze vedemo efjer attenuto , che li primi inuentori
di effe, come chiaramente lo dtmojlra ^fnflotele, noti ne htbhero mai perfetta cog>imone ; anzi con quel po-
co di lume erano mefcolate molte tenebre di errori ,'M quali nmojk da chi li conofceua , in -vece loro juccede-
ua la -verità ;fi come fece egli intorno alli prmapij della Filofofa natttrale,che adducendo chuerfe opinioni de
gli antichi flofofi , approuo le buone & vere , nfutò le falje , dichiaro le ofeure & male inttfi , & aggi-
ungendoui la fu opinione & autorità , dimodrò & infèrno la nera faenza della Filofofa naturale . Colt
della noìlrd faenza della Mufica li poderi moflrando gli errori de pajfati , cy aggiungendola la loro auto-
rità, la fecero talmente chiara & certa, che la connumerorno, & fecero parte delle faenze mathematiche ;
& quejìo non per altro ,ftluo che per lafua certezza : peraoche queflx con le altre infierne auanza di cer-
tezza le altre faenze , & tiene il primo grado di -verità , il che dal fio nome fi conofee : poi che mathema-
tica è detta da pia»/;.*, parola greca , che in latino figmfca Difaplina , & nella Italiana noflra lingua im-
porta Scienza, o Sapienza ; la quale (fi come dice Boeao ) altro non è che ima intelligenza ; oper dirla piti
chiaro, capacità di -verità delle cofe che fono , & di loro natura non fono mutabili ; della qual yentà le Ma-
thematiche faenze fanno particolare profefiune : effendo che confderano le cofe , che di lor natura hanno il
■vero effere . Et fono in tanto differenti da alcune altre faenze , che quefle effendo fondate fopra le opinioni di
diuerfi huomini non hanno in je fermezza alcuna ; <*7* quelle hauendo // finimenti per loroproua, -vengono
adhauere ogni certezza : Peraoche i mathematia nelle cofe effentiali fono d'un ifteffo parere , ne ad altro
confentono , che a quel , chef può fidatamente capire . Et è tanta la certezza di dette faenze , che col me-
23 zg de numeri fi fa infalibdmente il riuolgimento de cieli , le congjuntwni de i pianeti , il far della Luna, il
fio E chffe, Ó7" quello del S ole, & infinti altri belli f imi fecreti ,fnza effer tra loro punto di difcordia . Re-
tta adunque che la Mufica fa &° nobile & certifìima, effendo parte delle faenze mathematiche .
Delle laudi della Mufica. Cap. i.
V EGN \A" che per l 'origine & certez^za fuale laudi fue fiano chiaramente manife-
fle, tuttauia quando confiderò ninna cufa ritrouarfi, la quale con quefla non habbiagran
diflima conuemenza , non poffo di lei in tutto confiamo trapaffare . Etje bene donereb-
be baflar quello , che di ejfa da tanti Filofof eccellenti è flato fermo : nondimeno non
voglio recare anch' io per debito mio di ragionarne alcune cofe : peraoche fé bene io no»
diro tutte quelle laudi , che le cannammo , toccare almeno ima minima particella delle più notabili & eccel-
lenti ; & ciò faro con quella breuità , che mifaràpojitbile . La Mufica adunque quanto fa fiata celebrata r
& tenuta per cofa fiera, ne fanno chiarifiima fede vii antichi fermi de Ftlofof,& mafìimamente de Pita-
gorici : percioehe haueano opinione, il Mondo efjer compojìo muficalmente , & i cieli nel girar fi effer cagio-
ne di harmonia , & l'^Aìnma noflra con la medefima ragione format a , & per li canti , & per li fuoni de-
Jlarfi , & quafi vinificar le fue virtù . Di modo che da alcuni di efifu ferino , che la Mufica tra le arti li-
berali tiene il principato , & da alcuni fu detta ìynux.towaiS-Ha,, da x.\j>a.ot -voce greca, che Circolo vuol dire,
& vruìdci. Difaplina, quafi circolo delle faenze : conciofia che la Mufica, fi come dice Platone, abbraccia
tutte le dtfaplme, come fi può conofeere dif orrendo ; che fé eominaaremo dalla Grammatica , prima tra le
fette arti liberali , rttroueremo effer il vero quel , eh 'abbiamo detto ; effendo che fi ode grande harmonia nel-
l'addatt amento & ordine proportionato delle parole , dal quale fe'l Grammatico fi parte , fa vdire alle orec-
chie vn diffnaceuol fuono del fio comedo : imperoche malli buote afcoltare , o lego ere quella profa o verfo ,
il quale fia pnuo del polito, bello, ornato, fonoro & elegante ordine . Nella Dialettica, ehi ben confiderà &
rimira la propomone de i Silogifmi , vedrà egli con mirabil concento ,& piacere grandifimo dell'udito,
tnofìrarji il vero grandemente dal falfo efìer lontano . L'Oratore poi nella fua Oratione vjando gli accenti
mutici a i tempi debiti, porge marauiglwja dikttatwne a gli afcoltanti ; il che ottimamente conobbe il gran-
de oratore Demoflene : peraoche tre volte dimandato, qual fuffe la prinapal parte nell'Oratore, tre volte ri-
sole
Parte . y
(boli , che la bromi-min [opra, ogn altraxopt yaleua . Quefìo incora conobbe ( come dimoflra Cicerone , &
Valerio Mafiimo ) Gaio Gracco huomo di firn ma eloquenza : imperuche fempre , che egli hauea a parlare
dittanti al popolo , tenetta dietro afe vn ferito mitfico perfettipimo, il quale ctfcofamente con uno Flauto d'a-
uorio fonando vii datta la mifura , cioè la yoce 3 onero il tuono dì pronun tiare in tal modo , che ogni -volta che
lo -vedetta troppo inalzato lo ritiratta , & yedendolo troppo abboffino lo incitanti . Ma poficia lapoefia ben fi
■vede con la mufica e/Ter tanto congiunta , che chiunque daquejlaf parar la yoleffe , rejìarebbe qttafì corpo
feparato dall'anima . La qual copi è confermata da Platone nel Gorgia dicendo; Chef alcuno da tuttala
poefta leuaffie il concento 1*7* il numero, con la mifura ìnfieme, ninna differenza farebbe da effa al parlare do
mejìico & popolare . Et però fi ~vede , che li poeti hanno yfito grandifima diligenza , & marauiglwfo ar-
tificio iteli' accommodare ne i yerfi le parole , & difpor li piedi fecondo la conuenienza del parlare ;fi come
per tutto il fio poema ha offeruato Virgilio : percioche a tutte tre le forti del fio parlare accommoda la pro-
pia fonorità del verfo con tale artifìcio , che propiamente pare , che colf tono delle parole ponva dauanti a vii
occhi le cofe , delle quali evli -viene a trattare; di modo che dotte parla d'amore , fi yede artifìciofamente ha-
tterfcielto alcune parole foaui , dola , placatoli & all'ydìto foni inamente grate ; & dotte gli fa {lato dtbi-
fovno cantare vn fitto d'arme , defcnuere una pugna natiale , yna fortuna di mare:, ofimilcofe, otte entrano
Jpargimenti difinvue, madami, dilaceri d'animo, & ogni cofa odtofia, hàfattojaelta di parole dure , a-
fpre & dilpiacsuoli : di modo che nell'ydirle cjr proferirle areccarto (pauento . Et per darne in parte qualche
effempto, egli, nel mofìrare lapouertà della capanna di Melibeo, dimtnuifce quella parola Tuguri di yna let-
tera, qttafì moflraudo con effa l'effetto preferite ;ft come ancora fece , quando yolfe manifeflare il cordoglio
di quella Ninfa , che la vr.it tofa yifla delfino pafìore era cojìretta abbandonare ; che in quelyerfo
Et longum formofe yale , yak ( inqtut) loia facendo dalpìanto, & dafofptriquafi interrompere ilyer-
fo, fa proferir lunva quella fìlab a , che prima hauea pofla breue . Dipoi yolendo mofìrare quanto fa yeloce
il Tempo , lo dimoflra col yerfi compofio di molti Datili , che fino piedi atti alla yelocìtà, & a moflrar vn
tale effetto , dicendo;
Sedjuvit intereafuvjt irreparabile tempKS . Zaffiro hora dì dire , come yolendo mofìrare li Cartavi-
nef fempre nemici & contrarij a- Romani, nel defcnuere il fitto di Cartagine ,pofpofe a bello fluito quella
parola, che andana prepofla, & dtffe ; °
Italiani cantra . Et yolendo dimofìrare con quanto filentìo la città de lliofuffe da Greci affalita , lo
moflra con yn yerfi compoflo di molti Spondei, li quali fino piedi per fa natura atti alla tardità, & alle co-
fe deboli & octofie , dicendo ;
Inuaduiit yrbem fornito , y'inoqite fipultam ; & infinti altri , che troppo lungo farebbe il raccontargli in
quefìo luovo, de i quali t 'opera è piena . Baflerà hora per yltima conclufione dire, che la poefia farebbe jenza
leggiadria alcuna, fi dalle parole harmomeamente pofle non gli fitfje data . Oltra di ciò lafcerò da parte di-
re, quanta fimigltaiiza & ynìone con effihabbiano l ' ^inthmettea , & la Geometria; & dirò fidamente ,
che fi l '^Architettore non hauefje cognìtioiie della Mufica ; come ben lo dimoflra V Untino, non fiapr ebbe con
ragione fare il temperamento delle machine , & nelli Theatn collocare li uafi , & difpor bene & mufical-
mente vii edifaj . L'^tftronomia medefimamente ,fie non fiiffe aiutata dalli fondamenti harmonici , nonfia-
prebbegl'ìnflufit buoni & rei . -jCnzi dirò più, fie l'^flronomo nonfiapeffe la concordanza delli fette piane-
ti, ciT* quando l'uno con l'altro fi congiunva, onero l'yno all'altro fi oppoiiva,iwn predirebbe mai le cofe futu-
re . La Filofifa ancora, la quale hàperfuopropio ildifiorrere con ragione le cofe produtte dalla natura , &
pofiibili aprodurfi, non confiffa ella dal primo motore dependere ovm copi , £?* effer ordinata confi mirabil
ordine, che ne rifalla nell'ynuterfo yna tacita harmonìa ì Ecco , che primieramente le cofe gratti teitvono il
luogo baffo, le leggieri ilfoprano, & quelle di men pefo, fecondo la loro natura , poffivgono il luovo di mezo.
Et più oltra procedendo, i Filofif affermano , che i Cieli riitolgendofi fanno harmonìa ; la quale fi bene non
ydtmo, quefìo può attemre o per laluro yeloce rettolutione ,oper la troppo didanza, oueroper altra canone a
noi occulta . La Medicina da quefìa no può ilare lontana : imperochefi'l medico non ha cognitìone della Alti
fica, come (apra egli nellifiuoi medicamenti proportionare le cofe calide con le frigide , fecondo li loro gradi ?
& come potrà hauere ottima cognitìone de tpolfi ì liqualt il dottipimo Heroftlo dijpofe fecondo l'ordine delli
numeri mufict . Et per falire più alto, la Theolovia nojìra ponendo nel cielo gli fpinti angelici, dittide quelli in
nuoue Chort & tre Hierarchie , come ferine Diomfto ^freopagita . Quejìefino di continuo prefitti al con-
cetto
6 Prima
{petto della Dittina maestà, & non ceffono di aiutare Santo, Santo , Santo , Signore iddio degli efferati,,
come è ferino in E fata . Et non [do quejìt, ma li quattro ^Animali ancora, i quali nel libro delle Jiie Reuelatio
tli fina deficnttt da San Ciouanm , Hanno aitanti il trono d'iddio , & cantano l'ijleljn canto . Stanno poi li
-ventiquattro vecchi immxiaìl '^ìo-nello immaculato , & con fiuono di Cetere & atttfitme ima cantano al-
t alti fimo iddio ~im nmuo cauto, ilqnale è cantato ancora dalle voci de Citariflt citaristi nelle cetere loro a-
ttantt li quattro ammali et ventiquattro vecchi. Di quejle et altre quafi infinite cofe al propofito nofìra riè pie
na la diurna Scrittura Jequali per breuità trappaffaremofiafilandofolamete dire perftprema laude ddla Mtt
fica,òiefen%afiar mellone alcuna d 'altra faè~xa,ella,fecodo la tefìimonta^a de fiacri libri, fiala fi trotta nel Po,
radifio,et è quitti nobilifiiimamete efiferatata. Etfii come nella celefile corte ,che chiefia tnufante vien detta,cofii
nella nofiìra terrena, che Militante fi chtama,nó con altro,che con la Mufica,fi lauda et ruigratia il Creatore.
Ma lafaamo hormai da parte le cofiefiuperiori,et ritorniamo a quelle che fiono dalli natura prodtttte per orna-
rnento del moìido, che ogni cofiavedtremo piena di mufiia concenti. 1 1 Mare pnmamete ha le Sirene J.e qualty
fé è lecito dar fede a g/j fenttori , a Mitiganti vdtre fi fanno di tal forte , che vinti molte volte dall'harmonu
loro&fopraprefil dal fanno, perdeno quello, chefopra ogn'altra cofia è cartfiimo a tutti gli ammali. Nell'^f
ria & nella Terra infume fiono gli vcceìli, che anchora efiii co i loro concenti dilettano et ricreano non pur <rli
animi lafii& pieni di noiofi peufien , ma li corpi ancora ;percioche il viandante molte volte dauco perii
lungo viaggio , ricrea [animo , npofa il corpo , &fiì dimentica delle pafifite fatiche per la fioatte harmonu
de boficarecci canti de vii vccelli di tante vane forti, che farebbe imponibile poterle raccontare. Li Fiumi &
li Fonti medefimamente dalla natura fubricati foglio» dare grato piacere a chiunque ad efiii vicino fi ntroua;.
& l'inulta bene fipefifo per ricrearfi ad accompagnare il fitto ruflteo capto co i loro filrepitofii concenti . Tutte
quesìe cofe il Dottifiimo Virgilio effreffie con poche parole , quando difife , che al canto di Sileno , non filo li
Fauni, & le altre fiere, ma le dure Querae ancora, baUattano ; [aitando quelli, e>- queflefpefjo mouendofì
con numerofii mottimenti ; dinotandoci, che non pure le cofe fienfiibilt ; ma ancora quelle , che mancano del
fienfio, fiono quafi prefie & vinte dalli concenti mttficali ; & fianfii di dure & offre , manfiuete & ptacettoli .
Mafie tanta harmoniafii trotta nelle cofe celejh £7* terrefìrt : oueroper dir meglio ,fie'l mondo dal Creature
fu compofiìo pieno di tantabarmonia , perche douemo credere l'Huomo effernepritto? Effe l'^fnimadel
Mondo ( come vogliono alcuni ) non è altro che H armonia , potrà* ffier che l'^fmma nofìra non fila in noi
canone d'ogmharmonia ,& che col corpo non fiiaharmonicamente congiunta? mafiìtmamente battendo
iddio creato l'bttomo allafiimtlitttdine del Mondo maggiore , detto da Crea km/m , cioè ornamento , onero
ornato ; & effiendofiatto a quella fiìmilitudme di minor quantità , a differenza di quello vien chiamato i*t-
n.pÓKocjxit , cioè piccai mondo : certo che non è cofia ragionatole . Onde rinfilatele volendo moilrar il mttfiica-
le componimento dell'huomo molto ben dififie , la parte ve«etatiua alla fienfiitiua , & quefla alla intellettiua
hauer la medefitma conuerìien%a , che ha la figura di tre lati a quella di quattro . Certa cofia è adunque , che
non fi ntroua alcuna cofia buona ,che non bornio muficale dijpofitione ; & la Mufiica veramente, oltra che
rallegra l'animo , riduce anche l'bttomo alla contemplatione delle cofe celesli ; & ha tal proprietà , che ogni
cofia a cuifil avotutwefia perfetta ; & quep-li buomini fiono veramente felici & beati, che fiono dottati di ejìa,
come afferma il Santo Profeta dicendo , Beato è quel popolo , che fa la giubilatone . Per la quale autorità ,
Hilano Veficouo Ptttauienfie dottore catholtco, ejponendo il Salmo 6 5 . Si mofifie a dire , che la Mufiica è ne-
cefifiana all'Intorno Chrtfliano ; Concwfiia che nellafiaenza di efia fi ntroua la beatitudine . Onde per questo
ho ardimento di dire, che quelli , che non hanno corninone di quefta fiaenza , fiono da effer connumerati tra
pignoranti . ^Anticamente , come dice lfidoro, non era meno vergogna ilnonfiapere la Mufiica , che le let-
tere -.pero non è maranglta,fie Hefiodo patta famofiJ$tmo,& anttchifiimo, come narra Pattfiania,fiu eficltt-
fio dal certame, come colui , che non hattea mai imparato a fonare la C etera , ne col fuono di quella accompa-
gnare il canto . Cofii ancora Temiflocle , come narra Tullio, rifiutando di fonare la Lira nel coniato ,fitt meu
dotto , & menfiauio riputato . lì contrario leggemo , che fumo in gran pregio appreffogli antichi Lino , &
Orfeo , amenduefi'Aiuoli delli Dei tpercioche col lorofioaue cauto ( come fi dice ) nonfolamente addolaua-
ttoglt animi Immani : ma le fiere , & gli vcelli ancora ; & quello , che è più marautgliofio da dire , mouea*
no le pietre da tpropq lunghi ,&ai fiumi nteneuano il corfio . Et quefilo tjìejfio il Dotto Horatio attribitificc
ad isfufioiie dicendo .
Diclii*
Parte. 7
Diclui & ^Amphion Theban* cotiditor arcis
Sax a mouerefono tefludmis, &pr&ce blanda
Ducere quo vellet ; Da i quali per auentura imparorrw li Pithagorìci , che con muficìfmni intener'mano
vii animi feroci ; & ^Afclepiade medefimamente , che molte volte per quefla -via raccheto la difcordia nata
nel popolo , & col fuono della Tromba rejlituì l'vdtto a ifordi . Parimente Damane Pithagorico riduffe col
'canto a temperata & honefla yita alcuni gioueni dediti al yino & alla lujjuria . Et però ben dijjiro coloro x
■che affermauano la Mufica ejfer yna certa legge & regola di modedia . Et dico che Theophraììo ritrouo al
cuni Modi muficali da racchetare gli [pinti perturbati . Pero meritamente , & faptentemente Diogene Ci-
nico beffaua li Mufici defuoi tempi, li quali hauendo le chorde delle loro celere concordi, haueano l'animo iri-
compojìo & difcorde , ejfendo abbandonato dall'harmoma de cojlumi . Et fi douemo preflar fede alla hiflo-
ria, ci debbe parer quafi nulla quello,ch'habbiamo detto : percioche molto maggior cofa è l'hauere -virtù di fa
nar gì 'infermi , che di coreggere la yita di sfrenati gioueni , come ancora levgemo di Senocrate , il quale col
fuono degli organi riduffe li pazzi allaprislina f aiuta ; & di Talete di Candia , che col fuono della Cetera
fcacctòla peflilenza . Et noi yedemo hoggidt, che per via della Mufica fi oprano cofe maramvliofe : imperoc-
ché tanta è la forza de i fuoni & de i balli cantra il yeleno delle Tarantole , che in bremfimo tempo nfana
coloro , che da effe fono flati morfi : come fi yede ogni giorno per e[penenza nella Puglia paefe abondanttfi-
.ino de tali ammali . Mafenza più tefltmonij profani , non hauemo noi nelle Sacre lettere , che il profeta
Dauid racchetaua lo [pinta maligno di Saul col fuono della [ita Cetera ? Et per quejìo credo io , che efjo reno
Profeta ordmaffe , che nel Tempio d'iddio fi yfaffero li canti &gli harmomci fuom , conofcendo che erano
atti a rallegrare vii [pinti, & d rtdurgli huomtm alla contemplatone delle cofe celefli . Li Profeti ancora ,
( come dice ^fmbrofo fopra'l Salmo i i 8. ) volendo profittare dimandauano , ch'yno perito del fuono fi
metteffe a fonare ; accioche multati da quella dolcezza gl'fuffe infufa la gratta spirituale . Però Elifeo no»
volfe profitizare al Re d'ifraele quel , che doueffefare per l'acquijìo delle acque , accioche gli efferati noiv
monljero di fere; fé prima non vii fu menato al fio confpetto yn Mufica, il quale cantaffe ; & cantando e<rli
fu dello Spinto diurno infpirato , &predijfe il tutto . Ma pafiiamo più oltra : percioche non mancanogli ef-
fempij.Timotheo (fi come infieme con molti altri narra il Gran Bafiliò)con la Mufica inataua il Re lAlef
fandro al combattere ; & quello medefimo ejfendo incitato riuocaua . Narra lAriflotele nel libro della na~
tura degli ammali , che li Cerai per il canto de cacciatori fono prefi , & della Sampovna paflorale , & del
canto ancora molto fi dilettano ; il che conferma Plinio nella [ita naturale hiflona . Et per non mi difenderà
più [opra di quefto , folamente dirò di conofcere alcuni i quali hanno yeduto de i Cerni , che fermando illor
corfo fé ne ttauano attenti ad afcoltare ti fuono della Lira , (J74 del Lento ; & medefmamente fi yede ovili
<norno Hi yccellt vinti & ingannati dall'harmonia , il più delle Tolte reflareprefi daU'vccellatore . Narra
ettandio Plinio , che la Mufica campò ^Arione dalla morte ,che precipitandofi nel mare, fu portato dal De/-,
fino nel lito di Tenaro fola . Ma lafctamo ilare hormai molti altri effe mpi, che potremmo addurre, & dicia-
mo yn poco del buon Socrate maedro di Platone , che già yecchio &» pieno difapienza yolfe imparare a fo-
nar la cetera, & il vecchio chirone tra le prime arti che infegnafje ad ^Achille nella tenera età ,fu la Mufi-
ca ; & volfe, che lefinguinolentijue mani, prima che simbrattaffero del [angue Troiano , fon afferò la Ce-
tera . Platone & ^friflotele non comportano , che l'huomo bene iflituitofafenza Mufica : anzi perfuado-
no con molte ragioni tale faenza douerfi imparare; & mojlrano la forza della Mufica ejfer in noi vrandijli-
ma ; C?" perciò uovl;ono, che dalla fanciullezza vi fi dia opera : conciofia che efficiente a indurre m noi yn
nuouo habito & buono , & yn coflume tale, che ne guida & conduce alla virtù , & rende l'animo più ca-
pace di felicità ; & il feuerifiimo Licurgo Re de Lacedemonij tra lefne feuenfime levgi lodò , &jòmma-
rnente approuo la Mufica ; percioche molto ben conofceua , che all'huomo era neceffma molto, & di vioua-
mentograndifìimo nelle cofe dellaguerra ; di modo che 1 loro efferati ( come narra Valerio ) non y fatano di
andar mai a combattere ,fe prima non erano ben rifcaldati & inanimati dal fuono de Pifferi . Offenufi an-
cora tal cojlumealli te mpi noflri; percioche di due efferati l'uno non afjalirebbe l'inimico , fé non multato
dal fuono delle Trombe & de Tamburi,ouero da alcun altra forte de mufcalt frumenti. Et benché, oltra li
narrati , non manchino infiniti altri effempi , dalli quali fi potrebbe maggiormente conofcere la divnità , &
eccellenza della Mufica ; nondimeno ,per non andar più m lungo , lilafjaremo^ effendo a baflanza quello >
che fin bora fi e ragionato. ■■ • ,■■ v t ' -. :
,A che
8 Prima
AchefinelaMuficafidebbaimparare. Cap. ]■
*A per che di [opra fi è detto j che l'huomo bene iflituito non debbe effer fenx* Mufica ;
però douendola imparare , aitanti che più oltrapafìtamo , voglio che veggtamo qual fine
M egli fi debba proporre .poi che intorno a ciò fono flati dmer fi pareri ; dche yeduto t vede-
remo ancora l'vtile ,che dalla, Mufica ne -viene ,& in qual maniera /•* donemo yfare. In-
cominciando adunque dal primo dico , che fono flati alcuni:, li quali hanno hauuto parere t
tììe la Mufica fi doueffe imparare per darfolax^o & dilettauone all'vdito;non per altra ragione, fé non per
far diuemr perfetto queflo fenfi , nel modo che diuenta perfetto il vedere , quando con dilettatione & piace-
re riguarda vna cofa bella & proportionata : Ma in vero non fi debbe imparare a queflo fine ; imperoche è
cofa da volgari & da meccanici : ejfendo che quefle cofe non hanno in [e parte alcuna di virtuofo (ancora che
acchetando l'animo habbiano del diletteuole) & fono cofe da huomtnigrofii, li quali non cercano fi non dtfia-
tisfare al fenfi, & a queflo folof ne attendono . filtri poi voleuano, che ella s'tmparaffe, no» ad altro fine, fc
jion per effer pofìa tra le difiipline liberali, nelle quali folamente i nobili fi efferatauano ; (J7* per che difpone
l'animo alla virtù, & regola lefuepafiioni , con alterarlo a rallegrarfi ,& a dolerft virtuofamente , di-
ponendolo alli buoni coflumi, non altramente di quello, che fa la Ginnaflica il corpo a qualche buona diffofi-
tione & habitudine ; & anche a fine di potere contai me%g pervenire alla fbeculatione di dmerfe forti di har
monta : poi che per effa l'intelletto conofee la natura delle muficali confinante . Et quantunque queflo fine
habbia dell'honeflo, non è però a baflan-^a : imperoche colui il quale impara la Mufica, non filo l'impara per
etcquiflar la perfettione dell' wtellt tto ; ma per potere , quando ceffa dalle cure & negocij fi del corpo , come
dell'animo ; cioè quando è in odo, & fuori delle cottidiane occupationi , poffare il tempo, & trattenerfi vir-
tuofamente ; accioche rettamente & lodeuolmente viuendo lontano dalla pgritia ,per tal mexo douenti pru
dente, & trapp^fii poi a fare cofe migliori & più lodeuoli . il qual fine non filo è dto-no di laude & honeflo ,
ma è il vero fine , perctoche non fu ritrattata la Mufica, onero ordinata ad altro fine ,fe non a quello, ch'hab-
biamo moflrato di (òpra ;fi come m llafia Politica ti Filofifo lo manifefla, adducendo & raccontando mol-
te autorità di Homero . Onde meritamente vii antichi la collocamo nell'ordine di quelli trattenimenti , che
feruenu agli huomini liberi , £$7* tra le difcipline lodeuoli, & non tra le neceffarie ,fi come è l'^rithmetica ;
ne anche tra le vtili , come fino alcune, le quali fono per l'acquiflo folamente de beni efleriori , che fono li de-
nari , & l'vtile della famiglia ; ne tra alcune altre, le quali Jerueno alla finità del corpo , <*?" alla fortezza ,
come la Ginnaflica ; che è un'arte appartinone alle cofe, che o-wuano a far fino & forte il corpo, come e fare
alla lotta, lanciare il palo, & altre cofe , che appartengono all'ejfercitio della guerra . Si debbe adunque im-
parar la Mufica, non come neceffaria : ma come liberale & honefla ; accioche col fio me-xo pofiiamo per-
venire ad vn'habito buono &• virtuofo , che ne conduca nella via de buoni coflumi ; facendone cambiare ad
altre faenze più vtilt ,&pm neceffarie ; & ne faccia trappaffare il tempo virtuofamente : & queflo debbe
ejjere la principale , o vltima mt emione , che dire la vogliamo . Ma in qual modo habbia poffanza* d'indur
nuoui coflumi , & miiouer l'animo a duterfe pafiiom , ne ragionaremo in altro luogo .
Dell'vtile chef! ha della Mufica, & dello ftudio che vi douemo porre,
& in qual modo vfarla . Cap. 4.
R<AN DE è veramente l'vtile , che dalla Mufica fi piglia , quando la vftamo tempe-
ratamente : imperoche è cofa mantfefla , che non pur l'huomo , ilquale è capace di ragio-
ne : ma anche molti degli altri animali , che di effa mancano ,fi comprende , che piglia-
no dilettatone & piacere ipercioche ddettandoji et rallegrandofi (gii animale della pro-
portione & temperamento delle cofe ; & ritrouandofi nelle harmonie tali qualità, ne fe-
gi. e immediatamente il piacere & la dilettatwne a tutti li viuenti commune . Et è in vero cofa ranoneuole;
poi che la natura confile in tale proportione & temperamento , che ogni fimik fi diletta del fio firn ile, &
quello appetifce .Di ciò ne danno chianfimo indicio li fanciulli a pena nati, che prefi dalla dolcex^a del can-
to dille voci delle loro nutrici, non filo dopo il lungo pianto fi racchetano , ma fi rendono allegri, f acedo anche
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Parte. 9
fpeffe yohe alcuni geftifefieuoli . Et è a noi la Mufica tanto naturale ,& in tal modo a noi congiunta , che
yedemo ciafcuno in yn certo modo yolerne dare qualche giudicio , ancora che imperfettamente . Per la qual
cofa fi potrebbe dire, colui non effere compojìo con harmoma , il quale non piglia diletto della Mufica : perciò
che (fi come habbiamo detto fife ogni dilettatione & piacere mfce dalla fimilitudine, è neceffario,che colui,
ilquale non ha piacere dell'harmoniajn yn certo modo ella nonfitroui in che lui,& di effa fia ignorante . Et
fé bene fi yorrà esaminare la cofa,firitrouerà coflui effer di bafifiimo ingegno , &fenza punto dìgiudicio;
& fi potrebbe dire, che la naturagli haueffe mancato, non gli hauendo proportionatamente firmato l'orga-
no : effendo che quella parte, la quale è per mezo ilceruello, & è più yicina all'orecchia, quando è proportio-
natamente compojìa, ferue ad yn certo modo al piudicio dell'harmonia, dalla quale l'huomo, come da cofa fi-
ntile, èprefo £?* ytnto , & in effa molto fi compiace : Ma fé amene chefiapriua di tal proporzione , molto
meno di cnficun altro di effa prende diletto ; & è in tal modo atto alle cofe fpeculatiue & ingegnofe , come
tifino alla Lira . Et fé Togliamo in ctafeguire l'opinione de Hi lAflrolori , diremo , che nel fio nafcimento
Mercurio gli fiajlato inimico ,fi come èfauoreucle a coloro , ti quali non pur dell'harmoniafi dilettano : ma
non fi [degnano, per allentamento delle lorofatiche,efit medefimi cantare & fonare, ricreandoft lofpirito,&
riacquiflandooft le fmarite forze. Et però bene ha ordinato la natura, che hauendo in noi, mediante lofpinto,
congiunto infume ( come Tagliano i Platonici ) // corpo & l'Jfnimà ; a ciafiun di loro, effendo deboli & in-
fermi , ha proueduto di oportuni rimedi] : impero che il Corpo languido <& infermo fi yiene a rifanare co ri-
medi] , che lipoìge [a Medicina ; & lo Spirito affitto & debole dagli (piriti aerei, & dalli fuoni & canti ,
che gli fono proportionatt rimedi] : l'^Aiiima poi, rinchtufa in queflo corporeo carcere ,fi confila per yia degli
alti & diurni mifìerij della facra Theologia . Tale yttle adunque ne apporta la Mufica, & di più ; che fiac-
cando la noia, che fi piglia per le fatiche , ne rende allegri,& l'allegrezza raddoppia & conferita . Noi ye-
demo li Soldati andare ad affalire l'inimico molto più ferocemente , tncitati dal fuono delle Trombe & de
Tamburi ; & non pur efii , ma li Caualli ancora muouerfi con grande empito. Qnefìa eccita l'animo,muoue>
gli affetti, mitiga & accheta la furia ,fipaffare il tempo yirtuofimente, & hàpofftnza di generare in noi
yn'habito di buoni cofìumi ; mafiimamente quando con li debiti modi & temperatamente è yfata : impero
che effendo l'yfhaapropto della Mufica il dilettare , non dishonejìamente , ma honefiamente quella douemo
yfare ; accioche non c'intrauenra quello, chefuole intrauenir a coloro, che fmifuratamente beuom ti Vino ; li
quali poi rifcaldati,nuoceno afiflefìi, et facendo mille pazzie muoueno a rifa chiunque li Tede : Nvnper che
la natura del Vinofia tanto maligna, che quando temperatamente fi beua,open nelìhuomofimtl effetto : ma
fi moftra tale a colui,che lo beue auidamente iconctofia che tutte le cofe fono buone, quando temperatamente
fi yfano a quel fine , che fino {late ritrouate & ordinate : ma quando fono intemperatamente yfate, & non
fecondo il debito fine , nuoceno , & fino pernitiofe . Di modo che paterno tenere quedo per yero , che non pur
le cofe naturali : ma ogni arte, & ogni fetenza poffono efiere buone &• cattine , fecondo che fino yfate : buo-
ne dico , quando fino tndrizj^ate a quel fine , al quale fono fiate ordinate ; & cattine , quando da quel fine fi
allontanano.Effendo adunque nato l'huomo a cofe molto più eccellenti, che non è il Cantare, o fonare di Lirajt
altre forti d'ijìrumenti per fatisfare folamente alfenfo dell'ydito , male yfa la fua natura , & deuia dal pro-
pio f ne , poco curandofi di dare il cibo all'intelletto ; il quale fiempre defiderafapere & intendere nuoue cofe.
Non debbe adunque l'huomo folamente imparar l'arte della Mufica , & ritrarfi dall'altre faenze* abban-
donando il fio fine ; che farebbe «ran pazzia : ma debbe impararla a quelfine,al quale è (lata ordinata ; Ne
debbe [pendere il tempo folamente in effa : ma debbe accompagnarla con loftudio della jpeculatiua ; accioche
da quella aiutato, poffi yenire in maggior cognitione delle cofe, che all'yfo di effa appartengono; & median-
te quefl'yfo poffa ridurre in atto quello , che per lungo fludio fpeculando ha tnueftigato : imperoche accompa-
gnata in tal modo porta yttle ad ogni faenza, & ad ogni arte, come altre yolte habbiamo yeduto . Etfifa-
ceffe altramente, non Rifarebbe tal cofa di molta ytilttà,ne di molta gloria ; anzi figli «imbuirebbe a yitio:
concwfia che l'effercttarfi continouamente in effafenza alcun altro (ìudio, induce fonnolenza &" pigrttia;&
rende gli animi molli & effeminati : la qual cofa conofiendo gli antichi,yolfiro,che lofiiidio della Mufica al-
la GinnaUicafuffe consunto : ne yoleuxno, chefipoteffe dar opera all'ynafenza l'altra ; & quefiofaceua-
110, accio che per il dar fi troppo alla Mufica , l'ammp non yeniffe a far fi mie ; & dando opera folamente alla
Ginnafiica,gli animi non diuemffero altra modo feroci, crudeli,^ inhiimani : ma da queili due efferati] in-
fieme aggiunti fi rendejfiro Immani, modefli, & temperati. Et a far ciò fi moffero con ragione, che chiara^
b mente
io Prima
mente fi puh vedere , che coloro i quali nellt giouentu , laffati li sìudij delle cofe di maggiore importanza ,fi
fono dati [olameute a conuerfire cogl'ljìriom,& co parafiti, flandofempre nelle fchuole di giuochi , di balli,
& di f liti, fon. in do Li Ltr.t & il Leuto,& cantando canzoni meno che honefle ,fono molli, effeminati, &
fwza alcuno buon cojhime . Impero che la Mufica in tal modo vfata , rende gli animi degiouam mal com-
poslt , come bene lo dimojìrò Otudio dicendo ;
Eneruant ammos cithar£ , cantiKque lyrxque ,
Et vox,&* numenì brachia mota pus. Ne di altro fumo ragionare che di tali cofe ; ne altro che dishone
Jle parole dalla lorofporca bocca fi fentono vfcire. Per il còtrano poi, fono alcuni, li quali per talejludio no fo
lo molli & effeminati : ma importuni, dijpiaceuolt, ftiperbi, pertinaci,^ mhumani diueutano\; di modo che
vedendofi ad vn certo termine amuati,jhmandofifopra d'ogn altro eccellenti, fi gloriano, fi effaltano,fi lo -
dano, & -vituperandogli altri, per parere ejìi pieni difapienza <& di °iudtcio,flanno con la maggior riputa
tione £7* fuperbia deimondo : ne mai fé non con grande iflantia dipneghi , & con laudi molto maggiori che
a loro non conuengcno,Ji poffono ridurre a moflrare ynpoco del loro japere . Per la qual copi di tutti queili
Tuteli] fi verifica il detto di Horatio , il quale dice ;
Omnibus hoc vitium efl cantonbus , inter amicos ,
Vt nunquàm mducant anunum cantare rodati ,
Iniujii nunquàm defflant . ^f talijaceua dibifogno,che li lor padri più presìo haueffero fatto infegnare
aitala) 'altro mejliero , quantunque vile, che forfè nonfirebbeno caduti in tali errori, et harebberw atquijìate
mea-lion creante- Tutto quejìo ho Doluto dire,accwche quelli, che dell'arte della Mufica vogliono fare profef
fumé, s'innamorino della fcien za,& citano opera allojìudio dellajpeculatiua iperaoche non dubito , che con-
irmno-endo infieme quefle cofe, non habbiano da diuentare yirtuofi,honefTi,& coflumati : et in tal modo Ter-
ranno ad imitare gli antichi ; // quali' come fi è detto)accompagnauano la Mufica con la Cmnajlica : percio-
che cofi ella farà potente di ridurre ciafcuno nella diritta -via de i buoni coflumi. Ne alcuno debbe credere, che
quello ch'io ho detto dell'arte della Mufica , l'habbia detto , ne per vituperarlo , ne coloro che in tal maniera
heffercitano ; cofa chegiamai non mi è caduto nell'animo : ma più toilo l'ho detto , accioche congiunta in tal
modo,& ad altre honoreuoli piente piene difeuentà , la difendiamo dalli vagabondi & otiofi ruffiane fmi
de battellieri , & la riponiamo nelfuo vero luogo ;fi che ella non habbia da fruire a coloro che fono dediti
folamente alle voluttà : mafia per vfo delli iìudiofi delle buone faenze-, & di coloro che feguitano le uirtù ,
coflumat amente & ciuilmente vtuendo .
Quello che fia Mufica in vniuerfaleJ& della Tua Diuifione . Cap. ^ .
.Jt R EMO adunque principio advno cofi honejìo & honoreuole Jìudio , vedendo pri-
ma quello chefia Mufica , & dipoi di quante fòrti fi truoua , affinando a ciafcuna fòr-
te lafua defilinone ; & queflo faremo per non dtuiare dalbuon ordine , che hanno tenu-
togli antichi jli quali voleuano , Che ogni ragionamento di qualunque cofa, che ragione-
uolmente fi faccia , debba incominciare dalia defnitione , accioche s'intenda quello , di
che fi ha da deputare . Pero m Vìittter fiale parlando dico , che Mufica non è altro che H armonia ; & potre-
mo dire , che ella fio. quella lite & amiatia , che poneua Empedocle , dalla quale voleua , chefigeneraffe-
ro tutte le cofe, aoì vna dtfcordante concordia , come farebbe a dire , Concordia di vane cofe, le quali fi paf-
futo congiungere wfieme . Ala perche qutfla parola Mufica ha diuer fé fignif cationi , & la ragion vuole ,
che ogni cofa, che porta feco molti panificati, prima debba effer diuifa , che definita f maf imamente volen-
do dichiarare orni fùa parte) pero noi primamente la (Illuderemo dicendo; la Mufica ejferedtdue forti ,-
lAnimaflica , & Organica . L'vna è harmonia, che nafce dalla compoptione di varie cofe congiunte nifie-
me in vn corpo ; attenga che tra loro fiano difcrepanti ; come e la miflura de i quattro Elementi , onero di al-
tre qualità in vn corpo animato. L'altra è harmonia, che può nafcere da varu iflrumenti\Et quefta di nuouo
partiremo in due : perocché fi ritrouano due forti d'iilritmentt,cioè Naturali cjr .Artefi ciati. Li naturali fo-
no quelle parti che concorrono alla formatwne delle voci ;. come fono la Cola, il Palato fila Linguale Labbra,
li Denti, e finalmente il Polmone, dalla naturaformate . Le qual parti effendo muffe dalla Volitata, & dal
mommaito di effe nafcaidone itfuono, & dalfuono il Parlare ; nafce poi la Modulatone , ouero il Cantare :
&coJì
Parte. n
& cufiper il mouìmento del corpo , per li ragione del fono ,&per le parole accommodate al Canto , fi fa-
perfetta l'harmonii , & nafce la Mttfica detta Harmonica , o Naturale. Gli iftrumenti artefiaali fono in-
ttentioni humane , & deriuano dall'arte , & formano la Mttfica arteficiata , che è quella harmonia , che
nafce dafimili iflrumenti ; & qnefla fi fa in tre modi :percioche o n.ifce da iflrumenti , che rendonjuono
con fiato naturale , o arte fidato ; come Organi , Pifferi , Trombe , & ftmili ; onero da iflrumenti da chor-
de , oue non fa dtbifogno fiato ; come C etere , Lire , Lenti , ^Arpichordi , Dolcimeli , & fintili ; li quali dal-
le dita , & dalle penne fono percofìt ; onero fi fonano con archetti . Nafce yltimamente da tflrumenti
da battere ; come Tamburi ; Cembali , T abolii, Campane , c^ altri fimili, che di legno concauo & di pelle
di ammali fopr a tirrate , & di metallo fi fanno ; quando da qualfi voglia cofa fumo percoli . Di modo che
l'artefciataf trotta di tre forti, Da fato , Da chorde , & Da battere ; £*?* la Naturale di quattro , Piana,
M furata, Rithmica, & Metrica ; benché quefle quattro ancora fi poffano attribuire all' arteficiata , per le
ragioni ch'altroue diremo . Dell '^Animafica poi faremo fimilmente due parti, ponendo nella prima la Mon-
dana, &> nella feconda la Humana ; come nellafottopofla dmifione appare .
Et quantunque alcuni habbiano fatto differenza tra la Mufica , che nafce da iflrumenti da fato , nomi-
nandola Organica, da quella, che nafce dalie chorde & fenza fiato , chiamandoli Rithmica , nondimeno io
['ima & l'altra ho voluto chiamare indiferentemente -Arteficiata, Prima -.percioche non è di molta impor-
tanza il nominarle più adimo modo , che ad yn altro ì & poi per femore ilfgnificato della parola Organo,
Aonde -vien queflo nome Organico,che comprende in ymuerfale tutte le forti diflrumenti arteficiali ; & al-
tra di queflo per fuggir l'eautuocatione : conciofo che dicendofi Rithmica , fi potrebbe intendere , non fio di
quella harmonia , che nafce da vh iflrumenti arteficiali da chorde ; ma anco di quella , che dalla Profa ben
compofla rfulta . Ma -vediamo hormai quel che fa ciafcun membro della fopramofirata diuifone .
b z Delta
12 Prima
Della Mufica mondana. Cap. 6.
1 P IG LI ^fN D O adunque la Mufca animaflica diremo , che ella è di due fòrti ,
Mondana , &• Humana . La Mondana è quell'harmonia , che non folofi conofce effere
tra quelle coje, che fi -veggono & conoscono nel cielo : ma nel legamento de vii Elementi,
& nella varietà de t tempi ancora fi comprende . Dico chef vewono & conofcom nel
cielo ,dal Riuolgìmento , dalle Dittane , & dalle Parti delle filiere cele/li ; & da vii
^ìjpetti, dulia. Natura, & dal Sno"de i fette pianeti ; chejono la Luna, Mercurio, Venere, il Sole, Marte,
Gioue, & Saturno : tmperoche è fiata opinione di multi Filofofi antichi, & mafimamete di Pithavora, ch&
t>n riuolgìmento di fi gran machina confi veloce mouimento, non trappajìi fenxa mandar fuori qualche fm-
no ; la quale opinione , quantunque da ^Artflotele fa riprobata , è nondimeno fauonta da Cicerone nel lib.6.
della Rep. doue rispondendo il maggior Scipione ^Africano al minore , che gli haueua dimandato ; Che [nono
è quefio fi grande &~ f dolce , che empie gli orecchi miei ì Dice ; Quefio è quello , che conmunto per incottali
interuallt, nondimeno difhutiper compartita proporttone, è fatto dal fojptngire & dal muouere di eBi circo-
li ; il quale temperando le cofe acute con le graut , equalmente fa diuerf concenti ; Perche non fi pojfono fare
fi gran mouimenti con filanto , &• la Natura porta,chegli eflremi dall'vita parte vrauemente , Cy~ dall'al-
tra acutamente fonino. Per la qual cofa quelfommo corjo del cielo (Iellato , ti cui nuolvimento è più veloce ,
fi maone con acuto & più forte fi tono ; & quefio lunare £7* infimo coagrauifimo . Quefio dice Tullio , fe-
condo il parer di Platone; il quale per modrare , àie da tale riuolgìmento nafea l'harmonia ,finvt che a
ciaf una fonerà foprafteda vna Sirena : Peraoche Sirena non vuol Jigmf care altro che Cautatrice a Dio. Et
medefmamente Hefodo nella fa Theogonia accennando quefio tflejfo, chiamo ivf&iig. l'ottaua Mufa , che
è approdata all'ottauafphera , da àuptaos , colqualnome da i Grecivien nominato il Cielo . Et per mofira-
re, che la Nonajpherafuffe quella, che partortffe la grande & concordeuole vmtà deftom , la nomino x.a.k-
hjóm , che viene afgmficare di Ottima voce ; volendo mofbrar per quitto l'harmonia , che tifata da tutte
quell'altre fphere ; come fi vede accennato dal Poeta quando difje >-
/j_5 Vos o Calliope prxcor afpirare canenti ; inuucando folamente Calliope nel numero del più, come laprtnci-
pale , £7* come quella al cui fio volere fi muoueno , & fi girano tutte l'altre . Etj tanto hebbero «li antichi
quefla opinione per vera , che nelli facrtficij loro vfauano Mufcali iflrumenti , & cantauano alcuni Hinni
compojli di [onori verf, i quali conteneuano due pam, tvna delle quali nommauanorpotfii &- l'altra aVr/rpo-
p» ; per mojìrare li diuerf viri fatti dalle fphere celeflt : peraoche per l'vna mtendeuano il moto , che fa la
Iphera delle felle fiffe dall'Oriente m Occidente ; & per l'altra li mouimenti diuerf , che fanno l'altre fphe-
re de pianeti procedendo al contrario, dall'Occidente in Oriente . Et con tali iflrumenti ancora accompagna-
ti ano li corpi de lor morti allafepoltura : peraoche erano di parere, che dopo la morte l'anime ritornaffero al-
la online della dolcexj^a della Mufica,cwè al cielo. Tal coflume offeruaronogiagli Hebrei anticamente nel
la morte de loro parenti, di che ne hammo chiartfima teflimomanxa nelT Euangelio, nel quale è de fritta la
rifufcitatione della figliuola delprencipe della Sinagoga , doue erano mufcali iflrumenti, a fonatori de i quali
comando il Signor noflro,che più nonfonaffero . Etfaceuano quefio (come dice ^Ambrofio) per offeruare Fv-
fanxa de t loro antichi ; liquali in cotal modo inuitauano li circostanti a piangere con effo loro . Molti ancora
haueano opinione, che in quefla vita ogni anima ftffe vinta per la Mufica ; et che fé bene era nel carcere cor
poreo rinchiufa , ncordandofi & effendo confapeuole della Mufica dei cielo ;fi domenticaffe ogni dura <&• no
tofa fatica . Ma fé ciò ne pareffe frano, hauemo dell'harmonta del cielo iltefhmomo delle Sacre lettere, doue
il Signore parla a Giobbe dicendo ; Chi narrerà le ragioni o voci de Cieli ì Et chi farà dormire il loro concen-
to ? Et fé mifuffe dimandato ; onde proceda , che tanto grande & fi dolce fuono non fa vdno da noi ; altro
non faprei rifondere, che quello , che dice Cicerone nel luovo di fopra allegato ; Chegli orecchi noflri ripieni
di tanta harmomafonofordi ;fi come per effempio amene a vii habitatort di quei luoghi doue il Nilo da mon-
ti alti fimi precipita , detti Catadupa ; t quali per la grandexza del rimbombo mancano delfenfo dell'vdito.
Ouero chef come l'occhio noflro non può fi ff are lofguardo nella luce del Sole , reflando da ifuoi ravgi vinta
la noflra luce ; cof vii orecchi noflri non poffono capire la dolcexxa dell'harmonta celejle,per l'eccellenxa et
vraude^afua . Ma ogni ragione ne perfuade a credere almeno , che il mondo fa compoflo. con harmoma ;
fi perdi e
Parte. 13
fi perche ( come vuol Platone ) t anima di effo è harmonia ;fi anche perche li cieli fino girati intorno dalle lo
ro intelligenze con harmonia : come fi comprende da i loro riuolgimenti ; Uguali fono l'uno dell'altro propor-
tionat amente più tardilo più veloci. Siconofieanchora tale harmonia dalle dtjìanxe delle fphere celejli :
peraoche fino difìanti tra loro ( come piace a molti ) in harmonica proportione ; [aquale, benché non ven-
ga mi furata dal fenfo , è nondimeno mifurata dalla ragione : imperoche li Pithagorici ( come dimoflra Pli-
nio ) mifurando la dtjìanza de cieli , & li lorointeruttlli,poneuano dalla Terra cult prima Sphera lunare efi
fere lo [batto di 11600 iladij. j & quejìodiceuano effere l'interitallo dehuono ; attegna che queflo (fecon-
do il mio parere )fia fiori d'ogni ragione : concio fa che non può effere , che quelle cofe le quali per lor natu-
ra fino immobili Si come è la Terra ,fiano atte a generare l'harmonia ; hauendo li filoni ( come -vuol Boe-
tm) il loro principio dal monumento . Dipoi andauano ponendo dalla fplnra della Luna a quella di Mer-
curio l'intsruallo d'un Semituono maggiore ; & da Mercurio a Venere quello del minore ; e da Vene-
re al Sole il Tuono ,& il minor femituono ; & quejla diceuano ejjer dtjìante dalla terra per tre tuo-
m ,& vno femituono ; il qual [patio è nominato Diapente. Et dalla Luna al Sole poneuano la di-
{lanxa di due tuoni , & vno femituona ; li quali coflituifcono lo [patio della Diateffaron . Ritornando.
jpoi A principiato ordine , differo , il Sole effer lontano da Marte per la mtdefima diftan%a , che è la
Luna dalla terra ; & da Marte a Gioue effere l 'infermilo del femituono minore ; &< da queflo a Sa-
turno lo fpatio del Jemit nono maggiore : dal quale per fino all'ylnmo cielo ,oue fittoli fegni celefli ,pofe-
rolo'fpatio del mutar femituono. Per la qual cofa daU'yltimo cielo allajphera del Sole fi comprende effer lo
fpatw, 0 interuallo della Diateffaron ; & dalla terra all'yltimo cielo lajpatio di cinque tuoni,& due mino-
ri fimitumii, cioè la Diapafon . Chi votràpoi effeminare li cieli nelle fue parti, fecondo che con gran ddigen-
■gahà fitto Tolomeo, ritrouerà ( comparate infame le dodici parti del Zodiaco , nelle quali fono li dodici fe-
githcelelh ) le confinante muficalt, cioè la DiateJJaronJa Diapente, la Diapafon, & le altre per ordine; et
nelii motti fatti yerfi l'Oriente & l Decidete potrà conofeere effer collocatififfiioni grauifiimi ; & ut quelli,
ichefifinno nel mexo del cielo Ai acuti fimi . Nelle altitudini poi ritrouerà ilDiatomco, il Chromatico , &
:l'£nharmomco genere. Similmente nelle latitudini li Tropi , o Modi, che vogliamo nominarli ; & nelle fac-
<ae della Luna , fecondo, gli yarij ajpetti calSole,effer le cono-iuutiom delli Tetrachordi . Ma non filo dalle
..predette cofe fi puh conofeere cotale harmonia ; ma dalli yarij ajpetti de i fette Pianeti ancora ; dalla natu-
ra, &» dalla pofitnne ,o fiso toro . Dagli ajpetti, fi come dal Trino, dal Quadrato, dal Sejlile, dalle congiun-
zioni, & dalle oppofitioni ; li quali fanno nelle cofi inferiori, fecondo i loro influfii buoni, &* rei, yna tale &
•tanta diuerfità di harmonia di-cofe , che è imponibile di poterla esplicare . Dalla natura poi, concio fa che ef-
fendone alcuno ( come vogliono gli ^Aflrologi ) di natura trìfttt & maligna ; da quelli , che buoni & bem~
gin fono , in tal moda yengono ad effer temperati ; che ne rifatta poi tale harmonia ; che apporta gran am-
modo & ytile a mortali . Et quejla fi comprende ancora dal Sito , ouero dalla Pofitione loro ; conciofa che
fino tra loro in tal modo collocati , quafi nel modo che fino collocate le yirtu tra gli yitij . Onde fi come que-
Jli, che [ano eflremi ,fi riducono ad vn'habito yirtuofo ,per via di yno me^o conuemente ; cofi quelli piane-
ti , che fino di natura maligni ,fi riducono alla temperanza pervia di vn altro pianeta pojlo nel mexo loro,
che fia di natura benigna . Pero fi vede , che effendo Saturno & Marte podi nel luogo [oprano di natura
maligni, cotal malignità da Gioue pojìo tra l'vno & l'altro , & dal Sole poflo fono di Marte con vita certa
harmonia è temperata ;fi che non laffano operare a i loro mflufii cattiui nelle cofe inferiori quel malio-no ef-
fetto , che potrebbeno operare non vi ejfindo tale interpofitione . Et hanno i loro influfiifi min pofjanxafi-
pra li corpi inferiori , che mentre li due primi nominati pianeti fi ritrouano hauere il dominio dell'anno ; al-
lora fi difiiolge l'harmonia de i quattro Elementi : peraoche fi corrompe l'aria de tal maniera , che o-enera
nel mondo peftilenza vniuerfale. Vogliono ancoraché 1 due luminari maggiori, che fono il Sole & la Luna,
facino comjpondente harmonia di beniuolenxa tra gli huomim , quando nel nafiimento, dell'imo quello fi ri-
trova effere in Sagittario, & quejla nel Montone ; cS* nel nafiimento dell 'altro il Solefia nel Montone, &
la Luna nel Sagittario . Simil harmonia dicono ancora farfi , quando nel loro nafiimento hanno battu-
to vn medefimo figlio , ouero difimile natura, ouero vn medefimo pianeta, o di natura fintile in afeendentc :
ouero che due benigni pianeti col medefimo ajpetto habbianotriruardato l'angolo dell 'oriente . Queflo iftejjo
dicono auenire, quando Venere fi ritroua nella medefima cafa della loro natiuttà, o nel medefimo <rrado. Ha-
ttendo adunque battuto riguardo a tutte le fipradette opinioni , & effendo (fi com: affermarono ideimi ) 1/
Mondo
T4- Prima
Mondo forano d'iddio , nella dichiaratone della Mufrca mondana ho detto , che è harmonia , la quale fi
(corre tra quelle cofe, che fremir ono,& conoscono nel cielo. Et fiinunfr ,che anche nel leo amento degli Ele-
menti fi cóprende:conaofiache ej fetido fati creati dal grande ^Architettore iddio (fi come creo ancora tut-
te l'altre cofe) in Numero ,in Pefo, & in Mi fura, da ciaf una di quejìe tre cofèfi puri comprendere tale har-
monia ; & prima dal Numero, mediatiti le qualità pafribili , che fono quattro & non più, cioè la Siccità, l.t
Frigidità Ja Humidùtàfs* '<* Calidità, chef ritrouano in ejìi : conciofache a ciafcuno di loro principalmen-
te ima di effe qualità è appropiata ;f come tafccità alla terra, la frigidità all' acqua, l'humidità all' aria, &
la calidttà al fuoco; ^Ancora che la fccità fecondanamente fi attribuì fca al fuoco, la calidità all' aria, l'humi-
dità all'acqua , & la frigidità alla terra ; per le quali non ojlante , che tra loro efi elementi frano contrarli ,
reftdno nondimeno in tuo merino elemento, fecondo yna qualità concordi & imiti : effendo che ad o<nìi>m
di loro(come hauemo Tedino jdite ne fono approdiate , per mexo delle quali mirabilmente wfremefr congiun-
gono, & in tal modo; che fi come due numeri Quadrati conuengono in imo melano numero proportionato,
cofr due di efii elementi in imo melano fi congiungono. Concwjia che al modo che il Quaternario, £•?* N otte-
nano numeri quadrati fi conuengono nel Senario , il quale fupera il Quaternario di quella quantità , che effo
ìfuperato dal Nouenano ; in tal modo il Fuoco & l'acqua, che fo no in due qualità contraru ,in uno mela-
no elemento fi congiungono : Impero che effendo il Fuoco per fua natura caldo & ficco, & Ì^Acqua fredda
& humida , nell'^Aria calda &- humida mirabilmente con grande proportione s' accompagnano ; il quale fé
bene dall'acqua per ilcalidofifompa<rna,feco poi per l'humidoft imifce. Et fé l'humido dell '^Acquit ripu-
gna al fecco della Terra , ilfrgido non reflapero d'ynirli infreme . Di modo che fino con tanto marauigliofo
ordine infume ymti , che tra efi non fi ritroua più dtjjiarità , chef ritmiti tra. due mezam numeri propor-
tionatijCollocati nel mexo di due numeri Cubi ; come mlfottopojìo effempio fi pub chiaramente -vedere.
Parte. ij
Tal legamento fitto con harmonia eolico ancora Boetio dicendo ;
Tunumens elementa ligas , ytfrigoraflammis
strida conuemant liqtuais , ne pttrior igni*
Euolet , aut merfloA deducant pondera terrai .
Tu triplicii mediam natura cunóla mouentem
Conneólens animarti ,per confona membra refluii. Et in vn 'altro luogo ;
H<ec concordia temperat aquit
Elementa modu , yt pugnanti*
Violiti cedane humida ficai
Jungantq; fdem frigoraflammis .
Pendidus imnsfmgat in altum ,
Terr£q; grattes pondere fidant . Ma chi vorrà dalpefò loro comprendere ancora la Mondana harmo-
nia la potrà conofeere : percioche effendo l'yno dell'altro più grane , opiù leggiero , fono di tal modo infieme
concatennati & legati , che con yna certa harmonia la circonferenza di ciafcunoproporttonatamente è lon-
tana dal centro del Mondo. Noi y edemo che quelli, che fono per lor natura graui, fono tirati all' in su da quel-
li , che fono per loro natura leggieri ; & li grani tirano all' ingiù li leggieri in tal maniera , che niuno di loro
ya fuori delfuopropw tmw< Et in tal gufa [tanno infieme fempre ymti (sferrati ,che tra loro non fi trout
per alcun tempo, quantùnque breue,in alcunaparte ti Vacuo ;. il quale la Natura grandemente abhorifle. Et
fono poi in tal modo collocati, che la Terra, la quale per [uà natura è [emplicemente graue , & il Fuoco, che
è femphcemaite leggiera; fetta quelli, che poffeggonogli yltimi luoghi. La Terra tien l'infimo luogo : percio-
che orni natie tende al baffo ; & d Fuocojlà nelfupremo : concwfia che ogni cofa leggiera tende a talluo-
o-o . Ma perche li mexi ritengono la natura de i loro eflremt ,pero ha ordinato bene il Creatore , che effendo
tiAcqua & l'^fna, fecondo yn certo rifletto graui & leggieri, doueffero tenere il luogo melano, l'^Alqua
accompagnandofi alla Terra come più graue ,■ & tofrid al Fuoco , come più leggero ; accwche ciafcuno fi
dccompagnaffe a quello , che era di natura a lui più fimile . 1 1 qual ordine & legamento leggiadramente
Ouidio ejfrejìè dicendo. . ...
Io ned conuexi yu , &fine pondere uxti
Emtcuit ,fummaq; locumfibi legit in arce .
Proxirmrt e fi aer illi lemtate locoq; .
Denfior hjs tellus elementari grandia traxit ,
Et prsiffa efl orauitatefuu circunfium humor
Vltima pojfedit ,folidumqi coercuit orbem. Ma fé più fotilmente ancora yorremo eff aminare la cofa,ri-
trouaremo l'harmonia mondana nella loro mifura £7» quantità , mediante la trammutatwne delle parti, che
fa dall' yno nell'altro ,fi come mofira il Filofofo : conciofiache caffi trammuta yna parte di terra in ac^ua,
<*7« i»ia parte di acqua in aria , come fi trammuta yna parte di aria infuoco. Et cofi come fi trammuta yna
parte di fuoco in aria , & yna parte diana in acqua , cofi fi trammuta yna parte di acqua in terra : effendo
che trammutaniofi la terra in acqua,fi yiene a far tale trammutatione in proportione Decupla . Di modo
che quando fi trammuta impugno di terra in acqua, fi genera (come dicono i Filoff ) dieci punii di acquai
<3r quando fi trammuta tale acqua in aria , mene a fare cento punii di aria, per la qual cofa trammutandofi
tutto quejlo in fuoco, yiene a mtdtiplicare in mille pugni di fuoco. Cofi per il contrario, mille pugni di fuoco fi
conuerteno in cento di aria , &. quefìi in dieci di acqua , & dieci di acqua in yno di terra ; & queflo amene
dalla rarità & ffeffezgd , che fi ritroua più in yno, che in yn altro elemento : Percioche quanto più sauici-
nano al cielo,, & fono lontani dal centro del mondo , tanto più fono rari ; & quanto più s'auicinano a queflo,
&f allontanano da quello , tanto più fonofpefi . Onde quando da queflo fi yolefle giudicare
la loro mifura,fi potrebbe dire , che la quantità del fuoco fluffe in proportione Decupla con quella dell'aria ; et
quella dell \ma,con quella dell'acqua medefmamente in proportione decupla ; & cofi la quantità dell acqua,
con tutta la quantità della terra nella mede fima proportione. Et fi potrebbe anche dire ( poi che gli Elementi
fono corpi d'yno iflefjo genere, & il tutto con le parti contitene in una ifieffa natura, et in yna ragione iflef
fd ) che la proportione , che fi ritroua tra la quantità della fpherd del fuoco, (j?1 tutta la muffa delia ter.rajld
quella, chef ritroua tra il numero Millenario & l'ymtade. ^tqnejìo modo adunque, dal mommento, dalle
diiìan-ze,
té Prima
diftanze, & dalle parti del cielo ; & fimilmente dagli affretti, dalla na tura,& dal [ito de ì fette pialletti \
&> dal numero etiandio,dal pefo, & dalla mifura de t quattro elementi, yenimo alla cognizione dell'harmo-
tlia Mondana. Conciofta che la concordanza & l'harmoma loro partorifia l'harmonia de i tempi, che fi co-
, nofce prima ne gli sfinii , per la mutatione della Pnmauera nella State ; & di quefìa nell' ^Aìttunno : umil-
mente dell' autunno nel Verno ; £7* del Verno nella Pnmauera . Et dipoi nelli Mefiper il crefcere &fcie~
mare regolatamente , che fa la-Luna ; & finalmente ne i Giorni per il cambieuole apparir della luce,et del-
le tenebre ,- dalla quale harmonia nafce la diuerfità di fiorii di frutti : Perciocheji come afferma Platone,
auando il caldo col freddo , & ilfecco con l'humido proportionatamente s'vmfcono ; dall'harmoma di qtte-
fie qualità ne rifiata l'anno a ciafcun finente vtilif imo, pieno di varie fòrti di fiori odoriferi , & di frutti ot-
timi i ne alcun altra forte di piante, o di ammali viene a patire. offe fa . Si come alioppofito amene , che dalla
difiordanza & diflemperamento loro fi generano pejlilenza,fìenlità , infermità, & ogni cofa agli huomi-
tii, alle befìie, & alle piante nociua. Et veramente la Natura hàfeguko vn bello & ottimo ordine , facili-
no che quel che ilVemo riflringe & rinchiude, Pnmauera lo apra,& mandi fuori; & quel che la State fic-
ca, P ^Autunno finalmente maturi . Di maniera chef vede l'vn tempo all'altro porgere aiuto ; & di quattro
tempi harmonicamente diffrofìifarfi vn corpo filo . Quella tale harmonia ben fu conofitttta da Mercurio, et
daTerpandro;conciofiache l'vnohauendo ntrouata la Lira ,ouer amente la C etera, pofi in effa quattro
chorde ad imitatione della Mufica mondana ( come dice Boetio & Macrobw ) la quale fi fiowe ne i quattro
'Elementi , ouero nella varietà de i quattro tempi dell'anno ; & l'altro la ordinò confètte chorde alla fimilitu*
dine de i fette Pianeti . Fu poi il numero delle quattro chorde nominato Quadrichordo,oiter Tetrachordo,che
tanto vuol dire , quanto di quattro chorde . Et quello di fitte Eptachordo , che vuol dire di fitte chorde . Ma
il primo fu da i Mufici di maniera ricettato & abbracciato , che le qutndeci chorde comprefe nel Siflema
maflimo,furno accrefciute fecondo il numero delle chorde del predetto Tetrachordu , anchora che fi ritrom-
tio dittanti Puna dall'altra fitto diuerfe propomom . Et quefìo bajìt quanto alla dichiaratane della Mufica
mondana .
Della Mufica humana. Cap. j.
^€ Mufica humana poi è quell' harmonia , che può effer intefa da ciafiuno , che fi riuol-
va alla contemplatane di fi iìeffo : imperoche quella cofa , la quale mefcola col corpo la
viuacità incorporea della ragione , non è altro , che vn certo adattamento & tempera-
mento, come di voci graui& acute ; il quale faccia quafi vna confinane . Queflaè
_ I quella, che connuno-e tra fi le parti dell '^Aìiima,& tiene vnita la parte rationale con la
irrationate ; <y è quella, che mefcola vii elementi ,ouer le qualità loro nel corpo humano con ragioneuole pro-
portione . Onde principalmente fi de auertire , ch'io ho detto , che può effer mtefia da ciaficuno , che fi riuolga
alla contemplatione di fi ileffo ; accioche non fi credeffi , che la Mufica humana fufje , ofi chiamaffe quel-
f ordine, che offerita la N'attira nella generatane de nofìri corpi . La quale ( come dicono li Medici , e£" an-
che lo conferma ^Agoflino) poi che nella matrice della donna ritroua ilfeme humano, corropendolo per iffra-
tio di fii giorni lo conuerte m latte ; ilquale in noue giorni trasforma in [angue ; & in termine di dodici di ne
produce vna maffa di carne fenza forma : Ma a poco a poco introducendouela, in diciottogiomi la fa diueni-
re humana : di modo che effendo in quarantacinque giorni compiuta la generatone , l'Onnipotente iddio le
infonde l'^fnima intellettiua . Et veramente quefìo mirabili/ìimo ordine ha in fi concento & harmonia, con
fiderata la diflanza di un numero all'altro ;fi come è chiaro da vedere, che dal primo al fecondo fi ritroua la
forma della con finanza Diapente ; & da quefìo al terzo quella della Diateffaron ; & dal terzo all'vltimo
quella della medefima Diapente . Et di nuouo dal primo al terzo , & dal fecondo all'vltimo la forma della
Diapafon ; & dal primo all'vltimo chiaramente fi fcorge quella della Diapafòndiapente ; come più faalmen
te nella finirà fi vede : Ma quefìa non chiamerò io Mufica humana, la qual diremo, che fi poff a conofiere da
tre cofe , cioè dal Corpo , dall'Emma , & dal Congiungimento dell'vno & dell'altra . Dal corpo ,fi come
nelle cofe che crefcono , ne gli humon , d7* nelle immane operationi . Nelle cofe che crefcono noi vegliamo
ciaftun viuente quafi con vna certa harmonia cambiare il firn flato : Gli huomim dmentano di fanciulli vec-
chi, & di piccoli grandi ; Le piante di humidet verdi & tener e, fi fanno aride, fecche , & dure . Et ben che
ogni
Parte .
»7
ogni giorno fi veggano , & le habbiamo attutitigli occhi , nondimeno non fi può veder tal matafione : fi co-
nte ancora, nella Muftca non fi pub vdire lo (patio , che fi trotta dalla voce acuta a quella che ègraue , quan-
do fi canta: conciofta che fittamente fi poffa intendere, & nonvdire. Ne gli humori;come vedemo nel
temperamento di tutti quattro gli Elementi nel corpo humano . Et nelle Immane operatwni la conofeemo,
tiell'atiimalrationale, cioè nellnuomo : imperoche in tal modo è retto & gouernato dalla ragione , chepaf
fandoper i debiti mezi nelfuo operare , conduce lefue co fé con vna certa harmonia a perfetto fine . Conofcefi
ancora talharmonia dall' Jfnima, cioè dalle fue parti; che fono l'Intelletto , li Sentimenti & l'Habito : Im-
peroche , fecondo Tolomeo , corri! jiondeno alle ragioni di tre confinante, cioè della Diapafon , della Dia-
pente 'i & della Diateffaron : conciofta che la parte intellettuale corrìfponda alla Diapafon ', che ha fette in-
terualli,&> fette fono lefue Specie ; onde in effafi ritrattano fette cofe,cioè la Mente, l'Imagmatione, la Me-
moria , la Cogitatane , [opinione , la Ragione , & la Scienza . *AÌla Diapente^, la quale ha quattro Specie
& quattro internala, corrijponde lafeenfetiua in quattro cofe , nel Vedere, nell'vdire, nel! 'odorare , & nel
Guttare : conciofta che il Toccare fa commune a ctafcun de i nominati quattro fentimenti , & maf ima-
mente al Gutto . Ma alla Diateffaron, la qualfifa di tre interualli & contiene tre Specie corrtfponde la par
te habituale , neìl'^Augumento , nella Summità , & nel Decrefctmento . Similmente fé noi vorremo che le
farti dell' lAnimafiano la fede della Ragione , deli Ira, & della Cupidità; ritrouaremo nella prima fette co-
fe corrifpondenti agli interualli & aUefpecie della Diapafon , cioè [^Acutezza , l'Ingegno , la Diligenza ,
il Configlio , la Sapienza, la Prudenza, & l'Efperienza . Nella feconda ritrouaremo quattro cofe, che cor-
rifponderanrìo alle fpccie & agli intentala della Diapente , cioè Manfeuetudine o Temperanza d'animo,
xAnimofttà , Fortezza , & Tolleranza . Nella terza tre cofe corrifpondenti agli intentala & alle fpeae
della Diateffaron , cioè Sobrietà o Temperanza , Continenza , & Rtfpetto . Oltra di c/ò fi confedera anco-
ra tale harmonia nelle potenze di effa anima, fi come nell'Ira, nella Ragione ;& nelle Virtù ; come fa-
rebbe dire nella Iuftitta & nella Fonezzg : percioche quejìe cofe tra Lro fi vengono a temperare nel modo
che nei fuoni della confonanzafi contempera ilfeuonograue con l'acuto . Si conofee vltimamente tale harmo-
nia dal congiungimento dell' Jfnima col Corpo ,per la naturale amicitia , mediante la quale il corpo con l'a-
nima e legato, non già con legami corporei , ma ( come vogliono i Platonici ) con lofpirito , il quale è incor-
poreo, come al cap.q. di [òpra vedemmo. Quefìo è quel legame , dal qual nfulta ogni humana harmonia,
<£* e quello-, che congiunge le diuerfe qualità degli elementi in vn compoflo , cioè nel corpo humano Seguen-
do [opinione de Filofefe ; i quali concordemente affermano , che t corpi hum ani fono compofli di Terra,^4c-
<pia ,<Aria ,& Fuoco ; & dicono la carne getter arfi della temperatura di tutti li quattro elementi tnfee-
me ; li Nerui di terra & di fuoco ; & finalmente le offa di acqua & di terra . Ma fee quefìo ne pareffe
jtrano , ragioneuolmente non paterno iterare , che non ftano compofli almeno delle qualità elementali ,
mediante li quattro humori , che in ogni corpo fi ritrattano ; come è la Malinconia , la Flegma , il Sangue ,
& la Colera : li quali benché l'vno all'altro fimo contrarli ; nondimeno nel mifìo , o compoflo , che voglia-
c mo
18 Prima
mo dire , fanno harmomcamente vniti. ^fnzi fé per patir freddi , & foiitrchi caldi ; ouer per trop-
po mangiare , b per altra cagione facemo violenza ad tuo degli humori , in iftante ne ferite ildiflem-
ptramemo , & (infirmiti del corpo ,• ne egli prima fi rìfana , fé efii non fono ridimi alla priilina
proportione& concordia ; la quale non potrebbe ejjere , quando non ti fuffe quel legamento , che di fo-
pra ho detto , della natura Jptrituale con la corporale , <&■ della rationale con la irratwnale . Que-
lla concordia harmonica adunque della natura Jpirituale con la corporate , e£* della rationale con la ir-
ratwnale , è quella , che coflitmfce la Mufica human» :percioche mentre l'^Ahima quafi con rarion de i nu-
meri perfèueradijìarevntta col corpo, il corpo ritiene col nome l'effere animato ;& non effendo per altra
accidente impedito , hàpotejìà di far ciò che vuole : doue dtfciooliendofi l'harmonia,e<rlifi corrompe, & per-
dendo col nome l'effer animato, resla nelle tenebre, & l'yAmma vola all'immortalità . Et ben fu detto quali
con ragion de i numeri : conciofiache gli antichi hebbero vna ilrana opinione , che quando vnofi annetraua ,
meramente era vecifo ,l 'anima fua non patena mai andare al luogo deputato, fin che non haueua finito il
mufical numero ; col quale dalfuo nafàmento era {lata congiunta al corpo . Et perche haueano per fermo ,
che tal numero non fi potejfe trappajftre , però tali accidenti chiamarono Fato, ouer Corfo fatale. Queiltt
opinione tocca il Poeta introducendo Detfobo, il quale fu vcafo da i Greci, dir quejle parole ;
Explebó numerum , reddarque tenebm . Ma perche quefle cofe s'appartengono più alli ragionamenti
della Filofofia , che a quelli della Mufica, lafcierò di parlarne più oltra, contentandomi di hauerne detto que-
fle poche , <& dimojlrato la varietà della Mufica animaftica ; della quale , come di quella , che nulla opaca
fa al nolìropropofito , non ne farò più mentione .
Della Mufica piana, & mifurata; o vogliamo dire Canto
fermo ,& figurato . Cap. 8.
E S TiA hora di andare dichiarando il fecondo membro principale , che noi facemmo del-
la Mufica; il quale era la Organica, diuifa in H armonica o Naturale, <& in ^Artifi-
ciata ; ciafeuna delle quali dmidemmo in Piana, Mifurata, Rithmica ,& Metrica.
Ripigliando adunque quefle vltime parti dico, che la Mufica Piana fi dimanda quell'har
monta , che nafee da vnafemplice & equale prolatione nella cantilena, la quale fifa fen-
%a variatione alcuna di tempo, dimojlrato con alcuni Caratteri , o figure /empiici , che Note li muficipr at-
tici chiamano ; le quali ne fi accrefeono , ne fi diminuirono della loro valuta : imperoche in efjafipone il tem
pò intero & indiuifibile ,&dai Mufici volgarmente è chiamato Canto piano , ouero Canto fermo ; ilqua-
le è molto vfato da i Religiofi nelli diuini vffiaj . Mufica mifurata dico effere l'harmonia , che nafee da vna
variata prolatione di tempo nella cantilena , dimoflrato per alcuni Caratteri, o figure al modo fopra detto ,
le quali di nome, ejfentia , forma , quantità , & qualità fono differenti ; & non fi accrefeono ,ne fi dimi-
nuirono : ma fi cantano con mifura di tempo , fecondo che defcnttefi trouano . Et quefla communemente fi
chiama Canto figurato , dalle figure o note , chef trouano in effo di forma & quantità diuerfa , le quali ne
fanno crefeere & minmre il tempo nella cantilena, fecondo la loro valuta, che tardità, o velocità di tempo ne
raprefentano. Ma Figura , o Nota che dire vogliamo, fi nel canto fermo, come nel figurato, dico effere un fé
gno,che pofìo fopra alcune linee &jpatij, ci raprefenta ilfuono o la voce, &• la velocità & tarditàdel tem-
po, che bifogna vfare nella cantilena ; delle quai cofe trattaremo poi nella Terza parte , quando ragionam-
mo intorno la materia del Contrapunto , cioè delle Compofitioni delle cantilene . Et perche la Mufica piana
& Mifurata, non folo da iflrumenti naturali, ma da artificiali ancora può nafeere ; però nella dtmfione
della Mufica organica , dalla harmonica 3 o naturale } & dalla artificiata l'ho fatta difeendere .
Deh
Parte.
Della Mufica Rithmica , & della Metrica .
ic,
Cap. <j.
V SI C^tf Rithmica diremo effer quella harmonia , che fi [ente nel yerfi , onero nella
prof per la quantità delle Sillabe & per il fuono delle parole , quando mfemt bene &
acconciamente fi compongono ; La faenza della quale confifle nel giudicare, fé nella pro-
fano nel yerfofia conueneuole consonanza tra, parola e£* parola , cioè fé lefillabe dell'y-
na, bene o male con lefillabe dell' altra f congiungono . Quefto tal ^nudino non fi puh fa-
re ,je prima in atto non fi riduce, & fi faccia ydire col me%o de naturali tilrumenti : perciocbe non le lette-
re, magli elementi delle lettere fono quelli , che producono tale conueneuole confinanza ; li quali (Jècondo li
Grammatici, & fecondo Boetto ancora) altro non fono , che la pronuntia di effe lettere , che fono con diuerfe
forme figurate, ritrouateper commodità di efprimere il concetto, fen%a parole pronunciate . Onde nellage-
neral diuifione della Mufica organica ; dalla harmonica , o naturale gli ho fatto trar lafua origine . Potemo
adunque hora conofeere la differenza, che è tra quefla & l altra fpecie di Mufica , che Metrica fi chiama ;
il empropio è di faper giudicare ne i yerfi la quantità delle fillabe , cioè fé fiano lunghe o breui , mediante le
quali fi conofeano i piedi, & quali fiano,& la loro determinata fede : Concwfiache la diuerfità de i piedi, co-
inè di due, di tre, di quattro, o di pmfillabe , coflituifce la Mufica metrica ; La quale fé mede firn amente yo-
lemo dichiarare, non è altro che l'harmonia, che nafee dal yerfoper la quantità delle fdlabe ; la compofitwne
delle quali coditutfee diuerfi piedi , come fono il Pirrichio , flambo , lo Spondeo , il Trocheo, il Tribracho ,
l'^AÌiapeflo, il Dattdo , il Proceleumatico , & altri che nelle Poefie fi ritrouano ; Li quali , fecondo la loro
determinata fede nelyerfo,poJlt harmomeamente infieme, porgono all'udito grandif ima dilettatione. Et per
le medefime ragioni ch'habbiamo detto della Rithmica , la Metrica anchora dalla medefima harmonica , o
naturale difeende : imperoche la lunghezza , o breuità delle fdlabe fi conofee, o mifura dal fuono della yoce ,
la cui luno-hezjd o breuità importi tempo , conofiiutoper il moto . Si che non dalle lettere, ma dal fuono del-
le yoci yiene a nafetre la Mufica Metrica iperaoche accompagnandolo col fuono degli artificiali iflrumenti
fi forma il Metro , come anticamente faceuano li Poeti lirici , che al fuono della Lira , o della Cetera canta-
vano i loro yerfi ; onde parimente li Poeti & i Verfi da loro cantati yengono chiamati Lirici . Et perche da
principio e[ìi andamno a poco a poco cercando di accompagnare i yerfi conharmoma al fuono della Lira o
della Cetera, è fiata opinione de molti , che i detti Poeti trouaffero le Legi o regole de i yerfi , le quali Metri-
che addimandauano . Per concludere adunque dico, che la Rithmica &> la Metrica parimente difende dal-
la naturale: Ma perche (come yuole ^Agoflmo) percuottendo noi alcuno ijìrumento con quella yelocitào
tardità , che noiproferimo alcuna parola, potemo conofeere dal mouimentogli ijìefii tempi lunghi & breui ,
cioè li numeri iflefit, che nelle parole fi conofee sperò nonfuinconueniente dire , che quejìe due firn di Mufi-
ca ,fipoffano anco attribuire all'artificiata : concio fia che ogni giorno ydiamofarfi quejlo con diuerfi lilru-
-menti , al fuono de quali ottimamente ji accommodano y arie forti di yerfi , fecondo il numero chef compren-
de nel fuono nato da loro . E ben yero , che tra quella che derma dalle yoci , & quella che deriua dalli juo-
iii fi ritruuerà tal differenza , che l'yna Rithmica , o Metrica naturale fi potrà dire , & l'altra Rithmica o
Metrica artificiata . Ouefte due forti di Mufea (percioche alprefente molto più olii Poeti & Oratori , che
aI Mufieo , appartengono ftpere ) lafciaremo da parte , ragionando folamente della Piana & della Mtfura-
ta ; non pretermettendo, come è il mio principale propofito , alcuna cofa, che fa degna di annotatione.
Quello che fia Mufica in particolare , & perche fia coli
detta. Cap. io.
*A T T ,A la diuifone della Mufica (battendola prima dichiarita in yniuerfale ) & ye-
duto quello, che fa ciafeunafua parte feparatamente ;refla hora ( douendof ragionar fo-
lamente della Iflrumentale ) yeder prima quello, che ellafa.Dico adunque, che la Mu-
fica iflrumentale è harmoma, la quale nafee da tfuoni & dalle yoci ; la cui cognitwne in
che confifla facilmente dalla fua definitione potremo fapere : imperoche ella è faenza fpe-
c i culatma
20 Prima
culatiita mathematica , maeflra di tutte le cantilene \U quale col fenfo & con la ragione confiderà lifuoni
& le yoci , li numeri , le proportioni- , & le loro differenza ; & ordina le yoci graui & acute con certi ter-
mini proportionati ne i debiti luoghi. Ne fi marauigli alcuno ,ch 'io habbia detto la Mufica effire faenza fbe-
culatiaa : percioche tengo , chefiapofiibile, che vnopoffa quella poffedere nell'intelletto ; ancora che non l'ef-
ferati con li naturali o artificiali tfìrumenti. Ma perche ellafia cofi detta j & donde deriui iljuo nome, non è
cofa facile da fapere : conciofa che alcuni hanno hauuto opinione , cheìella habbia origine dal yerbo «reco
Nh/ehtH ; & altri ( tra i quali è Platone nel Cratilo ) da ^à&cu , cioè dal cercare ,o inuefìigare ; come di fi-
bra fi è moftrato.Et alcunihanno hauuto parere , chefia detta da-pav -voce Egittia, o Caldea,& da n%o* "vo-
ce Greca ; che l'vna vuolfignificare ^Acqua,& l'altra Suono ; quafiper iljuono delle acque ritrouata : della
quale opinione fu Giouanm Boccaccio ne i libri della Geneologia deìli Dei.Et in -vero non mi di/piace -.percio-
che è concorde alla opinione di Varrone, ilqual vuole,chc in tre modi nafchi la Mufica ; o dalfuono delle ac-
que ;oper ripentitone dell'aria ; o dalla -voce : ancoraché ^Agoflino dica altramente . ^Alcuni altri ijlima-
rono,che cofifuffe detta -.perche appreffo l'acque fu ritrouata ,&• non per ilfuono delle acque; mofliper auen-
tura daquefìo, che Pan dio de paflori fu il primo ( come narra Plinio ) che della fua Siringa conuerfa m can-
na appreffo Ladone fiume di ^Arcadia, fece la Sampognapaflorale ; il che afferma il Poeta dicendo ;
Pan primiu calamos cera coniungere plures
Indituit . Et quantunque quejle opinioni fiano buone , tuttauia quello che a me par più ranoneuole,
et più mi piace è l'opinione di Platone,che ellafta nominata dalle Mufi,alle quali (come dice ÌAgoflino)è con-
ceduto -vna certa onnipotenza di cantare : & -vogliono li Poeti, che fiano figliuole di Gwue & di Memoria ;
& diconobene : percioche fé l'huomo non ritiene li fuoni& gli interualli delle -voci muficali nella memoria,
non faproftto alcuno ; & queilo amene : perche non fipoffono a -via alcuna fcriitere : tanto più , che ogni
faenza , & ogni dfaplina ( come -vuole Quintiliano ) confifle nella memoria -. conciofia che in -vano cièin-
fegnato, quando quello che noi afcoltiamo dalle menti nofìre fi parte. Et perche habbiamo detto la Mufica ef-
fere fetenza /peculatiua , però auanti che più oltra pafiiamo , yederemo ( hauendo confideratione del fine )
come anche lapofiiamo dimandare Pr attica ,
Diuifione della Mufica in Speculatiua & in Prattica ; per la quale fi
pone la differenza tra il Mufico & il Cantore. Cap. u.
NT R ^€V IENE nella Mufica quello , che fuole intrauenire in alcuna dell'altre
faenze : concioftache diuidendofi in due parti, l'yna Theorica, o Speculatiua , & l'altra
Prattica yien detta. Quella il cui fine confifle nella cognaione folamente della yerità del-
le cofe intefe dall'intelletto ( il che è propio di ciafiuna faenza ) è detta Speculatiua ; l'al-
tra che dall' efferatto folamente dipende, yien nominata Prattica . La prima , come yuol
Tolomeo, fu ritrouata per accrefeimento della faenza,} impernine per tlfùo mezopotemo ritrouar nuoue co-
fe,& darle augumento : Ma la Prattica folamente è per t operare ; come diffignare,defiriuere,&fabricare
con le mani le cofe occorrenti . Quefla alla prima non altramente fi fittomene, di quello che fa l'appetito alla,
ragione ,&è il douere : conciofa che ogni arte , & ogni faenza naturalmente ha per più nobile la ragione
con la quale fi opera, che ttjleffo operar e.Onde hauendo noi dall' minimo il fapere, & dal Corpo, come fio mi-
ni{lro, l'opera ; è cofa manifefla,che l'animo ytneendo &fiperando di nobiltà il corpo, quanto alle operatio-
nifia ancora più nobile : tanto più , che fi le mani non oper afferò quello, che dalla ragione gli è commandato,
-vanamente &fenza frutto alcuno fi ajfaticarebbeno. Si che non è dubbio , che nella fetenza della Mufica è
più degna la cbgnttione della ragione, che l'operare. Et quantunque la fpeculatione da per fi non habbia dibi-
figno dell'opera ; tuttauia non può lo fpeculatiuo produrre cofa alcuna in atto,che habbia ritrouato nuoua-
mente,finza l'aiuto dell'artefice, ouero deìl'tfrumento : percioche tale fpeculatione fi bene ella nonfuffe va-
na , parrebbe nondimeno finz* frutto , quando non fi riduceffe all'yltimofuofine, che confifle nell' efjercitio
de naturali , & artificiali tftrumeriti , col mèxo de i quali ella Tiene a configuirlo :fi come ancora l'artefice
fenya l'aiuto della ragione mai potrebbe codurre l'opera fua aperfetttone alcuna . Et per queilo nella Mufica,
( confiderandola nella fua vltima perfezione ) quejle due parti fino tanto infume congiunte , che per le affi-
enate ragioni nonfipoffonofiparare tyna dalli altra , Et fi pure le volejlimo feparare , da queflofi conofeerà
lo Speculatiua
Parte . 21
lo Speculatimi effer differente dal Prattico,che quello fempre piglia il nome dalla faenza & vien detto Ma-
fico . & queflo non dalla fetenza , ma dall' operare ; come dal Comporre è detto Compojìtore-; dal Cantare è
detto Cantore ; & dal Sonare vien chiamato Sonatore . Ma più efpreffamente fi comprende da quelli t che
«ffèrcitano f opere muficali da mano , li quali dall'opera, cioè dall' ijlrumento, & non dalla faenza prendeno
il nome; come tOrgamfla dall' Organo, il Citerijla dalla C etera, il Lirico dalla Lira ; & fimilmente o<nt al-
tro j fecondo la forte dell' iilrumento ch'eifuona.Et pero chi yorrà bene eff aminar la cofa , ntrouerà tanto ef-
fere la differenza dell'imo doli altro, quanto è il loro vjficio, & il loro fine diuerfo. Onde -volendo fapere quel-
lo che fa l'yno & l'altro diremo ; Mufco effer colui, che nella, Mufica è perito, £7> ha f acuità di giudicare,
non per il fono : ma per ragione quello , che iti tale faenza fi contiene . il quale fé alle co/è appartmenti alla
prattica darà opera, farà la fa faenza più perfetta . & Mufico perfetto fi potrà chiamare. Ma il Prattico,
o Compoftore, o Cantore, o Sonatore, che eglifia, diremo effer colui, che li precetti del Mufico con luno-o ef-
feratio apprende, & li manda ad effetto con la -voce, o col mezo di qualunque artificiale ijlrumento. Di fòr-
te che prattico fi può dire ogni compoftore , il quale non per ragione & per jcienza : ma per lungo yfo ftp-
pia comporre o«m mufical cantilena ; & ogni follatore di qual fi voglia forte di ijlrumento muficale , che
ftppia fonare folamente per lungo yfò, &giudiao di orecchio : ancora che a tale yfo l'yno & l'altro non fa
peruenuto fenzàl mezo di qualche cogmtwne . Et la velocità delle mani, della lingua , & ogni mouimento,
& altro acadente, chef ritroua di hello nelfonatore,o cantore, fi debhe attribuire aìl'vfò,& non alla faen-
za : conciofache confluendo effa nella fola cognitione sfefuffe altramente feguirebbe, che colui, che haueffe
maggior cognitione della faenza ,fuffe anche più atto ad effercitarla ; di che in effetto fi yede il contrario.
Hora hauendo veduto la differenza, che fi ritroua tra l'yno & l'altro , effer l'ifleffa, che è tra l'artefice &
[ijlrumento ; ti quale effendo retto & vouernato dalli artefice , è tanto men degno di lui, quanto chi reo-ve è
più nobile della cofa retta ; potremo quafi dire, il Mufico effer più degno del Compoftore, del Cantore, o So-
natore, quanto codili è più nobile & degno dell' ijlrumento . Ma non dicoperò, che'l compoftore, & alcuno
che efferati li naturali, o artificiali iflrumentifia , o debba effer priuo di queflo nome, pur che eglifappi* ty
intenda quello, che operi ; & del tutto renda conueneuol ragione -.perche afimilperfona, nonfolo di Compo-
jìtore,di Cantore, 0 di Sonatore:ma di Mufico ancora il nome fi conuiene.yAnzife con vnfol nome io douef-
jimo chiamare, lo chiameremo Mufico perfetto : percioche dando opera, & effercitandofi nell'vna, & l'al-
tra delle nominate, cofìui poffederà perfettamente la Mufica ; della quale di fiderò, &ff>ero che faranno ac-
quilo coloro, i quali vorranno offeruare li noflri precetti.
Quanto fia neceffario il Numero nelle cofe ; & che cofa fia Numero ;
& fé l'Vnità è numero . Cap. 12.
^C perche di fopra fi è detto , che la Mufica è faenza, che confiderà li Numeri ,&le
proporzioni; peròparmi che hora fa tempo di cominciare a ragionar di t al cof ,m a f ima-
mente che dalla prima origine del modo {fi come manifedamentefi vede, et lo afferma-
no i Filofòfi)tutte le cof create da Dio fumo da lui col Numero ordinate : anzi effo Nu-
mero fu il principale effemplare nella mente di effo fattore . Onde è neceffario che tutte le
cofe, le quali fono feparatamente, ouero infieme,fano dal numero comprefè, & al numero fottopode : impe-
roche tanto è egli neceffario ; chefèfuffe tolto via, prima fi dijlruggerebbe il tutto , & dipoi fi leuarebbe al-
' thuomo ( come vuol Platone ) la prudenza, & il fapere : conciofache di niuna cofa, che egli haueffe nell'in-
telletto , ouero nella memoria , potrebbe rendere ragione ; & le artifperderebbeno , ne più faria bifomo di
parlare oferiuere alcuna cofa della Mufica ; percioche del tutto la ragione di effa fi anullarebbe , non hauen-
do ella mar crior fermezjia, che quella de 1 numeri, il Numero acuiffe l'ingegno, conferma la memoria, in-
driz!Xa (intelletto alle fpeculationi , &jmferua nelpropio effere tutte le cofe . clfepm ì iddio benedetto lo
dónòaWhmmo, come litrumento neceffario ad ogni fua ragione &clifcorfo. Nelle Sacre lettere vn infinito
numero difereti mirabilifiimi & diurni col mezs de i numeri fi uen^uno a difcoprire,della cognitione & in-
telligenza de i quali ( come piace ad ^Agoilino )fenz<t t aiuto de numeri noi certamente faremmo priui . il
Saluator nodro, come fi uede nell'Euangelio in molti luoghi, gli offeruò, & le ceremome della Legge fritta,
tutte per numero fi comprendano . Di modo che, come dice ancora ^Agodmo , nella Scrittura in più luoghi fi
ritrouano
22 Prima
ntrouano li N artieri, & la Mufica effer pojlt honoreuolmente. Onde non è da marauigliarfi,fe i Pithagorici
xflimauano, che netti numeri fujji va ìwnfo che di diurno . Si che per quello che dettonabbiamo, et per quel-
lo che dir fi potrebbe decorrendo io t intelletto, il numero èfommamente neceffarto.Et beche molti l'habbiano
dtffinito;nÒdimeno Euclide Mevarefejparmi che ottimamete l'habbia deferita dicedo; il Numero effere mal
titudme compofìa di più ynità. La quale "finità ben che nufia numero, tuttauia è del numero principio,^ Uà
tfla orni cofa, ofemplice,o compojìa,o corporale, ojpirituale chefia, yien detta Vna : Perciochefi come non
fi può dire Cu fa alcuna bianca fé non per la bianchezga,cofi non fi può dire alcuna cofa ima [e non per la yni-
tà ; la quale è talmente contenuta dalla cofa che è , che tanto quella fi conferua nell'efferpropto , quanto con-
tiene in [e la Vmtà : Et all'oppofito, quando refìa di effere yna,allora manca delfuo effere . Et in ciò la Vni-
ta è niente differente dal Punto , che è yn minimo indiuifibile nella linea : conaofia che fi come quando è
moffo ( fecondo che vogliono alcuni ) egli fa la linea , & non per queflo è detto Quanto , ma fi bene di effa
Quantità principio ; cofi non è la Vmtà numero, ancora che di efjofia principio . Et fi come ti fine non è, ne
fi può dire ,fe non rifatto del principio , cofi ilprincipto non può effere , fé non ha relatione alpne . Et perciò
t da notare, che non yien detto principio ,fe non per ragione delfine ; ne f ne fé non per rifletto del principio :
idi modo che dal principio alfine non fi potendo yenire ,fe non per il mexo ; farà neceffario , che ogni cofa ac-
etiche fui intera & tutta, contenga m fé principio , me%o ,&fne;i quali tutti fono contenuti nel numero
Ternario , detto dal Filofofoper talragwneferfetto . Onde mancando l'Vnità delmexs & delfine , non fi
può dire, chefia numero, ma principio folamente di quei numeri , che fino con ordine naturale dijpofli , per-
cioche la naturai difpofitione de numeri è tale . i. z. 3.4. 5. 6. 7. 8. 9. io. ordine chef può continuare in
in infinito, avgimmndout la ynità . la quale, percioche da effa ha principio ogni quantità ,fia cottnua , ò di-
fcretaSi chiama Genitrice , ciò è principio, origine , & mifura commune d'ogni numero : conciofia che cia-
Jcttn numero contenga in fé più yolte la ynità ;fi come per effempio , il Binario , chefigue immediatamente
.dopò effa , non yien formato fé non per la congiuntione di due ynità , dalle quali ne rifulta effe Binario primo
numero &pari ; 6t* * queflo aggiunta poi la ynità ,fi forma il Ternario primo numero impare ; dal qua-
le con la ynità appreffofifa il Quaternario , detto Numero parimente pari ; <*?* da queflo & dalla ynità è
frodutto il Quinario, detto Numero incompoflo,&< cofi gli altri di dmerfe ffecie , procedendo m infinito .
Delle varie ipccie de Numeri . Cap. 15.
V N GO farebbe , & fuori dipropofito , ilyoler raccontare di yna in yna le yarie fòrti
de numeri, & yolerne di ciafeuna dire quello , che ella fi a : ma perche dal Mufico ne fono
cofiderate alcune fpecie, dirò folamete di quelle, che fanno alpropofito noflrojafjando da
parte le altre, come inutili a quefì a fetenza. Diremo adunque le fpecie de numeri, le qua-
li fa dibifògno fapereper l'mfelligenxa di queflo Trattato ,&al Mufico appartinenti
tffer diece , cioè numeri Pari, Impari, Parimente pari , Primi & incompofli , Compofli , Contrafe primi
Tra loro compofli, o Communicanti, Quadrati, Cubi, & Perfetti , de i quali li Pari fono quelli, che fi poffo-
tio diuidere in due parti equali ; come 2.4. 6. 8. io.C^ altri fintili : Magli Impari fono quelli , che non
poffono effer diuifi in due parti equali ,an%j di necefìità l'yna parte fùpera l'altra per la ynità ; & fono que-
fìi 3 . 5-7.9. 11. &glt altri . Li Parimente pari fono quelli , che hanno le parti , che fi poffono diuidere in
due parti equali ,ftno à tanto che ftperuenga alla ynità ; dalla quale mcominciorno ad hauere il loro effere ,
continuando in doppia proportwne in infinito ; come 2. 4.8. 1 6. 3 2 . 64. &glt altri . Li numeri Primi (3*
incompofli fono quelli , 1 quali non pojjono effer numerati 0 diuifi da altro numero , che daU'ymtà ; come
1.3.5.7.11.13.17.19.^ altri fintili : Ma li Compofli fono quelli, che da altri numeri fono numera-
ti & dtuifi ;& fono 4. 6. 8.9. io. 1 1 .& gli altri procedendo in infinito . Li Contrafe primi fono quelli ,
che non poffono effere mifurati 0 diuifife non daU'ymtà , mtfura commune (fogni numero ; come 9. & io.
che fino numeri compofli , ma infieme comparatifi dicono Contrafe primi : perche non hanno altra mifura
commune tra loro , che li mifun 0 diuida , che la ynità . Et queflifi trouano di tre forti : percioche ouerfono
[yno & l'altro compofli ; come ligia moflrati : ouero l'yno & l'altro primi ; come 1 $.&• 17. ouero L'v-
tio compojlo & C altro primo ; come iz.& 19. Tra lor compofli, 0 Commumcantifi chiamano quelli, che
fono mifurati . 0 dmfi da altro numero , che dalla ynità ; & muti di loro è all'altro primo ; & fi ritrattano
di tre forti : ouì r che fono tutti pan ; come 4. c£" <J. ouer che fino tutti impari ; come y.^7- 1 5 . ouer che fo-
no pari
M
^cV8
k^
s^^^fej:
Parte. 25
qioparì &impari ì come f>.&<). Quadrati fono quelli, che nafiono dalla moltiplicatione di yno minor nu?
mem infifieffi moltiplicato i come 4.9.&16.1 quali nafiono dal z . 3 . & 4. che fino Radici quadrate
di tali numeri " Ma liC ubi fono quelli, che nafiono dalla moltiplicatane di qualunque numero infifieffo, &*
dalpredutto amoraper tal numero moltiplicato ; come 8.27. 64. & fimili ; t quali nafiono per la molti-
plicatione del z. 3 . & 4- in fé, che Radici Cube di tali numeri fi chiamano ; & liprodutti ancora moltipli-
cati ptrefiu come fona moltiplicando il z.in fi , produce 4. il quale moltiplicato col 2. ancorarne nafie 8.
detto Numero Cubo, del quale ti z.èla radice. Ma li numeri Perfetti fono quelli, che fino integrati dalle lo-
sro para, & fino numeri Pari, &compofti, terminati fimpre nel 6. oueronell'S; come 6. 28. 496.
& gli altn-.conciofia che tolte le parti loro, & infieme aggiunte, rendono di punto ilfuo tutto . Come quel-
ie del Settari® , che fino 1 . 2 . & 3 . le quali interamente lo diuidono : l'ynità prima in fei parti , il binario
«dipoi in tre 0 & il ternario in due parti ; le qual parti fiammate infieme rendono interamente effo Settario .
•Quejìofiiw adunque leffiecie de i numeri al Mufico neceffarie : imperoche la cognitione loro ferue nella Mtt
fica alla-imcfiigatione delle pa fiotti delpropto /oggetto, il quale è il Numero harmonico , ouerfionoro, con- '
tenuto nel primo numero perfetto, tlqude è il senario,fi come yederemo : Nel quale numero fino contenute
mtteìkfir-me delle fimplici con finanze, pòfiibili da ntrouarfi,atte a produr le harmonie & le melodie : Im-
perochela Diapafon ; la quale nafie dalla proportione\Dupla,yera forma di tal confonanza ; è contenuta tra
'queftuteiiwsni z & i.Et tal proportione il Mufico piglia per il tutto dtuifibile in molte parti : Dipoi la Dia ■
'pente'è'Centenuta tra quejìi termini $.& 2. nella Sefquialteraproportione : La Diateffaron traq.&i,
<£Oìitwt-ì$i la Sefqniterxa proportione . Et quejlefono le due parti maggiori , che nafiono dalla dtuifione della
XSupLjimero della Diapafon . il Ditono poi è contenuto tra •;.& 4. nella S e fquiquarta proportione ; & il
Semidano nella Sefquiquinta tra 6.0* j.Etquejle due parti nafiono dalla diuifione della Sefqiualtera, ,
mercleila Diapente . Et perche tutte quejle fino parti della Diapafon , onero della Dupla , 0 nafconoper
ia ditufione harmonica ; però io le chiamo femplici & dementali : conciofia che ogni confonanza , onero in-r
geruaEo quantunque mimmo, chefia minore della Diapafon, nafce non per aggiuntane di molti interualli po-
Jli infieme : ma fi bene per la diuifione di effia Diapafon : & le altre che fono maggiori , fi compongono di
«effa & di yna delle nominate parti ; ouero di molte Diapafon infieme aggiunte ; ouero di due parti , come le
iorodenominationi ce lo manìfejlano : Imperoche della Diapafon 0 della Diapente pofie infieme, fi compo-
me In Diapafon diapente , contenuta dalla proportione Tripla ,tra $ & i.La Difidiapafon compofla di due
Diapafon , è contenuta dalla proportione Quadrupla tra 4. 0 1 • L'Effachordo maggiore & anco il mino-
re, nafiono dalla congiuntane della Diateffaron col Ditono , 0 Semiditono : ma lafjando hora di dire più di
<quefle 0- delle altre, yn altra fiata più dijfufamente ne ragionaremo . Dalle cofie adunque che habbiamo det-
to , paterno comprendere ,per qual cagione il gran Profeta Mafie , nel deficriuere la grande & marauigliofit
fabrica del mondo, eleggejfi il numero Senario ; non battendo iddio nelle fite operationi mai bauuto dibt fogno
di tempo :percioche, come colui, che d'ogni faenza era perfetto maeflro, conofiendo per opera del Spirito di-
vino l'harmoma , che in tal numero era rinchiufia ; 0 che dalle cofie yifibili & apparenti conoficemo le inui-
fibili d'iddio , la (uà onnipotenza ,&la diuinità fiua ; yolfi col mezo di tal numero in yn tratto efprimere
& infieme moftrare la perfettione dell'opera ,&weffa la rinchiufia harmonia, confiruatrice dell'efferfuo,
fenza la quale a patto alcuno non durarebbe : ma del tutto , ofi annullarebbe , oueramente ritornando le co-
fi nel loro primo effere ( fé lecito è cofi dire)di nuouofi yederebbe la confufione dell'antico Chaos.Volfe adun-
que il Santo Profeta mamfefiare il magifierio 0* l'opera perfetta del Signore fatta fenza tempo alcuno col
tnezs del Senario , dal qual numero quante cofi fi della natura , come ancora dell'arte fiano camprefe , da
ludlachefigue lo potremo conofiere .
•" Che dal numero Senario fi comprendeno molte cofe della natura
& dell'arte. Cap. 14.
NCOMI NC I iA'N D O adunque dalle cofie fuperiori naturali, noi Ufi nel Zodia-
co di dodecifegnifempre ne yeggiamofii alzati fiopra lo noflro Htmifflnrio, rimanendo
gli altri fiei nell'altro di fiotto a noi afiofi . Sono ancora fei errori de ifit Pianeti dtfiorrenti
per la larghezza & effo Zodiaco, che fiorreno hora di qua, 0 hora di là dalla Eclittica ;
come Saturno, Cioue, Marte, Venere •, Mercurio, & la Luna. Sei li circoli pojli nel cie-
lo?
24 Prima
io ; come ^Artico , ^Antartico, due Tropici ; cioè quello detennero, & quello del Capricorno, fEquinottiale;
& l'Eclittica . Et di qua mufono fei fiflantiali qualità degli Elementi , ^Acuità , Rarità , & Moto : & U
loro oppofitt , Ottufuà, Denftà, £?• Quiete . Sei gli uff cu naturali ,finza li quali cofa alcuna non ha l'ede-
re ; come Grandezza , Colore, Figura, Interualto, Stato, & Moto . Seijpecie ancora delli moti3 Genera-
tione, Correttone , ^Accrtfctmento , Dimmutione , ^Alterazione , &* Mutatione di luogo . Et fu , feconda
Platone, le differente detti Siti , ouero pofitiom ; Su , Giù, ^Aitanti , Indietro , Defìro , & Simftro . Sei li-
nee conchiudono la Piramide triangolare ; &fèifaperficie lafgura Quadrata folida. Sei triangoli equilateri
maggióri contiene la figura circolare, dinotandoci lafuaperfettione : &fei Tolte la circonferenza di qualun
aue circolo è mifurata perii dritto da quella mi fura , che fi mifura dal centro alla circonferenza ifìeffa ; &
de qui nafee, che molti chiamano Sedei quello ifìrumento geometrico, che da molti altri è addimandato Con*
faffo . Sei gli gradi dell'huomo Efjentia, Vita, Moto, Senfo, Memoria, & Intelletto . Sei lefue età, Infan-
tia, Puentu, lAdolefcentia, Giouenezza , Vecchiezza, & Decrepità ; Etfei l' Et adi del mondo , le quali ,
fecondo alcuni,com]pondeno al Senario ; dal qual numero Lattantio Firmiano prefe l'occafione delftto erro-
re dicendo , che il mondo non hauea a durare più de fi nulla anni , ponendo che vn giorno del Signore fiano
mille anni , adducendo per tefìimomanza quello , che dice il Salmo , Mille anni auantigli occhi tuoi fono co-
me il giorno paffato. Et per non commemorare tutto quello, che fi potrebbe, per non andare in lungo ; dirò fèl-
lamente , che fei fono appreffo li Filofof quelli , che chiamano Traft elidenti ; come l'Ente , ÌVno, d Vero , il
'Buono, ^Alcuna cofa, ouero Qualche cofa, & la Cofa : &fei appreffo i Logici li Modi delle propofitiom;cioè
Vero , Falfo , Pofibde, Imponibile, Neceffarto, & Contingente . Per la perfettione di tal numero , Tolfe il
grande Orfeo (come narra Platone) che gli Hinnifi haueffero a terminare nella Setta generatione : concio-
fìa chef penso , che delle enfe create non fipoteffe cantare più oltra ; effendo in tal numero terminata ogni
ferfettione. Onde li Poeti ancora Tolfero , che il Verfo del Poema Heroico ; come quello, che più cTogn'altro
giudicorno perfetto ; termina/fé nel ftflo piede . Nonèadunque maraui<rlia,fe da alcuniTien dettoSegna-
colo del mondo ; poi chef come efjo mondo non ha difùperfluo cofa alcuna, negli mancano le cofi neceffarie}
cofi quefìo numero ha hauuto tal temperamento , che ne per progref ione fi ejìende , neper contratta dtmi-
giutioneft rimette : ma tenendo ~i>na certa mediocrità , non èfùperfluo , ne è per fua natura diminuito : per la
qual cofa eph ha ottenuto il nome non folo di Perfetto; ma di Imitatore della yirtù. Quefìo è detto numera
^Analogo } cioè proportionato , dalla fua reintegratone per lefue parti , nel modo , che di fopra ho moilrato :
percioche quelle venerano tal numero ,che èfmile al fuo genitore . oltra di quefìo è detto numero Circolare:
conaofta che moltiplicato in fé sleffo , dprodutto da tale moltipiicatione , è terminato nel Senario; & que-
llo ancora per effo Senario moltiplicato (fibene fi procedeffe in infinito ) il produtto è terminato in effò.
Tutto queho ho voluto dire ,per dimostrare , che hauendo la Natura mirabilmente rinchiufò molte cofe nel
numero Senario , ha -voluto ancora co l'iftefjo numero abbracciarne la maggior parte di quelle , chef ritro-
vano nella Mufca : conciofia che primieramente (come fi Tederà altre Tolte ) Sei fino le fpecie delle noci
muficalt , tra le quali è contenuto ogni concento muficale ,cioè Vntfòne , Equifone , Confine, Emmele,
~Diffone,& Ecmele. Sono dipoi fei quelle, che i Prattici addimadano confinanze, cioè cinque f empiici & elt
mentali , che fono , come di fopra ho moslrato , la Diapafon , la Diapente, la Diateffaron , ilDitono ,il Se-
miditono, &Tno principio di effe , il quale chiamano Vnifono: ancora che quefìo fi nomini Confonanz*
impropiamente ; come altre Tolte Tederemo . Oltra di quefìo fi ritrouauano appreffo gli antichi Mafia fei
fpecie di harmonia pofìe in Tfi , cioè la Daria , la Frigia, la Lidia , la Miilalidia , o Lochrenfe , la Eolia ,
& la latita , ouero Ionica : & appreffo gli moderni fei Modi principali nella Mufca detti ^Autentict , &>
fei no principali detti Placali . Lungofarebbe il uoler raccontare di Tna in Tua tutte quelle cofe, che firn ter-
minate nel numero Senario ; ma contentandoci per bora di queUo,che è fiato detto, Terremo allejùt propru-
tà ;per effer neceffane al nofìro propofito .
Dellt
Parte.
Delle Proprietà del numero Senario , & delle fue parti ; &
come in effe fi ritroua ogni confonanza mu-
ficale . Gap. i f .
25
NCO RiAC H E molte ficaio le proprietà del numero Senario , nondimeno per non an-
dar troppo in lungo racconterò folamente quelle , che fanno alpropofito ; & la prima fa-
rà,, che egli è tra i numeri perfetti il primo ; & contiene in fé parti , che fono proportiona-
te tra loro in tal modo ; che pigliandone due qualfi yoglino , hanno tal relatione , che ne
danno la ragione , o forma di ima delle proportioni delle muficali confinante , ofempltce,
o compatta che ellafia ; come fi può yedere nella fottopojla figura .
Sono ancora le fue parti in tal modo collocate & ordinate , che le forme di ciafcuna delle due matrgioi i
/empiici confinante , le quali da i Mufici yengon chiamate Perfette ; effendo contenute tra le parti del Ter-
nario jfono in due parti dtuife in harmonicaproportionalità _, da yn melano termine : conciofiache ritrouan-
dofi prima la Diapafon nella forma _, & proportione che ètra z.& i .fenxa alcuno mezo _, è dipoi tra il 4.
& il 1 . in due parti diuifa s cioè in due confonanxe ', dal Ternario ; nella Diateffaron primamente , chef ri-
troua tra 4. cST* 3 • & nella Diapenti collocata tra il$.&ilz. Queila poi fi ritroua tra 6.& 4. diuifa dal
5 . m due parti confinanti i cioè in y 11 Ditono contenuto tra j.^T" qì&invti Semiditono contenuto tra 6.
d eS" 5 ■ Vedefi
20 Prima
& 5 . Vede fi oSfra di quesiti CEffachordo maggiore, contenuto in tal ordine Tra quefli termini 5.^3. ilqua
le dico efjer confinali %à compofla della Diarejfjaron & del Ditono : percioche è contenuto tra termini, che jo
no mediati dal 4. come nella moflrata fioura fi può l'edere . Et fono quefìe Vaiti in tal modo ordinate , che
quando fi pighaffero jet chorde in qualfi i>oAia ijìrumento. tirate fatto la ragione de 1 mofirati numeri , £7-
fi percuotejjero infieme ; ne i filoni, che nafcerebheno dalle predette chorde , non /o/o non fi udirebbe alcu-
na difcrepan za ; ma da e/?i ne i> farebbe Dna tale har moina, che Fvdtto ne pitharebbe jommo piacere : & il
contrario auerebbe quando tal ordine in parte alcuna fufje mutato . Hanno oltra di cw quesh parti ma tal
propietà , che moltiplicate l'yna per l'altra in quanti modi èpojitbde , & pofli liprodutti in ordine ;fi trotte-
rà fen^a dubbio alcuno tra loro harmomca relatione , comparando il martore al minore più propinquo . tAl
qual ordine fé aggiungeremo il quadrato di ci al cuna parte , cioè liprodutti della [uà moltiplicatwne , ponendoli
nel predetto ordine al\uo luogo fecondo che fono collocati in naturale difpoftione ; non folo haueremo la ra-
gione di qualunque confonanxa , atta alle harmouie & melodie ; ma le ragióni delle Difjonanxe ancora ; 0
yopliam dire forme de vii mterualli Diffom ; che fono 1 Tuoni,& 1 Semttuom martori & minori ; differen-
te delle fopr adette confinante : percioche efii dtmofìrano quanto l'ima fupera , ouero è fuperata dall'altra .
Et quejìe differente non pur fino utili ; ma neceffarie ancora nelle modulatwm, come Tederemo ; il che nel-
lajottcpojla figura fi può yedere il tutto per ordine .
3SS5^'^X«a5!e«»!H»,aa^^
Quejìe fono adunque le proprietà del numero Settario , & delle fue parti , te quali è impofibile di poter ri-
trouare in altro numero , chefia di effo minore 1 0 maggiore .
Qua
Farte. 27
Quel che fia Confonanza femplice , e Comporta ; &. chenel Senario fi
ritrouanoleformedi turtclefemplici con(onanze;& ondehab-
bia origine l'ErTachordo minore. Gap. io'.
H^a^j E NC HE alcuni fumo in dubbio , fé l'Efftchordo Jihabbi.1 da porre nel numero delle
BJhmII .cottfi»t»X? > pw eJfer U futt proportione contenuta nel genere Superpartiente , il quale
jFv\^/J ( come dicono ) non è atto a produrle ; nondimeno per efjere intervallo fin hora apprettato
■0jffj3\ £7* riceuutoper confonante da i Mttfia j, l'hòpojlo io ancora nel numero di effe . Maper-
àSsSl c^e ho detto , che l'Efftchordo è confinanza compojìa ;pero Tederemo al predente quello
che fi debba intendere per ìnteruallo femplice j o compojìo . Dico adunque che Confonanza , otter Internatio
compofìo intendo io quello , del quale li minimi termini della futi proportione fi trotteranno in tal modo l'un
dall'altro diffami , che potranno da-Ttw , opiù metani termini efjer mediati & dm fi ; Ài modo che di Dna
proportione \ due o più ne potremo haucre . Cofi all'incontro , Confinando. ) o ìnteruallo femplice dico ejfer
quello , che pigliati li mimmi termini delia fua proportione , in tal modo faranno ordinati , che non potranno
nceuere tra efìi alcun termine melano , e he diuida tal proportione in più parti : effendo che faranno fempre
l firn dall'altro dittanti per l'imita. Onde ho detto che l'Ejfachordo maggiore è confonanza compvfla -.percio-
che li minimi termini della fua proportione , che fono 5 & 3 . fono capaci d'im mezano termine , che è il 4 ;
come ho mcjìrato difopra ; & la Diapente dico effer confonanza femplice : percioche li mimmi termini dellt
fua proportione , che fono 3 & 1 , non poffono nceuere alcun melano termine tra loro \ che dmida qttellain,
più pam : conciofia che fono disiami l'im dall'altro per l'vnttà . Bifognapero auertire ■■ che in tre modi fi può-
dire j che le confònanze fiano compoile ; come difopra ancora fu detto ; Prima quando fi compongono di due.
parti della Diapafon , le quali mfemt -aggiunte ', non reintegrano efja Diapafon ; Dipoi mentre f compongo-,
no della Diapafon, $i di ima delle fue parti ; & in l'ittmo quando fi compongono di più Diapafon . Nel pri-
mo modo fi confiderà l'Effachordonommato , il quale fi compone della Diateffaron , & del Ditono ; come fi
forge tra 1 minimi termini della jua proportione , che fono 5 & 3 . 1 quali per il 4. fono mediati ; come qui fi.
•vede . 5 . 4, 3 ; ^Al quale aggiungerò il minore Effachordo, che nafee dalla congittnticne della Diateffaron al
Semiditono , li cui minimi termmt contenuti nel genere Superpartiente dalla proportione Supertripartiente-
quinta , poffono da im termine mezano efjer mediati : Imperoche ritrouandof tal proportione tra 8 & 5 .
tai termini fono capaci di ~vn mezano termine harmomeo, che è il 6 ; il quale la diuide ni due proportiom mi~,
nari ; cioè in ima Sesquiìerza, & tn ima Sesquiquinta ; come qui fi -vede 8 . 6. 5 . Di modo che tal confinan
za per queda ragione pofiamo'chiamare compojìa ,■ la quale fin hora da 1 JWttfci è fatti abbracciata,^- po-
Jìa nel numero delle altre . Et benché efft tra le parti del Senario non fi trout in atto, fi trotta nondimeno in pò
tenza : conctofache dalle parti contenute tra efjo piglia la fua forma ; cioè dalla Diateffaron & dal Semidi-
tono -.perche diquefle due confinanze f compone : laonde tra'l primo numero Cubo, il quale è. 8. mene ad.
haiter in atto la fua forma . Ma nel fecondo modo fi confiderà la Diapafondiapente , la qualf compone della
Diapafon, aggiuntovi la Diapente : percioche 1 minimi termini della fua proportione , che fono. 3 & ì.fono
diuifi naturalmente inuna Dupla , & in ima Sesquialtera ; che fono le porportioni continenti tal confinane
%e ; come qui fi yedeno. 3.1.1. Cofi nel terzo modo potremo porre la Disdtapafon : imperoche li minimi ter-
mini della fua proportione ; che fono a.& 1 .fono capaci di un termine mezano ; il quale dmide quella in due
Duple in Geometrica proportion alita ; come nedemo nel 4. 1 . 1 . ^fncorache paterno confderare tal confo-
nanza effer compoda della Diapafon, della Diapente , & della Diate ffaron -.percioche tal termini fono cai
paci di due termini mezani, li quali la diutdeno ni tre parti continenti le proponioni delle nominate confinane
%e ; come fi i>ede nel 4. 3 . 1 . 1 . Nondimeno douemo auertire, che quantunque tali confònanze fi pofjano con
ftderare composle in tanti modi ; io proptameme & Teramane addimando quelle effer compojle , le qua lift
compongono della Diapafon , & di alcuna delle fue parti , fecondo l'imo de 1 due Tinnii modi moilrati di fo-
pra : Ma quelle che fi confderano compojle nel primo modo , tali chiamo impropiamente , & ad Tn certo
modo compoile : imperoche per effer minori della Diapafon ,fi yedono quaf efer femplici & dementali ; il
che non intrattiene nelle altre, per la ravione.che diro altroue . Et perche è imponibile di poter ritrottare lino-
ne confònanze , le quali fanofemplici , dalle cinque mojlrate infuori , che fono la Diapafon , la Diapente , la
d z Diateffa-
:8
Pri
ma
Utateffaron, il Ditono, (J7* il Semiditono ; dalle quali ogn' altra confinanza fi compone ; pero dico& conci*
do, che nel Senarw, cioè tra le jue piarti, fi ritratta ogmjemplice muficalanfinanza in atto , &■ le compcjìe
ancora m potenza ; dalie quali najce ogni buon, & perfetta Inumana : intendendo però citile forme, v prof or
ttoni,& non dilli [noni. Ala accioche più facilmente pofu-mo tjjer capaci di quello duo ho dtltu, Te ì > o a ra-
monar prima delle coje , che fanno dilnjogno alla agitinone dille p rcp crticm , & dipoi cederemo , come fi
mettono in opera : ìrnpercche jenza la loro cogitatone Jaì tbbe tmptfibdi di potere hautr nottua alcuna del-
la Muftca ..
Della quantità continoua & della difcreta ,
7-
E. confidanze muficalt nel moltiplicarle , oper dir meglio nel numerarle , ritengono quali
queir ordine, che fi troua ne t numeri pofìt auantt al Dtnano,et co naturale ordine colloca-
ti ; oltra il quale non fi Tede chef aggiunga nuouo numero : ma fi bene appare, che quel-
li -vendano ad effer replicati : concwfia che fi come dopo il Denarw fegue l'Vndenarto,&
dopo queflo il Duodenario , & fmilmente gli altri per ordine ; Nel medefmo modo an-
cora dupo ia Diapafon, & la Diapente , le quali nel fuo ordine naturale fi poigono fenza alcun mexo, tutte
l'altre confinanze fi Tanno replicando fecondo l'ordine mojlrato , qua fi in infìnto : percioche pofla prima la
Diatefaron dopo le due nominate, immediatamente fé le avriunve il Ditono; di poi il Semiditono; & a que^
fio di nuouofi aggiunge la Diateffaron ; & con tal ordine tempre fi Tanno replicando, & moltiplicando. Et
ancora che in tal modo fi patefe procedere in infinito, quando jujje biftgno, come è mamfifto ; nondimeno la,
Mufica non ricette l'infinito ; percioche di efo non fi ha, ne fi può hautre faenza akuna ; & l'ititi latto non
è capace di effo ; di modo che fé gli occorre di Toler ■ f opere la ragione di akuna afa, fi jet uè filo di Tua dtter-
rmnata quantità, & con tal mezp comprende, & fi ilTero di ciò che ricerca , Ma cadendo naefanamente
fotto'l numero tutte le cofe ; & raccolgendcf (efendo Tna o più) fitto qui fio nome di Quantità ; la quale
per la fua eccellenza i Filofif hanno giudicata pari , & infi me aerna c& la Suflanza ; pero immediata-
mente la diuifero in due parti, cioè in Continoua, & in Dijcreta. La Ccntinona nominone qudlaje cui pai ti
fono congiunte ad tu termine commune ; come la Linea, la Superficie , ti Corpo •; 0-cltra di qutfle illim-
po,& d L/iopo ; & tutte quelle cofe, chef attrtbuifcono alla Grandezza . La Dijcreta difero efer quella,
le cui parti non fono congiunte ad alcun termine commune ; maref ano difinn & feparate j come è il Nu-
a-é" mero , il Parlare, Tna Gregge , tu Popolo, Tn Monte digrano, ouer di altro , aìlt quali cofe colimene ti no-
me di Moltitudine : conciofa t he molte parti feparate fi compongono ne i loro (fremi ; come fi Tede nel
Numero, che incominciando dall'Vnità, fitto la quale non Ti è altro numero minore, moltiplicata in infinito
fenza ritrouare impedimento alcuno Tiene a procreare oli altri numeri , Di modo che la jua natura è molto
conforme al venere Molnplice nelle proportioni : percioche confderata ne I numeri , e finita in qua! fi Teglia
numero ; ma fi rende infinita per l'accrefamento ; conaefa che fipoffa moltiplicare in infinito ; come Tede-
remo ancora nel Moltiplice , il quale è fiuto nelle fue fpecie ; ancora che fpofino eflendere iti infinto . La
Continoua poi che incomincia da Tna finita quantità, riceue Tua infinita diuifione, perdendo la quantità del-
la mifura nelcrefiere delle parti , & moltiplicandole nel diminuire : percioche fi Tna linea lunga fidici pitdi
fi diuidtfe iti otto, &• qtuft in quattro, &• cefi fempre fi dimdtfe il tifante in due parti ;f troueubbe quel
la infmtamente efer diminuita, & moltiplicato in infinito il numero dille parti . 1 al natura ferua il genere
Superparticolare nelle proportwm : perocché quanto più procede a ma?<rtori numeri cbtmouaiido l'ornine na-
turale,tanto più fi dimofìra diminuito, per efer fempre di minor quantità la differenza de i termini, che con
tengono lefuefpeae ; che efendo effe infinite , ciafcuna ffeaedafif ritratta efer finita .
Del foggetto della Mufica. Cap. 18.
T perche nella quantità Difcreta detta di Moltitudine fanno alcune cofe per fi f effe ; co-
me il numero i.a.j .4. & gli altri ; & alcune fino dette per retanone ; come il Duplo ,
il Triplo , il Quadruplo ; &glt altri Jimtlt ; pero ogni numero , ti quale fìà da per fi , ne
per l'efer fuo ha dtbifogno d'altro aggiunto , è detto Semplice ; £7- di lui l'<Artthmetica
ne ha conftderatwne . Quello poi, che non può efer da fé , percioche all' efer fuo ha dibi fi-
glio
Parte. 29
vno cTvn altro, è detto numero Relato ; & di tal numero fi ferue il Mttfico nelle fitte fpeculationi . Cofi anco-
ra nella quantità Conttuotta detta di Grandezza fono alcune co/è di perpetua quiete ; come la Terra, la Li-
nea , la Superfìcie , il Triangolo , il Quadrato , & ogni co*po mathematica ; & altre di continouo maui-
mentOjCnwe t corpi celeftì . Delle prime fé ne tratta nella Geometria ; delle feconde , che fono fempre girate ,
ne fa profetane l'^4lìronomia : di modo che dalla diuerfità delle cofe dttierfamente confiderate nafce la va-
rietà delle fetenze , & la diuerftà de i Soggetti ; conciofia che fi come l'^Artthm etico confiderà principal-
mente il Numero , cofi il Numero è il Soggetto della fua faenza . Et perche iM.ufi.ci , nel voler ritrattar le
rao-ioni d'arni muficale interuallo,fi ferueno de i corpi [onori, & del Numero relato, per canofeere le diftan-
%e , chef trouano tra fuono & fuono , & tra voce & voce ;& per fapere quanto l'vna dall'altra fia dif-
ferente per il fratte (y per l'acuto , mettendo infieme queile due parti , cioè il Numero , & il Suono ; &
facendo vn compojìo dicono , che il Soggetto della Mufica è il Numero [onoro . Et benché ^Auicenna dica ,
che'lfuo Sotrvetto fiano li Tuoni & li Tempi ; nondimeno confiderata la coja nife , ritrouaremo tutto ejjer
~pno ; cioè rijferirfi li Tempi al Numero, & li Tuoni al Suono .
uello che fia Numero fonoro . Cap. 1 9.
^AVE MO adunque da fapere, che alcuni, valendo dar notitia di queflo numero, han-
no detto , che il Numero fonoro non è altro , che il numero delle parti d'un Corpo fonoro ,
come farebbe di vna chorda , la quale pigliando ragione di quantità difereta ,ne fa certi
della quantità del (nono da lei produtto. La qual dejcrittione, ancora che ad alcuno potreb
he parer buona ; nondimeno , fecondo d miogiudicw , mi par che fia tronca & imperfet-
ta :percioche le 1/ oa,che fono principalmente confiderate dal Mufico ; cJt* non fono lontane dal Numero fo-
noro, hauendo propostone tra loro ; non caderebbeno [otto tal defcnttione : conciofia che elle habbiano origi-
ne da i corpi animati & humanì , cioè dall'huomo ; & è pur ragioneuole, che tutte le cofe confiderate in una
faenza ; ancora che da per fi non fi confederino ; ma fi bene in ordine al Soggetto , ad effo Soggetto fi ridu-
chino ; come è ancora raaioneuole , che la definizione fi conuenga con la cofa definita . Et benché l'huomo fia
corpo, queflo non bafìa ; ma fi ricerca ancora che fia fonerò .Onde bifgna che habbia tre condttiont ; prima,
che fia polito ; dipoi , che fia duro ; vltimamente , che fia largo ; le quali canditiom non so come in effo tutte
ntrouar fi pofìtno . Ma poniamo, che l'huomo habbia tutte quefle conditioni ; non per queflo fi potrà hauer
comitione della quantità delle voci per via dell'huomo : percioche le parti doue nafeono non fono m tal modo
fott apode al fentimento , chefipoffa hauer di loro alcuna determinata mifura . Ma chi diceffe , che le Voci
fi applicano a i fitont che nafeono dalle chorde; & che per tal modo fi viene ad hauer la ragione delle loro prò
pontoni; & che con queflo mezo ifieffofi vengono à ridurre fatto la detta defcrittione; coflut direbbe ciò im
bropiamente : percioche li fifoni fi applicano alle voci , acaoche di effe fi bibbia vera & determinata ragio-
ne, &> non per il contrario . Farmi adunque che meglio farebbe dire ,che'l Numero [onoro è Numero relato
alle voci, & a ifuoni ; il quale fi ritroua ari ificiafam ente in vn corpo fonoro , fi come in alcuna chorda , la,
qual riceuendo la ragione di alcun numero nelle [uè parti, ne fa certi della quantità del fuono produtto da efft,
€Ì7" della quantità delle voci, riferendo , ouero applicando efìi fuoni ad effe -voci : Et queflo dico , quando tal
numero fi confiderajfe vniuerfialmente in ciafeuno interuallo : Ma quando fi confideraffe particolarmente m
quelli mterualli fidamente , che fimo confinanti ; fi potrebbe dire, chefuffe la ragione delle proportwm, le qua-
li fono le forme delle con finanze , confiderate primieramente nella Mufica ;come fono le moflrate di fopra ,
contenute tra le parti delnumero Senario, che fi ritrattano con artificio nelle parti di vn corpo fonoro, & re-
lato al fopr adetto modo . Et perche le differenze, che fi trouano. tra le voci & tra i fitont graui & acuti, non
fi cono[cono,fe non co'l mezo de i corpi fonori; pero confiderando li Mufici tal cofa, eleffero vna chorda fìt-
ta di metallo , o d'altra materia ,che rendefje fuono ; la qual fuffe equale ad vn modo da ogni parte , come
quella dalla quale (effendo Sant'altro corpo fonoro men mutabile ,&meno in oom parte variabile) poteua-
no hauere la certezza di tutto quello , che cercavano . Ejìi h attendo opinione , che tanto fuffe la quantità del
fuono della chorda , quanto era il numero delle parti confiderate in effa ; conofauta la (uà lun^hezxa , g?>
quantità fecondo il numero delle fitte parti mifurate, [ubtto poteuanofar riuditio delle disianze, che fi trouano
effer tra gli fuoni graui irgli acuti , oper il contrario; & conofeere la proportione di ciafeuno tntermllo. 1 1
queflo
jo Prima
queflo non fecero fuor dipropofito , come dalla efperienzapotemo vedere : percìoche fé noi tir.tremo yna chor
da di qualfi vaglia lìmabtzggfiprit. yna fuperfae piana ; &• la dtuideremo con la ragione in due pam equa
li ; fatta la comparinone del tutto di ejfx ad yna parte , cunufceremo mantfeìlamente , li fuom produtti da
quefle ( battendole infieme percofje ) efjer l'yno dall'altro diflantiper yna Diapafon , in Dupla prof ornane ;
come nella Seconda parte vederemo . Onde in catal modo diuifa ancora in piti parti , & comparato il tutto a
dite , tre , quattro , o più di effe , potremo fempre conofcer y ariate diflanze , £7* ydire yanatifuoni, nati da
quelle , fecondo la diuerfità delle parti alfun tutto ; & potremo infamemente conofcere, il Tutto efjer cagio-
ne del fuom grane , & le parti, quanto più fxr anno minori , effer cagione de iftoni acuti . Con quello mezp _,
Cj7" per latrina adunque , come ptùjicura , fecondo 7 confeglio di Tolomeo, a<r punta la ragione alfenfoji Mh
fio y anno primieramente inuefligando le ragioni delle confonanze , &• poi di ciafcun'altro Internatio , &
crm differenza, che fi troua tra li filoni gratti & acuti ; & riattendo ricetto alle Voci, & a i Suoni, che fo-
no la materia di affettilo tnterualio unificale ; & allt numeri & pròportìoni , le quali ( come altre yolte ho
detto )fono la loro forma, aggiungendo quefle due cofe infieme differo, il Numero /onoro ejjere il vero Su<r-
L f getto della Mufìca, & no il Corpo fonoro : percìoche fi bene tutti li corpi fono atti alla produzione de ijuomy
non fono pero atti allageneratione della Con finanza ; fé non quando tra loro fono proportionati, & contenuti
fitto alcuna terminata forma ; cioè fotta la ragione de t Numeri harmomci .
Per qua! cagione la Mufìca fìa detta fubalternata all'Aritl-imetica, & me
zana tra la mathematica ,òt la naturale. Cap. 20.
^f perche la faenza della Mufìca piglia ( come hauemopotttto vedere) dall' \Arithme-
tica 1 Numeri, & dalla Geometria le Quantità mifur -abili, cioè li Corpi fonon ; però per
tal modo fi fa alle due nominate Sciente foggetta , &fi chiama faenza fubalternata .
Onde è dajapere, che di due forti fono le faenze tpercwihe fono alcune dette Principali ,
0 Subalternanti,& alcune Non principali, 0 Subalternate. Le prime fono quelle, le quali
dependeno da 1 principi] conofciuti per lume naturale & coglimene fenfitiua,come l'^frithmetica & la Geo
metrta ; le quali h^nno alcuni principi] conofciuti per la cognitione d'alcuni termini acquijlatiperyia de ifin
fi ; come dire, che la Linea fa lunghezza fenza larghezza; che è yn principio propio della Geometria : &
che il Numero fta moltitudine compofta di più ymta ; & è propio principio dell' <Arithmetic.a ; altra li prin-
cipi] communi , che fono quelli, che dicono ; il tutto effer maggior della parte ; La parte efjer minore del fuo
tutto, & molti altri, de 1 quali /' '^4nthmetico,& ilGeometra cattano lefue conclufiom . Le feconde poi fi-
no quelle, che ultra liproptj principi] acqmflati per il mezo deifenfi, ne hanno alcuni altri, che procedono da
i principi] conofciuti nell'vna delle faenze fupenon & principali ; &fono dette Subalternate alle pnme;co-
mela Projpetttita alla Geometria : conaofia che altra li propri] principi] ne ha alcuni altri , che fono noti &
approuati nella fetenza* lei fuperiore , che è la Geometria .Etèdi tal natura la non principale & fubalter-
nata ; che piglia dalla principale l'ijleffofoggetto : maperfua differenza yi aggiunge l'accidente : percìoche
fi fujje altramente ,nun yi farebbe tra i'yna& l'altra alcuna differenza di foggetto ; come fi yede delia-
Profpettiua , che piglia per foggetto la Linea per fé ; della quale fi ferue anche la Geometria ,&viag aiuti
<re per l'accidente la Vtfitalità ; & cofi la Linea yifuale yiene ad effer il fuo foggetto . il mede fimo intrattie-
ne ancora nella Mufìca , che hauendo con l'^frithmeticaper commune foretto il Numero, avviuigendo a
queflo per [ita differenza la Sonorità , fi fa ad effa ^Arithmetica fubalternata , tenendo il Numero fonoro
per fuo fot 'retto. Ne follmente ha la Mufìca lijuoipropi] principij : ma ne piglia ancora degli altri dall' ^f-
rtthmetica, per li mezi delle fue demoflrattoni : perocché per efii hauemopot la yera cugmttone della faen-
za .E bm yero , che t ai principi] & mezi. non fono tutte le conclufwni , che nell'^frithmetica fi ntrouano :
ma follmente yna parte di efje , le quali al Mufico fanno dibfigno ; grfono di Relatwne , cioè delle propor-
tiom ; & queflo per moflrare le pafiiont de 1 Numeri fattori , il che fa ancora al noiìro propojito . Onde an-
cor noi pi'rliaremo quelle conclufiom follmente , che ci faranno dibtfogno , <&• le applicaremo al Suono , atte-
ro 'alla Voce , che dal Naturale ( come dimofìra d F ilofofo) fono considerate : &• hauero ardimento di dire,
che L Mufìca no filo alla Mathematica, ma alla Naturale ancora fia fubalternata ; non in quanto alla par-
te de 1 Numeri : ma fi bene in quanto alla parte del Suono, che è naturale ; dalquale najce ogni modulatane,
ogni
Parre. 31
c?ni confonanza, orni h.trmoni.t,& oo-ni melodia : la qua! cofa è confermata anche da ^Auicenna dicendo ;
aie la Mufica ha hfuoi principi] dalla faenza naturale , &> da quella de i numeri . Et fi come nelle coje na-
turali,muna cofa è perfetta jnentre che è in potenza : mafolamente quando è ridutta in atto ; coft la Mufica
non puh effer perfetta, fé non quando còl mezo de i naturali , o artificiali ijlrumenti fi farà -udire : la qual
cofa non fi potrà fare co'l Numero [olo,ne con le Vocifoleima accompagnando & quefle &• quello infume ;
minimamente effendo il Numero infeparabile dalla confonanxa . Per quefto adunque farà mamfeflo, chela
Mufica non fi potrà dire ne femphcemente mathematica 3 nefemplicemente naturale ; ma fi bene parte na -
turale , & parte mathematica, & confeguentemente mexana tra l'una &• l'altra. Ma perche dalla faen-
za naturale il Mufico ha la ragione della materia della Confonanxa , che fono i Suoni & le Voci , & dalla
Mathematica ha la ragione della f uà forma ; cioè della fua proportione ;però douendofi denominare tutte le
cofe dalla co/a più nobile , più ragtoneuolmente diciamo la Mufica e fere jctenza mathematica , che natura-
le : concwfia che la forma fa più nubile della materia .
Quel che fu Proportione, & delia Tua diuifione . Cap. 2 i.
/ Suoni & le Voci adunque tra loro proportionati ,!• quali fenza alcun dubbio hanno
l'ejfer da cofe naturali ^generano & in atto fanno ydire la Con fi manza , gouernatrice
d'ogni modulazione , per il cui mexp fi permeile all'ufo delle Melodie , nel quale conffìe
tutta la per fa none della Mufica . E ben "vero , che alta fua peneratwne concorrono ( co-
me altre folte Tederemo ) due fiumi difimdi , i quali fecondo la forma & la ragione de
gli harmoiiici numeri, proportionafamente f.wo dijlanti l'yn dall'altro per il o_raue,& per l'acuto. Ma fi ha
dafapere, che tutte quelle coje , dalle quali può najcerfuono ; come fono chorde, Nerui, ^Aere refpirato, &
altre cofe ftmilijl Mufico chiama Diftanza ; & la Forma, o Ragione de i Numeriche fi caua dalla miju-
ra delle chorde f onore , chiama Proportione . Ma la Proportione immediatamente fi diuide in due parti, cioè
in Commune, &■ in Propia . La prima è la comparatone di due cofe mfeme , fatta in ~vn medefimo attribu-
to, ouer predicato Vtiiuoco ; come comparando Giofeffo & Francefco in bianchezza, ouero in altra qualità,
nella quale fi conuenghino . La feconda ( come yuole h uclide ) è quella certa habttudme, o convenienza, che
hannojdue finite quantità di yn medejimo venere propinquo, fi ano equali, ouero tnequalt tra loro . Et fi è det-
to di un mede fimo genere propinquo :percwche non fi può dir con ragione , yna Linea efjer maggiore , o mi-
nore, ouero equale ad yna Superficie , ne adyn Corpo ; ne il Tempo effer maggiore , o minore , ouero equale
ad yu Luogo : ma fi bene yna Linea effer maggiore, o minore, ouero equale ad yn altra ; & cofi yn Corpo
adyn altro corpo ; & altri fimilt : Peraoche^come ne infegna il Filofofo)la coparatwne fi debbefarfolame-
te nelle cofe, che hanno yna fola fgmfìcatione , & che fono di yno ijìeffo genere, propinquo ; & non in quel-
le, che hanno più fignificati , carfano di generi diuerf, ouero affolutamente di yn foloenere remoto . Ne fi
ritrouafolamente la Proportione nelle fopradette quantità : ma nelli Pef, nelle Mifure, & {come yuol Pla-
tone nelle Potenze, & nellt Suoni, come yederemo ; la qual proportione, mai fi ritroua in alcuna cofa, fé non
in quanto l'yna t equale, o ma? ofwre , o minore dell'altra : conciofa che dpropio della Quantità è l' efjer det-
ta Equale filler Inequale . Et fi ritroua tal proportione primieramete nella Quantità, & fuccefìiuamente di-
poi nell'altre cofe nominate . Lafctero hora di parlare della Commune :peraoche non fa punto al noflropro-
pofito , & di nuouo diuidero la Propia nella Mattonale, & nella Irrattonale; & diro la Rationale efjer quel
la , che da numeri , i quali contendono, ojono contenuti piglia la fua denominatane ; come dal z . che effendo
comparato alla Vmtà , nella ragione del contenere, è denominata la Dupla proportione : Ondefimili quanti-
tà fono dette commenfurabili , £<?• commumcanti :percioche l'yna , & l 'altra fempre da yna commune mi-
fdrapuh effer mifurata . La irrutwnale poi è quella , che per niun numero rationale fi può denominare ; come
quella del Diametro & del Lato del Quadrato : tmperoche non fi può dare alcuna mifura commune, che fa
certa, & che mifuri interamente l'yno & l'altro; & perciò fono dette Quantità incomenfur abili. Douemo
però auertire, che ogni proportione, chef ritroua ne i numeri, che fono quantità difcreta,fi ritroua anco nel-
la continoua : effendo che tutti li numeri fono commenfurabdi & commumcanti -.perche almeno fono nume-
rati dall'Vnità ; il che non amene nella continoua, nella quale fi ritrouano infinite ragioni , che nella difcreta
non fi ritrouano; & quefto perche ciafcuna proportione j la qual fi ritroua in yn genere di quantità cotmoua,
fi trotta
Prima
fi trono, anco in yn altro ; la onde fi come due rette ,
linee l'yna con l'altra fi conuengono ; cofi ancora fi
couengono due Superficie, due Corpi,due Tempiale
Luoghi,due Suom,ey altre limili : ma non intrattie-
ne il medefmo ne i Numeri jo Quantità difcveta.Do
uè è mantftflo , che le proportiom nella cotìnouafono
di maggiore aflratttone, che quelle, le quali nella dt-
fcreta fi ritroua.no : conctofia che ogni proportione
Jfrithmetica è ratwnale;ma le Geometriche fono ra
tionalt,& irratwnah . Ma perche le Irrat tonali no»
fanno al ncflro propofito J le Uff ero da parte , & pi-
gliarò le Hattonali , che fi dwidono medefimamente .
nella proportione di equahtà, & in quella di tnequa-
lità. Dico adunque che la proportione diEqualitàè
quella, la qualfi troua tra due quantità, che fono tra
loro equali ; come t.ad 1: i.a 2 : 3 . ri 3 . ^rfenten-
tementeglt altri ; 0 due filoni , 0 due linee, 0 due fùperficie , 0 due corpi tra loro equali ; la qual -veramente no
fa al nofìro propofito , effendo naturalmente indiuifibile :percioche nelli fuoi efremì non fi ritratta differen-
za alcuna ; & non fi puh dire , che luna quantità fa maggior dell'altra ; & quefo amene perche la Equa-
Ittà, ofimtglianxa appreffo delMufco non partorire alcuna confonanza. La proportione d' Inequalttà poi,
che è quella,della quale io intendo ragionare, è quado due quantità l'yna maggior dell'. iltrafono potfe in coni
paratione , di modo che l'yna contenda , 0 fa contenuta dall'altra ; come il Binario comparato all'Viiità , 0
per il contrario . Et quefla medefmamente fi diutde in due parti , cioè in quella dì Maggiore inegualità , &
in quella di Minore :percìoche quando fi compara il mag gwr numero al minore ,fe'l maggiore contiene elfo
minore fempltcemente ,fen%a hatteme altra confderattone , allora nafce quella di maggiore inequalttà : ma
combarando il minore al mav trwre , fe'l minore , lenza hauer altro riguardo, è contenuto dal ma<r<riore, al-
1 r ìì j ■ ■ b 1 ■ i r ù ò&
torà najce quella ai minore inequalttà .
In quanti modi fi compara l'vna Quantità all'altra . Cap. 2 2.
L contenere l'yn l'altro , £7* Ceffer contenuto non fempre fi piglia femplicemente , ma fi
bene in altro modo . Onde confiderata tal comparatione più minutamente, da ctafcuno di ,
efi generi ne nafcono altri cinque :percioche il maggior numero fi può comparare al mi-
nore in cinque modt& non più ; & cofiper il contrario , il minore al mag more : concio -
fa che nella proportione di maggiore inequalttà , il maggior numero contiene inje il mi-
nore più d'una yolta interamente : onero yna yoltafolimente,& di piti yna parte di effo minore, detta par-
te ^iliquota;ouero cottene il minore yna fola y'olta,et di più yna parte di efjo , chiamata parte Non aliquota.
Contiene anco il maggior numero il minore più d'ima yolta , & di più yna parte di efjo aliquota, alteramen-
te lo cottene più yolte,& di più yna parte non aliquota . Dal primo mudo ha origine quel genere dtproportio-
tie,chef dice Molttplice ; dal fecondo quello chef chiama Superparticolare ; &" dal terzo quello che è nomi
nato Superpartiente.Et fono detti generi femplicv.perctoche dal quarto modo fé ne genera yn altro detto Mol-
tipltce fuperp artico lare ; £7* dal quinto et yltimo nafce quello\, che fi addimanda A ioltipltce fuperpartiente ; i
quali veneri dal primo, & da gli altri duefeguentiji compongono ; come dal nome di ctafcuno da per fé fi co- .
prende;& tono detti Compnf /.Nella proportione di Minore inequalttà poi, il minor numero fimigltantemen- ;
te è cotenuto dal maggiore in cinque modi, et nonptù;& cofi fi hanno cinque altri genert,chìamati di minore
inequalìta;& fono denominati da ipropq nomi dellifipradetti , aggiuntovi Jolamente per tor dtferenza qite
fla particella Sub,chefgmfica Sotto, &fono nominati Siibmoltiplice,Subfnperparttcolare,Subfuperpartien ,
te,Submultiplicefuperparttcolare, &• Submolttplicefuperpamente ; de 1 quali 1 tre primi fi chiamano mede-
fmamente femplict : ma gli altri due fono detti compofli . Et non effendo queiìi cinque yltimi generi atti alla
veneratione delle confinante mufcali, come nella feconda parte yederemo,pero non ne ragionerò altramen- :
te più diefìi. : . . • . . 1
Quii
ivi
Parte. 33
Quel che fia parte aliquota , Si non aliquota . Cap. 2 5.
OVEMO Mentre , che li Mathematici nominano Parte aliquota quella quantità , la.
qualprefa quante folte fi può in qualunque quantità maggiore , rende di punto l'intero del
fuo tìltto : Onde il Binario è detto parte aliquota del Settario ; imperoche prefo tre -volte
rende di punto ilfuo tutto , che è il 6- Quejla dal Campano è detta parte Moltiplicattua ;
perche interamente numera & mifura il fio Tutto. La Parte no aliquota poi dimandano
quella , che tolta quante -volte fi può , non rende di punto ilfuo tutto ; ma fi bene rende più o meno ; St come il
Binario è detto parte non aliquota del <j. peraoche prefio due volte , rende q;& prefo tre volte , rende 6 :
Onde tal parte dal medefimo Campano è nominata ^Aggregatiua : conciofia che aggiunta ad vn altra quan
tità rende dfuo tutto ;fi come avfumto il 4 con l'imiti rende il 5 . Et quefìi non propiamente , ma fi bene
impropiamente , è chiamata parte .
Della produzione del genere Moltiplice . Cap. 2 4.
NCO RiA che i detti cinque -ultimi generi delle proportìonì di maggiore inequalità (co-
me habbiamo veduto di /opra )futna\ finiti ; non è però da penfare \ \%e le loro fpecte fila-
nofinite : peraoche a gufa de t numen(fieguendo in infinito il naturale ordine loro ^fini-
tamente fi pofono accrescere . Et quantunque talifipeae pofiìno effere infinite ; nondime-
no la Mitica fi contenta di vna particella , che fa finn a, & più vicina alla femplicità ;
£7* non riceue l'infinito : conaofa che qualunque cofa , che è più lontana dalla fua origine , è men pura , &
menfemplice ; & dal [enfio è men comprefa , & meno intefa dall'intelletto ;fi come amene il contrario quan
io è più vicina; che allora non [olamente la comprende il [enfio ; ma ancora l'intelletto l'apprende . Onde fi
■vede ne 1 numeri , che quanto più fono lontani dall'Vmtà, la quale è femplice ; tanto fono men [empiici , &
men puri & meno dal [enfio copre fi & meno intefi dall'intelletto : Ma per il contrario guanto più fono vici
ni, tanto piùfempliafi ritrouano ,■ & a ifientimentì, &> all' intelletto fiono più noti : peraoche partiapano di
talfiempliatà . il medefimo intrauiene degli eftremifuoni , o voci di qualunque confinane , che quanto più
fono l'vno all'altro vicini , & vinti ; tanto più fono intelligibili : ma fi amene che nell'acuto , ouer nelgraue
troppo fi eflendano ; il [enfio l'abhorifce ; ne può hauer cofii prefta cogmtwne di efija : conaofa che ne dati na-
turali j ne dagli artificiali frumenti tanta diflanxa /[e non difficilmente è comprefa . Et quantunque verfio
f acuto , & verfio ilgraue molto fi potè/fiero eflendere ; nondimeno non potrebbeno proceder più oltra; fé non
tanto quanto dalla natura & dall'arte fuffie permeffo . Ma perche tutti gli harmoniafuoni , li quali fiono
rationali ; cioè hanno tra loro determinato &■ ratwnale internatio, o proportione; neceffanamente fono [otto-
podi alla ragione del numero : peraoche i loro eflremi comparati Ivno all'altro necejfanamente cadeno [ot-
to la ragione di vna delle fpeae de i nominati generi ; però hauendo fin qui ragionato intorno ad efili , verrò
hora aragwnare'del modo, che fi generano le loro [fede. Onde incominciando dal primo , il quale è più fiem-
pltce d'ogri 'altro, detto Moltiplice ; potremo hauer cogmtione di tutte le [uè fpecie, col dijpor prima il naturai
le ordine de t Numeri, incominciando dall'unità, &> procedendo in infinito , [e fuffie Ufiogno ; & dipoi far li
comparinone del Binario, Ternario , Quaternario, & degli altri numeri per ordine idéffi Vmtà ; & cofi
facendo ritrouaremo in ciafeuna relatione varie fipecie di proportioni : conaofia che comparando 7 Binano al-
tvmtà, tal proporzione fi chiamerà Dupla, per il [ito Denominatore ; che è ili. Dipoi comparando il Terna-
rio, nafeerà vni proporzione, chef nominerà Tripli, medefimamentt dalfiuo Denominatore , che è il 3 .&
cofìftguendoper ordine : di modo che facendo [empre la comparinone di ciafcun numero alla vmtà, hmere^
mo in tal modo lefjitcìe del primo genere detto Moltiplice ; come fiono lefiottopojìe .
Qvet
34
Prima
Quel che fia Denominatore, & in qual modo fi troui ; & come di
due propoftc proportioni fi poiTa conofcere la mag-
giore,o la minore . Cap, z j,
OVEMO auertire , che Denominatore ( come vuole Euclide )fi chiama quel nume-
ro , fecondo' l quale fi piglia la fané nelfùo tutto ; & è propiamente detto da alcuni Par-
te aliquota ;& da altri Qmtiente : percioche denota quante Tolteti maggior termine
della proportione contenga il minore ; & è quello, che è produtto dalla diuifione del man-
giar termine , fatta per il minore di qualunque propofta proportione di qualfi vogliage-
tiere ;fi come per efjempio 3 diuidendo il maggior termine della Dupla , che fi ritroua effer la prima nelge-
nere Moltiplica , il quale è i. per HVmtà, che è il minore; ne verrà z.ilqualedico effereil Denominatore
di tal proportione: perche il Binario contiene due volte effa vmtà ,&quef\a diuide quello interamente in
due parti . Medeftmamente diremo il 3 . effe r denominatore della Tripla ; & il 4. denominatore della Qua-
drupla : conciofia che'l 3 . contien tre volte l'vnità j&ilq. quattro fate ; & cofi di tintigli altri feguen-
temente . Et tali denominatwm fi chiamano Semplici : perche fono denominate da numeri femplici ; che fo-
no r. 3.4. i& da altri fìntili. Ma fé nel genere Superparticolare diuideremoli termini della Sefquialte-
fa al modo detto; cioè il maggiore per il minore ; ne verrà 1.-^- ;il quale dico effer denominatore della,
Sefquialtera : concwfia che'l 3. fio termine maggiore contiene il 2. termine minore vna volta, con vna
me%a parte; la quale fecondo il cojlumede mathematici fi defcriue in tal modo— ;& tal denomma-
tione fi nomina Compofìa : perche fi compone della vmtà >& di vna fua parte . E ben vero che le parti
die nafcono in tal modo , tallora , fi chiamano ^Aliquote ; & tallora Non aliquote del minor termi-
ne , che contiene la proportione : ma il numero pojlo /opra la linea è detto il Numeratore di tal parte;
& quello pojlo difetto il Denominatore . Onde denui poi quefla particella S e fqui ,& quello che figm-
fchi j non è cofa facile dafapere ;fe nonfuffe quello , che vuole ^Agofìino ; il quale ( leggendo Sefque , &
non Sefqui) penfa,che fa detta quaft da Se abfque >aoèda ^Abfque fé; che figmfca Sen^a fé : per-
cioche
Parte. 35-
cloche (s'io non m^nganno) pivlia la denominatione delle proportioni dalla parte del numero malno-
te j della quale foprauanxa il minore , ne i termini , o numeri delle proportioni del venere Superpar-
ticolare ; i quali nomina numeri Seguati ; & quelli del Moltiplice , Complicati . Et benché fi ano flati
alcuni j / quali babbuino hamto parere , che fia una Sillabica aggmntione ; &" che non fgtnfchi cofaal-
cuna ; ma fa fiata ritrouata folamente per poter proferire più commodamente le dette fpecie : quefo mi
par j che fa detto con poca confideratione ; & meglio hanno detto quelli , che difero , che Sefjui "vuol dire
Tutto ; & che Sefquialtera è detta da tal parola , che è latina , & da ^Altera medefmamente parola lati-
na j chef afa quando fi parla di due folamente , &f<rmfica ^Altra ; quaf proportione , il cui maggior ter-
mine contiene tutto il minore yna ydta intera _, con una delle due parti . Et queflo è ben detto : imperoche fé,
fuffe altramente ( come yoojwno alcuni , che Sefquifgntfchi lAltretanto , & la metà) non f potrebbe ad-
dattare tal parola nelle altre ; come nella Sefquiter^a , nella Sefqmquarta, & altre fmili . Nondimeno è da
auertire > che'l Denominatore di qualunque proportione fi ritratta in due modi; cioè fi ne ipuri numeri; ouem
aggiungendo a quefli le parti . Et potremo ntrouar queflo fecondo modo in quattro maniere : imperoche al-
cunayolta ritrouaremo FVnità, & alcuna parte ; & alcuna -volta l'Vnita\et più parti : Onero ritrouarema
alcun numero, & yna parte; ouero alcun numero aggiunto api» parti. Se noi ritrouaremo numeri fé mplici;
douemo denominare la proporttone femplicemente , fecondo che nelle fp'ecie del Moltiplice fi è moflrato ; &
fé ritrouaremo l'ynità av ritinta ad alcuna parte ; la douemo denominare , fecondo che difoprafurno denomi-
nate quelle del Superparticolare . Quando poi fi ritrouerà l'unità cun pm parti, allora 3 [affando t'imita, fi po-
ne atlanti qutfla particella Super al Numeratore delle parti , & al Denominatore qucf altra Pamente; g»7*
fi compone la denominatione della proportione dalle dette due particelle ; & da i termini delle parti ; come
per effempiof può yedere nella prima fbeae del 'renere Superpartiente^che la proportione detta Superbipar-
iienteterxa è denominata da r . &• -~ft0 denominatore : concwfa che ditufo il termine mao-o-iore di tal prò
pontone , che è il 5 .per il 3 . 1/ quale è il minore ; ne ri/ulta 1 & ~- La onde pigliando il numeratore delle
parti , che è 1 . avgtungendoui la particella Super 3 fi dice Superbi ; dipoi pigliando il 3 . denominatore con la
feconda particella Partente ,fl dice Pament eterea ; &• cof aggiunte infume fi dice , Superbipartìenteter-
za ; il che fifa nell'altre ancora , fecondo dfuo denominatore . Ma quando il denominatore è compojìo di al-
cun numero } & di yna parte fola ;f denomina prima la proportione dal numero ; come fu detto del Mol-
tiplice ; dipoi fi aggiunge la parte _, nel modo che nel Superparticolare ho dichiarato : conciofa che tal pro-
portione fi ritroua necefiariamente nel primo venere compofìo detto Moltipltcefiperparttcolare ; come fi
pub yedere nella Duplafefquialtera , la quale fi denomina da z . £7* -4- :perciocl>e il fio termine maggiore j
che è il 5 . contiene il 1 . il quale è il minore ; due yolte , 0* yna mexa parte del minore ; di modo che dal z .
piglia la denommatione della Dupla ; &■ dalla parte , che è -~ piglia quella della Sefquialtera . Quando poi
il denominatore e contenuto da numero intero , & da più parti ; allora fi denomina la proportione primiera-
mente dal numero , nel modo che fi è moflrato nel Moltiplice ; dipoi fi a? giungono le parti , denominandole
fecondo che facemmo nelgenere Superpartiente :percioche tal proportione neceffariamente cade nel fecondo
venere compofìo , detto Moltiplicefttperpartiente . Hauemo [ef empio di queilo nella Duplafuperbipartien-
teter%a , la quale è la prima fpecie di tal genere ;come y e deremo > denominata per le ragioni dette ,da z.
& — fuo denominatore . Lungo fi "irebbe sto yolejìi porre gli ejfempij di ciafcunafpecie : ma perche molti di
ejìi fi potranno yedere al fuo luogo ; però in queflo hora non mi eflenderò piti altra : Solamente dirò queflo
per conclufione , che ciafcuna proportione è tanto maggior dyn altra ( come ne auertifce Euclide ) quanto
la fa il fio denominatore ; & queflo in ogni genere di proportione : il che è manifis lo : efendo che la Dupla
«fenxa dubbio alcuno maggior della Sefquialtera : conciofa che il z .fio Denominatore è maggior di i.&
-~ Denominatore della Sefquialtera ; & cof fi può dire ancora delle altre .
t 1 Come
jó Prima
Come nafca il genere Superparticolare ,
Cap. 2 C.
L fecondo venere delle proportionì di maggiore ineqtutlità nafce in queflo modo; che [affitta
follmente nel predetto ordine naturale de t numeri da yn canto l'Vnità,& incominciando
dai Binario, [emendo di mano in mano tal ordine ; fé noi faremo la comparatone del mag-
gior numero al minore più yictno : da tal comparationefaràprodutto il genere Superparti-
colare ; delquale la prima fpecie è la Sefquialtera , comparando il Temano al Binano: per
'cìoche comparato poi al Ternano il Quaternario , nafce la feconda jpecie detta Sefquiter%a, & cofi le altre
per ordine ; eufemia delle quali (come ho detto ) è denominata dal fiopropio denominatore , ouer parte ali-
quota . Onde fi yede,chefe in alcuna proportione, la parte per la quale il maggior numero fupera il minore, è
la metà di effio minore, quella fi chiama Sefquultera ;&feè la terza parte "fi chiama Sefquiterza ; et bre-
vemente tutte l'altre ftecte , quantunque fuffero infinite ,fono denominate dalle fue pam ; come nel fiotto pò- i *
Jìo effempiofipuò yedere .
Della produzione del genere Superpartiente . Cap. 27.
* (becie del terzo genere detto Superpartiente fono infinite : imperoche alcune fono *«K
slerbipartiem%unesupenripartient^
do cofi in infinito , fecondo l'ordine naturale de 1 numeri Onde la Superhpartientefi r-
troua tra due numeri differenti tra loro per il Binano, chefiano di efio maggior,, & ej-
fo non voffa efjer loro mifura commune .- & yoglwno effere tai numeri Contraje primi ,
T^T^llietìeJ
Parte. 37
tema, il 3 . t»-< volta ,, & di più vna fua parte non aliata : cioè due terze parti . \A Uà differenza, della
quale ,tra'l ■?.& il 5. è cenerata la pmpoxtione Siferbiparfìèntequì)}ta;& tra'ly.&ilj.laSuperbi-
partientefettima;& cojì l'altre jfeae di mano in mano. Matra'lj.&'il^.nafce la Supertripartiente
quarta, la quale è la prima fpecie tra le Supertnpamenti : onde è wcejfanojhefi come nelle prime fi èojfir-
uato la differenza del Binario , che cofi in quette feconde fi vjferui quella del Temano ; & m quelle che fono
dette Siiperquadrip.trtienti,quelh del Quaternario : per la qùaicofa ofjtruando tal redola nell'altre per ordi-
ne fi potrebbe andare w infinito ; come qui di fitto fi vede .
Del genere Moltiplice fuperparticolare .
Cap. 2 8.
L Quarto genere detto Moltiplice fuperparticolare nafce ag giungendo 7 minor termine
di qualfi -voglia proportione del genere Superparticolare al maggióre, aggiungendo fem-
pre il medefimo minore al numero che -viene per tale aggiuntione. Onde fi noi aggiunge-
remo il Binario minor termine della S e fquialtera, al maggiore, che è tlTernarw, ne ~ver-
rà il Quinario ; al quale medefimamente aggiunto effo Binario nafierà il Sett enario , &
cefi gli altri in infinito : di modo che ojferuando l'idefft regola nell'altre , fi potranno hauere infinite jjiecie ;
come nella fitto pofia figura fi può comprendere .
Della
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Prima
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Della produzione del Quinto & vltimo genere,detto Moltiplice
fuperpartiente . Cap. 2 y.
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\A fé noi offeruaremo il modo , che netta produttione del Moltiplicefuperp articolare ha-
uemo ofjeruato ; cioè di aggiungere il minor termine dette proportiom del genere Su-
pero Artiente , al termine maggiore ; & alprodutto aggiungendo fempre effe minor ter-
mine\,continouando in infinito (fefarfepoteffe) farà per tale aggiuntione creato il Quin-
to , & -vltimo genere , detto Moltiplicefuperpartiente ; del quale ( per non efjer cofa mol
to diffeile ) non mi eflendero a ragionarne più oltra ; baflando fellamente porre gli effempij ; acciochefiano
guida , C-7* lume alla intelligenza di tal regola ; & faranno li fottopoflì . Et fi come ne i modi moflra-
ti fi compone la Superbipartienteterxa , la Supcrtripartientequarta 3 & la Superquadripartieutequin-
ta ; cofi ancora fi compongono l'altre jpecie ; le quali ( come hn detto ) fino infinite . Et quello che fi
ì detto de i generi }& delle jpecie di Maggiore inequalità;fidice anco di quelle di Minore Je cui jpe-
cie fi ritratteranno collocate tra gli firn termini radicali , come fino le jpecie moflrate difepra . Onde è da
notare che quei numeri fi dicono Termini radicali , o Radici di alcuna proportione 3 de i quali è impofeibtle dì
r itrouare in quella ifleffea proportione numeri minori ; & tali numeri fono Contrafeprimi j come di foprafic
tnoflratoJ& come nel lib.-j. detti fuoi Elementi jO Principi] ,che dire li Togliamo Euclide ,& anche Boetio nel
cap. 8 . del fecondo libro della Mufeca ne mamfejlano . Et li Mufici netta prolatione delle figure cantabili fi-
gliano i Numeri delle proportiom di Maggiore inequalità in tal modo > che il maggior termine della propor ■
tione j che vogliono tnoftrare , pongono jopra'l minore ;fe come "volendo moflrar la protation detta Dupla ,
la figulino in quefio modo \ & quella della S t fquialt era cofe l : Mani quelli di Minore inequalità fetrna-
vo tali numeri al contrario ; cioè il minor termine detta proportione [opra 7 maggiore ; come fi Tede netta pro-
htione detta, Subdupla , & della Subfefequialtera, le quali legnano in tal modo [&•): &• cofe ancora nell'al-
tre in ciafettn genere . Et quantunque io habbiapoQo gli efjewpij jolamente ne i mojlrati generi ,nei termini
radicali dette proportioni ; non fi ha pero da credere , che tali proportiom non fi ritmano anco ne rlt altri nu-
meri :fi come netti Compofli , li quali non fono termini radicali delle proportiom : imperoche tanto fi ntroua
la Dupla
Parte.
19
IWupla effer, tra 8. & 4. & tra 1 1. & 6. quanto trai.& i.il che fi dtbbe intendere etiandio delle al-
tre ,ne <rli altri generi ;fi come in quelli della Sefquialtera _, che tant 0 fi ritratta tra 6. & 4. quanto tra 3 .
&* 1. come pitt altra Tederemo.
Della natura & proprietà de i nominati Generi .
Cap. 3 o.
E R quello chef è mojlrato difopra adunque f pub comprenderete i generi , et lefpecie
delle proportioni di minore inequalità nafcono tra i Numeri in quel modo fleffo, che mfco
no quelle di maggioreme altra differexaf troua dall'uno all' altrove non che in quelle fifa
la coparatione del termine minore al maggiore jm quanto timo è contenuto dall'altro ; &
in queflefifa la comparatione del termine maggiore al minore } in quanto Itìio contiene
l 'altro. Et cof tanto quella di maggiore , quanto quella di minore inegualità yengono ad effer produtte in t»
tempo j& efere nell'ifleffo foggetto . Ma fecondo! miogiudicio le Proportioni di minore inequalità fi poffono
cufiderare altramete et anco chiamare Rationali(diro cof) et Priuatiue:et quelle di maggiore Reali & Pof
tiue.Etper magnare intelligeza di queflo^et anco per conofcere la natura di quefli generi f dèfapere , che ef-
fondo la Equalttà comeelemeto delle proportioni;ella Tiene ad effer principio della Inequalità {come Tuoi Boe
tio et Giordano)et a tenere il luogo mexano tra il genere di maggiore inequalitàjet quello di minore. Et effen
do cof, è di fu* natura femplice;cocwf a che(come fi pub yedere)moltiplicatafi diuifa;qiiellaproportione}che
fi ritroua nel tutto, fi ritroua anche in ciafcuna delle fue parti ; & e fempre permanente , & ritiene ilfuo ef
(ere in qualunque genere di ineaualità . QueflofiTede manifeilamente effer Tero ; percioche Iettando Tua
Dupla da tu' altra Dupla nel genere di maggiore inequalttà , al modo che più oltra Tederemo , &fmiglian
temente in quello di minore Tua Subditpla da tu 'altra 3f Tiene immediatamente alla Equalttà : conciofa
che (fecondo'l parer di Boetio ) ogni Jnequalitàfi rifolue nella Equalità,fi come in elemeto delfuopropio ge-
nere i il che non amene delle proportioni di inequalità , che fono mutabili ; le quali moltiplicate , 0 dittife ; le
proportioni del tutto fono differenti da quelle delle lor parti ; & le n>ag non proportioni non hanno luogo tra i
termini delle minori ; come fi puh Tedere dalla Dupla , che per effer maggiore della Sefquialtera , non ha luo-
<ro tra
40 i^rima
vo tra li fuoi termini ; come è mani/etto : conciofia che -volendo cau.tr Lt Dupla contenuta tra quelli termini
2.^1. dalla Sejqtualtera contenuta tra quefli 3 . & z . ne l modo ch'io intendo di moflrare , nafcela Sub-
fefqmterxa tra QUijlt due 3 . & 4. contenuta nel fecondo genere di minore inegualità 3 detto Subfuperpar-
ticulare ; la quale per effer digenere diuerfo dalle due prime propojìe , ne dà fegno manifeflo , che la Sejqtii-
altera è priux di tanta quantità t quanta è quella ,, per la quale la Sefquialtera è (uperata dalla Dupla ; cioè
è orina di ima Sefquiterxa .[Et queflo è yenjiimo : conciofia che aggiungendo la Sefquialtera alia Sefquiter-
za , immediatamente nafee la Dupla : Onde la Subpfquiterza Tiene ad effer (blamente la ragione di quella
proportione , che manca tra gli eflremi della Sefquialtera , per afeendere allafomma & quantità della Dub-
bia ; ilqual difetto fi mamftfla per la particella Sub , che fé le aggiunge , la quale nella compoftione dinota
alle yolte dimmittione : la onde dall'effetto la paterno chiamare Pnuatiua". Dico Priuatiuajion perche ella
habbia poffanxa dipnuare alcuna proportione della fua quantità; ma perche dichiara la proportiune à cmfi
aggiunge efjer priua nellifuoi termini &- diminuita di tanta quantità , quanta è la fua denomihatione . Et
queflo non è detto fuor di propnfito : perciochefi come è imponibile , che da yn numero minore imfatto fé ne
poffa cauare alcun maggiore ; cofi ancora è imponibile , che da yna proportione , che fa minore, f nepofft
in fatto Iettare ima maggiore ; effeìido dibifogno , che quella quantità dalla quale fé ne caua vn altra , fiao
ma>rgiore , ouero equale a quella, che intendemo leuare . Però operando nel modo ch'io fon per moflrare , da
~pna Dupla fempre potremo cauare yna Sefquialtera^ ne foprauaxera yna Sefquiterxa; et da yna Sefqut
altera potremo leuame i>naltra,& ne yerrà l'Equalita : ma non potremo giamai cauare yna Dupla da una
Sefquialtera ,che no manchi alcuna quatità, la quale yerrà fempre nelprodutto del Sottrare l'yna dall'altra^,
come yederemo;et ne dimoflrerà cot.il macameto: effendo la Dupla maggior di effaper yna Sefqmterxa;et
la Sefquialtera diminuita di tal quantità;come fi è potuto vedere. Onde ale uno no fi debbe marauighare,fe io
afimiglkrò le proporzioni di maggiore ìequalità aU'Habito; hauedole chiamate Pofitiue;cociofia che dano la
ragione delle proportiom;cioè dellaforma,che dà l 'effer ad ynfoggetto reale determinato;-» quelle di minore
alia Priuatione gommandole Ratwnali et Priuatiue : percioche negano la proportione, che rapprefentano, nel
nominato fo(rgetto;& fònopriue di yno de i loro termini reali; perche non trapaffano la Equalità: ma fono di
lei minori . La onde effendo ilgenere dimaggiore inequalità diuerfo & oppofto attenere di minore, pigliata
a queflo modoj neceffario,che l'yno & l'altro fi con fiderino fotta diuerfe ragioni;aoè il primo fatto la ranont
dell'Habito, 0 della Poftione ; & ilfecondo'fótto la ragione della Priuatione ; come ho detto. Et pero fi deb-
beno ancora confiderare come due oppofti corriffondenti l'yno all'altro nel terzo modo di Oppofitioue : per-
cioche 1 veneri , & le fpecie fottopofle di yno , corrifpondeno ( confiderate fatto la ragione dell' H abito ) aldi
generi & alle f^ecie fottopofle dell'altro , confiderate fitto la ragione delta Priuatione ; quafi all'ijleffa mo-
do,che corriffonde l'ignorala alla Scienzaje Tenebre alla Luce ,et fimili. Si debbono confiderare anche co-
me due oppofti comfpondenti al loro mexo, cioè alla Equalità, la quale è quafi come ilfoggetta dell'habitc ,
& della prutatione : conciofia che intorno a lei auengano tali cofe . Ne y aglio hauer detto queflo fenza qual-
che fondamenta : percioche fi come il (oggetto dell'habito non naturale & della priuatione imperfetta, è atto
a riceuere hor l'yno , hor l'altro , per fuccefì 'ione ; & ritien quello , che figli apprefenta , in fino a tanto che
è priuo di effo ; fi come yedemo dell \Ana,che è atta a riceuere bora la luce , & bora le tenebre; & tanto è
lucida , quanto la luce le (là yicina , & non fi fepara da effa ; cofi la EqualitJ è atta a riceuere bora la pro-
portione di maggiore, bora quella di minore inequalità. Et f come' l foggetto mantiene nella fua qualità la
Co(a, che ricette ; & per queflo non fi y.tria nella fua fuflanza , cofi la Equalità non npita quella proportione
di qualfi yògli.i genere, chef le accompagna ; ne meno ella fi yaria quando [e le a* (riunire, ofe le letta alcu-
na proportione di qualfi yoglia genere : effendo li fuoi termini ( come ho mojlrato ) immutabili & inuaria-
bth . Et perche fi come nel foggetto è fempre la priuatione, quando è rimoffo l'habito ; & Fhabito , ouer l 'at-
titudine, quando è nmoffa la priuatione : fimigliantemente rimoffa dalla Equalità yna proportione qualfi uà
</lia di mar vwre inequalità , ne y iene immediatamente yna quafi fimile contraria di quelle di minore ; &
yift introduce quella di maggiore inequalità , quando fé le lena quella di minore :fi come leuandole yna Du-
pla ne y iene yna Subdupla ;& Iettandole la Subdupla na(ce la Dupla . Ma perche ogni eftremohà il fuo
mexp, CjT* il mexo è quello , che equalmente è diftante dalli fuoi eflremi ; efendo 1 due generi di inequalità
Àie eflremi equidiflanti dalla Equalità ; però ho dento , che la Equalità tiene il luogo di mexo tra l'uno , &
l'altro delh nominati due generi di inequalitài nel modo che nella fottopofla fgura fi può chiaramtte yedereT
Et
rr
Parte.
Princìpio delia Inequalità
i ■
Dupla. '2
41
Subdupla.
I
R«
Sefquialtera.
i
Sesquiter^a.
4 — -
3
5-
Subfèiquialtera.
3
Subfèsquiterza .
"4
Sesquiquarta.
1 —
Sesquiquima.
6
hJ
Sesquifefìa .
7—
Sesquijèttima.
Subfesquiquarta.
5
Subftsquiquinta.
6
Subfesquijefla.
■7
Sesquiottaua.
9
Sesquinona.
io
o
Subfesquifettima.
8
Subfesquiottaua*
9
Subfisquinonx.
io
9-
te
a.
Et piti altra in infinito .
Et benché tali effempij pano podi fellamente ne i termini di alcune f^ede delli due primi veneri di maggiore ,
& di minore inequalità ; tuttauia in fi debbeno anche intendere quelli delle altre j'pecie , li quali ho lavati per
breuità; penfandomi che folamente quefìtfano bacanti a moftrare quanto habbiamopropofto :però ciascuno
il quale fttffe defiderofo di yeder l'altre JJ> e eie di t ai generi , perfeflejjo le potrà inuejìgare , hauendo riguar-
do a quello, che fi è mojlrato di [opra . Horaper quello che fi è detto, potemo comprendere , per qual ragione
pofiamo chiamare le proportioni di maggiore inequalità Reali , & Pofitiue ; & quelle di minore Rationali
& Priuatiue ; &• dire anco , chefiano due eflremi, tra i quali fi ritrout collocata nel mexo la Equalità ; &
pmilmente conofeer la natura & propietà di ciafeuno di t ai generi ; & qual fi a il loro nero ifpcio I Quando
aduque "vorremo nominare alcuna proportione del genere di minore inequalità J.e potremo accampanare que
Jla particella Sub ; quelle poi che faranno dell 'altro genere ,porremo fenxa cotale aggiunto . Et accwche le prò-
portion i di imo delli due oppofm generi fi conofehino da quelle dell'altro, offeruaremo quell'ordine, quando fa
rà dibifoo-iw , che noi porremo 1 termini maggiori di quelle piVportiont , che fono del (renere di maggiore ine-
gualità, dal Lxtofwijìro , & li minori dal dejìro ; in cotal modo 3 .' & i.&i termini di quelle , che fono del
genere di minore, porremo al contrario in cotal maniera i.& 3 . imperoche quelli della Equalttà fi potranno
porre fenxa alcuna differenza di luogo; effendoper lor natura inuanabili .
Del Moltiplicar delle proportioni
Cap.
^€V E N DO afuffcienxa mojlrato come nafeono le proportioni, & le lor denomina -
tioni , daremo principio a ragionar delle loro operationi , le quali fono cinque , cioè Mol-
tiplicare , Sommare , Sottrare , Partire , & Trottar le lor radiciT Quanto alla prima
clouemo fapere, che fono flati alcuni , li quali hebbero opinione , the il Moltiplicare , & il
Sommare f afferò -ima coft iilejpt i& alcuni tenettano l'oppofito ; cioè che fttffero due
operationifeparate ; & il medefimo teneuauo del Sottrare , & del Partire .[ Malajfindoiole dtjftute da
■vn canto , co leffempio dimoslrerò tali operatiom non efjere ima cofa ifteffa , ma operatwni feparate , co-
fa molto -ville & neceffana alprefente negocio . Venendo adunque alpropofito dico , che'l Moltiplicare
è Dna difbofitione di più proportioni in -vn contihouato ordine, pofte lima dopo l'altra in tal modo , che il mi-
nor termine dell'vnafia il maggior dell'altra, & cefi per il contrario . Ma il Sommare dico ejjere ima ad-
f dunanxa
42 Prima
dtOKtnXg. dì più proportioni addunate infume fitto yna fola denomin ottone . il Moltiplicar fi può fare in
due modi ; il primo è quando ad yna proportione fé ne moltiplica yn altra , opiu ; incominciando dalla parte
finiflra , "venendo yerfo la delira ; il qual modo nominaremo Soggiungere . il fecondo poi è quando procede-
remo al contrario; cioè dalla deflra yerfi lo finiflra , il qual modo chiamarono Preporre. Et perche quefli
due modi fono neceffarij , & tornano bene ; però moflr aremo l'operatwne dell'uno , & dell'altro mod(T. In-
cominciando adunque dal primo dico , die fé noi hauejìimo a moltiplicare infume due,o più proportioni di ~v>t
medefmo tenere t o di diuerfi ( il che non importa ) difporremo prima le proportioni contenute ne i lor ter-
mini radicali, l'ima dopo l'altra per ordine, fecondo che quelle intendiamo moltiplicare; & pigliando il mag-
nar termine della feconda proportwne da moltiplicare , pofla a banda finiflra , lo moltiplicarono col mag-
giore, & col minor termine della prima ; & queflopoi moltiplicarono col minor termine della feconda ; &*
haueremo tre numeri, continenti due dotinone proportionì. Hora moltiplicaremo quefli,per il maggior termi-
ne della proportione, chef ha da moltiplicare ; la quale è terza nelfipradetto ordine, incominciado dalla fni-
flra, & di mano in mano -venendo -verfo la parte deflra . il che fatto , di nuouo pigliando il minor termine di
tal proportione , lo moltiplicaremo col minor delli produtti ;& ne rfulteranno quattro termini , o numeri, ne
i quali fé conterranno le moltiplicate proportioni . Et quando f uff e bijogno di foggiungere a quefle proportionì
di nuouo alcun altra proportwne,inoltipltcaremofèmpre li produtti numeri per il maggior termine della pro-
portione, che yorremo foggiungere , 0 il minor delli produtti per il fio minore ; & da tal moltiplicatone ha
ueremo fempre quello, che ricerchiamo . Ma perche gli effempij maggiormente muoueno l'intelletto alla m-
tellio-enza di alcuna cofa, che non fanno le parole, & mafìtmamente nelle operationi de i numeri ; però def-
derando io di effer intefo, yerrò all'effempio \ Vaniamo adunque che fi habbiano da moltiplicare infeme quat- •
tro proportioni, contenute nel genere Superparticolare , enfiano quefle, yna Sesquiakera/vna Sesqmterxa,
yna Sesquiquarta, 0 yna Sejquìquinta : primamente le porremo l'yna dopo l'altra, fecondo l'ordine , che fi
yorranno moltiplicare , di modo-che fano contenute tra i lor termini radicali , in quefllo modo . j . * . * . ' . &
dipoi moltiplicaremo il maggior termine della Sefquìterxa , e he è 4. col 3 . & 2 . termini della Sefquialtera ;
& da tal moltiplicatione haueremo 1 2 .0- 8 .1 quali medefmamente contener anno la Sefquialtera : Percìo-
che li termini di qualunque proportione moltiplicati per qual fi yoglia numero, non fanno uariotione alcuna di
quantitade ; come per la proua ,0* per la 18. del lib. j.dei principij di Euclide ., & per quello che dice Boe-
tio nel cap. z 9. del lib. 2 . della fita MuficaJ manifeflo , Et tali numeri porremo fitto yna linea retta in piano,
la qualdiuida quefli dalle propofle proportioni , Fatto queflo, moltiplicammo infeme i minori termini di que
fle due proportioni, 0 ne yerrà 6; ti qual porremo dalla parte deflra a canto /' 8. 0 haueremo moltiplicato
dette proportioni infeme ; cioè foggiamo alla Sesquialtera la Sesquiterza tra quefli termini r 2, 8.6, H ora.
per foggiungere a quefle la Sesquiquarta , moltiplicammo quefli termini per il fio maggior termine , che è il
5 . incominciando dalla parte finiflra, yenendo yerfo la deflra, 0 haueremo 60.40. 3 o. il che fatto molti-
plicammo il minor termine delli tre primi, che è 6. per il minor termine della Sesquiquarta,che è q.0 ne ti*
feerà z 4; il quale poflo con gli altri, ne darà tale ordine, 60. 40. 3 o. 24, continente la Sesquialtera Ja Ses-
quiter'%a,&> la Sesquiquarta proportione . il mede fimo faremo , quando yorremo moltiplicare a quefle lai
Sesquiquinta -.perooche moltiplicando prima lifopradetti quattro termini , per il fuo maggiore , che è 6. ne
yerrà 3 60. 2 40. 1 8 o. 1 44. et dipoi moltiplicato il minor delli moflrati,che è z 4. co/ minor termine di effe
proportione, che e 5 . ne darà 1 z o; il quale poflo al fuo luogo ,da tal moltiplicatione haueremo cinque numeri,
0 termini ,cióè 360. 240.180. 144. 1 2 o; cotinentt efje proportioni ; come tra 3 60. 0 2 40. la Sesqui-
altera; la Sesquiterza. tra z 40. £"7" 18 o; tra 1 8 o.0 1 44./<< Sesquiquarta;0 tra 1 44.^ 1 1 oda Ses-
quiquinta : ancora che non fi ritromno ejfere ne i lor termini radicali; come qui nel fottopoflo efjempìofi yede.
Proportioni da moltiplicare
Co
360 240 180
Proportioni moltiplicate .
Parte .
43
Quando adunque h.tueremo a moltiplicare &fig giungere infiemc molte proportioni , operando al modo che
habbiamo dimostrato , potremo hauerfempre il noflro intento .
II Secondo modo di moltiplicar le proportioni . Cap. 5 2.
OCCORRENDONE, che nelle moltiplicatwni fin dibifogno di preporre le pro-
portioni l'una all'altra , procederemo m queflo modo : Moltiplicheremo prima per il ter-
mine minore della feconda proportione pofta a band.i fiwiflra ciafcun termine della pri- 6
ma , incominciando dal minore ; & dipoi il maggior dell'iva col maggior dell'altra in-
fume ; & da tal moltiplicatimi haueremo tre termini continenti tali proportwni . Di-
poi moltiplicando quefli prodntti perii marvior termine della terza proportione ; & il maggior di efii per il
maggiore , haueremo il noflro propofiito . Se noi pigli/tremo adunque il minor termine della Sesquiquarta }
pofta nel precedente capitolo , il quale è 4 ; & lo moltiplicheremo col 5 . & col 6. termini della Sesquiquiii-
ta j ne nfidterà io.&- 1 4 ,• iquali porremo , come facemmo di [opra, fitto Vìitt linea retta . Dipoi moltipli-
cato il 5 . maggior termine di data Sesquiquarta col 6. ma<r«ior termine della Sefiptiquinta , ne yficirà 3 o ;
ilqualepoflo apprejfo 1/24. ne darà tre termini 3 o . 2 4 . z o ; che contengono le proportioni moltiplicate .
Ma per moltiplicar con quefte la Sefiquiterza ,piHiaremo il fuo termine minore , che è 1/3 . £5* lo moltipli-
cheremo con li tre prodntti , incominciando dalla deflra , yenendo yerfo la finiftra parte ; & haueremo 9 o.
72. 60 ; affettandoli l'yn dopo l'altro fitto li fuoi producenti, i quali fono 30. 24. 2o;£j" dinuouo molti-
plicando il 4. maggior termine della Sesqmterza col 3 o; yfarà 1 2 o , il quale dopo che l'haueremo aggiun-
to alli tre fopradttti , ne darà yn tal ordine . 120.90.72.60. continenti la Sesquiquinta , la Sesquiquar-
ta, & la Sesqmterza proportione . Ma yolendo moltiplicar con quelle la Sesquialtera ,pigltaremo il z.fiuo
minor termine ,& lo moltiplicammo al modo detto ne Ili quattro prodntti, & haueremo 240. 1 80. 144.
1 1 o. Moltiplicheremo poi ti 3 . fio mavvwr termine col 1 2 o. mao-oior termine dellt produtti , & nafcerà
3 60 ; il quale accompagnato alli quattro prodntti , ne darà tutta la moltiplicatione tra quefli termini 3 6 o.
240. 180. 144. 120. 1 quali contengono le nominate quattro proportioni i come nel fottopojlo effem-
pto fi yede, fimile a quello, che nel capitolo precedente hauemo moflrato .
Proportwni
da
moltiplicare .
4
3
3
1
5
4 -
i
3°
24
lo
I IO
so
7*
60
jSo
240
80
'44
110
Proportioni moltiplicate
Del Sommare le proportioni .
Cap.
7 r
L Sommar le proportioni ( come ho detto, ) non è altro , che il ridurne quante fi yttole di
yno, 0 di dmerfii generi Jotto yna fila dawminatwne , la quale fi ritratta anche negli
eflremi numeri , 0 termini di efife proportwni , quando tnfiiemefiono moltiplicate ; con tal
differenza , che quefli eflremi fino mediati da altre proportwni : ma quelli che n.ifcono
dal fiommare fono immediati ; come yederemo . Se hauefimo adunque da fommare in-
fintile due , 0 più proportioni di yno ,0 di dmerfii generi , fi debbe procedere in queflo modo ; cioè por prima
i maggiori &> radicali termini delle proportwni , che fi hanno da fommare l'yn fitto l'altro , ouer l'yuo da
rimpetto all'altro ; fiimilmente li minori ; dipoi moltiplicar li ma<r mori l'yno nell'altro , incominciando dalli
due primi, & ilprodutto da quefli nel terzo ; <£?' quello che nafie nel quarto ; & cofii di mano in mano ; &
j z ilprodutto
44
Prima
il produtto da tal moltiplicatane fir.l il maggior termine continente la proportione -, che ha d.t nafcere . il
che fitto fi debbono moltiplicare medefim amente li minori fono nell'altro ; & il produtto (ara il minor ter-
mine , che inficine col maggiore contiene la ricercata proportwne l Si cornei fi haueftmo dafiommare tnfiie-
me le moltiplicate .proportioni , le accommodaremo prima ; come nell' efif empio fi ye? o-ono ; & incomin-
ciando da i maggiori termini di quelle , moltiplicheremo li due primi; cioè 3 . & 4. l'yu con l'altro ; & ha-
ueremo 1 1 . Queflo poi moltiplicato col 5 . ne darà 6 o; il quale moltiplicato col 6. produrrà 3 6 o ; £r que-
llo numero farà il maggior termine , che ha da nafcere di tal fiamma . Mi medefimo modo moltiplichere-
mo poi li termini minori ; cioè il i . col 3 . & ne -verrà 6; ilquale moltiplicato col 4. ne darà 1 4. Con queflo
fi moltiplicherà poi dj.&ne darà no; il qual numero farà il minor termine , che infume col ma? <nore
contiene laproduttaproportione , la quale è la medefima , chef ritroua negli eflremi termini delle moltipll-
cate difopra proportiom; come fi può -vedere . Hauendo adunque ridiate tal proportwm fitto ynfiolo denomi-
natore , che è il 3 ; & fiotto yna fola proportwne , la quale è la Tripla ; fi può hora yedere la differenza , che
fi ritroua tra il foni mare , & il moltiplicare ; conciofia che l'yno fi ritroua mediato da alcuna proportwne ;
& l'altro èfienza alcun mezo nellifuoi eflremi termini ; come ne ifittopcfii effiemm fi può yedere .
3 Sesquialtera . 2
4 Sesqmterza. 3
5 Sesqutquarta. 4
6 Sesquiquinta. $
; 6 o Tripla . 120
3
4
1
6
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3
4
■)
1
Secondo >?
odo.
Del Sottrai- le proportioni.
Cap. 3 4.
Jf terza operazione fi chiama Sottrare, la quale non è altro, che il Iettare yna proportio*
ne , 0 quantità minore da yna maggiore ,per fiaper le differente , onero di quanta quan -
tità l'yna fitperi , ouer amente fa fuperata dall'altra ; la quale operatione fi fa in queflo
modo"! Prima btfògna. di/porre li termini radicali delle proportioni a modo di yna figura
quadrata , di maniera che li termini della maggiore filano nella parte fuperiore , & quel-
li delli minute nella inferiore , l'yno fiotto l'altro ; auertendo però , che li maggior termini dell'yna , & l'al-
tra tenghino la parte fini/Ira ,& li minori la deflra . Fatto queflo moltiplicheremo in croce li termini ; cioè
il maggior della fioprapoììa , col minore della fottopofia ; & cofi il maggior della fittopofla , col minore della
pofla di (opra ; & li produtti porremo perpendicolarmente fiotto li termini moltiplicati pofi difopra, divìden-
doli dalle proportioni con yna retta linea in piano ; & allora da tali produttif hauerà , quanto l'yna propor-
twne fupera l'altra; & la differenza, che tra l'yna & l'altra fi ritroua ^ Volendo adunque leuare yna Ses-
quitcrxa da yna Sesquialtera , &fiapere di quanto la Sesquialtera auanzi la Sesqmterza , & k differen-
za, chef ritroua tra loro, operarono in queflo modo . Ordinaremo prima 1 termini delle proportioni almo-
do che fi yedono nelfottopofìo effempio ; dipoi hauendo tirato di fiotto ima linea retta in piano , fitto di effit
porremo li termini produtti dalla moltiplicatone , che fi farà di yn termine con l'altro : Incominciando dipoi
dal 3 . maggior termine della Sefquialterajo moltiplicheremo col 3 . minore della Sefqu iterza, £?• il produt-
to, il quale J ara y. porremo perpendicolarmente fitto il 3 . maggior termine della Sejquialtera , fitto la linea
a banda fi nifi ra ; & queflo farà il ma<^ pior termine della proportwne , che ha da naficere la quale contene-
rà la differenza, che noi cerchiamo, il che fitto moltiplicheremo il 4. che è il maggior termine della Sefiqui-
terza , col z. che è il minore della Sefijuialtera ; & il produtto , che farà S.yerrà ade/far il minor ter-
mine della proport ione continente la ria detta differenza •' Imperoche poflo fiotto la nominata linea perpendi-
colarmente fitto il i . minor termine della Sefqtttaltera , Imiteremo la proporttone Sefquiottaua , contenuta
fra ily.&l'S > la qual dico effir la differenza di quanto l'yna è maggior dell'altra ; come qui fi yede.
Paterno
Parte.
Proportion maggiore.
3 Sesquialtera.
4J
Scsquiterza.
Proportion minore .
Differenza .
Ses
qmottaua.
naumninimr"""'"*
Paterno bora, dire , eh? filtrata yna Sejffiter%a da ima Sefquialtera , refla yna Sefiuiottaua ; & que-
lla effer la deferenza ,che fi ritroua tra l'yna & l'altra ; & effer quella quantità , per la quale Li maggiore
fupera Li minore, et quefla da quella èfttperata . Et che cofifia il yero fi può prottare : imperoche fommando
infieme nel modo mojìrato la Sefqmterza con la Sefjuiottatta , haueremo d.i talfomma la Sefquialtera , che
fu quella proportione , che fuperaua la Sefqutterza di yna Sefquwttaua : Onde da quedopotemo ancora ye-
dere ,che il fommare delle proportioni è la prona del Sottrare ;& per il contrario il [ornare la prona del
fommare ,
Del Partire, o Diuidere le proportione; & quello che ila Pro-
portionalità . Cap. ^ ^.
l debbe auertìre , che per la quarta operatione , io non intendo altro , che la, Ditti/ione , o
Parttmento di qualunque proportione , che fi fa per la cullocatione di alcun ritrottato nu-
mero , tra lifuoi efìremt ; & è nominato Diuifore -.percioche duude quella proporttona-
tamente in due parti ; la qual dnufione li Mathematici chiamano Proportionalttà, o Pro-
n-efione . Onde mi è partito ejjer conuemente dichiarare primieramente quello , che im-
porti quello nome Proportwnalità , & dipoi yemre alle operationi . La Proportion alita adunque , fecondo la
mente di Euclide , èfimtlitudine delle proportiom , che fi ritroua almeno nel mezo di tre termini , che con-
tengono due proportion i . Et quantunque appreffo li Mathematici ( come dimoUra Boetio ) le proportiondi-
tàfiano Diece ; ouero (fecondo la mente di Giordano) Vndeci ; nondimeno le tre prime, che fino lepiùfamó-
fe , & approuate dagli antichi Filofof ; Pithagora , Platone , & ^rifatele ,fono confederate , <*r< ab-
bracciate dal Mttfico , come quelle che fanno pm al fuo propofito chele altre. Di quelle la prima è detta
^Artthmetica, la feconda Geometrica, & la terza Harmohica . Et yolendo io ragionare alcuna co fa di cia-
feuna di effe, prima yederemo quel che fa cjafcunafeparatamente . Incominciando adunque dalla prima di-
co, che la dnufione, o propomonalità ^/fnthmettca è quella, la quale tra due termini di qualunque proportio-
ne hatterà yn mezano termine accommodato in tal modo , che efjendo le differenze de ifuoi termini equali ,
inequall faranno le ftte propomoni : Per il contrarto , dico che Li dmifione , o proportionalità Geometrica è
quella , le cui proporttoni ,per ytrtìt del nominato mezano termine , ejfendo emali , inequall faranno le fue
deferenze .
4 6
Pri
ma
dtfferenxe. L'H armonica poi chiamo quelli, che con tal termine farà intanali non fola le [ne differente ,
ma le fue proportioni ancora ; di maniera che l'iftejfa proportione , che fi trotta tra ejle dtfferen ze ,fi riti Olii
etiandw nelltfitoi eflremt termini ; come qui fono fi vede .
. . :-^.:«-^^^Z^~- -
I ^^^Ja^-^Jl^A^^T*.-L'fVj:gSS-!,l'.<^.-Li^feij,B,^Jj;i-i»T^!
vujrassr-ivì^ ;-i^^-j_'~ ,'. .^. jj^lì. : ii,1 v-j
Arithmctica.
Differenze equali .
Geometrici
Dirlerenie ineguali •
Harmonica.
Dulerenze inequalj .
4. Sesquiterza 3.Sesquialtera.
4. Dupla. 2. Dupla. 1
C. Sesquiakera. 4. Sesquiterza. 1
Proportioni ineouali.
Proportioni equaii .
Proportioni inequa
!"?'"°v,*J■*J^lTt7rr^aTJ^T^r'^
lf.-,TL.mnv.Tjy-mw-!»j«»iB^- ■
Diuidendofi adunque le proportioni regolatamente per vno delli modi moflrati , fa bifn^no di moftrarefe-
paratamente in qual modopotemo facilmente ritrouare il termine mexam di aafeuna, il quale fia tifilo Di-
mfore : pero incominciando dalla prima , Tederemo come fipoffa ritrouare il Din fare <AS ithmetico , & in
qual modo ogni proportione pojja da lui ejfer àittifa .
Della Proportionalìtà, o Diuiiionc arithmctica ,
Cap. 5 <T.
/ potrà adunque diuidere qual fi voglia proportione fecondo la proportionalìtà arith mi-
tica , quando haueremo ritrouato vn Duufore , il quale pofto nel mexo de 1 termini dell*
proportione da effer diuift , dtuiderà quella in tal maniera, che effendo le differente delli
termini ( come fi è detto ) equali , le fue proportioni faranno inequali ; di modu che tra li
maggior numeri fi ritratteranno le proportioni minori, & tra li minori le ma? o-ion; coft
che folo appartiene alla proportionalìtà artthmetica .] Quefto potremo ntrouar facilmente , quando fommati
mfieme li termini della proportione propofla,diuideremo ilprodutto in due parti equali ipercioche quel nume-
ro, che nafeerà da tal diuifwne farà il ricercato Diuifòre , che diuiderà fecondo lefopradette conditiom la det-
ta propomone in due partii Nondimeno bifogna auertire , che e/fendo la propofla proportioni nelli fuoi ter-
mini radicali , non fi potrà offeruare il predetto modo : imperoche neceffariamente farà contenuta da numeri
Comrafeprimi, 1 quji fommati infieme ne daranno vn numero impare , che non fi può diuidere in due parti
t quali, cioè in due numeri interi ( la onde volendo ritrouare tal diufore ,& fchifare 1 numeri rotti, che non fi-
no ncettuti dall' anthmettco , fempre raddoppiammo li detti termini,& ne verranno due numeri pariji qua
li no varieranno la prima proportione . Hora fatto queflo fommando 1 detti numeri pari infeme,& diuiden-
do ilprodutto 111 due parti equalt , quello che ne verrà farà il ricercato Diufore ( Et fa per effempio , che noi
Vulefimo diuidere la proportione Sefquialtera, contenuta tra quefli termini radicali $.& 1 .fecondo la di-
ti f ione arithmctica ; effendo tal numeri Contraf eprimi , fi debbono raddoppiare : il che fatto haueremo 6.
& 4. continenti la Sefquialtera ; 1 quali fommati infume, ne verrà 1 o. che diuifo in due parti equalt ne da-
rà 5. Onde dico che il 5 . farà il Diufore della propofla proportione: Imperoche altra che coftituifce in tal
proportionalìtà le differente equalt , dittide ancora la proportione {fi come è tlpropto di tal proportionalìtà )
tn due proportioni ineqitali , in tal maniera , che tra li mag giori numeri fi ritroua Lproportton minore ; &
per il contrario tra li minori la maggiore ; come tra 6. & 5 • la Sefqiuqttinta ; i*P tra 5 . CjT* 4. la Sefqut-
quarta ; come qui fi vede .
Della
p
arte.
47
Proportioni da diuidere fecondo
^'Arithmetica proportionalità .
Sesquialtera-
Sesquialtera .
< Stsquiquinta.J. Sesquiquar- *
Differenze equali de i termini
delle proportioni.
Q£ggQg2K9
E
f&C^fìi
Della Diuifione , o Proportionalicà Geometrica . Cap. 5 7 .
A DIVISIONE Geometrica fi fa, quando il Diuifore è collocato in tal modo tra
<r/i eflremi di alcuna proportione , che ferba le conditioni toccate nel capitolo precedente .
Onde è dafapere , che ogn altra Proportwnalità è di tal natura ,che folamente diuide li
propojla proportione in due parti ineguali : ma ilpropio della Geometrica è diuiderlafem-
pre in due parti equalt ; dal quale effetto è detta propiamente Proportwnalità : conciofia
che tra li fimi termini mag o-iori , & tra li minori ancora fiano le proportioni equali ; & ilprodutto del Di-
uifire moltiplicato in fé fleffo è equale al produtto de gli eflremi termtni di detta Proportionalità , tra loro
moltiplicati] Ma per ritrouare talDiuifore ofjeruaremo queila regola :propoflo che haueremo qual fino-
glia Proportione da diuidere , contenuta nelli fuoi termini radicali 2 per fchiuar la lunghe-x^a dell'opera-
re j la fatica j&i molti errori che occorrono , primieramente moltiplicammo quelli l'yncon l'altro; dipoi
caueremo la Radice quadrata del produtto , la quale faràyn numero, che moltiplicato infefleffo , renderà di
punto tal produtto ; & tal Radice farà il ricercato DiuiforeÌEt accioche più facilmente wfia intefo -verro at-
te jfempio . Poniamo la Quadrupla proportione contenuta nellifuoi termini radicali q.& i; -volendola noi
diuidere Geometricamente , douemo prima moltiplicar li detti termini l'ynoper l'altro , £5* cofi haueremo
4. dipoi pigliata lafua Radice quadrata , che farà i . diremo tal numero effere ilDitufore geometrico di tal
proportione : uerctoche il produtto , che yiene dalla moltiplicatane di fé fleffo , è equale à quello , che nafit,
dalla moltiplicatone de ipropofli termini moltiplicati tra loro : conciofia che tanto rende il ^..moltiplicatopey
la ynità, quanto il i . moltiplicato in fé fleffo ; come nella figura fi vede . La Quadrupla adunque èdmifà
in due parti equalmente da tal Diuifore ; cioè in due Duple ; l'yna delle quali fi ritroua effere tra 4. &* i;&
t altra tra 1 . & 1 . Ma Infogna auertire , quantunque ilpropio della proportwnalità Geometrica fia il diui-
dere qual fi yoglia proportione in due parti equali , che queflofifa ymuerfalmente nella quantità continoua :
imperochs
43
Pri
ma
ST7S
Proportione dadiuidere fecondo Ia
Geometrica proportionalità.
Quadrupla
Proportione diuifa in due
patti eguali.
<t Dupla. » DuPU-
Differenze inequali dei termini
delle proporcioni.
tmperoche nella difcreta tutte le profumo» non fono diutfibili per tal modo : conciofia che li numeri non pati-
fcono la diuifwne della -vinta . Onde fi come è imponibile dipoter dmidere ratwnalmente alcuna proportione
in due parti equali, la cjualefia contenuta nel genere Superparticolare ; come affermano Boetio nella fua Alt*
fica ■ <&■ Giordano nella fua ^Arithmetica ; per non cader tra li fuoi termini altro numero \ che la imita , la
quale non fi può diuidere ; coft farà imponibile di diuider quelle de gli altri generi, che fono dopo quefìo": ef
fendo che quelle, le quali fi poffono diuidere, fono contenute nel genere Moltiplice , <& hanno in imo de i loro
ejìremi un numero Quadrato , & nell'altro la Vmtà ; & cofifono capaci ( come afferma lo ifleffo Giorda-
no) di tal duufione ! Si che dalla proportionalità Geometrica paterno hauere due diuifioni , cioè la Rationale ,
& la lrrationale . La Rationale dico , che è quella , che fi fa per via de i numeri rationali, di modo che il fio
Ttmiforefa di punto la Radice quadrata delprodutto della moltiplicatione de i termini di alcuna proportione
moltiplicati tra luro;et le parti di tal diwfonefi pofjono denominare, fi come è la moflrat a contenuta tra que
fli termini 4. 1 . 1 . Ma la irratwnale è quella , che fi fa per ria di mifure , &* ancora di numeri , i quali fi
chiamano Sordi &• lrrationali : percioche tal ditti/ìonè a modo alcuno ne fi può fare , ne meno circofcriuere
con numeri rationali,o mifurefimih ; & quefìo accade , quando dalprodutto non potemo hatter la fa Radice
di punto) fi come per effempio auerrebbe , quando volejiimo diuidere in tal modo ima Sefqmaltera : percioche
allora moltiplicati tra loro 1 termini , che fono $.& Zi dal 6. che farà il produtto, non fi potrà cattare tal ra-
dice , cioè non fi potrà hauere im numero , che moltiplicato in fé Jìeffo faccia f7. E ben l'ero che tal numero fi
potrà denominare fecondali costume de 1 Mathematia in quefìo modo,dicendo Radice ó.cioèla Radice qua-
drata, che fi potè fje cattar di quefìo numero, quando jitffe pofibile ; & quefìo farebbe ilfttc Ditttfore : ma tal
Radice , 0 numero , che fi vede nel fottopodo effempw ,per Li ragione detta fempre fi nominerà Sorda , &
Irrationale J Et perche non fi può batter la radice ratio» ale di tal nitmero,pero le parti di quejìa diufione no
fi pofmio denominare, 0 deformerei ancora che li fuoi eflremi fatto compre fi da numeri Rationalt . Onde tal
dutift one, per le ragioni dette fi chiamerà fempre Sorda, &< Irratwnale ; £7- dal Muficv non è confiderata .,
.'«*« ttwi'éetf. jn aitai
Parte .
4?
HMWUIMBBlimUffTWT'— mm—»J^— 1
I
Propomone da diuidere fecondo la
Geometrica proporrionalicà.
Sesquialtera
pvoportione diuila irrationalmen-
te in due parti equali .
In qual modo fi poiTa cauare la Radice quadrata da i
numeri. Cap. 38.
]E DE REMO bora in qua! modo fi poffa cattar la Radice quadrate da i numeri ; Però
decritto d numero del quale yorremo la Radice -, wcominciaremo dalla prima figura po-
fla a banda deflra del predetto numero , ponendoli fono yn punto ; il che fatto , laffando
quella figura, che fegue, porremo fono la terza yn altro punto, & cojlftto la quinta per
ordine , laffando fempre ynaftgtira, quando fuffero molte . Dipoi incominciando dall'ulti-
mo punto pofìo a banda fmiftra, trottarono im numero Quadrato, chefia equale a tutto ti numero , che fi ri-
tratta dal punto indietro , yerfo la parte fintflra : ouer Itfia piti -vicino ; pur che non lo auan-xi, ; la Radice del
quale porremo/otto il detto punto; & cauaremo il quadrato dal numero posto dall'yltimo punto indietro; &
quello che auanxaf e porremo fempre [opra quejlo numero . Raddoppiaremo oltradi quejìo la Radice , che
fu pofìa fatto il punto ; & quello che nafcerà porremo fono lafgura , che fegùe immediatamente dopo tal
punto dalli parte delira ; accommodando le figure di mano in mano yerfo lafitnftra . Fatto quejlo } Tedere-
mo quante yolte il doppio della Radice è contenuta da quel numero j che è pojlofopra la Radice '&> il fio dop-
pio; & il rifiatante , che farà la Radice d'yn'altro numero Quadrato , porremo fono ti punto fluente, mol-
tiplicandolo col rifiatante del raddoppiato ,& cattando ilproduttò dal numero pofto difopra. Ma Infogna auer
tire, che auanxivn numero, il quale fa equale al numero Quadrato di qttejla Radice , acciochef attratto tv-
no dell'altro atlanti nulla : Percwche batteremo a punto la yera radice quadrata delpropoflo numero, che fa
rà contenuta tra le radice delh Quadrati, che fono fòttopofle allt punti . Et fé auanxajf ~>'n numero, chefuffe
maggior del Quadrato ; allora non fi potrebbe battere fé non la Radice irratwnale & fonia, nel modo che al-
troue ho dimoftrato &ftrà diht fogno ricorrere alla Quantità cbtinoua, operandomi modo che nella feconda
parte fonper moflrare. Et perche e cofi molto difficile trattar quefla materia in ynitter fale, però ytrremo ad
uno elfempio particolare, acaocbe fi poffa coprendere quello die fi è dettoiPomamo aditane che fi ycltjle cattar
or la
5° A Pfima
la Radice quadrata di i ì i j Jìcqprìfnìtramente douemo porre vn punto fitto la prima figura pofla a banda
deflra,cbe è il 5 ;<%<?; laffando la fetida, che fegue, faremo vn altro pitto fitto la ter%a;cioè fitto il 2 :tl chefat
to trottarono vn numero Quadratole fia equale,opoco meno del 1 2 ;z^fiarà il y.del quale il 3 . è lafua Ra
dice . Quefla accommodaremo primamente fitto il punto poQo dalla parte finiilra ; cioè fitto il z : dipoi ca-
uaremo il 9. di iz.& reitera 3; il (piale porremo [opra il 2. puntato, accompagnandolo col 1. non puntato,
& batteremo 3 1 . Raddoppiando hora la Radice , cioè il 3 .pojìo pitto il punto , batteremo 6; ilquale accom-
modaremo fitto il 2 . non puntato, & cederemo quante volte fia contenuto dal 3 z; & faranno 5 . & auan
%erà a. Quefla dipoi accompagnato col 5 . puntato ne darà 2 5 ; ilqtiale ejfendo pan al 25. che è il numero
Quadrato, che nafce dal 5 . che è lafua Radice , ne darà a punto quello che fi ricerca cioè la Radice che farà
3 5 . Porremo adunque quetla feconda Radice fitto il 5 . puntato ; & cattando del 32. il 3 o. che nafce dalla
moltiplicatione di tal Radice , col doppio della prima , reflerà 2 ,• dquale col 5 .puntato dice 2 5 ; come hab-
biamo detto : & cofi cattando da queflo 1/25. che è il fecondo numero Quadrato , reflerà nulla ; c-7* battere-
mo a punto la radice quadrata delpropoflo numero, la quale, fecondo ch'io ho detto, è 3 5 . chef rttroua fatto
li punti delfottopojìo ejfempio : conciofia che moltiplicato il 3 5 . in fi , rende a punto 1225. che è ilfuo Qua-
drato .
o
5
Radice quadrata
delpropoflo numero .
Della Diui(ione,ouero Proportionalità har-
monica . Cap. 3 9 .
*A DIVISIONE, onero Proportionalità harmonicafifa, quando tra i termini di
alcuna prof ortione fi ha collocato vn Diuifore in tal maniera , che altra le conditioni toc-
cate nel cap. $j.tra i termini maggiori fi ritrattino le proporttoni maggiori, & tra li mi-
nori le minori : propietà che folamente fi rttroua in quefla proportionalità ; la quale è det-
ta propiamente Mediocrità : imperoche ne ifuonì , la chorda me%ana di tre chorde tira-
te fitto Li regime dellifuoi termini , partorifce con lefue eflreme chorde quel fiaue concento , detto Harmo-
nia . Onde Pietro orbano , commentatore de 1 Problemi di lAnflotele molto ben diffe , che il me%p è quel-
lo, che genera Iharmoma. Tal Diuifire adunque potremo facilmente ritrouare, quando pigliati li termini ra-
dicali ìi quella proponine, che vorremo diutdere , li diuideremo primamente per la Proportionalità yArith-
metica ; dipoi moltiplicati ali eflremi fuoi termini per il termine melano ; iprodutti verranno ad effere gli
eflremi dell' H armonie a : & medefimamente moltiplicato il maggiore col mìnimo ,fi verrà a produrre il
mezano di tal Proportionalità, cioè il Diuifire : percìoche tali termini verranno ad efjer collocati fitto le con
ditiom narrate difopra (yidunquefe noi vorremo diutdere harmonicamente vna Sesquialtera, contenuta tra
qitefli termini radicali $.& z;la diuideremo prima ^Arithmeticamente , fecondo il modo moflrato nel cap.
3 6; & batteremo tal proportionalità tra quefli termini <J. 5 . 4. Ridurremo dipoi quefla all'harmonica ,
moltiplicando il 6. & il 4. per il <j ; dipoi il 6. per il 4. & balleremo da iproduttt la diuifione ricercata, con-
tenuta tra quefli termini 3 o. 2 4. 2 o; come nella figura figliente fi vede . Imperoche tanta èlapropor-
tìone, che fi rttroua tra 6. & 4. che fimo le differente de 1 termini harmonici , quanta è quella , che fi troua
tra $o.& 20. che fonagli eflremi dellt Sesquialtera , chef hauea da diuidere ; la qua! refta diuifa in vna
Sesquiquarta contenuta tra 3 o. 67* 24.^ '" vna Sesquiqumta contenuta t ra 2 4. & 2 o. Et cofi tra 1 ter
mini maggiori fi ritrouano leproportwm maggiori, & tra 1 minori le minori ; come è il propio di tal pro-
portionalità .
Confiderà-
Parte .
■— — BM
Proportione di diuidere fecondo la
Proportionalità harmonica .
Sesquialtera.
Diuifione arithmetica .
6 Sesquiquinta. !■ Sesquiquarta
Diuifione hannonica.
,„ Sesquiquarta . ,„ Sesquiquinca
Differenze inequali de i termini
hanuonici .
Sesquialtera.
",T:<ag^«--?tt73BTgnnreM'HI^MMIiliMll
Conlìderatione fopra quello che fi è detto intorno alle Propor-
tioni & Proportionahta , Cap. 4. o.
O N è dubbio ulama, effondo la Pròportione (come altre -volte ho detto) Relatione di ima,
qualità ad -uri altra, fatta fottovno isleffo venere propinquo, che ella no fi puff a confiderà
refe non in due modi folamete.Primaan quanto ima quantità numera,ouero è numerata
dall'altra; dipoi in quitto lima dall'altra è mifurata : Di maniera che da queflo primo mo
do hano origine le proportiom,et le proportwnalità arithmetwhe;&dal fecondo le Geome
triche. Effondo adunque due modt,& no più, da 1 quali nafcono quefte due forti di proportiom,& proportwaa
lità; -veramente agri altra dipende,et ha dfuo effere da loro . Onde effondo l'harmonica proportionalua molto
differente dalle due nominate, neceffanamente mene adeffer compofìa di quefle due . Et benché fi Teda effor
diuerfa & dall'vna,& dall'altra ; è nondimeno ad effe in tal modo cunnunta, che quella vanttà,che hanno
infume le due toccate di fopra , congiocunda varietà in efja è moderata : percioche fi Tede tallora effere lon-
tana dall' arithmetica , & accoftarf alla Geometrica ; & tallora per il contrario : Similmente alle volte
fi vede con mirabdijìimo ordine afiimigliarf all'vna, & all'altra ; £7* dall'vna , & dall'altra tallora effor
molto differente . Di modo che quantunque bene mancaffero altre raowm, da quejlo fola fi può credere ,& co
nofcere, che eflit, fi habbia acquijìato il nome di H 'armonica proportionalitade . Ne, per dire, che ella fa com
pofìa delle due nominate, debbe parere flrano ad alcuno : peraoche il Mufoco ( come altrove ho detto ) piglia
nonfolo dall' \Anthn etica i Numeri ; ma dalla Geometria ancora piglia le altre Quanta . Et fi come il puro
Mathematica confiderà l'vna,& l'altra quantità, come lontana dalla materia, [e non in quanto al loro effe-
re , almeno in quanto alla loro ragione ; cefi il Mi fico , per non effere puro mathematica , confiderà nonfo-
lo la forma , ma la materia ancora delle Confonan%e ; cioè le Voci , c-74 i Suoni come la materia , & li Nu-
meri , CJ7* Proportiom come la forma . Ma perche ( come altroue ho detto ) le ragioni delle Voci ,& dei
v 1 Suoni
5*2 Prima
Suoni gratti & acuti non fi poffono fapere ,fi non col mezo di alcun Corpo [onoro ,il quale èfittopofìo alla qua
tità continotta : però pigliandomi ritrouar tali ragioni il mezodiyna Ckorda finora , (truendofi dell'ima
& dell'altra quantità , mene afittoporre la faa faenza all' ^Arithmetica , & alla Geometria . La onde «li
fu dibifonio ritrouare ima Proportionalità, la qttale negotiando intorno alla quantità difcreta , nonfitjje lon-
tana dalla cotinoua ; & chef conuemffe alla natura delle due nominate ; accwche ne i Corpi finon fi f cor-
o-effe oo-iu confinanza accommodataficodo la forma de i Numeri harmomci^Et perche le parti delle Quan-
tità [onore , dalle quali nafcono le Confonanze , fono ordinate , & diuife dal Mufico fecondo la ragione de i
numeri ; i quali fono le loro forme , &• i loro prop-refìi fono finza dubbio anthmetici ; de qui nafce, che non fi
yede alcuna diufwne , onero Proportionalità harmomca , che appartenga a i concenti muficah, che non fi ri
troni mede firn amente nell' arithmetica :percioche quelle proportioni, che ne dà t Harmomca, lijìefje l'^A-
rithmetica ne concede ; ancora che in diuerfo modo . Et quejìo uonfenza ragione : impercche l 'arithmetica
non attende ad altro , che alla moltiplicatione della Vnità , ponendola nell'ordine naturale de numeri nel pri-
mo luoo-o , nel fecondo il Binario , dal quale nafce immediatamente la Dupla proportione, il Temano nel ter-
zo, & cofigfi altri per ordine : ma Iti armonica all'incontro attende alla faa diminutione , cioè alla diminu-
itone fi diuifione del corpo finora ^numerando, ouer moltiplicando lefue parti, fecondo la ragione delle propor-
tioni contenute nell'ordine naturale de i numeri :percioche diminuito di ~i>na meza parte , tra il tutto , & la
metà hatiemo la forma della confinanza Diapafon , che tiene il primo luogo nella prooref ione , onero ordine
naturale delle confonanze , & degli altri interualli ; Diminuito poi di due terze parti , hauemo quella della
Diapente , che tiene il fecondo luogo , tra la metà , <£p una terza parte ; atteramente hauemo la forma della
Diapafon diapente , tra il tutto ,&la terza parte . Similmente hauemo laforma della Diatefftron , onero
della Di/diapafon, diminuito di tre quarte parti ; cioè l'yna tra la terza, & la quarta parte di efjo , <*?* l'al-
tra tra il tutto & la quarta parte . Si hatterebbe anco quella del Ditom , quando fufje diminuito di quattro
quinte parti ; & quella del Semidttono , quando fttffe diminuito di cinque fejle parti ; & quella de oli altri
infermili per ordine , che farebbe lungo il yoler difcorrere particolarmente fopra di ciafcuno . Diminuendoli
adunque in cotal modo , ritiene la natura della quantità cotinoua ; & nel diminuir fi numera , o moltiplica le
parti, fecondo le ragioni delle proportioni contenute nell'ordine naturale de t numeri _, &fi af muglia alla di-
fcreta . Et benché la Proportionalitàharmonica habbia le ijìeffe proportioni , chef ritrattano nell' ^fnthme-
tica tpercioche le forme delle confonanze ( come hauemo yeduto)fim contenute tra le parti del numero Se-
nario , che fino in progrejìtone arithmetica ; nondimeno nell ^Arithmetica , tra t termini minori le profortio
ni fono mao-own . £9" tra li mao-oion le minori ; & nell' Harmomca fi ntroua il contrario . cioè ne t ma<r-
glori le magoiori ; & ne t minori le minori . Et tal dtuerftta nafce , perche negociando l'yna intorno i nu-
meri buri, & l'altra circa le quantità finore ; procedono al contrario ; cioè l'yna per accrefamento , & l'al-
tra per diminuitone del fuo principio ; come ho moflrato ; non fi partendo ctafcuna di loro dalla naturale pro-
grejìtone , che fi ntroua nell'ordine delle proportioni collocate ne t numeri : di modo che nell'iArithmetìca i
Numeri fono ynità pofìe infieme : & nell' H armonica fono le parti delle quantità finore . Et accwche quefìe
cofe fatto meglio mtefe , yerremo a darne yno effempto . Poniamo lafottopojìa linea >A B, la quale all'^f-
rithmettco fa la Vinta ; &< al Mufico t« corpo [onoro, cioè vnit chorda; &fa Inno a un piede : dico che yo
laido dare ynprogreffo anthmetico ,ftrà neceffario lajftrla intera , & tndiutfibtle : imperoche procedendo
arithmeticamente , non fi concede che la Vnitàfipoffa dtuidere . Sia adunque tal provreffo contenuto da tre
termini in quejìo modo, che la proportione Tripla fia diuifa dalmezano in due patti ; Sarà bifogno di proce-
dere in tal modo ; cioè di raddoppiar prima (fifuffe pofiibile) la detta linea, nel modo che Tergiamo la Vni-
tà effer raddoppiata nel Binano , il quale fegue finza mezo alcuno la Vinta ; Onde hxttendola raddoppiata ,
haueremo la linea ^AC lunga due piedi . Se noi compararemo la linea *A C raddoppiata alla linea ^fB, ri-
trouaremo tra loro la proportione Dupla , che è prima nell'ordine naturale delle proportioni ;f come fi ritra-
tta anco ne i numeri tra il Binano , & la Vmtà . Horaper dare il terzo termine di tal progref ione , faremo
la linea A C lunoa tre piedi , di modo che armi in punto D : conciafa che ilT 'emano fegue immediatamente
il Binano , & haueremo tra la D<A ', & la B^i la proportione Tripla ; imperoche la ^AD è mif irata tre
yolte a punta dalla >AB ; ouer la kAD contiene tre yolte la <AB ;Ji come ne i numeri il Ternario contien
treyolte laVnìtà. Et cofi tal proportione reflerà mediata , & diuifa in due parti dalla ^fC ; cioè in yno.
Dupla C^A & B^f; ^ in yna Sefqmaltera DA. & C^T, in proportionaluà arithmetica ; fi come tra h
termini
Parte.
J3
termini netto ejjempio manifeìlamente fi può vedere . Ma fi noi vorremo dare vn progreffo inarmo-
nico procederemo in fletto modo : Diminuiremo prima la detta linea <A B detta [uà metà in punto C : con-
ciofia che la metà fia prima di ogn altra parte; il che fatto dico , che tra la data chorda, o linea yAB , <& U
fua metà:, la quale è la CB( per le ragioni , che altroue Tederemo )fi ritroua la proportione Dupla , che è la
prima nell'ordine naturale delle proportioni. Diminuiremo dipoi la detta ^TB. di due terze parti in punto D,
& haueremo la Proportione Sesquialtera ; la (piale è nel fecondo luogo nell'ordine delle proport ioni . La Sef-
quialtera dico traCB&DB;& la Tripla ancora tra^iB&DB ; la quale dalla CBè mediata & di-
Hifà in due proportioni in harmomca proportionalità; come qui fi vede . Et fi come i termini detta prooref-
D
(ione ^friihmeticafino vnità moltiplicate ; cofi quelli dell' H armonica fono il numero delle parti numerate
nel Corpo finoro, che nafcono dalla fua diuifione : effendo che in quella fi confiderà la moltiplicatane detta Vni
tà contenuta in queflo ordine . 3.1.1 ,■ <*7" in queilafi confiderà la moltiplicatiune delle parti nel/oggetto di
tufo , contenute tra quefli termini. 6. 3 .z : percioche fi noi confider aremo il Tutto diuifi nette parti jritrouare
mo che la linea CDela minima parte detta linea ^AB, & mifura la ^fBfii volte intere ;laCB tre volte;
&DB due volte . Horafipuò vedere , che tra i maggior termini della progrefi ione harmonicafono conte-
nute le proportioni maggiori , £7* lifuonigraui ; <& tra li minori le minori ,&li fuoni acuti : conctofia che
quefli fino produtti dalle chorde di minore eflenfone , & quelli da quelle di maggiore . Siche paterno anco-
ra vedere, che fi come nett' JPrithmetica ( dato chef poteffe fare al mostrato modo ) fi procederebbe dall'a-
cuto al graue moltiplicando la chorda ; cofi nella harmomca per il contrario fi va dal graue all'acuto dimi-
nuendola ; & netta progrefiione, oproportion alita <Arithmeiica ?li interuatti di minor proportione hauereb-
beno luogo nel graue, cantra la natura dett'harmonia, il cuipropto è, di hauere ifuomgraui, di maggiore in-
fermilo degli acuti , & quesliper d contrario di minore . Ma perche tutte quelle proportioni , che fi ritroua-
no nel Progreffo arithmetico Seguendo l'ordine naturale delle proportioni, fi rkrouano anco nel Progrefjo har
manico in quello ordine ifleffo ; pero potremo vedere in qual modo fi habbia a bigliare il fenfo delle parole ,
ch'io difii nelcap. 1 s . cioè che tra le parti delnumero Senariofono contenute tutte le Forme delle confinanze
Muficali femplici, pojìibili aprodurfi ; & come le confinante chiamate da iprattici Perfette, fi trouino na-
turalmente in effi collocate in harmomca diuifione : percioche quando f tiferò accommodate nel corpo finora,
/;•* quefli termini .6 e. 30. 10. 1 5 . 1 z . 1 o;chejono le ragioni dette fue parti ,f vederebbeno tramenate in quel
la
j4 Prima
la ifleffa marnata , che fi veggono tr.mexate nelle parti di effo Senctrìo ; ancor, <t che fuffera ordinate in dt-
tterfo modo . Similmente fi potrà conofcere, in qualfienfio fi debbano intendere le parole del dottifiimo Giaco-
pò Fabro Stapulenfe , pme nella 5 4. del lib. 3 . della fa Mufica , & quanta fia la necejìità della proportio-
nalità har monica ; & in qualmodo ; ejfendo concorde con l'^frithmetica, quanto allt quantità delle propor-
t'ioni ;fa difcorde poi intorno al modo del procedere, <j?< circa il fino loro : ma ciò non darà maraviglia , con-
fdtrato che agni effetto [ente naturalmente la propietà ,& la natura della fa canone . Et perche l'vna
& l'altra di quefie due proportionalità fi ferite de 1 numeri , li quali fino per natura tra loro communicanti ;
onero hanno almeno tra loro yna mtfura commune, la quale è (quando altro numero non yifufje ) la Vinta;
pero ogni loro ragione è rationale : ma la Geometrica, il cui figgetto(affolutamente parlando ) è la Quantità
cot incita, dimfibile in potenza in infinite parti, confiderà non fio le rat tonali, ma le trrat tonali ancora, come
ho detto altroue ipercioche èfactl cofa al Geometra , per virtù de i fai principi] , far di qualunque linea tre
furti, che fiano tra loro proportionate geometricamente ; onero irli- farà facile il porre yna, opiù linee mexa-
ìie tra due eflreme , che filano proportwnate con le prime , come nella Seconda parte mojìraremo : Ma l'^A"-
rtthmetico non potrà mai, ne il Mufico ritrouare yn termine mexa.no ad ogni propofìa proporttone, che la di
Vida in due parti equali ; conciofia che tra li termini delle loro propurtionalità non cada alcun numero mexa-
710, che lapofja diuidere fecondo ilpropofito . Et benché la Quadrupla fi veda alle volte ditiifit dal Mufico in
due parti equali ; cioè in due Duple ; non è però tal diuifwne jempkcemente fatta dal Mufico come Mufico ;.
ma fi vfapa tal dtuifione come Geometra .
Che il Numero non e cagione propinqua & intrinfcca delle Propor-
tioni Musicali, ne meno delle Consonanze. Cap. 41.
VEG N *A ch'io liabbia detto difiopra , che li Suoni fiano la materia delle confonanxs,
& li Numeri, & le proportioni la lor forma ; non fi dee per quello credere,che ti Nume
rofa la cagione propinqua & intnnfeca delle Proportiom muficali, ne meno delle Confio-
nanxs '• ma fi bene la remota , CjT4 ejìrinfeca , come Tederemo. Onde fi debbe auertire ,
che e fendo ilpropiofne delMtfico (come vogliono i Filofof,& maf imamente Euftra
t-
tio ) il cantare con modulatane , atteramente il fonare ogni iflrnmento con harmoma , fecondo i precetti dati
nella Mufica ;fmilmente ilgiouare & il dilettare , fi come è quello del Poeta ; hauendo egli riguardo a tal
cofa , come a quella , che naturalmente lojpmge all'operare , piglia primieramente lo islrumento , nel quale
fi ritroua la materia preparata , cioè le chorde ; dipoi per poter con f giure il defiderato fine , introducendo in
effe la forma delle confinanxe, le riduce in vna certa qualità, & in vn certo temperamento, ponendo tra lo-
ro vna dtftanxa proport tonata , & tirandole di modo , chepercoffe da lui rendeno poi perfetto concento , &
Ottima harmoniaf Et quantunque vi concorri/io quattro cofe , Ji come etiandio concorrono in ciafeun altra
operatione ; cioè il Fine dell' anione , al quale fempre fi ha riguardo; & è il Sonare cu harmonia ; ouero ilgio-
ttare , & dilettare, che fi dice cagian fnale ; lo ^Agente, cioè il Mufico , chef nomina cagione efficiente ; la
Materia , che fon o le t horde, <&fi chiama cagione materiale ; £7* la Forma , cioè la proportione, chef ad-
dimanda cartone formale ; nondimeno quefie due vltime fono cagioni intrwfeche della cofa ; & l'agente ,
& il Fine fono cagioni ejìrmfeche : conctofia che quefie non appartengono ne alla natura, ne all'efferfuo ; &
quelli fono parti effentiali di effa : percioche ogni cofa corruttibile è compofta di materia & di forma ; Et la
Materia fi dice quella, della quale fi fa la cofa, &• è permanente in effa, fi come ifuom de 1 quali fi fa la Con,-
finanxa ; & la Forma è quella fpecte, ofiimilttudine , 0 vogliam dire ejfempto , che ritiene la cofa nifi , per
la quale è detta tale ;fi come è la proportione nella Confionanxa , Et quefla fi chiama cagione intrinfica , a
dijfirenxa della eflrmfica ; la quale è ( per dir cofii) il Modello, 0 vogliam dire Effempio, alla cuifimilitudi-
neffa alcuna cofa; fi come è quella della Confionanxa , che è la proportione di numero a numero . Nondi-
meno è da attertire, che di quefie cagioni, alcune fono dette Prime, & alcune Seconde ; £?• tale ordine di pri-
mo & di fecondo fi può intendere in due modi ; primieramente fecondo vn certo ordine di numeri , nel quale
vna cofa è prima & remota , & l'altra feconda & propinqua ; fecondanamente fi può intendere fecondo
lordai e comprefo dalla ragione in vna fila cagione , il quale èpoflo tra l'vnitterfale & il particolare : impe-
roche naturalmente l'I'uiuerfale èprimo,^ dipoi il Particolare. Nel primo modo dicemo qtt-eUa cagione efi
fir
Parte .
T5"
31
ter prima, laqutle dà virtù & jfoffanza alla feconda di operare ;fi come fi dice nella cagione efficiente , che
ti Sole è la prima canone ( remota pero ) detta generatione ; L 'animai poi è cagione feconda , & propinqua
ditalreneratione : percioche eoli dà allo animale la -virtù, & lapoffanza di generare. Ma nel fecondo il Gè
mere è ilprimo,& la Specie il fecondo : la onde dico, che la prima & vmuerfal cagione della Sanità è l'arte-
fice , & la feconda , & particolare il Medico , onero il tal Medico . E ben vero die la prima & la feconda
•canone del primo modo fono differenti dalla prima, & dalla feconda del fecondo : Percioche nel fecondo mo-
do non fi diflinmono in effetto l'vna dall'altra ; ne lapin vmuerfale della meno vniuerfale ; ne quefla dalla
{ingoiare ; ma fino difìtnte folamente nell'intelletto . Ma nel primo modo fono dijlmte : conciofia che l'vna è
contenuta dall'altra , & non perii contrario . Et quefli due modi ( mafimamente in quanto al fecondo )fi
ritrattano in tutti i veneri delle canoni : percioche nella materiale il Metallo è prima cagione del coltello , &*
il Ferro la feconda ;fi come nella formale ( venendo ad vao accommodato ef empio fecondo il nojìro propos-
to ) la prima cagione della Confonanza Diapafon è ti numero , cioè z . &> \;(^*la feconda la proportione
Dupla, & cofi delle altre per ordine . La Proportione adunque è la caufa formale , intrinfeca & propinqua
•delle confonanxe , & il Numero è la caufa vmuerfale , eQrmfeca & remota ; £7* è come il modello della
Proportione , per la quale fi hanno da regolare & proportionare li corpi fonori , accioche rendino formal-
mente le confinante . Et queslo acennb il Filofufo , mentre dichiarando quel che fife la Confonanxa diffe ,
Che ella è ranone de numeri nell'acuto, & nel orane ; intendendo detta ragione, fecondo la quale fi vendono
d regolare 1 detti corpi fonori . La onde non dijjè, chef uff numero affolutamente , ma ragion de numeri ; il
chef può vedere più efpreffmente nelle proportiom muficali , comprefe ne i nominati corpi : imperoche non
fi ritroua in effe alcuna \~pecie , 0 forma di numero : conaofia che fé noi pigliamo i loro eflremi , mifurandoli
per ilnumero ; dapoiche è fatta cotal mifura , tai corpi reftano nella loro prima integrità & continouati co-
me erano prima ; ne fi ritroua formalmente in efi numero alcuna , il quale coflituifca alcuna proportione :
Ferciochefe ben uoiprendemo alcuna parte di vna chorda in luogo di vinta, &per replicatone di quella ve
mimo afapere la quantità di effa , & la fa proportione , fecondo i numeri determinati ; & per confeguente
la proportione de 1 foni produtti dalle chòrde , cioè dal tutto & dalle parti ; non paterno pero dire ,fe non che
tali numeri fiano quel Modetto,& quella Forma de ifuoni, che fono cagione effemplare, & mifura eilrinfe-
■ca di efi corpi fonori, che contengono le proportioni muficalt; le quali finza tifilo aiuto docilmente fi potrei
1 he no ntrouare nelle quantità cotinoue i Effendo adunque il Numero fola cagione di far conofcere,& ritratta-
re artificiofamente le proportioni delle confonanxe, &> di qualfi voglia interuallo muficale ; èneceffario nel-
la Mufca, in quanto che per effa più ejf editamente fi vanno Jpeculando le differenza de i foni , fecondo il
vraue , & l'acuto, & lefuepafioni ; & con più certezza di quello, chef farebbe mi furando co 1 Compafi,
mero altre mìfure Ixcorpi fonori ; hauendo prima conofciuto con la efpenenza mamfefa , come fi mffurino
fecondo la loro lunghezza con proportione i & percofi infume muauano tvdito fecondo ilgraue & l'a-
cuto , non altramente di quello , che fi confederano ne i numeri puri fecondo la ranone . Ma per concludere
dico , chef come il numero non può effere a modo alcuno la cagione tntrinfeca <&> propinqua di tal proportw-
)ii , cofi non potrà effere la cagione intrmfeca & propinqua dette confonanxe; come ha dichiarato .
Della inuentionc delle Radici delleproportioni . Cap. 4 2.
IT O RN \ANT>0 hormai , fecondo l'ordine incominciato , alla quinta &•• vltima
operatione, detta Inuentione dette Radici dico, che tale operazione non è altro,che ridur le
proportioni ne i primi loro termini radicali, quando fi ritrouaffero fuori : Percioche lepro-
portioni , che fono contenute tra i termini non radicali , cioè tra i numeri Tralorocompo-
fli, oltrachefi rendenopiu difficili daconofe ere, fanno anco diffcilt le loro operationi. On-
de accioche li pofla hauer di loro più facile cognitione , & più facilmente lepoftamo adoperare , darò hora il
modo di ridurle ne i termini radicali , cioè ne i numeri Contrafeprimi , che fono i minimi numeri , da i quali
poffono effer contenute , come cdtroue ho detto . Et perche non folo le proportioni contenute tra due termini,
ma anche ogni ordine di più proportioni moltiplicate , può effer contenuto da numeri Tralorocompofltf; però
modrando prima , in qual modo fi pofino ridurre a i lor termini radicali quelle, che fono contenute follmen-
te tra due termiti ; mojlrerb dipoi in qual modo le altre fi potranno ridurre . Incominciando adunque dalle
prime
mi-
tilo
j6 Prima
prime terremo quello ordine f\Effendoci propofla qualfi vaglia proportione , contenuti ira numeri Traloro
compolh , cercaremo di trottare tu numero marmare, il qualnumeri, o mifuri communementei termini del
la proportione próp'ofht ;per il quale dittidendo tai termini , lì prodotti funo le radici, o termini radicali di tal
proportione . Volendo adunque ritrattar tal numero , allùderemo prima il mag >rior termine della proportio-
ne per il minore , di poi quejìoper quel numero , che auanxa dopo tal dittinone . Et fé di nuouo auanxaffc l
■mero alcuno , duiideremo il primo affaticata numero per il fecondo ; & queflo per il terzo ; & enfi di ma
in mano , fino à tanto che fi ntrom Vii numero , che dutida a punto l'altro ,fen za avanzar nulla ; & queflo
farà il numero ricercato : per il quale diuidendo dipoi ciafcun termine delia proportione propofla , li p rodimi
faranno i mimmi numeri , & termini radicali della proportione . Poniamo adunque che vogliamo ntrouar
la Radice della proportione contenuta tra quefli termini, o numeri 45 .& 40. che fono Tralorocompofìi;
duiideremo primieramente 1/45. per il 40. & verrà 1 . attanzando 5 ; Dipoi la/Jando la vmtà, come quel-
la che fa poco al nojìro propofito, fi in quefla , come anco nelle altre diuifiom , pigliaremo il 5 , il quale diut-
derà ti 40. apunto, fenza auanxare alcuna cofa; & queflo farà il numero magiare ricercato, che numere-
rà l'vno ci?4 l'altro dellt due propofli termini . Onde dimdendo il 4 5 .per il <;.ne verrà 9. ci?1 dtuidendo il 4 o.
haueremo 8. 1 quai numeri , fenxa dubbio, fono Contrafeprimi, & minimi termini, ouer la Radice della prò
pofla proportione , che fu la Sefqmottaua .
In che modo fi pofla ritrouar la Radice di più proportioni moltiplicate
infieme. Cap. 43.
\/f l'olendo ritrattar la Radice di vii ordine di più termini continottati , come fono quelli ,
c-ie nafeono dalla moltiplicatane di piti proportioni pofle wfieme ; ouer quelli, che verna-
no dalla proportwnalità harmomea, che fono fenxa dubbio termini , 0 numen Traloroco-
pofli ; procederemo in queflo modo . Ritroueremo prima ,per la Terza del Settimo di
Euclide , vn numero maggiore , che dutida, 0 mtfuri communemente etafeuno de 1 nume
ri contenuti in tal ordine ; per il quale duiideremo poi ciafcun di loro ; & li prodotti , che verranno da tal di-
ti fione , faranno la Radice di cotale ordine . Siano adunque 1 fottopofli quattro termini, 0 numeri Traloro 2- $
compojìi ,cioè 3 60. 240. 180. 144. 110. prodotti dalla moltiplicatane fatta nel Cap. 3 i.otter 3 i.i
quali vogliamo ridurre iti vno ordine di numeri Còtrafepnmi, cioè alla loro radice ; dico che Infogna ntrouar
prima , nel modo che fi èmoflrato nel cap. precedente , vn numero magnare, che numeri, 0 mifuri commt*-
tiementè li due maggiori termini dellipropo£li,cht fino il 3 60. & 140. & tal numero forali 1 lo.per-
cioche diuide, 0 mfura il 3 60. tre volte, & il 2 40. due volte . Vederemo dipoi fé può mifurare il 180. ma
perche non lo può mtfurare,però è dtbifopio di ritrattare vn altro numero fimile , il quale dutida, 0 mifuri co-
munemente il 180.&U 120. operado fecondo la regola data,cheftrà il 60. Et queflo per il corollario del-
la Seconda del Settimo di Euclide , numererà communemente li tre maggiori delli propofli termini , & anco
il 1 2 o. conciofia che numera il 3 6o.fei volte , il 240. quattro volte ,il 1 80. tre volte , & il 1 2 o. due
volte . E ben vero , che non potrà mfurare il 144. la onde fra dibifigno di ritrouare vii altro maggior nu-
mero,che In mtfttri injieme con gli altri : onde ritrattatolo fecondo ilmodo moflrato, haueremo il 1 i.che no
fòla mifurerà il 144. magli altri ancora , come chiaramente fi può vedere . Et perche tal numero numera
ettandio il minore dellt propofli, cine il 1 2 o . pero dico, che il 1 2 è il numero mar giore ricercato ,ilqual nu-
mera communemente ciafcuno dellt cinque propofli termini , 0 numeri : concwfa che fé noi divideremo cia-
feuno di queflt numeri per il 1 2 . che fu l'vltimo numero mag giore ritrouato , ne verrà 30. 2 o. 1 5 . 1 2 . 1 o.
& tra queflt termini dico effer la Radice delpropaflo ordine : percioche fenxa dubbio fino numeri Contra[e-
immt ; come nel fio effempiofi può effamtnare . La onde offeruando talregola , non fola fi potranno ha-
itere 1 termini radicali di qualunque ordine , che contenga quattro , cinque , &fei proportioni , ma piti an-
corale bene (dirò cofi ) fi procedeffe all'infinto .
Della
Parte. jy
3<S0 240 180 144 no
120. è il numero maggiore, che mifura communemencei due primi termini maggiori.
3 2
60 . è U numero maggiore , che niilura i tre primi termini maggiori & il ritrouato r 20
60 40 3°
is. è il numero maggiore , che miiura tutti li propofti termini & anco il ritrouato 60
30 io 15 ** lo
Numeri Contrafeprimi ,i quali fono termini radicali del l'opra porto ordine
Della Proua di ciafeuna delle moftrate operationi. Cap. 44,
E RC HE l'huomo nelle [ne operationi può facilmente errare, mafitmamente nel maneg
già de i numeri:, ponendo per tnaduertenxa alle volte un numero in luogo di un'altro ; però
io per non la/lare- a dietro alcuna cofa, che poffi tornare utile allt ftudiop ,hò uoluto aogiun
vere il modo , per il quale pollino conoscere ,p: nelle operationi fi ritrom alcuno errore; ac-
etiche ritrouato lopofino emendare*. Onde incominciando dalla prima, che fu il Moltipli-
care dico"; che quando haueremo moltiplicato infume molte proportioniji termini produtti da tal maltiplica-
tione faranno ( come altrouefiè detto) fuor de ifìtui termini radicali ;p che volendo piperete le dette propor
tionipano contenute in tali termini fenxa errore ,pigltaremo prima due termini 3 tra 1 quali e magniamo di
hauer collocato alcuna proportione, &> li diuideremo per li fuoi termmtradicali , cioè il maggior per il mag-
nore,& il mina- per il minore ; &p li produtti da tal diuifione faranno equali ; tal proportione farà contenti
ta neìlifwi termini fenxa errore alcuno ; &fefuffe altramente , farebbe il contrario l Volendo adunque pipe
ve, pe la proportione Sesqutaltera,po{la tra quefli numeri 360.^2 qo.fia contenuta nella pia vera propor
tione ; pgltaremo i plot termini radicali 3.^ z; per li quali dittìderemo $6o.& z^o.incotalmodo;^6o.
perii 3.^7» zq.o.peril z.& ne verrà da aapeuna parte 1 20. per il che tale equalità dimoerà, che la detta,
proportione è contenuta tra li propofti numeri quantunque non pano radicali . Ma quando vno delli produtti
ventffi maggior dell 'altro, f aria finta manifeflo,che in tal molttplicationep haueffe commeffo errore, il me
defimo potremo etiandio federe , moltiplicando il maggior delli produtti propoflt col minor termine radicale
della proportione, & il minor col maggiore ; cioè $6o.penlz.&. z^o.per il 3 : Peràoche allora l'imo (3*
l altra pradutto verrebbeno equalt,cioè 7 2 o;che ne dimojìrarebbe, che talproportionefi cottene tra li propo-
fti produtti fenxa errore. Et beche ti Sommar delle proportiont poffa effer la proua del Moltiplicare , et il Mal
tipltcar quella del Sommare; tuttauia non potemo vedere, fi ne t loro mexani termini fia alcuno errore, fi non
nel moUrato modo . Ma veramente la vera proua del Sommare è il Sottrare : percioche fi noi fottraremo di
vna in vna le fommate proportiom dalprodutto del Sommare , fenxa alcun fallo potremo conofeer tal firn ma
effer fatta fenxa errore, quando all'vlumofi verrà alla Equalttà. Se noi adìlque dalprodutto della fiamma po-
fla nelca. 3 3 .che è la Tripla proportione leuaremo di vita in vna le proporttoni fommate, incominciando dalla
mag nore,chefu la Sesquialtera, ne reflerà la Dupla ; dalla quale fottr aedo la Sesqmterxa,refìerà la Sesqui-
altera;Onde cauando da quefta la Sesquiquarta,reflera la Sesquiqui>tta,dalla quale cauata l'vltima propomo
ne, che fu medefimamente la Sesquiqumtajènxa dubbio fi perutmrà alla Equalitàja quale ne farà conofiere,
che in tal fiamma no vi fi troua errore alcuno:mafi bene farebbe, quado alla fine rejlafje da cattare vna propor
• tione di maggior quantità di vna minore, ouero per ilcotrario . La prona del Sottrareicome altroue ho detto)
è il Sommare ; & perche afufpctenxa ho ragionato itti di tal cofa, però non accade, che qui io replichi copi al
cuna. Ma nel Partire, quando nella equal dtuipone delle proportiom , li termini contenuti nella proportian ali-
ta Geometrica, iioufi ritrouaffiro collocati nel modo, che difopra ho moftrato ; allora farebbe .finto manip-
olo di errore; fi come pirebbe ettaiidio errore nella ^Arithmettca & nella H armonica, quando 1 [oro fufjero
collocati altramente, che nel modo dichiarato ;t£p che le Proportiom,o qualunque còttnouato ordine di propor
ttom fufferu fuori de 1 loro termini radicali, quado non fi ritrouaffero collocate ne 1 numeri Contrajtprtmi.Ho-
raparmi,che tutto ciò ch'io ho detto dtfoprafia aptfficienxa, per moslrar li principi] della Mufica , i quali fi
noi non piperemo, non potremo hauer mai buona continone delle co fé pententi , ne ma: pervenire ad vii perfet
topne ; La onde ogn'vno, che defidera di fare acquijìo di queflapienxa , dtbbe con ogni Suo potere sfarxarfi
di pojfederli perfettamente ; acctoche poffa acquiflar degna laude, & honoreuole frutto delle pie fatiche.
IL FINE DELLA PRIMA PARTE.
h L^€
LA SECONDA PARTE
Delle Irti tu rioni harmoniche
DI M. GIOSEFFO ZARLINO
D ^f CHIOCCIA.
Quanto !a Mufica ila (lata da principio femplice , rozza , & pouera
di confonanze. Cap. i.
^^gggf~'»%
OI CHE nella Prima parte a fuffcienza fi è ragionato de i Numeri ., &
& delle Proportwni ; è cofit ragionatole ,che horafi ragioni in particolare , &
fecondo che tornerà a proposto, di quelle cofe , che la Muftca confiderà in vni-
uerfale ,fi come de i Suoni, o Voci , degli Interualli , de i Generi, de gli Ordini
de i Suoni , delliModi , delle Mutatiom , & delle Modulationi . Ma prima che
fi yenga a tal ragìonameto, moflrer'o in qual modo la Muficafia (lata da prin-
cipio femplice, & come dagli antichi era yfata , Dipoi , -veduto in qual modo t
Suoni, & le Voci nafchino , & fatta la loro diuifone , verrò a quello , che è la
mia principale hit emione . Dico adunque, chef bene la Mufica ne i noflri tempi è peruenuta a tal grado, &
perfettione di harmonia, in quanto all'ifo di tutte quelle confonanze, chefipoffano ritrouare , delle quali al-
cune appresogli antichi non erano in confideratwne , & che quafi non f vegga di poterle aggiungere cofa
alcuna di nuouo ; tuttauia, non è dubbio, che da principio {fi come auenne dell' altre faenze) ella non fa fa-
ta non \olo femplice, & roz^a , ma ettandio molto pouera di confonanze . il che effer verifimo ne dimojìra
quel, che narra ^Apuleio di efja dicendo ; Che da principio fi adoperauafolamente il Piffero , non con fori, co -
me quelli , che fi fanno al noflro tempo ; mafenza , alla fmiglianza di vna Tromba : Ne fi faceuano tante
forti di concenti ; con variati iflrumenti , & yarìati modi ; magli antichi ricreavano i lorojpiriti , &fi da-
uano tra loro piacere & folazgo col fopr adetto Piffero folamente ,fenza yarìetà alcuna di fono . Et tal
Piffero yfauano ne i loropublici jjiettacoli, & ne i loro Chori , quando reatauano le Tragedie , o Comedie ;
come mantfefa Horatio parlando in cotal modo ;
Tibia non , yt nunc , oricalcho vinéla , tub^que
•Perniila ,fed tenuti , fmple xque f or amine pauco
lAdfpirare, & adeffe chom erat ytilis ; ^Al quale dipoi Hiagne Frigio a quei tempi dotto
nella Mufica, che fu padre & maefìro di Marfa , yi aggiunfe li fori , es* incominciò a fonar quello con va-
riatifuom, &fu il primo , che fece fonar due Pifferi con ynfolfato , & che fono tale ifìrumento con la de-
lira & con lafntflra mano i cioè che me fola il fuono grane con l'acuto, con deliri fon &fimflrt ( Vfarono •
etiandioglt antichi da principio la Cetera , o la Lira con tre chorde , ouer con quattro folamente , della quale
fu inuentore Mercurio ( come yuol Boetto ) & erano in quella ordinate di modo , che la prima con la fecon-
da, & la terza con la quarta contenemmo la Diateffaron ; & la prima con la terza , ey la feconda con la
quarta, la Diapente : &• di nuouo la feconda con la terza il Tuono, & la prima con la quarta la Diapafon ;
Et tifino al tempo di Orfeo fu feruato cotale ordine, il quale fit dipoi accrefauto in yarij ijìrumenti ; et prima
chorebo di Lidia m aggiunfe la quinta chorda ; dipoi dalfopranominato Hiagne vi fu aggiunta lafejla ; ma
lafettima aggiunfe Terpandro Lesbio . Etquefìu numero di chorde veramente ( come dice Clemente iAlefi
fanirmo')era contenuto nell'antica Lira,o Cetra ; dipoi da Licaone Samwfu aggiunta la ottaita ; ancora che
Plinio attnbuifca la uniamone di tal chorda a Simonide ,& della nona a Timotheo;& Boetio vagita,
che quejla chorda fa fata aggiunta da Profrafo Periata , la decima da Ejìtacho Colofonio ,&la vndeci-
tna da effo Timotheo : Ala fa carne fi voglia , Suida aitrtbuifcc l'azgiuntione della Decima & della Vnde-
cima
Parte.
59
cìnta, chorda a Tìmotheo Lirico . Et certo è che da molti altri ye ne fumo aggiunte tante, che crebbero almi
mero de Quindici. lAggiunfero dipoi a queflelafefladecima chorda, ne più oltra, paff orno, &fi contentaro ■
ito di tal numero ; & le coRocorno nell'ordine , che più altra dimoflraremo , diuidendole per Tuoni & Semi-
tuoni in cinque Tetrachordi : ofjeruando le ragioni delle proportiqni l'ithagoriche , ritrouate ne i martelli da,
Tithagora, nel modo che nella prima Parte ho moflrato ; le quali conteneuano quelle ifìeffe, che fi ritrouauar-
tto tra le chorde dellafpradetta, C etera, o Lira ritrattata da Mercurio ; & che nelfottopofìo effempiofi yeg
Parhipare hjpaton.
Parhipate mcfbn .
prima chorda.
Seconda chorda..
Il
Lichanos mefon •
Trite dicleugmenó
Tcria chorda..
Quarta chorda .
— 6
vono : Imperoche il mangiare, ( come dicono )pefàtta libre dodici , l 'altro libre noue , & libre otto il terzo .-
ma ilquarto & minore pefaua libre fei ; dai quali numeri Pitha<rora cattò le ranetti delle confonanxe mufi-
cali, che fumo appresogli antichi cinque, come narra Macrobio ; & nafeono da cinque numeri , il primo de
i quali chìamorno Epimto, ti fecondo Hemiolio, il terzo Duplo, il quarto Triplo, & il quinto Quadruplo, co
yno interuallo dipanante, il quale iftimauano, che fuffe principio d'ogni confonanxe, et lo chiamarono Epog-
doo . Di modo che dallo Epitrito era contenuta la Diateffaron, dall' Hemiolio la Diapente, dal Duplo la Dia-
pafon, dal Triplo la Dtapafondtapente , dal Quadruplo la Dndtapafon , & dati? Epogdoo il Tuono Sesquiot-
tauo . ^Alle quali 'confonanxe Tolomeo aggiunfe la .Diapafondiateffaron , contenuta dalla proportione Du-
plafuperbipariienteterxa tra%.& 3 , come nella fua H armonica fi puh -vedere ; la qtiat confonanxe èpofìa
da Vitruuto anco nelcap.q. del Quinto libro della ^Archittetura . Et -veramente gli antichi non conobbero
altre confonanxe, che lefopradette ; le quali tutte dai Mufici moderni fono chiamate Perfette : & non ha-
ueanoper confonanti quelli interualli, che i moderni chiamano Confonanxe imperfette ; cioè il Ditono, il Se-
miditono, & li due Effichordi ; cioè il maggiore , & il minore ; come manifestamente dimofìra Vitruuto
nel nominato luogo, dicendo ; che nella Terxg, Seda, & Settima chorda non fi poffono far le confonanxe;
& questo dice hauendo rifletto alla oy atti firn a chorda d'oo-ni Diapafon : il che fi pub etiandio y edere in cia-
feuno altro autore, fi Greco come Latino . Et da queflo potemo comprendere la imperfettione, che fi ntroua-
ua nelle antiche H 'armonie , & quanto gli antichi erano poueri di confonanxe & di concenti! Et fé bene al-
cuno, moffo dall'autorità degli antichi, la quale è -veramente o-rande, più toslo,che dalla ragione, yoleffe di-
re, che oltra le nominate confonanxe perfette , non fi p'ojfà ritrouare alcun altra confonanxe ! non dubitarei
affermare fimile opinione efferfalfa :peraoche ella amtradice al fenfo , dal quale ha orinine o<nn nofra ca-
gnitione : Concwfiache ninno di fino intelletto negherà, che oltra lefopradette confonanxe perfette, nonf ri-
trouino ancora le imperfette, le quali fono tanto ddetteuoli, yatfhe ,fonore , foaiiì, & harmomofe a quelltxhe
non hanno corrotto il fenfo dell'ydito, quanto dirfipoffa ; &fono talmente in yfo , che non fio 1 periti can-
tori, & fonatori di qualunque forte iflrumenn le yfaiio nelle loro harmonie ; ma quelli ancoraché ftnx/t ha-
uerefcienxe > cantano & fonano per pr attica filamenti ,
Per
6o Seconda
Per qual cagione gli antichi nelle loro Harmonie non vfafTero le
confonanze imperfette , & Pithagora vietaile il paffare oltra
la Quadrupla . Cap. 2.
E CI douemo marauigtiare , che gli antichi non ricette/fero tal confonanze : percioche
efi preflarona gr-andif ima fede alla dottrina di Pithagora; d quale ejjendo cìtlt<remifiimo
tnuesli<ratore delli profondi pereti della Natura:, non le Tolfe accettare tra le confonanze,
per effer egliamatore delle cofe [empiici , & pure ; Et fi ddcttaua di tutte le cofe , fino a
tanto che la materia loro nonfipartma dalla fé -triplicità ; & in efja inueflto-aua le cofefe-
crete, cioè le toro cagioni ; riattendo egli opinione , che ritrattando/! effer femphci , fuffe in quelle & fermeze
%a & /labilità ; &- e/fendo mi/le 'fcr diuerfe , in coflanz-f &• -varietà . Et perche tflimaua , che di quefle
twnfipotejje batter ferma ragione ; però fenza proceder piti oltra le riftitaua . La onde folamente quelle con-
finante li piacettano, le quali infiemefi conuemuano per tatuiti de i numeri ,che fuj/ero femphei, & haueffe-
ro la lor natura puri/lima ; come fono quelli ,che no/cono dalgenere Moltiplice & dal Superparticolare ; £7»
fono li cinque mo/lrati, contenuti nel numero Quaternario : Et rifiutò quelle , che fono compre/i da 1 numeri ,
che fi ritrattano oltra il Quaternario 5 & entrn.no negli altri generi di proportmne 3 da t quali nafceua il loro
Ditono , ilTrihemituono , 0 Semiditona t & gli altri interludi fintili , come cederemo . Nepofe tra le con-
fonanze il Ditono & il Semtditono 3 contenuti nelgenere Superparticolare , 1 quali ho moftrato nella prima
parte : peraoche molto bene comfceuaicomio credo)la natura loro, & -vedetta, che dalla miftura di tal con-
fonanze imperfette con le perfette , potettano ita/cere li due Effachordi, cioè il maggiore & il minore, 1 quali
fi contemono nel venere Superpartiente ; come le forme loro ce lo manifestano. Jfpprouò adunque folamente
quelle confonanze, come più f empiici , & più nobili, che hanno le loro forme tra le parti del numero Quater
nano -.percioche da loro non ne puh nafeere alcun fuono , che nonfia confonante . Et forfè che 1 PithagQrici no
per altro haueuano infomma Tener atione questo numero , fé non perche yedeuano , che da quello nafceua tal
(implicita di concento ; onde irebbero opinione , che appartenere alla perfettwne dell'Emma : Et tanto heb-
bero queflo per yero, che y olendo, di ciò che a/fer mattano {come dice Macrobio ) fuffe loro prefata indubi-
tata fede, diceuano ; Io ti giuro per colui, che dà all'anima noflra il numero Quaternario, il Dittino Filofofo
adunque yietatia ilpaffire oltra la Quadrupla :percioche egli oltra di e/fa ( come dice Marfilio Ficmo Filo-
fofo Platonico nel Compendio del Timeo di Platone ) non ydiua harmonia ; conciofia che procedendo più ol-
tra nafea la Quintupla tra^.& ^.& la Superbipartiente traj.& 3 . che genera diffonan^a . E ben ye-
ro,chefe le parole del Ficino fi piglia/fero come fuottano,s intenderebbe il falfo : peraoche la QuintuplJ-non fi
ritratta tra 5 . c£* 4. ma fi bene tra 5 . & 1 .perògiudico io, che oueramente queflo te/io fia incorretto ; &
che in limo del ^..fi debbaporre la Vmtà : 0 che tal parole fi habbiano da intendere in queflo modo;Che pro-
cedendo oltra la Quadrupla , ag nunto il Quinario al numero Quaternario , cioè aggiunta la Sesquiquarta
alla proportione Quadrupla in qttefla forma . 5.4.3.2. 1. nafea la proportmne Quintupla tra <..& i.&
fimilmente la Superbibartienteter%a tra 5. &* 3. la quale fi parte dalla/implicita de 1 numeri, & è conte-
nuta nel terzp genere di proportione , che fi chiama Superpartiente ; il qual genere , diceua Pithagora , non
effere atto alla generat ione delle confonanze muficah ,• come nel fottopoflo e/jempio fi yede . Per quefta
canone adunque & non per altra, fimo io, che Pithagora yietaffe il trapalare la Quadrupla . E ben yero ,
che alcuni altri dicono,che il Filofofo yoleua,che non/i haueffe a trapaffar la Quadrupla nelle cantilene, cioè
il numero delle Quindici chorde, contenute tra la Di/diapafon : peraoche e^li giudicò, che ogni ottima yoce ,
hauendo la natura poilo termine a tutte le cofe ,poteffe fenxa fuo difconao naturalmente a/cendere dal ora-
ne all'acutow per il contrario difendere per Quindici yoa ; & che qualunque Tolta fi pa/ft//e più oltra,o nel
fratte, 0 nell'acuto,che tali toci no fu/fero più naturali, ma sforzate ; & che rccafjero nota agli a/coltanti :
Ma di quefle due ragioni la prima (fecondo il miogwdiao) è migliore, & è più alpropofito . Non è adunque
da marami liar fi, che gli antichi non riceueffèro tal confonanze, poi che dalle leggi Pithagonche,gli era Tie-
tato dtrappafjar la Quadrupla .
Dubbio
Parte .
61
$
4
3
z
<
SesqiiiqUi'v^r \0^v ^escj.c<:rza.
Sesquialtei* SII >
w Dupla. .
\>
Dupli.
>yv Tripla .
X N^S^* es9M'altera.
Quadrupla • ^^s-^,
*>^mntupia.
Dubbio fopra l'inuentione di Pithagora. Cap. 5.
) RtA (òpra la dett.t inueiitione di Pithagora nafice vn dubbio Jn che modopoteffe vfcir
concento d.t quelli due martelli ,che contenemmo Liproportìone Sesquwttaua \, che è la
forma del Tuono, il quale fenza dubbio alcuno è internatio diffonante. ^fquefto fi può ri-
fondere, & dire , che è copi ragionatole , che i Fabbri di quei tempi non percotefjero nel
battere con li martelli tutti in vn tempo ; ma fi benefvn dopo l'altro, come vedemo, &
vdimofare al di dhoggi . Onde è credibile, che quando il Filofofo pafiò a cafo apprejjo la bottega de 1 fabbri ,
la prima cofa,che fi gli apprejentafie alfentimento, fuffe vn certo ordine harmomeo difwno,et che molto li
fuffe orato ; dalqitale fu mofjo a -volere inuefli^are la ragione de i concenti harmomci . Ala perche perco-
tendo 1 martelli l'vn dopo l'altro , il Tuono non li poteua offender l'vdito,fi come vii batterebbe offefo , quan-
do tutti in vn tratto haueffero percoffo : conciofia che la Confonanza, <& li Diffonanzafi ode tra due filoni,
che in vn tempo ifteffo percotono l'udita ; però /tonfi può dire , che Pithagora ut tale atto ydtffe cofa alcuna,
diffonante , di modo che lo poteffe offendere >■ Mafi imamente battendo prima rimoffo il Quinto martello , co-
me dice Boetio : percioche non fi accordatia coligli altri . Et che queflofia vero, Macrobto lo manifefla chia-
ramente dteedo ; Che paffando Pithagora. a cafo per -vita via publtca ,glt peruennero alle orecchie alcuni filo-
ni , che fi rilpondeuano con vn certo ordine , 1 quali nafceuano da 1 martelli di alcuni Fabbri , che batteuano
vn ferro infocato ; Et dice che erano fuoni , chef riffondeuano con yn certo ordine , & non dice che fuffero
fìtoni confonanti . Per la qualcofit ,potemo vedere , che cotale mteruallo non li poteua dare alcuna nota ,fi
comepotemo da noiflejìi ydtre in ogni noflra modulatane, che non filo nel procedere di filmile interttallo,ma
di qualunque altro ancora, pur che nafea da numeri fonori , & harmonici, ilfinfo non è offefo . H attendo di-
poi il Filofofo ntrouato, che ciò procederla dalla matita delpefo di ciafcun martello, incomincio da 1 pefi ritro-
uati a inueflitrare le proportiom muficali , & i numeri harmonici , fteendu l'ejferienza di yn fiiono cantra
[altro colpefo loro ; & ritrouò la loro ragione ne 1 nominati numeri , & conobbe quelle proportiom, che da-
vano le confonanze , & quelle chefaceuano le diffonanxe . La onde Boetio nel cap. 10. del lib. 1 . della fina
Mufica , yolendo mofìrare in fatto quelle proportiom , che erano le yere forme delle coi finanze , parlando
di ciafiuna di effe , le ao-<riun<re yna di quefle parole Confonantia , 0 Concinentia •" ma quando viene alla Sef
quiottaua,fien%a aggiungerle alcuna cofa, dice folamente , che nfonaua il Tuono ; volendo inferire , che tal
proportione non erapofla dal Ftlofofo nel numero di quelle , che fanno la Confonanza .
Della
6z Seconda
Della Mufica antica. Cap. 4.
<^f SE la Mufica Antica, ( come di /opra ho mojlrato ) haueua in fé tale impetfettione ,
non par credibile, che i Mufici potejjero produrre ne (di animi immani tanti varii effetti,
fi come nelle hiflone fi racconta : Percioche fi lev ve , che alle volte muoueuano l'animo
all'ira , alle yolte dalla ira lo ritiravano alla manfuetudine , hora inducemmo al pianto ,
hora al rifa, onero altre fìntili pafiioni . Et tanto meno par credibile , perche ejfendo ella
w vidi ndutt.i a quella perfettwne, che quafi di meglio nonfipuofperare, non fi vede che faccia alcuno del-
li fopradem effetti i Onde più tojìo fi potrebbe dire, che la moderna,, cJt- non l'antica fufje imperfetta . Et per
che tal cofa potrebbe generare negli animi de i lettori nonpiccwl dubbio , pero aitanti che fi yada più oltra ,
mi è parato di dotter/opra tal materia ragionare alcune cofe; & prima dimoflrare in qual maniera daglran
ticht la Mufica era pofla in yfo ; dipoi, quali materie recitauano nelle lor cantilene , & <W0& erano i Mttfici
antichi ; Ottra di quejìo, quel che era potente di indurre l'huomo in diuerfe pafiioni , & in qual modo le Me-
lodie poteuano muouer l'animo, &• indurre in ejfo yarij coflumi ; & yltimamente,da qual Genere di canti-
lena fv.Jfiro operati fonili effetti . Incominciando adunque dalla prima dico , che fi bene la Mufica antica-
mente ha operato molte coje marauigliofi, come fi legge ; &* fi dica, che hora non open più cofa alcuna del-
le nominate ; Chi yorra esaminare minutamente il tutto , ritratterà che la Mufica etiandio alprefente non è
brina di far cotali effetti; & ne potrebbe forfè con grandi firn a maramgha vedere alcuno, che farebbe di non
poca importanza . E ben yero , che l'yfo moderno è tanto yarw, et lontano dall' vfò antico, cheftrebbe quafi
imponibile crederlo , quando da molti degni, & honorati firittori , li quali fino fiati per molto tempo auanti
la noflra età , non f affi fatta meutione alcuna di tal cofa : Percioche li Mufia di quei tempi , non yfarono la
Mufica con tante variate forti d'ifìrumenti ( [affando da vii canto quelli, che nelle Comedie, & negli effer-
ati loro adoperavano) ne anco le loro cantilene erano compofìe di tante parti ; ne con tante voci faceuanù i
lor concenti , come horafaaamo : ma la effercitauano di maniera, che alfiiono di vnfolo iflrumento , cioè di
vn Piffero, 0 di C etera, o di Lira, il Mufico femplicemente accompagnatia la fua voce,& porgeva in tal mo
do orato piacere a fe& agli afcoltanti . In cotal modo Homero introduce cantare ^Achille , Femio , &
Demodoco ; fimdmente Virgilio introduce loppa , Horatio Tigellio , Siilo Italico Theutrante , & Sueto-
nio ferine che' l filmile faceua Nerone. Quejlo ifleffo facettano coloro ,che i Greci chiamano Rapfodi,i quali era.
no recitatori, interpreti, & cantori de t ver fi de i Poeti ; tra i quali fu Ione; come dimojlra Platone in quello
del Furor poetico ; che interpretaua i verfi di Homero alfiiono della Lira , & tanto gli era affettionato,&
tanto fi lo haueua fatto famigliare , che non voleua efporre altro poeta , che lui . Quando poi erano due , che
cantavano , non cantauano infieme , & ad vii tempo, come fi fa al di d'hoggt; ma l'vn dopo l'altro ; & tal
modo di catare nominauano Cantare a uicenda, net modo che appreffo di Theocrito catauano lipaflori Dafni
<*7- Menalca, & appreffo di Virgilio Dameta & Menalca . Vjauano etiandio li Poeti linci ne i loro Certa-
mi muficali , cantare i lor poemi & compofitwnicon yarij generi di Verfi alfiuono della Lira , ouer della Ce
tera ; & qtteflo facemmo addunati infteme in vn cerchio al numero di cinquanta in alcune lor fefle ; Et tale
rairunanxafa nominata Chvro ; & cantauano le lodi delliDet ,&di coloro , che erano flati vittoriofi ne i
viuochi Olimpici ; & nport aitano per premio del loro cantare vn Bue . I Mujìici anco filettano in tal modo
porgere i lor voti allt Dei per i frutti della terra : Percioche raddunatun vn choro appreffo vno altare ,fopr a,
il quale era la vittima delfacnficio, hora pafje<r piando , & hora riuolgendofi in viro cantauano a Bacco al-
cune forti di verfi alfiiono del Piffero : Et tal Piffero non fi afiimigliatta a quelli, aie hora fi vfiano : percioche
in quei tempi fi faceua di offa delle gambe di Gru ; Onde furono chiamati tali finimenti da i Latini Tibie ;
effindo cotal parte di ciafeuno animale con voce latina nominata Tibia . Ne faceua allora dibifogno di mav-
viore iflrumento -.percioche il popolo , che concotreua a luoghi filmili era poco, & era maggiormente dedito
alla fatica & al lauoro, che alle fefle & a i giuochi . Haueuano medefimamente per coflume , di rapprefin-
tare le Tragedie, & le Comedie loro cantando, & quefio accenna Horatio dicendo ;
Si plaufioris èva auUa manentis, & vfique
Seffiri, donec cantor, vos plaudite dicat .
Et era vfiwza ( come afferma il Filofofo ) che li Poeti ijìefii recitaffero le Tragedie & le Comedie , che
haueano
Parte.
63
haueano compo[le,& le cantammo. Onde, come narra Titoliuio, yno chiamato Liuio, hauedo fatto yna Fa
noia in yerfi, ordinata colfuo argomento, eglifìeffo la recitaua ; dipoi non putendo più dire : percioche la -vo-
ce vii era mancata , preo-ò che li fuffe perdonato ; & pofe yn fanciullo a cantarla , il quale hauendofi porta-
totene, fu introdutta yna yftnza, che cotali cofefiffero cantate da gì' if rioni ; Et di queflo ne tocca ynapa
rola Horatio dicendo nella firn dell'arte Poetica ;
Jo-notum Tramai o-enus inuemffe camoens,
Dicitur , & plaujlris yexiffe poemata Thefyis,
Qux canerent, agerentq; perunólifecibus ora .
Io credo anco , che gli Oratori orajjero al popolo al fuono di qualche iflrumento , ancora che al parer mio
tale yfan%a dur -affé poco tempo : imperoche Cicerone nella Oratione, che fece infauordi P. Seflio, la quale fi
ritroua imperfetta ,ne tocca yna parola ; Et anche nel fi 'ne del lib. 3 . dell'Oratore , parlando di Gaio Grac-
co , lo dimoflra, benché queflo paia alquanto frano ad ^Aulo Gelilo : Ma Plutarco modeflamente recita tal
colà, & dice ; Che ej fendo Gaio Graccohuomo yehe mente nel dire ,ff>effe yolte era trasportato dall'ira , di
modo che vènitta alle yillame,& yituperij ; & cofi eglifoleua turbare la fu oratione : onde conofcendo tal
cofa, simannò di rimediami, col fare, che ynferuo dotto nella Mufica nominato Licino lifleffe dopo nel pul-
pito, & che mentre lo ydma inajprirfi & ritirar fi fuori della /ita yoce, con yno iflrumento lo auertiua , &
alifaceua achetare cotal yehemetia. Et di ciò non ci douemo marauigliare, poi che l'arte Oratoria ha hauuto
principio ( come y itole S trabone) dalla poefia, & li Poeti orauano al popolo cantando yerfi al fuono della Ce
tera, 0 Lira, & lo uraliano a fare il lor yolere; il che ben lo dimoflra anco l'^friojìo dicendo ;
Li fcnttori indtfer l 'indotta plebe
Creder , che al fuon delle foaui cetre
L'yn Troia, &• l'altro edifi caffè Thebe .
E haueffon fatto fcendere le pietre
Da irli alti monti , & Orpheo tratto al canto
Ti<rri, e Leon , dalle fpelunche tetre .
C anfanano anco gli antichi al fuono del Piffero , recitando diuerfe canzoni compofle in yerfi ; & queflo
faceuano alle yolte , quando due erano infieme , l'yno de 1 quali fapeffe cantare , & l 'altro fonare ; come ac-
cenno il Poeta, quando mtroduffe Menalca dire a Mopfo paflore quefle parole;
Tu calamos infare leuei.i,ego dicere yerfùs : Percioche l'yno era perito follatore di Piffero, <& l 'altro co,
tana ottimamente . Era anco appreffo <rli antichi yftnza difaltare & di ballare, metre che il Mufico al fuo-
no della Lira,o Cetera, ouer di alcuno altro flrumento recitaua alcuna cofa; come fi yede appreffo di Home-
ro nella odiffea , che cantando Demodoco al fuono della Cetera, li Greci faltauano & ballauano . Etfimil-
mente Viro-ilio, nel lib. 1 .dell' Eneida, imitandolo dice, che cantando loppa al fuono della Cetera ,
Innminant plaufu Tyr'ij , Troesq; fèquuntur ; Et in yn altro luogo più chiaramente manifefla tal
cofa dicendo ;
Pars pedibus plaudunt choreas , & carmina dicunt . Similmente Horatio ( auegna che non faccia
mentione alcuna, chef cantaffe) dice ;
Sic prifc<£ motumq; & luxuriam addidit arti
Tibicen . Di queflo fi potrebbeno hauere infinti effempij, i quali hora per breuità io laffo ; poi che le ode
di Pindaro di ciò fanno indubitatafede : conciofia che effendo diuife in tre parti, delle quali la prima è chiama
ta stop» . ttVris-pop". la feconda, & la terza VmetMs, &fono comprefe fotta i yerfi lirici ; gli antichi le canta-
uano al fuono della Lira, 0 della Cetera ; & ballauano , 0 faltauano in tal maniera , che quando lifaltatorifi
yolgeuano dalla parte deflra yerfo lafiniflra , cantavano la prima parte ; &■ quando andauano dalla fini-
fhra alla deflra cantavano la feconda ; & yeniuano a ripofarfi quando cantauano la terza ; La qual manie-
ra di ballare , oj altare dura fino al dì d'hoo-gi appreffo li Candwti & quelli , che habttano nell'ifola di Cipro .
Gli antichi adunque yfauano la Mufica nella m'amerà, che habbiamo detto, 'accompagnando la yoce ad un
filo iflrumento; &fe alle yolte yfauano più forti d'iflrumenti, yi accampagli aitano la yoce ,fi come tra gè
ti barbare al prefente ancora fi coflum'a in alcune parti , & maf imamente del Levante , come da huommì
degni di fede più yolte ho ydito dire . Ma li due primi modi, (come fanno fede le hiflorie) erano gì' ademen-
te in yfo. Vfaronogli antichi ne i loro efferati y arie forti d'iflrumenti : imperoche 1 Thofcam yfarono la
Tromba
6 4 Seconda
Tromba della quale efi furono gli i/mentori, come yoglwno dami ;gli ^Arcadi l.t Sampogna ; ì Sicilia:?; .li-
citili finimenti, i quali nomtnauano mvivriitu ; // Candititi la Lira ; i Lacedemoni) il Piffero ; quelli dt Thra -
eia il Corno :gli Egitti] ti l'impano; &gli ^Arabt il Cembalo sLi Romani fi feriamo nelle loro comedie di al
cune fini dt Pifferi, t quali chtamatiano Deflri & Snufln; da i qualigli Spettatori poteuano comprendere fot
to qual genere fi conteneffero le Comedie , che doueuano recitare : Imperoche quando la Comedia conteneua
in fi materia, o [oggetto feuero & grane, fi vdiua il concento grane de i Pijfèrijìmftri ; quando poi era gio-
cofi &fefleuole , il concento che uafceua da i Pifferi deflri era acuto ;_&fe era mtjìa, le cantilene mufcali
erano temperate dell'vna & dell 'altra forte di concento . Et tali cantilene non erano fatte dal Poeta, che ha-
uea cowpoflo la Comedia , ma da vn perito nell'arte della Mufica ;fi come nel principio di ciafeuna Comedia
di Teramo fi può y edere . Et erano -variate del Modo , o Tuono , che -voghamo dire ; &" lefaceuano vdirs
auanti che comtnaaffero a rapprefeutar la Comedia, accioche la materia comprefa in effa ( come ho detto) fi
potefje fapere auanti dagli Spettatori . Nondimeno a i noftri tempi ancora fino incognite cotahfirti di Piffe-
ri : ancoraché, Sermo nel ltb.<). dell'Eneide di Virgilio, [opra quel verfo O nere PhrygÌ£,mofln che erano di
due forti , delle quali l'vna nomina Pifferi Seram,& l'altra Frigi] : Li primi erano Pan ; £7* cofi li chiama:
peraoche haueuano le loro cauemepari, & equalr, li fecondi Impari : concicfia che le cauerne toro erano ine
quali . ^Adduce dipoi Sermo l'autorità di Marco Varrone , volendo dichiarar quali fiano Pifferi de fin , &
(mitri dicendo ; che la Tibia frigia dejìra ha vii fol foro , la finiflra ne ha due, de quali l'yno ha tlfuono acn-
to,& l' altro graue ; Ma quefle parole fono differenti da quelle , che fono pofle nel lib. 1 .al cap. 1 . delle Ci fé del
la Villa ; dotte egli dice, che l'yna forte di Pifferi fonaua 1 modi di yno ijleffo Verfi in voce acuta , & l'altra
nella graue : Onde feguendo più a baffi , dalle fine parole fi può comprendere , the'l finif.ro m andana fuori il
fuono graue, & il defiro lo acuto . Et queflofipttò confermare con l'autorità di Plinio, il quale parlando de i
Calami acquatici dice , che fi filettano tagliare in tempo conuemente circa la fella ^Arturo , fino alla età di
^Antigene fonatore di Piffero, vfandofi ancora la Mujicafemplice a quei tempi ; & cofi preparati dopo ala*
ni anni incominciauano ad effir bttoni;& anche allora bifiguaua addoperarlt molto lpejfo,& qua fi infornar
lorofonare-.peraoche le liiiguelle fi ventilano a toccare l'yna con l'altra ; il che era molto più ytile per moflra
re i coflumi ne 1 Theatri : Ma dipoi chefoprauene la Varietà, et la lafauia de 1 canti ,incominaorno a tagliarli
auanti il Solfitelo, & il terxo anno erano buone ; conctofia che hausano le linguelle loro più aperte, &piùat
te a variare 1 filoni, le quali hoggidi ancora cofi fino. Ma allora era opinione, che fi accordaffiro infieme quel
li, che erano d'vna medefima canna ; e£* quella parte ch'era vicina alla radice conuenirfi al Piffero finiflro,
& quella che era vicina alla ama al defiro . Qneflo dice Pltmo, &parmi effir ben detto : imperoche quelli,
che fono vicini alla radice,fono neceffanamente più grofìi di quelli, che fono più verfi la ama : onde ognigtor
no fi vede per efpenenxA, che effindo il corpo loro più grande, & più largo,rende anco ilfuonopiùgrauexo-
me il contrario fi feorge in quelli , che fono più minuti , & più nflrettt . il che ancora fi vede , & ode neglt
iflrumenti , che chiamano Organi, le fanne de 1 quali quanto fono più larghe, tanto rendeno 1 fuont più grani;
& le più minute ipuì acuti . Ma a qneflo chef è detto, pare chefia contrario vno autore incerto di quello
Epigramma Greco, che incomincia t«V <ro<pw fa nSap» : peraoche chiama la chorda graue St&fàjm $%&&' »
cioè deflra Hipate , &* l'acuta h<u\h vnn», cioè finiflra Nete : Ma qneflo importa poco : conaofia che confi-
derata bene la cofi, torna commodo all'vno, & all'altro modo ; effindo che le parti d'ogni finimento fi pofi
fino confiderare , &• denominare in due modi ; prima , in quanto a noi ; dipoi in quanto ad effo iflrumeuto :
In quanto a noi, la parte dell'iflrttmento pofla dalla mano deflra è detta Deflra,& rende i fuoni acuti, come
ne gli Oro-ani , Monochordi , e-7* altri iflrumenti fintili fi vede ; & quella , che è pofla dalla finiflra è detta
Simflra, & rende i filoni grani : Ma inquanto all' finimento, quella che è deflra a noi, ad effo è finiflra; &
per il contrario, quella che è a lui deflra, a noi è finiflra , come fi può vedere in due,i quali infieme «luocaffe-
ro a lottare , che la parte deflra dell' vno èjimilra all'altro , & ta finiflra deflra . Non è adunque tnconue-
nunttf.fi l'yno nomina quella parte deflraja quale l'altro chiama finiflra', effindo tali parti dtuerfamente fe-
condo alcune loro opinioni confederate . In qneflo modo adunque dagli antichi era pofla m vfo la Mufica , il
qual modo quatofia differente dallvfio moderno, aafiuno da fé lo potrà fiempre vedere; fi. come etiandio potrà
vedere altroue, quanto era differente il loro concento dal moderno^ Ma quali materie reatajfiro nelle lor ca-
ttiate, quel che fi contiene nelfiguente capitolo ce lo farà mamfeflo .
Le
Parte l
Le materie che rcckauaao gli antichi nelle lor canzoni , & di al-
cune leggi muficali . Cap. f .
*f
L I antichi Mttfici nelle lor aiutitene recitammo materie ', & [oggetti molto differenti da
quelli, che contengono le canzoni moderne : Imperoche recitauano cofegraui , dotte , &
compofle elegantemente in varij uerft, cioè le Lodi delli Dei, come fono quelle , chef con-
tengono negl'Hinni di Orfeo ; i fatti illufln de gli huomini vittorio[ ne i giuochi Olimpi-
ci, Pith'ij , Nemei , & ijìmij ; come fono quelle, chef contengono nelle Odi di Pindaro ;
Ouer cantauano cantilene nuttiali,[imdi à quelle di Catullo ; Si vdiuano ancora Jfrgumenti funebri, lamen-
tationi,cofe amatorie, & appartinenti a cornuti ; & a certe cantilene aggiungeuano alcuni prugni , i quali
chiamauano Epilimie,per [cacciar la pefltlenxa. Cantauano materie Cornice, & Tralice, & altre eofefl-
mili piene difeuentà & digrauità ;[i come ne dimoflra chiaramente Galeno dicendo ; Che anticamente ne
i colmiti [ [alea portare a torno la Lira, o Cetera, al[uono della quale fi cantauano le Lodi delli Dei, de gli Imo
mini tlluflri, & altre cofepmili ; & duo![i, che a[uoi tempi, (come [fa anche da molti al di d'hog gì )[[-
leuano portare i Incineri pieni di bianchi vini et vermigli; &[ come gli antichi [t rallegravano di hauer pa[-
fato il tempo virtuo[amente con la Muftca , cofi allora , & alpre[ente[ gloriauano , &[ gloriano molti >
dello hauere mangiato, & beuuto affai, raccontando il numero de i bichieri da loro vuotati . Similmente Ci-
cerone dice ; Che li colluttati erano [Itti cantar ne i conuiti al [tono del Piffero le lodi & virtù de gli huomini
tlluflri, adducendo teffempio di Temìflocle, commemorato già nella Prima parte. Et nel libro de i chiari Ora
tori, intitolato Bruto, dice quefle parole ; Dio uoleffe , che fi rttrouaffero quei Ver[ , i quali Catone per molti
fecali aitanti la [uà età lafio ferino neltibro delle Origini , effere flati cantati in ciafeun conmto , delle Lodi de
oli huomini chiari & tUuflri . Tali materie [ cantauano ancora al[uono del Piffero nella lor morte , come
i'iftejfo Cicerone afferma in vn altro luogo . Et le Canzoni lugubri i Latini [guitando t Greci chiamauano
Nenie : Neper altro veramente ci è flato dato la Mufica ,fe non a queflo [ni , il che manifesta Horatio tn
auefli verfi ;
Mufa deditfdibm diuos , puerosque deorum,
Et pugile m viólorem , & equttm cert amine primum ,
Et iuuenum cura*, & libera vina referre . Et, fi come dimoflra Platone nel Protagora , gli
antichi inpgnauano tutte quefle materie a i loro giouani ; aecioche le haueffero a cantare al [tono della Lira,
otto- della Cetera . Onde Homero ferine di ^Achille ;
oHcf s <T' afa. Kk(g. «WpòV . cioè
- Ma le lodi degli huomini cantaua ; al [tono della Cetera . Et di Demodoco dice ; Che cantaua le gloriofi
impre[ de gli huomini, la contentione di vliffe con achille, lafauola di Venere & di Marte , & il Cauallo
Troiano . Femio anche nella odiffeafi efeufa con Vliffe dicendo : Che cantaua alli Dei,& «-gli huominv.On-
de è dapen[are,che non cantaffefe non co/è gratti, & feuere;hauendo o-ta cantato il lugubre & funebre ritor-
no de i Greci nella loro patria. Et [e bene canto l'adulterio di Marte & di Venere , non lo fece perche lodafìi
tal fceleratezj^t ; ma per rimuouere (come dice xAtheneo ) li Pheaci dalle dishonefle loro voluta , et piaceri.
In cotal modo ancora appreffo di Virgilio Cithara crinttH* lopas
Per[nat aurata , docutt qus, maximus ^Atlas .
Htc canit erranttm Lunam , Soluque labores :
Vnde hominum genws & pecudes , vnde tmber & ig!,cs •
lArtlttrum, pluutafque Hyadas ,geminosque Trtones :
Quid tantum Oceano properentfe tingere Soles
Hyberm,vet qtu tarda mora no£libm obflet . Et Creteo amico alle Mtt[e mede[mamete ,
Semper equos,atq; arma vtrtim,pugnasq; canebat. Nerone etiandw appreffo di Suetomo nel-
la vita di qucjlofcelerato Imperatore , canta al [tono della Cetera lafauola di Nube ; & canto molte altre
Tragedie mafeherato, come C anace parturiete,Ore[e vcciditore della madre, Edippo fatto oeco,& Hercole
furtofo.Et Luciano dice,chegli ^A>gometi,et le materie delle cxtilene appreffo gli antichi, erano quelle co[e,co
rmnciado dalprincipio del mddo,che erano fucceffe [no a > tept di Cleopatra regina di Egitto.Le quali,mipare
; (fecondo
66 Seconda
( fecodo che Ivi racconta)che frana quafi tutte quelle cofe ,che ferive Ouìdio nelle fìte Tmformationì;et a cotal
cato baUavano.Tvtte quefte cofe recitavano fatto Dna. determinata H armonia, co determinati Rithmi et Ver
fi,& Percufioni;ancura che fuffero variati in ogni maniera di catilena. Et cofi co tki numeri ,percvf 'toni ,mo
di,& concenti ; et con la voce mmana,effjrimeuano materie contteneuoli et buoni cofìvmi . Nominarono poi
tali determinatwm Leggi : imperoche altro non è Leo; gè nella Mufica , che vn mudo di cantare , ilqual con-
tiene in fé vn determinato concento &vn determinato Rtthmo,& Metro. Et furono cofi chiamate -.percio-
che non era lecito ad alcuno dt mutare, onero limonare in effe alcuna cofa,f nelle har moine, come etiandw ne
i Rithmi, & Metri ; ancora che fi ano alcuni, che dicano, che fi chiam aitano Leggi: imperoche auanti chef
fcriueffero le Leggi ciudi, fi cantavano tal Leggi in verfi alfvono della Lira , o Cetera , accioche i popoli più
facilmente ritenefjero nella memoria quello , che douejfero offeruare . Mafia come fi voglia , erano le Leo- ai
dt tre fòrti : imperoche alcune erano dette Cithariflice , chef cantavano alla Cetera , o Lira ; & alcune Ti-
biarie, le quali fi cantauano alfuono de i Pifferi . La terza fòrte pai fi chiamavano Communi &fi cantava-
no alfuono dell'vna & dell' altra fòrte degli iflrumenti nominati . Et benché tal Legn fuffero molte; nondi-
meno ciaf una hauea il feto nome acquiflato , o dalli popoli , che le vfauano ; o dalli Rithmi & Metri , ouero
dalli Modi; dagli Inventori; a da i loro amatori, ouer amente da oli argomenti. Dalli popoli fu nominata CEo
Ha & la Beotia ; da i Rithmi & Metri la Orthia & la Trochea ; dalli Modi t^fcvta &* la Tetraedia ; da
gli amatori £?* inventori la Terpandria & la Hieracia ; & dagli argomenti il Certame Pithico & ti Cvr-
rvle . Qvefle leggi (come vuol Plutarco )furnopvblicate da Terpandro ; il quale hauendo prima diuifo le Ci
tharijlice,pofe nome alle tarparti. Le leogi Tibtane hebbero molti nomi, che fi laffano per non andare in lun-
go; i quali (fecondo chef dice ) ritroua C leone ad imitattone di Terpandro . Laleg oe Orthia apparteneva a
jPaìlade, & conteneva in fé materie di guerra ; Et era vnafpecie di modulatane nella Mufcaja quale ^Au-
lo Celila nomina Verfo orthio ; forfè detto in tal modo dalli fuoi numeri , i qvalifòno veloci , & fonori : con~
ciofa che li Greci nomtnan opSios quello , che noi chiamiamo Sonoro ; ancora che molti lo interpretano per ti
Canto appartenente advn Campo, ouero ad vno Efferato (fhuomim d'arme . Era la Trochea vn fegno , che
davano gli antichi a i fidati col canto ,ofuona della Tromba ; & i Lacedemoni^ vfauano ne i loro efferati
il canto della legge Cafloria,per accender l'animo de i fidati a prender l'arme contragli inimici ; & tal leg-
ge era compofìa fetta vn Rithmo detto Embaterio . La Cvrrule s'acquiflo il nome dalla materia , che
conteneva in fé , cioè dall' argumento, nel quale fi narrava il modo, che Elettore figliuolo del Re Priamo
fvftrafeinato con le carrette a torno le mura Troiane.Di quejìe Leo gì ho voluto far vii poco di dichiaratone;
accioche fi poffa vedere, che erano compoile dt verfo numerofo, accommodate a commovere & generare ne
gli animi diverfe pafitoni . Non farà ettandiofvori dipropofto, che vegliamo in qval maniera li Mufici an-
ticamente recttaffero alcuna delle predette Leggi alfvono del Piffero cantando ; accioche pofiamo compren-
dere,^ qval modo potevano recitar l'altre ; & qvefìafarà il Certame Pithico , delqualefa meniione Hora-
tio , dimagrando le qualità del Mvfco , che hauea da recitarlo dicendo ;
lAbflmvit Venere , & Vino, qui Pythia cantat
Tibicen , didicit prita extimuitqve magifìrvm ; Lequali troppo bene conobbe Nerone ( come
fi leZZe ln Suetonw ) chef afleneua dalli pomi, vfaua il vomito & li chrifleri, per purgar f bene il petto ; ac-
cioche haueffe recitando nella Scena la voce chiara &> netta.V ^Argomento adunque di tal legge era la Bat-
taglia di lApolltne colferpente Pithone, il quale dà il nome alla favola ; & il nome di tutta la cantilena era,
Detona ; & forfè fu cofi nominata : peraoche ^Apollo nacque nella fola di Delo . Era quella legge (fi come
moflra Giulio Polluce) diuifx in cinque parti, delle quali la prima nominauano Rudimento, ouero Efploratio-
ne ; la feconda Provocatwne ; Iambico la terza ; la quarta Spondeo ; Et la quinta & vltima Ouatione,o Sai
tatione . La raprefèntatione ( come ho detto) era il modo della pugna di apollo col Dragone, & nella prima,
parte fi reatava,tn qval modo ^Apollo inuefligaua, & contemplava il luogo, fe era atto alla pugna,ouer non:
Nella feconda fi dichtaraua il modo, che teneua a provocare il Serpente alla battaglia : Nella terza il combat
timento ; & quefìa parte conteneva vn modo di cantare alfvono del Piffero , chiamato òS'ovrio-fiós : conciofa
che ilferpete batteva li denti nel faett aria: Nella qvartaf raccotava la vittoria di apollo ; et nella vltima fi
dichiarava, come ^Apollo faceva feda co balli et fatti, per la, ricevvta vittoria. No farebbe gra maraviglia, fé
flt antichi hauefferof aitato, et b allato, qvando fi recitava cotal leg re : percioche vfauano anco difettare, &
aliare nelle loro Tragedie , & Comedie ; & a aafeuna di effe naueano accommodato il feto prupio modo :
i conctofia
Parte .
67
zonciofia che ( come moftra KAthenca ) hciuea.no ritrouato ynaflfiecie di fitkatione detta Emmelia , & alla.
Comedia Dna detta Cordace . Era ancora appreffo di loro una Ipecie di Saltatane fatiricaja quale chiamomo
rUmn, &fu ijìituita da Bacco , dopo che hebbe domata l'india . Quefla era yna delle Leggi tibiarte , nel-
la quale 1 Rithmì, i Moduli^ Coturni, & le Harmoniefi m ut ■ aitano, fecondo che la materia ncercaua . Ha-
iieano etiandta tafanatane detta Carpea , la quale [affiorò di raccontare : percioche è pofta da ^Aiheneo tanto
chiaramente , che ogn'yno leggendola potrà cono/cere quello, che ella fuffe , <& in qual maniera la yfiiffèroi
& da quejle due, cioè dal Certame Pithico,& dalla Saltatane carpea, fi potrà fcorgere, in qual modo gli an-*
' fichi recita/fero l'altre Le«gi . Potemo hora yedere da quello ,che fi è detto,che la Mufica haueapiùparti,cioè
iHarmonia, il Rithmo, il Metro, & lo Iflrumento, dal quale queflapartefi diceua Organica. Eraui etian-
dio la Poefia, & la Saltatane ; & quefle parti alle uolte concorreua.no tutte in una comportane , & taìlo-
ra la maggior parte di effe . Ne era lecito ( come altre uolte ho detto ) di mutare,ouero limonare alcuna cofa,
che di tal mutatane tinuentore non ne haueffe a riportare la punitane . Et durò lungo tempo talcoslume, la
onde conferuandofi la Mufica in cotale effere ,fi conferito anche lafua riputatane ; ridutta dipoi a poco a po-
co nel (lato , nel quale hoggidi la ue<rgiamo,hauendofi dato i popoli alla crapula,& alla Infuria, poco curan-
dai di tal cofa , prefero i Mufici maggior licenza, & con molte altre cofe infeme , perderò efii (j7* la Mufi-
ca Ufia antica granita & riputatane ; // chef -vede detto da Horatio, quando dice ;
Poflquàm coepit a«ros extendere yièlor , & ~vrbem
Latar amplecli muros , yinoque diurno
Placari genius fedii impune diebm ,
^Accefiit numemq'ue , moiuque licentia maior : Et più oltra feguita dicendo quello , che di
fipra ho commemorato ; cioè
Sicpnfc£ motumque & luxuriam addidit arti
Ttbicen . Et dipoi finn' etianda dicendo ,
Sic etiamfdtbKi yoces creuere fiuem . Onde è da notare , che Horatio nomina le antiche
chorde fèuere : percioche (come ho detto) gli antichi alfuono di quelle recitauanofi non cofe fieuere,& gratti.
In tal modo adunque «li antichi Mufici, nella età che la Mufica più forma , & era in maggior prezzo &
riputatane, recitauano le narrate materie nelle /or cantilene . Ma quali cofe , & in qual modo da 1 moderni
pano recitate ; & quali fiano Hate lajfxte. da yn canto, ogn'yno che ha cognitione della Mufica, da fi lo po-
trà giudicare j & yedere ,
Quali fiano flati gli antichi Mufici . Cap. 6.
ON è cofa diffìcile fitpere,qualifufjerv gli antichi Mufici : concioftache anticamente que
ili , li Poeti o Indoumi, & li Sapienti erano giudicati effere yna cofa ideffa : effindo chi
nella Poefa era contenuta per tal modo la Mufica, che «li antichi per quejla yoce Mufi-
ca, non filo ime fero quefla faenza, che principalmente tratta de i Suoni, delle Voci, &
de i Numeri , come alerone ho detto : ma mtefiero ancora con quefla congiunto lo (ìndio
delle Immane lettere . Onde il Mufico non erafiparato dal Poeta ,neil Poeta dal Mufico : percioche ejfendo
li Poeti de quei tempi periti nella Mufica, & li Mufici nella Poefia (come yuole S trabone ) l'yno & l'altro
per yna di quefle due voci, Mufico, o Poeta erano chiamati . Et queflo è mamfeflo da quello, che dice Plutar-
co ; Che Eraclide, in quello che raccolfigli antichi Mufici & «li Inventori di tal arte , yuole, che fifone fi-
gliuolo di dotte & di ^Atittpafabncatore delle mura di Thebe fuffe il primo, che ntrouaffe il cato della Ge-
tera &* lafua poefia ; <& che coflui non fi a (lato folamente Mufico , ma etianda Poeta ,&lo inuentore del
nominato iflrumento , come ferme anco Plinio ; & che alfuono di efjo accompaanafii la yoce . Et feguendo
più oltra dice, che Lino da Negroponte compofe in yerfio Lamentatam, & Hinni. Onde fi può credere,che
enflui non folamente fuffe Poeta,ma anco Mufico : concafia che il mede fimo Plinio dice , che cojlui cantò al
fiano della Cetera . Segue ancora Plutarco dicendo , che Filamone Delfico compofe il nafcimento di Lato-
na& di Diana , & che Demodoco da Corfù mufico antico compofe la ruma di Troia , & che in yno poe-
ma celebrò le nozze di Venere & di Vulcano . Non è cofa dubbio fa , che co1! ni fa flato Mufico : percioche
qutflo è mantfetto da quello , che fi è detto aitanti . Terpandro ancora fu Mufico & Poeta. , come chiara-
i z mente
68 Seconda
m ente lo dimojlra Plutarco dicendo } che lui fece in verfo Proemij al fuono della Ceterd . apollo etìandio non
fu ignorante di quefte due cofe , come dimoflra Horatio dicendo ;
Ne forte pudori
Sit tibi tnufa lir£fòlers, & cantar ^Apollo :
Percioche dice prima [oliatore della Lira, come quello ( come vogliono alcuni ) che fu tinuentore di effa ;
dipoi lo chiama Poeta col nome di Cantore. Laffarò di raccontare ,qualifuffero Orfeo & ^Arìonetpercìoche è
mamfeslo , che cofloro non filo fimo Mufici , ma celehratijìimi Poeti ancora. Hefwdo etìandio fu pollo tra i
Mufici, ancora che non vfaffe mai di accompagnare il canto culfuono della Lira -.percioche vfaua Dna -ver-
ga di lauro,con la quale percotendo l'aria (come narra Paufanìa)faceua yn certo [nono, al quale era follia ex
tare li fuoi poemi ; la onde gli antichi li fecero ima fatua con la C etera fopra le ginocchia , & la pofero tra
quelle di Thamira, ^Ariane, S acada, & di altri nobilitimi & eccellentijìimi Mufici,per nonpriuarlo di co-
tale honore . Pindaro ftmilmentefu Mufico & Poeta, fi come dalle fue opere fi può comprendere , & da
quello etìandio che fece il magno lAleffandro : imperoche quando fece ifpianare & minare Thebe ,fecefcn-
uere(come dice Dione Chrifoflomo) (opra lafìia cafa quefle parole ; tttv&ttpt t2 lAwraiè -ibJS nylw u>ì ncunt ;
che vogliono dire, Non abbrufciate la cafa di Pindaro mufico . Et per non andare più in lungo , il Santifimo
Dania Re di Hierufalem &gran Profeta da Baflio magno t chiamato nonfolamente Mufico , ma Poeta
anco difacre cantilene ; & dal dottiamo Hìerommo vien chiamato Simonìde, Pindaro, <Alceo, Placco, C A
tulo, & Sereno : percioche fenffe con fide elegante ifacri Salmi in verfo lirico , allaguifa di H or atto , g^T»
delli nominati : Et fi può credere, che più volte li cantaffe alitano della Cetera, nel modo che cantaua, quan-
do ifcacciaua, il maligno (pirito dì Saul . Onde non è dubbio, che effendo slato Poeta, non fi debba anco nomi-
vare Mufico : ccncwfia che la Scrittura pinta lo chiama in più luoghi Pfaltes, che vuol dire Cantore, o Sona
tare ; & dfuo diurno Poema nomina Pfilterio . Et di queflo è tejlimonìo Origene nella Homdia i 8. del
cap. 1 4. del libro de 1 Numeri, dicendo ; Che diremo noi della Mufica ì della quale il fapientijìimo Datiidne
hauea ogni faenza, & hauea raccolto la dìfciplina di tutta la Melodia et delli Rithmi,accioche da tutte que
fìe cofepoteffe ritrattar fuonì, con li quali potette mitigare fonando il Re turbato & molejlato dal (pìrito ma-
ligno . llfimde dice ^Agufltno nellib. 1 7. al capìtolo 4. del libro della Città di Dio , come iui fi può vedere .
Ogni ragione adunque neperfuade a credere, che 1 Poeti antichi cant afferò lorflefi li fuoi poemi ; & che ha
uejfero congiunto la Mufica con la Poefia : Percioche fé fujje {lato altramente, non hatierebbeuo vfato tanto
Ipejfo nelle loro compofitiom quefla voce Cantare , come fece Homero ; il quale diede principio alla, lUiade in
cotalmodo;
MiTiw iWe Bt£ . cioè Canta Dea tira ; & Hefwdo, che incominciò la Theogonìa in quefla maniera ;
30. Mxtday itowvtdJ'wtlpiufasSì éeii'm ; che vuol dire, Le Mufe di Elicona incominciamo Cantare: ^Aì
quali aggiungeremo il principe de i Poeti latini Virgilio, il quale incominciò in cotal modo lafua Ceorgica;
Quidfaciat Utasfègetes , quofydere terram
V etere Mecwnas, vlmisf, adtungere vites
Conuemat, qiu cura boum, qui cultws habendo
Sit pecari . atq; apibm quanta experientia pareti
Hmc canere incipiam ; Et alla fua Eneide pofe va tal princìpio ;
lArma, virumque cano . Cofi anche Ouidto incomincia li Fafli con quesli uerfi ;
Tempora cum caufis Latium digeflaper anuum ,
Lapfacpfub terrai, ortaq;fgna canam .
Onde ìlPetrarcha imitando tutti ecfora diede principio advnafua cannone in quefla maniera ;
Nel dolce tempo della prima et ade .
die nafeer vide , £?* ancor quafi in herba ,
La fra voglia , che per mio mal crebbe .
Perche cantando il duolfi di/acerba ,
Cantero com'w vifit in libertade ;
Et il moderno iArioflo,per feguire tal coflume, incomincio ancor lui il fio elegante poema in queflo modo;
Le donne, 1 caualier , l'arme, gli amorì ,
Le cortefie, l' audaci ìmpre fé io canto ,
Ma
Parte .
69
Ma doue do io più vagando fé Terentio poeta comico dimoiandoci la Poefia & la Mufica effer congiunte,
& qu.tfi yna iftejfa copi , la nomino Studio muficale . Non è adunque maraviglia , [e 1 Mutici & li Poeti
erano anticamente riputati elfere ~vna copi iileffa . Etp bene il Poeta è chiamato alle -volte con quefl.i -voce
latina Vates , che fi conuiene etiandio all'lndouino , non è fuori dipropofito : conciofia che l'yno & [altro
{fecondo ti parer di Platone )fono mofi & agitati da yna iileffa divinità, 0 diurna alienatione di mente &
da yno ifteìfo furore . Onde Homero nomina tlMufico twToMfcaTor.percioche canta non per humana ittita
ùone, ma Mirato dalli Bei, il chef [corre dalle parole chefirgiunge, le quali dicono ;
fleoV S'iu.oi ìv ipfarìv 011*0.; •
rravToi*! ìn'pvw, cioè Percioche Dio miproduffe in la mente Ogni mìa cantilena.? ero aduque molti Poe
ti remili hanno alcuna -volta predetto cofejche haueano da yenire;comefi yede, che Virgilio, fecondo la opi-
nione di ^Agoflino Dottor Santo, non conofeendo il noftro Redentore neper lume mturale, neper viuafede ,
cantò fitto! nome di yn altro ilfuo nafeìmento, quando dijje }
Vltima cum&ì yenit ìam carminis xtas :
Magnus ah integro ,feclorum nafeitur ordo .
ìam redit & yirgo , redeunt Saturnia regna .
ìam nona provemes coelo demittitur alto ;
ancoraché il diurno Hieronimo frinendo a Paulina fa di altro parere : Conciofa che Virgilio fi mofje a
cantare quefle cofe , militato dagli Oracoli della Sibilla Cumana ;fi come cantò poco più altra la liberatone
del peccato originale in cotalmodo ;
Te duce fi qua manentfceleris yef'ma nojìri
Irrita , perpetuo foluent formidìne terrai :
Et, che colui, che hauea da nafeere farebbe Dio & Huomo, fèguendopiù a baffo ì
lue Deum y'ttam accipiet, diuisqi yidebit
Permixtosheroas,& ipfe yidebitur din :
Et che il Serpente nimico della humana natura douea perdere ilre^no, & doma rimanere in noi alcuna
copi, per rifletto del peccato originale , dicendo ;
Occidet & Serpens, &fallax herba venali . &
Pauca tamenfuberunt prifcte yejìigia frauda .
Ouidio ancor lui nelle fue trasformatali chiaramente mofìro la venuta del Figliuolo di Dio in carne,
con quefe parole ;
Summo delabor Olympo ,
Et deus humana lujìrofub imagine terrai :
Et delli miracoli che fece, poco più abaffo dtjje .
Signa dediyenijfe Deum .
Pofe etianito le parole , che dijfero quelli, che lo crucifjfero, cioè fé era figlimi di Dio , che fi liberaffe da
quella, &dtffe;
Experiar Deus hic diferimine aperto ,
K^ifit mortalis , nec erit dubitabile yerum .
Lucano ancora cantò quello, che auerrebbe auantì il futuro vniuerfale & finale Gittdicio con tali parole ;
Sic cum compage foluta
S acida tot mundi fuprema coegerit hora ,
yAntiquum repetens iterum Cnaos, omnia miflis
Siderafideribm concurrent, ignea pontum
*Aflra petent, tellm extendere littora nolet ,
Excutientq; [return :fratriq; contraria Vh&be
ibtt , & obliquum bigat agitare per orbem
Indignata, diempofcetfibi, totaq; difiors
Machina dmulfi turbabit federa mundi .
Infemagnaruunt:
H Minio medefimamente Ouidio cantato talcofa con quefle parole ,•
yo Seconda
Effe quoque infatis reminifcitur , affare tempia
Quo nutre:, quo teline, corrtptaq; regia coeli
^Ardeat , & mundi moles opero/a laboret .
Di' cotefle cofe fono molti effempij : ma laffandoli da un canto yerremo a quelli de i Sacri Ièri , & ritro-
ueremo l'autorità del Santifiimo <Apoflolo Paulo , il quale firiuendo a Tito,adducendo ynafientenza di Epi-
memde poeta, lo chiama Profeta, dicendo ; FfutTeutuìràt ?y>!ipn>ts ; che yuol dire, Propio Profeta di coflo-
ro, cioè de i Candioti . Douendofi adunque chiamare allora il Mufico,& il Poeta, o l 'bidonino per yn nome
comune, era conueniente ancoraché il nome di Sapiente li coìiuemffe:Peraoche(come ne fa alieniti Platone')
al yero Mufico s' appartiene fàpere & hauer cogmtwne di tutte k faenze, & cofi al Poeta, fecondo il pare-
re di Strabone ; la onde meritò dagli antichi efjer chiamato fola Sapiente : concwfia che a quei tempi le città
della Grecia facemno imparare a lor figliuoli la Poefia , non filo per cagione di piacere, ma per cagione di ca
fla moderatone .Onde li Mufici, che infegnauano la Poefia, il Canto <&> li Modi, chefifonattano con la Li-
ra , o C etera & col Piffero , fecero profejiwne , £?" fi attribuirono tal yirtù , di effer non filo correttori &
& emendatori di coflumi, ma fi fecero ettandio chiamare maejìri; la qualcofa conferma Homero con que~
fie parole;
n«p ydp ì\w KJ1Ì CLHÌotMlìp, S Wa*' ITttTiXhZV
A'7j>È<.f tir Tra/lo" H k-'^v "f va'" «Khmt» ; che yoo-liono dire ;.
Haueapreffo di [e yn Cantore , al quale
Stride andando a Troia impofie molto ,
Che douefitfèruar cafta la moglie .
Meritamente adunque gli antichi riputauano i Mufici, li Poeti, ouero lndouini,& li Sapienti effere ym»,
mede firn a cofa .
Quali cofe nella Mufìca riabbiano poffanza da indurre l'huomo in di-
uerfepafsioni. Cap. j.
' I O non dubitaci di effer tenuto maldicente , uorrei hora mofìrare in parte la ignoran-
za, & la temerità di alcuni Mufici moderni;! quali, percioche fanno porre tnfieme quat
trofluerfei Cifere muficali, predicano di lorfiefli le maggior cofe del modo, riputando imi
la <rli antichi , & poco filmando alcuno de i moderni compofitori ; Di modo che chi loro
ydiffe,fenz$ dubbio direbbe, che yalefferopiù cofloro nell'arte della Mifica,che non yal
fero Platone, & frittotele nella Filofofia . Quefli alle yolte , dopo l'hauerfi lambicato ilceruello per molti
Fiorili, poimmo fuori alcune lor compofitiom con tal riputatione etfuperbia, che li pare hauer compofìoyn'al
tra lUiade , ouero yn altra Odiffea affai più dotta di quella di Homero . Mefchim loro fi douerebbeno pure
decorrere del loro errore : percioche non fi ode , che col mezo delle lor compofitiom fi habbia conferuato la
pudiatia & l'honedà di alcuna femina , come già fece yno degli antichi lapudicitia di Clitennejìra moglie
di^f'amennone ; come taf o firmo Homero, & Strabone ; Ne meno fi ode, che la Mufica a i noibri tempi
habbia corretto alcuno a pigliar le arme, come fi legge appreffo di molti , & fpetialmente appreffi di Bafii-
lio Magno del Grande ^Alejjandro , il quale da Timotheo mufico fu col mezo della Mufica fijjnnto ad ope-
rare yn tale effetto . Non fi ode ancora, che col canto lorohabbiano fatto divenire alcun furiofi man fiuto ,co-
me moflra ^Ammonio di yn gioitane Tauromimtano, che dallo accorgimento di Pithagora , & dalla virtù
del Mufico, di furiofi che era, dtuentò humano &piaceuole : Ma ben fi ode il contrario , che le y'ituperofe et
/porche parole , contenute nelle lor cantilene , corrompeno fpeffe Toltegli animi cafli degli yditon . Effe be-
ve cofloro fono deo-ni di ogni biafimo , & di ognicafligo ; fono nondimeno più da riprendere & caligare co-
loro, che in limo di ammonirli della lor pecoraggine, pigliano gran piacere, & molto fi rallegrano, & lo-
dano Grandemente fintili cantilene ; moflr 'andò di fuori quanto bene fiano compofli nell'habtto interiore.
Ma di ciò non ci douemo marauigliare ,poi che l'animo lafiiuo (come dice Boetio) ouerfi diletta &gode de i
Modi lafciui, ouer che ydendolijpeffe yolte dimene molle & effeminatoipercioche ogmfimile appetifie ilfuo
filmile . Ma Infiliamo hormai cofloro , poi che quefli , & fintili altri errori lungamente fi potrebbeno piange-
re , ma non già emendare ; & ritorniamo al noflro primo propofito , <& diciamo, che grandemente douem0
lodare
Parte. y\
loda re & r inerire i Mufici antichi : conciofia che per la loro -virtù , col mezo della Mufica , esercitata nel
moflrato modo , fuccedeuano tali & tanti effetti marauighofi , che il -voler raccontarli farebbe incredibile :
Ma a fine che quefle cofi non parino fauolafi, &flrane da vdire, Tederemo quello, chepoteua ejfer la cario
ne de tali mouimenti . Onde fé noi uorremo effaminare il tutto, ritrouaremo,che Quattro fono Hate le cofe, le
quali fono fempre concorfe infieme infirmili effetti; delle quali mancandone alcuna, nulla, o poco fi hauerebbe
potuta vedere . Era adunque la prima IH armonia , che nafce dalli fuoni, o dalle -voci ; La feconda il Nume-
ro determinato cotenuto nel Verfo;il qual nominavano Metro; La tergala Narratione di alcuna cofajaquale
conteneffe alcuno coflume,& quejìa era la Or atione, onero il Parlare;La quarta et ultima poi era vn Soo-pet
to ben dilj>ojìo,atto a riceuere alcuna pafiwne.Et quejìo ho detto : percioche fé noi pigliaremo lafemplice Har
mania, jenza aggiugerle alcuna altra cofa, no hauerà poffanza alcuna di fare alcuno effetto eflrinjèco dellifo
pranarrati;ancora che haueffe poffanza ad vii certo modo, di difpor l'animo inmnfecamete, ad efprimere più
facilmete alcune pafiioni,ouero effetti; fi come ridere, a fnàgere.Et che ciò fa -vero da queflo lo paterno copren
dere; che fé alcuno odevna cantilenale no ejprima altro che l'harmonia; fi piglia fidamente piacere di effa,
per laproporttone,chefi ritroua nelle diftanxe de ifuomjo voci;et fi prepara ^ di/pone ad vn certo modo m
trinfecamente alla allegrezza, oueró alla triflez,za;ma non è indutto da lei ad efprimere alcuno effetto eflrin
[eco, ridendo, o piangendo , ouer facendo alcuna cofa mantfefla . Se a tale harmonia fi aggiunge poi il Nu-
mero determinato & proportionato,fubito piglia gran forza, & muoue l'animo; come fi forge ne i Balli,
i quali JpeJJò ne inducono ad accompagnar feco alcuni mouimenti ejlrinfechi col corpo ,&a moflrare il piace
re, che pigliamo di tale aggiunto proportianato . aggiungendo poi a quefle due co fé la Oratione ,cioe il Parla
re, il quale ejprima coflumt col mezo della narratione di alcuna hijlorta , o fattola ; è imponibile di poter dire
quanta fa la forza di quefte tre cofe aggiunte tnfieme . E ben vero, che fé non yifi trouaffe ilSotr getto dijpo
fio , cioè l'Vditore , il quale vdifit volentieri quefle cofe. , & in effe fi dilettaffe , non fi potrebbe yedere al-
cuno effetto ; & nulla a poca farebbe il Muflco ; Percioche fi come amene al Soldato, che per effer natural-
mente inchinato alle cofe della guerraj poco moffo da quelle,che trattano di pace & quiete ; & alcune vol-
te è alterata dalli ragionamenti di arme & di cofe campestri , che molto li dilettano ; cofi il ragionar delle
arme nulla , o poco diletto porge all'huomo , chefiaper natura pacifico, quieto , & religiofa ; & il ragionar
delle cofe di pace , & della gloria celefle molte yolte li moueranno l'animo ,&lo coflringeranno a piange-
re . Et fi come poco muoueno i cafli ragionameli il Luffuriofo ; coft gli altri che fono lafciui afforchi amm-
aliano il temperato et caflo ; Imperoche ogn'yna volentieri ode ragtanare di quella cofa, della quale maggior
mente fi diletta ; & dafimili ragionamenti èfommamente mofjo ; Et per il contrario , ha in odio quelli, che
non fono conformi alla fra natura ; onde dafimili ragionamenti non pub effer commoffo . Per la qual cofa ,fe
*Aleflf andrò figliuolo di Filippo re di Macedonia fu indutto da Timotheo mufico, &> da Senofanto (come al-
cuni vogliono ) a prender tarme con gran furore ; non douemo prender marauiglia : percioche era in tal ma-
niera dimoilo , che volentieri & con fomma piacere vdiua ragionamenti , che trattauano delle cofe della
guerra ; C"7" da tali ragionamenti era indutto a far cofi marauigliofe. Onde bene lo dimoflrò vn certo huomo
ad alcuni, che fi marauigliauano, che la Mufica hauefje tanta forza, dicendo ; Se queflo Senofanto è huomo
tanto valorofo,come di lui fi dice ; perche non ritroua egli alcuni moduli , i quali lo riuochino dalla battaglia?
Volendo inferirete non eragran cofa,& di molta arte, jpmger Ihuomo da quella parte,nella quale per fra
natura è inchinato : ma fi bene era cofa màrauigliofa a ritirarlo da quella ; Et è cofi in vero. Però fi lAleflflan
aro ad altro non attendeua , che a quelle cofi, le quali poteuano condurlo ad vnagloria immortale, che erano
le arme;non era cofa difficile di poterlo indurre a far li narrati effetti-delia qual gloria quanto fuffe fitibondo ,
da queflo fi può comprenderete cercò di auanzare ogn'vno;ne hebbe inutdia a chiunque fi fuffe nelle arme:
percioche ad alcuno mai non fi riputò in cotal cofa inferiore , quantunque neportaffe ad achille ,per hauers
bauuto Homero , che confifùblimeflile cantò di lui ; onde lo dimoflrò -.percioche fi legge , che
Giunto ^ileffandra allafamofa tomba
Dei fero ^Achille , fofpirando diffe ,
O fortunato, che fi chiara tromba,
Hauefli, che di te fi altofcriffe ,
Si ricerca adunque vn Soggetto tale : conciofia che finza effo ( come ancora ho detto ) nulla o poco fi
Tederebbe . Et benché in fimiìi movimenti fatti per la Mufica, vi concorrino le nominate cofi ; nondimeno
il
72 Seconda
ilpreggio & l'honorefi dà alcompoflo delle tre prime, che fi chiamd MelodLt : Perciochefè bene l'Harmo-
niaflalahà Tua certa poffanxa di di/por l' animo, &• di farlo allegro,!) meflo; et che dal Numero poflo tu atto
le funo raddoppiate le forze ; non fono però potenti quefle due cofe pofle infieme,di venerare alcuna pacione
ejlnnfeca m alcun [oggetto ,al modo detto : conciofia che talpoffanza acqui/lana dalla Or at ione .che efpnme
alcuni cojìumi . Et che queflo fia yero lo paterno Tedere : peraoche i^llejjandro non fu moffo dall'harmoma
folamente ; ne meno dallharmonia accompagnato col numero : ma fi bene , (come Vuole Snida, Euthimio y
C7* altri ancora) dalla legge Orthia dtfopra commemorata , <& dal Modo Frigio : Dal ami modo , & for-
fè anco da tal Legge, il nominato gioitane Taurominitano ebbrw(come narra Boetio)fltJojpinto,qtiando uul-
fe abbrufciar la cafa di quelfuo nude, nella quale era nafcofla -una meretrice ; la onde Pithagora conofcendo
tal cofa, comando al Mufico, che mutajji il Modo , <&• cantaffe il Spondeo, col quale placo l'ira del gioitine,
CS7* lo ndujfe al primo (lato . ^Ariane etiandio Mufico , & inuentore del Dithirambo ( fecondo l'opinione di
Herodoto,& di Dione Chrifoflomo) prefe ardire di precipttarfi nel mare, hauendo (per mio parere ) cercato
di comporfi prima col melodi tal legge (come pone Gellio^vno animo intrepido & Tirile, per poter fare co-
tal cofa fenza alcun timore . Hora potemo vedere , che tali & cofi fatti mouimenti fono siati fatti , non per
•virtù delle prime parti della Melodia ; ma fi bene dal tutto , cioè dalla Melodia iflefft , la quale ha gran for-
%a in noi, per -virtù della terza parte,aoè delle parole, che cocorreno alla (uà compagnone : Peraoche il Par-
lare da [e fenza l'harmonia & d numero ha <rran forza di commuouer l'animo : conaofia che fé noi hauere-
tno riguardo a cotal cofa , Tederemo che alcune fate quando vdimo leggere , o raccontare alcuna Fattola ,
onero Hiflona,fiamo coflretti ridere , o piangere ; & alcune Tolte ci induce all'ira , & alla colera; & alle
-volte di mefli ne fa diuentare allegri; & cofi per il contrario, il Parlare adunque ne induce alla furia, & ne
placa; ne fa eljer crudeli, & ne addolcifce . Quante Tolte è accaduto , che lego-endofifemplicemente alcuna
ptetofa Hifloria o Nomila, gli afcoltati no fiano flati prefi da compafìione in tal modo,che alfuo dijpetto dop
pò alcuni fofpiri , lifia flato dibifogno accompagnarli le lagrime ì Dall'altra parte , quante fate è attenuto,
che leggendofi,o narrandofi alcuna Facetia,o Burla,alcunt nonfiano quafi flcoppiati dalle rifa ? Et non è ma-
ramglia : peraoche il più delle Tolte fe'lfi rapprefenta a noi alcuna cofa degna di comi ferat ione, l'animo è com
moffo &* indutto a piangere . Et fé Tdimo cofa, U quale babbitt del feroce & del crudele , l'animo declma,et
fi piega in quella parte . Et di ciò (oltra che è mamfeflo ) è teflimomo Platone , quando dice ; Che qualunque
Tolta alcun de noi Tdimo Homero, ouero alcuno altro Poeta tragico, che imiti alcun de gli Heroi afflitto per
il dolore gridar fortemente ,& pianger la fua fortuna con modi flebili, percuotendofi tipetto con pugni ; advtt
certo modo fi dilettiamo , (J7* hauendo Tua certa inchinatione a cotejìe cofe,fegmmo quelle , 1*7* infieme fu-
mo prefi da tal paltoni, & lodiamo quello come buon Poeta, il qualgrandemete commuoua l'animo nojìro.
Queflo ancora più efpreffamente conferma ^Anflotele dicendo ; rincora fi Tede, che gli hmmim Tdendo le
imitattoni, hanno compafiione a quei cafi, quantunque ftano fenza numero & fenza melodia . Ma fe'lpar*
lare ( come hauemo Tedino ) hàpoffanza di muouergli animi , &> di piegarli in diuerfe parti , & aòfenz*
(H armonia & fenza il Numero,maggiormente h attera forza, quando farà congiunto co i Numeri^ co i
Suoni muficali , & con le Voci . Et talpojjanza fifa chiaramente mamfeflaper il fio contrario : percioche
fi Tede , che quelle parole muoueno men f animo , le quali fono proflirt e fenza melodia & proportione , che
quelle, che fono prof erte con debiti modi . Pero gran forza ha dafeflleffo il Parlare, ma molto più ha forza ,
quando è congiunto allharmoma, per la fimiglianza che ha quefla con noi, & alla potenza dell'vdito : Co-
ciofta che muna cofa è tanto congiunta con le nofllre menti ( come dice Tullio) che li Numeri & le Voci, per
le quali fi commouemo, infltammamo , plachiamo , & rendemo languidi. Non è queflo gran maraut<rlta(di-
ce eteli) che ifafli, le folitudmi ,le Jpelunche, &gli antri njpondeno alle voci ? & le bejlie crudeli & feroci
[beffe Tolte fono dal canto fatte manfuete ; & da effo fono fermate? Ne ci douemo di aò marauigliare : con-
ciona chefe'l Tedere Tua hijloria,ofauvla dipinta folamente ne muoue a compafiione tallura,tallora ne indu-
ce a ridere, & tallora nefofpinge alla colera ; maggiormente queflo può fare il parlare, il quale meglio efpri
me le cofe , eh ■ non fa alcun pittore quantunque eccellente col fuo pennello . Onde fi legge di tuo, il quale ri-
fai irdò Tna imagine dipinta, &fufofftnto a piangere ; Et di Enea, che entrato nel tempiofabncato da Di-
OPHt nella nuou i Cartagine ;
Videt iliaca* ex ordine pugnai ,
Billsq; ittmfama totum Tulgataper orbem ,
%Ab-ìdas
l^arte. 7j
\Airid<u, Prìamiimq; , &fieuum ambobia achille m .
Conjlitit : & lacrymans,Qtiis lam locm (tnquit) ^Achate ,
Qu£ regio in terns twjìri non piena laborìs ì
En Pnamm r frinì hìc ettamfua premia laudi :
Sunt lacrymg, rerum : & mentem mortalia tangunt .
Solite metta -.feret li£C aliquam ubi fama falutem .
Sic ait : atque ammum piólura pafat inani .
Multa gemensdargoq; humeclat fumine vultum; Et di Porcia figliuola dì Catone Vtkenfifi letr ?e an
Cora,che battendo veduto vna certa Tattola di pittura, pianfe amaramente . Et bem he la Pittura habbtafor-
%a, di commoner l'animo , nondimeno maggior for%a hebbe la -pina -voce di Demodoco Mufico & fonata-
le di C etera ,il quale riducendo in memoria Vltffe , dipingendoli le cof e paffute , come fé li fuffero fiate
preferiti, lo coflrin fé a piangere; dal quale effetto (come dice Homero , & frittotele ) fu fubito cono-
feiuto dal Re ^Alcinoo . Ma non pure allora accafcauano cotette cofe : ma etiandio a i noflri tempi fi -ve-
de accafcare il medefimo tra molte genti Barbare : imperoche raccontandofi da i lor Muftci co certi verfii
alfuono di imo iftrumento t fatti di alcuno ; fecondo le materie che recitano , quelli che afcoltano cambiano
il yolto , facendolo per il rifa fereno , & tcdlora per le lagrime ofcuro ;& per tal modo fono prefi da diuer-
fe pafwni. Si può adunque concludere } che dalla Melodia ,& principalmente dalla Oratione , nella
quale fi contenga alcuna hifìoria , o fattola , ouero altra cofafimile, che tfprima imitationi, & cof timi Sia-
no ttaii, & ancora fi posino porre in atto cotali effetti ; & l'H armonia- , & il Numero effir cofe , le quali
di/pongono l'animo; pur che'l Soggetto fiafempre preparato ,& àifj)ofio;fen%a il quale in yano ogni Mufi-
co fiempre fi affatìcarebbe .
In qua! modo la Melodia, & il Numero pofsino muouer ranimo,difpo-
nendolo a vari) affetti ; & indur nellliuomo vari)
collumi. Cap. 8.
O N firebbegran marauìglia ,fe ad alcuno pareffe frano , che l'H 'armonia, & il Nu-
mero hauefjero poffanxa di diffor l'animo , & indurlo in diuerfe pafwni ; effendofen^
alcun dubbio cofe ejlnnfeche , te quali nulla, o poco fanno alla natura dell'Intorno : Ma in
vero è cofapur troppo manifefta,che l'hanno -.percwche effendo le pafwni dell'animo po-
fle nell'appetito fenfitìuo corporeo,^ organko,come nel [uà vero foggetto;ciafcuna di ef-
(e confitte in ima certa proportione di calido &fn<rido ; & di humido & ficco , fecondo vna certa difpofi-
tione materiale; di maniera che quando quefìe pafwni fono fatte ,fempre foprabonda vna delle nominate qua-
lità in qualunque di effe . Onde fi come nell'ira predomina il calido humido , canone dell' incitamento
di effa ; cofi predomina net Timore il fi'igido ficco , il quale induce il rifrengimento de. i fptriti . il firn de
binamene etiandio nelle altre pajlioni ,che dalla foprabondanxa delle nominate qualità fi generano . Et
quefe pajiwni tutte finxa dubbio fono riputate vitiofe nell'huomo Morale ; fi non che quando tali fopra-
bondanze fi riducono ad vita certa mediocrità , nafce vna operation me%ana , che non fola fi pub dire vir-
tuofa } ma anco lodeuole . Quetta ìtteffa natura hanno etiandio le H armonie ; onde fi dice , che l'H armo-
nia Fnna ha natura di concitar l'ira , & ha dello affettuofo ; & che la Mittalidia fa ttar l'huomo più ra-
markheuole ,& più raccolto in fé fleffo ; & che la Dona è più f abile ,& è molto da coflumi da forti , &
temperati : concwfia che è mexana tra le due nominate ; & queflofi vede nella diuerfa mutatione dell'ani-
mo , che fi fa quando fi ode cotefle Harmonie. Per la qualcofa paterno tener per certo , che quelle pro-
portioni tfteffe , che fi ritrouano nelle qualità narrate , fi ritrouano anco nelle Harmonie : effendo che di vn
(àio effetto non gli è fi non vnapropia cagione , la quale nelle qualttàgìà dette, & nelle Harmorùe;ì la Pro-
bortione . La onde paterno dire che quelle ijìefje proportiom , che fi ritrouano nella cagione dell' Ira , a del
Timore ,odi altra pafione nelle fopradette qualità ; quelle ijìejìe fi ritromno anco nelle Harmonie , che fo-
no cagioni di concitare fintili effetti . Quette cofe adunque effendo contenute fitto fimili proportioni , non '
è dubbio , che fi come le pacioni fono vane j, che non fiano anco varie le proportioni delle cagioni; perche
pur troppo è Viro , che delle cofi contrarie fono contrari] lifuoieffetti . Effendo adunque kpafioni, che predo
h minano
74 Seconda
minano ne i corpi; per yirtù delle nominate qualità ,fimilì ( diro cofi) alle complefiioni, che fi ritrouano nel-
le H armonie , facilmente paterno conofcere,in qua! modo le H armonie pof ino muouer l'animo,& difporlo A
yarie pajìiòm : Perciochefe alcuno èfittopojìo ad alcuna paf ione con diletto , ouer con triflexja ; et ode va
harmomaja quale fiafimile in proportione, tal paf 'ione piglia aumento ; concwfia che la Similitudine ( comt
■vuole Boetio") adogn'yno è amica, et Li Diuerfità contraria gr odiofa : Ma fé auiene, che ne oda Dna di pro-
porzione diuerfa, tal paf ione dimintufce, &fe ne genera una contraria : Et fi dice , che allora tale harmonia
purifica da tal pacione colitiche la ode, per la corruttione,et per lageneratione di -un'altra cofa contraria;co-
mefi yede , che fé alcuno e molestato da alcuna paf ione , la qual -venga con triflex^a , o con lo accender fi ti
fingile, come la Ira;& oda yn'harmonia di contraria proportwneja quale contenga alcuna dtlettatione,allo
ra affa in lui l'Ira , &fi corrope; & immediatamente fi genera la manfuetudinexofa chefuole auenire an
co nell'altre paf ioni : Percioche ognuno naturalmente fi diletta più di quella harmomaja quale cpiùfimile ,
conuemente ,& proportionata allafia natura et compicciane, et fecondo che è dijpoflo;che di quellt,che gli è
contraria.N afono adunque le dijpofitiom diuerfe negli Intornila, non da altroché da i diuerf mouimenti del
Spiritosi quale è il primo Organo d'orni virtù dell'animaci delle fin f due ,quanto delle motiue,per alterato-
ne, oper moto locale ; da i quali mouimenti alcuna "volta infrantene il raccoglimento , alcuna -volta il bogli-
mento, & alle yolte la dilattatione de i Spiriti. I quali mouimenti diuerf non follmente nafcono dalla diuer-
fìtà delle H armonie mufcalv.ma da i Numeri foli ancor a,come è mamffio : Percioche mentre noi attenta-
mente ydimo leggere , o recitare Verf ; alcuni ritengono l'huomo in yna certa modefia; alcuni lo muoueno
a cofe liberali & diletteuoli , & alcuni lo incitano a cofe leggieri & yane ; c$7* altri lo inducono in yn moto
yiolento . Et di quejlo baflarà di dar follmente lo eff empio di lArchtloco; il quale, come dice Horatio ;
Proprio rabtes armauit Iambo . Dalle quali cofe fi puh comprendere, in qual modo la Melodia,&
le fue parti pof ino con yna certa dijpofitione , diuerfamente mutar le pacioni, & cojìumi dell'animo . Ma
perche ho detto difopra,che ogn'yno naturalmente più fi diletta di quella harmonia, la quale èpiùfimde, cu-
ueniente , & proportionata allafua natura, o complefiione ; & fecondo che è di[poflo;però è da notare, ch'io
di fi Secondo che è difyofic, et hora dico,che la Melodia può mutar li cojìumi delìanimo:percioche mdubitatA
mente (fecodo la dottrina del File fofo)le Virtù morali, et li Vitij non nafcono con effo nov.ma fi generano per
moltihabiti buoni, o trifìi frequentati, nel modo che yno per fonare, o fenuere j'pefje fiate male, diuenta triflo
Sonatore , o Scrittore : Ouer per il contrario , ejferatandefi ffeffe yolte bene, diuenta buono & eccellente .
Similmente nelle virtù morali , colui che ffeflo efferata la Imujìitiaper tal modo diuenta Imuflo ; & colui
che efferata la Iufìitia diuenta In fio , nel modo che colui , che fi yfa a temere i pericoli diuenta timido , &
non ti Rimando diuiene audace . Di maniera che, quali fono le operationi , tali fono gli habiti ; Et dalle buo-
ne fono li buoni , & dalle trifle li trifli nafcono . Ejfendo adunque le Harmonie , <& li Numeri fmili alle
pa filoni dell'animo, come afferma lArifìotele, paterno dire, che lo affuefarfi alle Harmonie, & olii Nume-
rinoli fa altro , che yno affuefarfi ,& dijporfi a diuerfe pafiiom, & diuerf habiti morali ,& cojìumi
dell'animo : Percioche quelli che odono leHarmonie,& li Numeri, fi fintone trammut are fecondo la difipo-
fitione dell'animo , alcuna yolta nell'amore ; alcuna volta nell'ira ; & alcuna yolta nell'audacia ; il che da
altro non auiene ( come ho detto ) che dalla fimiglianza , chefitroua tra le fopradette pafiioni con le harmo
me . Et queflofi yede : conciofia che yno, ilquale haueràpiu yolte ydito yna forte di Harmonia, o di Nu-
merici dilettarà maggior mente, per hauerfigià affuefatto in quella . Douemo però auertire, per maggiore
tntellitenxa di quello , chef è detto ; che il Numero quantunque fi piglia ( come nella Prima parte vedem-
mo) per la moltitudine compofla di più ynità, & per l'^fria ( dirò cèfi ) di alcuna cannone ; come intefe il
Poeta quando diffe ;
Numeros meminijft yerba tenerem; Et in molti altri modi;nondimeno in queflo luogo non è al-
tro , che yna certa mifura di tempo breue, o lungo , nel quale fi forge la proportione , o mifura di due mom-
menti , o più infieme comparati , fecondo yna cambieuole ragione di tempo di efii mouimenti ; & fi forge
ne i piedi del Metro, & del Verfa,chefi compongono di più Numeri, con yn certo ordine, offacio determina-
to.Ma il Metro, et il Verjo è yna certa copofitione, & ordine de piedi, ritrouata per dilettar l'ydito: Ouera-
meme è vrìordwe,& copofitiwe di più yoa, finita co Numero, & modo . Potrei hora dire la differenza,
che fi ntroua tra il Metro, et il Verfo:maper breuità la voglio pafifarenmperoche coloro, che defiderafino di
faperlajeggedo il cap. i .del Terzo lib.della Mufica di iA°oflino,potr(ino d'ogni firn defideno effir fatufatti.
Solamente
Parte. 75-
Solamente fi batterà daauertire , che il Rìthmo è differente dal Metro & dal Verfo in queflo ; che il Metro ,
& il Verfo contengono in fé yn certo fpacio determinato ; & il Rìthmo è più ynitierfale , & ha lifuoifpacij
liberi, & non dei. -minati . Onde è come il Genere, & il Metro, & ti Verfo fono meno -vniuerftlt ; &fono
come la Specie :p. Cloche da quello fi ha la quantità, o la materia ; & da qutfli la qualità. , o la forma . <Al-
ami altii dicono, che 7 Metro & il Verfo è ragione con modulatione ; & il Rithmo modulatone fenza ragio-
ne . Ma queflo fa detto a baflanza intorno a talcofa .
In qual genere di Melodia fiano flati operati li narrati
effetti. Cap. 57.
IT RO V^AN DOSI nella Mufica, come altroue Tederemo , tre forti di Melodia,
l'vna delle quali era detta Diatonica, l'altra chromatica,& la terza Enharmonica , fo-
no flati alcuni, che indimi da yna lorfalfa ragione, bano battuto parere, che gli effetti del-
la Mufica narrati di [opra, non fiano, ne posino effer fiati operati nel primo delli nomina-
ti generi, ma fi bene neìli due yltimi, cioè nelchromatico , ouer nell' Enharmoitico : per-
cioche fé f uff ero ilati operati nel venere Diatonico ,fi yederebbe tali operationi anco ne 1 tempi noiìri ; effen-
dofolamente tal venere ,& non gli altri , efferatato dalli Mufici : conciofia che ogni cagione pofla in atto
non manca mai del fio effetto, quando da alcuno foprauenente accidente nonfia impedito . Onde non fi yeden
do bora tali cofe (come dicono) non yogliono anco, che per ilpaffatofiano fiate operate nel predetto venere ;
ma in yno de Ai altri due nominati . Cofloro yeramente di gran luna a s'ingannano : percioche fuppongono
yna cofafalfii per yera , & pongono due cagioni diuerfe , come fé fujjero fimili . La prima fi dimojlra jalfa
per queda ragione. : conaofia che la Mufica mai ceffa in diuerfi modi, <& in diuerfi tempi, di operare, & di
produrre yanj effetti, fecondo la natura della cagione, & fecondo la natura & difpoftwne del [oggetto, nel
quale opera cotali effetti . La onde yedemo etiandio a 1 noflri tempi, che la Mufica induce in noi yariepafì io-
ni, nel modo che anticamente facetta : imperoche alle molte fi yede, che reatandofi alcuna bella, dotta, & e-
legante Poefa al fono di alcuno finimento, gli afcoltanti fono grandemente commoJli,& incitati a fare dt-
iterf cofe, come ridere, piangere, ouero altre cofefimilt . Et di ciò fi è yeduto la efperienza dalle belle , dotte,
& lego-iadri compofittonidell'<sfrio{lo , che reatandofi (ohm le altre cofe) lapietofa morte di Zerbino , &
il lagrimeuol lamentò della fua ifabella, non meno piangeuano gli afcoltanti niòfii da compafiione , di quello
chefaceua vliffe ydendo cantare Demodoco mufico, et poeta eccellentifimo.Di maniera che fé bene no fi ode,
che la Mufica al di d'boggi operi in diuerfi foggetti, nel modo che già operò in ^Aleffandro; queflo può efjere >
perche le cagioni fono diuerfe , & nonfmili , come prefuppongono costoro : Percioche fé per la Mufica anti-
camente erano operati tali effetti, era anco recitata nel modo, che difopra ho mofìrato,& non nel modo,che
fiyfa alprefente, con yna moltitudine dipartì , & tanti cantori & tìlrumenti , che alle yohe non fi ode al-
tro che ynjlrepito de yocì mefcolate con diuerfi filoni , & yn cantare filza alcun giudióo,& fenza difcret-
tione , con yn difconcio proferir diparole,che non fi ode fé non flrepito ,& romore : onde la Mufica in tal mo-
do effercitata non può fare in noi effetto alcuno , cbefia degno di memoria . Ma quando la Mufica è recitata
congiudicio, & pluf accoda all' yfo degli antichi , cioè ad ynfemplice modo , cantando al fuono della Li-
ra , del Leuto , 0 di altri fimili iftrumenti alcune materie , che habbiano del Comico , ouer del Tragico , &
altre cofe fimilt con lunghe narrationi ; allora fi yedeno lifuoì effetti : Percioche yeramente poffono muouer
poco [ animo quelle canzoni, nelle quali fi racconti con breue parole yna materia breue,comefi cofluma hog-
gidi in alcune canzonette , dette Madrigali ; le quali benché molto dilettino , non hanno però la fopradetta
forza . Et che fa il yero , che la Mufica più diletti yniuerfalmente quando èfempltce, che quando è fatta con
tanto artificio , & cantata con molte parti ; fi può comprender da queflo , che con maggior dilettatone fi ode
cantare alcuno filo al fuono di yn Organo, della Lira , del Leuto, 0 di altri fimili liìrumenti , che non fi ode
molti . Et fé pur molti cantando infume muoueno l'animo ,nonè dubbio , che yniuerfalmente con maggior
piacere fi afcohano quelle canzoni , le cui parole fino da i cantori infume pronunciate , che le dotte compo-
fitwni, nelle quali fi odono le parole interrotte da molte parti . Per la qual cofa , fi yede , che le cagioni fi-
no molto diuerfe degli ejfetti,& differenti fyna dall'altra,^ nonfimili, come cofloro le pongono . Onde non
farebbe marauiglta, quando bene yno deìli narrati effetti alprefente non fi yedeffe . Ma tengo w,& credo cer
to , che quando 1 Mufici moderni fujjero tali, quali erano gli antichi , & la Mufica fi ejjercitajfe , come gii
k 1 fi
7 6
Seconda
fifaceua , che molto più a i noflri tempi fi vdirebbeno gli effetti, che non fono quelli, chef leggono degli an-
tichi : Percioche al prefìtte è maggiore la moltitudine de i Mufci , che già non era . Ma lajciamo hormai
cpueile cofe : percioche fo no quaf manifefle ad ogn'vno, che hàgtuditto,& cerchiamo di ribattere la opinio-
ne loro con viue & efficaci ragioni, mofirandogli il loro errore ; il che facilmente ne verrà fatto, per ~»no in*
conuemente , che ne feguirebbe , oltragli altri , che fono molti ,&è quefo ; Che fé f uff vero quel, che dico-
no,nefeguirebbe,che l' ^Artificiale poteffe più che' l Naturale, quando fufe foprauanzato nel porre in ejfere ta
li effetti : conciof a che' l Genere diatonico è naturale ,& gli altri due fono artificiali , come dalle parole di
Vitruuiofpuo comprendere , le quali dicono ; Che i Generi delle Canzoni fono tre ; il primo è quello , che i
Greci chiamano Harmonia& è modulatone conceputa dill'arte,& lafua canzone ha molta orauità, &
autorità non poca ; llchroma poi confiti! diligenza &fpeffezz$ di moduli hàdilettatiom più joaue ; & il
Diatonico, per efjer naturale, è più facile per la dittaza degli intervalli. Boetio ancora lo nomina più d'ogiì al-
tro duro & naturale; Et dice più naturale : conciofa che ciaf uno di e(ìi generi dalla parte de i filoni & del-
le voci è naturale , ma non dalla parte degli interualli : percioche il rimettergli ,& lo allungargli apparten-
gono all'arte, & non alla natura, come altroue vederemo. Franchino Gaffuro ettandio dice, che'l Chroma-
tico è artificioftmente fatto per ornamento del Diatonico ,&lo Enharmonio è detto perfetto ornamento del
naturale & artificiale Siftema mufco Diatonico & Chromatico ; & dice anco , che'l Tetrachordo diato-
nico è naturale. ^Appare fimtlmente vn altro grande inconueniente : imperoche sforzandof loro di dffende-
re la loro opinione, pongono lo Effetto auantt la Cagione pergrandifimo (pacio di tempo ; il che è cantra ogni
douere : conciofiache orni cagione, ouero è prima dello effetto, ouerfpone infieme con effo lui. Ma verame-*
te lungo tempo dopo tali effetti fucceffero nonfolamente Hi Inuentori,ma l'inuentione etiandio di tali peneri;
& di quello riè teflimomo Plutarco, il quale dice ; che'l Diatonico è d'ogn altro genere antichifimo : percio-
che effendoper auanti ogni cofa diatonica nella Mufca ,gran tempo dipoi fu ntrouato il venere chromatico
(come vederemo ) da Timotheo Milefo Lirico figliuolo di Terfandro, o di Neomifo , ouero di Filopide , co-
me vuole Snida , & Boetio . Di cojìui come ritrouator di cofe nuoue ( com'io credo ~)fa mentione <Ariflotele
nella fua Metaphifica dicendo ; SenonfuffeftatoTimotheononhauerefimo molte Melodwj ne cofluiha- .2-5
uerebbe acquiflato cotali cofe, fé Frinide non fuffe flato auanti di lui. Et fé cofiut fu quello, che oprò co'l mezo
della Mufca in lAleffandro quel tanto marauigliofo effetto, come di fopra hauemo detto ; vifje nella Cente-
fima et undecima Olimpiade , cioè intorno anni 338. auanti l'anno di nofra Salute-.percioche ^Aleff andrò re
gnaua in quei tempi; & pur fi legge, di molti altri effetti marauigliofi oprati per la Mufica,auanti che cofìui
fi nominaffe, come vederemo. Dopo coilui vene Olimpo; fi come di parere di lArifìo/Jeno referi fé Plutarco;
il quale fu il primo, che ritrouaffe il genere Enharmonico , effendoper auanti nella Mufca ogni cofa diatonica,
& chromatica . Ranoneuolmente tali effetti douerebbono efjere fuccefii dopo gli Inuentort,& dopo lai n-
uentione ; acciùche ( fecondo la verttà)le cagioni fuffero prima degli effetti ; mafìiamo a vedere fé vogliamo
1 fcorger la pazzia di cojloro . Ritrouo io nelle htftorie , che Ptthagora , per la cui accortezza la Mufica ope-
ro nelgioume Taurominitano ilfopranarrato effetto, fu nel tempo , che Seruio Tullio regnaua in Roma ; &
ne i tempi di Ciro re di Per fa, intorno l'anno 600. auanti l'auenimento del Figlimi di Dio , nel tempo di Se-
dechia re de Giudei , anni intorno z 6 o. auanti li tempi di ^Aleff andrò . Comepoteuano adunque li due nomi
nati generi operare cofa alcuna , fé per lungo tempo dopo dagli Inuentori fumo ritrouati ì Di più , Homero
poeta famof fimo fcrtf e in verfo Heroico Hi infortuni , & caf diuerfi di Vliffe ; & come da Demodocoftt
prouocato a piangere , & diffe che per il pianto fu conofciuto da ^Alcinoo ; nondimeno Homero fu per anni
^9 o.poco più,opoco meno auanti Pithagora,& auanti che Roma fuffe edificata anni i6o.net quali tem-
pi regnaua Iofafà nella Giudea . Più oltra , Dauid profeta , il quale ifcacciò molte volte il maligno fptrito di
Saul, fu auanti Homero intorno anni 1 o. per quello ch'io ho potuto raccorre nelle bidone; & auanti efjo Ti
motheopiù de anni 700. O gran pazzia di cofloro ; come può efjere, che non effendo la cagione, che pongo-
no , fé non per tanti & tanti anni dopo , nepoffa da lei vfare alcuno effetto ? Veramente je haueffero poilo
infieme la cagione & lo effetto,cotali cofe farebbeno almen dette con qualche ragione : ma perche ( come
Intorniai che fono ) hanno, come molti altri, poffuto errare ; però è dibifogno di hauerliper ifcufati . Se adun-
que col mezo del chromatico, non furono operati quei effetti tanto marauigltofij li quali habbtamo racconta-
ti dtfopra, mtuormeie fumo fatti col mezo dell'Enharmomco : percioche quefo fu ritrouato molto tepo dopo .
Non effendof adunque operati cotalt effetti colmezs di qutili due generi ;fe?uita che fuffero operati col mez$
del
Parte. -yj
del diatonico. Ma poniamo che Timotheo inuentore del genere chromatico non fìa fiatò quello, che [pingefife
^Aleffandro a pigliar le arme, come alcuni potrebbeno dtreffeguedo £ opinione di Suida Greco digniftmo fcrit
tore ; ma fi bene vn'altropiù antico di lui : imperoche quello, come dice Suidaffu -veramente fonatore di Pif-
ferò,&fu chiamato afe da ^4~leffandro,etfupiù antico di quello,chefu fonatore di Lira fi di Cetera; età non
farà che non fi appigliilo alfalfo; effendo che tanto l'yno quanto l 'altro fi troub al tempo di ^Aleffandro. Fac-
ciamo etiandio che le ragioni addutte difopra,fiano di poco valore ; per queflo non confeguirano illoro uolere:
perciochefe lo effeminar l'animo , o autllirlo ; & il farlo diuemr molle , cornee la natura del Chromatico fe-
condo che ferme ogni Greco , & Latino fcrittore , è contrario effetto a farlo diuentare virile & forte ; non
poteua quel Timotheo , qualfifuffe col mezo di queflo genere operare in lAleJfandro vn tale effetto , il quale
certamente fu virile & feroce : ma col mezo del Diatonico , il quale è più d'o^n'altro virile , forte &piùfe-
uero .Tutte quefle cofe ho uoluto difeorrere auanti ch'io incomincia a trattar quelle cofe , che appartengono a
quella Seconda parte ; per moflrar la differenza, chef ritroua tra la Mufica antica & la moderna ; accio-
chefi vego-a quello, che era la cagione principale, di fare operar quei mirabilifiimi effetti, chef leggono , che
ha operato la Mufica ; & non fi attnbuifca alle harmonie ( come fanno alcuni poco accorti )fe non quello ,
che fé le contitene ; & non pari frano quello, eh' io ragionerò intorno li due y Itimi generi, cioè Chromatico &
Enharmontco. Ma in qual modo ili ^Antichi procedeffero nelle loro harmonie, lo vederemo altroue;Onde ri-
tornando hora al nojlro principale intendimento , tncomwcierò a ragionare della origine de i Suoni , £7* delle
Voci : conciofa chetano confderate dal Mufico come primi Elementi della fiua faenza .
Delli Suoni & delle Voci, & in qual modo nafehino . Cap. 1 o.
^A MESTIERI adunque fapere , che fé tutte le cofe fuffero immobili , ne l'vna fi
potè ffe fare verfo l'altra ; 0 l'vna non pot effe mtiouere, offinger l'altra, mancarebbe ne-
ceflanamente il Mouimento ,& mancarebbefioi Suoni j&* le Voci, et per confeguente
ogni Consonanza muficale ,ogm H armonia ,& ogni Melodtaxonciofia che da altro non
nafehino i Suoni & le Voci, che dalla repercufiione violenta dell' iArta,U qualfenza dub
no alcuno non fi può hauerffnza il Mouimento. <AÌla lor generatione adunque (come vuole ^Anflotele^ne-
ceffariamente concorreno tre cofe : primieramente quel che percuote, dipoi ilpercoffo,^ il mezo, nel quale è
nceuuto il Suono. Dico quel che percuote ,& ilpercofjh :percioche dalla percufione fi genera il Suono, effen-
do mafiimamente il Suono ( come lo dichiara Boetio ) repercufiione di aria non fctolta infitto all'vdito ; nella
quale fi ricerca quel che percuote, come agente ; & ilpercoffo , come patiente ;fi come nel mouimento fem-
prefi ricerca quel che muoue, & quel che è moffu. Dopo quefle ui concorre il Mezo , nel quale il Suono è ri-
e
ceuuto,come nelpropio foggetto ; & queflo è l'^Aria : conciofia che acciò fi generi il Suono, fa dibifogno, cfci
quello che percuote tocchi ilpercoffo in tal maniera, che nel toccare faccia la botta-.ma nonfenza mouimento
locale, nel quale l'^fria mezanafi muoue tra quel che percuote , <&> quel che èpercoffo ; & perviene alle no-
Jìre orecchie mouendo l'Vdtto. Onde e vero quel, che dicono 1 Filofofi, che 7 Mouimento locale fempre fifa in
alcun Mezo,& non mai nel Vacuo. E ben vero, che'l Suono può nafeere in molti modi , primieramente qua
do due corpi duri fono percofi tvn con l'altro ;fi come l'Incudine & il Martello ; & queflo conferma iArt-
Jlotele dicendo, che il Suono nafee dalla colhjione , 0 confricatane di due corpi foltdt eS?" duri , li quali rompi-
no fortemente l'aria . Secondariamente nafee , quando vn corpo liquido percuote vn duro & fermo ;fi come
l'aria, che percuota con violenza in alcuno arbore ; ouerper ti contrario , quando vn corpo liquido èpercoffo
da vn duro & fermo ;fi come quando l'aria è percoffa da vna verga . Similmente quando due corpi liquidi
concorreno infume jauer fi incontranoffi come fanno due lAcque correnti : Ouer quando alcuno vento, ouero
altro vapore fpino;e velocemente vna parte di ariafopra vn altra; fi come amene quando fi fianca vii ^Arti-
gliarla, ouero altra cofafimile . Et nonfolamente nafee il Suono in quejh modi ; ma ancora quando fifepara
alcuna parte di vn corpo dall'altra ; come fi fa per la diutfione di alcun Leo-tto,oper [tracciare Velato, Pan-
no, Telia , ouero altre cofe filmili ; ne 1 quali effetti concorre fempre (a violenta repercufiione dell'aria . Et fi
come quando fi getta nell'acqua alcun faffo, fubito fifa in effa vn picctol cerchio ; & tanto fi fa maggiore ,
quanto gli è permeffo dal mouimento : percioche effendo fianco, fi ferma ,ne procede più oltra ; cofi tntrauie
ne dei Suoni nell'aria,& delle Vocnche tanto fi diffondeno 1 circoli fatti in ef]o,& fi fanno maggiori, quan-
to
78 Seconda
to <rli èpermeffo dal mouimento ; & in tal modo feri/ce l'orecchie de i circoflanti . Intraaiene però, che fi co-
me l'Onde che fanno 1 circolt,tanto maggiormente fono debolt,& di minor poff.wxa,quanto più fino lontane
titlla fitta origine, £7* dall'occhio fono min compre fé ; cofi ancora li filoni, 0 yoci tanto più debolmente f enfia-
no l'vdito , qi tanto più fino lontani dal filo principio , grfi rendono all'ydito più, ofiuri -, t& minormente fono
intefi da ejfo ; onde poi fianco il mouimento non più fi odono : Mafie per cafo aueniffi , che alcuna cofafaceffi
oflacolo alle commemorate onde -s 0 circoli fatti nell'acqua ; onero gli impedifce iljarfi maggiori 5 per quanto
dalla natura del mouimento lifujfe conceffo ; ritornano efii circoli fin là decrefcendo , oue hebbero principio ,
& ceffi il mouimento . Queflo ifieffofa l'aria , che fi alcuna coffe te oppone, (libito ritorna al fio principio ,
aoè alla origine del fino mouimento ; & dalla refezione fi fa nelle nojlre orecchie vn nuouo fono , il quale
chiamano Echo . Dal mouimento adunque, come principale fi fa il Suono ; alla cmfimilittidine nafcono anche
le Voci, quantunque diuerfiamente di quel che fanno ifuoni : imperoche alla lor generatione non filo fi mere*
le nominate cofi concorrenti al naficer de 1 filoni : ma di pm fa dibifogno , che vi f ano due iftrumenti naturali
fommamente neceffaru, che fono ti Polmone, & la Cola . il Polmone dico, che quaji come tu Mantice ti-
ri l'^Arta, & la mandi fuori ; <& la Gola, nella quale percuoti l'^fria mandata fuori : Conciofia che effendo
la yocefiiono , & generandofi il fuono ( come ho detto ) dalla repercitjìwne ; è necejfarw , che quando la vo-
ce fi venera, che l'fAna mandata dal Polmone percuota alla Cola , cioè alla canna, che e detta arteria vo-
cale,& per tal percufiionefia generata. Et benché dal Polmone,^ dalla Gola nafchmo molti filoni ; non fi-
no però tutti da nominare Voci ;fi come la Toffe , cjr altro fimiljìrepito : ma quelli follmente , che fono ar>-
ticolati, &fono quelli, chefignifcano alcuna cofa ; dalli quali nafcono 1 Parlari, che fino propij dell'huomo ;
alla generatione de i quali fanno dibifognu tutti quelli idrumeti naturali, dì 10 commemorai nella Prima par-
te ; c>?" queflifono confiderati dal Mufico -.percioche fumo alfuopropofito ; ma non li primi, che non fono at
ti a fare alcuno concento . Horapotemo vedere la differenti, che fi troua tra il Suono,& la Voce : conciofia
che il Suono è quello , che follmente fiiode ,<& è repercufione di ^Aria nonfcwlta ( come ha detto ) che per-
viene fino all' vdtto , & non rapprefinta cofa alcuna allo intelletto ; & la Voce è repercufione di aria re/pi-
rata all'arteria vacale, chef manda fuori con qualche figinficatione; (affando da vn canto il Latrar de cani,
& altre cofe fitmdi, che non fanno qui alpropofito . Onde paterno dtre,che il Suono fa come il Genere, & la
Voce come la Specie : imperoche ogni voce è fuono, ma non per il contrario .
Da che nafcono i fuoni graui, & da che gli acuti . Cap. 1 iì
•
,AL Mouimento adunque {come di fiopra hauemo veduto) nafcono i Suoni & le Voci r
ma perche delli mouimenti alcuni fono equali, & alcuni mequali ; & di quefli alcuni fi-
no tardi & rari;& alcuni veloci &fpeft ; però è da fapere,che dalli primi nafcono ifuo
nigraui & dalli fecondi gli acuti ; <& queflo è manifedo alfenfio : percioche fi noìpiglta-
remo vno Iflrumento muficale , nel quale fano te fé molte chorde , & percuoteremo in-
fame equamente alcune di effe, di modo che la perenzione fatta all'vna,non fa piti forte di quella fatta all'ai
tra ; ritrouaremo nelle chorde, che danno li fuoni più graui , li moutmenti più tardi &pturari , &piu lun-
gamente durare il lor fono ; & nelle più acute i mouimenti più veloci <&ffefii , & li fuoni pmprefìo man-
care : Conciofia che le chorde più [affi debolmente percuotono l'aria , &ptù dura il fuono , che nafee da kr
ró ; & queflo è per la tardità de i mouimenti : Ma quelle che fono più tirate, percuoterne <Aria gagliarda-
mente,& con prejìezsca ; & è men durabile il fuono, che da effe procede : percioche per la velocità detti mu>
uimenti ceffa tanto più prefio, £?* arma alfine . Ogni giorno vedemoper ejferien-za , che la chordapiu tefit
rende il fuono più acuto ; & fé la tiriamo più di quello che è tirata, ritrouiamo in effa mouimenti più velo-
ci, & il fuono fatto più acuto di quel che era di prima ; Effe la ralentiamo, ttfuoi mouimenti fono pm tardi ,
& il fuono produtto da leipiùgraue : conciofia che il mouimento quanto più è tardo, tanto più è vicino al fino
fine, cioè alfermarfi ; £J7* il fuono quanto èpiugraue , tanto è più vicino alla taciturnità. Si debbeperò inten-
der di quella tardità, chef ritratta nel fine de 1 mouimenti violenti : percioche tali mouimenti fono per loro na
tura gagliardi nel principio & veloci, nel fine poi fino deboli & tardi : effendo che a poco a poco vano per-
dendo la fua velocità . Et quella tardità fi ritroua nella chorda , quando è vicina alfermarfi : conciofia die
allora è più debole,&ptù Uffa . La onde il mouimento di qualunque chorda percoffa nel principio è veloce ,
Parte. 79
CÌr rende molto fuono : ma a poco a, poco debilttandofi ilmouimento lo ya perdendo. Nafeono etiandio li fio-
tti grani delie chorde graffe ; & dalle fittili gli acuti : percioche il fuono acuto non tanto nafce dalla -veloci-
tà del mouimento , quanto dalla fottigliezga della chorda , che èpiùpenetratiua nell'^iria . Ne ci douemo
imaginare , che qualunque Tolta yntt chorda fia percoffa , che ella generi folamente ~vn fuono, anzi bifognx
tffer certi , che ifuoni,& le perenzioni fi ano molte ; & che tante volte quante da quella l'aria è percoffa,
che renda tanti fioni differenti, fecodo la veloeità,o tardità delli mouimenti fatti in effa chorda ; & che per-
cuoti l'aria, fino a tanto che tal chorda tremi . E ben vero , che le differenze de i fuoni graui & acuti , nati
dalla chorda non fono vdibili ; il che può auenire non fola dalle percufiioni, che fino -veloci , & in tal manie-
ra congiunte, che paiono a noi vnafila : ma etiandio per li mimmi interuxlli,che fi ritrouano da vn fuono al-
l'altro, de i quali l'vdito non è capace, fi per lafua picolez^a, come anco perche fino molto congiunti : Onde
l'vdito refla ingannato nella cofa y delle , quaft aìl'ifleffo modo , che fa il vedere nella cofa vtfibile ; concio-
fu chi fé alcuno pigliarà in mano vn tizzone accefo, csr girerà quello velocemente a torno ; parerà che nel-
l'aria fia vn cerchio di fuoco ; nondimeno fecondo laventà non farà cofi ; percioche dalla velocità del Mo-
uimento vnito,& dalli forma di tal figura, la quale no ha angoli, l'occhio rejlerà ingannato. Effendo adun-
que li Suoni grani fatti dalli mouimenti tardi & rari ; &gli acuti dalli veloci & jpefìi ; potemo dire , che
dalla aggiuntione de i mouimenti fi f acino i fuoni de graui acuti : & per ti contrario , dalla diminutione , de
acuti graui . Di modo che efjendo fatti li fuoni acuti dalla maggior parte de t mouimenti , & li graui dalla
minore;da tal differenza , che confifìe in vna certa pluralità, è neceffario che cadinofotto'l numero ; & che
comparato il mag gior numero loro al minore , fi ritroui quella comparatane , & proportione tra loro ,che
fi ritroua tra i Numeri fimplict nella quantità difireta . Et fi come tali mouimenti comparati fecondo 7 Nu-
mero, parte fono tra loro equali , & parte tnequali; cofi ancora li Suoni fono tra loro parte equali ' , & parte
dijìanti l'vno dall'altroper la ìnequalità . Onde in quelli, che non fono difcordanti per alcuna inequalità,non
fi puh trouare alcuna Confonanza,ne meno tlfuo oppofito,che è la Diffonanza : conciofia che la Confinanza
è concordanza de più fuoni tra loro differenti & inequali , reduta in vno ; & la Diffonanza ( come altroue
Tederemo ) miflura di fuono grane & acuto , che offende l'vdito . ^Adunque fi come dalle quantità , che fi-
no tra loro ineqnali , l'vna comparata all'altra ( nel modo che nella Prima parte vedemmo ) nafeono cin-
que generi di proportione , detti di maggiore inequalità, delli quali le lorffecie fono infinite ; cofi ancora dal-
la comparatone de i filoni tra loro inequali, nafeono cinque generi, & infinite ffiecie . Et benché i Suoni fi ri-
trouino in atto nell'^A~ria,come nel fio propio fogg etto, et aie di loroper via delfiggetto non nepofiiamo ha
uere alcuna cognitione , o ragione determinata : perche lifuoi termini fino incogniti a noi ; tuttauia in quan-
to nafeono da i Corpi Sonori,che fono quantità commenfur abili, &fi ritrouano in loro in potenza; dalla mi-
fura loro ne hauemo perfetta cognitione -.percioche lifuoi termini fono cono fiuti: effendo che dalla diuifione
delle chorde ( come nella Prima parte ho detto) noi cattiamo le ragioni de t fuoni graui, & degli acuti, & le
lor differenze , & queflo fecondo 7 Numero delle parti, che le mtfurano i dal qu.il Numero venimo ad effer
certi della quantità de i Suoni ; & non pur di efìi , ma delle Voci ancora , le quali fenza dubbio fono Suo-
ni ; applicando però efii Suoni , che nafeono da i corpi Sonori alle Voci , le quali fino produtte da li corpi
Immani .
Quel che fia Confonanza, Diffonanza, Harmonia,& Me-
lodia . Cap. 1 2.
■j€L L I Mouimenti tardi,& veloci,adunque,infiemeproportionati nafce la Confinan-
za, confederata principalmente dal Mufico, la qual dichiarando da nuouo dico , che ella è
mifìura di fuono grane, et acuto, che peruiene alle noflre orecchie foauemente, et vmforme
mente ; & hàpoffan^a di mutami fenfo : Onero è (fecondo che la definfie ^fnflotele)
ragion de numeri nell' acuto, & nelgraue . Dalle quali definitiom potemo comprendere ,
che la Confonanxa nafce, quando due fuoni, che fono tra lor differenti fenza alcun fuono mezano,fi congiun
gono concordeuolmente in vn corpo ; & è contenuta da vna fola proportione . Maperche di due oppofm ri-
trouandofi l'vno in effere , è neceffitrio , chef ritroui anco l'altro , & fi habbia di loro vna tfìeffa faenza ;
pero
80 Seconda
però efftndà la Diffonaza contraria alla Confionanza, non farà difficile faper quello, che ella fa: Imperoche è
mtjìura di fiotto grane, & di acuto, la quale aspramente penitene alle no/Ire orecchie . Et nafce in tal m'ame-
rà , che mentre talifuom non fi yogliono ymre Firn con l'altro , per la difproportione, chef ritroua tra loro ;
&fi sformano di rejìare nella fua integrità ; ojfendendof lyn l'altro porgono amaro fuono alt ydito . Nefo-
lamentefi ritrattano due fuoni tra loro dittanti per il grane &■ per l'acuto, che consuonino : ma tali fuoni an
co fi odono molte fate tramenati da altri fuoni , che rendeno fonie concento, come e mamfefto; & fino con-
tenuti da più proportioni ; pero ti Mufici chiamano tal compofitione Har monta . Onde fi de alterare , che
l'H armonia fi ritroua di due forti , l'vna delle quali chiamaremo Propia , & l'altra Non propia . La
Propia è quella, che defcriue Lattantio Firmiano , in quello dell' Opera di Dio dicendo ; I Mufia nominano
propiamente H armonia il concento di chorde , odinoci confinanti nellt lor modi, fenza off e fa alcuna delle
crecchie ; intendendo per quefìa il concento , che nafce dalle modulationi , che fanno le parti di ciafcuna can-
tilena , perfino a tanto che fiano peruenute alfine . H armonia propia adunque è mittura di fuoni grani , &
di acuti, tramenati, o non tramenati, la qual percuote foatie mente ilfenfo ; & nafce dalle parti di ciafcuna
cantilena, per il proceder che fatino accordando^ infume fino atanto , che fatto pertienute al fine ; & ha
poffanza di difpor l'animo a dtuerfe pafiioni . Et quetta Harmonta non folamente nafce dalle coiifònanze ;
ma dalle affittanze ancora :percioche i buoni Mufici pongono ogniftudto di fare, che nelle Harmome le dtfi
fonale accordino,» che co maramgliofio effetto confuonino;Di maniera che noi lapotemo confiderare in due
modi, cioè Perfetta,^ Imperfetta : La Perfetta, quando fi ritrouano molte parti in yna cantilena , che ya-
dino cantando infieme , dimodoché le parti eflreme fatto tramenate dall'altre ; & la Imperfetta,quan-
do folamente due parti yanno cantando infume , fetida efifier tramenate da alcun altra parte . La Non pro-
pia è quella,che ho dichiarato difopraja quale più pretto fi può chiamare Harmoniofa cofonanza, che Har
monia : conciofia che non contiene in fé alcuna modulatwne ; ancora che habbiagli efìremi tramenati da al-
tri fuoni; & non ha poffanza alcuna di diffiof l'animo x dumfie pafiioni, come l'H armonia detta Propia, la
quale di molte Har munte Non propiefi compone . Et fé ben pare, che l' Harmonta Propia non habbia da fé
tal forza, tuttauia l'acquifla col me%o del Numero, 0- dell' Oratione, cioè dei Parlare , o delle Parole , che
(e le accompagnano;le quali tanto ptù,o metto commoueno, quanto più ometto fono accommodate al Rithmo,
meramente al Metro con proportwne . La onde poi da tutte qttejìe tre cofe aggiunte infume, cioè dall' Har-
monta propia, dal Rithmo, & dall' Oratione, nafce ( come yttol Platone) la Melodia .
Diuifione delle Voci . Cap. ij.
T BENCHÉ la Confinanza, la Dijjonanza, & ÌHarmoniapofiino nafeere non fi
lo dalle yoci, ma anche dalli filoni ; nondimeno la Melodia, nella quale entra la Oratione
non può nafeere fé non dalle mei . Però ogni yoce quantunque fa articolata, non è atta al
la fua getter 'ottone : concwfia che non fono le yoci tutte di yna fpecie : Onde è dibtfiogno fa,
pere, che le yoci immane {come pone Boetw)fi diuidono in tre parti, delle quali alcune fo-
no dette Cantinoue, alcune Difcrete, o Togliamo dire Sofpefi con internatio ; & alcune fono , che participana
della natura di ciafcuna delle nominate. Le Continoue ,dai Greci fono dette avviyù <$moì , & fono
quelle , che yfiamo ne t domeflici, & famigliari ragionamenti , con le quali, fenza mutar fuono, leggemo la
Profia, ouero il Verfo . Le Difcrete, che i Greci chiamano httsnptLT.nigì <paial sfotto quelle , con le quali citia-
mo ogni fòrte di cantilena, ordinata per interttalli Muficalt proportionati, chef ritrouano nelle modulationi;
Et quette folamente fono quelle, che fanno al noftro propofito : Imperoche da loro hanno l'effere orni moduli-
none, dalla quale naficono tutte le fini di Harmonta . Da quefle due forti fino differenti quelle , che ag giun-
ge albino ; come nel cap. il. del primo libro della Mufica moflra Boetto ; le quali participano della na-
tura delle due nominate : concwfia che fino quelle , con le quali leggemo ogni forte di Poefta , non come la
Pro fa fenza matafione di fuono ; ne anco didimamente con mterualli determinati , come fi yfit nelle canti-
lene; ma ad yn certo modo, che piace più a noi ; ofjeruando quelli accenti , che fi danno alle parole fecon-
do che ru htede la materia contenute in effa . Et benché le Voci cotinoue pò fino effere infinite ; concwfia che'l
parlare , & il leggere fi pofja continuare per lungo tempo , fenza alcun termine ; & che le Difcrete non
habbiano alcun termine prefentto, di afeendere all'acuto, o di deficendere al grane ; tuttauia la natura da fine
alluna
Parte .
81
aU'yiia,& all'altra : Perche il Spirito Inumano col tempo tnfieme termina le continone; concedendo a ciafcu-
>w di parlare, & fimilmente di leggere guanto gli è permeffo dalla flanatura, et daltempo;et la Natura de
gli huomini dà fine alle difirete;imperoche l'huomo naturalmente tanto afiende,o difcende con la yoce,quato
può patire lafua natura.^f quelle poi,che participano della natura delle due prime;l 'una,& l'altra delle nomi
nate cofe dà fine . Sono adunque le Di/crete quelle , le quali fono atte alle modulationi , alle harmonie, & alle
melodie, delle quali (laffando le altre come a noi poco ytdi )farà il nativo ragionamento .
Quel che da Canto , & Modulai ione ; & in quanti modi fi può
cantare. Gap. 1 4.
E V OC I difcrete, ofifpefe con interinilo adunque fino quelle, che font) principalmente
confiderate dal Mufico ; dipoi li Suoni applicati ad effe rpercioche da quefìi, & da quelle
fen^a differenza alcuna fi forma ugni noilra Cantilena . Quefla ognuno la chiama Can-
toni Cantarelli quale è modulinone , che nafie principalmente dalla -voce humana . Di-
co principalmenteipercioche fi piglia anco il Canto per l'harmonia,che nafce dal Suono de
irli idrumenti artificiali ; <& ettandio per il Cauto di qualunque animale , come fi può yedere del canto de i
Cigni , de i quali parlando Virgdio dtjfe ;
Vt reduces Ali ludunt firidentibiw ttlis,
Et coztn cmxère polu, Cantwq; dedère : Et queflo yltimo modo non fa al nojlro propofito,ma li due
j)riii;i:percioche mtfìifi comprende ogni Harmoma,& ogni Melodia. Ma la Modulatione è yn mouimento
fatto da ynfuono all'altro per diuerfi mterualli, ilqualefi ntroua in ogni forte di Harmoma, & di Melodia;
& la yfiamo in due moduprima quando fi mouemo da ynfuono all' altro finz-a yariatione di tempo, con di-
uerfi interinili, no facendo alcuna Propia harmoma, procedmdo equalmente da yno interuallo all'altro per il
inedefuno tepo;comefi fa ne i Canti fermi; Et quefla è detta Modulatone impropiamente-.perche contiene fi-
lamene yn proceder femplice ,finxa alcuna confili an%a;d al quale effetto fi yede,che tal modulatione ha ra-
gion de imperfettione-.effindo che manca afefleffii del debito fine . Ma l'altro modo è detta propiamente, qua
do per dfuo mexo peruemmo all'yfo dell'Harmonia,<& della Melodia,come alfuo propio fine ;fi come face-
ma nel Canto figurato; nel quale cantiamo non filo con fimplici fuoni,& fempltci eleuationi,<& abboffiamoti
de yoci, ma fi muouemo anco da uno interuallo all'altro con yeloa,& tardi mouimenii, feconda il tempo mo
Jìrato nelle fue figure cantabili . Onde toccando allora yarie confinanze , dal nojlro cantare è formata ogni
fòrte di hormoma,& di melodia, la quale non può nafcerefe non con l'aiuto delle confinante ; ancor aclnpofi-
fiamo hauer la modulatione fenxa l'harmonia propia,et fenxa alcuna confinanxa, et fenxa la melodia. Po-
temo nondimeno hauer la modulatone in tre modi ; prima quando noi cantiamo nominatamente ciafcuna,
chorda , ofùono col nome di yna di quejìefeifillabe , Vt , Re, Mi , Fa, Sol, La , fecondo il modo ritrouato
da Guidone ^Aretino , carne yederemo alfuo luogo ; il qual modo li Pr attici chiamano Solfixare , & non fi
può far fi non con la yoce . Dipoi quando noi prof erimo fidamente il f nono, 0 la yoce, & gli interualli defirit-
ti, come fanno gli ifìrumenti artificiali . Ma l 'yltimo modo è, quando noi applichiamo le parole alle figure
cantabili , il quale è propio del Cantore :percioche da quefla maniera di cantare nafie la Melodia come ha-
uemo yeduto .
Quel che fia Interuallo, & delle Tue fpecie. Cap. i^.
LCV NE cofe fino nella Mufica, che fi chiamano Elementi, delle quali alcune fi attri-
buifiono alla Natura,et alcune ali arte. Quelle che fi attribuifiono alla natura fono l'^Acu
to,ilGraue,& lo Interuallo -.percioche è necefjarw (yfando le parole di Cicerone) che li
fimi eflremifùoninograuemente dall'yna parte, & dall'altra acutamente: Onde e mam-
~.- -_-^__j fi(lo,chel'^4cuto,et ilGraue fonagli ejlremi dello Interuallo.Le cofe che fi attribuifiono
all'arte fino la Efìenfwne di alcuna chorda ; tifarla graue, ouero acuta ; la Confonanxa ; il Concento ; &
ogmproportionata Copofitione ;fiapoi nelle yoci,ouer ne ifuom,che no fa cafo;le quali cofe tutte cafeano mila
confideratione del Speculatiuo. E ben yero, che fono alcune altre cofe,chefolamete appartengono al Pratico;
l & quefle
82 Seconda
& quefefino il Sonare, il Cantare , & il Comporre : perche nafiono dallo effercitio, & dal lunga vfi . Ma,
gli altri acctdenti,chefòno molti,, & che cafcano nelle compofitiom ,& nelle cantilene, fono non folamente in
cofidei-atione del Prattico;ma etiandio del Speculatiuo.Lo Interuallo aditque,il anale fi atmbmfce alla natu-
raci chiama in due mudi, come vuole ^injlide Quintiliano, cioè Commune,et Propio. Si dice Commune;coii
ciofia che ogni grandezza terminata da certi fm,è detta Interuallo; confderado però ilj]iatio,chefi ritrotta
tra l'uno & l'.dtro ejìremo; & di queflo non intendo io parlare:percioche è molto lontano dalla mar a confi-
deratione . Si chiama Propio : perche la diflanza , che è dal fuono errane all'acuto , è detta Interuallo ; &
queflo è confiderato dal Muftco ; & fi ritroua di Dodici fòrti , cioè Maggiore , Minore , <&■ Equale ; com-
parandone fempre due infume; Confonante , Dijfonante , Semplice , Comporlo , Diatonico , Chromatico,
Enharmonico, Rationale,& Irratwnale . Maggiore,come quello della Diapafon, rifletto a quello della Dia-
pente, Minore, come quello della Diateffitron,rif petto a quello della Diapente, ouer della Diapafon; Equale,
come è quel di una Diatejftron, capar ato a quello di un'altra ; Cy* queflo dico rijf etto allaproportione di nu-
mero a numero, & non altramente.Confonantefi dice quello della Diapafon, quello della Diapete, quello del-
la Diateffaron, &gli alni tutti, che hanno le forme loro tra le parti del Numero fenario . Diffonante,come
quello del Tuono, & tutti quelli, che fono minori di lui. Semplice, fi chiama quello, che non è tramenato da
un' altro fuono, il quale i Greci chiamano i\ió.<;nn.a. : conciofia che li fuoi eflremifio-ueno l'un l' altro fenxa al-
cun mezo. Compoflofi dice quello, che da altri f ioni è trame%ato detto da i Greci sw»//*. Diatonico è quello
del Tuono maggiore . Chromatico quello del Semituono minore.et Enharmonico quello del Diefis,come uede
remo . Lo Rationalepoifi chiama quello, chef può dejcriuer con numeri, fi comel'Interuallo della Diapen-
te , chef eircofertue con queftì due termini 3 . & i.&lo Irratwnale quello , che per modo alcuno non fi
può definuere , come nella Primaparte io moflrai, quando fi ragionò intorno le Proportioni. Tutte quejìe co-
fe fono confderate dalMufco , come più altra ragionando potremo uedere -.percioche alla cogmtione del-
l'\Arte, & della Scienza fono molto neceffarie .
- Quel che lìa Genere , & di tre Generi di Melodia,o Cantilena appretto gli
antichi, & delle fliefpecie. Cap. i 6.
T quantunque fi poffa dire, che'l Genere fa quello, che habhia fitto di fi molte fpecie;non
dimeno il Mufico -vuole anco, che fa la diuifone delTetrachordo, che dimojlra molte for
me differenti, & dà vn certo modo di H armonia, o Melodia vniuerfale . Onde Tolomeo
nel cap. il. del Primo libro della Mufca dice , che'l Genere nell'harmonia non è altro,
che ima certa habitudine , o conuemenza de [noni , i quali tra loro compongono la Dia-
teli aron. Ma ilTetrachordo è vn ordine di fiorii contenuto tra quattro chorde , le cui eflreme fi ritrouano
tvna difì.wte dall'altra in Sesquiterza proporttone. Et è detto Tetrachordo da Tirpd; parola greca , che vuol
dir Quattro : & da y°?S»> chefigmfica chorda , cioè Di quattrochorde .' Però è da notare, che appresogli
antichi mufici tre furono i generi della Melodia , o Cantilena ; de i quali il primo chiamarono Diatonico, il
fecondo chromatico , e£* il terzo Enharmonico ; & furono nominati Generi -.perche dalle vane diuifoni ,
che fecero molti del Tetrachordo , nacquero diuerfifpecte di modulatiom, ciafeuna delle quali fu ridutta dipoi
fitto vnodellt nominati tre capi , fecondo che più fi accoflauano ,&riteneuano maggiormente la forma
delle più antiche fpecie ì Laffarò hara di por le vane diuifiom fatte da lAnftoffino , tra le quali fi troua due
fpecie del Diatonico, l'vna delle quali nominò Molle,& l'altra Incitato ; &fimilmente tre fpecie del chro-
matico , cioè Molle, Sesquialtero, & Tomeo ; & vna fpecie dell' Enharmonico . Similmente lafferò da vn
canto le dimfiom di ^Archita , quelle di Didimo , & quelle di Eratoflhene ; le quali per effer fiate riprouate
con molte ragioni da Tolomeo, come appar nel ca. i % .et 1 3 . del Primo lib.et nel 1 3 .f t 1 q.del Secondo della
Mi fica ifmilmente nel cap. 1 5 . 1 6. & 1 7. del lib. 5 . di Boetio , non fanno alnoflropropofto ; & porrò
folamente quelle diuifoni, che fece Tolomeo, come quelle, che dalla maggior parte de 1 Mufici fono fiate ac-
cettate per migliori : perche fono più rationali, <& più confinanti all'Vdito ; delle quali hauendo prima mo-
flrato le forme contenute in diuerfi Tetrachordi , aggiungendo ad effe le prime fpecie de 1 nominati generi
pojle in vfo dai più antichi, moflrerò dipoi l 'ordine di ciafeuna, contenuto nel Siflema mafiimo ,dtmfo in
cinque Tetrachordi; & infieme verrò amojìrarle diuifoni del Monochordo per ciafeuna fpecie;per le
quali Ci potrà vedere tvtde , che pcteuano hauer gli ^Antichi da ciafeuna , quando haueffèro voluto e fi
fercitar
Parte
8?
fercìtar l'Harmoni t in quella perfettione , che faciamo a! premute . Veleremo eti.tndw l'utile , che fi
putrii cattar da ciafcunafpeàe , acciò nepoffa (emire all'vfo moderilo il egioche eleggendo (putidi interuaìli,
che faranno al noilro probofito , moflrarò la compnfitione di vno iftrìimento , nel apule faranno accommo-
date le [ne chorde , & il [no tararne in tal maniera, che facilmente , & diflintamente fi potranno Conofce-
re le chorde di eia fettn genere , feparate da quelle di vn altro ; &fi potranno porre in vjo con facilità 'optando
torneranno commode! Incomìnciarò adunque dal primo genere , del quale fono cinque le fitte fpecie , come fi
potrà comprendere dalle varie diuifwm di cinque Tetrachordi , come dimoflra Tolomeo ; cioè ilDiatono dia
tonico, & è la prima fpecie , che poneuano anco gli antichi Pithagorici ; il Molle, il Sintono , onero Incita-
to , il Toniaco, & lo Equale . il D:atono era quello , cheprocedeua netti fimi Tetrachordi per l'mterudlo di
Tn minor Sermtuono , contenuto dallupropartione fuper i 3 . partiente 143. chiamato da i Greci imvtoyà. ;
ancoraché (come moflra Boetio) ognijpaao di Semituono chìamaffero h^nfut, ouer Mitrisi & per due inter-
valli di Sefquwtt aita proportione, 1 quali nommaronoTuoni. Similmente procedeuano votali Tetracordi
dal! acuto al grane per d contrario , difeendendo per ifyacij , onero interuaìli nominati , cioè per yn Tuono,
-r 1 j r> ■ r> ■ - & fi(T "»rì altro, & ber yn Semituono minore; co-
Tetrachordo Diatonico Diatono . ' .r , 'z t <\ • „. . ■
me qui fi yede. Era chiamato Diatono diatonico,
6144. Hypatemefon. dal proceder che fa per li nominati due Tuoni :&
Tuono . fu molto fauonto dagli antichi Filofofi ; mafìima-
6 9 1 2. Lychanos hypaton . mente da Platone, & da <sfriJlotele : conciofia che
Tuono . lo yidero più d'ogn altro naturale, & molto confor
7 7 7 6. Parhypate hypaton. me atta compofitione del Mondo. MailDiatom-
Semititono minore . co molle è quello , ilcui Tetrachorào procedeua dal
8 i,j a. Hypate hypaton. graue all'acuto per y>io interuallo di Sesquiuente fi-
ma proportione, per vno di Sesquinona, &per uno
di Sesmifettima; &fimilmtnte dall'acuto al graue procedeua al contrario per gli iflefii interualli ; come nel
[ottopofìo eff empio fi può vedere . il Sintono, one-
ro Incitato,che lo vogliamo dire, era quello, del qua-
le il fiio Tetrachordo procedeua dal graue uerfo l'a-
cuto per vno interuallo , contenuto tra la fua prima
chorda graue, & la feconda, dalla Sesquiquint adect-
ma proportione ; & per vno di Sefquwttaua ,poflo
tra la feconda & la terza , & per vno contenuto
dalla Sesquinona, pofìo tra la terza & la quarta
chorda acuta : Et per d contrario difeendendo dall'a-
cuto al graue, procededo per gli islefiiinteruallt;come
fi vede . Et queslo e quello , che vfano i Moderni
nelle loro Harmonie: conciofia che i termini delle fue
proportiomfono collocati tra 1 Numeri Sonori , come
nelcap. i 5. della Prima parte fi può vedere. lÌTo-
niaco è quello , le cui chorde fono in tal modo tefe per
ogni fino Tetrachordo , che la prima graue , & la fe-
conda, fanno vno interuallo di Sesqmuentefimafetti-
4 5 . Parhypate hypaton . ma proportione ; quefìa &> la terza vno di Se>qmfet
. . . . tima;& la terza, conia eflremaacuta,vnodiSef-
Sesquiauintadecima. r . J . 1 j j iv
' ' quiottaua; & cofi perii contrario procedendo clall a-
4 8 . Hypate hypaton . afgraue,perglt iftgfii mterualli ; come più oltrafi uè
àeTLo Equale è quello , il cui Tetrachordo procede
dal graue all'acuto per yn'o interuallo, contenuto dalla Sesquiundecima proportione ; & per vno contenuto
dalla Sesquidecima ; &» per vn altro a «tenuto dalla Sesquinona ; Et cofi per il contrario procedendo dall'a-
cuto algraueper gli iflefii mteruallucome più dijottofi vede.Et credo,che quejìofuffe chiamato da Tolomeo
Equale :percioche ha le differenze detti fuoi termini equali , che fenza dubbio alcuno dinotano , che tali prò-
l z portioni
6 3 . Hypate mefon.
Sesquifettima.
7 2. Lychanos hypaton .
Sesquinona .
8 o. Parhypate hypaton .
Sesquiuentefima .
84. Hypate hypaton.
3 6. Hypatemefon.
Sesquinona.
4 o Lychanos hypaton .
Sesquiottaua .
*?
i z 4. Hypate hjp'dtón.
9. Hypate mefon .
Sesquinona .
1 o. Lychanos hypaton .
Sesquidecima .
1 1. Parhypatehypaton.
Sesquiundecima .
1 1. Hypate hypaton.
Seconda
1 6 8. Hypate mefon . P0rti°"' f°"° wdime « progrefienc aritmetica .
Sì vsò anticamente quello genere più di ogn 'altro ;
Sejqutottaiia . maf imamente nella [tu Prima fteae ; come. fi può
189. Lychanos hypaton . "vedere ne 1 fermi di molti andar. ; ey- hora più che
Sesquifettima . **jfi yfA "elL Ter^ ' a,!C°™ <hcfi *f* «■ modi
d'ljerentuUquelli,chegli^futichivfauano;&co
»if Parhypatehypaton. tifi delle confinante imperfette; come altroueue-
Sesquiuentefimafettima. deremo.T olomeo comparò quefìo genere a due altri
generi dmerfi, cioè al Tipologico & al Politico fer
la fimiglianza, & coimenienza dell'ordine , della
maejlà, & della fua eccellenza , molto conforme a
quelli due -.Percìoche, fi come è cofapiù houeflail
preporre le cofe publiche alle prtuate, & le cofe Me
taphtficalt, 0 Theologice alle naturali, & alle ma-
thematiche : concwfia che per te prime fi reggano,
& conferanno le feconde , nefenza effe hauerebbe-
110 l'effere ; cofè cofiigii<fldJ& hone&a, che fi pr e
ponga que fio genere agli altri due, come più nobile
<& pw. eccellente ; hauendo da lui l'effere gli altri :
ejjendo cheti Diatonico vtrtitalmete cottene il chro
matico ty l'Enharmonico , £7* alfine li produce in
atto; ma non per il contrario . Fu -veramente copi
giufla,cheT olomeo defili ogni preminenza a quefio genere , poi che come generante fenza dubbio è molto
più nobile del generato : Onde mi muoueno a ridere alcuni , i quali fenza ajfegnar ragione , ne autorità alcu-
na dicono , che quefìo genere ft vfaua anticamente nelle Fife publiche all'yjo delle orecchie volo-ari ; & che
gli altri due erano pojìt in Tifò tra li priuatt Signori : Mapenfo , che coloro non habbiano mai veduto Tolo-
meo,&fepur l'hanno veduto , non l hanno tntefo . Io non mi ejìenderò hora a dimostrare in qual modofuf-
fe vfato : percìoche io credo, che quello ch'io ho detto nelcap.^.potrà bastare a dimojìrare ,che era vfato ma
gmpcamente,& con molta eccellenza daj.periti Mufici antichi : ma verro al fecondo 'renere detto chroma
tico, del quale lefpecie erano tre, cioè l'antica,& le due dt Tolomeo ; l'ima delle quali chiamò Molle, gr l'ul-
tra Incitato . il Chromatico antico era quello, che nella fua modulatone in orni Tetrachordo procedeua dal
oraue all'acuto per vno into-uallo di Sem/tuono minore , contenuto dalla mostrata proportione della prima
fpecie Diatonica ; & per vn altro Semituono alquanto maggior di questo, di proportione Super 5 . partìen-
te 7 6; & vno interuallo , che conteneua tre Semituom , detto da Boetio Trihemituono incompofìo : per-
che in tal genere da muri 'altra chordapoteua effer tramezato ; & ent contenuto dalla proportione Super 5 .
partiente 1 ó.come qui fono fi può vedere, il Molle era quelloje cui chorde erano ordinate in tal modo, che
la prima grauifiima,& la feconda, conteneuano la pro-
pontone Sesquiuentefimafettima ; Quefìa con la terza
la Sesquiquartadecima ; & la terza con l'vlttma acuta
la Seìqùiquinta ; & quefìo era vno interuallo confinan-
te , come ne dimofìra ti termini della fua proportione , i
quali radicalmente fi ritrouano collocati tra 6.<(y 5 . nel
le parti del Numero Senario ,come nelcap. 1 5. della
Prima parte fi può vedere ; & tornerà atiiofìro propofi
to, nella compofitione dell'ordine Chromatico nellTflru-
mento promeffo ; & farà il Trihemituono confonante :
Tale Tetrachordo procedeua dall'acuto algraue al contrario, per gli iflefli intervalli, come fi vede nella fòt-
topoilafiTiira . L'incitato era quello , le cui chorde erano ordinate in tal maniera , che nelltfuoi Tetrachor-
dt la prima & oramfitma chorda era dijìante dalla feconda per vita Sefquiuentefimapnma proportione;
Quesla era lontana dalla terza per ima Sesquìundecima ; & la terza dalla quarta per vnaSesquifefta ;
Tetrachordo Chromatico .
6 1 4 4. Hypate mefon.
Trihemituono .
7 2 9 6. Lychanos hypaton.
Semituono .
7776. Parhypatehypaton.
Semituono minore
8191. Hypate hypaton .
come
i o 5 . Hypate mefin.
Sesquiquinta .
i i 6 . Lychanos hypaton .
Sesquiquartadecima.
135. Parhypate hypaton.
Sesquiuentefimafettima.
140. Hypate mefin .
6 6. Hypate mefiti.
Sefquifiejla .
7 7. Lychanos hypaton .
Scsquiundecima .
8 4. Parhypate hypaton .
Sesquiuentefimaprima .
8 8. Hypaton hypaton.
Parte . 8 j
come neUafecoda figura pofla qui da aito fi co
prende. Queflo genere ;come fcrmono molti,no
durò molto tepo appreffogli antichi : conciofia
che lo rifiutorno (come narra Macrobio ) per-
che effiminauagli animi j& li rendeua molli .
Tolomeo l'afiimiglia al Genere mathematica,
& allo Economico ,per la community che ha,
conili altri generi eilremi ; conciofia che alle
-volte il mathematica fi accompagna col na-
turale,^ col fopr Anaturale; cSt* lo Economico
participa col morale per yna certa ragione di
cofa prillata, o particolare ,pofla nell'ordine in
ferwre ; & col politico per ragion di imperio :
peraoche re<r?e,&gouerna yna famiglia pri-
uata . Queflo (come yuol Boetio) è detto Chro
matko , qua fi Colorato , o Variato , da %pùy-a,
parola greca, che yuol dir Colore ;& pref e
quejìo nome dalla Superficie di alcuna cofa, che
leuatajefa yariare il colore; Et dice beneiper-
cioche mutando folamente yna chorda mela-
va dei Tetrachordo Diatonico , rejìando le al-
tre communi ; da talmutatione nafcono dige-
renti interuaUi,^ yane proportioni ; cioè ya-
riate forme, & yariati filoni . Ma in qualmodofia trasferito a noi l'ufo delle file chorde , lo yederemo nella
Terza parte. L'Enharmonìco fimtlmente era di due jpeae, cioè l\ £ntico,et quel di Tolomeo . L'antico era
quello, che nellifitoi Tetrachordi, procedendo dalgraue all'acuto, fi cantauaper due Diefis, & ynoDttono ,
chiamato da Boetio Incompoflo : peraoche in tal genere era accommodato con tu filo interuallo . Et delli
Diefis il grane era contenuto dalla proportione Super
3 $. parvente 499.1^7' l'acuto dalla Super 1 3. par-
vente 4 8 6. et erano collocati in proportionalità arith-
metica;come qui da catofipuò yedere ; & yolferogli
antichi che'l Diefis fujfe la metà del Semituono mino
re. Quel di Tolomeo era quello, cheprocedeua dalgra-
ue all'acuto , cioè dalla prima alla feconda chorda gra-
ne d'ogni fino Tetrachordo per yno interuallo di propor
twne Sesquiquarantefimaquinta; & dalla feconda al-
la terza per yno di Sesquiuentefimaterza; & da que-
lla alla quarta per yno di Sesquiplana . Et queflo interuallo è confinante : peraoche la forma della fina pro-
pontone è contenuta tra^.& 4. nelle par
i 7 6. Hypate mefin.
6 1 4
Ditono .
Ili
Diefis .
798
Diefis .
8 1 9
Tetrachordo Enharmonico ,
4 . Hypate mefin.
6 . Lychanos hypaton .
4 . Parhypate hypaton .
2 . Hypate mefin.
Sesquiquarta .
345. Lychanos hypaton .
Sesquiuentefimaterza .
360. Parhypate hypaton .
Sesquijuarantefimaquinta.
3 6 S. Hypate hypaton .
ti del Numero Senarw, come nelcap. 1 5 .
della Prima parte fi può yedere ; & farà
il yero Difono Enharmonico nella compo-
ftione dell'I finimento promeffo : Ma prò
cedendo dall'acuto algraue per gli iflefii in
tenutili focena il contrario; come in quello
Tetrachordo fi yede. No durò molto tepo
l'ufo di quefio genere -.peraoche (come di-
cono alcuni ) pareua agli ^Antichi impof
fibile di poterlo intendere per la troppo fia
afcofit Affienita ;neè fato però da alcun
delle
86
Seconda
MliModermfn hora intefi, anzi $ wo ufi di effi, et di quello del chrom.it ico è molto lontano dalla uerità .
Comparo Tolomeo qutjìo genere à due altri generi diuerfi, cioè al Naturale, & al Morale , non ber altro ,
fé non per la comune dtminutione della fua grandezza ,che ha fioragli altri : concio/la che fi come il natu-
rale prattica tra quelle cofe inferiori , che fono le men nobili t chefiano nelmondo;& il morale intorno ad ni
filo indmiduo , il quale è fuori del Numero;cofi queflo genere va praticando intorno a quelli interualli , chi
fino men nobtli,et mimmi nelle harmoniche modulatimi . Queflo è detto Enharmontco,quaf Ottimamente ,
& ^Attamente congiunto ; onero {come -vogliono alcuni) quafi Infeparabile . Ma in qualmodo lefue chorde
fponghino in vfi ; lo yederemo altroue .
Per qual cagione ciafeun de gli Interualli contenuto ne i moftrati
Tetrachordi fia detto Incompofìo. Cap. i j.
V<AN TV N QV E io habbia detto, che il Trihemituono nel genere Chromatico , &
il Ditono nell' Enharmonico fiano chiamati Incompofti ; nondimeno tutti gli altri inter-
ualli ancora di etafeuno delli nominati generi , in ogni lorofyecie fino detti Incompofìt :
percioche (come dice Boetio ) ciafcuno fi pone intero nelle fùe fjpecie, &fenza alcun me-
%o . Effe bene tal parola Incompofìo fi piglia per quello, che fi fuol dire Senza ornamen-
to, & Senza alcuna eleganza;tuttauia Boetio lo piglia per quello, chefgmfca Senza alcuna compofitione;
•volendoci mojìrare, che quefli interualli fino gli Elementi , de t quali fi compongono ciafiuna delle moflrate
Q>ecie : conciofiache quello fi dice Elemento , del quale ogni cofa primieramente Ji compone ; & fi ritroua in
ejja indiuifbilmente fecondo la fua forma . Onde fi come dicemo,che le Lettere fino i primi elementi delle pa-
role ; & che quelli delle cofe miflefono la Terra, l'^fcqua, l'^fria , & il Fuoco ; & che i primi elementi di
ciafiuna faenza fono i primi principij , li quali fono tndemoflr abili in cotal faenza ; coft ancora fi dice , che i
primi elementi delli generi di melodia, o cantilena ,fono li moflrati interualli : Imperoche fi compone di efii
ogni modulatone harmonica primieramente ; & ultimamente fi termina^ rifilile in efìi ogni compoftto-
ne di più interualli per ciafeun genere & per ciafiuna fpecie ; effendo ciafeun nel fio genere ,o nella fua [pitie
in ogni Tetrachordo indiutfibile : Percioche fi fuffero dmifibili , reflando le efìreme chorde di ciafeun Tetra-
chordo nella fila qualità, non fi direbbe più Tetrachordo, ma Pentachordo, ouero Effachordo ; o con altro no-
me fi chiamarebbe, fecondo l numero delle chorde, che conteneffe . Et queflo non è contrario a quel,ch'io dilli
nella, Prima parte, cioè che ogni ìnteruallo è almeno diuifibile in due parti : conaofache allora non fi confide-
ranno come primi elementi, fi come fi confiderano al prefente .[ Boetio adunque non per altro ha nominato
ciafeun di loro Incompofìo ,fe non per dinotarci'., che fino primi elementi di tal generi, & che, firmando eia
feuno de i mofìrati Tetrachordi, non riceuono alcuna diuifwne : percioche^ di loro come Elementi fi componi
principalmente ogni forte di Melodia, & di Cantilena .
In qual modo fi polla accommodare alla fua proportionequalfi
voglia confonanza , ouero ìnteruallo. Cap. i 8.
O / che li Suoni primieramente fi ritrouano in potenza nella quantità continoua detta
Corpo fonoro , & formalmente dipoi nell'aria , come nel fio yero foggetto , nel modo
che altroue ho detto ; ne potendofi hatter ragione alcuna di loro ,fe non col mezo delli no-
minati corpi;ne meno delle Voci, fé non in quanto i Suoni fi applicano ad effe ; però hauen-
do io ragionato nella Prima parte de i Numeri j& delle Proportioni, le quali fino ( come
Ji e detto) le torme delle confinante, Terrò a mojìrare hormai il modo, che fi tiene ti eli' accommodare i Suo-
ni, o Con finanze , & qualunque ìnteruallo nelle Quantità finore alla fua proportwne ; accioche dipoi pofìia-
nio uenire alla compofitione ,ouer diuifwne del Mcnochordo. Ma prima è dibifigno, chef ritratti un'effe , o
T auola , che la uogliamo dire , ben piana , lungadue braccia ; più, a meno, che nanfa cajo ; la quale fa lar-
ga alateti quattro ditta, CJ7* oroffa due , opiù ; accioche da alcuna parte non fi boffa piegare ; gj7" che datutte
le parti fa equale nella fua fuperf eie, o planate ; Là qual ritrattata , ttraremo nel mezo di efja per lungo mia
Linea dritta , che cafihi perpendicolarmente da un capo all'altro di detta ^Afje; accioche fa più commodo il
mfurare,
Parte.
Si
7
mifurare, o diuidere ; & tal Linea fruirà in luogo di chorda . Dalli capi di quella poi Infogna porre due Sca-
ndii immobili ,fopra i quali 3 dopo fatta la tnifara , fi potrà tirare una , o pia chorde fecondo il bifigno. Ma
fi debbe auertire , che alcun di loro non fa più alto di una cofla di coltello , & chefianu equali , & che fau-
no nella detta fuperf eie quattro angoli retti . Fatto quefìo ,ft debbe pigliare i termini radicali della propor-
tione della confonanxa, o infermilo, chef uorrà accommodare ; i quali faranno nella quantità difereta , cioè
ne i Numeri ; & diuidere tutta la Linea ; incominciando dall'uno de ifcannelli immobili ne i punti fopra i
quali fi porranno le chorde, fino all'altro, in tante parti equali,quante unità contiene il maggior termine radi-
cale di effa confonanxa, o interuallo. Dipoi bifogna pigliare per il termine minore , tante parti di efia linea ,
quante unità contiene queflo termine ; incominciando fempre dalla parte deflra,uenendo verfo lafniflra ; et
tra il tutto della linea, la qual ne rapprefinta ilfuonograue , onero il maggior termine della proporla confi -
nanxa,ouero interuallo ; & la parte, o le parti,che faranno ; le quali fi pigliano per ilfùono acuto, òper il mi-
nor termine ; haueremo accommodato tal confinanza, ò interuallo alla f uà proportione : Percioche (come al
tre yolte ho detto) li Mufici tengono queflo per -vero ; Che tanta fa la proportione di vnfuono all'altro di
qualunque interuallo mufcale, quanta è la proportione delle fue chorde, fecondo la loro lunghezza ; effendo ti
rate fitto yna ifleffa qualità . Ma veniamo all'ejfempio , acciochepiu facilmente s'intenda quel ch'io ho det-
to. Sia la linea a b pofla in luogo di chorda ,fipra la quale fi voglia accommodare alla fua proportione la
confonanxa Diapafon ; bifigna prima ritrattare i termini radicali della fua proportione, che fino z & i ;
dipoi ritrottati diutdere la linea in due parti equali , fecondo il numero delle vnità comprefe nel maggior ter-
mine nel punto e; // che fatto, dico che tra la linea a bj che è il tutto ;& la e b, che è vna parte ,
haueremo accommodato la confonanxa Diapafon alla fua proportione : Perche fi come a b è il tutto del-
la linea : &> « b e la fua metà, tifino nella quantità continoua i i proportione Dupla , fecondo la fua lun-
ghezza ;cofi ancora (per quelt0 chef è detto più volte ) ifuom prodotti dalle chorde di fumi lumhex^a fo-
no neceffanamente in proportione Dupla ; la quale è U prima delgenere moltiplice : conaofia cìte'l ma^ior
termine disila proportione contiene ilminore due volte ; come fi è moflrato nelcap. z 4. della Prima-
te . Similmente fi Ifi voleffe accommodare alla fua proportione la confinanza Diapente contenuta tra quefli
termini radicali 3 #" 1, dwideremo la linea a b in tre parti equali ,per il maggior termine della fa
proportione , il quale contiene tre vinta; &> incominciando dalla parte deflra,venenio yerfo lafniflra pi Ai
remo due pam di effa perii termine minore, che contiene due vnitài& haueremo la d b, che con Ù a
b contiene la Sefquialtera proportione, nel modo che 5 & 1 contiene quella iftejfa ne i numeri . Onde
per
88
Seconda
per le rao-ioni addette della Diapafon , ìfttonì , che faranno mandati dalle chorde di tal limghexzajrenderan-
uo la confonanxa Diapente .contenuta da talproportione . Per ilche operando m tal mòdo fempre fi potrà»
no collocare etiandio le altre «
Vn'altro modo di accommòdar le confonanze alla fua
proporcione . Cap. i j?.
potrebbe anco battere ilpropofto operando nel modo , che infoila Boetio , cioè [animan-
do prima i termini radicali della proportione, che contiene la confonanxa , dwidendo dipoi
tutta la linealo chorda in tante parti equali , quante fono le imita contenute nel numero ,
che mene dalla fomma -.perche pigliando dalla parte finifìra verfo la dejlra tante parti ,
quante fono le unità contenute nel maggior termine , quella parte di chorda , che fi pialle-
rà; con la rimanente alla banda defìra ; la qual neceffariamente Imiterà tante parti , quante fono le ynitacon
tenute nel minor termine ; contenera la proporla confonanxa, come farebbe . Se -volefimo accommodare al-
la fua proportione fopra lafottopofla linea ^ ^ la confonanxa Diapente,bif>nierebbe prima ritrattare i ter-
mini radicali della fua proportione, che fono 3 & z; dipoi fommandoli infieme hauerefiimo *, ; per ilqu al nu-
mero farebbe dibifogno di dmider lafottopofla linea a b, in cinque parti equali ,& prender le tre pofle
dalla parte fimflra, fecondo il numero delle -imita contenute nel maggior termine della proportione , che fono
3 ,m punto e i&hauerefìimo la chorda a e, che con la e b mfieme percoffe ne darebbeno la confonan-
xa Diapente, fecondo il propofito:conciofia che la a e f0tto la ragione delfuono nane contenerebbe due par
ti dilla detta linea, o chorda a b;&la e b fitto la ragione delfuono acuto contenerebbe due paniche fono ij
comparate luna all'altra in proportione Sesquialtera . ^
III qual
Parte .
89
In cjualmodo (1 poffa vdire qual fi voglia confonanza accommodata alla
fuaproportione. Cap. 20.
T PE RC HE nella Mufica, non filo fi adopera la ragione, ma il pentimento ancora ,
per far giudicio de i filoni ,&> delle voci : perche non effendo l'vno difcordante dall'al-
tro, hauemo vera,& perfetta cognitione delle confinante ipero è dibifigno che hora di-
mostri il modo dirimetter tutto quello, chefn hora fi è operato con laragtone fitto'lgiu-
ditio delfintimento ; acciocbe pojìiamo effer certi , che'lfinfi con la ragione infieme fono
concordi;& che le ragioni addiate più Tolte non pano -vane: Però adunque dopo che fi batterà tirato fipra la
già detta fuperficie due,opiù chordeje quali fi pofino fipra iduefcannelìi immobilifa bifogno, che filano accor
date infieme perfettamente vnifone ; il che fatto fi debbono pigliare in luogo di Dna fola chorda . Dopo queflo
ritrattati tanti fiannelli mobilitante fono le chorde tirate fopra talfuperfcie (mobili dico, accio fi pofìtno Ie-
ttar da un luogo ali' altro, fecondo il bifigno)fatti di tal lunghezjia,che fittamente tocchino vna di effe chorde;
&* tanto alti, che non ecceduto quelli,chefiono tmmobdi;& chefiano tutti di ima iftefja altera , et a queflo
/K^^^^y modofabicati,ottero in altra m amerà, purché fiiano fecondo le qualifiche ho defiritto.Ordi
//J*ÌV®$mmx<,natet)ùt ieco/t in ta/gmfa ;fe noi pigltaremo imo di quejìi fcannelli,et lo porremo fitto qual
fi -voglia delle tirate chorde, di maniera che tal chorda fi pofi fopra tlfiannello in punto e, pnfio nello effem-
piodelcap. i 8; fi '[ fi percuoterà la chorda e b patta dalla parte deilra conqualche altra chorda filtra
fiannello (percioche in tal parte fempre porro li filoni acuti, fi per rifletto delli termini delle file proportiont ,
come etiandio perche negli tftrumenttfi ritrouano da quefìa parte) tra ilfuono di quefìa, che farà a b ; ef
ilfùono della e b, fi ydirà la Diapafon confinatila. Mafie noi fegnaremo con imo de ificannelli mobili una
terza chorda in punto d, come fi -vede nel fecondo effimpio nel luogo nominato , percuotendo quefìa infume
con yna delle non fegnate, cioè d t> con a b; dai filoni nati da quefle due chorde fi farà la confonanza
Diapente . Similmente fi noi percuoteremo infieme le chorde ab jj«, e b, con la d b , Udiremo la
Diapafon tramenata dalla à b ) &• dwifa in proportionalità Inarmonica in -vna Diapente a b &
d b; &*invnaDiateJfaron d b & e b; U quali (come altre voltehodetto)tnfieme aggiunte fan
no la confonanza Diapafon . Oltra di queflo , fé vorremo vdire la già accommodata Diapente nel capi-
tolo precedente ,baUaràfolamente porre vno delli ficannelli mobili in punto e : percioche percuotendo dal-
la parte deRra,& dalla fimjlra le chorde a e & e b- fi potrà udire finza dubbio tal confonanza :
Conciofia che in quefìa dimfione efficiente vita fila chorda : è ben vero, che queflo modo è più difficile, che
il primo ; Et nel primo moflrato modo fanno dibtfintopiù di vna chorda , come hauemo veduto ,&è mo-
iri dopm
yo Seconda
do più facile ; & fi può ydire non filo ogni confonanxa femplice, contenuta da due pioni fidamente ; ma qua-
lunque etiandw,chefia tramenata dapmfiuom ; Che farebbe molto difficile da ydire, quando il Muficofi yo-
leffe ferttire di ima chorda fola,feguendo il fecondo modo motivato . Effiendo adunque il Secondo modo meno
ytde,& piùfaticofio del primo , lo laffarò da un canto , &feguirò in ogni diuipoue il primo , come quello che
ha da condurre ogni mia fatica a quellaperfettione, ch'io defidero ,
Del moltiplicar le confonanze, Cap. 21.
O DISSI nella Prima parte ,che ogni Proportione,chefi ritroua nella Quantità difere
ta, ha luogo etiandw nella Continoua : perche in quefla fi ritroua o<rni proportwne ; £<7" di
nuouo dico, che le proportiom nonfiolo hanno lucro in tal quantità ; ma anco m effafipofi-
fono moltiplicare , diutdere , &far qualunque altra operatwne ; come più abaffo yedere-
mo . Hauendo io adunque mofìrato,in qual modo fi pofifia accommodar le confionanxe alla
loro proportwne nella quantità continoua, cioè ne 1 Corpi funeri ; yerro a moflrare il modo , che fi dee tenere
yolendone accommodar molte l'yna dopo l'altra , di maniera che l'eflremo acuto dell'una pofla nel grauey
fia l'eflremo graue dell'altra pofla in acuto; il qual modo potremo chiamar Moltiplicare : concivfia che l'ac-
commodare le confionanxe in cotal modo , non fia altro , che moltiplicar le loro proportiom, preponendole
cuer fioggiungendole l'yna all'altra . Ma perche io morirai nella Prima parte , che la moltiplication nei
Numeri fi può fare in due modi; pero yoglio anche moflrare (accioche quefla operation e corri/fonda a
quella de 1 Numeri ) due modi di moltiplicarle , che faranno molto neceffarq ; & il primo corri/fonderà alla
moltiplicattoue pofla nel cap. 3 1. della Prima parte , che fi chiama Soggiungere ,che fi fi quando s'wco-
tnincta dalla fimflra yenendo yerfo la parte deflra. il fecondo comjfonderà alla moltiplicatane del cap. 3 j .
che procede al contrario, cioè dalla dejìra parte allafiiuiflra,chefi nomina Preporre.lncominciando adunque
dal primo modo, difporremo prima 1 termini radicali delle proportiom de o-li interualli,che noi yorremo mol-
tiplicare J'yn dopo l'altro per or dine, fecondo il modo moflrato nel cap. 3 1 . della Prima parte. Dipoi accom-
modaremo nella parte graue allafuaproportione (come di [opra facemmo ) la prima confonanxa poflà dalla
parte fimjlra . Et per foggimgere a quefla lafieguente, pigliaremo fiempre quella parte di chorda,o linea, che
rapprefenta ilfuono acuto della confonanxa accommodata ; laffando quella , che fi piglia per il fiuono "rane ;
&fopra tal linea accommodaremo la feconda confonanxa , 0 interludio , alludendola in tante parti , quante
fono le ymtà contenute nel maggior termine della fua proportwne, nel modo dato ; & tra qttejla dita fa, pofla
per il maggior termine della detta proportwne , che contiene la detta confonanxa ; & le parti pofìe per il mi-
nore, haueremo moltiplicato la feconda confonanxa alla prima : Percioche pigliando fempre la minor linea ,
che rapprefenta il fiuono acuto della moltiplicata confonanxa ; & dw.idendola fecondo li termini della propor-
tione, che contiene la confonanxa, che yorremo foggiungere ; laffando da yn canto quella , chefi pgliaper il
fuono grane, haueremo ilpropofiito . Volendo adunque Moltiplicare , 0 Soggiungere yna Diateffaron ad yna
Diapente ; £*?• alla Diateffaron il Ditono; & a queflo il Semiditono ; è neceffano di fiaper prima 1 termini ra
dicali, 0 minimi numeri delle proportiom di quefle confionanxe ; & collocarli l'un dopo l'altro, nel modo, che
le yolemo moltiplicare , in cotal maniera . [. *. \. \ . Dipoi incominciando dalla Diapente, li cui termini fino 3
& z. la accommodaremo alla fua proportwne fopra la linea a b fittopofla , al modo , che nel cap. 18. nò
moflrato ;& haueremo tra la ab &[a e b la proportwne di tal coufionanxa.Hora per figgiwger-
le ,0 moltiplicarle la Diateffaron agiteremo la e bj che rapprefenta il fiuono acuto della Diapente, laffan-
do la a e dayn canto, & accommodandofipra quefla linea alla fua proportwne la Diateffaron, tra e b
& d b haueremo il propofito .Per foggutnver dipoi a quefle dDitono, laffando da parte la a à,& pi-
gliando la d ^ la diuideremo in cinque parti eqttali;& prendendo le quattro , tra la d b gp/it e D
haueremo congiunto il Ditono alle due già accommodate ,0 moltiplicate confionanxe . Prefa dipoi la e b
accorri modandoui fopra alla fua proportwne il Semiditono al moflrato modo , tra la e b & la f b ha-
w.remo fo* giunto ,0 moltiplicato (fecondo ilpropofito) il Semiditono alle tre prime confonanxe ; come nella
figura fi yede . Et queflo è il primo modo di moltiplicare , chiamato Soggiungere.
Del
Parte .
Del fecondo modo di moltiplicar le corifonanze , Cap.
2 2.
E L fecondo modo è dibifogno ( htttendo prima poflo per ordine le proportioni delie confo-
nanxe, fecondo che fi cogliono moltiplicare ) chef ritroui primieramente le chorde eflre-
me , che poffono nafcere da tal moltiplicatone ; le quali ageuolmente fi potranno trottare,
quando noifommaremo inferite le lor proportioni , contenute ne i lor termini radicali ; &
diuideremo la chorda in tante parti equali, quante fono le ymtà cotenute nel termine mar
viore della proportione, nata da talfomma ; dipoi pigliando tante parti dalla banda defìra, quante fono le imi-
ta contenute nel minor termine di talprodutto , haueremo ilpropofto : Imperoche tutta la chorda , & que-
lle parti far anno le ricercate, che fanno alnoQ.ro bifogno. Et per moltiplicar tali con finanze diuideremo la e-
ilrema acuta in tante parti equali, quante fono le ymtà contenute nel minor termine delia prima proportione,
pofla in acuto a banda dejlra; & con la ijleffa ragione aggiungendole tante parti, che armino al numero del-
le imita, cotenute nel maggior termine ; tra la chorda diuifa, Cjt* l'accref iuta per lo aggiungimento della par
te,haueremo accomodato nellaparte acuta alia [uà proportione la detta confonanxa . ff/tUa quale, fé noi uor-
remo preporre, o moltiplicare i>n 'altra, pigliaremo la chorda , che ne da ilfuono orane della via accommoda-
ta confonanxa, che farà t acuta di quella, che -vorremo moltiplicare, & la diuideremo in tante parti, aitante
fono le ynità contenute nel minor termine della proportione, che cottene la confonanxa, la quale yorremo mol
tiplicare ; & più oltra, aggiungendola tante pam,chefiano equali al fio maggior termine ; tra qiteUa chor-
da,che ne darà ilfuonograue,et la diinft,che farà il fono acutojiaueremo la feconda confonanxa, alla prima
prepofla,& moltiplicata;et cofi dico delle altre : ma yeniamo all'eJfempio.Poniamo chef yoglia moltiplicare
infeme yn ~Ditono,yn Semtditono,et yna Diateffaron, di maniera che la Diatefftro fa pofla nellaparte acu
ta,il Ditono nella parte graue,& il Semiditono tenghi il luogo di mexo;dico che noi douemo prima porre i ter
mini delle proportioni di quefìe confonanxe per ordinerei modo che fi yogltono moltiplicare. Et per ritrouar le
chorde eflreme di queila moltwlicatione,Somaremo infeme le proportioni ,nel modo ch'io ho moQrato mica.
3 3 .della Prima parte, che firàno quede.^.^et haueremo ima Dupla,cotenuta tra queflitermini izoet6o;
mi. la qual
92 feconda
la qual riattiti utili fuoi termini radicali ,fi trotter! tra z .et i . Fatto questo dtuideremo la linea 3 b /» due par
ti cattali in punto e, & haueremo la a bjff la e b,, che /arano in proportione dupla,et ventino ad efifier le chor
de eflreme di tal moltiplicatane. ^Accomodaremo hora primieramete allafuaproportione la Diate/Taro nella
parte acuta,diuidedo la linea e b in tre partì equah,fiecodo il numero delle imita catenine nel minor termine
della (ùa proportione ; dipoi aggiungendole yna quarta parte in punto djiaueremo la linea A b, die cotenerà
quattro parti, fecondo il numero dèi. e unità copre fé nel maggior termine della proportione,^ ne darà tlfiuo-
no <rraue della Diatefifiaron . Cofi dalla e b, che contiene tre parti, & da effa A ^>, che contiene quattro parti,
fura contenutala Sesquiterza proportione ; & tra effe accommodata la Diateffaron nell'acuto allafua vera
proportione ; come fi potrebbe vedere adducendo le ragioni nel modo mojìrato di [opra nelcap. i8.£-7* 19.
le qualtper breuitàfi lafftno . Ma per moltiplicare,^- preporre a quejìa il Semiditono , diuideremo la Ab in
cinque parti , per il minor termine della fua proportione ; & ag giungendole vn altra parte in punto e, per il
(ito ma<r piar termine, tra la e b,& la Ah haueremo collocato il Semiditono allafua proportione , (3> prepo-
stolo alla Diateffaron ; & tra 'a a b,et la e b haueremo il Ditono prepofto al Semiditono : Percioche tra que
ile due chorde fi ritroua la proportione Sesquiquarta ; effendo che la 1 b contiene vita volta la <-' b^ & yna
fua quarta parte ; la qual proportione fienxa alcun dubbio è la fua propia forma , come altroue fi è veduto .
Potemo adunque dire, che tragli eflremi della Diapafon, incominciando dall' eflremo acuto, hauemo colloca-
to alle fiue proportionì le tre nominate confinante ,haue>idole moltiplicate, & prepofle l'vna all'altra-; cioè
tra la A b,<*p la eh la Diateffaron; tra la e hj&< la A b il Semidttono;& tra la^b^laeb il Ditono; co-
me nella figura fi veggono . Le quali fé vorremo vdire , operando al mojìrato modo, con l'aiuto dtlh Scan-
nelli mobili poftì fiotto le chorde , potremo efifier fatti chiari, non foto di quefilo, ma di ogn altro dubbio, chefiò-
bra ciò nepotefije occorrere .
Parte.
93
In qual modo fi diuida rationalmente qualunque fi voglia confonan-
za,ouerointeruallo. Cap. 23.
OPO il moltiplicare ( volendo offeruar l'ordine tenuto nella prima parte intorno le ope-
ratali delle Proportioni ) feguirebbe immediatamente il Sommare j & il Sottrare : Ma
peróie non fono moltoneceffar'u, cederemo folamente,w qual maniera fi dtuidino °_h In-
fermili muficali ; che non è altro , che porre yna chorda tra dite eflreme , che diuida
lo interuallo in due parti . Et quefia diuifione è di due forti , cioè Rat tonale , & Irratio-
naie . La Irrationale non fa alpropofito del Mufico,fe non per accidente : ma la Rationale è di tre fortixon-
ciofia che onero è ^Anthmetica, ouer Geometrica, alteramente Harmonica ; &> corrifpondeno alle Propor-
tionalita, che fi fanno nella quantità difcreta , nel modo chef è mofìrato nella Prima parte ; ancora che ogni
confinane & qualunque altro interuallo a cafo,& fenxa penfirui altramente fi poffa dmidere in due par-
ti da vna chorda mexana ; la qual diuìfione noè dal Mufco con f derata : perche trapaffa i termini della fita
Scienza . Quella confonanxa adunque è ditufa in proport tonalità ^Arithmetica , li cui eflremi fono da yna
chorda mexana trame%ati,o diuifi, che tra quefia & la <rraue di tal confonanxa fi oda la minor parte di tal
diuìfione , & tra effa mexana, & l'acuta la maggiore : Imperoche quella è diuifa harmontcamente da tal
chorda, quando ti due membri della diuifwne fono fituati,& pofli al contrario dellifòpradetti , in tal manie-
ra, che la parte maggiore occupi il luogo grane ,& la minor l'acuto; fi come amene nella diuifwne della
Diapafon ; che effendo diuifa da yna chorda mexana in yna Diapente, & in yna Diateffaron ; nell'^frith-
metica la Diateffaron tiene il luogo grane, & la Diapente l'acuto ; & nella Harmonica il contrario , cioè
nel orauefi ritratta la Diapente, & la Diateffaron nell'acuto ; come ne dimofìra la diuìfione di ctafcuna,che
fifa nella Quantità difcreta . Quella confonanxa , onero altro interuallo è dimfo in Geometrica proporticna-
lità, che ha lifttoi eflremifuont in tal modo da yna chorda mexana tramexatt ; che quelle dtteparti,che na-
fcono da tal diuìfione , non fiano maggiori luna dell'altra in proportione : ma di tanta quantità, & proportto
nefia quella pofla in acuto, quato quella pofla nelgraue ;come attiene, quando la Difdtapafon contenuta dal
la proportione Quadrupla,è diuifa in due Diapafon da yna chorda mexana ; che l'vna,& l'altra fono conte-
nute fenxa alcun dubbio dalla proportione Dupla. Quefle diuifioniper ma^o-ior commodità fi faranno prima
co i numeri , di poi fi accommodaranno le lor proporttom nella quantità cótinouafopra le chorde fonare . Ma
perche (come ho detto più volte) ogni diuìfione anthmetica, eJr" ogni diuifwne harmonica è follmente ratio-
naie ; &• la geometrica può effer rationale, & irrationale ;pero effendo la ratiouale facile da far fi, & ritor-
nado maggiormente inpropoftto alle volte la Irrationale alMuftcojche la Rationale, aitanti ch'io vada più
cltra, dimostrerò in qual modo fi poffa diutdere ogni Confonanxa , £j7* ogni Interuallo muficale quantunque
minimo , non filo in due parti, ma anco inpiuparti equali irrationali , quando farà Infogno ; & dimoflrerb
primieramente vn modo breue, & eredito da diuiderlo in due parti folamente ; dipoi darò il modo da ditti-
derlo inpiuparti , quando farà dibifugno .
In qual modo fi poffa diuidere qual d voglia interuallo Muficale in due
parti equali . Cap. 2 4.
<yfR iA adunque molto alpropofito noflro(volendo moflrare in qual modo fi poffa diut-
dere qualunque interuallo muficale in due parti equalt) la Nona del Seflo di Euclide , fe-
condo il Campano ; ouer la i$.& Problema quinto fecondo Theone , che dice. Effendo
date due linee rette , potemo ritrouar quella del mexo proportionale : concmfia che tanto
è, come fé dtceffe , che Effendo dati due f toni , potemo ritrattare a qv.efli vn mexanofuo-
no proportionale ; & quefìo è il modo . Poniamo che nelfottopoflo eff empio fia accommodata alla fua propor
tione la confonanxa Diapafon, tra la chorda a ^>,& la eh; &fta dtbifoo-no di ritrattare vna chorda mexa-
na, che pofla tra quefle due fa dittida geometricamente in due parti equalt. ^Allungaremo primieramehte la
linea a b_, incominciando dal punto b yerfo banda deflr a, inf.no al punto d, in tal manierarne la o d
fia equale alla e b} t&haueremola a d. fatto queflo ,defcnmremovnSemicircolo , il cui dtan.etro
fi*
94
Seconda
Cia tuttala a à; dipoi tiraremovna linea, che partendofi dal punto b, dotte la detta a b fi congiunfe con
la b d,yadt perpendicolarmente alla circonferenza del Semicircolo in punto e; & farà la o e; &
queftt farà la ricercata chorda mezana. Et per dimoflrar quedo,tiraro la linea a e,&U e d, &uer
rà il triangolo a e d, chiamato da i Geometri Orthogomo, il quale {come per la 31. del terzo di Eucli-
de è manfeflo ) è di talnatura, che ha uno angolo retto, che è l'angolo e : Onde effendo quefìo triangolo di
ufo dalla linea e b , che cafca perpendicolarmente dalla circonferenza del Semicircolo nell'angolo retto al
lafua bafe ; come fi può veder nella figura, nafcono etiandio due triangoli minori, l'vn maggior dell'altro ; i
a e b
quali fono lo a b e, &lo e b d, difterie ,& di natura in tutto fimili al triangolo a e d; &fònó
proportwnati i'yno all'altro, come per la Ottaua del Sedo libro degli Elemeti di Euclide è manifeflo . Et per
ilCorrolarioditalpropofitwne,laproportionedella a b alla b ^ è quella ifìefft, che è dalla b e alla
b d, fecondo il nojlropropofito. Facendo hora la fb equale alla o e, luueremo la diuifwne equale del
lapropoda confonanza dalla chorda ì b, come fi ricerca. Et chi voleffe veder laproua di quefìa operatio-
ne, potrà alludere la Difdiapafon al mojlrato modo : percioche allora conofeerà , che quella chorda mezana ,
che la diffiderà in due parti, farà equalmente diflante , tanto dalla eflrema chorda grane , quanto dalla ejlre-
ma acuta di tal confonanza ,per yna Diapafon, fecondo' Ipropofito .
Vn'altro modo di diuider qual fi voglia Confonanza, ouero Interuallo
muficale in due, oucro in più parti equali. Cap. 2^.
' .ALT RO modo di diiuder le con finanze, in due, ouero in quante parti fi voglia , che
fiano equaltj non folamente bello : ma amò piti vtile del primo, per ej fere più vntuerfale;
&• fu ritrottato da Eratoilhene , quando ritroitò il raddoppiamento del Cubo , nel tempo
che i Doli] (come narra Gwuanm Grammatko)erano moleflati dalla peflilexa; ta qua-
le inuentione, & molte altre infume pofe Georgio Valla Piacentino nel Quarto libro del
la Geometria
la
IP
Parte.
87
la Geometrìa , infognando di ritrattar due melane linee proportionali tra due proporle. E ben fero , chefien-
■za [aiuto di yno tftrumento, nominato da alcuni Mefolabio sfarebbe -vana & inutile ogni fatica ;perù auan
ti ch'io rada più oltra , moftrarò il modo difabricar [l frumento ; & dipoi ingegnerò ritrouar le linee . Si
debbe adunque primieramente apparecchiare yrì^Affe , ouer Tauola ben piana , & yvuale nella fùa fiuper-
ficie , la qualfia larga y>i piede almeno , & lunga quanto fi -vuole ; ancoraché quanto più fuffie lunga, tanto
più tornerebbe commodo . Ridutta poi in yna figura quadrata lunga, la quale contenghi ne i capi quattro an-
o-oli retti ( per potere operar meglio,®* finza alcuno errore Sfaremo [opra di effii con dilgenza yn canale ,
ponendo dalle bande per lungo della detta tauola , 0 affé due righe , 0 lifle fittili fatte con difiretione ; di modo
che effiendo equidiflanti, lefponde del canale yenghino ad efjer alte quanto è yna cofla di coltello,^* non più.
Fatto quefto , faremo tre figure quadrate di metallo ,odi legno fomlif ime , le quali 1 Geometri chiamano
Paralellogrammi, che habbino quattro angoli retti ; & chefiano lunghe quanto è largo il canale, & larghe
quanto fi yuole ; pur che fianofabricate in tal maniera, che l'y nafta equale all'altra , cioè che i lati dell'yna
Ciano equali a 1 lati dell'altra . Dipoi tiraremo a due di effe yna linea diametrale dall' angolo fuperiorefwiQ.ro
all'angolo deflro inferiore di ciafcuno in tal maniera, che le fuperficie fiano diuife in due triangoli Orthogonij
equali, come qui fi yede . Porremo dipoi li Quadrati nel detto canale l'yn
dopo l'altro in tal modo ; che' l primo fienza diametro fta nella parte fini-
ftra, & redi immobile ; dipoi gli altri, che hanno li diametri, cioè ilfecon
do, Cj7* il terzo per ordine a banda deftra , di maniera che'l lato deflro del-
l'uno fia poflofipra il fintflro dell'altro ; & cofi haueremo fatto il detto
iftrumento: il quale farà d e f g; g^fia h i k 1 il primo quadra
to immobile fenxa diametro ; il fecondo n o p q; il cui diametro fa
n q; & il terzo fia r Ct ti; del quale r u fu il diametro . Ponia-
mo hora chef habbia da ritrouare yna chorda mezana proportionale , la
qualdiuida in due parti equali la con[onan%a Diapafon, attenuta dallapro
portion Dupla , tra le due fittopofle chorde ,0 linee ab <*?> e b. &
fiano quefle equali alla zh, et alla e b pofte nel capitolo precedetela
remo primieramete il lato deflro del primo quadrato, cioè 1 k equale alla
a b in punto m, &Jàrà 1 m; dipoi pigliaremo il fecondo quadrato,
& lo fingeremo fitto 7 primo tanto , che'l fio diametro n q fèghi il la-
to k 1 del primo quadrato in punto m; & cofi il primo ,& il fecondo
quadrato refleranno immobili . Faremo poi il lato deflro del terzo quadra-
to, cioè u t equale alla e b in punto x; & pofloyn fitto fittilifiima
in punto m, che farà la m x del fittopoflo esempio, lo difenderemo tanto,che pafii per il punto x. Spiti
«■eremo hora il terzo quadrato tanto fitto l fecondo, che'l lato p q yenghi ad effer fidato dal diametro
r u, & dal detto fillo in yn punto, che farà y, & quella parte del lato deflro del fecondo quadratola
qualrefleràfitto'lfillo,che è la q y farà la ricercata linea, 0 chorda proportionale ; come nella figura fi
yede . Et quefto è manifefto per la demoflratione precedente : imperoche la linea mezana proportionale
q y ritrouata nel Mefolabio tra la ab &>la e b e equale alla b e ritrouata nel capitolo preceden-
te.Quefto fi potrebbe prouare, se'lfi defiriueffe in yna fuperficie piana tutte le linee fatte nel Mefolabio, alimi
gando primieramente per la Seconda dimanda del prìmodi Euclide, la linea m x in punto z: percioche
attorahauerefiimo tre Triangoli cotinentiyno angolo retto, cioè lmz:qyz:etuxz; dai quali fi
iimoflr .irebbe per gli Principi] & Demoftrationi di Euclide , il tutto effer yero ;fi come per d Secondo pa-
rer commune, & per il nono; per la 2 B, &• per la Seconda parte della 3 1 . del primo -.per la feconda, per la
quarta,® per la, fi fta del Sefìo;&per la yndeetma del Quinto; le quali loffi : percioche nelle nojlre Demo-
flratwni harmoniche ho cotal cofa dtjfufamente trattato. Bajlarami adunque fidamente dire, che y olendo ri-
trouar più linee mezjne , 0 chorde proportionali ; cioè yolendo diuidere in più parti qual fi yoglia Interuallo
Muficale , bifiogna yfare il moftrato modo . Bifognaperb auertire , che per ogni linea , 0 chorda che fi yorrà
aziiunzere oltra la ritrouata, farà dibifopto diaznunzere etiandto yn altro Paralellozrammo, 0 Quadra-
1 A3 1 ? r ■ r 1 ■ I • f • 1 7 • 7-
to col fino diametro, fatto di maniera, <& di grandezza , come fono li primi ; facendo poi , che i lati dejlri di
ogni Quadrato yenghino ad effer figliati in yn punto tfleffo da i diametri , &* dalfillo al moftrato modo .
^Attenendo
c)6
Seconda
ME S O L ^TB I O
^Attenendo di por Jìmpre il primo quadrato fenza diametro , chefia immobile ; & che'lfuo lato dtQ.ro fu
Cerato dal diametro delfeguente in quel punto, che fi porrà per la lunghezza della linea propofla maggiore ;
<&> che'l lato deflro dell'yltimo fia fegato dal filo in quella parte, che f piglia la lunghezza della linea mino
re propofla , fecondo l modo dato . Et fé la maggior linea propofla fuffe più lutea , che il quadrato poflo nel
Mefolabw, non f potrebbe fare alcuna cofa . E ben -vero, che pigliando la metà , di ciafcuna delle due propo-
rle Si potrà hauere il propofto : perche dopo fatto il tutto, le melane ritmiate fi potranno allungar fecondo
la raowne della parte prefa delle propofte linee ; & cof ogni cofa tornerà bene.
In qual modo la Confonanza fi faccia diuifìbile . Cap. z 6.
^£ VE RC HE tutto quello , che è potente di immutare il Senfo , da i Filofof è chia-
mato Qualità vafibile ; però fi debbeftpere,che ejfendo la Confonanza fenza alcun dub
bio Suono , & hauendo nife talpofanxa ; come nella fua dichiaratone difopraf è det-
taglio anco ejfer detta Qualità pafibile -.peraoche {come yuole dFilofofo) è tratta fuo-
ri della pofftìi za delpercutiente, & delpercojfo ; come difopra ho mojlrato . La onde fi
pra anello ch'io ho detto fi potrebbe meritamente dubitare , In qual modo la Consonanza fpofja dmidere , o
moltiplicare, no effendo ne Numerose Proportione : conciofa che la diuifone, o moltiplicatone s'apparten-
va folamente alla Quantità ,&è ilfiiapropio . ^il qual dubbio rifondendo dico , che quantunque Li Quan-
tità fta diw fibile, & moltiplicabile efjentialmente, & per fé ; non fi può negare, che la Qualità anche non fi
tioffa diuidere, & moltiplicare per accidente : peraoche èfottopofla alla Quantitàja qual diuidendofi, omol
tiphcandofi ejfeiittalmente , & per fé, Tiene adeffere infeme diuifa, o moltiplicata la Qualità; nongiàpro-
piamente , ma fi bene per accidente, come ho detto . Et quefoji può -vedere , dando di ciò imo accommodato
effempw, nella diuifone delgraue, & del leggiero , le quali cofe non fono quantità ,mafi bene qualità ; &
non conuewono alla diuifone ,f non in tanto che fono jottopofle ad ini corpo dutfibile , del quale è propia U
diuifone i
Parte.
97
diuifione, nella diuifione delquale, ancora che gli accidenti [imo indiuiftbili fono però dìuìfibili accidentalmen
te : concwfia che hanno ti loro effere effentialmente nelle cofe , che fono diuifibili ; come fi può anco y edere del
Colore pò fio nel Legno, che diuidendofi tal legno in molte parti effentialmente, il colore medefimamente è di-
nifi per accidente in molte parti , Onde dico in proposto, che quantunq; la Confinala fa da fé indiuifibde ,per
effer qualità, nondimeno diuidendofi i corpi fonori effentialmente in molte parti {come ho moflrato) anche lei
per accidente mene ad effer diuifibde, fecondo la dimfione del fio Soggetto, che fino efii Corpi fonori . Vote-
ma adunque dire, che quantunque la Confinanza da fi nonfia diuiftbtlej però diutfibile per accidente, per,U
diutfwne delfuofoggetto ; &" cofi da quella chef è detto difipra, & da quello che fi è detto nel cap. 4 1 .afe/
la Prima parte ,fi può y edere, in qual modo fi pojfa intendere la definizione di ^fnjìotele della Confonan%a,
che dice, che è ragion de numeri nell'acuto, & nelgraue ; & come fi potrà rifondere a tutti coloniche con
argomenti fififlici , yoleffero opporfi a tal definitione ,
Quel che fia Monochordo , & perche fia cofi chiamato .
Cap. 2j,
EDVTE tutte quefte cofe, yerrn hormai (fecondo il mio principale intendimento) alla
ordinatane , 0 compofitione ; 0 yogliamo dire diuifione del Monochordo di ciafcunafpe-
cie de i tre nominati generi,: maprima yederemo,quel che fa Monochordo . Monochor-
do adunque dico effer quello I finimento, ouer qualunque altro fimile, ch'io moflrai difi-
pra nelcap. 1 8. tlqttale da molti diuerfamente è fiato chiamato. ImperocheTolomeo,et
Boetto lo chiamano Revola harmonica, & alcuno delli Greci lo chiamano pa.ya.s -, & è ijìrumento di ynafi
la chorda,col quale, aggiungendoti ilgiuditio della ragione, per •virtù della proportionalità harmonica inue-
Jìighiamo le ragioni delle confinanze muficali, & di ogni lor parte ; & fono più fuoni ritrouati, & acetta-
ti, 1 quali collochiamo in effo fecondo i gradi delgraue,t& dell'acuto a 1 loro luoghi, & li defcriuemo co i no-
mi propij , accwche con artificio impariamo ad esercitar le modulazioni, & le harmonie , Et Pithagora (co-
me yuolBoetio) fu l'inuentore di queflo tflrumento . Deriuaque fio nome Monochordo da due nomi greci
aggiunti infteme , cioè da pivot , che yuoldire Solo ,&da x?f J'1' , chefignifica Chorda , cioè I finimento di
ynafila chorda ; ancora che con tal nome fi chiama etiandio quello I frumento , che fi fuona con le chorde
raddoppiate, conofciuto hormai da ogn'yno, per effer molto in yfi : Ma queflo non fa al nojìro propofito .
Della Diuifione, ouero Ordinatione del Monochordo della prima fpecie.
del genere diatonico,detta Diatonico diatono ; del nome di cia-
fcuna chorda ; & chi fu l'inuentore di quello Genere,
& del fuo ordine . Cap. 2 8,
T TE RV ENI RE alla Ordinatione, ouer Diuifione, che la yogliamo dire, del Mo-
nochordo della prima fpecie del primo genere , chiamata da Tolomeo Diatonico diatono ,
douemo prima auertire di ordinarlo , ouer diuiderlo in cinque Tetrachordi, accio feguuia-
mo il coflume de i Mufici ^Antichi, de i quali il primo chiamaremo Hypaton,cioè Princi
pale ipercioche tiene la parte più graue; il fecondo Mefon, cioè Mezano-.concifia che tie
ne quafi U luogo di mezo,& è più acuto del primo; il terzs DiezeugmenOn, 0 Separato;et l'yltimo de 1 quat
tro,che comprendeno le Quindici chorde(come yederemo)nominaremo Hyperboleon, ouer amente Eccellete,
tsfquejìipoi aggiungeremo il Quinto,& lo chiamaremo Synemennon, cwèCongiunto;et haueremo uno or-
dine di Sedicichorde,contenuto nella Difdiapafon, la qual i Greci chiamano Siflema mafìimo . Ma fi debbe
auertire , che gli ^Antichi diuifero , ouero ordinarono il loro Monochordo per Tetrachordi, & non per Pen-
tachordi, ouero Efjachordi per due ragioni. Prima perche haueano,che la Diateffaron,che fi conteneua negli
eflremì del Tetrachordo fuffe la Prima confinanza : perche era la minore di tutte le altre ; dipoi perche al
Tetrachordofipuòfempre aggiungere dalla parte acuta quello interuallo , che è pojìo nelgraue di effo Te-
trachordo^ per il emano , porre nelgraue quello,chefi ritroua effere in acuto, che ne daràfimpre la confina
za Diateffaron in ogni fpecie di harmoniaper o?m genere , Et perche quefle aggitmtioni non fi poteuano fa-
ti re com-
\*iji M^L.3fT'^s
9 8 Seconda
*"* commodamente nella Diapente, ne meno neìl'Effichordo : conciofia che tolgendo vno ìnteruallo orane del
la Diateffiron,& aggiungendolo in aditolo per il contrario, togliendo queìlo,che epodo iieU'acuto,& ponc-
dolo nel grane, non fi patena fempre battere la cofònanza Diapè~te;quantunquefipoteffe hauere il numero del
le chorde, dalle (jiiali e detta Diapente;pero li Greci battendo tale atterrimento fecero la Ordinatane ,ouer Di
uifione del Siftema majìimo per Tetracbordi, <&• non per Pentachordi, onero Ejfachordt . Volendo adunque
dar principio a tale ordine ,ouer diuiflone ,feguendo ilcojlume degli ^Antichi nonfolo in quefla , ma in ciascu-
na altra dmifione ; per fuo fondamento accommodaremo primieramete nella parte piugratte il Tuono fefqui-
ottauo alla fua proportione ; accioche la grawjìima eborda detta da i Greci Proslambanomenos , con la ebor-
da acuta del fecondo Tetrachordo chiamata Mefe,contengbi, & faccia i/dire la confonanza Diapafon . <Al
qual Tuono ag giungeremo il primo Tetracìwrdo ,& a queflo il fecondo . Dipoi aggiungeremo a quei!»
l 'ìnteruallo del Tuono contenuto dalla proportione Sesquiottaua . aggiungendo dipoi a queflo il terzo Tetra
chordo ,<& al terzo il quarto , nella fu a parte più acuta ; batteremo Quindici chorde contenuto da tale ordi-
ne . Fatto qttefls , aggiungeremo fopra la chorda Mefe il quinto Tetrachordo , & cofi batteremo la ordi-
natione , ouer diuifione della prima specie diatonica , contenuta tra Sedici chorde , & tra cinque Tetracor-
di, nel modo che cederemo.1 Di queflo ordine , credo io che fuffe l'inuentore Terpandru Lesbia, quando
ridufje le prime Sette chorde antiche in uno , congiungendole per due Tetracbordi , come nel fecondo effem-
pio delcap. i o. del primo libro della Mufica di Boetiofipuo yedere; le quali furono dipoi ridiate da Licione--
Sanno al numero di otto , & dimfe in due Tetracbordi feparati ; come è mamfefloper il terzo effempiopo-
Jlo da Boetio nel luoo;ofipradetto . Fu dipoi da altri in tal maniera accrefciuto , che armo al numero di Se-
dici chorde , nel modo ch'io intendo di moflrare ,■ ancora che alcuni -vogliono , che Pithagora fuffe l'inuento-
re di queflo primo genere , CJ74 di quefla prima fpecie ; & delle prime fpecie delli due Generi feguentt . ' Ma
fa come fi voglia , Pithagora fu quello , che ritrattò la ragione de i Suoni , nel modo che ho mojìrato nella
Prima parte [Volendo adunque moflrar (ordine di quefla prima fpecie , & la diuifione del fuo Monochòr-
do contenuto da cinque Tetracbordi, per poterla porre flotto' 'l gtuditio del fentimzto, accioche poflfla dipoi ratio
narpiù liberamente fopra quello , ch'io ho da dire ( non demando dal coflume de ali ^Antichi ) preparato che
/Slatterà vno iflrumento fimile à quello, che difipra nel cap. iS.hò mojìrato ; dopo l'hauere accommodato
in eflflo vna linea,che pajìt dall'vnode i capi all' altro per il mezo,nel modo chef yede nel fottopoflo efjempio,
che farà la iAB ; accommodaremo prima alla fua proportione il Tuono fesqtnottauo, che farà tra la ^A B,et
la C B, al modo che altroue ho infegnato . ^A~l quale immediatamente /aggiungeremo ti primo Tetrachordo
detto Hypaton in queflo modo : ^Accomodato che fi patterà li fuoi eflrenn alla loro proportione , chejaranno
C B,etDB ,fenza eflfler tramezatt da alcuna chorda mezana; moltiplicammo nel mezo loro leflue mezane
chorde, contenute dalle loro proportiom. Ma fi debbe auertire,che nonfolo in quefla, ma in qualunque altra di
uifione, fi debbe accommodare,et moltiplicare in tal modo gli interualli, che fempre i maggiori, contenuti da
proportioni ma" aiori fiano moltiplicati in prima degli altn;accioche fi yenga afehiuare infieme con molta
fatica, influiti errori,che potrebbeno nafeere : Perciocbe hauedo prima moltiplicato quelli,che fono maggiori,
necefjana mente, &< con poca fatica (come Tederemo) vengono a commodarfi etiandio li minori, il che fata
mamftflo moltiplicandogli infermili delli Tetracbordi, accommodando al fuo luogo proportionatamente le
chorde mezaneilmperoche dopo cbefihauerà accomodato alla fua proportione i due tuoni S e squiottaui, mol-
tiplicandoli al modo, che nel cap. 2 i ,hò moflrato;haueremo collocato nell'acuto il primo Tuono tra la E B, et
laDB,& il fecondo nelgraue tra la FB,& la E B. Et perche ogni Tetrachordo di quefla fpecie, fi capone
di due in teruallt Sesquiottaut,& della proportione Super i 3 .partiente 143 .la quale è la forma del Semituo
no minore offendo F B,&E B Tuono, fimilmente EB,&D B;feguita che C B,& F Bfia l'interuallo
del Semituonojl quale è ilfupplemento delli due Tuoni, alla perfettione del Tetrachordo. Et queflo è mamfe-
flo : perciochefe cauaremo dalla Sesquìterza, che è la forma del Tetrachordo, due proportiom Sesquiottaue,
reflerà la proportione Super 1 3 . partiente 143. continente il Semituono minore. Fatto queflo, per aggiun-
gere al detto Tetrachordo il fecondo detto Mejon, lo accommodaremo al modo , che fi fece il primo , fopra la
linea DB ,& verrà GBetD B, che faranno gli ejìremt,& H B,&GB farà il Tuono acuto, & ilgra -
ne farà I B, & H B . Ma DB ,& I B, per le ragioni dette, far anno il minor Semituono . ^A queflo Te-
trachordo Aggiungeremo il Tuono Sesqmottauo, per il quale fepararemo il Terzo da queflo,et talfeparatio-
nt chiamaremo co Boetw $•!*$■ i«, che vuol dire Dmifwne/laUpial nome il terzo Tetrachordo è detto Dte-
zeugmenon,
Parte. 99
Zgugmenon, cioè Separato . Et quejìafeparationefi ritroua folamente dotte due Tetrachordi, per li interpo-
fitione del Tuono, fi fcompananol'yno dall'altro . Ma quando la chorda tjìrema acuta di yno , è la chorda
eflremagraue dell'altro , allora fono l'imo all'altro congiunti ' ,& tal congiuntione fi chiama Xuvapi • cioè
Congiungimento ; come il medefimo Botilo dimoflra nel cap. i q. del primo libro della Mufica . aggiun-
to adunque che fi hauerà il Tuono al Tetrachordo Mefon , che farà contenuto tra la K B , & la GB, al-
lora fenza alcun mezo moltiplicaremo alla K B il terzo Tetrachordo , alludendo la ieta linea al modo mo-
fìrato ; il che fatto haueremo lefue chorde ejlreme KB,& LB , tramenate dalle MB ,&> N B ,chene
dano la diutfione del Tetrachordo in due Tuoni, & "»»o Semitnono. Horafopra la chorda L B, collocarem»
il quartotTetraclfordo, detto Hyperboleon, operando come negli altri fi e fatto, & haueremo LB,&OB,
the fono lejue eflreme chorde ,& P B,& QB , che fono le melane , le quali fanno la duufione in due tuo-
ni,^ in vno Semituono, fecondo l'ordine principiato ; di modo che haueremo tuo ordine, o diuifione di Quin-
dici chorde ; alle quali a<r rumeremo l'yltimo Tetrachordo detto Synememnon,con<riun<rendolo al fecondo ,
in cotal modo, cioè facendo fopra la chorda G B lafolita duufione, & tra effa&la M B, haueremo le eflre
me chorde, te cui mezane faranno N B ,&RB.E ben nero chef aggiungerà folamente da nuouo la chor-
da R B ; percioche le altre fono communi a vii dm Tetrachordi . Onde credo , che tal chorda fuffe flatà'ao--
viunta per due cagioni ; l'ynaper dare ad intendere, che ogni Tuono fi poffa diuidere in due Semituoni ; l'ai- '
tra per fare acquijlo di yna Diatejfaron verfo l 'acuto, partedofi dalla chorda parhypate mefon.Etfe bene per
altra canone fuffe fiata aggiunta, queflo è di poco momento ; & fa in qttal modo fi yovlia , haueremo per
tale aggiuntione etiaudw il Semituono maggiore, tra la RB,&laKB, contenuto dalla proportione Super
1 3 y.partiente 1187 .detto da 1 Greci k^umì. ,tl quale aggiunto al minore chiamato *™toimì , ne dà il Tuo
no Sesquiottauo : percioche la chorda R B di queflo Tetracliordo diuide il Tuono GB,& KB indue parti ,
che fono le nominate . Quefla adunque farà la intera diuifone , 0 compofitione del Monochordo della prima
fyecie del Diatonico, detta Diatonico dtatono, diuifi, ouer amente ordinatafecondo la mente de oli antichi Pi
thagorìcìin cinque Tetrachordi,nella quale fi contengono Quindici infermili tra Sedici chorde ; le quali chor
de ho de ferine co i nomi antichi, & notate con le fue propomoni , moltiplicate fecondo li modi mojlrati difi-
pranelcap. 3 z.& 3 3. della Prima -paì-tt '. , per maggiore intelligenza di quello , che fi è detto. Etbenche
gli ^Antichi nominaffero le chorde di quefla ordìnatione co. i nomi , li quali ho moflrato , che fono molto diffe-
renti da quelli , che hauemo alprefente ; queflo non è di molta importanza : Imperoche è conceffo alti primi
Inutnton delle cofe , nominarle dalla cagione , ouer dallo effètto loro , oueramenie afùo beneplacito . Nomi-
narono adunque gli ^Antichi le chorde delle lor C etere con tali nomi: perche effendo la Mufica ( come narra
Boetio fecondo il parer di Nicomaco) fiata da principio in tal maniera femplice,che folamente fi adoperaua il
Quadnchordo, il quale ritrouò Mercurio ( come altre yoltefi è detto ) ad, imitatjone della Mufica mondana,
de 1 quattro elementi ;fu ridutta dipoi da Terpandro nel numero di fette chorde, ad imitatione de 1 fitte pia-
neti. Et di qitefle chorde chiamarono la più grane Hypate,cioè Principale, ouer mavgiore,& più honorata ;
Onde Gioite ancora nominarono Hypaton, et li Confoli per la eccellènza della lor dignità pigliarono il predet-
to nome . La feconda fu detta Parhypate -.perche era collocata appreffo la Hypate , La terza chiamarono
Lychanos : effendo che li Greci con tal nome chiamano quel Dito, che noi nominiamo Indice , dal toccare,
che fi fa con lui leggiermente, &• anco perche nel fonar la detta chorda, taliitofiponeua in opera . Mefeft
dice la qitartaxoncwfia che tra le fitte era collocata nel mezo ; La quinta Para mefi , cioè appreffo la Me fi
accommodata; Lafefla Paranete: perche era yicina alla Nete:Ma lafettima chiamarono Netejquafi Nea
te, cioè Inferiore. ^Accrefciutopoi nel modo moflrato tale ordine, le nominarono dai nomi fopr adetti, aggiun-
gendole il nome delli Tetrachordi , ne i quali erano collocate ; & la chorda grauiflima di tale ordine differo
Proslambanomenos, cioè <Acquiflata, conciofia che la aggiunfiro, accioche con la ottaua chorda detta Me-
fi faceffe ydire la cofonanza Diapafon . Et non folamente le chorde di quefla ffecie furono denominate da tali
nomi , in queflo primo genere ; ma le altre ancora di eiafiurì altra fpecie per ogni genere , percioche ognifpe-
cie è diuifa, onero ordinata in cinque Tetrachordh come yederemo ,
;
:
\
' ri.
n 1 Che
DIVISIONE, OVER
Monochordo della prima fpe-
mata Diatoni-
2.304. Nccc hyperboleon .
ajtjl.Paranetehyperbo.
05 r 6 . Trite hyperbolcon .
3071. Nete diexeugmenon *
J4JS. Paranete dieieug.
3 888. Trite die«ugmcnó.
4oj6. Para'mefe .
'.Tuono -
Ji J4. Lychanos mefon .
5tj 1. Parhypate meibn .
tf 1 44. Hypate meron.
'»!». Lychanoshypaton-
777«. Pirhypatehypató.
*r^i. Hypate hypatori'
=ér
jiii. Proslambanomenoj .
Tuo.
Tuo.
S.mi.
'Tuo.
Tuo.
Se.mi.
S.rna.
.Semi,
Tuo.
Tuo.
Tuo.
Si—
o
p
Q_
S.mi.
Tuo-
COMPOSITIONE DEL
eie del Genere diatonico , chia-
co Diatono .
34j-£. Nere i/ne-nermon.
3888. Paranete fynemen.
Tuono .
43 74. Trite fyncmeimon.
«08. Mefe.
=É
Parte. loi
Che gli Antichi attribuirono alcune chorde de i loro iftrumenti alle
Sphere celefti . Cap. 29.
^f OP LN IONE che gli sfatichi hebbero, maf imamente i Pitagorici, deìl'har-
monia , a concento del Cielo , li diede cagione di contemplare intorno a quejìo -varie cofe '.
La onde dalla dmerfità de i lor pareri nacquero diuerfi principi] , & yarie ragioni : Im-
peroche alcuni hebbero opinione, che'l Firmamento, o -vogliam dir Sphera delie flette fifi
fé ,la quale di tutte l'altre è più veloce nel mouimento diurno ( come afferma Platone )
madajje fuori djuonopiù acuto d'ogn altra Sphera ; forfè indutti da quefla ragione ,Che quel corpo jd quale fi
muouepiù velocemente , è cagione delfuonopiù acuto ; onde mouendofi li corpi fuperiori del Cielo più veloce'
mente degli inferiori ; concludeuano , che tali corpifaceffero dfuonopiù acuto . Dall' altra parte erano alcu-
ni, che teneuano il contrario, cioè che la Sphera, della Lunafaceffe dfuonopiù acuto formando tal ragione ;
Li corpi maggiori rendeno mag gior fuono , & piùgraue , di quello che fanno li minori , come fenfatamente
fi comprende ; onde effendo che i corpi fuperiori celefli fono maggiori degli inferiori ; pituita che li fuperiori
corpi maggiori mandino fuori fuoni maggiori , &ptu graui degli inferiori . Quelli che fauorirono la prima
opinione furono molti , tra i quali è Cicerone nellib. 6. dilla Rep. come fi può vedere per le parole pofle nel
cap. 4. della Prima parte ; La quale opinione ^Ambrofio Dottor Santo recita nel fuo Effameron . Ma tra i
moderni fcrittori fi troua Battifla Mantoano Poeta elegantifimo , che ci manifefla tale opinione con que-
fie parole,
Infbnuere poli , longeq; auditm ab alto
ConcentuSj mixtumq; melos, pars ocyus acla
Clarius, & cantu longè refènduti acuto ,
Tarda ibat gr amore Jonò . E ben vero , che quello , che dice ,fi può accommodare a qual fi
voglia delle due narrate opinioni : Perciochefe noi vorremo attribuire la tardità del mouimento annuale al-
la Sphera di Saturno, veramente il fuo mouimento è più tardo d'ogn altra Sphera , come moflra Platone nel
lo Epmom ide : conciofia che fa lafua reuolutione in trenta anni ; & quefìo farà in fiutar di quelli, che tengo-
no , che li corpi maggiorif acino il fuono piùgraue . Ma fé la tardanza fi attribuirà al mouimento diurno ;
farà infauor di quelli , chefituorifiono la prima opinione , & bifognerà intendere il contrario : conciofia che
non gli è dubbio alcuno , come fi vede colfenfo , che' mouimento della Sphera della Luna non fa più tardo
dogri altro, quando datt' Oriente fi muoue all'Occidente . Mafia pure più tardo, opiù veloce, come fi voglia,
che quejìo importa poco a noi ; però la/faremo della tardità , 0 velocità loro la cura agli lAilranomi . Del-
l 'altra f anione fi ritrattano moltr.Imperoche Dione hiflorico raccotando la cagione, perche li Giorni fianolìa,
ti denominati dal nome delle Sphere celefli , & nonfiano numerati fecondo l'ordine loro , incomincia rende-
re tal ragione fecondo l'opinione degli Egittij dalla Sphera di Saturno , venendo a quella del Sole ,ponendo
l'vna & l altra per gli eflremi della confonanzg Diateffaron, {affando le due melane, cioè quella di Gioite,
& quella di Marte ; Dipoi da quella del Sole va a quella della Luna , & forma vn altra Diateffaron ;fi-
milmente da questa a quella di Marte ; & da Marte a Mercurio ne fa due altre; di modo che lafjandoftm-
pre le due mexgne Sphere , rende la ragion di tal Problema , ritornando fempre circolarmente alla prima
Sphera : Onde fi vede , che incominciando dalla Sphera di Saturno , & venendo a quella del Sole ; & da
quefla à quella della Luna,pone la prima come quella, che fa il fuono grane ; & venendo verfo le altre Sphe
re, le pone come quelle, che fanno li fuoni acuii : Imperoche è cojlume della maggior parte di coloro, che trat
tana della Mufca, di por prima ilgraue nelle toro ragioni, come cofapiù ragioneuole, & dipoi lo acuto . Ne
debbe parer Urano, fé Dione ritorna dalla Sphera della Luna a quella di Marte , facendo vn ordine rouefio,
procedendo d.ill' acuto al grane , contrario di quello che hauea moftrato prima : percioche a lui balìa fola-
mente con tal mexo di mofìrar la ragione di cotal cofa ; anchora che quefla ragion non fi a molto fufficiente a
fauonr tale opinione.Euui etiandio l'opinione degli antichi, che pone Plinio nella fua Hifloria naturale, pri-
mieramente deli' H armonia celejìe, dipoi dell'ordine ; onde dice, che la Sphera di Saturno fa il tuono Dono ,
quella di Gioue il Frigio , & le altre per ordine altri Tuoni . Onde non è dubbio , che effendo il Dorio tenuto
dilla maggior parte de i Mufici piùgraue del Frigio , la Sphera diSaturno nanfa quella , che faccia il fo-
no grane.
!o2 Seconda
"ugnate . oltra di queflo ( lajfando molti altri diparte ) hi è Boetio, il quale , quafi recitando l'altrui opinio-
nc,attribmfce la eborda Hypate a Saturno, che è d'ogn altra grauijhna ; dipoi pia abaffo attribuisce alla me
"cJimajphera (fecondo la-prima opinione medesimamente da lui recitata) dfuono acuto , & li grani per or-
dine, attribuendo il vranijìimo aio-lobo lunare . Da quejìe differente nacque, che i Filofof , per yoler modra-
rein atto quella harmouia,cheper ragioni conofceuano effer nelle ffhere celedi attribuirono a ciafcunaifi co-
me erano di d'merfi pareri delfito de ifuoni grani ,& acutfdiuerje chorde de i loro finimenti panatamente
ordinate : Imperoche quelli, chefauormano la prima opinione, attribuirono allaffhera della Luna , Pianetaa,
noi pm Vicino, la clwrda ProsLmbanomenos,perche fa il fuono piti grane di qualunque altra , a quella di Mer
curio la Hypate hypaton ; & all'altre fphere l'altre chorde per ordine, fecudo che fono pofte nella figura mo-
tivata difopra.Ma quelli,che haueano contraria opinione, attribuirono la chorda Hypate mefon allaffhera di
Saturno ; perche fi penfauano , chefaceffe il fuono più graue d'ogn' altra Jfhera ; la Parhypate a Gioue ; Ly-
clìanos a Marte ; & Mefe al Sole; & cofi all'altre attribuirono altre chorde, fecodo il mofìrato ordine. Et fi
come furono di yano parere intorno a quello , che m detto ; cofi anco furono differenti nel porre le chorde a i
loto ijìmmeti : Imperoche quelli,che hebbero opinione ,che Saturno facete il fuono acuto, et la Luna il rram 3
JrtCT
f.«Bra«m«
Parte .
105
pofero le chorde acute ntl [oprano luogo dell' finimento , ouer nella parte dejlra,& le granì nel luogo più
baffo, ouer nella parte fimftra ; & quelli,, che erano di contrario parere, faceuano al contrario : conctojiache
puifeuuno le grani nella parte [upenore, ouer nella banda deèlra ; & le acute nella inferiore, ouer nella banda
[imflra . Ma Platone accommodò a ciafcuna fphtra ( come nella Prima parte ho detto ancora) vna Sirena ,
' cioè una delle voue M'ufè, che manda fuori ( come dice) la [uà -voce , ofuono, dal quale nafee fharmonia del
Cielo . Et benché non ponga l'ordine loro, nondimeno il dottifiimo Marfdio Ficinofopra quello del Furor poe-
tico di Platone Jo pone ; <& applica alla prima fphefU lunare la Muft dettaThalia , Euterpe a Mercurio, E-
rato a Venere , al Sole Melpomene , & cofi le altre per ordine ; come nella figura fi uede . E ben nero, che
attributfce Calliope a eufemia jfihera , per dinotarci il concento , che nafee dalle voci di ciafcuna . Ma perche
( come dice Plinio) quefle cofefi vano inuejìigando più predo con fonile dilettatane, che neceffaria ; però fa-
rò fine, battendo ragionato a baflanza di tal materia ; e t verrò a mojlrarejn che modo le predette Sedici chor
de fiano fiate nominate da i Latini .
In che modo le predette Sedici chorde fiano fiate da i Latini
denominate . Cap. 5 o.
T BE N C HE gli antichi Greci nella fabrica , 0 dmifione del Monochordo , confide-
raffero follmente Sedici chorde , diuife in cinque Tetrachordi , ne tentaffero di paffarpiu
oltra,per la ragione detta difopra ; nondimeno li Moderni non contenti di tal numero , lo
accrebbero paffando più oltrahora nel grane, &hora nell'acuto: Jmperoche Guidone
^Aretino nel [ito Introduttorio , altra le nominate chorde , uè ne aggiunfe delle altre alla
Jomma di Ventidue, & le ordino infette Ejjachordi ; & tale ordinazione fu,& e più che mai accettata, &
abbracciata dalla maggior parte de 1 Mnficipr attici : effendo che in effafono collocate , & ordinate le chor-
de al modo delle moflrate Pithagonce. Et perche ciafcuno Effachordofi compone di Sei chorde,però e dinomi
nato da tal numero : che vuol dire Di jet chorde . E ben vero, che a ciafcuno di efii ,.aggiunfe per commodtta
de i cantanti alcune di quefle fei fillabe , cioè Vt, Re, Mi, Fa, Sol, La ; cauate dall' Hinna di Santo Giouan-
ni Sattifiajl quale incomincia in tal modo ; Vt queant laxps Refonare fibra Mirageflorum Famuli tuorum,
Solite polititi Labij reatum Sanale Iohannes ; & li concatenno con tale artificio, & in tal maniera ; che cia-
fcuno contiene tutte le jfiecie della Diatefjaron, le quali fono tre, comevederemo nella Terze parte ; accom-
modando il Semituono, circofiritto da quelle duefillabe mexaneMi,<& Fa nel mezp di ciafcuno. Ma aggiu
fé primieramente alla chordaProslambanomenos nella parte grane vna chorda, diflanteper vn Tuono, &
lafegno con vna lettera greca mainfcola in queflo modo T, &> le altre poi con lettere latine ; per dinotarci ,
che la Mufica (come vogliono alcuni) fu ritrouata primamente da 1 Greci, &pofta in vfo, & che alprefen
te da i Latini è honoreuolments poffeduta, abbracciata, & accrefeiuta . Et alla predetta lettera aggiunfe la
prima delle feifillahe ; cioè Vt in queflo modo r , ut, che vuol dire Gamma, ut ; et cofi nominò la chorda ag
giunta di tal nome ,&èla prima chorda della fua ordinatione . Chiamò poi Proslambanomenos de i Greci
^4 re, ponendo infteme laprima lettera latìna,& la feconda fdlaba delle moflrate; & fu la, feconda chorda
delfino Introduttorio . La terza poi, cioè la feconda greca, detta Hypate hypaton, nominò R , mi ; ponen-
do infieme la feconda lettera latina, & la terza fdlaba feguente ; i&pofe tal lettera quadrata, differete dal-
ia b rotonda, per dinotarci la differenza de t Semituoni , che fanno quejìe due chorde : conciofiache non fi-
no in vno ifteffo luogo, quantunque fiano congiunte quafi in vna iftefja lettera ; come altroue vederemo. No-
minò dipoi la quarta C, , fa ut,& ilrejloper ordine fino a Nete hyperboleo,applicandoli vna delle prime let-
tere latine, cioè \A, fc} , ouer b ,C,D,E,F ,G, defcriuendole nel primo ordine maiufcole , nel fecondo
picciole, t& nel terzo raddoppiate > come nell'introduttorio fi vedeno . Ma fopra Nete hyperboleon ag-
giunfe altre cinque chorde nel terzo ordine, cioè bb fa,^^ mi; e e, fai fa; dd, la fol ,et e e, la; et
fece queflo per finire gli vltimi due Effachordi , de 1 quali l'vno ha principio in f, & l'altro in g; & per
tal modo le chorde Grece acquiflarono altra denominatione . Fu tenuto tale ordine da Guidone ( com'to ere
do) forfè nonfenza cbfideratwne, applicando cotalifilla.be alle chorde [onore, moltiplicate per il numero Sette
nano : perche compre[e,che nel Settario fi conteneua la diuerfità de i Tetrachordi , & che nel Settenario e-
rano Sette fuom, o voci jl'yna dall'altra per naturai dititfwne al tutto variate & differenti ; come fi può
vedere^
104
Seconda
INTR0DVTTORIO>
tino ordinato fe-
Pithagorice
DUto-
Hete hyperbol.
nranetehyo.
Trite hyf boi.
^etediezeug.
Paranete die.
Trite dieieu.
Paramefc
Tuono .
Mete.
Lycha. roef.
Parhyp.mef.
Hypate mef.
tycha. hyp.
Parhy. hypa.
Hypate hypat.
Proslabanomen.
'53«
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la
tuono
tuono
ie.rni.
le. ma.
fé. mi.
tuono
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fé. mi.
tuono.
tuono
fé. mi.
>rfc. ma.
fé. mi.
tuono .
tuono.,
fé. mi.
tuono,
tuono,
fc.mi.
tuono.
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DI GVIDONE AR.E-
condolediuiiìoni
nel genere
Nctefynem,
Paranet.fyne.
Tuono .
Trite fyneme-
Mele,
attm
vedere, & -udire nelle prime fette chorde, le quali fino ejjentia.li, & ninna di loro fi afimiglia alt altra di fio
no : ma fino molto dtuerfe . La qual diuerfità conobbe il dottifiimo Homero, quando nell'Hinno fatto a Mer
curio dijfe;
E'??» S'è trv/J^dvm alai Ì7aMtJtxd,7o yvfS'iLs . CWe
Ma Sette chorde fatte di budella
Di pecore diflefe , che tra loro
Erano confinanti . Cofi Horatio parlando allo itteffo Mercurio , commemoro tali chorde
con quelle parole.
Tuque tefludo refinare feptem
Callida neruK . Et fi bene Teocrito pone, che la Sampogna di Menale* paflorefaceffe Nuo-
uefuoni differenti , quando diffe ;
c3- Sv'piyy&v imnrtw luthàv t'yà iwtdovvw, che vuol dire ,
Quejla beila Sampogna , la qual feci
Di Nuouefuoni ; Credo io, che quejlo habbia fatto: perche (come è manifefto,& lo afferma
Giouanni Grammatico ) Teocrito fcrtffe nella lingua Dorica lefitepoefie , le quali cantandofi alla Cetera ,
ouer Lira, fi cantauano nel Modo Dorio,che procedeua ( fecondo che Tederemo nella Quarta parte)
dalgraue ali acuto ,0 per il contrario, per un tal numero di chorde . Ma Virgilio fio imitatore accurdandofi
con
Parte.; ioj
con Nomerà , nella Bucolici efpreffe il numero di Sette chorde folamente dicendo >
Efl mihi difparibuì feptem compitela cicuta
Fijìula . Etnei libro Seflo della Eneida toccò tal numero dicendo ;
Nec non threicuts Vates, & langa cnm vefìe facerdos ,
obloquiturnumens feptem difcrimma vocum . Similmente Oitidio nel fecondo libro delle
Trasformatiom difife ; Difpar feptenkfiflula camm .
Et però congiudicio ( come ho detto ) efife lettere da Guidone furono replicate , & non -variate : perche
conobbe, che l'Ottaua chorda era filmile di voce alla prima, la Nona alla feconda, L Decima alla terza,, &
le altre per ordine . E vero , che non mancano quelli , che per le auttorità addute de i Poeti vogliono inten-
dere le Sette confionanxe diuerfie , contenute nella Diapafon , che fino tv ni fono , il Semiditono , il Ditano t
il Diapente, l'Ejfiichordo minore, il maggiore, & effit Diapafon ; Et altri anco, che intendeno tlfimiglian-
te, la ffando fuori l'Vmfiono, perche non è confinando, propiamente detta(come vederemo alfitto luogo') ponen-
dola la Diateffaron ; Le quali opinioni nonfiarebbeno da fpexzare, quando fuffero fecondo la mente di tali au
tori, <& nonfuffero lontane dalla ventà:Imperoche fieguendo i Poeti indubitatamente la opinione di Pithajro
•ra,di Platone, di ^friflotele ,& di altri eccelkntifiimi Mufiici & Filofofipiù antichi;non fi può dire, che mai
haueffiero alcuna opinione, di porre il Semiditono, il Ditono,&> li due EJfitchordi nel numero delle cofionanxs ,
per le rao-wm dette difiopra nel cap. i o. Mafie alcuno dicefie , che nella Diapafon fiìritrouano non filo Sette
tuoni, o voci diffierenti;ma di più ancora, come fi può vedere negli i finimenti artificiali ; il che argmfce con-
tro, quello,che difiopra ho detto : Si ridonderebbe, che è vero,che tra la Diapafionfii ritrouano molti fiuoni dif-
ferenti , oltra li Sette nominati : ma tali fiuom non fino ordinati fecondo la natura del genere Diatonico ; ne
meno fono cauati per alcuna duufione dalla Propòrtionalitàharmonica.
Confideratione fopra la mollrata Diuiiìone, ouero Ordinatone , & fopra ,
l'altre fpecie del genere Diatonico polle da Tolomeo . Cap. 31. '■
E NOI vorremo effaminarla moflrata diuifiìone , ouero ordinatone , non è dubbio ,
che ntrouaremo in lei vna grande imperfettione : conciofiia che èpriua di quelli interualli,
che da tutti li Mufiici dicommun parere fimo accettati al prefente per confonanti, &fòno
quelli del Semiditono, del Ditono, &> li compofli, i quali nelle loro compofiitioni cotinoua-
mente fi odono. Et benché quefli interuallijn quanto alnome,flntrouino nella detta ditti
fwne;nonfiono però da i loro muenton fiati confiderai! per confinanti : percioche veramente non fino . Et che
elòfita vero,nonfiarà cofa difficile da moflrare, quando vorremo credere quefli Principtj:primieramente,Che
da niuno altro venere ,0 fpecie di proportione , che dal Moltiplice , ^7* Siiperpartìcolare infuori ( come vuol
Tolomeo, Boetió, & la miglior parte de tutti li Mufiici) può nafcère forma di alcuno interualìo , che fa atto
alla generatone di alcuna confonanxa . Dipoi , Che due qualfii vaglino interualli fiemplici , contenuti da vna
iflefif a proportione , filano di qual genere, 0 fpecie fi vogliano, da quelli che hanno la 'hr forma, dalla Dupla in
fuori, aggiunti infiiem.e non fanno confonanxa alcuna ne i loroeflremi;comefipuò^vederefaccdone la prona .
Oltra dt queflo, Che niuno Jnterualloja cui forma fi ritroui nellifiioi termini radicali fuori del numero Sena-
rio, è confonante . Et quefli tali Priucipij faranno il fondamento di queflo ranonamento,per li quali prouarò
effer vero, quello ch'iohò détto in queflo modo. Quella cofitfi dice effer perfetta Infecondo il Ftlofifo ) ultra la
quale ninna cofitfi può de fider are, che faccia alla fila perfettione ; Efifendo adunque che in tal diuifiione fi può
defiderare tharmoniaperfetta,per effer priua di molte confionanxe, che fono le già nominate, le quali fanno la
perfetta harmonia;nonè dubbio alcuno, che ella non fila imperfetta-.Percioche fi noi pigliar emo ali eflremi del
laproportwne delDitono,et del Semiditono già mofìrati, che fonala Super i-j.partiete 6^.etlaSuper 1 j.
partiete 8 1 .li quali fienxa dubbio fono nelgenere Superpartieie ; per il primo dell'i detti Principi] potremo ef-
fer chiari,di quello ch'io ho detto:CÒciofia che efijendo quefle due proportioni cotenute nel detto genere, no fono
altramete confiinanti;onde non ejfeudo confinanti, fono neceffanamete difinanti.Sipuò etiandw prouareper il
fecondo principio, che'l Ditonofia in confimateipercioche in effofono aggiunte infieme due proportioni Sesqui
ottaue.llterxo principio anco dimoftra^hene tlDttono,ne il Semiditono già moflrati filano còfionantv.impe-
roche le proportioni,chefino la forma di cotali interualli,no hanno luogo tra le parti del Senario.llmedefiimo
0 etiandio
«
io6 Seconda
etiadio fi potrebbe dire dell'Effachordo maggiore,et del minore-perche fono cupofli delia Diateff-ron,che e co
fonanxa,et del Ditono ,ouer del Semiditono moftrati,chefono diffonduti; maperbreuità Uff arò tal ragion ci-
mento dei yn auto . Se adunque tali interualli non fono con fonanti; non può efferper modo alcuno, che tale or
dine fa perfetto : ejfendo che in lui mancano quelle cofe, che fanno alla fra perfittione . De qui facilmente fi
può comprendere in quanto errore incortino quelli , che fi afaticano ornatamente di voler mostrare , che li
fprapoili interuallifano confonanti ; &> chef ano quelli , che p pongono in vfo alprefente da i Mufici nelle
loro harmome ; & infume fi puh vedere \ in che modo dimoflnno di ìunerpoco mtefo Boetio , quando fi vo-
o-lwno valere della fu.i auttorttà, volendo prouare la lorofalfa opinione per uera . Ma fé vogliono pure l'auto-
rità de ?h ^Antichi folamente , & non le ragioni addutte da t Moderni 3baflarìifolament e quello, che dice Vi-
truuwin queflo propofto, per moflrarli il loro o-rande errore, il quale dice chiaramente, Che la, Terza, la Se-
fa, & la Settima chorda non poffonofar le confonanxe ; <£7" tutto s'intende quando fi aggiungono alla pi i-
ma . Et benché in queflo genere fi ritrattino molte jpecie , come ho moflrato ; vna di effe folameme è quella ,
che ne da tutte le confonanxe, & la perfittione dell'harmoma ; la onde fi vna fola fpecie è quella , che ne da
quello, che veramente è neceffario; che bifogno adunque era dell'altre jpecie ? Veramente non faceuano dibi-
foTno , confiderata la Mufica quanto all'vfo moderno : ma con f derata inquanto all'vfo de gli antichi , non
erano fuori di propofto : perche nulla,opoca confderatione haueano de tali confonanxe, £?* tutta la loro har-
moma conffleua nella modulatone di vna fola parte . Onde fi puh dire, che a loro bafìaua anco vna fola lìs-
cie di modulatone per ognigenere ( cauandone li Modi delli quali parlaremo nella Quarta parte ) & che la
varia diuifone de i Tetrachordi era co fa, che più predo apparteneua alla parte Speculatimi, che alla Pratti -
ca :percwche quando haueffero voluto porre in vjo perfettamente ogni jpecie diciafeun genere , ah farebbe
flato imponibile , come vederemo . Et accioche queflo non pari frano , hauendo veduto difopra la dm f ione
della prima fpeae del Diatonico, verrò alle diuifoni dell'altre fpecie ag crjunte da Tolomeo, le quali (come di-
cena ) all'vdito erano molto confentanee , & molto grate ; £7* le loro proportwni ( come fi potrà vedere per
ciaf un Tetrachordo ) fono fottopofle al venere Superparticolare : conciofache hebbe opinione , che in queflo
genere di proportione fi ritrouaffe vna gran forxa nelle modulatiom harmoniche . Laffarh di ragionare della,
feconda fpecie pofìa da Tolomeo , la quale chiama Diatonico fyntono :percioche di effa intendo lungamente
ragionarne, & moflrare,che in effa fi ritroua la perfittione dell'harmoma ; & verro a ragionare della Pri-
ma jpecie, la quale nomina Diatonico molle ; & moflrarh quanto di imperfetto fi trotta in effa . Dico adun-
que che dopo che noi haueremo congiunto infeme li due primi Tetrachordi di qitefla fpecie , cioè l'Hrpaton ,
& il Mefe, aggiungendoui nelgraue la chorda Proslambanomenos, di modo che contenghino la conf. nan-
Sesqui». ^ Sesqui io. S- Sesqui». ~ Sesqui 7, "|t Sesquijo. | Sesqui;,. 2 Sesqui 7. £
-Ni'
t Diapafon;
Parte .
107
Rgf Diapafon ; il numero di Otto chorde, che nafcerà da tal congiuntone, farà [ufficiente a, moflrar lafua im-
perfettione : Imperoche nel primo ajpetto cederemo , che in ejfo non fio fi ritroua la perdita del Ditono , del
Semiditono , & delmao-tnnre, & del minore Effichordo : ma di più Tederemo , chefaràpritto delmaggto-
re,&de't minor Semituono. Simigliantemente lo Tederemo effer pnuoddla Diateffaron tra la prima &
la quarta chorda,& della Diapente m molti luoghi: conciofia che le chorde cjìreme di tali infermili non fono
ftjfcìenti a dare tal con[nanze,per non effer tra loro proportionate per numeri harmonici.Per il che ,ft co-
me nella diuifwne del Diatonico diafano [fi ritroua da Proslambanomenos a Mefe cinque Tolte la Diateffa-
ron,& la Diapente quattro Tclte;cofi in qtieflaJ'Tnafi ritroua quattro i>olte,& l'altra Tnafolamete, come
li può -vedere, , Là medefima imperfettione anche [potrà ritrattare nell'altreotto chorde acute di quefla/pe
eie da Mefe a Net e hyperboleo ', quando [ Torranno aggiungere a quefle : ma per breuità in qttefa,& nell'ai
tre [guaiti fi laffano:percioche il dfcretto Lettore potrà, qualunque Toltali piacerà^? giungendole chiarir fi
d'ogni dubbw,che lipoteffe occorrere . Ma per yentre all' altra Jpecte dico, che la iflefa imperfettione qua[[
ritroua tra le otto chorde del Diatonico toniaco , chef ritroua nel Diatonico molle. ; come tra gli intentaci dl
■r^r--^TT^,"i
- -
qttefto effempiofi Tede. Non douemo però credere, che'l Diatonico equale fi a lontano dalla imperfettione:
berctoche quando qtteflo [ crede[e , dalle chorde pofìe qui fitto ognuno farà fatto certo. Onde [può tener
beri/ero, che o_lt antichi nelle loro melodie haueffero maggior rifletto alla modulatone ( come[ è detto)che
atta perfezione dell'harmonia ; & queflo hormai è mantfeflo : effendo che quando bene haueffero tefe le chor
de de i loro finimenti fotto la r anone delle moflrate proportioni , &> diu'fioni ,[arebbe flato impoftbile , che
daquelle mai haueffero potuto cattare l'harmonia perfetta :poi che allafuaperfettione, non follmente vi con-
correno le confonanxe perfette ; come è la Diapafin, la Diapente , & la Diatefaron ; ma etiandio le imper-
fette ; come è il Ditono,il Semidttono, & l'uno & l'altro Effachordo . Nefolamentefi trotta taldiffetto nel-
le moflrate (pecte di queflo primo genere : ma anco in tutte l'altre fpecie degltaltri due generi [/ritenti ; come
a mano a mano, Tenendo alla diufwne, 0 compoftione della prima fpecie del [condo genere , detto chroma-
tico,[on per dimoflrare ,
0 1
Del
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Seconda
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^^. Diapente. ^^r
DIATONICO EO^VAIB
Del genere Chromaticó , & chi Ila {lato il Tuo inuentore,& in qual ma-
niera lo potefle trouare .. Cap. } 2.
OLENDO adunque ragionare delfècòndogenere di Melodia, detto chromatico, di-
co, che Timotheo Milefio(come vuole Suiàa,& Boetiofu di effo l'inuentore : imperoche
hauendo aggiunto yna chordafopra quelle, che ritrouò nell'amico ijlrumento , hauendo
prima riceuuto yna modella harmonia, moltiplicandola per tal modo, la riuoltò nel dit-
to genere , il quale fen%a dubbio è più molle del Diatonico . Per la qued cofa i Lacedemo-
ni] , che hebbero fempre cura , che non fi rinouafje cofaalcuna nella loro Rep. lo bandirono di Sparta -.perche
haueano opinione, che la Mufica accresciuta per tal modo, offendeffe grademeie l'animo de igiouani a cui in-
fegnaua, &gli impediffe, 0 ritraheffi dalla modejlia della virtù . Et per moflrare,chefe alcuno per l'au iu-
re haueffehauuto ardimento di aggiungere ,0 rinouare più alcuna cofa nella Mufica , non farebbe p.xffato
fenxa la debita punitione,fòJfe(èro(come dice Paufania) lafua Cetera in vn luogo eminente, accio he ognu-
no la poteffe vedere . Ma perche Paufania dice , che le eborde , che aggiunfe Timotheo alle Sette antiche ,
furono quattro;& Boetio dice(come habbiamo veduto) che fu vna ; però ( per non laffar tal cofa fenxa qual
che confideratione ) ripigliando alquanto in alto il nofìro ragionamento, dico ; Che il genere Diatonico, auatt
ti che alcuno altro genere fuffe ritrouato , & auanti che Pithagora ritrouaffe la ragion de 1 numeri ,fu prò-
dutto dalla natura nelìeffere , che lo veggiamo nelle Jue cofonanxe perfette ; E' di ciò ne fa fede la Lira,o Ce
ter a di Mercurio, la quale fu ritrouata intorno gli anni 1 6 5 5 . auanti l'^A no di nojlra Salute , le cui chorde
(come moflra Boetio,et difopra alcap.y.fiè moJìrato)erano ordinate in tal manierale in effe fi feorgeua nìi
fola la proportionalttà Geometrica,et t <Anthmetica; ma l'Harmonica ancora;come fi può vedere tra 1 termi
m delle loro proportioniidt modo che alcuni hebbero opinione,che in fé coteneffe vna Maf 'ima, et perfetta har-
monia. Magli altri due generi furono ritrouati dopo,per gran jjiatio di tempo, & furono collocati tra l Diato-
nico . Onde effendo fati per tal modopofli mfieme , molti Mufici sfatichi , tra t quali fono Tolomeo , Bnen-
nio, & Boetio , hanno hauuto parere, che altro nonfufero gli due vltimi, che la Injp'efJ.itione del primo ge-
nere : conciofia che chiamauano ogni Tetrachordo injjieffito , quando rendeua l' internatio acuto maggiore
in quantità deglialtn due tirimi grani : & queflo veramente è cofapropia di quefli due vlt imi generi, come
ne 1 loro Tetrachar di primi , pofli di fopra al cap. 1 6. fi può vedere . Se adunque noi li uorremo conflagrare
con
Parte. 109
con diligenza, ritrouaremo,che le chorde eflreme del Diatonico/òrto immutabili,^ agli altri due generi co-
muni, non filo di proportioni, ma etiandio difìto ; Et ritrouaremo, che le due melane ( ancora chefianofert
%a varietà di proportioni )fino per il fitto variate . Ritrouaremo anco, che cotale Infpejfiationeffa primie-
ramente Per lo aggiungere di vna chorda, chef pone tra la feconda, & la terza del Diatonico Ja qttal chor-
da con la vltima acuta , contiene vii Tnhemituono ; & con la prima grane , infieme con la feconda ,
& l'vltima, cottituifie da per fé yn Tetrachordo nuouo ; il quale ( per le ragioni dette nel cap. 1 6.) fi chia-
ma chromatico . Per l'aggiungimento poi di vn altra chorda pofla tra la prima , &> la feconda Diatonica
oraue, nafce il terzo genere detto Enharmonico -.perche diuide ilSmituono, in due parti, cioè in due Diefs;
&> per tal modo quefia chorda con la efrema grane, & la feconda diatonica, <*t* la vltima,fa da per [e vn
alfro Tetrachordo detto Enharmonico . Et quantunque lafecoda Diatonica f muti nella terza Enh armoni-
ca,quanto alfto , & che per quitto venghi a perdere ilnome ; nondimeno non muta luogo , ne proportione :
ma retta dt quella quantità, che era prima . Si vede adunque, che tale Infyeffamento è fatto per l' aggiunta-
ne di due chorde mezane nel Tetrachordo diatonico, le quali fanno nel detto Tetrachordo gli altri due nomi-
nati : di maniera chef come prima era vno,f trottano horaejjer tre aggiunti infeme& di vno Genere tfi
fer fatti tre Generi ; & di Tetrachordo, che era per alianti, ejfir fatto Effachordo ,che contiene li tre nomi-
nati Generi, & li fuoi Tetrachordt \come nelfottopotto effimpiof può vedere ; le efreme chorde del quale t
cioè la orane , e$p la acuta fino communi , & ttabili ; &fino la prima , & la vltima in ogni Tetrachordo
di ciafcun » enere : Ma la Seconda è la feconda chorda particolare del Tetrachordo Enharmonico, & non co-
mune ad altro genere , come è la Terza , la quale è commune a ciafimo , ancora che ella fa la terza dello
Enharmonico, & habbia variato il nome , tenendo Hpropio nome negli altri due , &fimilmente il fecondo
luogo de i lor Tetrachordi . La Quarta poi è particolare ,&èU terza delTetrachordo chromatico ; Cofi
anco la Quinta effendo particolare del Diatonico , viene ad e fer la terza chorda delfino Tetrachordo . Ne
ber altro il Tetrachordo diatonico fu injpefato per mal modo dagli altri due generi , da i loro inuentori (fe-
condo il parere di alcuni) fi non accioche in vno ttteffo ittrumento, con quelle chorde, che fono naturalmente
ordinate , & diuife nel genere diatonico ; & con le chromatiche,& Enharmoniche aggiunte, & ritrouate
prima con artificio, fpctejfi hauere nelle harmome maggior foauità . Per venire adunque alla rifilutiont
6144 Hypatt mefin . Diat. chro. Enhar.
*: 6912 Lychanoshypaton. Diatonica,
li
4 7196 Lychanoshypaton , chromatica
j 7776 Parhypatehypato. Diat.Chro.Lych.hyp.Enh.
s 7984 Parhypatehypaton. Enharmonica
819? Hypatehypatòn . Dìat.Chro.Enhar.
del dubbio propojìo, dico, che quando Boetiofa menùone di vna chorda fila, intende filamente di quella, che
fa la infpeffatione del Tetrachordo diatonico dalla parte acuta, la quale è la particolare, et ef enfiale del Chro
matico ,&èla Quinta nel mottrato ordine , che con le due eflreme, & la feconda fa la varietà del Tetra-
chordo chromatico . Ma quando Paufaniafa mentione di Quattro , non vuole inferire altro , fi non le quat-
tro nominate , cioè tutto il Tetrachordo intero , che fono le chorde effentiali di tal genere ; ancora che la pri-
ma, la terza, & lafijìafiano etiandio diatoniche . Et che quefofia vero , lopotemo comprendere dalle fue
parole
Seconda
Tuono .
Tuono .
ITO
parole , che dicono, che Tìmotheo aggìunfe Quattro chorde alle Sette antiche Je mali erano lefottopofte, or~
dtnate da Terpandro lesbio, in cotat maniera ; ^ille quali effendo flato aggiunto la Ottaua da Licaone (co-
me moflra Boetio) furono fcf ara-
te in due Tetrachordi . Di manie -
ra che fi come il Tetrachordo Me
fon era a-t.ì connunto colSvneme
n ri
non/ofi renarono dunfv.percwche
lipofè di flauti timo dall' altro per
■yn Tuono /he fi trouatra la chor
da Mefe , gj)a la Par. ime fé ; come
qui fi uede nel fottopojìo efjempio.
Onde nacque , che l'imo di qiieSlì
Tetracordi fu chiamato Me fan ,
& l'altro Diezeu<rmenon ; ci/* la
chorda Trite del foprapoilo perfs
il nome , ne hebbepiu luogo alcu-
no , come ne moflra Boetw nel pri
mo libro delia Mujia al cap. i o.
Semituono ,
Tuono.
■
Tuono.
Semituono .
Nete.
Paramete .
Paramefe,oTrite.
Mefe, »
Lychanos ..
Parhypate .
Hypate .
Tuono .
Tuono .
-Nete.
■Paramete.
Semituono .
Dipoi hauendoli Profraslo aggiunto migrane ima chorda, la chiamò Hyper hypate :percwche. la collocò fo
pra la chorda Hypate ; & Ejhacho «gg'unfe la Decima ; & a quefte due ; jen%a alcuna yanatione del-
le prime, Tìmotheo a^iìt'e la Vn
decima ( come dice Boato, fgp co-
me di fopra nel cap. i. dicemmo)
perauentura, accioche nel graue
potefje iutiere i>n Tetrachordo vi
■ tero , & lopoteffe con?um<-ere al-
la chorda Hypate ,- onde pi nomi-
nato dipoi Tetrachordo Hypaton.
Et di tal chorda non ne fa melino-
ne alcuna Boetw , nel cap. i . del
libro prtmo della Muflca : ma
fi bene nel'cap. i o. Effendo dipoi
flato accrefciittoda molti il nume-
ro delle chorde nel foltto tflrumen-
tofno a Quindici, et duiife in quat
tra Tetrachordi/ome nell'Ottano
effempio del <nà detto luogo di Boe
t io fi può yedere, Tìmotheo ritor-
Tuono .
Tuono .
Tuono.
Semituono .
'Trite.
• Paramefè .
■Mefe.
Lychanos .
■ Parhypate ,
-Hypate.
nò alfuo luogo ilTetrachordo , il quale per aitanti era slato leuato da tale iflrumento da Licaone , &0t in
tale ordine il Quinto ,& lo cìnamò Synemennon , come era chiamato per aitanti , cioè Congiunto . Et tale
aggiuntione fece nafcere yn Tetrachordo differente dagli altri xonciofia che la Trite synemennon pofla tra
la Mefe , & ut Paramefè , diuide il Tuono in due Semituoni, come nel cap. 1 8. di fopra fi può l'edere . Et
quefte, credo io, che pano le Quattro chorde, che dice Paufania , che Timotheo aggina fé alle Sette antiche,
Le quali chorde fono véramente le Sette chorde principali,^ effentiali del venere Diatonico , come nel cap.
3 o. di fopra ho moftrato : &fouo le Sette prime contenute ne i due primi Tetracbordì della diuijione pofla
nel cap. z S.chefono ordinate in due Tetrachordi congiunti, fi come fono quelle,che poflefono dijopra nel Se-
condo effempw, ancora chefiano Tariate di nome , & per altri nomi pano denominati i loro Tetrachordi, il
che importa poco . Per tal ina adunque fu accrej cinto il numero delle chorde dell'antico 1 finimento f no al nu
mero di Sedici,& la detta chorda Trite -venne ad ejjere la Nona, & è quella,dtlla quale parla Boetio,qua-
do diffe , che Tìmotheo aggiunft yna chorda a quelle , che ritrotiò nell'ijìrumento antico '• Imperochefefujfe
altra-
Parte. in
altramente, non vedo in qual modo poteffe effer vero quello ,che dice Plinio nella fusi Hiflona naturale ; che
Timotheo fu quello, che aggiunfl la Nona chorda nel [olito iflrumento . Et benché Boetio nel lib. i . non fac-
cia mentirne alcuna di queftoTetrachorda , nondimeno lo pone nelle dwftom del Monochordo , che lui fa ne
vii altri libri . Et perche forfè alcuno potrebbe dire 3 che efjendo il Tetrachordo aggiunto Diatonico , & non
chromatico , non potata fare altra modulatione 3 che Diatonica ; nepoteua [erutre al genere chromatico :
conciofa che non habbia in fé quelle proporzioni , che fu rttrouano ne i Tetrachordi diramatici , moflratì da
Boetio ; Io njfondo, che veramente era Diatonico, &per quejh non refla, che non poteffe formare ilcbro-
matico,procedendo dalla chorda Mefe alla Trite synemennon, & da quefla alla Pararne fé, & da P ararne -
fé alla Netesynemennon , le quali tutte fanno vn Tetrachordo chromatico . Et ancoraché lefiie proportioni
fuma molto differenti da quelle, che ne dà Boetio ; queflo importa poco : imperoche la diuerfità del venere non
nafcefe non dalla mutatione, & variatione degli interualli,che [puh fare ottimamente modulando dal grò,
uè all'acuto per T» Semituona nel primo internatio, & per vn altro poi nel fecondo ponendo vlttmamente nel
terzo vn T rihemituono ; & co[ procedendo dall'acuto algraueper il contrario . Et [e bene (come ho detto)
le Proportioni [no differenti, puh nafcer da quello , che battendo Timotheo ritrouata queflo genere , g£< vo-
lendo lui ,ouer amente alcuno altro Mufico ridurlo fotta la ragione delle proportioni ; ritrouando la mo-
dulatione del Tetrachordo chromatico molto differente da quella delDiatonico , volfera ancora , che le pro-
portioni dellifuoi intemalli fufjerq differenti : perche tali dijferenze,per effer minime, difficilmente fi poffono
capire. La onde è d'i crederebbe dipoi le varie opinioni, <& dimrfe ragioni , & principij, che hebbero i Ma-
fia di quei tempi, gli ìnducejfero a ritrouare diuerfi InteruaUi:concio[a che non contenti di vnafolaffecie dì
modulatione, & di harmoniaper ciafcun genere , fecero (diuidendo il Tetracordo in molti modi) in aafcuno
genere molte ffecte , come di fopra hh moflrato . Et fé bene è cofa difficile il voler narrare in mal maniera
Timotheo poteffe ritrouare, o inuefligar queflo genere ; effendo che appreffo di alcuno [nuore mai fin hora
l'habbia potuto ritrouare ; nondimeno fi puh moflrare con qualche ragione , che effendo le nominate chorde
ordinate in tal maniera , & effendo in loro la modulatione in potenza , che Timotheo effercitandofi nelge-
nereDiatonico, tentafje molte volte dipanare con la modulatione per lo aggiunto Tetrachordo, toccando do
pò la Mefe la Tritesynemennon , paffando dipoi da quefla alla Paramefe , ariuando etiandio alla Paranete
synemennon, ouer Trite diexettgmenon, che fono vna charda ifleffa ; ancora che i Tetrachordi a cui [me le
faccia cambiare il nome ; & dipoi confiderando, che'l pafjaggio fatto per quelle chorde rendeua alcuna va-
■ rietà ; fatto [opra di ah più lunga confderatione, cercaffe di modulare per ogni Tetrachordo iti cotal manie-
ra : Perctoche farebbe flato, fé non imponibile , almeno troppo difficile, di hauere battuto alcuna confideratio
ne fopra tal cofa , quando non haueffe vdito la modulatione , Ma di queflo [a detto afoffiuenxa, acciò fi ne-
ga alla ordmatione di tal genere , moflrando lafua diuifione ,
■
Diuifione del Monochordo Chromatico . Cap. 5 5,
S SENDO admque{come babbìamo vedttto)la Prima fa Secondajet la Quarta chor
da di ogni Tetrachordo diatonico, [enza alcuna variazione, o matafione dt[to,& di prò
pontone, communi, & effentiali del venere Chromatico ; refla che vediamo folamente ,
in qual modo alle ifleffe tre chorde, per ogni Tetrachordo fi poffa avvmnvere Li Terza ,
la quale contengbi conia quarta il Trihemituono ,& [a particolare ,& effluitale di
quejlogenere ; accioche pofliamo hauere , con quel più breue modo, che fi puh fare , il Tetrachordo perfetto ,
& la diuifione delfuo Monochordo . Pero Uff andò da pane folamente la Terga chorda di ogmT etrach or-
da del moflrato Monochordo diatonico , per effere particolare diatonica: eccettuando le chorde NB , &
MB, che vendono ad effere all'vno,& all'altro venere communi ; alla Seconda avviunveremo la Terza,
alludendo fempre quella Linea, che èpnfla in luogo della Quarta chorda in Sedici parti, per il minor termine
della proportione, che contiene ti Trihemituono, al modo che nel cap. 1 1 . di fopra ho moflrato ; & aggiun-
gendole tre p arti ,che faranno equali al maggior termine della proporttone, quello che verràftrà la lunghez
za della ricercata chorda . Et per venire al fatto dico, che [e noi laffarema da vn canto nel Monochordo d'a-
tonico le chorde EB, HB, & PB; et diutderemola linea DB in Sedici parti;[ noi aggiungeremo
a quede altre tre parti, nehaueremo 19. le quali faranno per ti maggior termtnedel Trihemituono ,& la
ricercata
^?i-!v: ' .•,;-^---.,,.-te,'iaflf;ffl:,i:'jP
MÉMMMBWMHBMPBBMMBBBaMHBBB|
...,,„, ., i i ■ ■■ i j [ì
DIVISIONE, OVER
Monochordo della pri-
Chro-, ]
■»E
*J84< Nete nyperboleon".
i73ff.Paranetehyperboleó .
1916. Trite hyperboleon .
3072- Nere diezeugmenon-
TrihemmionO
3<?48Paranc.dieietjgmen0n
3 8 8 8. Trite dieieugmenon .
40JS. Paramefe.
Trihe-.
Semit.
Semit,
Tuono -
45o8..Merc.
^471. Lychanos me(on ."
{83 ì. Parhypate mefon .
il 44. Hypate mefon-
Semi.
! Trihe.
,1
yi<ȣ. lychauoshypaton.
y77d. Parhypate bypaton.
XiJl.Hypatcbypaton.
'dif/<. ProsJambanomenos .
Semit.
Trihe.
Semi.
Semit*
Tua-
COMPOSITIONE DEL
ma fpecie del Genere
matico.
3456. Nete lynemennon ;
Trihemiuiono .
4104. Paranete fyncmen.
4)74. Trite fynemejinen.
4S08. Mefe.
■ '■
' ■
Parte
"?
ricercata Terza chorda . Dì modo che tra a B, che contiene 1 9 parti, &DB, che contiene 1 6. haueremo
collocato alla fitti proportione il Trihemituono, nel primo Tetrachordo detto Hypaton;& tra le chorde F Bet
aB il Semituono più acuto. Et che queflofia -vero lo prouo,perciochefe dal detto Tetrachordo ,cioè dalla Ses-
quiterza proportione leuaremo il Semimono minore, pofìo tra CB & FB dalla parte grane ,et ilTrihemi
tuono collocato tra le moftrate chorde , contenute fiotto la proportione Super 3 parttente 1 6. neceffariamente
rejlerà il Semituono più acuto, contenuto dalla proportione Super 5 parttente 7 6. Et cofi tra le chorde C B,
J B, aB,& D B, haueremo il primo Tetrachordo chromatico, chiamato Hypaton . Et per collocare cotal
chorda ne orli altri Tetrachordi, diuideremo al detto modo le chorde G B,MB,LB,&0 B,& haueremo
h chorde b B, eB,cB,&d B, le quali faranno le [ottopode notate co 1 termini continenti le loro proportìo-
m,come nella figura fi yede.Qui è da notarejdje i nomi delle chorde del venere Chromatìco,& deU'Enharmo
incoltoti fino variati da quelle del Diatonico; ancoraché in quejìi due yltimi generi fi ritrouino di più due chor
de, che non fi ritrouano nel Diatonico;La qual cofa nafce dalla yarietà degli interualli,che naficono dalla. Ter
■%a chorda di queflo venere : ma non ui è altra deferenza quanto al nome ,fie non che nel Diatonico la chorda
Lychanosfi chiama Lychanos diatonica, nel Chromatico Lychanos chromatica,& nell'Enarmonico fi no-
mina Lychanos enh.zrmonica ; come più abaffio potremo yedere, nell'ordine, 0 compofitione del Monochordo
diatonico , infiptffato dalle chorde di quefli due generi .
Confìderatione Coprala mofìxata diui(Ione,& fopra alcune altre fpecie
di qucfto genere, ritrouate da Tolomeo . Cap. 34.
O N è credibile, fie 7 genere Diatonico, tra quelle j ferie, che habbiamo moflrato,fi ritroua
imperfetto, che'l chromaticofia di effo più perfetto :conciofia che nelle fue fpeoe , non folo
è.pruto di quelle confònanze , che h Brattici, chiamano Imperfette : ma etiandio èprmo in
molti luoghi delle Perfette : Percioche fie nella prima fpecie del Diatonico , la quale Tolo-
meo chiama Diatonico diatono,fi ritroua la Diateffaron nelle fi te otto chorde graia cinque
yolte, & la Diapente quattro yolte ; nella moftrata dimfione la Diatejjaron fi ritroua follmente quattro nel
te,& ynafila -volta la Diapente da Proslambanomenos ad Hypate mefon . Effe alcuno yoleffe dire , chs'l
fio Trihemìtuono fiuffie confondine, & chefuffe la Terza minore, 0 il Semiditono, che è pojlo a 1 noslri tem-
pi dai Franici nel numero delle Confònanze ; fi potrà con yerita rifipondere, che non è yero : imperoche lafi.t
proportione è contenuta nel genere Superpartiente,dalla Supertripartiente 1 6.che(come altre yolte ho detto)
no è atto allageneratwne delle confònanze : & dt queflo ogn'yno fi potrà certificare, quando ridura ifuoni in
atto, li quali nafcono dalle chorde tirate fitto la ragione delle via moflrate proportiont;come più yolte ho mo-
ftratoxonciofia che ydirà yeramete, che non fanno confinaza alcuna, per no hauere la loro forma tra le par-
ti del numero Settario . Et quantunque oltra la mojlrata fpecie di Chromatico , Tolomeo ne habbia ritrouato
".
SesquiS. » Ses(juii7. 2 Sesquii4. S Sesquij. ~ Sesquij. £ Sesquii4. * Sesquij. £
3
BESsajHK-assiaaa»
due
114
Seconda
due altre (come ho detto a!troue)l'una delle quali chiama chromatico molle, & l altra Chromatico incitato,
&fiano approuate da lui per buone : conciofia che t loro internali fiano contenuti nel genere Superpartico-
lare; nondimeno tutti non fono atti alla generation e della confonanxa, & delì'harmoma perjitta;fe non quel
lo, che fi trotta nel Chromatico molle, tra le due chorde più acute di eia fimo fio Tetrachordo ; & fi chiama
Semiditono nel Diatonico^ nel Chromatico lo nominiamo Tnhemttuono. Et è leramete confonante:effen
do che la Sesqttiqumta, la quale è contenuta nelgenere Sttperparticolare è la fia forma , & ifitoi termini fi-
no contenuti tra i numeri , che fono le parti del Senano , come nel cap. i <; . della Prima parte fi può -vedere .
Et [e bene quejìa fpecie è ornata di queflo interuallo ; ha nondimeno la iflejft imperfcttione , che hanno le
altre fpecie,contenutenel genere Diatonico : percioche in molti luoghi è dimimtta della Diatefjaron, & della
Diapente ancora,come tra [e otto più graui chorde delfuo Monochordo, catenine nello effempio pò fio difòprx
fi può yedere ; tra le quali fi ritroua etiadio l'Ejfachordo minore, che da i Prattici moderni èpoflo tra <rli inter
ualli confinanti. La medefima imperfettione ha anco la fècodajfecie, detta Chromatico incitato ; anxi d™
maggiore : conciofia che tra le chorde delli fuoi Tetrachordi , non fi trotta alcuna confonanxa ( come fi può
yedere ) fé non la Diapente tra la prima chordagratte , <& laottatta , chef troua etiandio nelle altre. , <^
Scsqui K. £. Scsqui 21. o Sesqui
Scsqui 6. °n Sesquizi. « Scsqui u.
Scsqui 6.
Chi fia flato lTnuentore del genere Enharmonico , & in qual maniera
l'habbia ritrouato . Cap. 5 ^ .
ON e cofa difficile dafapere, chi fia flato l'Inuentore del potere Enharmomico, ancora-
ché difficilmente fi pojfa moftrare il modo, che lui tenne a ritroudrlo-.Imperocìie Plutar-
co, & molti altri ancoratoli parole non molto chiare, adducono l'autorità di, fr iflpjx-
no dicendo, Che Olimpo (fecondo la opinione de t Mufici di quei tempfifu ihnmo,chc ri-
tmilo queftogenere;ejfendo per atlanti ogni cofit Diatonica, et Chromatica Ondefpcnft
rono, che tale inuentionefujfe proceduta in cotal modo;che pratticado Olimpo nel Diatonico .et trafycytziido
jpeffe yolte il Modo alla parhypate diatona,partedofi tallora da Mefe,tallora da Pararne fé, trappalr< ndo la
Lychanos diatona;confiderando la bellezz*,et conttemexa,de 1 coJlumi,che iiafceua dal canto dèe 1 ì;Ht-
uendofi forte marauigliato delta dgiuntionejche coftam di ragione Ja quale 1 Greci chiamano rìn ■■■-■- *td-
h'tctktQ
Parte. iij-
bracciato che l'hebbeffece qutflo genere nel Modo dorio ; ilquale no fi [uà accommodare ne alle cofe,che fono
proprie dd D_iatono,ne meno a quelle ,che fino del Chromatico. M.tfe i obliamo vedere, in qual modo anemia
tenere d.i per fé fi potere adoperare , verremo alla diuifione, òuer camp ofitione delfuo Monochordo .
Della Diuifione , o Compofuione del Monochordo Enhar-
monico . Cap. 3 6.
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S SENDO (come nel cap. 5 1 . difopra habbiamo veduto) la Prima, la Seconda,&
la Quarta chorda di oo-mTetrachordo della prima fpecie del genere Diatonico ,chorde ef
fendali dell Enhar manico ; ancoraché fìano communi all'imo , & all'altro di quefti due
generi ; diventando la Seconda diatonica la Terza chorda Enharmonica ; come hauemo
veduto ; èdil nfogno follmente, che noicerchiamo di porre nel Tetrachordo la Seconda
chorda tra le due prime grani diatoniche, la qu.de diuida il Semituono contenuto tra loro in due parti, cioè in
due Die fi s, fecondo le proportioni moflrate difopra nel cap. 1 6. Onde per fèguitare la breuitàja quale è ami-
ca delli Stndwfi,dutideremo follmente in due parti equali le differenze de i maggiori, & delli minori termini
de iSemituom , che fono quelle parti di chorda, per le quali le chorde maggiori , che danno i fuoni gratti ,
fuperano le minori, che fanno i fuoni acuti di tali Semituoni ; & porremo una chorda mezana di longhezga
quanto è la minore , & la metà apprejfo della differenza , & haueremo fenza alcuno errore il propofito ;
Conciofta che tra due parti equali di qualunque chorda,che fiano m furate da vn altra quantità, 0 mifura co-
mune,fi ritroua la Progrefione aritmetica continoua, comparandole al Tutto;& le differenze, che fi ritra-
ttano tra le proportioni di quefle tre chorde , veno-ono ad e fere equali, &fanno,che le proportionifiano ordi-
nate in Proportwnalità arithmetica ;&quejlo torna molto commodo : tmperoche tra quelle proportioni,che
fono le forme delli due Diefis, % 11,499. 48 6. fi ritroua la medefima proportionalità .-perche le loro diffe-
renze da ogni parte fino 1 3 . come nella fottopoflafgura fi può vedere . Pigliaremo adunque.il Compaffò .,
snsa
Differenze \
499
48 «
13
Diefis min.
Diefis mag
CS? diuideremo in due parti equali ciaf un a 'delle dette differenze, per ogni Tetrachordo della prima fpecie
del Diatonko, le quali fono C F, DI, KN, L Q, & G Ri nei punti f, g, h, i, k; & ba-
tteremo infieme le chorde fB, gB, hB, iB, & k B , fecondo il noflro propofito ;& collocato nel
grane il Diefis di minor propomone , & nell'acuto quella di minore ;fi come nella Diuifione fi può vedere ;
Lacuale etiandio contiene vii ordine di proporzione , contenute nei loro termini radicatigli nome delle
chorde di tale ordine .
Conftderatìone
COMPO S ITIO NE,
del Monochordo della pri-
Enhar- ,
-
- j 94. Nete hyp«bol«on .
29l5. Paranete hyperboleó.
2394. Trite hyperboleon.
3072. Nete iheieugmcnon.
, 88 %. Paranete diezeugmen.
,992. Trite diezeugmenan.
Tuono.
4<o8. Mele
5t;t. Lychanosmefon .
5S 8 8. Parhypate mefon .
«i-M-Hypatemefon.
777S. tychanoj hypaton .
7584. Parhypate hypaton.
8i#i.Hypatehypaton.
Juff. Proslàbanomenos'
Pie.
Die.
Pie.
m
N
h
Pie.
'
K
Die-
1
R
k
Die.
•
O
Die.
Die.
Die.
-
F
f
Die.
G
1
1
OVER DIVISIONE
ma'Tpecie del genere
monico.
34jf. Nete fynemennon.
4; 74. Paranete Tynemcnnon
44y 1 . Trite rynemennun «
4608, Mefe.
ì
I
E
■WMr_WIII.»A..mill.»»n....»l«MUU. UU.HÌM— TTl'l
Parte .
"7
Confideratione fopra la moftrata particione , ouer compofhione ,
& fopra quella fpeciedi quello genere, cheritrouò
Tolomeo . Cap. 3 y.
E NOI adunque effaminaremo diligentemente, ciafcuno interinilo , cioè li termini di
ciafcuna proportione di quefta diuifione, 0 copofttione , ritrouaremo quella imperfettione
ifleffa, che negli altri due generi in dm erfe jfiecie hauemo ritrouato . Mafiimamente ef-
fendopriuamogmfuo Tetrachordo di quello internatio confinante , il quale chiamano
Ditono ;percioche fi ritroua in luogo dl effo il Ditono di proportione Super i j.partiente
«J4. che è veramente diffonante . Et perche forfè alcuno potrebbe credere, che quella fpecie di Enharmonico,
che ritrouò Tolomeo ,faceffe l'harmonia perfetta : conciofia che in ogni fuo Tetrachordo habbia il Ditono
confonante, contenuto dalla proportione Sesquiquarta , & l'Ejfachordo maggiore , contenuto dalla propor-
tione Superbipartienteter%a,che (fi come nella Prima parte ho moflrato) hanno i lor minimi termini tra le
parti delSenrrio ;però dico, che etiandw queflafpecie non puh effer lontana dalla imperfettione -.perciochefi
ntrouano in effa molte chordeje quali ne yerfo ilgraue,ne yerfo l'acuto hanno alcuna relatione con alcuna al
tra chorda,che nepoffa dare alcuna confonaxa, come fono la Diapente, la Diateffaro, il Ditono, onero il Semi
ditono ; ma fono al tutto fuori di ogni loro proportione , come nelle fottopofìe otto chorde , ordinate fecondo la
natura del fuo Tetrachordo fi può comprendere . Potemo hormai -vedere , quanto.di ytilità ne apporti qua-
l
-:w:??t^y^:w^-:^m'*«i^fc^
™ Sesqui V. ~ Scsqui 4J.
Sesqui 25. t-, Scsqui 4.
Scsqui 4J. ^ SesquilJ.'
sfsqui 4.
lunque delle moftratefpecic,neUa effercitatione dell' H armonia perfetta ; &fimilmente hauemo potuto ue-
dere, in qual modo la prima jpecie del Diatonico yenghi ad effere injpeffata dalla prima del chromatko ,&
dalla prima dell' Enharmonico . Onde dirò per yltima conclufione, che ciafcuna delle moflrate diuifwm,fia
qualfi yoo-lta , non è atta allageneratwne dell'harmonia perfetta ; & che alla coflruttione,o fabnca di yno
Iflrumento, ti quale habbia ciafcuna delli detti tre generi , con quel modo più perfetto, chef pojft hauere ,fi
potrà eleo-o-ere per il Trihemituono chromatko, quello di Tolomeo, poflo nel chromatko molle, il quale è con
tenuto dalla proportione Sesquiquinta ; & per il Ditono Enharmonico, il moflrato di fopra, che è contenuto
dalla proportione Sesquiquarta ; i quali tnterualli, o confonanxg , che dire yogliamo , fono etiandio contenuti
nel Diatonico Sintono di Tolomeo,che l'ima fi chiama Semidttono, & l'altra Ditono ;fi come yederemo al-
troue . E ben yero, che tali interualh.fi confiderano in ogni Tetrachordo Diatono compofìi, ouer diuift in due
altri infermili : ma negli altri due generi fi confiderano femplici , & fenxa alcuna, dtuifione .
Della
i8 Seconda
Della Corapofitione del Monochordo Diafonico diatono , infpelTato
dalle chorde Chromatiche , & dalle Enharmoni-
che. Cap. 38.
JTr <A laDiniftone ,oCompofitione de Monochordo di ciafeuna Jpecie di qualun-
que genere ^paratamente , }ion farà fuori dipropojno moflrare in qual maniera , in vi»
foto tftrumento le chorde dell.i Prima (frecie del Diatonico [uno infpeffdte dalle chorde
delle prime jpecie degli altri due generi, cioè dalla prima jpecie del C'hromattco -, già mo-
flrata , & dalla prima fpecie dello Enharmomco ; accioche alcuno non credeffe , che ef-
fendo quejle tre jpecie aggiunte infume mvno iflrumento , col mexodi tale infpeffitione , fi potefje fare
l'barmoma perfetta -.perche fé bene è accrefeiuta per il numero delle chorde, non fa però il Diatonico più per-
fetto in cufa alcuna, di quello , che era per auanti : Conaofia che infpeffato per tal modo , tanto mancano in
effo il Ditono , & tlSemiditono confonanti; quanto mancauano atlanti, che fufje fatta tale Injpeffatwne ;
come facendone agni prona , fi potrà chiaramente -vedere . Et tale tmperfettioneft ritroua,nonfolo in qt<ejì\i
infpeffatione fatta per cotal modo; ma fi ntrouarebbe etiandto , quando il medcfimo Diatonico fitjfe in-
fpeffato dalle chorde del Diatonico molle , da quelle del Tomaco , & da quelle dello Equale ,pofle di fopra
nel cap. 3 1 . <&>fe bene fé gli aggiunfe le chorde etiandio delchromatico incitato , che fono tutte jpecie ri-
trouate da Tolomeo.EfJendo adunqueicome haitemo ueduto'jil Diatonico injfefjato per cotal modo dalCÌ7ro~
matico nella parte acuta da vntt chordaja quale con la vltima acuta d'ogni fio Tetrachordo contiene il Tri
hemituono ; & dall' Enharmomco nella parte grane da vn altra chorda, di maniera, che con la prima gra-
fie, & con la feconda di ogni Tetrachordo Diatonico , Tiene a dare due Diefis ; in ogni Tetrachordo , accre-
feiuta in tal modo , fi ritrattano fei chorde , dal qual numero fi può nominare -veramente Ejjacbordo . Onde
nafee , che tale ordine contiene in fé Ventifei chorde _, come nello efjempio pofio di fitto fi può vedere ; delle
quali (fi come ne auertifee Boetio ) alcune fono in tutto Stabili, alcune in tutto Mobili , & alcune ne in tutto
flabili,ne in tutto mobiIi.Quette che fino in tutto Stabilirono la Proslambanomenoije due hypatonja Mefi,
la Nete synemennonja Paramefi, & le altre due Nete : conciofia che in ciafeuno genere non cambiano tuo
go , ouerfito ,ne meno cambiano il nome ; la onde ritengono il loro nome fimplicemente fenxa aggiunto al-
cuno . Ma le Mobili, fino le Paranete ,&le Lychanoì, alle quali,oltra li nomiprcpij ,fi aggiunge la denu-
mìnatione del fuo genere, nominandole bora Diatoniche, hora chromatiche , & bora Enharmomche : Im-
peroche la Paranete diatonica , è differente di luogo dalla Paranete Chromatica , & dalla Paranete En-
harmonica ; & cofi la Paranete chromatica è diuerfa dalla Paranete Enharmonica ; il che anco fi può dire
delle altre : percioche fi mutano in ciafeuno genere . Quelle poi, che fono ne in tutto mobili, ne in tutto {labili,
fono le Trite del Diatonico, & quelle del Chromatico, & le Lychanos , & le Paranete dell' Enharmonico,
che reflano jìabili nelli due primi generi : ma nell' Enharmonico variano il nome , & il fito ; effendo che fi
premutano , et di Seconde diuentano Terxe chorde detti Tetrachordi di quetto genere . Da quello , che fi
è detto, & moflrato adunque, facilmente fi può conofeere, quanto arrogante farebbe alcuno , che volejje af-
fermare,che tabigenen,& le loro jpecie fi poteffero vfare femplict,con ogni perfezione, ad ogni nojlro piace-
re , & mifli ancora: Imperoche mai per alcun modo, ne in alcun tempo , ne miftì ,ne femplici da gli
^Antichi perfettamente fino flati podi in vfo . La cofi adunque refla in quefli termini , che non fola.
le prime jpecie detti detti generi ,feparate , onero congiunte infume, fi ntroiiano imperfette ; ma quelle etian
dio,che furono ritrouate da Tolomeo, dal Diatonico fintono infuori ; come con la ejpenenza fi potrà vedere.
Per la qual cofa, io non fo penfarmi,a qual fine gli ^Antichi ritrouaffero tante dmifiom in ogni genere, le qua-,
hfaceuano nulla , opoco alla perfezione delle harmonie ;fe nonfuffe , che allora erano vtili alla parte Spe-
culatala , per dimoflrare il vero di quelle cofe , che apparteneuano atta Prattica : oueramente ( come alcu-
ni fi penfano)perche da cotali diuifioni poteuano venire in vera cogmtwne della campo] itione di ogni Machi-
na ; & formare con debita proportione 1 Vaf,che riponeuano ne 1 loro Theatri, collocandoli dipoi in effo ne i
còueneuoli luoghi. Mafia come fi voglia, bajla che de qui paterno conofeere, quanta imperjettione batterebbe
la Mufica, quando fi volejje adoperare filamente negli mterualli moflrati ; & potremo conofeere lapazX'.a
di quelli , die voleffero odtnatamente affermare , the cotalt mteruatti fufjero quelli , dalli quali nafiono le
vere ,
MONOCHORDO D IA-
inlpeffaco dalle due prime Ipe
Chromat:ico,&
2304. Nete hyperbo'eon,
jJ9i. Paranete hyperbolcon diat.
2736. ParanetehyperboIeonCh.ro.
2SiS.Tri.hy.dia.Chro.Par.hy.Eohl.
2934. Trite hyperboleou Ennar,
5072. Nete diezeugmenon.
34<rS. Paranete dirteug. diato,
3S48. Paranete diezeug. Chromi.
3S88.Par.die.Enh.Trit.die.di.Chr,
3!)92. Trite dieieugmenon Eohar,
4°35. Pararnefon.
4*B8.Mera,
j,84- tKhanjsme/on &'at0.
547». Lychanosmefon Chrbra.
J835.. Parh.me.dia.Chr.Ly mc.Enh,
jj88.Parhypate mefon Enbar.
)»*£i44. Hypate mefon.
£$ ti. lychanos hJp«on diit.
yi jS. Lychanos hypaton Chr°»
777«.Parh.hyp.di».ChrXy.hy.Enh.
7S84. Parhypate hypaton Enhir,
' 8>$2,Hypatejhypatoa.
siiS. Proslambanomenos;
P
A
i
t
. k
?
TONICO DIATONO
eie de gli altri due generi
Enharmonico,
NO,
345S.NeteTyneme.Chro. Enhar-
3888. Paranete rynemen.diat.Chro,
4104. Paranete Tynemenon chro.
4374. Par.ry.Enh.Tri.fyn.dia.Car.
4491 . Trite fynemeuon Eohir.
4 g8.Mefe.
"L,M -"— » vrrwrTr'
120 Seconda
-pere , & legittime confonanxe , che hor.t vfiamo , & nafcono da i -veri , & legittimi Numeri harmoni-
ci j le cju.tlt ne danno la perfetta harmonia . Ma perche ninna delle mofìrate dutifionifa al nojlro propofto :
onciofia che tutte contradicono alla ragione , & alfenfo ; ckfiderando io di moflrare quella , che nafce da i
feri , & naturali numeri fionon , la quale vfiamo al predente ; £■?* dimagrare etiandio, in guai maniera fi
>o]Ja vfare il Chromatico , ^ lo Enharmomco ag vuoiti al Diatonico ; laffando di parlare più cefi alcuna
ielle moftratejpeae, -verro a dimojlrare {fecondo il mio propofto ) Li Diuifione , o Coslruttione del Mouo-
chordo Diatonico fintano, infpeffandolo con le chorde chromattche,& con le Ènhar maniche t fecondo che i fo
nori , & yen Numeri harmonici lo concederanno .
Chel Diatonico (intono di Tolomeo fia quello, che ha il Tuo effere na-
turalmente da i Numeri harmonici . Cap. 59.
V <AN T I ch'io venga allafòpradetta Diuifione, 0 Coflruttionefuovli» primieramen-
te moflrare , per qual cagione ho detto , che'l Diatonico fintano nafehi da 1 yen Numeri
harmonici ipercioche dopo fitta lafia diuifione , 0 compofitione , ■verrò alla fui infpeffa-
tione ; accioche ( fecondo l'vfo moderno ) pofliamo yfir le harmonie , in quel modo più
perfetto, che ne fra conceffo . Onde per moflrar queslo , proponerò quefìa concimane ;
che'l Tetrachordo di queflafpecie ,poflo nel cap. 1 6. è diuifio, onero ordinato, fecondo la natura, & pafiione
de i Numeri harmonici : conciofia che habbia il fio effere tra le chorde della Diapafon , dtuifi nelle fue parti
infitte infermili , fecondo la propietà de i detti Numeri. Et accioche topofft dimostrarlo, pigharò per fonda
molto la diuifione della detta Diapafon nelle fue parti, fecondo la natura della Proportionaltta haj-monica, la
forma della quale è contenuta dalla proport ione Dupla , die è la prima proportione nel venere molttpltce , tra
qnefli termini radicali r.& i.Se adunque diuideremo questa propostone in due parti harmomeamente, fe-
tido il modo moslrato nel cap. ; g.della Prima parte;da tal diuifione verrà una Sesquiterxa,et yna Sesqui-
altera, dalla quale la Diapente ha la fu a forma vera.Quejìa collocata dalla banda defìra della fottopofla figa 2 3
ra, cioè nella parte grane del concento-.percioche è il fio vero luogosla Diateffaro dipoi uerrà ad effere accom-
modata nella parte deflra,cioè nellahanda acuta,et hauerà la fina vera forma dalla Sesquiterxa proportione;
& quefle parti faranno ( come etiandio altroue ho detto ) le prime parti , & principali della Diapafon . Pi-
gliando dipoi la maggior parte di quefle due , che è la Diapente , poi che la Diateffaron non è capace della di-
uifione harmonica ,f aremo di efja due parti , diuidendo la fitta proportione , contenuta ne ifioi termini radi-
cali $.& z.poftt nel primo luogo del genere Superparticolare ,nel modo moflrato ; il che fatto Imitere-
mo due parti, tvna maggiore ^contenuta dalla proportione Sesquiqu.irtaja quale chiamarono Dituno ; l'al-
tra minore contenuta dalla proportione Sesquiquinta, che nominaremo Semiditono ; delle quali la maggiore
terrà la parte Fratte, & è il fino naturai luogo;& la minore terrà la acuta ; Et quefle fratino le feconde par
ti della Diapafon , & le prime della Diapente 3tra la quale fono collocate;&per tal modo hatteremo fatto ire
parti della Diapafon , acqui/late col mexo della proportionaltta harmomca,ciafcuna delle quali (oltra che ha
origine dalle proportioni contenute nel genere Superparticolare , ha etiandio li fuoi termini radicali collocati
tra le parti del Senano ; come nella figura fi pub vedere . Tutte quefle parti da i Moderni fono chiama-
te Confonanxe , tgrfiono veramente ; fi come la efpertenxa ce lo dimojlra ; dalle quali paterno incomin-
ciare a vedere, quanta fimiglianxa habbiano con quelli interualli, che fono collocati tra le chorde del nomina
to Tetrachordo : Imperoche in e fio fi ritrattano quelle parti , che nafcono dalla diuifione della Diapente ; &
primieramente la maggiore , che epofla nel o-raue , contenuta dalla Sesqttiquarta proportione , tra l'vltima
chorda acuta , <&~ la feconda grane ; (j7* la minore pofla verfo l'acuto , contenuta dalla proportione Sc<qui-
quinta,tra la prima grane ,& la terxa pofla nell'acuto del detto Tetrachordo .Et benché tutti qnefli inter-
uallifiano confinanti , nondimeno quelli , che fino le prime parti della Diapafon, fono chiamati d.i 1 moderni
Confonanxe perfette : conciofia che gli altri, che fino le fitte feconde parti , & le prime della Diapente, nomi-
nano Confonanxe imperfette . ^Aicommodaremo dipoi vii eflremi della Diatefjaron tra quelli della Diapente
in tal maniera, che la chordagratte della Dtapentefia la grane della Duteffaron;ouero accammodarema "li
estremi della Diapente in tal modo, che la chorda acuta della Diapafon fa la acuta della Diapente ;it che fiat
to, non è dubbw,che la chorda acuta della Dtatejfiiron ; atteramente la grane della Diapente, cxfchtrà < • •• •'•«
minor
■
p
arte .
121
minor parte della Diapente già dìuifa,& la diuiderà in due partì, cioè in unaparte contenuta dalla proportio-
ne Sesquiquintadecimapofla abandafwiftra, , & in Dna contenuta dalla proportione Sesquiottana ,pofltf
a banda deflra ; delle quali, la prima clnamaremo Semituono maggiore , et l'altra-Tuono mav more . Ma [e
faremo , che la chorda acuta della prima Diapente fia la chorda acuta diyna Diatefftron ; la chorda gra-
ne della detta Diatefftron verrà a cafcare necejfariamente tra la maggior parte della Diapenti , & la diui-
derà in due parti ; l'ima delle quali , cioè la maggiore pofta a banda jimflra farà l'mteruallo del Tuono mag-
giore , contenuto dalla proportione Sesquiottaua ; & Li minore pofta nella parte deflra, farà vn altro infer-
milo , il quale nominaremo Tuonò minore , contenuto dalla proportione Sesquinona . Et cotali infermili fi
ritrouano tra le quattro chorde del detto Tetrachordo di Tolomeo : & in tal maniera la Diapente -verrà ad
tffer dimfa in quattro parti , cioè in due Tuoni maggiori , in uno minore, & in vno maggior Semituono ; le
cual parti vengono adeffere le terxe parti della Diapafon ,&le feconde della Diapente ,&>le prime delle
parti maggiori di effa Diapente , cioè del Ditono , & del Semiditono . Et ancora che quefla diuìfwnefia [of-
ficiente a mojìrare,che queilo Tetrachordo fia diutfi fecondo la natura, & le pa filoni de i numeri harmonici,
& [onori : concìofia che lifuoi intervalli hanno le forme loro contenute tra efii; il che [potrà etiandio vedere,
tra le forme degli intervalli contenuti nel [otto pojìo ejfempiojra la Terxaja Quartana Quinta, & Li Seda,
chorda mexana;nodimeno (acciocbe la co[a[a margwrmete mamfefta)procederò alla intera diufione della
Diapa[on,come hòpromejfo ; la onde di nouo diuiderò harmonicamente la Diapente, che[ ntroua nella parte
deflra della Diapa[on,& ne verrà [imamente due parti,cioè il Ditono, & il Semiditono;& la chorda acuta
della prima Diapente verrà a dmidere quefto Ditono in due parti ; delle quali la prima farà il Tuono maggio-
re pojìo nella parte grane di tal diufione, & la feconda [ara il Tuono minore, & terrà la parte acuta .Ma fi
alla eflrema chorda grane della Diateffiron più acuta aggiungeremo verfo la banda deflra vna chorda di-
iìante per un Ditono,tal chorda verrà a cafcare tra gli efìremi del Semiditono,pojìo nella parte più acuta del-
la Diapafòn,& lo diuiderà in vn Tuono maggiore, il quale terrà la parte graue, & in vno Semituono mag-
giorentefarà nella parte acuta , come nella figura [i vede . Per tal maniera adunque haueremo la diuifwne
perfetta della Diapafon, diuifa in fette internallt,[econdo la natura de i veri numeri harmomci,che[ ritroua-
no collocati tra otto chorde , le quali da i Moderni [i notano con quefle fitte lettere , C. D. E. F. G. a. fa .
& e. Et quefla diufione è fatta con opti debito modo : conciofla che fé in quefla maniera dmideremo fecon-
do la proportionalità har mollica la proportione Sesquialtera, ne verrà due proportioni, cioè la Sesquìquartajtt
la Sesquiquinta.La onde diuidendo la maggiore, nafeerà la Sesquiottaua, & la Sesqmnona;delle quali gli in-
tervalli fono detti Tuoni ; & la maggior parte della Diapente da efli prende il nome, perche [ chiama Dito-
no,cìoè di due Tuoni;&* Li minor [ nomina Semiditono-.percioche non arma alla quantità del Ditono . Et ve-
ramente la natura non ha operato qtiejìo in nano : effendo che la Diatejjaron è [uperata dalla Diapente per li
Tuono mag <rjore, & il Semiditono è/uperato dalla Diatefftron per il minore . Et [e bene tinteruallo della
Sesquiquintadecima proportione non na[ce per ttia di alcuna diufione harmomea Ju nondimeno da Tolomeo
q necejja-
■
122
Seconda
,So Scsqui8. ita Scsquij. 144 Scsquii5. i;5 Scsqui 8. no Sesquij. 108 Sesqui 8. 96 Sésqni'i-p, 90
neceffariamente collocato nel nominato Tetrachordo: percioche il Ditono ì fupt rato dalla Diatefjaron per tan
ta quantità . Et fé lo pofe nella parte grane del Tetrachordo,quejìofece, perseguire il coftume degli antichi ,
primi muentori deìli moflrati Generi, iquali poneuano primieramente nella parte graue de i loroTetrachor-
di lo internatio minore, & dipoi li maggiori per ordine; Et lofaceuano (come mipenfo) credendo, che'l primo
InteriiitUo nella Mufcafuffe il Minimo ratwnale,chefpoteffe ritrouare,comefipub yedere (per quitto poffo
coprendere) nel lib. i .della po(ìenora,& nel hb. i o.della Metaphtfica al ca. i .doue frittotele pone ilDiefis
per il principio di cjuejìo genere Melodia.Ma non è dubbio ,che tal Semituono fempre fi pone(come fi può -vede
retrocedendo dal graue ali acato, dopo il Tuono minore, & aitanti il maggiore, nella copoftione,& congtu-
■tione delli Tetrachordt ,fi come ricerca la natura de i numeri harmomci , i quali ne danno primieramente li
ma<rgion,& dipoi li minori immutili per ordine.Et è tanta la necejìità dell' interuallo del Semituono,che fen-
■xa il fio mexo non fi può procedere dalDitono alla Diateffaron : perche "volendo poffare dalla Sesquiquartdì
alla Sesqwter%a,fa dibifogno venirli col mezo della S e squiquint adecima proportione , che e lafua yera for-
ma.Queflo interuallo è chiamato Semuuono maggiore a differenza di quella quantità,per la quale il Semidi-
tono èfuperato dal Ditono, contenuta dalla Sesquiuentefimaquartaproportione, detta Semituono minore . Et
benché non habbia argine dalla proportionalità h armonie a, come ho detto; [la nodimeno molto bene collocato
nel detto Tetrachordo per molte ragwni;& prima:perche congiunto al Tuono mag gjorejiauemo dSemidtto
nojouer Trihemituono ccmpoflo;dipoijperche congiunto a due Tuoni, cioè al maggiore, & al minore, hauemo
la Diatefjaro;oltra di queflo ponendolo apprtffo la Dtapete,potemo hauere lEjJacfwrdo minore, come fi patri
fempre -vedere, effamin andò gli infermili collocati nella foprapoflafgura.Cocluderemo adunq;,che hauedo ori
<nne tutti gli infermili del Tetrachordo Diatonico fintano di Tolomeo, dalla diuifione della Diapafon, fan aliar
moncamente nelle fue parti,che effo Tetrachardojia etiadio dmifo,et ordinato Jecodo la natura,et pafione dei
numeri harmonici,fecódo ch'io ho detto.Ma -veniamo hormani alla dtuifione,o copofitione del Monochordo.
Della
Parte. 125
Della diuifione del Monochordo Diatonico {intono fatta fecondo la
natura dei numeri fonori . Cap. 40.
REP<AR 1AT O adunque che noi haueremo, fecido il moftrato madonna <Affe,ouer
T auola ,nella quale la lìnea ^A Bfia la chorda Jopra la quale habbìamo da fare tal dmifio
ne;per difporre,& collocare per ordine ogni fio Tttrachor -do fecondo il modo tenuto nelle
altre dtuifioni, collocammo prima ti Tuono maggiore alla fina proportione, & haueremo
la ^CB, et la C B, delle quali la prima conteneva notte parti J>er il maggior termine della
jua propomoiie ; gjp la feconda otto., per il minore; (37* per tal modo tra loro latteremo accommodato il detto
Tuono. <A queflo fogmungeremo dipoi il primo Tetrachordo, detto Hypaton,diutdendo la C B in quattro par
ti equali,per il termine mag cnore,che contiene lafua proportwne;dipoi prefe le tre parti per il minore lavere-
mo collocatigli eflremi tra C B,et D B. Volendolo poi dutidere in due Tuoni,et in imo Semituono, fecondo la
ragione degli interualliJ& proportioni del detto Tetrachordo, accommodaremo prima ilTuono minore alla
fuaproportione diutdendo la D B in notte parti equalijper il minor termine della jua proporzione; dipoi aggiun
gendo verfi il grane vn 'altra parte, haueremo accommodato il Tuono minore tra laDB, che contiene notte
parti, et la E B, che ne contiene dieci, ofqitejto immediatamente preponeremo il ma* giare, diutdendo laEB
in otto parti,ag<nuii<rendoui la nona parte, & tra la F B,& E B haueremo ilpropofito-.perctoche il Seminio
no ma<r<riore vena ad ejjer collocato necefftrìamente tra la C B,& la F B, come fi pub protiare : Conciofia
che fé noi ao ritingeremo ad vna Sesquiquarta,che cottene il Ditono Japroportione Sesquiquintadecim t, che
cottene tal Semituono, verrà uecejjariamcte la proportione Sesqttiterxa,che abbracciagli eflremidelTetra-
chordo.llmedefimo haueremo manifefìamente da queflo;chefe noi leuaremo vna Sesquiottaua,et una Se fi
qutnona dalla Sefquiterza,ne re fiera la Sesqutqttintadecima . il primo Tetrachordo adunque verrà ad ejjer
collocato alfuopropio ttto<ro,dii<tfo indite Tuoni, & in uno Semituono, fecondo la natura di talTetrachordo . -
Soggiungeremo poi a queflo il fecondo detto Mefon, &gli altri per ordine , fecondo il modo tenuto nelle altre
dtufioni,& haueremo ti Mefon tra D B,I B,H B,& G B;tlDiexeugmenon tra KB,N B,M B,et L B;
lo Hyperboleu tra L B,QJi,P B,& O B;& il Synemenon tra C B,S B,N B,& RB. Haueremo etian-
dìo in quejìa diuifione 1 7 xhorde,tra le quali fi rttrouerà nonfolamete ilSemititono minore tra S B,et K B:
tua il minimo interuallo etiandto di quejìa diuifione, il quale è la differenzia, che fi trotta tra il ma<r niore,.et il
minor Tuono,chefi chiama Coma,cotenuto nel venere Sttperparticolaredella proportione Sesquiottatefima.
Et nafee queflo internatio per la congiutione del Tetrachordo Synemenno, al Tetrachordo Mefon nella chor-
da Mefe-.lmperoche la chorda acuta del detto Synemenon diuide il melano interuallo del Die^eiio-menon in
due partì, cioè in vn Tuono minore, che tiene la parte grane, & nel Coma, che occupa la parte acuta di tal di
uifione;delli quali l'vno epodo tra la N B,& la R B;comefi vede;& l'altra tra la R B,& la M B. Et ben
che lo interuallo del Coma nonfia adoperabile in alcun genere, non è pero natofenxa vttle : conciofia che col
fio mexofi viene all'acquijlo di molte confonanxe,& primieramente di vna Diapente pofta tra laRB,&
la O B;& dipoi di vno Semìditono pnjlo tra laRB,& la QJi, le quali fenxalfuo aiuto non fi potettano ha-
nere.Et perche queflo interuallo fi minuto darebbe molta nota all'vditOMtiadofi voleffe adoperare ,majìima-
mente ne gì 'finimenti artificiali ; però la Natura primieramente , & dipoi ì'^frie, hanno trottato rimedio
(dirò cofi)ad un tanto difordwexoncìofia che queflo interuallo nelle Voci , che per loro naturai» ovai parte fi
piegano , fi accommoda di manieratile non fi ode ; & negli I finimenti arteficialt è dtuifòper la Jua dtftri-
buttone, che fifa in molti interualli,tra otto chorde,come altrotte vederemo.Onde fi de atierttre,che quantun-
que le chorde di tal diuifione fiano denominate , fecondo l'ordine tenuto nelle altre con nomi preci , nondime-
no, ioperfeo-uire l'vfo de i Moderni, le ho etiandio notate con It Sette lettere ritrouate da Gtttdone,&* hofe-
gnato non foto la chorda R B, ma la M B ettandio con la lettera d , per non confondere l'ordine offiruato da
efio Guidone.Di maniera che fi come nello tjlriimeto moftrato tra quelle due chorde fi cottene il detto Coma,
gjp e adoperabile ; cofi ne i moderni, come fino Organi , Clauocembah , Monochordi , ^Arptchordt , & al-
tri fimtli , tale interuallo non fi ritraila : percioche le chorde loro fino ridine al numero delle chorde Pitha-
gonce . Mafie vorremo nel moftrato Monochordo ritrattare qttal fi voglia confonanxa , che in effofia
pojìibde di ritrattare ,fiapoi h armonicamente , oueroad altro modo tramenata; poi che fipradieffi
haueremo tirato tre , quattro , 0 più chorde , che ne faranno bifogno , potremo hauere il nojlro propofito, &
a z ridurla
MONOGHORDO DIA
Diuifo fecondo la natura &c
harmonici , ritrouato
i \C, Nete hyperboleon .
240. Paranetc hyperboleon .
!jo. Trite liypcrboleon .
288. Netediexeugmenon.
320. Parancte diczeugmen.
360. Trite diezeugmenon.
3 $4. Paramene-
431. Mete.
480. Lychanosmcfon.
540. Parhypate mefon ,
J7£.Hypatemefon.
<4°- Lychanos hypaton .
710. Parhypate hypaton .
768. Hypatc hypaton.
8^4. Proslanibanomcnos .
i
f -
k
o
p
L
K
t
m
TONICO SINTONO
pafsione dei veri numeri
daTolomeo,
■114. Nete fynemennon.
360. Parancte fynemennon.
4°5- Trite fynemennon.
43ì.Mefe.
Parte- 125-
ridurla fitto ilgiudicio delfintimento , operando con li Scannelli mobili in quel modo , che haitemo motivato
Atroue ; &* potremo conofcere la differenza , chef ritratta tra qnefla , & le altre motivate dtuifioni, & lo
■acquifio delle confinante, chef chiamano Imperfette .
Che ne gli Linimenti artelìciali moderni non fi adopera alcuna delle
fpecie Diatoniche moiìxate. Cap. 41.
T SE bene nel moflrato Monochordo fi ritrouano le forme vere ,& naturali di tutte
quelle confonanxe , che fono pofiibili da ritrouare ; per queflo non douemo credere , che
nelli moderni iflrumenti, come fino Organi , Clauocembali, ^frpichordi , Monochordi ,,
& altri ancora , tali confonanxe fi ritrottino nella loro vera , & naturalforma : perciò -
che farebbe grande errore : effendo che le chorde de tali iflrumenti fono comprefe dal nu-
mero delle chorde Pithagorice , contenute nel Monochordo Diatonico diatono, moflrato difipra nel cap. 1 8.
nelle qualt(fi(rtiendo l'ordine degli interualìi di Tuono& di Semituono «ià moflrato)vdendofi gli interttal-
li del Dttono , & delSemiditono , che fino confinanti ; non èpofitbtle , chefipoffa ritrouare tra loro alcuno
interuallo ,fia qualfi voo-lia , da quello della Diapafon , & quello del Semituono minore , collocato tra le
chorde a &" ^ , infuori ; chefia comprefo nella fitta vera,& naturalforma;, onero proportione : Percioche
il numero delle lor chorde non puh dare gli interualli , che fi ritrottano nel Diatonico fintono ; ne meno com-
prendeno quelli del Diatonico duitono moflrato : perche in effofi ntrouano il Ditono , & il Semiditono ( co -
me habbiamo veduto ) che fono mterualli dirottanti ; & tra quelle di quejli iflrumenti fino confinanti ;fi
come ciafeuno potrà vdire ; quantunque fiano fuori della loro vera , & naturalforma . Et è cofi in fatto :
percioche tutti quelli interualli , che fi ntrouano in detti iflrumenti, cauandone li due nominati /fino tempe-
rati da i Mufici , nello accordare detti iflrumenti , in tal maniera ; che ntrouandofi fuori delle loro forme , 0
proportioni vere ,fino nduttt in tal temperamento , con lo accrefeerh , 0 diminuirli , fecondo ilpropofito 3 di
vna certa quantità, nel modo che più altra vederemo , che l'vditofe ne contenta . Et tale temperamento li
Moderni chiamano Participatione, della quale fn hora nonfo , che da alcun altro fila flato ragionato, 0 mo-
flrato cofia alcuna . Et vogliono alcuni, che flit flato fatta, 0 ritrouata, per ridurre il numero delle chorde del
monochordo Diatonico fintono moflrato, al numero delle chorde Pithagonce , contenute nel Diatono ; accio-
che tra loro fu/fero collocate tutte le confonanxe , tantoperfette , quanto imperfette , le quali fino necefjane
allageneratione della perfetta H armonia; & accioche il Sonatore fonando fuffe più libero ; & l'barmonia,
che vfciffe da tali iflrumenti fi potefife vdire con maggior fatisf anione dell'adito , che non fi h aiterebbe fat-
to , quando fi haueffe voluto fare nel numero delle chorde del Diatonico fintano -.percioche farebbe flato di-
bifigno di vfitreffieffe volte l' interuallo del Coma, aggiungendolo, 0 Iettandolo da alcuni interualli , per fare
(tcqmflo di molte confonanxe ; mafiimamente volendo poffare dal graue all' acuto :oper il contrario da mia
confonanxa all'altra: ilche non folamente dtffcultà al Sonatore; ma ettandto poco diletto a oli aficolt ami
hauerebbe apportato : perche in cotal cafiofl hauerebbe vdito vn non fi che di trtflo , che hauerebbe fatto non
pocofaflidto . Et quantunque dichino anco , che tale Temperamento , 0 Participatione ,fia fiata ritrouata
fiudiofitmente , accioche per effa in cotalt iflrumenti fi veniffe ad imitar la Natura , (a qualfi dee imitare in
tutte le cofi, più chefipuote : perche fi come nel genere Diatonico fi può procedere naturalmente coti le voci
{ come è mamfeflo) perglifitoi interualli , dalgraue all'acuto , &per il contrario ;fenxa incommodo alcu-
no ; cofi anche in tali iflrumenti fi poteffe p affare dall'acuto algraue , oper il contrario fienxa alcuno impedi-
mento , <& fienxa alcttnaoffefa del Sentimento : Tuttauia credo veramente, che tal Temperamento, 0 Par-
ticipationefiia fiata introdutta a cafio, & nonfludtofiamente . Et ciò mi muotte a credere -.perche non è dub-
bio, che ne il Ditono, ne il Sennditono ,neli due Effachordi , & altri interualli molti , i quali hora a noi fono
confinanti ; non furono mai da alcuno degli sfatichi (come da 1 loro firmi fi può comprendere ) ricattiti nel
numero delle confonanxe : ne anco veramente le vfaronoper confinanti, nel modo che le vfiamo noi ; mafii-
mamente hattendo lorofempre vfato il numero delle chorde Pithagorice ;fl come dalle chorde , che fino col-
locate in molti antichi iflrumenti fi può comprendere . La onde è credibile , che alcuno perito nella Mufica
dopo vn certo fipacio di tempo, a cofi prima, & di poi fatto molte efferienze, nell'i fleffo iflrumento le ridtt-
ceffe
1 2 6 Seconda
ceffe a titltempéramerttOj fatto le prnportioni, oforme, le quali bora yfamo : non però fatto alcuna eli quelle,,
i che di fibra in molte diuifwni ho moflrato : percioche farebbe flato imponibile ; di oferuare il Numero delle
chorde j l'Ordine de gli inttrualli ,&le Forme 3 o Proportiom mojìrate : ma fi bene fitto quelle 3 ch'io fono
per mojìrare .
Quel che fi dee oìTeruare nel temperare, ouero accordare gli Infermi-
li di ciafeuno Irtrumento arteficiale moderno , riducendo il nu-
mero delle chordedcl Diatonico iintono a quello del
Diatono; deche taliinterualli non fiano naturali,
ma li bene accidentali^ Cap. 4.2.
T ^ACCIOCHE il Lettore Studwfo ftpp'ni, con qual ragione, & di quanti qutttt-
tità ogni interludio nei detti libramenti fi yenghino a temperare ,& tlmodo che ba-
llerà da tenere , yolendofare la Participatwne , di maniera che non offendi il Sentimen-
to , pigliarci bora quefla fatica ; & mofìrarb infieme in qual maniera le 1 7. chorde, po-
lle nel Diatonico fintano ,fi riduchino al numero delle Sedici contenute nel Diatono . La
onde fi debbe auertire /che -volendo fare tal Temperamento , 0 Participatione con qualche ragione ,& con
qualche fondamento ,fi dibifigno di diuidere il Coma, contenuto tra le coorde RB, et MB in Sette par-
ti equali , &> distribuirle tra li Sette Inter Halli, contenuti nelle Otto chorde della Diapafon ; accioche polia-
mo ridurre le due mojìrate chorde, che contengono il Cam a, in Dna fila . Ma fi debbe fare , che gli internai-
li reclino nella loro forma, più chefiapofiibile ; accioche l'vdito non fa offe fi : cerche ciafeuna confili an%a _,
fi nelgraue, come anco nell'acuto ; & qualunque altro interuallo, quantunque minimo fa equalmente accre
fiuto , 0 diminuto di vna certa , & terminata quantità, in tutti «li interualli, che fino finali di proporzione
il che tornerà molto bene , quando fi farà , che ogni Diapente redi diminuta , & imperfetta , di due Setti-
me parti del Coma ; & che la Diateffaron pigli imo accrefeimento di tanta quantitade; & è il douere : con-
ciofa che reflando la Diapafon fempre immutabile , & nella fitta proponione -vera, & naturale & effendo.
integrata da quejìe due parti, quello chef lena da -vna , bifigna neceffariamente dare all'altra ; accioche ag-
v'iuwendofi infume, ne vii ef remi fi oda la Diapafon perfetta . Si farà dipoi il Ditono imperfitto di Tua fet-
tima parte, & di tanta quantità fi diminuirà etiandio il Semiditono : Percioche fi quejìe due confinante co
correno alla inteo-ratione della Diapente ; effendo quefla, diminuta di due finirne parti, è neceffario, che tal di
minutionef dittida tra queflidue interualh : conaofia che facendo imperfetto il Ditono di ynafettima parte,
& ti Semiditono di altra tanto, che fono duefettime parti ; quefle due confinante, che fino parti della Dia-
pente-vengono ad ejfer diminute di quella quantità iflefja,che è dimwuto il fùò Tutto. Ma le parti del
Ditono, che fono il Tuono maggiore , & il minore, fi faranno imperfette in cotal modo :f leuarà dalla pri-
ma quattro finirne parti del Coma, & fi farà maggiore la feconda di tre ; & cofi tra loro -verranno battere
quella imperfettione ijìeffa-, che ha ilfuo Tutto ; cioè faranno imperfette di ima fittima parte . Si darà poi
al Semituono mag giare lo accrefeimento di tre finirne parti : conciofa che effendo la minor parte del Semi- •
ditono, & il Tuono maggiore la mag gior parte, tra quefle due parti fi ritrouerà lo ìfìeffo mancamento, che
37 fi ritroua nel Semiditono ,• cioè faranno diminute di due [emme parti . L'Effachordo maggiore , & il mi-
nore, l'yno & l'altro -verranno a pigliare lo accrefeimento di una fettima parte : imperocln l'imo fi compo-
ne della Diateff irou, & del Ditono ; & l'altro medefmamente della Diateffaron, & del Semiditono : On
de peritando la Diatefiftron aceri fimi ento di due parti , (j7* diminuendoft il Ditono , & anco ti Semiditono
ciafeuno da per fé di ima fettima parte ; -vengono tali Effichordi Meramente a pigliare lo accrefeimento di tal
quantitade . Di modo che hauendo intimamente per tal maniera proportionato lo I finimento , oo-ni con-
Jonanza , & ogni interuallo dal maggiore al minore ; cattandone la Diapafon , & ti Semituono minore
mofrato , -verrà ad efjer fuori della fua -vera propinatone ; non pero molto lontano dalla fina -vera for-
ma, di maniera che l'Vdtto non fine contenti . Quefio adunque bifignerà offeruare , l'olendo la Par-
ticipatione , ouer Difiributione delComa, in ogni nojìro frumento ; accioche ogni confiuanza nella fitta fpe-
cie yenghiad effere equalmente accrefauta ,omr dimmitta. La onde ciafcun perito del fono debbe auer-
tire ,
Parte. 127
tinche -tmlench temperare , onero accordare gli I fi rum enti nomìwtì,farà dtlnfogno di tirare, obroportio-
nart eufemia Diapente in tal maniera;, che lifuoi eftremt acuti tenghino del grane, fecondo la matita eletta,
ch'io fon per moflrare ; oneramente che li grani più fi auicinino ali acuto, fetido che nello accordare^ tempe-
rar detti iflrumenti tornerà più commodo . Similmente ciafcnna Diatejfaron, alla quale f danno le Quantità,
•cliefi tolgono alla TDutpeteff debbe accrescere in tal modo, che ogiufuo eflremo acuto fa più lontano dal gra-
ne per tanta quantità ,<&d grane fimilmente dall' acuto . Et quantunque quefli intertialli filano per tal ma-
inerà hora crefciuti , <*7* hora diminuti ; non per queflo l'adito (come ho detto) abhonfce tale dijlnbutione :
conciofia che e/feudo minima, & quaf infenfbile la quantità, chef lena, o aggiunge a cotali interualli ; &
effendo non molto lontani dalle loro -vere forme , ilfenfof cheta . Ne di ciò donemo marauigliarf : percio-
che all'Vdito interviene quello, che fiale intrauemre agli altri pentimenti, & maf imamente al Vedere, che
alle volte non fi accorge di Dna quantità minima, per effer quaf infenfbile ,f come auiene ; che fe'l f lena,
onero fé l fi aggiunge ad vn monte grande due, tre, onero più pugni di grano, non può accorger fi di tal cofa :
ma f bene fi accorgerebbe , quando fé li leuaffe , oneramente aggumgeffe yna gran parte . Ma fé alcuno
dicejfe, che ponendofi in ufo le Confonanxe, che fono fuori delle loro yereproportioni, le quali, fenza dubbio,
non fono filza fiatata, che i yen , & legnimi interualli confinanti fujfero quefli , & non quelli , che già ho
ìnoflrato, coflui veramente farebbe in errore : conciofa che quantunque gli interualligià mojlrati non fi ri-
trouino efere ne i nominati frumenti ; non fegmta però , che non fumo i yeri, & naturali ; & che non fila-
no qw.lli, che producono perfettamente in efjere ogni confinanza, che èpofibile da efjere produtta . Ne anco
fegnita, che non fi pofìmo porre in atto, & vdire :peraochefipofJòno vdvre quando fi y itole ;jì come etian-
dw nonfiguita, che l'huomo non fa rifibile , perche non ridafiempre -.perche fi bene hora non ride , è almeno
atto a ridere quando yuole . Et benché ne i detti ifrumenti temperati in tal maniera, non fi pò fino yfiare le
confinanze nella fina perfittione , cioè nella loro vera , & naturale forma ; e nondimeno pò fibtle di poterle
yfiare, quando le loro chordefi yolefiro tirare fitto la ragione delle loro proportioni yere , & naturali . Et
queflo io dico, perche molte yolte ne ho fatto la esperienza fiopra yno ijìrumento, il quale feci fabricare a que
{lo propofito ; ancora che tal prona fi poffa anco fare fiopra qualunque altro tflrumento ; & mafiimamente
(òpra ^Arpichordi, o Clauocembah , che fono molto atti a talpropofito . Et fé alcuno dicejfe , che quando tali
{frumenti fuffero accordati perfettamente, fi yerrebbe a perdere alquante confinante, che fi ritrotiano effe-
re negli altri tflrumenti ; Queflo importa poco : percioche mi bafla filamene, che alcuno non pofia contrada
re con verità a quello, ch'io ho detto di fiopra, & dire che tali confonanxe non fi pofiino porre in atto nelle lo-
ro y ere f orme, 0 proportioni: Imperochefie bene in efii nofipoteffe esercitare le harmonk con quel commodo,
& liberta, che fi trotta neg li frumenti communi; non reflarebbe,che in efii nonfipoteffe i/aire ogni confio-
nanza,& ogni harmonia nella fina vera forma. Mafie cotali ìnconuenienti(dirò cofi)fi trouano negli iflru
menti arteficiali, nondimeno tra le Voci , come altre yolte diremo, non fi trouano tali rtfpetti : conciofa che
riducono ogni cofa nella fiua perfettione, come è ildouere : effendo che la Natura, nel fare le coje, è molto fu-
periore all'^frte : & quefla nello imitare fa ogni cofa imperfetta , & quella ( rimofii gli impedimenti ) ó~
gni cofa riduce a perfettione.In cotal modo adunque fi verrà a temperare aaficuno delli nominati iflrumenti;
nelli quali fi farà la Difributione delComa in fette tnterualli, comehò detto ; ne altramente yerrebbe bene ,
•volendo acquiflar le confinanze perfette, & le imperfette infìeme, con quel modo meghore, che fi può fare ;
accioche ogni interuallo filmile, fi nel grane, come nell'acuto venghi ad effer e equalmente accrefciuto,o dimi-
nuto della (ita quantità ; & nonfihabbiapiù a porre la chorda d, raddoppiata. Et fi ad alcuno pareffie fra-
no, che nella Mufica occorrinofimil cofie ;fi debbe ricordare , che non fola in quefla ficienza ; ma in ogn altra
ancora, in ogni arte , & in ogni altra cofa creata fi ritroua grande imperfettione. Et queflo,credo io che bob
bi.t voluto iddio Ottimo Mafiimo ; accioche , vedendo la imperfettione di quefle cofie inferiori , voltiamo lo
intelletto noflro alla contemplatione della firn Infinita Sapieza, nella quale fi ritroua ogni cofa nonfolamente
Perfetta , ma etiandto Ottima .
Dimofìrationt
12
8 Seconda
Dimoftratione dalla quale fi può comprendere, che la moflrata Parti-
cipatione , o Diftributione fia ragioneuolmente fatta , & che per
altro modo non fi polla fare , Cap, ^ 3.
ERRO hora a dtmoflrare la ragione di tale Participatione : ma fi defitpere , che fono
flati alami ', che hanno battuto parere , che t internatio del Coma moflrato di [opra fi do-
ueflfe dtflrtbuire tra quelli due mteruaìli, che fono a lui più propinqui ,pofìi nella parte acu-
ta , & nella parte grotte .facendo di efjo dite parti equali , accrescendo l'yno , & l'altro
internatio di tanta quantità, quanta è la metà di efjo Coma ; [affando poi gli altri inter-
valli nelle loro forme naturali : ma in "vero a me pare, che molto s'ingannino per molte ragioni : prima perche
quelli due interualli, che fino al Coma -vicini ; yerrebbeno foli apartiapare delle parti del Coma , & non al-
cuno degli altri ,&lo iflrumento yerrebbe ad effer proportwnato mequalmente : conciofia che fi ydirebbe
in lui la Diapente, & la Diateffaron con due interualli l'yno maggiore dell'altro ; dipoi , perche quelli tnter-
ualli, ne i quali fi faceffe quefla diflrtbutione , yerrebbeno ad e fere diffonditi, per la molta difian%a, che ha-
uerebbeno dalle lor forme yere ,■ & li Tuoni ,t quali fino yicini a tal Coma , & participano di yna delle file
parti ,fiarebbeno contenuti da yna proportione ,cbe non fi potrebbeno av giungere ne alla Diapente , ne
alla Diateffaron , ne al Semiditono per formare alcuna confonanxa . Et fé bene lor dicono , che la effe-
rienza dimoflra , che quelli interualli accrefiiuti , o diminuti per tal modo , non fi partono dalla fua pro-
pia forma di modo, che l'ydtto nepatifca cofa alcuna,non altramente di quello che farebbe, quando talCama.
non ftiffe in tal maniera distribuito ; queflo non è vero . Onde mipenfo , che cojìoro non habbiano mai fatta
alcuna proua di queflo : conciofia che il finimento ifleffo lo fa mamfeflo, che fono dtffonanti ; £-7" ciò potrà eia
feuno da fie flefio prouarlo , diuidendo il detto Coma in due parti equalt , nel modo che alcap. 1 4. difopra ha
moflrato :percwcbe aggiunte dipoi le parti , che nafeeranno alti due tuoni Sesquinoni, che li fono yicim, cia-
feuno potrà conofeere, che quello , ch'io ho detto J d yero , & che bififiia cercare di difìribuire tal Coma per
altra maniera, acciò l'vdtto nonfia ojfefo.Ma perche difopra ho detto, che delle Confonanze,ouero altri In-
ternali^ alcuni fi diminutfiono{facendo tale dtflributione) di due, alcuni di auattro,& alcuni dtynafiettima
parte del detto Coma : Similmente alcuni fi accrefeono di yna fettima parte , alcuni di due , cj?1 alcuni di tre
parti ; di maniera che finalmente non filo ogni Diapente, ogni Diateffaron, orni Dttono, £?> ogni Semidito-
tio, che fono interualli confinanti , yengono ad eflfere accrefciuti , 0 diminuti equalmente , & yengono a re-
jìare equalifi nella parte praue, come anco nel me%o, & nell'acuto dello iflrumento ; ma etiandio li diffonan
ti, che fino ilTuono maggiore, il minore, & il maggiore ,& minor Semituono . Però tanto più queflo terrò
effer yero, quanto che ynfegno mamfeflo ne dimoflra, che tal diftributione fa buona, & fatta con ogni do-
uere : Imperoche il Semituono minore , che è contenuto dulia proportione Super 7 . pamente 1 1 8. che non
fi adopera nel genere Diatonico , £y* è contenuto tra le chorde S B ,& K B ,fi fa minore di tutte le parti ,
cioè di tutto il Coma intero , che yiene ad effer contenuto interamente dalla proportione Sesquiottantefima ;
& cofi refla nella proportione Sesqiuuentejimaquarta . Onde la fua proportione refla rationale, [e altre poi,
cauandone tutte [e Diapafon, chef contendono nella proportione Dupla, fino irratwnali, & incognite : con-
ciofa che le parti, le quali fi leuano , 0 aggiungono alle quantità ratwnah, che fono [e loro prime forme natu-
rali,fono mattonali, quando la diufwne del Tutto nelle parti è irrationale,et quello che mene , è finalmente ir~
rationale.Etfi come etiandio è mattonale quello,che nafie dalla a^giu>itione,ofittratione di yna quantità ra
tionale da yna trrationale ; cofi è irrationale quello , che yiene dalla fottratìone , 0 avgiuntwne di una pro-
pontone mattonale da yna rationale. Ma queflo non latramene nelle rationali : perche tutto quello che nafee,
a" ir'tunvendofl fottraendo l'yna quanta dall'altraj rationale.il perche quefla dtflnbutione, che fifa aa-ginn.-
gcdo,o leuando tal parti, non può effere per alcuna cagione rationale ; ne fi può co determinati numeri a patto
alcuno denominare , 0 defcrtuerexonciofia che la ditti fioue del Coma in fitte parti equalt non è rationale . Per
rnoflrare adunque che tale Diflributione fi conuienfare neceffariamente nel detto modo, & non in altra ma
mera procederemo con queflo ordine . Ptgliaremo prima Dodici chorde fiolamente del Monochordo poflo di
fopra, cioè F B,EB,DB,I B,H B ,C B,S B,K B, N B,RB,MB,<& LB Je quali faranno bafle-
uolt a
Parte. 129
noli a dimoflr,tre il propoftta;&> dipoi accordare mo perfettamente le chorde FB & N B di manieratile
contengìnno la confonanxa Diapafon ; le quali laff aremo immutabili, &fipra di effe daremo princìpio a fare
tal Diflributione;^Ancorache fi potrebbe incominciare /òpra quali chorde ,che fi voleffe:m a faremo queflo,per
femir la maggior parte di coloro, che accordano "li iftrumenti moderni: ìmperoche danno principio fopr a tali
chorde. Si debbepero auertire,ch'to ha detto immutabili; effendo dibifoono, che la prima chordafopra la quale
fi -viene a fondare la Difiributione,fuflabile;et che cìafcuna Diapafon fi riduca allafua perfezione, cioè nella
[ita veraforma,la quale è la proportione Dupla-.percioche nopatìfce mutabdità,o variatione alcuna.Poflo adii
me che noi haueremo quejle chorde jlabili,tra quelle chorde ,che fi trottano collocate nel melodi loro, faremo
la Diftributione,fèruendofi però delle altre chorde, che fono pofle fuori di eJJe.Etper incominciare ,bìojiaremo
laprima Diapente pofla nel graue, che farà la F B& H B,contenuta dalla proportione Sesquialtera; fen%a>
mouere altramente la F B, faremo la H B pm graue fecodo la quantità di due fettime parti di un Coma, co-
me ho dnto;preponendo primieramente, et moltiplicando alla chorda H B il C orna, fognmwendo prima alla
chorda I B il Tuono minore contenuto nella proportione Sesquinona,& diuidendola in dieci parti;onde prefè
le none parti di effa,tra la chorda,cxm contenerà tal quantìtà,et la H B,!a quale è la chorda acuta del Tuono
maggiore IB& H Bratteremo il Comaxonciofia che fé dal detto Tuono Iettare mo il minore , chefirà lo
I B,Q* la quantità delle none parti, fenxa dubbio, reitera il Coma, contenuto dalla proportione Sesquiottante-
(ima ; il quale dìuideremo infette parti equali,fècondo il modo mojìrato difopra nel cap. i 5 ; dipoi [affando dai
■vn canto le due partì più acute di effo , & pitAtado follmente le cinque pofle nel graue, haueremo. in un tratto
con la chorda a B, accomodato alle loro proportiom in-ationali due confonanxe,cioè la Diapete F B&aB,
& la Dtateffaron aB & N B. Pigliaremo hora la a B,che con la Al B contiene la Diapente piti acuta di
due fettime parti equali del dato Coma; & diuifo che haueremo il Coma RBet MB in fette parttequali,co--
mefacemo il primo, laffando le quattro parti più acute, che fono [edile parti, chef [affano, accioche habbiamo
la Diapente nella fua vera proportione; & due altre parti dipoi per Lfua dtmintttione;la chorda b B ne da-
rà il nojìro inteto. ^fquejìa chorda ntrouaremo la corriffodente nel grane in proportione dupla;accioche pof-
(tamo vdire perfettamente Li Diapafon ; il che haueremo fatto, quando dopo moltiplicato, etprepofìd ilComa
alla E B,& dtuifo in fette partì equali, pigliaremo le quattro pofle nell'acuto:percioche tra e B, & effa h B
haueremo la ricercata con fonala, col mez$ della chorda e B fecondo ilpropofito:Cociofiache effendo la EB
con la M B corriffondenti per fuono equale nella confonaxa Diapafon;®* aggìungendoft all'una, (j? all'ai
tra verfo il graue quattro parti de[C orna, che fono tra loro equali,nefegue, che medefimamente glieftremi di
temetti aggiunti fiano equali,&che rendìno la confonanxaDiapafon-.perciocheper il Secondo, & per Terzo
Comune parere del lib. 1 .de gli Elemeti di Euclide, Se a cofe Equalifi aggiunge ,ouero da effe fi leua co/e EquA
lìjquello che viene èfimdmete Equale. Haueremo etiadio tra cB& aB vna Diateffaro accrefciuta di due
parti del Coma, che farà equale in proportione alla aB & N B. Faremo hora la chorda G B corrifpondete
in proportione Sesquialtera alla e B,foggiungedo alla G B il Coma, et dividendolo fecondo il modo dato;dìpoi
laffando le quattro parti pofle nell'acuto,et le dtte,chefeguenoverfoilgraue;tra la cB et la dB haueremo
un'altra Diapete diminuta di due parti di vn Coma;et tra la dB&la bB vn altra Diatefjaron accrefciuta;
di tanta quatità. Seguono dipoi la dB& la L B, che contengono la Diapete dìminuta di ima fetttma parte;
onde volendola diminuire di vn altra parte;accioche fi ritroui con le altre equale in proportione ; preponeremo
alla L B il Coma,diuifo come gli altri infette interualli,& laffato il più acuto,prederemo folamete li Seipofli
nelgraue;& dalla e B haueremo ilpropofito. ^Aqueffa ritromremo la corriffodente in proportione Dupla,
in queflo modo;diuideremo il Comaprepojìo alla D B infette parti, dipoi pre fi la parte più actttajiaueremo la,
fB,che co la detta e Bue darà la confonanxa Diapafon nella fua forma naturale,» vn altra Diate faro equa
le in proportione con le altre,chefarà la fB&> d B, nella fua forma accidentale. Tra la fB&laK B dipoi
■verrà ad effere vna Diapete medefimamente nella fua forma accidentale, più acuta di vna di dette partì ; per
il che volendola ridurre alla fua proportione, preponeremo alla K B il Coma diuifo al modo dato;& laffando
la parte più acuta perilfitperfluo;& le due parti fègueti per la dimìnutione ,col mez$ della chorda g B, no fa
lo haueremo la vera proportione accidentale della Diapete;ma etiadio quella della Dtateffaron, contenuta tra
la gB ,&la eB: Refta hora a ridurre alla fua proportione la Diapente I B ,&N B,&la Diateffaron
FB,&I B; onde feggiungeremo alla I B il Coma, il quale , dopo chefirà diuifo in fette parti, & pre fé che
noi haueremo le due fettime parti piùgraui,col mexp della chorda h B, ne darà la proportione di dette confo-
nanze;cioè haueremo accrefciuta la Diateffaron pofla nelgraue di tante parti, & fatta minore la Diapente
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pofli in ttcttto di tUnta quantità . Hora per dare la fua proponiate alla S B, che con la h Bfi ritratta effer dt-
jlante per vna Diateffaron ,diminuta di dite parti ;foggiungeremo dia S Bil Coma,& dipoi che farà dtuifopi
gliaremo le quattro parti più gratili» punto i;& tra i B, & h, B limeremo fatto equale la detta Diateffaron
alle altre in proporttone. Per tal modo adunque bàtteremo accrefciuto , o diminuto equalmente , nonfolo ani
Confonanxa nella fua fpecie ; ma agri altro Interludio, che tra le dette chorde era cotenuto;& di Dodici chor
de che erano prima Je haueremo ridiate al numero di endici, comjfiondenti al numero delle chorde Pithagori
ce,pofle dijopra nel cap. 1 $;le quali potremo defcrmere comodamente con le lettere di Guidone, fenxa raddop
piare altramente la d.Et quello ch'io ho detto difopra intorno al Semituono minore fi Tede effere -verificato:
eoncioftache ritrouandofi nella [uà proportwne tra le chorde S B & KB,& reflando diminuto nelgraue
( come fi vede nella dtmojlratione ) delie quattro parti del Coma, contenute tra la S B& la iB;& neli Or-
dito di tre parti, contenute tra gB& K B;fe noi aggiungeremo quefle tre parti alle quattro prime , rio è dub
bio,che arnueranno al numero di Sette,& faranno tutto il Coma.Ma perchefcome altrouehò detto)ilComa
è contenuto dalla proportwne Sesquiottantefima;però fi dalla Super 7 partiente 1 1 S,che era la prima forma
del Semituono minore, che è rationalejettaremo la Sesquiottantefimaja quale etiandVo è rationale;il rimane»
te farà la proportwne Sesqumetefimaquarta rat tonale, la quale è la forma rationale di tal Semituono. Potemo
hora vedere in qual maniera le parti del Coma fi ventuno a diftrtbutre,co vna certa equalità,in orni Confo-
nan%a,et in ognilnteruallo.Per la qual cofa potemo tenere per certo, che qttefto modo tanto più fia migliore ,
&ptu vero,qttanto vedemo,che ogni confonaxé>& ogni mterualìo,fi nel grane, come nel mexo,& nel fine,
è accrefciuto, 0 diminuto di vna ifteffa quantità, feconda che ricerca la (ita proportwne : Ne fi vede per modo
alcuno,che l'vnofia ma* o-ior dell 'altro, 0 minoretne fi fcorge ,che in effafia alcuno auanxo quantunque mini-
mali alcuna parte del detto Comatlmperoche quando fi ritrouaffe alcuna di quejìe cofe, farebbe fegno mani-
feilo,che tal Diflributione nonfuffe fitta co i debiti modi . Onde concludo,che quando fi uoleffe tentare di fare
tal Diflributione altramete ,che tal fatica farebbe vana,& fenxafrutto;come la ejfenexafempre lo farà ma
mfeflo. Perla qual cofa non fi potendo fare cotal cofani altra maniera, che torni bene ne i [òpradetti ijlrumeti;
feguita che tal Participatione,o Diflrtbutione fia fatta perfettamete.,con li debili me^etfenxa alcuno errore.
Della Compofitione del Monochordo diatonico equalmente temperato , &
ridutto al numero delle chorde Pithagoricc . Cap. 4. 4.
OT REMO hora moftrare in qual maniera con poca fatica,& fen'xa alcuno errore, fi
poffa caparre il Monochordo, temperato di maniera nellifuot infermili, che fi ntrom efjer
melano tra il Diatonico dtatono,& quello,che Diatonico fintano fi chiama , rìtrouato da
Tolomeo; La qual compofitwne,fpero che farà non men vttle a tutti coloro,che defiderano
difapere Li temperatura^ la vera proportwne detti fuoi mteruatti,di quello che farà a ce
l'oro etiandio,t quali fabricano ifìrumenti muficali,& defiderano di faper la ragione, & mifura di qualunque
mteruallo, per potere co ragione proportwnare qitellide gli tfìrumenti loro .Douerno adunque primieramente
fapere, che cofi come ciafcun termine di qualuque interuallo collocato alla fua proportwne [opra qualttnq; chor
da , fi può far maggiore , 0 minore di tanta quantità , da qual parte fi voglia , cioè dalla parte grane , ouer
dalla acuta ; quanta è la proportwne detta parte della chorda alfuo Tutto , che fi piglia , 0 fi laffa dall'vna
di quefle due parti ; cofi etiandio fi può fare di tanta quantità piugraue , 0 più acuto ; quanta è la proportio^-
ne, che ha quella parte dichorda,chefi lofja,ofelt aggiunge nelgraue , 0 nello acuto , col fuo Tutto ; come in
molti luoghifi è potuto vedere .Onde dico , che dipoi che fi hauerà rìtrouato una ^Ajie ,oT attilla ben pia-
na,et bene acconcia, come furono accommodate le altre ; porremo nel mezp di efia la linea a b in luogo di
chorda, [opra la quale faremo la compofitione del detto Monochordo. Sopra tal linea adunque accomodammo
prima dalla parte finidra il Coma atta fua proportwne, al modo più breue;et efpedito,chefìa pofibile,m cotal
maniera.iAccomodaremo primieramete fopra la detta chorda 1 1 Tuono maggiore alla fua proportwne; dipoi
il minore, di maniera, che il ter mine minore delTuono maggiore, fia anco il termine minore delTuono mino
re.ll che fatto, tra'l maggior termine dell' uno, et l'altro di quefli due Tuoni, farà collocato ilComa-.percwche
■viene ad effere la dijferenxa,chefi ntroua tra le quantità dell'uno,et dett'altro;come la protta ce lo mamfefla.
^TqueUo poi nefoggiungersmo vii altro , collocandolo atta fua proporttone t come hauemo fatto il primo *
r z fopra
152 Seconda
fipra la eborda , che è ih ermine maggiore del Tuono minore ; gjjn dipoi diuideremo ciafiuno feparatament e
condtlirenza,fecondoilmodomojlrato,infittepartiequalt,ritrouandotralachorda ab, &la cb del
fottopofio effempio, che contengono il primo ; <&• tra la e b, &la db, che contengono il fecondo ,fei li-
neerò chorde mezane proport tonali : Imperoche duufi m tal mamera,potranno fiermre ad ogni ordine de Suo-
vi , che fi -vorrà ridare, a tal temperamento , incominciando da qual chorda tornerà meglio . Ma fi debbe.
auertire , che quelle parti, che faranno pofle tra la a e, faranno quelle, delle quali fi batteranno a diminuire
le confinante, 0 altri tnterualli di tal Monochordo ; & quelle , che faranno pofle tra la e d, faranno quel-
le, con le quali fi balleranno a far maggiori, onero accrefeere , Et quando nominerò due, oiter pm parti,fem-
prefi intenderà di quelle, che fono più inane alla e . Hora intefe quefle cofe, laffando da va canto la a e ,
parte di detta linea, porremo la e b in luogo della chorda più graue del Monochordo, il quale fi vorrà ridur
re alla Participatione;& farà (fecondo il modo di Guidone aretmó)la chorda, ^f. Dipoi pigliando la cb ,,
accommodaremo ilTuono maggiore alla fua proportmne , nel modo, che facemmo nelle altre diuifwm ; <&
farà il fondamento delli Tetrachordi . Ala perche queflo Tuono fi pone diminuto di quattro finirne parti di
yno Coma ,come altroue ho detto; però pigliare mo col piede del Compaffo quattro parti del coma a e , g*7«-
le aggiungeremo alla linea cb; & diuideremo il Tutto in none parti equali; & doue cafiberà tifine della
ottaua parte a bandafinifìra, porremo il punto e ; & balleremo la e b, che con la fipr adetta diuifit con-
tener à il Tuono maggiore collocato nella fua yera proportione ;et con la cb lo batteremo diminuto di quat-
tro fettime parti del detto Coma : Percioche e/fendo tra ti Tutto duufi , & le parti e b collocato il Tuono .
nella fua veraproportione, che è la Sesquwttaua ;fe dalla parte «ratte, cioè dalla dtuifa linea leuaremo tutta
laproportione aggiunta alla chorda cb, che fono le quattro parti più acute del Coma ab et cb; none
dubbio , che'l Tutto diuifo non refli diminuto di tal quantità ; & in fito luooo non vernhi la cb. Onde fi
la proportione,pofla tra il Tutto diuifi,et la e b, refla diminuita di tante parti, per conferente li Suoni, che
nafiono dalie chorde tirate fitto tali proportioni , rejìeranno diminuii etiandio di tanta quantità : Concio fio,
che (come nella Prima parte ho detto) li Mufict giudicano tanto effer laproportione dtfuono a fuono, quanto
è laproportione di ciafeuna parte di chorda col fio Tutto. . Haueremo adtiq; per tal via fatto il Tuono mag
gtore,cbe fi troua collocato tra quefle due chorde ^4, et t^ , minore di quattro parte di vno Coma . Sog-
giungeremo immediatamente il Semituono maggiore , contenuto dalla proportmne Seiquiquintadecima;
d quale aggiunto al Tuono maggiore fa tlSemiditono , contenuto dalla proportmne Sesquiqttinta , comi ho
detto più volte .. Et perche il S emituono piglia aumento di tre finirne parti del Coma , & il Tuono difirefie
quattro ; però cauando le tre dalle quattro, ne reflarà vna , che farà quella parte, della quale il Semiditono fi
viene a minuire, fecondo che difiprafi e detto. Pigltaremo adunque folamente vna parte del Coma ab,&*
cb, che farà la più vicina alla e, & la metteremo infume con la cb: dtuidendo poi queflo Tutto tnfei
parti equali, e£* pigliando le cinque , che farà in punto f, tra la diuifa, &> la fb, haueremo collocato il Se
miditono alla fua naturale proportione;^ tra la cb, &la fb haueremo il diminuto di vna fettima par
te del Coma, per le rarionigià dette, & nella fua forma accidentale. In tal maniera adunque haueremo vna
terza eborda , la quale fegnaremo con la lettera C , (p'firà la feconda delprimo Tetracbordo , che con la
C[ contener à il S emituono magnare , accrefiiuto di tre finirne parti . ^Aggiungeremo poi aqueflo imme-
diatamente il Tuono , accioche L prima chorda con la quarta habbia la confinanza Diatejfaron . Et tal
Tttonofirà il primo del primo Tetracbordo poflo nelgraue . Mapercbe tal confinanza contiene dTuono
maggiore, il minore, & il maggior S emituono ; bauendo collocato per aitanti il Tuono maggiore tra la pri-
ma, & la feconda chorda; fa dibifonio, che noi habbiamo il minore ; & pero procederemo in tal modo , ac-
commodando prima la detta confinatila alla fila proportione , laffando da vii canto le due prime parti del
Coma cb, &db, pofle appreffo la e; & pigliando folamente le cinque, dimoeremo tutta la linea fina,
in punto b in quattro parti equali, per il maggior termine della Sesqtuterza proportione, che è la verafor^
ma di effa Diatejfaron ,& pigliando tre parti m punto g, haueremo prima tra la dtuifa ,& la gb , la>
Diatejfaron nella fua veraforma ; & dipoi la accrefauta di due pam del Coma tra la cb, &la gb:
Cociofia che fi le aggiunge quelle due parti, che prima chef dundeffe tal linea, furono laffate da vn canto.Et
perche tra' tTutto diuifo , & la gb , firttroua laproportione Sesqtuterxa; fi per l'aggmntione di alcuna
parte fi viene a crefeere alcuna proportione di quella quantità, che fi le aggiunge;è manìfeflo (per quello che
fi è detto difopra) che hauendofi aggiunto due fettime parti delle moflrate alla chordagratte della proportio-
Parte. 133
ne Sesquiterza ; & rimanendo la acuta nel fuo primo effere , tal proportione fia fatta rum o-iore di tanta
tptantità,quata era quella, che è flato aggiunto. Ma perche tra la chorda eh, &la eb hauemo il Tuono
maggiore dimmutq,et tra la e b, et la fa il Semituono maggiore accrefcmto;perh tra la fb, &> la<rb
haueremo il Tuono minore, ilquale -verrà per la intehrktione della Diateffaron accresciuta di due parti del
Coma, come la ragione frmpre ne farà vedere .Haueremo adunque la chorda D, che con la C contiene
il Tuono minore , accresciuto di tre parti del Coma ; il qual Tuono in queslo luogo folamente , & nelle [ne
chorde comfpondenti in proportione Dupla, fegue immediatamente dopo il Semituono magnare , proceden-
do dal grane all'acuto . Onde mipenfo , che da altro non pofia nafeere la diffcultà , che fi nona nello accor-
dare, 0 temperar bene ne i moderni I frumenti la chorda G con la d, & auejla coiìl^ad^ fé non per-
che le chorde D,et d, de i detti iflrumeti pigliano il luogo del Coma, onde nefegueno due Tuoni minori im
■mediatamente l'yno dopo l'altro, tra le chorde C, & D, & tra le D, & E ; & cofi tra quelle, che
corrilpondeno con mede in Dupla proportione . Etperfegmr quello, che hauemo incominciato , aggiunge-
remo alla chorda D vn 'altra chorda , la quale con efia dei dalla parte acuta contendi il Tuono minore, ti
quale yiene ad effere il Secondo del primo Tetrachordo ; & faremo che quefln chorda aggiunta con la *A
contener à la Diapente : ma prima è dibifogno, chefappiamo Lifua proportione , la quale è la diminutione di
due fettime parti di vn Coma. Ptgliaremo adunque le due parti più propinque alla e, pofletra a, & e,
& le accompagneremo con tutta la e b , & cofi diuideremo qitejlo Tutto in tre parti equali , fecondo il
maggior termine continente la proportione della Diapente ; Dipoi pigliate le due per il minore , che farà la
hb, tra quefla , & la diuifa haueremo collocato alla fua ver a proportione la Diapente ; <& la diminuta ,
fecondo le ragioni altre volte addate ,farà tra la cb, & la hb; & per tal via haueremo la chorda E,
che con la D contenerà dfopradetto Tuono, accrefcìuto di quelle parti, che fanno dibifigno ; grfitrà lavi
tima chorda acuta del primo Tetrachordo , & la Prima grane del fecondo . Et per ritrouare la Seconda , la
quale fia distante per vn Semituono maggiore dalla E, & per vno Effachordo minore dalla ^A; fa di-
bifogno di fapere primamente la ragione della fua proportione , la quale è , come hauemo veduto ,che'l detto
Effachordo fi aumenta di vna fettima parte del Coma, come fi accrefee etiandio il maggiore. Per il che preti
deremolalinea cb diminuta di vna fettima parte del Coma cb, &> db, &diuideremoi[reflantein
otto parti equalt ; conciofia che 8 è il termine maggiore della proportione dello Effachordo ; pigliando dipoi
cinque partifolamente , che faranno per il termine minore in punto i , haueremo tra il Tutto della diuifa ,
&la ib, che farà la chorda F, il detto Effachordo, collocato nella fua nera proportione ; & tra la cb,
&la ib lo accrefcìuto di tal parte.^fgginngeremo hora a queslafefla chorda, la fettima, la quale farà da
lei diflanteper vn Tuono maggiore ; ma btfognafapere primieramente, che woportione habbia con la prima,
£7* di quanta quantità queslo interuallo,chefi nomina Eptachordo minore, fi accrefea, 0 diminuifca ; & n-
trouaremo, che la fra vera proportione è la Superquadripartienteqninta , & che fi accrefee di quattro delle
fopv 'adette parti : Conciofia che di quelle parti , chef dtmmuifce quello interuallo , che fi ao- giunge altra la
fettima chorda, per venire alla ottaua, di quelle medeftmefi accrefee lo Eptachordo, che le è pofto aitanti. Et
di quanto tale interuallo fi fa maggiore, di tanto fi diminuifce lo Eptachordo. Et perche quello interuallo, che
reflaper andare alla Diapafon ,èil Tuono maggiore , il quale fi diminuifce di quattro fettime parti del Co ■
ma ; pero fi accrefee il detto Eptachordo di tante parti, il medefimo anco fi offerua nello accommodare le al-
tre chorde , hauendo fempre riguardo a quello interuallo , che fegue immediatamente quello, chef vuole ac-
commodare , Pigliaremo adunque la linea cb diminuta delle quattro parti più vicine alla e, che faran-
no quelle, che fono pofletra e & d, & cofi la diuideremo in none parti eqnali;& pigliando cinque par-
ti in punto k, tra la diuifa, & la kb, haueremo accommodato il detto Eptachordo alla fua vera propor-
tione ;& tra la cb, &la kb, lo haueremo accrefcìuto di quattro parti delComa;& la chorda G
•verrà ad efrer la fettima di tale ordine ,&la terza del fecondo Tetrachordo . ^fqueile aggiungeremo la
ottaua chorda, la quale con la prima contenerà la confonanza Diapafon, diuidendo folamentt la db in due
parti equali :percioche tal confònanxarefla nella fuaperfettione, cioè nella, proportione Dupla,& nei pun-
to l haueremo la chorda a fecondati propoftto; & tra le chorde JT, Ej . C. D. E. F. G. & a,
haueremo la Diapafon tramenata da fri chorde, & diuifa infette mteruaili, ciafcmio de 1 quali è accrefcìuto,
onero diminuto fecondo la proportione, che fé gli appartiene , nel modo chef è mojìrato . Et perche diuiden-
do in due parti equali qualunque chorda fi vuole ,fe le può ritrouare la confondente per vna Diapafin,co-
meho
Seconda
me ho mofìrato : perche dalla meta, della chordt
batteremo tèmpre ilpropofito ; però [e noi dimoe-
remo le marie melane della Diapafon in due par
ti eauati ^batteremo le chorde mb , nb , ob ,
pb, cjb, rb; & finalmente la fb, diuiden
do la eflrema acuta della Diapafon, che comjpon
deranno alle chorde tb, fb, gb, bb , ib ,
kb, & Ib in Dupla proportione. Etili tal
maniera haueremo la cdpofmone del Monochor-,
do temperato ne ifuoi mterualli,fecodo le loro pro-
portioni,& ridate le fue chorde al numero di
Quindici, contenute ne i quattro primi Tetrachor
di; alli quali -volendo aggiungere il quinto, bafta-
rà di aggiungere in ejio jolamente la churda Tn-
tefynemenmn ,cioè di accommodare il Semituono
maggiore , & il minore alle loro proportwm . Et
perche il minore ( come ho detto ) rejla nella pro-
portione Sesqmuentefimaquarta, la quale è ratio-
naie ; però diuideremo la linea, o chorda mb in
yentiquattro parti equali, & pigliandone yenti-
cinque dallaparte deflra in pitto t, haueremo la,
chorda tb, laqualenedaràilnojìropropojno ;
peraoche le chorde Ib, tb, nb, et ob,Jara
no le chorde del Tetrachordofynemenon, che noi
cerchiamo ; ancora che le chorde l b, n b, &
o b, fano agli altri Tetrachordi communi. Ala
quando -vorremo ritrattare nel graue alcuna chor
da , che cornjjìondi con una acuta in proportione
dupla, & faccia -vdire la confonanxa Diapafon ,
raddopperemo la chorda acuta , & haueremo il
propofito . Onde fé noi uorremo ntrouare la cor-
rispondente chorda grane alla chorda tb, rad-
doppiaremo folamente ladettachwda tb, &
in punto u haueremo quello , che noi cercaua-
mo:percioche la chorda u b, con la t b, fora-
no in proportione Dupla, & faranno la Confo-
nanxa Diapafon. Ver tal modo adunque haue-
remo il Monochordo diuifò in cinque Tetracor-
di, con la aggtutione della chorda u b, la quale
con la tb (come ho detto) fa la cofonanxa Dia
pafon. Onde ,nafce il numero di Dicifette chorde,
cioè ^b. Cj. C. D. E. F. G. a. b, \2.
e. d. e. f. g. & a a. come nella fgura fi
può -vedere. Con queflo mezp adunque potre-
mo battere fen-xa molta fatica , &fe>r%a alcuno
errore la -via ,&il modo di comporre il Mono-
chordo temperato ne ifuoi wterualli , & accom-
modato al numero delle chorde ptthavorice ; nel
quale potremo accommodare quante clwrde -vor-
remo, accrefeendo , o dimtnuèdo lifuoi mteritalli,
con la proportione di aafcuno,fecodo il modo clùc
ho mojlr-"-" *< £»» -
Part
e. ijj
Se nelle Canzoni feguitiamo cantando gli interualli produtti da i veri ,
& fonori numeri , ouero li moltrati ; & della folutione di al-
cuni dubbi; . Cap. 4 ^.
O R<A può nafcere yn dubbio , confederato quello , ch'io ho detto difipra , Se tra le parti
delle Canzonì,o cantilene Je cui harmome nascono dagli iflrumeti naturali fi odono i -ve-
ri, & levitimi interualli contenuti nelle loro yere forme, opure li accrefiiuti, o diminuii,
fecondo il modo modrato . idlqudl dtibbiofi può rifondere, & dire, che -veramente Ci
odono quelli, che fono contenuti nelle tor forme yere,& non gli altri : conciofia che la Na-
tura ( come yuole il Filofifo ) in tutte le cofe èfempre inchinata afeguire il bene ,&a defiderare nonfolo il
buono , & diletteuole; ma il migliore, <& quello anco, che è ordinato per il buono. Onde effendo ordinati tali
interualli, & confinante per la perfettione dell' H armonia, & della Melodia ; t quali interualli fono miglio
ri, &pm diletteuolr, & non fola più dilettatoli, ma appetibili maggiormente iperò naturalmente nelle can
tilene yocali ci sforziamo difiouitar quelli, che fino produtti nella loro yera forma, che gli altri, i quali pet
lor natura non fono ne migliori, ne più atti alla perfezione delle harmonie . Et tale inchinatane fi yede elle-
re in noi per molti fegni euidenti;& prima:perche ogn'yno naturalmete fugge il contrario del bene,aoè il ma
le,& il cattiuo;& non pure efjoima etiandio il men buono, & quello che è impedimeto del buono,& elegge
fempre il migliore, ouero fugge il più tnjlo ; come fi yede , che etiandw o<nn Scienza ( come dice Platone )
con tutte le Jue forze /caccia da fi le cofe praue , & elegge le ytili , £7- più atte. Et è pure il douere , poi che
Ogni arte, & ogni dottrina, & fimilmente ogni atto , <&> ogni elettione, par che defidertno yn certo bene ,
et oo-niperfettione; onde acquiflatafi sforza di poi con ogni fuo potere di rimanere in effa, & di conferuarla.
V edemo dipoi, che quelli interualli , che fono nelle loro yere forme ,fono maggiormente appetibili de vii altri:
perche fino migliori ; &aò yedemo ogni giorno con la efperienza in mano : conaofia che tanto quelli, che
conofiono confufamente vii eflremi di alcuna confinanza, \enzafaper difiernere il perfetto,dallo accrefciuto,
0 diminuto filamente , & non hanno la ragione della Participatwne ; quanto quelli, che hanno tal giudicio ,
& tal ragione ; che qualunque yolta yogltono accordare i loro iflrumenti , riducono le confonanze alla loro
perfezione : Quelli, perche non le fanno temperare, & proportionare ; effendo chefegueno quello , che mag-
giormente li diletta , & credeno , che quella fia la forma , la quale fi ricerca a yolere accordare i detti iflru-
menti ; & cofi incannati dalfinfi, non ottengono quello, che defiderano : Queflipoi -.perche hauendo la ra-
gione della Partictpatione,yengono più facilmente ad accre feerie, o minuirle)& più preflole riducono a quel
la forma, che ricerca ti numero delle chorde di tali iflrumenti , nducendo l'opera loro aperfettione . Etfefuf-
fe yero, che tanto tra le yoci, quanto negli ijìrumentifi ydiffero folamente le confinanze, & interualli mo-
jlrati dì [opra, fuori delle loro naturali proporttoni ; ne fevuitarebbe, che^quelli, che nafeono da 1 yen numeri
harmonici,non fi ntrouaffero maipofli in atto ; ma fi bene, chefufjero in potenza ; la ami potenza farebbe
■Vana, &friiftratoria : conciofia che ogni potenza naturale , quando per alcun tempo non fi riduce all'atto ,
tfinza ytilità alcuna nella natura . Et pur fi yede , che Iddio, & la Natura non fanno mai cofa alcuna in
-vano ; Però bifigna dire , chetai potenza fi riduca alcune yolte in atto . Onde non fi potendo ridurre col me-
<zg degli tflrumenti nominati dìfopra , è neceffario, che fi riduca col mezo delle yoci ; altramente il Nume-
ro fonoro , 0 harmonico moflrato altroue , il quale è la cagione delle confinanze , <& fi ntroua nelle quantità
fonare, farebbe al tutto yano, & fuperfluo nella natura . Per quello adunque che fi è detto, fi può conclude-
re, che quelli interualli, che fi odeno nelle cantilene uocali,fino contenuti nelle loro yere forme, che fi ntroua
no ( come ho detto molte fate) tra le parti nel Numero finario . Ma potrebbe forfè alcuno dire, Se la natura
è inchinata àfiguire il buono, & il migliore ; & fi gli interualli,che nafeono da 1 numeri harmonici,fino mi
gliori degli altri , & per confeguente più confinanti ; da che nafee , che jpeffo ydimo nelle cantilene yocalt
yn non fi chepiùpreflo di dijfonanza , che di confonanza ì <A queflofi può dire , che può procedere da molte
cagioni ; Prima : perche alcuno dellt cantori potrebbe hauere l'ydito imperfetto, & impedito ; il quale fipra
agri 'altra cofa debbe effere in quelli, che esercitano la Mufica,finza difetto alcuno . Dipoi, perche potreb-
be effire , che le yoci de i cantori fuffero tra lorofyroporttonate ; onde effendo l'yna chiara , &fiaue ; <&*
l'altra
i$6
Seconda
f altra per il contrarie ujctira , &fgrabata , non puòfeguire concento , che flit buono . Potrebbe anco efiere ,
che l'yno de t amori hauejli maggior fianco , &• che più fi facete ydire dell'altro : Onero , che l'vno hauefii
talnatura,che nel cantare crefcefjepiù del douere la voce nell'acuto ,& l'altro la diflendejfe volentieri ver-
fo il graue ; le quali cofe farebbeno cagione , che non fi vdirebbe mai alcuno concento ,che fuffe buono . Ma
quando le Vocifuflero tra loroproportionate , 0> bene ynite ,fenxa battere alcuno impedimento ; &*foffero
proferite da i Cantori con qualche dfcrettione , & con buon nudino ; dì maniera che l'vna voce non fupe-
raffe l'altra ; io tengo per fermo , che tali interualhfi vdirebbeno perfetti ; & che gli yditori piglierebbeno
non poco piacere , &• contento delie cantilene , che vdiflero : -percioche oltra gli altri accidenti , che intrauen-
gono nel cantare le parti ,fi vdirebbe alle volte alcuni accenti ,&( come fi dice ) alcune tirate di gorgia,
con alcune diminuzioni , che ne gli ijìrumenti arteficìali non fi pofiono vdire . Dirà forfè qui alcuno ,• ponia-
mo , che quello , ciré fi è detto fi a yero ; non ne fegue da queflo vn grande mconueniente ; che qualunque vol-
ta fi accompagnerà gli iflmmenti artificiali con le voci Immane , mai quelle con quelli per alcun modo fi po-
tranno vmre ? lo ridondo , che chi vorrà effaminare minutamente la coft, ritrouarà, che queflo inconueni-
e>ite accade infinite voltexonciofia che mai fi rare uolte attiene ', che le Voci co i Suoni fi accordino tanto per-
fettamente ,che non fi oda alcuna difcrepanxa tra loro , ancora che fu minima. Et benché pari a molti , che
fi vmfcano; queflo auieneper lapicaola dtftanza , che è tra loro ; della quale l'vdito di quelli , che non han-
no molta pr attica , & buon giudicio delle cofe della Mufica , non può efier capace . Non è però imponibile ,
che le Voci non fi pollino vnire perfettamente co i Suoni , fenxa intrauenire alcuno mconueniente ; tanto più
( come sltroue ho detto) che la Natura dejiderafempre di accofl rfi al Buono , & al Migliore ;pur che fa
conofauto, ilquale è per fé defiderabile ; &• è dfuopropio di fuggire ilTriflo, che è abomineuole , & Quello
che è ad impedimento del buono . Onde il Sentimento non può fofferire la Diffonan za, che fi vdirebbe ,
quando il cantore uoleffe feguire naturalmente gli intemalli , che nafcono fecondo la natura de i Numeri fa-
ttori ; & pereto cerca di vmre le Voci con li Suoni,, più chepuote. Et queflo notigli è difficile : perche alle Vo-
ci naturalmente è conceffo, che per ogni uerfo fi poflmo piegare, &farfi di gratti acute ; & per ti contrario,
di acute gratti , con quel modo , che più torna commodo . Ne la Natura le bàpoflo alcun termine, ofine ; [e
non nel modo, che noi babbiamo veduto nella Prima parte . Magli iflrumenti arteficiali nonpoffono fare
queflo : conciofia che fono (labili, &• nonftpoffono variare , o mutare difuono per alcun modo ; hauendogli
l'<Arte pofìo vn certo termine, ouer fine . Ma accurdaf pure, tfy* viti fan fi perfettamente quanto fi vogli-
110 quefle due cofe tnfieme ; che quando poi fi [epureranno l'vna dall'altra, le Voci rttornaranno alla loroper-
fettione, & gli I finimenti rimaneranno nella lor prima qualità,& quantità . Ne quefloci debbe parer [Irai
no, poi chef veg gono maggiori effetti nelle cofe naturali, nell'approfimarf , o nel mefcolarf l'vna con l'al-
tra . Et non folamente fi vede nelle cofe , che hanno tra loro qualche conuenienza ; ma tra quelle ettandw ,
che fono l'vna all'altra al tutto contrarie : Percioche pigliano tra loro fcambieuolmete la qualità dell'vno, (3*
dell'altro (ejfendo vero, che ogni ^Agente, il quale opera alcuna cofa,nel farla viene a repatire) Ouero vita di
ef]e [blamente pigliando la qualità delfuo contrario ; [eparate dipoi , ritorna alla lor prima qualità, 0 natura, ? 5
C*7* nel loro primo efere . Queflo paterno vedere commodamente nell'acqua , che è per naturafredda , &*
humida, che approfìimata al [io contrario , cioè al Fuoco , che è caldo, &feco , piglia la qualità del Fuoco ;
cioè differita calda : mafeparata dipoi , ritorna nel fio primo [lato , cioè diuenta fredda . il medefimo intra-
ttiene nelle altre co[e naturali, le quali per la confuetudtne mai non fono variate di natura ; come fi vede nelle
cofe grani , la cui natura è dipaffare al centro ; che quantunque fano gettate in alto violentemente infinite
volte , mai pigliano natura di afeendere : ma fempre declinano albaffo , come è mamfefìo della Pietra , che
per fua natura è fempre inchinata a d fendere al centro . Queflo ifteffo patema dire della Voce humana, che
quantunque molte volte fa violentata dalfuouo degli iflrumentt arteficiatt , non reflaper queflo , che dopo
che fi fiompavna non ntornt alla fua prima natura . Soggiungerà etiandio forfè alcuno , che con maggior
piacere , & diletto, il più delle volte vdimo lifuont, & lelurmonie de gli Iflrumenti arteficiali , come fono
Organi , Claitocembalt , ^Arpicordi, Lenti , & altri fimili, che non vdimoil concento, che nafee dalle voci .
Et quello è vero , perche queflo può nafeere dalla di/propornone , che fi troua tra le Voci, & dalla propor-
tone , <& temperatura pofìa tra 1 Suoni dello finimento : percioche il buono ^Artefice ha cercato di imitare
in effo la natura , quanto ha potuto , & di ridurlo a quella perfettione , che dall' ^Arte gli è flato conceffa ;
proportionando con tal temperamento hfuoi infermili, di maniera che l'yno nonfupen l'altro in alcuna qua-
lità;
t
Parte.
'37
lità ; accioche in effo non fi oda alcuna dfcrepanxa : La onde reftando dipoi lo I frumento in tale accordo ,&
temperatura ,& in uno ordine difuoni inuariabde , l'adito molto fi dilettanelTharmoma , che nafce da lui ;
ejjendo maf imamente •, che per natura fi diletta dell'ordine proportionato . Ma fi per cafo tale ordine,^ te-
peratura muta qualità ; pare che immediatamente quelli fuoni, che da lui n afono foni mamet e nffendmo.Que
Jìo medefimo vedemo intrauemr fpeffo nelle Voci,che effendo dij]»-oportionate,&> male vinte, non fi poffono
ydire : Mafie fono proportionate& bene unite, foni m amente dilettano a i finimenti. Oniefnxa dubbio al
cuno,allora con ma? fior diletto fi ode un'harmonta,& vn concento di voa,che'l concento, che nafce da qual
fi voglia ijìrumemo. Quefla adunque è la cagione, perche alle -volte vdimo con maggior dilettatione ilfuono,
di imo iflrumento ,che t'harmonia,che nafce dalle yoci ; ancora che tale iflrumentofia poco buono , <& li futi
fuoni ottimamente fiano proportionati;& le Tonfano buone ,& fonore;ma tra loro dijproportionate, et ma,
le ynite.tt ciò non ne debbe parer ilrano,pvi che alle fiate con maggior diletto, maggior contento,^ con più
fatiamone vedemo vn bel Cauallo, ti quale fa ben formato &propomonato, che yno Huomo dtjforme,et
brutto ; & pur l' Huomo è il più leggiadro, & dpiù nobile animale, chef rttroui tra mortali ; & ~vna del-
le marauigliofe cofe, che iddio benedetto habbia creato . Ma che fi può dire a quello ffe non , che la Natura
fommamente ha in odio quelle cofe , che nella lor jpecie fono imperfette , difproportwnate,& rnojlruofie i &
Ci compiace maogiormente in quelle, che fono più -vicine alla toro perfettwne . ,,
...
Della Infpeffatione del moftrato Monochordo diatonico dalle chorde
de! genere Chromatico. Cap. 46".
E S T^€ hora, che noi vediamo, in qual modofpoffa infpeffiare utilmente il Monochor-
do diatonico moftrato difopra, dalle chorde del Chromatico, & da quelle dello Enharmo
meo . La onde fi debbe auertire , che hauendof aggiunto , nella compoftione moilrata il
Tetrachordo fynemennon col Tetrachordo mejon ; per tale congiuntione,ilTuono, che e
poflo tra la chorda a, et la L , viene ad efer diuifo dalla chorda b in due parti ; cioè
in vn Semituono maggiore , &■> in yno minore ;per il che a cafo nafce un nuouo Tetrachordo, tra le chorde
a. b. L. &d: imperoche tra la a,& la b fi ritrouailSemituono maggiore; tra la b, &la [3 uSe-
mituono minore; et tra la ^ , & la d il Trihemituono;come nelle fiottopofe quattro chorde fi può vedere,
Nete fynemennon .
Tri).
lemttuono .
■ Para mefe .
Semituono minore .
Trite fynemennon .
Semituono mavnore .
C?0
Mefe.
"Et perche tale Tetrachordo non fi af muglia per alcun modo ad alcuno delli Tetrachordi diatonici , pofti nel
cap. 1 6. non fi può con yentà dire , che fa Diatonico ; ma fi bene fi può dire , che fi a Chromatico : percioche
molto fi accofla al Chromatico molle di Tolomeo : effendoche procede dalgraue all'acuto per un Semituono
■nel primo tnteruallo, nel fecondo fiimilmente per vii altro Semituono,& nel ter%o per ynoTnhemitttono, fe-
condo la forma de i Tetracordi chromatiagia moilrati. Si chepotemo veramente dire, che quefìofa ti ue-
ro Tetrachordo chromatico ricercato, utile, ey> necefarw molto alla tnfpeffiattone del modrato Monochordo
diatonico . Effe alcuno voleffe dire , che «li ^Antichi poneuano il minore internatio nella parte più «raue de i
loro Tetrachordi, <&gli altri poi per ordine di maggiore internatio ; & che in quefto fi ritroua primamen-
te ti Semituono maggiore , & dipoi il minore ; ^A coflut ridonderei , che quefto importa poco , poi che tal
cofit non viene fatta fuori di propofto -.perche tali interualli fono naturalmente collocati , fecondo che la,
natura de 1 Numeri harmoma lo comporta , iquali ne danno prima nella parte grane le parti , ouero
" ... . f interuolli
i38
Seconda
interualli maggiori, &> dipoi per ordine le minorici come nel cap. 3 9. difopra hauemo veduto . Per la qual
cPja noi douemoprouedere di collocare gli Interinili in tal maniera „ che poliamo acqmflare tutte quelle con-
finante, che fono atte allageneratwne dell' harmoma perfetta ; & non hauere riguardo -, che nonfiapoflo il
maggiore interuallo ne 1 Tetrachordi aitanti il minore, & dipoi nefegtta la perdita di molte confonanxe.Ha-
ueano bene gli antichi tal riguardo ; ma nonfaceuano il concento loro al modo, chefaciamo noi ; &> ha
usua
no opinione, che 1 maggiori interualli (come altroue ho etiandio detto) fi componeffero dellt minori . Ma qua-
le fa più ragionatole da dire che i maggiori internali! fi compongano in cotal maniera : opure che le confona-
Ze,&glt mterualli maggiori nafchinu dalli minori, lo Tederemo più oltra . Se adunque l'hauerpojìo il mag-
gior Semituono aitanti il minore, no fa cofa alcuna ; non farà etianèo,che tale Tetracordo nonfia Chroma-
tico ,• poi che non è ne Diatonico, ne meno Enharmonico. Ha adunque queflo Tetrachordo , tra la chorda b
&* la Ìq il Semituono minore, che non fi vfa nelle modulatiom diatoniche ,ne anco nelle Enharmomche;et
tra la chorda ^ &- la d, ha il Trihemituono mcompoflo, che nel diatonico è compofto, il quale è contemt-
to dalla propomone Sesqttiquinta ;fi come è contenuto quello intervallo, cheèpofto nella parte acuta del Chro
tnatico molle di Tolomeo ; come fi può conoscere riducendo le quattro mojlrate chorde nelle loro propie forme,
che fino contenute tra gli harmomci numeri ; come nel cap. 1 5 . della Prima parte, nelle chorde del primo Te
trachordo detto Hypaton ,fi come nella fottapojla figura fi pub chiaramente -vedere .
60. E. Hypate mefon .
Trihemituono . Sesquiquinta .
72.^. Lychanos hypaton .
Semituono minore. Sesqui z 4.
1 5 . e. Parhypate hypaton .
Semituono maggiore. Sesqui 1 <; .
S o. ^ . Hypate hypaton .
Et ancora che lui fi a netti due primi interiialli molto differente dal chrom anco molle ; queflo etiandio importa
poco ; confiderato il poco utile, chef caua da quelli infermili : effendo che non po/Jono dare alcuna confonan-
^a, come allora farebbe manifejlo, quando adoperar fi yolejfero . Queflo Tetrachordo adunque Terrà ad effe
re la forma de gli altri quattro Tetrachordi, quando Terremo infteffare il Monochordo poflo di [opra nel cap.
^o.Eben Tero,che quando fi pone fero in tal Monochordo, che contenejfero tali proportionupiù predo fi Ter
rebbe a generare confufione, che commodo ; per la moltitudine detti Tafti,& dette chorde, che fi accrefeereb-
beno, per poter ritrouare le confònanxs fecondo ilpropofito, oltra le mefìrate . Pero riduremo fidamente ilfi-
fradetto Trihemituono tra le chorde diatoniche al modo mojlrato facendolo minore in ogni Tetraòordo di
3 1 ' due parti del Coma, come facemmo di [opra ; &per tal modo, oltra lo meommodo , chef leua atti Sonatori,
haueremofchin.no molte cofe,cheJarebbeno (Lue molto flrane da Tdire;per li pafjaggi,che fi farebbe dall'y-
no intervallo all'altro ; le quali non fi odono dopo la Participatione. lAccommodaremo adunque il Tnhemituo
no al fio luogo propio in cuefìa maniera ; a<r (ritingendo atta chorda acuta di ogni Tetrachordo del Monochor-
do pojto di\opra,Tna chorda nel fratte, che jia da lei diflanteper Tna Sesquiquinta . Quefla poi aggiunta ali*
acuta detta di (opra, Terrà a contenere il ricercato Trihemituono ; & fmilmente Terrà a ditùdere il Tuono
maggiore di orni Tctrarchordo in due parti, fecodo la ragione dello interttallo poflo nel detto Tetracìiordo; di
modo che tra la prima &■ la feconda diatonica,^ tra la aggiunta & la detta chorda acuta, haueremo ilTe
trachordo chromatico,fecÒdo il nojìro propofito . Talchordadipo- ndutta alla fuaproportione, colmerò della
Pamcipatioiic,ne darà il Monochordo diatonico inlpefato dalle chorde chromatiche in ogni Tetrachordoidel
qiuù Monochordo no mi eflenderò a dimoflrare più coja alcuna; per effere ìlfuo ordine ne gli ifrumett moder
>i{" i,t tanto tepo Tjatijche borrirai da ogiÌTiiopuo ejjer conofcutto:N elqual ordine, accioche le chorde chroma
tichcj.tf ero piùf telimele conofaute dalle altre,colui che accomodò il Taflame loro,nelmodo che fi Tede, fece
li Taf li color Ati;et forfè lo fece,perche fapeita,che il Chromatico era detto Colorato dal colore, come dfopranel
cap. 1 6 fu detto.NcfiifjLmete c'ótento di ;njjiefftre co tal chorde ifopradetti Tetrachordi, dtmdedo il Tuono
maggiore
Parte. 139
maggiore in due partì : ma diuìfe etiandìo limìnori in due SemituoniJ'vno maggiovdeU'a!h-o;fì come in tali
iflrumeti fii può yedere. Et que(lo,credo io chefocefiejper maggior comodità deli Sonatori joccioche boteffe-
ra nel errane, et nell'acuto e/primere co maggior libertà nelle loro modulatimi; variati Modt,et variate Hai"
monie,Le chorde colorate poi furono da i Mufici pratiici figliate nelle Imo catilene,et notate co dttefigmifi co
me laTrifefiynemeno con quejla lettera b rotunda di Guidone, la quale chiamano h molle ;&cofi tutte
quelle, che fono cofonanti con quefla,tanto nel grane, quoto nell'acuto,per vna Diapafon, ouer amente per vna
Diapete ,0 per vna Diatejftron; L'^f altre poi notarono con queslofegno %(,, il quale nomuianoDiefis ; forfè
hauendo la opinione di Filo!ao,il quote(come recita Boetio)diceua,che quel Spaao,per il quale la Sesqniterz»
è maggiore di due Tuoni ;fi chiamaua Diefis ; il qua! /patio alcuni Moderni chiamano Semituono minore :
perche il più delle volte fi pone , per fare l'mteruallo del Semituono, comealtroue vederemo . Et quando vole-
uono che tal Semttuonofi cantaffe in alcun luogo delle lor cantilene, & filmano dalgraue all'acuto, poneva-
no il h : ma quado difeendeuano dall'acuto nel orane, ponevano il ^ , il che fanno anco li più Moderni, quatt
dofalendo,& difcendedo,cal mezo di- talifegm,o chorde, vogliono porre il Tuono, Credo che queflo figlio v^
fuffe introdiitto da alcuni, chef fonarono, che il Tuono fife, ofi componeffe di notte Coma ; ouer chefipo-
tefft duudere almeno in tante parti :percioche voleiiano, cl>e il Semituono maggiore fit/fe di cinque Coma, et
il minore di quattro ; &*per quello, quando, procedeuano dalle chorde diatoniche alle chromatiche , nel modo
ch'io ho detto; per lo /patio di vii Semititono pon enano tal figlio, per dinotarci queflo intervallo : perche hebbe
ro opinione ( come hanno anche molti de 1 Aloderm) che tale interuallo fuffe il Semituona minore, & fuffe di
quattro Coma ; onde figliavano il /pack con quattro virgolette incrociate , che fono le quattro posle in talfie-
gno : concwfia che feguiuono l'ordine delle chorde, il numero , & le proportiom Pithagorice , mostrate di fi-
bra , Ma quanto cojhrofi ingannino, facilmente fi può comprendere da quello, che detto, & veduto houemo
difopra, & da quello, che dice Boetio nelcap, ij.del Terzo libro della Mufica , mofìrando che dTuono di
proportione Sesquiottaua è maggiore di otto, & minore di none Coma . Et net cap. 1 4. dice , che'l Semitnono
minore e maggiore di tre Coma, 0* minore di quattro . Perà adunque fe'l Tuono e maggior di otto ,& mi-
nor di none Coma, &> non fi può hauere certezza alcuna della fitta quantità ; pormi certamente grande arro-
ganza, ti volere affermare determinatamente vna cofa , che la Scienza pone m dubbio , & indeterminata ,
Onde fé queflo interuallo non fi può denominare con via quantità determinata , minormente fi potranno de-
nominar quelli, che fimo minori ; come fono il Semitnono maggiore, cj* d minore, &gli altri filmili .
In che maniera pofsiamo inlpeffare il detto Monochordo con le chor-
de Enharmoniche, Cap. ^.j,
OLE N DO dipoi infpeffiare il detto Iflrumento con le chorde Enharmoniche, acekehe
noi habbiamo in ogni Tetrachordo il Semituono maggiore dtuifio in due Diefis, porremo fa
tornente vna chordo in mezo di effo in tal maniera, che co vna delle nominate diafoniche,
0 chromatiche, fila confonante, & houeremo dnoilropropofiito . Ma aitanti che più oltra
fi proceda ,parmi Ìi doner mostrare le ProporttomdelTetrachordo,accioche quando (ivo
? 6 lefje ntfpefjare^ il Monochordo diatonico fintono ,fi pofjafaper la ragione delti fimi mteruolli . Per il che bifio-
gna auertire, che procedendo ogni Tetrachordo Enhormonico dal grane all'acuto per due Diefis, & vno Di-
tono incompoflo ; fi come molte fiate fi è detto ; douemo eleggere quello , che ha li (imi internali! contenuti da
proporttoni, che nepofiino condurre aU'vfi dell'harmonia perfetta ; Ne douemo batter riguardo a quelli , che
fimo siati posti in molti Tetrachordi dagli ^Antichi : poi che non fono otti alla genei-otione de 1 concenti per-
fetti, & poco fanno al nofìro pmpofito . La onde douemo eleggere quelli infermili, che (uno vidi >■ occioche no
fi venghi à moltiplicar le cofèfinza alcuna necefiità . Et fi debbe auertire , ch'io dico quelli Infermili ejfiere
vttli,i quali aggiunti ad alcuno altro, ne danno alcuna confiomnza . Però eleggeremo primieramente quello,
che fi può eleggere delti Tetrachordi moftroti di (opra , che fio vtde ,&al propofito ; dipoi aggiungeremo
Infermili, contenuti da tali proportiom, che dopo che farà infpeffatoiljopradetto Monochordo ,(econdo le ra-
gioni delle proportiont, ch'io fon per mojlrare, ogni chordo habbia la fio corrtjpondciite diatonica , 0 chroma-r
tica , che fio confinante . ilDitono adunque che pone T-olomeo nel fuoTetracìwdo Enharmontco ,poflo
nelcap. $j.farà al noftro propofito : peraoche è interuallo confonante ,& la fina vera forma fi ritratta
fi 2 collocata
140 Seconda
colloc.ua tra li numeri , che contengono le proponimi! , che fono tr.t le parti del Senario ; & non è in cofa al-
cuna differente dal Ditcnopojlo net Monochorda diatonico [intono ; ancora che fi confiden compoflo nel Dia
muco , & nell'Enharmomca fen^a, alcuna compofmone : conciofia che l'imo , £/• l'altro è contenuto dati*
proporttone Sesqutquarta . Quesla adunque farà l'interuaUo acuto di fletto Tetrachordo , & haueremo tre
chorde , cioè le Due eftreme di aafcuno Tetrachordo diatonico , o chromatico , che fono communi a. ciafcuno
genere, & la Secondagraue, la quale medefimamente a ciafcuno è commune . Quefìa dopo che fi hauerà ri-
trattata la Quarta chorda , la quale dmida ilSemituono di ciafcun Tetrachordo diatonico , & chromatico
in due parti, farà la Terza, acuta del Tetrachordo Enharmonico . Porremo adunque la Seconda chorda En-
harmomca tra la prima , & la feconda diatonica in queflo modo, facendola diflante dalla Prima per yna
proporttone Sesquiuentefimaquarta , cioè per ilftacio del Semituono minore, che farà il Diefis maggiore di
yteflo Tetrachordo ;& dalla S ecoda per yna Supertripartieme 1 1 j . che' farà il Diefis minore; & hauere-
mo quejìo Tetrachordo ; Nel quale potremo y edere l'ytde , che ne dà la Seconda chorda ovatte : conctofìa
— Meje.
3 7 5--F--
oc a. ■
Sesqitiquarta .
Supertripartiente 115,
Sesqu'uentefimaquarta .
— Lychanos mefon ,
Parhypate mefon .
4oo.E.-
• Hypate mefon .
che aggiunta alla terza chorda del Tetrachordo Hypaton chrom anca, che è la Perhypate hypatonfipotrl
ydire il Ditono, contenuto dalia proporttone Sesquiquarta . Ma perche ( come ho detto) le Due eflreme , &
la Terza chorda del detto Tetrachordo fono communi ; pero haflerà folamente di aggiungere in ogni Tetra
chordo la detta chorda Enharmonica , la quale fi potrà facilmente hauere , quando fi ag nmgerà alla Terza
chorda di ciafcun Tetrachordo chromattco yerfo l'acuto yn 'altra chorda, chefia diflante per ynaproportio-
ne Sesquiquarta . Quefìa poi, dopo chef hauerà proportionata nelli fopradetti idrumenti ,farà di tale yttle,
& tanto ; che ovm chorda diatonica , & ogni chromatica deìli detti frumenti , fi yerfo tlgraue , come e-
tiandio yerfo l'acuto , hauerà yna chorda comjpondente per yn Ditono, & per yn Semiditono ; & ne da-
rà vn tale ordine, dal quale potremo comprendere, quanto y avita l'^frte aiutata dalla Natura, nel congiuit
gere, & collocare mirabilmente, con bello,& regolato ordine le chorde Chromatiche tra le Diatoniche ; &
tra l'yne, & l'altre di quefleje Enharmontche ; Le quali fi conofceranno nel Taflame deìli detti I frumenti
in quejìo : che a differenza delle diatoniche, & delle chromatiche, fi porranno di colore roffo ; come nel fotta
poilo iflrumento fi può nedere . Ma fi debbefempre auerttre , come altre yolte ho detto , che quelle chor-
de fono pofle con qualche ytilttà in yno ifìrumento, & in alcuno ordine , le quali fono in tal maniera colloca-
te, che yerfo tlgraue , ouero verfi l'acuto hanno yna chorda corri/fondente confinante per yna Diapente, o
per yna Diateffaron , oueramente per yn Dttono , ouero per yn Semiditono ; come fino quelle , chef ritro-
vano in qtiefìo tfìrumento . Cof per il contrario, quelle fonopofle fenza ytile alcuno, quando non hanno tali
corrifpondentt :perctocbe niente, opaco tornano alpropofito alla o-enerationedi alcuna confinanza . Potrai
adunque ciafcuno per lo auenire fabncare uno tflrumento aìlafimMianza di quello ch'io ho mofìrato ; il qua
le f ira commodo, & atto a fruire alle modulationi, & harmome di ciafcuno deìli nominati generi ; Et que-
flo non parerà ad alcuno difficile : peraoche yno de tali /finimenti feci fare io ranno di nojìrafalute 1 548.
in Vinegia,per yedere, in qual maniera poteffero nufiire le harmome chromatice,& le Euìiarmontce ; &
fu yn Clauocembato, &• è anco appreffo di me , il quale fece Maeflro Dommico Pe fare fi fabrtcatore eccel-
lente di fimili finimenti ; nel quale non folamente li Semituoni mago-tori fono diuifi m due parti , ma anche
tutti li minori . Et ancora che fi ne poteffero fare degli altri con dtuerfe dtuifioni ; nondimeno io credo , che
da
Parte.
141
Difficile eft,nifidoclohomini tot tendere chordas»
Almt.EmbLi.lé.i,
da lóro fi pojfa cattare poca ytilità :percioche in loro fenxa alcuna necefiità fono moltiplicate le chorde; le
mali (altra le mojlrate ) non fono atte ad efprimere altri concenti, pia diletteuoli, che quelli che fanno vdire
quelle, che fono collocate nel moftrato ifhrumento ; i quali -veramente fono Diatonici, ouer chromatici, 0 pu-
re Enharm onici . Et fé alcuni credejjero , chepoftino ejjrrimere altri concenti , che li tre fopr adetti ; dtgran
luno-a s incannano : perche muna altra fyecie di Diatonico , ne di Chromatico , ne di Enharmonico fi può ri-
durre ( comealtroue ho moftrato alla fuaperfettione) come facendone ogmproua, ciafcuno da fé lo potrà ye~
dere . Ma perche io credo, che hormai la Diuifione di cotali generi , & la loro natura fa nota a ciafcuno in-
<re<rnofo ; però non mi eflenderò più oltra, in -voler dare di loro alcuna altra ragione : Conciofia che <rran par-
te delle diffiailtà, che potranno occorrere, & faranno di qualche importanza in quella Scienza ,fi potran-
no yedere dimagrate, & con ogni diligenza esplicate nelle noftre DEMOSTJi^fTIONI harmoniche;le
altre cofepoi laffero al sudicio del diferetto Lettore, che fi hauerà nel maneggio de i Numeri, & delle Miftt
re ottimamente esercitato . Dirò adunque per concludere, che queslo è y>ì lftrumento,fopra il quale fi potrà
effercitare ogni ottimo Sonatore, non folamente nelle harmonie diatonice : ma etiandto nelle chromatice, &
nelle Enharmomce : quando potrà ridurle alli Modi antichi : oueramente quando a 1 noftri tempi potranno
nufcire meglwn , & pmfoaui di quello, che fi odeno . Et dirò anco , che quando fi yoleffe aggiun<rcre al nu-
mero delle mojlrate chorde alcuna altra chorda , fenxa dubbio farebbe cofa yana , & fuperft.ua : concìofia
che yanamente, & fuori dipropofitofi moltiplicano lecofe , quando da quelle no fi può cauare alcuna ytili"
tà;&
vi
•'?è~ì-\ g
^^n^i
142 Seconda
ù ; gjp "li intentala vtili , & neceffarij , che concorrono alla coflitutione di ogni genere di harmonia _, fona
già accommodati a 1 loropropij luoghi ,
Che c più ragioneuole dire, che gli Infermili minori nafchino dalli
maggiori ; che dire , che i maggiori fi componghino de i mino-
ri : & che meglio e ordinato lo EiTachordo moderno , che
il Tctrachordo antico. Cap, 48.
) Risf uoglio fathfire a quello ch'iopromefii di [òpra , quando diJSi di -voler moflrare t
quale è più ragioneuole 3 che 1 maggiori mteruallifi componghino dell minori ; onero che
le confonanxe , 0 minori infermili nafchino dalli maggiori . Però adunque fi defapere,
che ( come altroue ho detto )gli antichi Greci hebbero qttefla opinione , che le confonan-
%e > &gk i^trì intervalli maggiori fi companejjtro di più interuallt minori ; la onde ha-
tteano imo internatio Mimmo , il quale ponemmo indiuifihde ', fi come poneuano la Vnità nell'^fnthmetica ;
& lo chiamammo Primo di tal genere ; come accenna ^friflotele nel lib. 1 o. della Metaffca, il quale (fe-
condo il mio parere) feguendo la opinione di ^Anfloffeno ,pone nella Mufica il Diefts, come etiandio lo pone
nel Pruno libro della Pojìeriora dicendo ; iv «TsV2 AH Mvtk ; cioè nel canto è il Diefis ; & yunle che elìofia la,
mi fura comune di ogni con finanza ,fi come la Vnita e comune mifura di tutti li numeri . Maparmi che ciò
diceuanofuori di orni propofito;et che dalla diuifione della Diapafon habbiano origine tutte le cofonanze,&
<rli altri interualh muficali quantunq; minimi : imperoche -veramente ella è la prima in tal genere ,& è la cu
o-ione de tintigli altri interuallt, & la loro mifura comune; & ciò cbferma Marfilio Ficino nello Epw.omide
di Platone , quando parla della Forma di tal confonan%a , & dice ; che la Dupla è riputata efjer proponi-
ne perfetta ; primieramente perche ella è la Prima tra le proportioni , generata tra la Vnità ,&il Binario :
dipoi, perche mentre pare, chef habbia partito dalla Vinta, rejìnuijce tale Vnità raddoppiandofi . Oltra di
ciò dice , che contiene ogni proportione in fé : conciofia che la Sesquialtera , la Sesqukerxa , & le altre fimi-
lifono in effa comefue parti. Et tutto queflofi venfea della Diapafon nella Mufica : la cui forma è effa Du-
pla : percioche è la più perfetta di ogn altra confonanxa , &* nonpatifce mutatione alcuna delli fuoi efìremi :
& mentre pare , che fi parta da vna certa -vnità de fuoni , refìitmfce tale ymtà raddoppiandofi nelle fue
parti . Similmente contiene nife ( come ho detto ) ogni femplice confinanza , & ogni minimo interuallo .
Onde no è marauMia, fé tutti li Greci, di commune parere Ja chiamarono Àia <na.rSv ; percioche ha ragione
in qualunque altra confonanza , onero in qualfi voglia altro intentali) ; effendo che fé èfemplice, & è mino
re , tale internali è ~vna delle fue parti ; <&fe è compoflo , &• maggiore , è compoflo di lei } <*7* di vna delle
fue parti, nel modo che nel cap. i6,della Primapartehò mojlrato . Et ciò fi può comprendere daqueflo:
perche veramente li Suoni hanno più della quantità Continoua,che della Dtfcreta, come fi può chiaramente
vedere ; che quando noi ponemo infume la Diapente s &la Dtateffaron ; l'vna delle quali è contenuta da.
Cinque chorde , & l'altra da Quattro ; viene la Diapafon, che è contenuta tra Otto chorde, & non tra No
uè ; ancora che anque,& quattro pofli infume j acino None . Et quejìo attiene, percioche l'vna,& l'altra fi
conriuntrono advn termine commune, come è dpropio della Quantità continoua ; il qual termine èia chor-
dapiù acuta della Diapente pofla nel grane , & la più grane della Dtateffaron pofla in acuto , congiunte in-
fume in harmonica proportionalttà ; oueramente per il contrario nella congiuntone anthmetica : perche la,
chorda più acuta della Diateffaron pofla nel grane , & la chorda più grane della Diapente pofla in acuto ,
verrebbe ad effere queflo termine commune . Ma cofi come è errore a dire, che il Tutto diuifibile fi compo-
ni delle fue parti : eflendo che il Tutto è prima di effe ; coft è errore a dire , che la Diapafon fi componi deli*
Di.ipente,& della Diateffaron ,<& di altre Confonanze, che fino le f te parti : percioche è prima di ciajcunA
altra . Però dico, che meglio, & con più ragione ditti fero 1 Moderni il loro Efftchordo in Tuoni, & in Semi
tuoni; che nonfteero gli ^Antichi greci il loro Tetrachordo : coucwfia che qtteflt pofero nella parte grane de
1 loro Tetrachordt "li interuallt di minor proportione , & di poi per ordine quelli di maggiore ; & quelli fe-
cero tlcontrario , pofero li maggiori nel grane de 1 loro Efjachordi , & nell'acuto i minori ; come e il autiere,
& come ne dannai numeri harmomct, fi come nel cap. 3 9. di/opra fi è potuto vedere, c't/nm jtnu 6?
Parte.
HJ
Che ciafcuno delli Generi nominati , fi può dire Genere , & Specie , &
che ciafcuna altra diuifione,ouero ordinatione de Suoni ila
vana, & nutile . Cap. 4. j.
E <AN CO è da [affare di dire, che noi paterno chiamare li predetti Generi, fecondo di
uerfi rifletti, Generi, &* Specie : conciofa chefepofiìno confiderare in due maniere, fri
ma in quanto all'ufo degli ^Antichi , dipoi in quanto allo yfio de i Moderni . Onde con-
fiderai fecondo l'yfo de vii .Antichi, i quali più prefìo cercarono di -variare le loro Modu-
lationi, che diperuemre all'yfò perfetto delle harmonie , col mezo dello acqui/lo di tutte
le confonanze ; ritrouaremo uarie diuifeoni,& dmerfe forme di Tetrachordi, come ho moflrato ; ridutte fat-
to uno di qttefìi tre capi Diatonico, chromatico, & Enharmonico . Et perche quelle cofe , che fi fottopongono
ad alcuno V muerfale fono dette Specie ; & quello Vniuerfale, che contiene fotto di fé tali Specie , è detto Ge-
nere ; pero primamente fi potranno chiamar Specie -.percioche ciafcuno è contenuto [otto queflo genere ~»ni-
nerfialifeimo Melodia , ouero H armonia ; dipoi fi potranno nominar Generi : imperoche ciafcun di loro fotto
di fé hanno molte fpecie . Confederati poi fecondo l'ufo de i Moderni , con l'acqmflo di tutte le con fonante, &
con laperfettione delìh.trmonia,non è dubbio, che non haueremo più di una Specie di ciafcuno di loro-.Impero
che è imponibile, che da altri nameri,& da altre proportiom, & da altro ordine , che dal moflrato difopra
pofeiamo Iutiere il fine defiderato . Onde non Generi , ma Specie fellamente bifognerà chiamarli : percioche
non hanno fotto di fé ofe no «di mdiuidui, che fono quefla,& quella cantilena. Et faranno medefemamentefot
topofli a queflo genere ymuerfele Melodia, ouero Harmoma ; della quale ti Diatonico, il Chromatico, & lo
Enharmonico faranno le fpecie. Per il che confiderate al primo modo fi potranno chiamare Generi , & Spe-
cie : ma confederati al fecondo, fi nomineranno folamente Specie . Et fé bene le forme degli interuaìli di ciafcu
na fpecie di quefei tre generi, moflrate da Tolomeo nel cap. i ó.del Primo libro deU'Harmonica,fi ritrouano
collocate tra le proportioni del genere Superparticolare ; & Boetiofea di parere con Tolomeo, quando ripren-
de le diuifeoni di ^Archita, &feriue cantra <Artfloffeno, & Didimo, che da altro genere di proportione , che
dal Moltiplice, & dal Superparticolare infuori , che fono generi della Proportione di maggiore inequalità ,
nonpoffa nafcere alcuno Interuallo,chefea atto alla confionanza, dalla Dupla fiupertripartienteterza infuori,
dalla quale nafce la con finanza Diapafon diatefifiaron; nondimeno la Natura contraponendofe a tal lev gè, ne
concede molti altri interuaìli , i quali fono approuatì dalfentimento , & confermati dal parer di ogn'ynoper
confinanti ; & fiotto atti, & malto neceffarij alle modulatiani,& alhtgeneratione delle harmonie, in ciafcu-
na delle noslre Specie ; & hanno le loro forme contenute tra gli altri veneri di proportione . £ t benché le ra-
gioni, che adduce Tolomeo cantra <Arifloffeno, ^Archita, Didimo , & contra molti altri habbiano forza di
far credere ad alcuno ( fenza farne alcuna prona') che nelle Proportioni, & ne gli Interuaìli di ciafcuna fpe-
cie ritrattata da lui, cui fifa la perfttione de i tre Generi ; nandimenoicome ho moflrato)nonfe ritroua in lo-
ro perfewone alcuna . il perche defederando io di moflrare un modo, & -un'ordine, col mexo del quale fi po-
teffe -ventre alla perfetta cogitatone della Scienza ,&alla cognitione de i yen Interuaìli, che fanno alpropo
feto delle harmonie, che fi efferatano perfettamente con le Voci , & con gli Iftrumenti artificiali ; accioche
ilfientimento non fu ff } dfcordante dalla ragione ;fiu neceffario il partirmi da tal legge : percioche farebbe in-
trauenuto a me quello, che fittole intrauemre ad alcuni, che adoperano alcuno iflrumento per fare qualche co-
fet ; nondimeno con tal mexo non pofiono condurre l'opera loro a perfettione , & refila ogni loro dijfegno ya-
no. La onde fé è yero quello, che dice ti Filofofo,che Vanamente,^ fienza alcuno yttlefe pongono quelle cofe
in opera,col mezo delle quali fi y itole peruenire ad alcun fine, et poi non fi permette; io per modo alcuno no do-
ueafieguire tallegge;ne meno le Duiifeonije Proportioni,» gli Ordini ritrouati da Tolomeo ,o da altro Mufei
co antico,o moderno che'lfifitffe,da quelle del Diatonico fintano in fuorr.percwche fie io no hauefifie yolutopar
tirmi da tal legge, et hauefei eletto taliordim,per dimoflrare la yera proportione di ciafcuno mterualh;& in
qual modo fi potefife fiancare yno lilrttmento, nelqualefe hauefifie da esercitare perfettamente le harmonie
{come èflatofiempre il mio fitte ■J & da quelli no hauefei potuto hattere,quel ch'io defederaua ; pazzia farebbe
fiata la mìa, yana la mia fatica ; & cotal legge, 0* ordtnifearebbenoflatì al tutto fienza Utilità alcuna . Per
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144 Seconda
/.i qua l cefi non mi sparuta di f. tre errore ,fe non ho yoluto fu 0 formi .1 tali oblghi : effendo ano reputo 0-
o-ii altra Druifione, oneroOrdiiiatione di foni y.ina, & imitile . Nepeiifi che alcuno impella con Stinta, et
aujlamente riprendere, fé io ho voluto cercare ,hr wuefigare ilvere,et no fi giure le opinioni degli mommi,
le quali il più delle yùlte fono -vane:, & fallaci : percioche /pefife fiate diffendouo , & bio-Unno alcuni Principi)
per dimofì rare alcune loro canchifiom, che fono -veramente lontani dalvero ,& poco fanno alpropofto .
Per qual cagione le Confonanze hanno maggiormenre la loro origine
dalle Proportioni di maggiore ineejuaiità , che da quelle di
minore. Cap. ^ e.
^A RA1I hora di vedei-e alcuno dubbitare, £7" infume voler ftpere /inde fta,chi le Pro-
portioni di minore inequalità non fano atte alia oeneratione delie Confonanze muftcali :
efendo che tanto fi ode la confonanxa Diapafon tra due [noni, de t quali l'imo fu contenti
te fono la ragione dell'Vnità,ey comparato all'altro , chef conteìghifotto la ragione del
Binario ; quanto fi ode tra due , de 1 quali l'uno habbia ragione di Binario , & fa compa-
rato a quello , che fono la ragion della Vinta è confiderato : che non ui effendo altra differenza , che la com-
buranone , & reflanào li Suoni invariabili, non fi può dar ragione alcuna , la qual ne conuinca a dire, che tal
Confonanza più prejlo fi faccia dalla proportione Dupla, contenuta in uno de 1 veneri di martore inequatità,
che dalla Subdupla,che è cotenuta tra vno di quelli di minore. ^Aquefio dubbio alcuni rifpondeno dicendo,che
quatunque ogni Confonanxa mufcale poffa nafeere dall'uno, et dall'altrogenere,quanto alla produttwne fem
plice ; nondimeno nel modo delprodurf , tra loro è alcuna differenza : Imperoche nella produttwne delle Co-
finanze , il Numero fonoro comparato ad un'altro numero fonerò ,fi compara con più perfetto modo fecondo
la proportione di maggiore inequalita , &pm nobilmente ancoraci quello che fi fajcomparandolo fecondo la,
prnportione di minore mequalità . Onde hauendo orni afa produna maggior dipendenza dal modo più nobile
della fua produttwne, ragioneuolmente fe<rue,che le predette Confonanze habbiano mavoiormente origine dal
le Proportioni di maogwre mequalità , come da cofa più nobile , che da quelle di minore . Somuno-ono etian-
dio un'altra ragione dicendo , Ne 1 Generi di maggiore tnequalità ti mao o-wr termine contiene il minore;&
in quelli di minore fi troua il contrario -.per il che piojiandofi il contenere per la Forma , & l'effer contenuto
perla Materia;effendo la Formapiu nobile della Materia ; e mamfeflo,che'l Numero fonoro comparato fico,
do le proportioni di magiare inegualità ,fi compari con piti perfetto , & più nobile modo , che fecondo quelli
di minore . Et benché quefle loro ragioni pv fino acchetar l'animo di qualcheduno; nondimeno mi pare,che pi-
oliando le Proportioni di minore inequalttà nel modo , che nel cap. 3 o. della Prima parte fu determinato , &
come neramente fi debbono pigliare ìfacinopoco alpropofto : concwfachefuppongono,che ogni Confonanze
mufcale poffa nafeere dall'uno , <& dall'altro dellt nominati generi , quanto alla produttwne femplice ,chefi
fa di numero a numero : Ala infitto non e cefi : percioche (come hauemo ueduto) le Proportioni di maggio-
re inegualità fono contenute fitto un genere, cioè fono l'H abito ; & quelle di minore fono un'altro, cioè fatto.
la Prtuatwne : & le Proportioni di maoo-jore inequalttà fono Reali , (27* Pofittue;&' quelle di minore inequa,
htàfonofolamente Rationali, cJt* Pnuatiue;<& le prime fono mar non della Equalità,ma le feconde fono mi
twri . Onde effendo 1 termini delle prime reali : perche fi trottano tra cofe reali ; & non li termm delle jecon-.
de : e fendo che hanno al più un termine reale, è impofbile, che le Confonanze pofmo hauer la loro origine da:
quefle ; pei che le Voci , &gh Suoni fi cattano dalla potenza di una cefi , che percuote , & da quella che ì
percofa , che fono cofe reali, & hanno il loro effere nella natura ;ft com e fono li Corpi animati, & lifonori..
Et perche la Confonanxa è Suono , ouer amente Misura di fieno orane , & acuto ; & effendo il Suono cofa:
naturale , clye nafee da 1 frumenti artefaali , 0 naturali , che ftrouano in effere tra le cofe naturali ; non fi.
pu; dire, che le confonanze naf chino dalle Proportioni di minore inequalttà , pigliate al modo detto : conciojia.
che non hanno fé non un termine reale fonde fono dette Rat tonali , & Prillatine folamente . La onde non ef-,
feudo quefle proportioni atte alla geueratione delle confonanze ; dico , che maggiormente hanno la loro ori-,
•■nne da quelle di mao- nore Inequalità,che da quelle di minore . Ala accwche non pari Urano ad alcuno quel ■
lo fila io ho detto ; cioè che le Proportioni di Alatore inequalttà habbianofolamente un terminereale,fi debbeK
atiertire ,
Parte. 145-
Auertire, che cfftndoogni Prcporticne, Relatione; nella Relatione reale ncceffarìamente ccccrrenc due eflre
mi reali, contenuti fotta vno ifteflo genere propmquo,come appar nella fu a dfnttione, prfla nel cap. z i . della
Prima parte: ma nella Rationale non è mconueniente ,che imo ejìremo polla tfjtr compre fo [otto vn tenere ,
£•7* ? altro (otto vn altro : conaofia che la Relatione(come vuole stridatele ) è di due forti ; lafjando quelle ,
che non fanno al noflro propuftto ; La prima delle quali è , quando fifa la relatione di due cofe naturali l'ima
con l'altra, fecondo vna certa cofa, che colimene realmente ad ambedue . Et tal relatione è doppia : perciocht
oueramente che è fondata [opra la Quantità contitioua , o difcreta ; ouero che è fondata fopra la Potenza at-
tuta , & P afìiua, inquanto fino prinapij del fare & del patire. Di quejìa feconda fi potrebbe dire, chef può
confiderare in due modi;cioè inquanto che tali cofe non fono congiunte all' atto, onde fi dicono attuti, & pafii-
ue;& inquanto fono congiunte ,& fi chiamano ^Aìrenti,& Patienti;& fi potrebbe anco dire, che tutte que-
Jìe Relation! fono reali, pur che fiano fondate fopra la potenza ^Attiua,o Pa fiuta naturale, & creata;& non
fopra la Increata : Ma per bremtà laffarò oam cofa, & diro follmente di quella , che/ì trotta nella Quantità
continoua, comparando due linee, ouer due quantità finite di vno ifleffo genere l'vna all'altra;o di quella che fi
troua nella Difcreta, quando fi compara vn numero all' altro, nel modo ch'io ho moflrato nella Prima parte .
La onde quefte Relation! fono veramente reali, & fcambieuoli : conciefiache dalla natura iflelja della cofa ,
ogni due Quantità numerali nano cambiatole ordine l'vna all' altra, nella ragione della mifura, fondata fopra
la Quantità. Et queflo fi couofce : perciochefi come il Mexo riguarda il Doppio, non foto per apbrenfione del-
lo Intelletto; ma ettandm perfua naturaicofi il Doppio ha riguardo al Me%o. La f ecoda Relatione poi, è quel- :
la,che è fondata fopra dite eflremi, che non fino di vno iflefja genere, ouero ordine ; & quejìa è finalmente di
due maniere : l'vna è quando l'uno degli eflremi è naturale, & l'altro della ragione, & è fondato fopra la di
pendentia di vno all'altro ; fi come è il Senfibile,<& ti Senfo ; & l Intelligibile,^ l'Intelletto : Conctofiache
quanto all'atto il Senfi dipende dal Senfibde ; hauendo noi il Senfo acaoche fintiamo : Similmente la Scieza
Jfeculatiua dipende dalla cofa,chefi può fapere;&> l'intelletto da quella,chefipuò intendere ; le quali cofe, in
quanto che hanno l'effer loro tra le cofe naturali, fono fuori dell'ordine dell'ejjere Senfibile,et Intelltgibile.Per-
ilche tra la Scienzj,& il SenfoJ vva certa relatione reale, fecondo che fono ordinate al Sapere, oueramente
al Sentire le cofe : ma conftderate in fé, fono fuori di queflo ordine; & in effo non è alcuna relatione reale alla
Scienza ,& al Senfi;ma folamente rationale, in quanto l'Intelletto le apprende come termini della relatione
della fctenzA,& delfenfo : Perctoche(come dice sfnflotele)non fino veramente dette relatiue, perche fi rife
rifeono alle cofe : ma perche le cofe fi nferifcono a loro ; come fi vede, che vna Colonna, non hauendo ne parte
deflra, ne fintjìra,fi non inquanto fi mette alla deflra, ouero allafimflra dell' Huomo ; no fa la relatione rea,
le dalla fua parte; ma fi bene l Huomo . L'altra relatione è fondata fopra la imttatione di una cofa, alla cafax
ifleffa , fi come è la Imagine all' Huomo ; onde fi dice Imagine : perocché imita,o raprefenta l 'Huomo. Ma,
quefle relationifino molto differenti dalle due prime :per efjer quelle reali, <& fcambieuoli : effendoihe l'vno
s de t loro eflremi fi nfenfee all'altro fcambieuolmente;& quefte non fono fcambieuoli : percioche la relatione
reale flà fittamente in un termine, che è que!lo,che dipende, ouero imita la cofa;l 'altro poi fi dice folamente per
reUttonexonaofìa che l'altro eflremofi nferifce a lut,& effo è termine di tal relattone:Di modo che fi coma
la cofa,della qualfipuò hauere cognitionejù la relatione alla Scien%a:riferendofi quefla a quellaja quale ter
mina la dependenza della Scieza;cofi l' Huomo ha relatione alla Imagine: per che la Imagine fi rijertfie al-
l 'Huomo, et termina la fua imttatione.Dico adilque in propofito,che nel primo modo della Prima relatione fi
ritrouano le Specie, o Proportoni contenute nel genere di mag giare mequalitàfchefi applicano agli eflremi di
qualunq; muficale interuallo ; et queflo, percioche li termini deìl'uno,et dell'altro de i loro eflremi fino reali,et
hanno cambiatole relatione luna all' altro: Ma nelle relationi della Secoda, fino quelle Proportiont, che fono co
tenute nel genere di minore inequalitàxociofia che non uièfe non vno termine reale, pofìo nella Equalità, che
e collocata tra le cofe naturali, & èfimpre flabile,& rimanente in ogni proportionefi come nel cap. 3 o.del-
la Prima parte ho detto:& (altro è rationale folamente, & imaginato .Di maniera che la Relatione è reale
fé non in vno ejlremo,che è quello,che dipende, 0 imita la cofa naturale, & l'altro è detto per relationexancio
fia che l'altro eflremofi nfenfee a lui,& effo è il termine di tal Relatione . Non e adunque inccnueniente ,che
le Proportioni di minore inequalità h abbiano folamente un termine reale :pot che, alle volte la Relatione fi fa
di due cofe,che non fono comprefe fitto vno ifleffo genere, ouero ordine : ma fi bene fotta due generi , ouer fit-
to due ordini dtuerfi, come hauemo veduto : ancora che tali proportioni fi poteffero dire Realt,quandoft confi-
t derafjero
\±6 Seconda
deraffero folamente ne i-tota numeri . Per le rimani adunque ch'io ho detto , le Confinante unificali nafiono
dalli Ceneri di mar o-wre inegualità & nanpojjoiio nafiere da quelli, che fono di minore per alcun modo.
Dubbio fopra quel che lì e detto . Cap. ^ i.
OT REBBE forfè alcuno dire; Pei che le Proportioni di minore inegualità fono filarne
te Rettoli ali, & non Reali ; In qual modo fi potrà verificar quel/o , che dicono i Filofifi,
parlando delle cofe, che tra loro hanno Relatwne reale , & ^Anione fcambieuole , che dal
Cenere di minore mequalità non promene alcuna anione : conciofiache odi eflremi di que-
jìe Proportioni fono -veramente collocati tra le cofe naturali ? La onde per fattsfare a tal
dunamia aico,cbe nafeendo l\Anione (fecondo l'opinione del Commentatore'] dalla Vittoria della cofa che
muoue, fopra la cofa mofja ; molti Filofifi confiderando quefla Vittoria dalla parte dell' agente , le attribui-
rono il nome di Maggiore inegualità : conaofiache molto bene videro, che tal cofa nonpoteua effere fetida al-
cuna proporttone fra l'vno,& l'altro : & perche la confideranno etiandto dallaparte del Panane, le attri-
buirono il nome di Minore . Ma perche tra l 'Agente, & il Pallente fi può confderare due cofe : prima fEc-
ceffo ; & dipoi tlDiffetto ; L' Ecceffo dico dallaparte dell 'vìgente, riff ietto al Pattane : & ilDiffetto dalla
parte del P attente, riff etto all' .Agente, pero io fon di parere, che meglio hauerebbeno fatto , fi haueffero det-
to, che dalla Proportmne dell' Ecceffo ne yeniffe l'Attione ,&da quella del Diffetto la Pajìione : effendo che
la Proportione è Relatwne, & tal Relatwne (come vogliono i Filofofi )fi ritroua di tre maniere, cioè di A?
guaolianxa, di Soprapo fittone, & di Soppofitione ; la onde poteuano commodamente dire, che da quesìapro
pontone non -viene limone j poi che tra due cofe, che fi ritrouano di equale poffan^a, & di virtù equale , di
maniera che l'ima non poffafuperar l'altra ; non viene Amone, ne Pafiione alcuna ; Ma fi bene nelle-altre :
percioche lo Agente fupera il P attente in virtù, &poffan-za,per vna certa ragione di fiprabondanxa ; on-
de nafee l 'Anione folamente ; atteramente il P attente èfuperato dall'A<rcte,onde nafee la Pafione ; de t qua
li modi ne parla abondantemente ogni Filofofo . Et fé bene le Proportioni di Soprapofitione,& quelle di Sop-
pofitione in quanto al So? (retto,& alla Materia, fono vna cofa medefma,perche fono oppofteper relatione
folamente ; & tanta è la proporttone della virtù, & potenza dell'afgane , chefuffe, poniamo 4, & quel-
la del P attente, chefuffe z ; quanta è laproportioue della virtù delFatiente, chefuffe fimtlmete z; & quel
la dell'Adente 4; chef ritrouerebbeno equalt in difianxa , & lo Avente fuperarebbe il P attente con quella
proporttone, con la quale il P attente f uff èfuperato dall'agente ; nondimeno fono differenti quanto alla rarìo
ne,& la forma : Conciofa che in vn modo fi confiderà l'Anione, & in vii 'altro la Pafiione : prima in qua
to l'uno fupera l'altro ; dipoi in quanto l'vno dall'altro èfuperato . Onde lo Agente fupera il P attente fecon-
do lo Ecceffo; &per il contrario : il P attente èfuperato dall' Agente, ficodo il Diffetto. Per la qual cofa è ma
tnfeflo, che l'Ecceffo,& il Diffetto non fino vna cofa ifieffa fecondo la Forma,& la Ragione;ancora che fa
no vna cofa iftefft fecondo il Soggetto, & la Materia . Confiderate aduuq; quejìe Proportioni in quefìo mo-
do,dico chetalpropofitwnef verifica, quando, per laproportioue del genere di minore inequalità, intendiamo
la proporttone , 0 relatwne di Soppofitione : Ma quando fi voleffe intendere il genere di minore mequalità in
altro modo ; talpropoftwne non hauerebbe nife verità alcuna ;fi come leggendo,& effaminado queìlo,,che
fi è detto nel cap. 3 o. della Prima parte , ciafcuno potrà vedere . Fiora per metter fine a quejìo nofiro ragio-
namento, dico, che quello ch'io ho detto fin hora, potrà effer baflante a quello , chef è ragionato intorno alla
Prima parte della Mufca, chiamata Theorica, 0 Specutatiua iperctoche è defoglio, che hormai vegliamo
quelle cofe, che fono neceffarte alla intelligenza della Seconda, chef nomina Prattica, le quali far ano di mol
to vtilità a ciafeun fìudiofo , & faranno contenute nelle due parti figlienti .
IL FINE DELLA SECONDA
PARTE.
LA" TERZA
LA TERZA PARTE
Delle Iftitutioni harmoniche
DI M. GIOSEFFO ZARLINO
D <A C H I O G G I <A,
NELLA QVALE SI RAGIONA DELLA SECONDA
PARTE DELLA MVSICA CHIAMATA PRATTICA,
cioè Del l'a r t e del
contrapvnto.
Quel che lia Contrapunto , & perche fia coli nominato .
Capitolo primo.
iAV ENDO io fin hora nelle due pani precedenti ragionato afufficienza in-
torno alla Prima parte della Mufica , detta Theorica , o Speculati::-! ; & ye-
dttto quelle cofe , che fono appamnenti,& neceffarie al Mufica ; refta che in
quefle due parti feguenti , io ragioni di quelle cofe , che concorralo ned.' Seconda,
parte , chef chiama Prattica, la qual conffle nella compofitwne delle Canzo-
ni, e cantilene, chef compongono a due, oueroapiù yoci ; che li Pr attici nomi-
nano <Arte del Contrapunto . Ala perche il Contrapunto è il Soggetto principa-
le di quefaparte; però auanti d'ogn altra co fa Tederemo quel, che elio fa ; &
perche fa cof chiamato . Dico adunque che Contrapunto è quella Concordanza , o concento, che nafee da yn
corpo, xlquale habbia in fé diuerfe parti, & diuerfe modulatiom accommodate alla cantilena, ordinate con uo
ci diflanti l'y/ia dall'altra per interualli comenfm -abili, & harmonici ; & è quello, che nel cap. 1 1 .della Se-
conda parte io nominai H armonia propia . Si può anche dire, che'l Contrapunto fa yn modo di harmonia ,
che contenghi nife diuerfe yariationi de foni, o de yoci cantabili, con certa ragione di proportioni, £$r mifu-
ra di tempo : Oueramente che'l fa yna certa ymone artefeiofa de fuoni diuerf , ridutta alla concordanza .
Dalle quali defininoni paterno riccogliere, che l'^frte del Contrapunto non è altro , che yna f acuità , la quale
infegna a ritrouare yarie parti della cantilena, & a difyorre ifuoni cantabili, con ragione proportionata,^
mifura di Tempo nelle modulationi . Et perche li Muficigia componevano i lor Contrapunti folamente con al
cuni punti, però lo chiamarono Contrapunto : perche poneuano l'yno cantra l'altro , comefacemo a! prefinte
mi, che poniamo yna Nota cantra l 'altra : &pigliauano talPuntoper la yoce : conciofiachef come il Puh
to èprincioio della Linea,& è anco ilfuofine ; cof il Suono, o la Voce £ principio, &fine della Modulatio-
ne : & tra effa è contenuta la Confonanza , della quale fifa poi il Contraponto . Sarebbe forfè flato più ra-
gionerie a chiamarlo Contrafuono , che Contrapunto : percwche ynfuonofpone cantra l'altro : ma per no
partirmi dall'yfi commune , l'ho yoluto ancora io chiamar Contrapunto ,• quaf Punto contrapunto ; ouero
Nota cantra, nata . Si debbe però auertire, che il Contr apunto f troua di due forti, cioè Semplice , & Dimi-
nuito . il Semplice è quello, che ha le modulationi campo ile folamente di confonanze, cjt" di figure eguali, fa
no quali f yoglino, l'yna cantra l'altra : Ma il Diminuito, non filo ha le parti compofe di Confinar) ze ,ma^.
etiandìo di Diffonanze; & in effofi pone ogni forte di figure cantabile, fecondo l'arbitrio del Compoftore;&
lefue modulationi fono ordinate per tnterualli,lofpaci] cantabilv,& le figure numerate fecondo la mifura del
fuo Tempo, llpropio del Contrapunto è di afcendere,& di dtfeendere con diuerf fuom ,o noci, per mouimenti
contrari^ in yn mtdefmo tempo , per infermili praportionati , che fi ano atti alla confonanza : conciofache
[Harmonia non nafee da altro, che dalla diuerfità delle cofe, chef pongono mfeme , &fino tra loro oppo-
fite . Et tanto più il Coati apunto è giudicato dilettatole ,& buon,o;quantopmf ufi con buona gratta, meolic-
n modi,^ con ornato, 0* beilo procedere;^ que ilo fecondo le regole, che ricerca l'arte delbene,<&' corret
v fi tameite
148 Terza
tamente comporre. Bifogna però auertire,che l'Interuallo, nella tmdulatioue,fi piglia per il tacito pafptg-gio,
che fi fi da unjuono, 0 voce all'altro ; ilquale è intelligibile; quantunque nonppofja vére . .
Della inuentione delle Chiaui,& delle Figure cantabili. Cap. 2.
T PE RC HE ogni Scienza mathematica confifle più prefo nella Dimoflratione ,
per nauerne la verità , che in dilfute, e£* /;; opinioni: conctofia che concepì dallo auerfia-
no alcuni principi], chiamati Premiffe,fi fa la Dimoflratione , la quale fa ogni cofa chia-
ra , filila dijjìcultà , &• rijoluta ;però volendo venire att\itt, dmnjlratiuo ,fu bifogno
di trottare il mexp da condurre le dinwjìratiom a 1 noprifentimenti, accwche fune/no pie
riamente capaci di effe . Ondeficome li Mathematici, veduto la necepità della cofa, ritrouarono alcune Cije-
re ; non peròfeparate dalla materia, ancora che le confidenno d.i ejja lontane, fé non in quanto «ll'eper loro ,
almeno fecondo la ragione ; ma fi bene a lei congiunte ,' & furono Punti, Linee, Superficie, Corpi, Numeri,
0- altri caratteri infiniti , che fi dipingono folamente in carte con alcuni colori , & le vfarono in luogo della
cofafignficata : Cofi etiandio li Mufici per poter ridurre in atto le loro Jfeculatwni , & dimoftratiom , &
porlefotto'lgiudtcìo del patimento ; poi che le Voci, & li Suoni non fipofionoper alcun modo fcriuere , ne
dipingere in carte , ne in altra materia ; ritrouarono alcuni fegni , 0 caratteri , 1 quali chiamarono Figure , 0
Note-; & li dominarono nel modo, che più abaffo vederemo . Ma le chorde de i loro iflrumenti ,& le Voci
delle cantilene denomtnauano con vna di quefle fei fillabe ,pofle in quefìo ordine , Vt, Re, Mi, Fa, Sol, La;
fi come nelcap. 3 o. della Seconda parte ho moflrato . Tale ordine poi chiamarono Deduttione, 0 Reduttio-
ne, la quale non è altro, che vna trafbcrtatione de voci da vn luogo all'altro : onero ( come dicono ) vnapro-
gre filone naturale di Seifillabe , che fono le moslrate difopra . [Ma perche tal Deduttione puh haucre il fuo
principio in tre luoghi , cioè nella chorda C , nella F ,& nella C sperò Guidone diuife il fuo Introduttorio in
tre parti , applicando le dette fdlabe a tre Propietà in tal maniera ; che quando la prima dette dette fillabe
(feguendopoi le altre per ordine ) incominciaua dalla lettera C, voleua , che tale órdini, 0 deduttione fi can,-
tafje per la propietà , la quale chiamaua di N atura :& quando incominciaua dalla lettera F , per quella-
del b ritondo, ouer molle , che lo vagliam dire : Ma quando hauetia principio dalla letttra G , voleua che fi
cantafje per quella del bj quadrato , ouer duro ; & diffe che la Propietà tra vna Deriuatione di più voci , 0
filoni da vno fleffo principio ; onero che era vna Deduttione fingulare , 0 particolare di ciafcuno ordinato Ep
fachordo . La onde Infogna fapere, che Guidone congiunfe ogni Deduttione con vno detti Tetrachordi greci*,
aggiungendo a ciafcun Tetrachordo due chorde di più dalla parte graue, come è quella dett'Vt, & quella del
Re : percioche ogni Tetrachordo ha principio nella chorda del Mi ; come nella Seconda parte fu commemora
to : di maniera che ogni Efjachordo contiene aafcuna (fede della Diateffaron , che fono Tre ; come vederer
moalfuo luogo . La fede poi , onero il luogo delie voci , ofuoui, il quale i Mufici nominano chorde , nomino
' Chiam i le quali fino difante l'vna dall'altra per linee equidifanti , & parallele ; intendendoti! però 1 jpacij
di mexo ; abenche le Veci , 0 Suoni non pano equalmente diftanti l'vna dall'altra . Onde collocò la prima
chiane , la quale nominò Gamma,vt ; nella linea, ouer riga ; & -A, re ; che è la feconda nel (patio . Sir
milmente collocò, t^ , mi, in riga : & C,ft ut wfpacio, & di mano in mano collocò etiandio in tal manie*
ra le alire ; come fi vedenoper ordine nello Introduttorio nominato difopra, fegnando ciafeunacon lafuapro
pia letta ; , Ma perche alle volte tal cofapoteua generar confufione , i più moderni , forfè ricordandofi, che
in vano f fa alcuna cofa colmerò di più cofe , che fi può fare con poche, & bene ; ritrouarono alcune Cifere;
per le quali 1 Cantori fi hatteffero à reggere, accwche hauendone lafjate alcune altre ,per quelle folamente ha
ueffero cognittone di ogni modulatione , & di ogni cantilena ; & da quelle hauefjero notitia de 1 Spacij, oue-
ro Intentalli di Tuono , di Sermtuono , & degli altri ancora . Le quali Cifere fi chiamarono fempre chia-
ui ;fiando in queìlafimditudine , chef come per li Chiane fi apre Fvficio , &fi entra in capi , & imp ve-
de quello, chef troua entro ; Cofi per tali Cifere fi apre la modulatione , &fi conofee ciafcuno detti nomina-
ti interualli . lntrauerrebbe bene il contrario, quando fuffe nmoffa : percioche all'ora ogni cofa fi empirebbe
di confijione ; p come ogn'vno fi può imaginare . Nominarono poi quelle Chiaue con li nomi, che fono notate
nel futtcpùjlo effempio , le quali , benché tatt'ora alcune di effe filano posle (opra vna medtfima delle cinque
muffata righe ,fono nondimeno dijlanti tra loro per cinque lettere , cioè per vna Diapente , Ritrouarono
etiandio
Par
Di F. fa ut.
Di
t::
i=^Sifc
te.
C. filfaut,
-4
149
Di C fot re ut.
B
-I— B
-<§
ttiandio alcune altre cifre per feg tiare le ycci delle loro compoftioni , & contraenti , le quali chiamarono
Figifre, 0 Note, che le yogliamo dire; £*7» le nominarono ^ fecondo che fi yedetto nominate in queflo ejjempio ;
Mafi ima . Lunga. Breue . Semibreue . Minima. Semiminima, chroma. Semichroma.
~paù
— ■ U — I — Ih — ——-Al'
ìÉPÉÉÌÉeéÉÉeI
Et il loro -valore è tanto , che l'yna yale il doppio dell'altra : imperoche yolfero , che la Mafoima yaleffe
due lunghe , la Luwa ine breui , la Breue due fermbreui , & cofi difeorrendo ,nel Tempo imperfetto ; per-
Cioche nelTempo perfetto , nel Modo , & nella Prolatione le confideranno ad altro modo ; come yederemo
tàtroue : Et fecondo che yop-liono alcuni Ja Breue fu la madre ,& il principio di tutte le altre : conciofia che la
Mafiima, & la Lunga furono ritrouate dipoi per ilfuo accrefcimento; & la Serntbreue con le altre fornenti
per lafm dimtmmone . Effe bene gli ^Antichi nelle compofttioni loro pojero altri fogni, & cifere ; come fono
li Seo-m deltepo,delModo,della Prolatione fiumi, ^ quadrati, £> rotondi, Die fsfiaufo, Legature, Pre fé, Co
ronate, Ritornai & mille altroché poffono accafeare ; delli quali yna buona parte ne adoperano anco li mo-
derni ; nondimeno io non intendo parlare, (e non di quelli , che faranno alpropofto, & fecondo che torneran-
no commodi : Imperoche principalmente intendo di trattar quelle cofe , che fono necefarie , e?- cadetto /otto
il fornimento dall'ydito , il cui oggetto è yeramente il Suono ; [affando ( per quanto potrò ) daparte quelle ,
che a tal femtmento fono frane , &>fo wafoiere ,
De gli Elementi, che compongono il Contrapunto . Cap. 5.
AV E N DO SI adunque aragionare della compoftione del Contrapunto , bifogna a-
uanti di o<rn altra coft conofceregli Elementi , di che fi compone : imperoche munofiprà
mai per modo alcuno ordinare , o comporre alcuna cofa ; ne mai conofeerà la natura del
compoflo , fé orimier amente non conofee le cofe, chef debbono ordinare, o porre tnfeme;
&* la natura ,ola loro ragione . Onde dico che gli Elementi del Contrapunto fino di due
fòrti , cioè Semplici , & Replicati . Li Semplici fono tutti quelli infermili , che fono minori della Diapafon,
cioè lo Vmfono , ( fornendo in ciò l'ufo dellt Pratuci ) la Seconda , la Ter%a, la Quarta, la Quinta, la Sefla,
la Settima, <& la Ottani ,cwè ejfa Diapafon. Et li Replicati fono tutti quelli , che fono maggiori di lei, cioè
la Nona , la Decima, la Vndecima, la Duodecima, &>gli altri per ordine. Ne fi debbe alcuno marauiglia-
re , ch'io habbia poflo la Diapafon tra gli interualli fomplici ; conciofa che non è ueramente interuallo re-
ificato , ne compoflo, come forfè alcuni pen fano ; imperoche è il primo tra gli altri interualli ; & (fi come af-
ferma Boetio )èla prima confonanxa . Et per e fere il primo interuallo non può effer comporlo : effondo che
o<mì compoflo èfompre dopo le parti , di chef compone : & la Diapafon è prima , & ogn altro interuallo è
dopo lei . Et quello fi uede ipercioche ha lafua forma dalla proportione Dupla , la quale è la prima della ine'
qualità ; & le altre con finanze , 0 interualli hanno le loro forme dalle proportwm , che fogueno la Dupla >
che fono {come altroue ho detto ) le parti della forma della Diapafon , che nafeono dalla fua ami fotte . Effon-
do adunque la Diapafon prima , non fi può dire , che ella fa compofla ; perctoche farebbe di bifigno , chefuf-
ft coposla di interualli più fomplici,& primi, che nonèilfuo . Ne anco paterno dire , chef componghi di più-
Vnìfini , come alcuni fiocchi hanno hauuto parere ; ancoraché fano più fomplici della Diapafon , & pri-
ma di lei ; percioche non fono gli Vnifom ( come uederemo ) interualli ; ma fono cornee il Punto,che è un mi-
nimo indtwfbile , che non fi può continuare con un'altro punto , comeproua ^rifatele nel lib.6. della Tifi-
ca.Et a chi dtmandaffo , in qualmaniera nafee la Diapafon ;f potrebbe rifpondere fen%a errore alcuno ,
che nafee quafi dio tUeffi modo, che nafee la Linea Ja quale è la prima quantità diuifbile , Effondo adunque
* ~ "- prima
ijo f* Terza
prima tra gli altri internali ratificali , & non fi potendo comporre dì V infonì, ne di altri interualli quantun-
que mimmi , fi può concludere , che ella fa femplice , & finza. compofitìone : &> effendo prima, che ella fio, -
madre, genitrice , fonte ,& principio , dal quale derma agri altra Confinanza ,& ogri altro Interludio :
conciofia che quello che è primo , [empre è cagione di quello , che yien dipoi , (cp non per il contrario . Et fi
come dicemo, che dalla Equalità ha principio la Inequalità ; cofi Infogna dire, che dall' Vmfono habbia prin-
cipio la Diapafon -.perocché dall'yna ha la forma l'Vmfono , & nell'altra fi ritratta la forma della Diapa-
fon . Et tanta è la amiatia, che hanno infume queflt due , che per la loro fimivlianxa , & femphatà , quafi
allo ifleffo modo è moffo l'Vdito da ifuoni della Diapafon fi come e muffo da quelli dello Vmfono . Et ciò auie
ve primieramente dalia fimiglianza , come ho detto , che hanno infieme ipercioche o«m generante fempre
venera il venerato fintile afe ; & dipoi, perche l'uno,& l'altra fono Principi] : cioè l'V ni fono per la Equalità,
dalla quale ha principio la Inequaluà; & la Diapafon per la Dupla,che è prima cTogrialtra cofonanza, dal-
la quale ha principio le altre proportiom della ineqitalità. Et è in tal maniera femplice la Diapafon, che fé bene
è cotemita da due fuoni diuerfi per ilfto,diro cefi, paiono nondimeno alfenfo un folo:pncioche fono molto fimi
li : CÌ7* ciò auieneper la uicimtà del Binario alla Vnità, che fono attenuti negli ejìremi d Ala fua forma, che è i.t
Dupla : Ondetalforma contiene due principi], cioè la Vntt.fche è principio de i Numeri,& è quella tra loro,
che non fi può duudere ;£?• il Binario , che è il principio della congiuntwne delle unità, &■ è il minimo nume-
ro , chefipoffa diuidere,& dalla unità è mifurato due mite follmente : manonfipuò dmiderein due nume-
ri ; perche non contiene in fé altro numero , che ÌV n'ita replicata . Onde fi come il Binario ha quafi la ifleffi
natura , che ha tv nìtà , per efferle -vicino ; cofi la Diapafon ha quafi li natura ittefft dello Vmfono ; fi per
efferfrli uicina; come fi forge ne i termini delle loro forme; come etiandio ,perche vii eìlremì delle lorpropor
twin non fono compofli di altri numeri , che della Vnìta : Di modo che imitando lo effetto la natura della fua
canone; &• effendo i numeri harmomct cagioni de oli h armonici fuoni ; è coja r.moneuole , che ilfuono imi-
ti ancala natura loro; & che li detti due fuoni della Diapafon panno un fuonofolo. Talefemplicità anco fi co
nofee chiaramente , quando fi aggiunge dalla parte grane, ouer dalla acuta di effa Diapafon alcun o interual-
lo , che fa con fonante, o diffonantt -.peraoche allora pare, che fa congiunto quafi ad i>n filo fi tono . La onde
yedemo , che la Diapafon diapente muoue l'ydito quafi allo ifleffo mudo , che fa la Diapente : cofi la Diapa-
fon col Ditono , come failDitono filo .Et tanto -vdimoeffer diffonante la Diapafon col Tuono , quanto è rf*-
Tuono , & quafi allo ifleffo modo l'vno , & l'altro muotiere ilfintimento ; il che fi potrebbe dire delle altre
ancora : Et ciò non può accafiare in alcuna delle altre con fonante, come è manfifoicuciofiache non fono tan
tofemplici : quanto è la Diapafon : il che è chiaro da conofeere : imperochefi noi «^giungeremo il Ditono al
Semtdttono , gli eftremi di tale aggiuntioneprodurra.no la Diapente . Similmente Je noi congiunp-eremodue
Diapente, due Diateffaron, due Ditoni, due Semiditoni, ouer due altri fimili in proporzione ; oltra li fuoni di-
uerfi, che fi udiranno nelle lor chorde eilreme, lo infermilo farà etiandio diffonante : conciofa che l'uno, &
[altro ejlremo di qualunque interuallo , non hanno alcuna ragione, ne fimiglianza di vno ifleffofaono,come
quelli della Diapafon . Et de qui nafee , che le con fonanti 'fi triplici , che fono pofle oltra la Diapafon , hanno
quella firn iglianxa , che haueano , quando erano fimpli<. i , & che erano pofle tra gli eflremi di effa Diapa-
fon . Et ho detto fiinplici : percwchefi uede , che ciafe uri altra , che è collocata oltra la Diapafon, nafee in t»,
certo modo , che pare ,che da una di quelle femplici liabbia lafua origine . La onde fi uede uenficare quello ,
ch'io di fi nella Prima parte , che le confinante , & diffonante , quafi hanno quella ifleffa ragione nel mol-
tiplicai fi ,di quello che hanno li fimplio numeri oltra il Denano : Imperoche fi come oltra effo non fi uede
aggiungere di nuouo altro numero ; mafdamete replicare vii di quelli, che è mtnoredi lui : effendo che avviti
ta la Vmta,che è prima alDenario,nafce lo Vndenarw; dipoi a« vìuuto il Binano nafee il Duodenario; Simil
mente avo turiti il Ternano, & oli altri per ordine, fi venerano i numeri, che fono fimili nella loro termìna-
itone a quelli ferri pila, chef aggiungono; Cofi anco oltra la detta Diapafon , non fi aggiunge alcun fuono ai,
nuouo : ma fi bene quelli ijlefi, cheli contendono tra effa; i quali efendo finiti, fi ritorna fempre circolarmele
alli primi. La onde fi può concludere per le raviom addutte,che la Diapafon fi de neramente chiamare inter-^
uallo femplice,& non replicato,o compoflo ; attefi che è come Elemento di uafcun' altra confinan%a& in-
ternatio. Seguendo adunque il coflume dtUi Fruttici diremo, che gli Elementijemplia , onero (come dicono)
le Specie femplici del C 'ontrapunto fono fette ,Qr nuli più; laf andò fuori lo V mfono: percioche non è ne confi-
nanti jte Interualloicome al fio luovo uedercmo;Ji come è U Seconda, la Terzgja Quarta , la Quinta, U
Seila,
Parte. ij-i
Seflttja Settima,& la Ottaua: Intuendo però rifletto follmente al numero delle chorde,po[ìe nel Mònccbor
do del Cap. 4^. della Seconda parte, & non àgli imerualli. Da quefle poi nafamo le Raddoppiatele chia-
mano Compojh; le quali ho pojlo nell'ordine feguente, acciò fi poffa uedere, di che natura, & a quali delle Se
phcifianofottopofle , &fi afiimiglmo. Di quefle, dopo ch'io batterò moflrato la differenza, & la propietà;
Semplici. | Vnifono. \ Seconda. \ Terza. | Quarta. | Quinta. | Sejla. | Settima. \Ottaua.\
,. . s 1 io 11 11 1 , 14 1 , ;
1 iff 17 1 '8 19 20 21 22
Et più oltra anco, fecondo la diftojìtwnc degliiflrumenti naturali , er artejiciali .
uerrò a dimofìrare, in qual maniera fi h.ibbiano a porre ne i Contrapunti . Ma fi debbe allenire, chef chia-
mano Specie:bercioche,fi come la Specie è nominata da Porfirio quella Forma , 0 figura , che contiene in fé
qualunque cofia ; &è contenuta fiotto alcun genere: comeffuol dire , che l'Huomo è [fede dell'animai ;
il Bianco, & il nero del Colore; & il Triangolo,^ il Quadrato della Figura : cvfi le mostrate fi nominano
Specie :per che ciaficuna di loro ha itfiua propia forma, & èfiottapoila a queflo genere Internatio.
Diuifione delle moflxate Specie. Cap. 4.
OET IO Net cap. 10^ nello 1 1 del Quinto libro della Mufica ,feguendo il parere
di Tolomeo, chiama alcune delle Voci , 0 Suoni tra fi Vnifione , & alcune Non umfione.
Quelle nomina Vmfòne, che àafeuna da per sé , auero aggiunte infieme fanno uno iflej-
fo fitono . Dipoi dmide quelle , che non fono Vmfione, &fà molte parti ; ponendone alcu-
ne Equifòne , alcune Confane , altre Errimeli, ejr alcune Diffone : & pone ettandio ylti-
mamente le Ecmek molto differenti dot quefle. Quelle chiama Equifòne , chepercofifie infume , dal tempera-
mento , & miilura loro , di duefiuoni differenti , che fino , fanno ad un certo modo un fiuono femplice :fi co-
me è quello della Diapafon , & quello della Difdiapafon ancora : Ma confane nomina quelle , che quantun-
que f acino un fiuono compofiìo , 0 mifìo , che dir lo Dogliamo , è nondimeno fioaue :fii come è quello dalla Dia-
pente , &" etiandio quello dell* Diatefifiaron , & di quelle , che dt quefle due , & delle Equifòne fono campo-
ile :fi come quello della Diapafon diapente , & quello della Diapafon diatefifiaron. Emmelipoi chiama quel-
le , che non fono confinanti: ma fiipoffono però accommodare ottimamente alla Melodia; &[òiio quelle ,
che giungono inferni le confònanze , & tra loro fii pofifionb porre :fii come è il Tuono, ilquale è la differenza,
chef troua tra la Diapente, & la Diatefifiaron; perii quale di confane che fono, fi congiungono infiieme Equi
Jone in T>na Diapafon . Cofiìancofiipoffiono nominare Emmeli le fiemplia parti di quefle confonanxe , le qua-
li fie bene non fono confinanti ,fiì pofifono nondimeno accommodar bene alla Melodia . Chiama dipoi Diffone
quelle , che non mefcolano infieme alcun fiuono , che fila grato : ma ferirono amaramente , £7* fènza alcuna
fiauità dnoftrofintimento . Vltimamente nomina Ecmeli quelle , che non entrano nella congiuntwne delle
confinanze : come farebbe dire (per dare vno efifiempiò') il Diefis enharmonko , che alcuni poco intelligenti
di quello , che habbia -voluto dir Boetio , l'hanno pofìo nel numero delle Emmeh ; & altri interualli filmili ,
che non fi pofifono ag viuno-ere con altri , che giunghino infieme alcune confinanze. Quefla è la antifone, che
fa Tolomeo di tali Specie , recitata da Boetio : ma io per fegttir l'ufo commmie , & per [chinare la dijfcultà,
che potrebbe naficere, le diuideròfòlamente in due parti, cioè in Confinanti , & in Dififonanti . Le Confinan-
ti faranno la Terzaja Quartana Quinta, la Sefila, la Ottaua, £7* le replicate, 0 compofìe ; Et le Dififonanti
faranno la Seconda , la Settima, & tutte quelle , chef compongono di yna di quefle , &> della Ottaua . Et
per che nella Seconda parte hauemo ueduto quello, che è Confinanza , & Dijfonanz} ; però lajjando da yn
canto il replicare; porrò folamente tal diutfione in efifiempiò , acctoche più facilmente fii forgi in efifio quello ,
che fi è detto.
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Dijjoiiatize
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Se la Quarta e confonanza ; & dondeauicne, cheli Mu-
fici non l'habbiano utata,fe non nelle compofitio-
ni di più uoci. Capitolo . ^.
kAR E RiA Forfè ad alcuno copi notti , ch'io habbiapoflo la Quarta nel nnpiero delle
confinanxe.poi che fin hora da i Mufici pr attici fa fata collocata tra le diffonanxe. On-
de , accioche di talcofafi habbia qualche notitia ,f debbe auertire , che la Quarta -vera-
mente non è difjonanza , ma fi bene confonanza : comefpuòprouare in tre modi ; pri-
ma per l'attttortta de i Mufici antichi , la quale non è da (prezzare ; dipoi per ragione ;
& ultimamente per ejjempio . Per l'auttorità degli ^Antichi prima, percioche da ogni dotto fenttore Greco,
& Latino J collocata tra le confinante. Tolomeo (laffandone infiniti altri più antichi di lui) in molti luoghi
della IT armonica, & specialmente nel cap. 5 . del Primo libro , la nomina confonanxa . il mede fimo fa Boe
tio nella Mufica molte fate , & mafimamente nel cap. 7 . del Primo libro , & nello Vndecimo del Qutn
tof.EtDione hifìoricohiel lib. $j.con l'auttorità de 1 più antichi di lui , la chiama Harmoma'. Euclide nel
cab. Primo , & G audentw file fofo{ 'nel cap. -j.de 1 loro Introduttortji Macrobiomel primo capitolo del Se-
condo libro del So*no di Scipione la connumera tra le confinanti V ttruuio' anco , nel cap. 4. del Quinto li-
bro della architettura , è di parere , che ellafia confonanxa ; E t Cenforino'in quello , cheferiue a. QXerel-
lio , ha la ifteffa opinione . Sipróua dipoi per ragione in cotalmodo . Quello Imerttallo , che in Dna compofi-
tione harmontcaf ode con fonare perfettamente, pofto da per se, non può ejferea patto alcuno diffonante. Ef-
fendo adunque la Diateffaron , 0 Quarta di tal natura , che accompagnata con la Quinta in ima harmonica
compofitione , rende foaue , & harmomofo concento ;fegmta che ellafia anco fuori della compofitione con-
fonante: cioè quando èpoìlafola. Lo affonto di tal ragione èmaniftfio per ilfuo contrario ; cioè per le diffonan
xe, che fono la Seconda, & la Settima , con le loro replicate; le quali non effendo nella compoftione per al-
cun modo confonanti ,fono etiandio fuori della compojitione della ifteffa natura : come è mamfeflo . Oltra di
ciò fi prona per un'altra ragione ; che Quello , che ha ragione de numeri nell'acuto, & nel orane, è confomn
te : come e mamfeflo per la definitione del Filofofi poda nel cap. 1 1 della Seconda parte ; onde hauendo la
Quarta tal ragione ; è mamfeflo , che ellafia confinante . Et quefìa propofitione minore fi frotta : conciojia
che Filopono fpra la Definitane data dal Filofifo nel lib. 1 della Poflerwra , chiama la Sefqutterxa , ciuf è
la (uà uera forma , Ragion de numeri . Ma per che gli effempij uaglionopiù appreffi alcuni, che le auttorità,
& le ragioni ;perb t necefjano neutre alla terxa prona . Onde dico che fempre , quando tal confonanxa fi ndtt
rà in atto , nella fua uera proportione , 0 uero wteruallo , ognuno di fino giudiao dirà,che neramente è confò
nanxa ; come ognuno da sé potrà fempre farne la prona , accordando ~vn Liuto, onero imo Violone perfetta-
mente : imperoche tra la chorda , che chiamano il Baffo, &• quella che nominano Bordone: 0 neramente tra.
quefla , & quella , che chiamano il Tenore ; & tra quelle altre tre chorde, che fono più acute, udiranno che
la Diateffaron , 0 Quarta farà marauiglmfi concento . Et fé pure alcuno vorrà dire , che ella fa diffonante ;
quello auerrà, per chefeguirà l'ufi de 1 Pr attici ; 1 quali non f apendo idem ragione alcnna,à p-an torto ci fi
la chiamano , & la feparano dal numero delle Confonanxe. Ma infitto non è cofi : percioche quando fi rida
cono ad vdirlafopra alcuno iflrumento , che fa accordato perfettamente ,fi acchetano poi . Et fi fuffie nera-
mente diffonante , come dicono , noi non la ufiarefiimo nelle nofìre comptfitiom : & fimilwente 1 moderni
Greci non la porrebbeno ne 1 lor canti a più noci ; 1 quali fi odono qui in Vtnegja o<nn giorno folenne ne i loro
Cati ecclefiafltci, ne i quali pogono la Diatejjar'ó nella parte graue ,fenxa porre per fua bafaldiro coli) alcuna
altra confonanxa . Qui diràjorfe alcuno , da che nacque adunque , che 1 iwilrt Prattict lapofero nel numero
delle
Parte.
Jn
delle diffonanzeìPenfi io che quello nafceffe,per la dtfcordia,che era tra i Pìthagorici,et Tolomeo, che uolen
do quellijche ciafiuno interuallo,tl quale fujji contenuto da altro venere di proportione, che dal Moìttplice, et
Superparticolare(come molte fiate ho detto)nonfuffe atto, afare confinanza alcuna;non acconfentiuanojche
la Diapafon diateffaron, contenuta dalla proporiione Dupla fuperbipartient eterza ,fitffe confinante ;ancora
che Tolomeo fi sforzale di moflrare,che era il contrario, addicendo tal ragione: Che fi come la Diateffaran
kmplice è confonante , cofi aggiunta alla Ottauaje ejìreme chorde di tale aggiuntione non poffono effer diffo
manti : Imperoche quei fuonfche fi aggiungono alla Diapafon, fi yedono quafi effer aggiunti ad vii fuono fòla; ■
fi come(per quello che ne moflra Boetio~)è la natura di tal confonanxa . Onde vedendo i Muftcì latini la lite ,
che era tra cofloro,& le ragioni che adduceuano effer buone;non volfero effer giudici di quefla cofa : ma per
non dare vna certa libertà di porre nelle cantilene, fenza qualche confderatione ,queffa tal con finanza, et la
ftafimplicejefepararono dal numero & ordine delle altre: non perche veramente fiano diffamimi: perciò-,
che non hauerehbeno comportato, che fuffero pofle nelle cupoftioni: ma acciochefi haueffero a porre con qual
che buono ordtne,& con nuditio.Et che quejìofia iluero,fi può vedere,-che quelli che hanno hauuto qualche
giuditio nella MuficaJ'hanno vfata,non folamente accompagnata con altre confonanze, ma etiandio fen%a,
alcuna compofitioue,nei canti di due voci; tra i quali fu uno lofquino, che nel principio di quella parte, Et re-
furrexit tema die, della meffa detta l'Homme armi a quattro uoci,pofe talcofinazafemplicemente,finza
accopagnarle niun altro interuallo dalla parte grane; il chef puh etiandio vedere in molte altre cantile an-
tiche, le quali no pongo per nonfaflidire il Lettore.Et benché tali cofonazefi ritroumo effer pofle in opera rare
volte; nodimenofi vede, che le vfarono: &fi haueffero hauuto optinone, che fuffero fiate dif?onantt,credo io,
che non le hauerehbeno vfate. H ora per le cofe,chefi è detto, fi può vedere, che la Quarta, et le replicate fino
Confònanti;& per qual cagione liMufici le collocarono tra quelli interualli, che fino diffonatt. In qual manie-
rapè ella fi dica Perfetta,^ in qual modo fi habbia a porre nelle compofttioni , lo vederemo alfuo luogo.
Cofonanze Perfette.
« 1 4 I i | 8
j II | 12 | Ij|
| i8 | .a | zi|
Imperfette.
1 1 *
• O | IJ
17 | io |
Diuifione delle confonanze nelle Perfette, & nelle Imperfette. Cap. 6.
O NO diuife le confonaze da i Prattici in talmodo, che alcune fi chiamano Perfette, et
alcune Imperfette : Le Perfette fono l'Vnifono,la Quartana Quinta Ja Ottaua,& le re
plicate: ancora che isfriflotele aitribuifca tal perfettwne alla Ottaua folamente ; & per
certo è vero: conciofta che la Quarta, & la Quinta fino melane tra la perfettione , &
la imperfettione;come dimojìraremo.Le Imperfette fono la Terza Ja Sefla & quelle che
nafcono da quefle aggiunte alla Ottaua; come,
nel fitto poflo effempio fi vedeno. Et dicono
le prime effer perfette , forfè perche hanno la
lor forma dalle proportwm contenute tra il nu-
mero Quaternario, nel genere Molaplice, &•
nel Superparticolare , tra 4. 3. 1. 1. il qual
numero ( come altroue ho detto ) appref-
fi i Pithagorici era tenuto Perfetto : percioche dalle fue parti aliquote , & non aliquote , che fono i
quattro moflrati numeri, rifultaua vii altro numero , il quale medefimamente chiamauano Perfetto, che è il
Denario. Ma in vero le nominarono Perfette: conciofta che pofle da per il fieramente accompagnate ad al-
tre confonanze, hanno pofanza al primo apprenderle, che fa il fentimento,di acchetarlo, &fittisfarli a pieno,
quando da loro è mutato: Imperoche mentre fi ne ode alcuna pofta nelgraue,ouer nello acuto, contenuta nel-
la fua itera forma; fortifica tvdito,& fi che niente de fiderà più oltra , che faccia alla fua perfatione , & la,
faccia ptufiaue,& pmgrata.Ne altra differenza fi ntroua tra le dette confonaiixe pofle nelgraue,di quello
che fi troua,quando fono pofle,neU 'acuto, 'fi non che quelle, che fino pofle nell'acuto ,ferifcono più velocemen-
te l Vdito,che non fanno quelle ,che fono pofle nelgraue,per le ragioni dette nel cap. i i , della Seconda parte:
percioche fino contenute da vna ifleffa praporttone.Ma le altre chiamarono Imperfette : conciofta che hanno
la forma loro dalle pmportioni , li cui termini fimo contenuti da numeri , che fi ritrattano i Itra il Quater-
nario , che fono 6. j . 4. Onde il Ditone nafie dttllawogortione Sefquiquarta,& tlSemidaono dalla propor-
ti tione
/-
1 5"4- Terza
tione Sefipiiquinta, net venere Superparticolare . Quefìi due internaci aggiunti alla Diateffaron generano lo
E(fachordo,cwè l'yno il Maggiore, & l'altro il Minore; le cui proporttom hanno luogo nel genere Superpar-
tiente , dalla Superbipartiente terza, & dalla Stipertripartiente <]uinta:come nella Prima parte ho dichiara-
tole Quali (fecondo il parere de i Pithanrici)non fanno confonanza.Etfino mede di tal naturatile pofie in
effere da per sé nelle loro nere forme, non hanno poffanxa di acchetare t~i'dito,di modo, che non defiden altro
fuonopiù prato, più dolce, & più foatte: come è mantfeflo a tutti coloro, che fono periti nella Mufica:mafi be-
ne quando fono accompagnate con altri interualli in tal manierategli ejìremi della compofitionefacino yna
confonàzaperfitta,ouero yna delle imperfette replicate;come yederemo altroue.Et benché cofìorofaano tal
dijferenza,nondimeno tutte fi poffono chiamare perfette, quando fono contenute nella itera, & naturale for-
ma loro,cioè nella lor propia proportione .
Chela Quarta, & la Quinta fono mezanctra le confonanze per-
fette, & le imperfette. Cap. y.
T SE Bene la Ottauaja Quintana Quarta , & le replicate fi chiamano Confinante
perfette;nondimeno la Ottaua(comeho detto di f(,pra)ì filamente perfetta;^ la Quin-
ta men perfetta della Ottaua;& la Quarta me perfetta della Quinta.Onde fi come quel
la cofa la quale è più uicina allafua onerine, onero alla (ita cagione, ritiene maggiormente
la natura dtquella,& è più perfetta in quelgenere,che non fono quelle, che le fono lontan-
ile: come fi uede nella luce, che quella parte, la quale è più "vicina allafua onerine, & alla (uà cagione, la qua-
le è il Sole, ha più chiarezza, & rifflende più eccellentemente, et è più perfetta di quclla,che le è più rimotta,
o lontana;cofi quella confinatila, la quale è piti fucina allafua canone, & allafua orinile, che è l'Vnifono, il
quale e contenuto nella proportione della Equalità, & nelle noci V infine; è maggiormente perfètta d'orni al-
tra confinatila ; & quesla è la Ottauaja quale ha la fua forma dalla Dupla, che è lapiù yicina allepropor
twin della Eqnalità;& è contenuta tra le yoci Equifine , che fino più inane alle Vr.ifinejcome difopra hab
biamo yeduto.Onde lapotemo chiamare più fimplice ,&* più perfetta di ogn altra confonanza. Etico piùfem
plice,& pm perfetta: percioche qualunque yoltafi ritroua yna dijpofitione,che riceui il più, & il meno,&*
denomini formalmente la cagione,& lo effetto;&> contieniti tal cofa allo effetto per la cagione; firn pre fi de
nominar a primieramente la cagione femplicemente, & dipoi lo effetto fi denominerà, onero fi dirà tale adyn
certo modo;& quefio in tutti i o-eneri delle canoni .Onde dtco,che Quella cofa,cheper yn altra è tale , quella
che ne è cagione,è detta mavnormente tale. Però, fi come dicemo, che effendo la mano calda per il fuoco , il
fuoco effer maggiormente caldo; cofi dicemo,che effendo la Ottaua fempltce per l'Vnifono , che lo V infoilo e
maggiormente femplice. Ma perche tonfino non è confiderato dal Mufico come confinante, ma fi bene co-
me principio della C onfonanxa;pero parlando delle confonanze dicemo, che la Ottaua femplicemente è [empii
ce, la prima,& la più perfetta di onì altra confinanza: & infitto è cofi: percioche da lei ogn altro internat-
io ha ilfuo effere:& le altre confonanze dicemo perfette, no femplicen/eiite;mafi bene ad yn certo modo.La ~
onde effendo la Quinta più yicina alla Ottaua,che non è la Quarta; dicemo,che la Quarta è men perfetta del
la Qumta-peraoche la fua proportione è più lontanadallaproportion Dupla, che è il principio della Inequali-
ta,& cagione di ogn' altra proportione. Similmente dicemo, che la Quarta è più perfetta,che non e il Ditono,
et quefio più perfetto del Semiditonoxonciofia che la Sefquiakera,che è la forma della Diapente, è contenuta
tra i& i,&è più yicina alla Duplaja quale è la forma della Diapafon, contenuta tra quefìi termini i et
i . ilchefi pun dire anco delle altre.Mafi il principio di alcuna cofa è più perfetto di quelle cofi, che figueno do
po;nó è cofa ragwueuole,che noi diaamo,che la Qutnta,o la Quarta fi ano equali nella peifettiune all' Ottaua:
percioche da effa ottaua dipcdeno. Et ben che io habbia detto,che la Quarta,et laQuinta,cb le lor replicate fot
no cofmiaze perfette. fec'udoil moflr.\to modo;nodi/neno la Ottaua filamete, et le replicate fono femplicemente
perfitte;i(ledo che no fi le può a« nùgere,ne leuare alcuna cofa,cioè no fi poffono accre(cere, o diminuire di in
teruallo, fuori delle lor yere,et legittime proportiom per modo alcuno, fi no co n'ade offefa dell'Vdito.Effendo
poi la Quarta, la ■Quinta,et le replicate fottopnfle a tal pafiione, come nel cap. 4 1 della Seconda parte ho mo-
Jìrato;pero dico, che elle fino me%ant tra le cofonaze perfette et le imperfette;o ueramete mexane tra laper-
fettione,et la imperfittwne.Et perche etiandio quelle yetie fi chiamano Imperfette^ aòfinofottopojìe;peroft
poffono
Parte. iyj-
poffono chiamare no filo Imperfette, ma Anco Imperfettifitme : conciofia che oltra la imperfettione , che fi fi
trotta in loro al modo detto, fi pofftno anche accrefeere ,et mimare nel modo, che fi f.% la Quinta,» la Quarta.
Quali confonanze fiano più piene,& quali più vaghe . Cap. 8.
LLE folte fogliono i Mtifici -vfare due termini , cioè Con finanza piena , & Confo-
nan%a vara ; onde mi pare, aitanti chef vada piti oltra, di uoler dire , quel, che impor-
tino, & quali fiano tali confonanze . Pero è da auertire , che li Altifci rare unite han-
no yfato queili due termini ,finxa aggiungerli l'yna de qutfle due particelle , Più, ouer
Meno ; onde hanno detto,Co>ifinanzapiu piena,o più ua<ra;& Confonanxa. men piena,
e men uaga : battendo hauitto fempre rifletto ad vìi altra confonanxa. La onde ch'umano più piene quelle con
finanze, le quali hanno maggior poffwza di occupare l'Vdito, con Juoni diuerfi ;per il che fi puh dire, che la.
Quinta fia più piena della Ottaua: percioche lifuoi eflremi occupano maggiormete,& con più diletto l'vdito
con diuerfi filoni, eh e non fanno «li eflremi della Ottaua;i quali fino equifonanti,et fi afiimirliano l'vn l'altro;
Vi modo che laff.xndo da vn canto effa Ottattafutte le altre fi dicono effirpiù piene Cvita dell'altra, in quato
l'yna ha mar rwr forza di contentare tv dito; fi come fono quelle, che fono più vicine al loro principio,» han
no mar rior perfetttone di tutte le alrre . Si che de qui fi può cattare vna Regola ; che tutte quelle , che fono di
magnar proportione fino piùpiene;laffando(come ha dmo)da vii cato la Ottaua,et le replicate anco. Quelle
poi chiamano più vaghe, le quali fono contenute da minori proportioni;&> è cefi in fatto,maf imamente quali
do fino collocate a i wrpropq luogh'v.C oncia fia chequelle confonaze, che hano le lor proportioni più ideine alla
Ditpla,per loro natura amano la parte rraue, come ilpropio luogo ; & vengono ad efferpiù piene di quelle,
che hanno le lor proportioni più lotane da effa Daplv.Impero che queflefono di minor proponione,che no fono
le prime, & per loro natura amano l'acuto.Ondepofle a i laro luoghi propij,uegono ad efier me piene, & più
•vaghe delle altre: percioche fìada nell'acnto,per la ttelocità de i inanimenti penetrano più uelocemente l'vdito,
& con marrjor diletto fi fanno vdire . Et tanto pili fono tughe, quanto più fi partono dalla fimplicità, della
quale i nostri fentimenti no molto fi rallegrano, & fi accopagnano ad altre confunanxei poi che amano mar
gior mente le cofe compofle,che le femplice.Per la qiial cofa intrattiene all'adito intorno lifuoni, udendo le con
Jonanze prime, quello chefuole intraitenire al Vedere intorno a i principali colorile i quali o?n altro color me
%ano fi compone: chef come il Bianco, & il Nero li partono minor dilettoci quello che fanno alcuni altri co
lori mexani,& mifli; cofi porgono minor diletto le confonanze principali,di quello che fanno [e altre, che fo- ■
7io men perfette. Et fi come il Verde, il Roffojo jfxttro,& vii altri fintili più li dilettano, & tanto più fi di-
moflrano a lui uarhi: percioche fono lontani dalli principali,che non fi il colore, che chiamano Roanno , onero
il Berettno;delli quali l'vno è piàvicino al Nero, et l'altro al Biaco. Cofi l'vdito più fi diletta nelle confonaze,
che fono più lontane dalla femplkità de i Suoni : conciofia che fono molto più wtghejii quelle che le fono più vi
cine. Et qttafi allo ifleffo modo fi diletta l'Vdito dellacompofitione de i Suoni , che fi il Vedere della compofi-
tione de t Colori: percioche la compofitione de i colori, ouero che non può e/fere [enz* qualche harmonia, onero
che ha con l'har moina qualche conueniexa per che l'vna,et l'altra fi capone di cofi diuerfi. Ondepotemo dire,
cheli come le dette confonanze maggiori fino ptupiene,che non fono le minori; cofi le minori fono più vaghe
ài quello, che fino le maggiori: & tanto pm fi rendeno fonore ,<& grate all'vdito,quanto finopofle ne i luo-
ghi loro propij : come al feto luogo dire mo.Si potrebbe anco dire, che nelle ifleffe perfette la Quinta è più uaga
della Ottaua,& la Quarta pm tiara della Qmnta,come è manifeflo: percioche fino più lontane dalla equali-
tà , poi che etiandio le confinanze perfette non fono pritte di tal uaghez^a; ma quesìo badi.
Della Differenza , che fi troua tra le confonanze Imperfette . Cap. <?.
E Confinaxe imperfette fi diuidono in due parti , et fi pone tra loro quefla djff.rexa,che al
cune fono magrion,et alcune minori. Le maggiori fono quelle, li cui eflremi fino cotenna
da proportioni mar rion^t da mar nori intemalli:& quelle fono il Ditono,et lo Efjachor
do maggiore,de i quali il primo fi chiama Terza , & dfecodo Seft./vna et l'altra »:ag
gwri . Et le minori fono quelle, che fono di proportwne minore, ethano minore inta-u.dla;
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ij6 Terza
et quefìe fino il Semiditonojl quale chiamano Terza minore;et l'Effàchordo minore ,chiamato Sefìa minore.
Et fé bene di [opra ho nominato le dette cofonanze col nome firn plice di Terza ,& di Sefìa fin%A fare alcuna
metione di maggiore ,o di mmore;&> hora le aggiunga tali differenze ;l'hh fatto per fiauire il modo,che temo-
no i Brattici ; &■ per poterle ridurre prima fono yn Genere, & motlrar dipoi le lor Specie, & le loro Diffe-
renze ; accioche da i Prattici (a i quali Taglio in queile due parti fatisfare quanto io poffo)fuffiero conofciute :
percioche da loro non fono altramente nominate . E ben yero,che tra loro pongono U differenza di maggiore,
£?• di minore ; come difoprafi è detto , & come qui fiotto fono notate .
Confonanze imperfette Maggiori . Confonanze imperfette Minori.
Ditono , o Terza maggiore . Semiditono , o Terza minore .
Effiachordo , o Sefla maggiore . Effachordo , o Sefìa minore .
Et le replicate . Et le replicate .
Et quantunque la dijferenzit di maggiore, & di minore fi ponghi fedamente nelle confonanze imperfette ;
nondimeno le ffeaefi uero interualli diffionanti ancopoffono hauere tal differenza; ancora che non fìano con-
fiderai dalMufico ,fie non in quanto hanno ragione di Infermilo ; come altroue uederemo : percioche la Se-
coda è di due forti appreffio li Prattici; cioè il Tuono,& il Semituono : onde fi puh dire Seconda maggiore, et
Seconda minore . Et la Quarta e di tre forti , cioè la Diatefjaron confionanza > ilTritono, che è una compofì-
twne di tre Tuoni; & la Semidiatefifaron, che è una compofitione di yn Tuono, & di due Semituoni, i qua-
li interualli ne i loro eilremi fiono diffionanti. Quefìo ifìefjo fi potrebbe etiandio dire della Quinta , della Otta-
uà , c$" delle replicate , te quali fi laffixnoper non andare in lungo .
Della propietà, o natura delle confonanze Imperfette. Cap. io.
L P JROP IO, o Natura delle Confonanze imperfette è , che alcune diloro fono Tiiue
& allegre , accompagnate da moltafionorità ; & alcune , quantunque filano dolci , &
fioaui , declinano alquanto al mefìo , ouero languido . Le prime fono le Terze, & le Se-
fle maggiori ,&le replicate ; & le altre fono le minori . Tutte quefle hanno forza di
mutare ogni cantilena , & di farle mefìe , o uero allegre fecondo la lor natura, llchepo-
temo uedere da quefìo; che fino alcune cantilene , le quali fino yiue , & piene di allegrezza ; & alcune al-
tre pei- il contrario, fino alquanto mefìe, ouer languide . La cagione è, che nelle prime, fyefjofi odeno le mag
glori confonanze imperfette ,fiopra le chorde estreme finali, o mezane de i Modifi Tuoni ; chefiono il Quin- 1
to , il Sedo , il Settimo , tottauo , l'Vndecimo , & il Duodecimo ; come uederemo alfiuo luogo; i quali Mo
di fono molto allegri , & limi ; conciofa che in efiif odono fpeffe fiate le confionanzf collocate fecondo la na-
tura del numero f onoro , cioè la Quinta tramezata , o diutfa harmonicamente in Dna Terze maggiore, &
in ima minore ; il che molto dilata aH'ydito . Dico le Confonanze efifier pofìe in efiì fecondo la natura del nu-
mero fionoro : percioche allora le confonanze fiono pofìe ne t loro luoghi naturali ; Onde il Modo è più allegro,
& porge molto piacere alfintimento,che molto gode ,& fi diletta dtlli oggetti proportionati; &per il con- ■
trario , h.ì in odio , & abonfice li fproportionati . Negli altri Modi poi, cìje fiono il Primo, il Secondo, il Ter
zp , il Quarto , il Nono , & il Decimo , la Quinta fi pone al contrario , cioè mediata arithmeticamente da
yna chorda m ezana ; di modo che molte uoltefi odeno le confinanze , pofìe contra la natura de! Numero
f onoro . Per il che ,fi come ne i primi, la Terza maggiore fii fottopone fifefifie ttolte alla minore; co fi ne i fiecon
di fi odt fpeffi fiate il contrario , &jì ode yn non so che di mefìo , o languido , che rende tutta la cantilena
molle ; il che tanto p;ujj>eJ]ofi ode , quanto più fipeffo in effe fino pofìe a tal modo ;perfeguir la natura , &
la prbpietà del Modo , nel quale è compoila la cantilena. Hanno oltra di quefìo le Confonanze imperfette tal
natura , che i loro eilremi con più commodo , & miglior modo fi efìendeno uerfo quella parte, che è più "»)-
cma alla fua perjettwne , che uerfo quella , che le è più lontana -.percioche ogni cofia naturalmente defidera dì
f.nfiperfttta, con quel modo pi*, breue , & migliore , chepuote . Onde le imperfette maggiori defiderano di
fi.rfie maggiori; & le minori hanno natura contraria : conciofia che il Ditono, et lo Effachordo maggiore de
fiderano
Parte. ij-7
fidcra.no ài far fi maggiori, titnendo l'yno alla Quinta , & l'altro alla Ottaua ; & il Semìditono ,&loEf-
fachordo minore amano difarfi minori , uenendo l'yno uerfo l'Vnifono , &< l'altro uerfo la Quinta : come (■
manifejlo a tutti quelli , che nelle cofe della Mufica fono periti, & hanno il loro giuditio] ano :percioche tut-
ti li mouimenti , che fanno le parti 3 uengono afarfi col mouimeuto di alcuno infermilo , nel quale lì contiene
il Semituono , che è mramente il Sale (dirò cofi) il condimento ,&la cagione di ogni buona Modulatane,
& dì ogni buona Harmonia ; le quali modulationi finxa ilfuo aiuto ,farebbeno quafi infoportabili da udire.
Ma quejlopiù chiaramente uederemo , quando fi tratterà il modo, chef ha da tenere nel por leconfonanxe
&gli altri intertialli nelli Contrapunti,
Ragionamento particolare intorno all'Vnifono, Cap.
1 1.
OTEMO Hora dire(fe uogliamo confderare quello,che difopra hauemo ueduto)ch(
gli Elementi (empiici, ouero Specie femplki del Cotrapunto,fi confonanti, come etiandio
di/fonanti, pano Dodici ; cioè l'Vnifono, il Semituono, il Tuono, il Semìditono, il Ditono,
la DiateJJàron , la Diapente , lo Ejjachordo minore ,ilmag nore , lo Eptachordo mino-
re , il maggiore , & la Diapafon ; delle quali fpecie fi ragionerà alprefente di ciafcuntt
particolarmente : Percìoche [e bene il Contrapunto fi compone principalmente di confinante; nondimeno per
accidente anco fi compone di dijfinanxe ; acctoche fia ptùallegro , & più bello . Volendo adunque ragionar
ditali fpecie tenìrò queflo ordine ; che dopo ch'io hauerò ragionato deììVmfino(come porta ildouere ipercio-
che è il Principio dalquale nafcono le confonanxe,<& fenxa lui ogn altro internatio non batterebbe il fuo effe-
re ) yerrò a parlare delle altre fpecie ; non già fecondo l' ordine propofìo, il quale è tenuto da iPrattia : ma fe-
condo che l'ynafi ritroua efferpiù perfetta dell'altra ; & fecondo che fono collocate per ordine nel procreilo
naturale de i numeri fonori, ouero delle proportioni ; incominciando prima da quelle, che fino contenute nel gè
nere Moltiplice ; di poi da quelle, che hanno le loro forme nel genere Superparticolare ; Le quali efpedite , ra-
gionari di quelle, che hanno negli altri generi il loro ejjere . Piglìaremo adunque il principio del noftro ragio-
namento dalla difìnition deU'Vnifono dicendo, che l'Vnifono è yna adunanza di due,ouer più fuoni , o uoci e-
quali, che non fanno alcuno infermilo ; ma fino contenute in yno medefimo punto, & in imo medefimo luo-
go. Et fi ritrou.i mila prapovtìone della Equalità tra i & i.ouerotra i & i,& altre fimili; la qual pro-
portione ( come ho detto altroue ) è principio della Inequalìtà . Quello non fi pone tra le confinante , & tra
gli interualli : percìoche tanto è l'Vnifono apprejfo il Mufico , quanto è il Punto apprefjo il Geometra . Onde
fi come il Punto è principio della Linea , ma non è però linea ; ne la Linea ècompofìade punti : imperoche'l
Punto non ha lunghezza , ne l.nghex^a , ne altezza ; chefipofft continouare , ò conriungere con yn altro
punto ; cofi l'Vnifono èfolameme principio della confinanza, o dell' Interuallo ; ma non è confinanza, nem-
teruallo : effendo che non fi può continouare, fi come non fi può cotinouare il punto . Etpeixhe ogni confinati-
la fi ritroua tra due fuoni diflantìper tigrati?, & per l'acuto ; i quali fanno yno interuallo ,&è( come ye-
demo nella Seconda parte ) miflura, o compofitione di fuono grane & acuto sperò non hauendo l'Vnifono al
cuna di quelle qualità, non lo paterno chiamare per alcun modo ne Confinanza , ne Interuallo . La qual cofi
ftproua dalle parole del Filofofo ; il quale riprendendo nella Politica ti porre in una città la robba in comune,
sfacendo tal cofa imponibile, conferma lafua opinione con yno ejfempio mufcale dicendo , chefitrebbe non
altramente, che fi yno yoleffe fare di yna Confinanxa, yna Voce ynifina,oueramente del Ver fi, yn filo pie-
de . Onde fi yede , che la confinanxa èprefa da lui diuerfa dall'Viiifono . Meritamente adunque è chiamato
tVnifono,qu,tfi di yn fuono filo ; La onde quando ritrouaremo in yna parte di yna canzone due, o più figure
in yna iftefft lettera, o chorda, fiano pofle in riga, ouero mfpacio ; diremo che quelle faranno ymfine ,&di
ynfilofuono;& che quel p a ff aggio , chef troua dall'yna all'altra è Vnifono : come nello ejfempio fi yede .
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il medefimo potremo anco dire , quando due , opiù parti di tal canzone fi ritratteranno ejjere in yna rmde-
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Della Prima confonanza , cioè della Diapafon , ouero
Ottaua. Cap. 12.
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S SE N DO copi ragionatole , che in ogni nosìra anione incominciamo dille cofe più
[empiici, le filli per loro natura fono maggiormente compre fi di 1 nojlri fin fi ,& fino
piti manififle ,& più intelligibili ; acaoche di qttefle piti Agevolmente pipiamo alle meno
(empiici ; però daremo principio al ragionamento delle confinanze dalli Diapafon, ouero
Ottaua : conciofiache di lei non fi rinata alcuna altri confonanxa , che fi a piufemplice ,
Ci7* maggiormente conosciuta dalfentimento . Ma perche io [ommamente de fiderò , che h Prattici non filo
collochinogli internala mupcali, inquanto fino con fonanti ,o diffoninti,^ le loro jpecie ; ouero in quanto fi-
no perfetti, 0 mai perfetti : ma etiandio da che proportione fimo contenuti ; però incominciando da eff.t Dia-
pafon, la quale e la Prima confonanxa, perferuare l'ordine propojìo , dico ; che ella è contenuti dilla propor-
tion Dupli nel venere Molttplice tri quefli termini radicali z & i ; & è prima tra quelli [noni, che hanno
la forma loro dalle proportiont dtlla Inequalità . Onde mi penfi, che ellafujfe animata da i Mufici cu tal no
me : percioche ( come altroue etiamlio ho detto ) ha wnsditiune m orni 'confidanza, & in ogni i>iteruillo,che
fu mio- giore,o minor di lei . il che è manifejlo dal nomejUne tiene : percioche è compojlo da Jmà, che t parola
Greca, che lignifica Per; & da n*Va , che -vuol dire Vmutrftà, onero Ciafiunownde è chiamata h£ -aaaZv,
cioè Vniuerptìdi concento . Meritamente adunque , & non fenxa propcfito , i Mufici l'hanno chiamata
Genitrice, Madre, Fonte, Origine, Principio, Luogo', Ricetto, & Soggetto ynmer.filfdiogni còfaninxa,
& di orni internatio, quantunque minimo . Quefla, quando è confidenti dal Mujico femplicemente , & ut
venerale, cioè quando Itfuoi eflremi [no fenxa alcuna noce mexana, ouero altro fuono, & fanno vn folo in-
teruallo ,fi ritrotta liniere ima fola jpecie : Imperoche , tanto è contenuti dalla proportione Dupla ntlli fuoi
eflremi, ima Diapafon, chefia ppjla nell'acuto, quanto un'altra, che fi a pofla'.nel orme . Ma quando è con-
fidenti particolarmente, cioè fecondo che ella è ituifi diatonicamente in Tuoni, &• iti Semituoni ; (mero me
diati da altri internali! ; allora dico, che le pie jpecie fino Sette , fecondo che gli Infermili delh pioni mexani
fipoffono diuerfamente Secondo la natura del genere Diatonico ordinare in fette maniere : Percioche ciafcu-
na confonanxa ( come dice Boetto ) produce una Jpecie manco , di quello, che è il numero delle pie d'orde . Et
nafie la varietà delle [pece, dalla varietà de i luoghi , che contengono ilSemituono : conciopa che nella pri-
ma , che fi trotta da ^f in a; come fu ede nello Introduttorio di Guidone , il Semituono , il quale è la ca-
gione della diflint ione delle jpecie, è contenuto nel fecondo , & nel quinto intervallo di eflfa Diapafon, proce-
dendo dal grane all'acuto: Ala nella feconda jlpecie,che è pofli tra q & ^ , tal Semituono fi ntroua
nel primo, & nel quarto Inoro ; & a fi di mano in mano , fecondo l'ordine delle moftrate fette lettere . Onde
tffzndo in tal maniera mediata, dicono 1 Mufici , che la Diapafon è ima compofitione di otto pioni , diatoni-
camente, & fecondo la natura del numero fonoro accommodati , & ordiniti in ejfa ; dalli qmlt la nomina-
rono etiandio Ottani ; & contengono m [e cinque Tuoni, cioè tre maggiori, due minori , &• due Semituoni
mavviori; come ne ifottopofli efpmpijfi vergono .
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no dittanti tra loro per yna ottaua ; come in cjuejìo ejjempiofi yedeno .
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Della Diapente, onero Quinta .
Cap.
I S OG N O è di ricordarf hora quello , che ho detto nel cap. 1 3 . della Prima parte ,
cioè che orni confonanxa , ouero altro interuallo quantunque fia minimo , che fia minor
della Diapafon , nafee non per aggiuntione di più proportiom infume : maper la diuifione
della Dupla } che contiene la Diapafon . ilche hauemo potuto yedere , non filo dalli nu-
meri , & dalle propurtìoni poile nel cap. 1 5 . della Prima parte : maper yia della Diui-
fione harmomea pojìa nel cap. 3 9. della Seconda : percioche dalla dtuifione della Diapafon , contenuta dalla,
Dupla , nacque la Diapente , & la Duteffaron . La Diapente ( dico ) contenuta tra quetti termini radicali
z.&>i;&la Diateffaron tra 4 & 3 . Et perche la proporzione , che fi troua tra 3 & z ,fegue immedia-
tamente dopo la Dupla ; però hauendo prima ragionato dellaDiapafon , mi par cofa honetta di ragionare del
la Diapente, <&■ dipoi della Diateffaron : Imperochefi come la proportione della Diapafon è la prima nelge-
tiere moltiplica, coft quella della Diapente è la prima nel genere Supcrparticolare . Onde non è fuori di ragio-
ne , che noi incominciamo da queftì prwcipij ; effendo Infogno 3 chefiano conofeiuti prima di ogn altra cofa .
Ritornando adunque alla Diapente dico, che quando ella è confideratafemphcemente , nel modo che è conte-
nuta nellifuoi efìremi termini, fen^a alcun mexo,fi può dire, che tal confinane* fa di yna fola ffecie : per-
meno eli
cwche non fi rttroua alcuna Diapente, che fa maggior di yn altra, 0 minore di proportione ; ne
eiìremi dell'ynafiano più dijlanti , 0 più neretti di proportione, di quelli di yn' altra . Ma quando la confidi
riamo tramesta nellifmi ettremi da altre chorde 3 & da altre proportiom nell'ordine diatonico ; silura di-
amo ,
>
i6o
erza
cerno, che le fitte fpecie fino quattro : Imperoche effendo iati eflremi tramezati da altre chorde diatonìcamen
t e, 1/ ma a <rior Semituono è pofìo tra loro in quattro modi dmerjamente ( lajjando pero di h.titer confi deratw-
ne alcuna de 1 Tuoni mag viari fi minori, fi m quefla,come in ogn altra confinanza ) percioche generarebbo-
no etiandio altre fpecie differenti , quando fi confideraffero minutamente tali interualli collocati tra effe . Di
quelle adunque, che fono tra lor differenti per la trajportatwne del Semituono , quella è la Prima fpecie , che
ha il Semituono nel fecondo wteruallo ; la Seconda è quella , che l'ha nel primo ; la Terza nell'ylttmo ; &
la Quarta nel terzo : come qui fitto fi yedono ,
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Prima fpecie .
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Seconda fpecie .
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Terza fpe
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Quarta fpecie .
Et ciafiuna di loro contiene in fé cinque yoci , ofuoni , & quattro intentali'! ; che hanno tra loro due Tuoni
ma<r o-wri, yno minore, & yn Semituono maggiore ; Et per quefla canone, dui numero delle chorde,che co-
ttene è detta Quinta da 1 Prattici : Ma li Greci la chiamarono Diapente , con qttefie due parole, £1* ,chefgni
fica Per ; & CT£'m » che yttoldir Cinque ; quafi yolendo dire Confonanza, che procede per cinque yoctfifuo-
tti . Quando adunque faranno due parti lontane l'yna dall'altra di maniera , che l'yna tenoìii la parte grane
di ciafiuna delle dette fpecie ; & l'altra l'acuta : allora diremo, che faranno lontane l'yna dall'altra per y»4.
Diapente, 0 per yna Quinta : come qui fi yedeno . Et quantunq; io inibiva pofìo gli effempij deU.a Diapafon
nel cap. precedente nelle chorde gratti; non fi poffono però por quelli della Diapente
l'yno dopo l'altro , come fi è fatto quelli della Diapafon ,finza alcuno ànterrompi-
mento dell'ordine : conciofia che fi io li hattefi pofìo nelle chorde *A. t) . C &
D : ancora che la prima, la terza, & la quarta chorda haueffero date lejpecie della
Diapente perfette ; nondimeno la feconda no l'hauerebbe potuto dare : percioche dal
la chorda E] alla chorda F fi ritroua la Diapente diminuta dt yn Semituono ;
come è manifefìo a ctafcuno,che è pento nella Muftca;ancora che Boetio no figuar-
daffe da tal cofa , quando nel cap. 1 3 . del Quarto libro della Mufca, pofe la feconda
fpecie di qttesla confinanza tra le chorde Hypatehypaton , & parhypate mefiti ,
che è yna Quinta dimtnuta>,& contiene due Tuoni, & due Semituoni . Ma credo
io, che non fi curaffe dt porre effatameute il yero della cofa ,pur che modraffe con lo effempio delle cìnrde
quello , che yolea intendere
Della DiatefTaron , ouer Quarta . Cap. i \.
>A Diateffaron , la quale è la minor parte principale della Diapafon , la cui forma è con-
tenuta nelficondo luogo del genere Superparttcolare , tra quefìt termini 4 & 3 ; effendo
canfideratafinza alcun mezo , non fi ritroua di lei fi non yna fola fpecie ; per le ragioni
dette dtfipra della Diapafon , & della Diapente : Ma quando è confiderata tramezata
diatonicamente da altri f toni , 0 yoct , allora fi ritrattano tre fpecie, che n afono dalla ya
rtetà del Semituono , laffando(come etiandio ho dettola confideratione de 1 Tuoni ; il quale Semttttono è di-
uerfamente collocato tra effe , nelle loro chorde mezane ;fi come ho detto della Diapafon , & della Diapen-
te : percioche hauendo la prima fpecie il Tuono nel primo luogo più grane , ha dipoi nel fecondo il Semttuono
maggiore , & nel terzo il Tuono : Ma la feconda ha il Semttttono nel primo luogo , & la terza nel terZQ
luogo , & li Tuoni poi accommodati per ordine ; come nelfottopoflo eff empio fi p>uo yedere .
QueJla,
Parte
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161
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Prima fjiecie .
Seconda fpecie .
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• Terza fhecie .
Quefla ( cowe fcò Affo altroue ) c/,t i Greci è chiamata prima Sinfonia , onero ( cowe la nomina Filone Gin
deo ) prima Harmoma ; Et Boetm la dimanda Minima consonanza : La onde fi -vede , che non hebbero il
Ditono j ne A Semiditono per confonanze . La chiamarono etiandio Diateffaron dal -numero delle chorde,, o
"Voci j che in fé contiene ipercioche ogni Diateffaron procede al modo mojlratoper quattro voci : Imperoche
è detta da &ià, che yuol dire Per, & da teWp «, che vuol dir Quattro , cioè Confonanza di quattro voci , o
filoni; dal aitai numero i nottri Moderni la chiamarono Quarta. Quan-
' "4 — ~ a~~Ì ò " do adunque vorremo far due parti nelle noflre compofitioni, le quali fa-
-- - no traloro dittanti per vnaDiateffaron,porremo in vna delle chordee-
flreme di uno dellifoprapofli effempi la vocegraue , & nell'altro tacu-
tajcomefi vede nello effempw.ll perche ritrouadofi anco nelle cantilene
duek>arti accommodate l'yna con l'altra in cotal modo ; potremo dire ',
_ _ che l'yna fia dittante dall'altra fer yna Diateffaron, atteramente per
TLIZÈlZ Z_Z ~ una Quarta .
-*—
Del Ditono , ouer Terza maggiore ,
Cap.
EGVE dopo la Diateffaron pinza alcun mezo la confonanza nominata Ditono , che v
contenuta tra quejìi termini 5 & 4, né terzo luogo del genere Superpanicolare -3 dalla
proportione Sesquiquarta . Quetto è veramente marautgtwfo _, che la Natura habbia òr* ■
dinato in tal maniera l'yna Confonanza dopo Faltra,che ritrouandofi tra le parti del Se-
nario la forma della Diapente , diuifa ^frithmeticamente in impartì, tra quefli termini
•6. 5 . 4; « Mufico ritroua quefle parti fon uno ordine contrario , tra la ittefja Diapente diuifa harmoni -
camente in due parti, tra quefli termini. 15. iz. io. Confiderato adunque il Ditono fenza alcun mé-
XO ; fecondò che è contenuto femplicemente ne ifuoi termini radicali ; potemo dir quello , che fi è detto delle
altre confonanze , cioè che non fé ne trouafe non vna fpecie ipercioche tanto diflanti in proportione fono gli
tflremi di yn Ditono patto nell'acuto , quanto quelli di alcuno altro potto nel graue : Ma confiderandolo tra-
mezzo diatonicamente , & diuifò in due Tuoni , dico che le fue fpecie fono due ;come qui fotta apparato ;
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Secondacele .
Et tal differenza nafee dalla varietà dellifuoi infermili : conciofia che nel primo interuallo della prima jfte-
ciefi ritroua il Tuono maggiore, &* nel fecondo il minore ; & nella feconda specie fi ritroua ilcontrario,cioe
■il minore nelprimOjet nel fecondo il maggiore. Diremo admiq;,che allora le pati de i Contrapitti-feuo diflati
i- ì x l'ima
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Terza
Ti—
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5r
SE: :
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fona dall'altra per yn Ditono, quado fona di effe fi ritroua in alcuna delle chorde e-
{ìreme gratti dellt mofìrati effempi , & l 'altra nelle ejlreme acute ; come nello effem
pio fi Tede . Quejìa confonanza è detta Ditono : perche contiene nife due Tuoni ;
quantunque li Uranici la dimandino Terza maggiore , perche è diuija in due infer-
mili , contenuti da tre chorde , delle quali le ejlreme fono più dijlanti di quello , che
Jono le ejlreme del Semiditono,peryn Semituono minore ; come a mano a mano
yederemo .
Del Scmiditono , ouero Terza minore .
Car
\C.
mo ; come qui fi ttede .
iA parte minore della Diapente , è chiamata Semiditono , la forma del quale è contenuta
nelgenere Superparticolare dalla proportione Sesquiquinta, nel quarto luogo . Quejìa dal
li Prajtici etiandio è detta Terza minore, & le fue ffecie fono due , confederandola dim-
fa diatonicamente in vn Tuono maggiore, & in un maggior Semituono : Imperoche la
prima contiene tal Semituono nel juo fecondo interuaìlo,& la feconda lo contiene nelpri-
*=+±
+3±±±3Ef:.
SiiS
Prima ffiecie .
Seconda fpecie .
*+
3r::
Ma confiderandola fcnxa alcun mexanofuono , cioè neìli fùoi ejlremi folamente j è di ynajòla (peci* tcon'
aofia che ( come fi è detto dell'altre confidanze ) le chorde eilreme di ynopojìo nel grane , & quelle di uno
pollo nell'acuto , fono contenute da ima ifleffa proporzione . Dicono li Pr attici , che quando le parti delle lor
compofitiom fono diflanti fona dall'altra, di maniera, che fona parte occupi qualunque chordafi uogliagra
uè , & l'altra occupi qualunque chorda acuta di yno,degli effempi mojìrati difopra, che fono lontane per -»n
Semiditono , ouer Terza minore ; come fono le due fottopojle . Quejìo internatio è chiamato Semiditono ,
non già da Semis parola latina , che -vuol dir Mezo , comefefufje mezo
Ditono a punto ; ma fi bene da S ernia ipercioche ( come -vuole Boetio )
in tal maniera fi chiama quella cofa , che non ariua al mezp intero : On-
de fi dice Semituono quello interuallo , che non è lo intero mezo del Tuo-
no: ma è Tuono imperfetto . Si dice adunque ti Semiditono,Ditono imper
fetto : conciofia che è diminuto di yn Semituono minore, contenuto dalla
proportione Sesquiuentefima quarta . Lo nominano anco Terza, dal nu-
mero delle chorde , & le aggiungono Minore : percwche li fuoi ejlremi
fono più rijlretti,& dt minor proportione, che non fono quelli del Ditono.
Ma quejìo fia detto a bajìanza intorno a quelli interualli,che yeramente
-J-
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si
1 &
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1 V
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J* A
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v
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fono confinanti ,
Dell' vtile che apportano nella Mufica gli Interualli diffo-
nanti . Cap. 1 j.
T quantunque le Confonanze filano principalmente confiderate dal Mufico,et non le Difi
fonanze ipercioche compone di effe principalmente lefue canzoni ; nondimeno pare ( co-
me dice Plutarco nella vita di M. Tullio ) che confiden anco quelle Voci , che fino diffo-
nanti , cioè quelli interualli che non fanno la Confonanza ; accioche fappia eleg per quelle
cofe. , che li apportano ytile & commodo, & fugga quelle , che poco fanno al fino propo-
fito: offendo che quelli interualli ,i quali fono diffonanti , generano ingrato fuonoalfodito,& fanno la-
cantilena ajfra , gpfenza alcuna foauità . Ala perche è impofibile , che nel cantare fipofja andare da yna
confonanza all'altra procedendo dal grane all'acuto , oper il contrario ,fe non col mezo , & con l'aiuto di
tali
Part
e.
16,
tali intentala ; però è dibifogno, che'l Mufico non folamente li conofca, accioche non li ponga in Inoro di anel-
li,, che fono con fonanti : ma etiandwfa dibifogno, che habbia nottua di loro, per poterli yfare tra le parti della
cantilena, nel modo ch'io moflrerò altroue . Onde effendo ytili , & anco neceffarij, è cofa conueniente , che fi
dica alcuna cofa. in particolare di loro : percwchefe bene non hanno ragione di confinanza, hanno almeno ra ■
gione dinteru.itto . Ne fino però tutti gli internala neceffarij al Mufico : ma folamente quelli, chefertteno al-
le modulotioni diatoniche, i quali fono minori del Semiditono , & maggiori del Semituono minore , <&fen-
%a alcun dubbio fono contenuti tra le Otto chorde di ciafcunaDiapafon : conciofiache fonofeparate l'uria dal-
l'altra h armonicamente , & per dimfione diatonica. Effendo adunque ytili , c£* neceffarij anco all'u-
fo delle harmonie,fo dibifogno che fi conofchino , & fi f appio lalor ragione , il numero loro, & la
loro ytilità . Et perche ogni cofa fi andrà a ì luoghi conuementi raccontando ; pero folamente yederemo
liora il numero loro . Onde dico che yeramente non fono più ne meno di Tre , cioè il Tuono maggiore, il Mi-
nore, & il maggior Semituono, che fono yeri,<& legittimi interuatti del genere Diatonico , nel quale fi ado-
perano . Et fi chiamano veri, & legittimi di tal genere : percioche nafcono da numeri fonori, &fino conte-
nuti nel fuoTetrachordo, come nel cap.^ 1. della Seconda parte hauemoyeduto . Sitrouanoetiandiode vii
altri interualli, che fono dijjonanti ; come fi può yedere nella dmifwne, ò compoftione del Monochordo , mo-
flrato nell'altra parte ; & >n qualunque altra , che fi poteffe fare con l'aiuto de 1 numeri harmonià : ma per-
che fono minori detti Tre fòpranominati, il Mufico non ha dibifogno di efii ; & quefli fono ilSemituono mi-
nore, che fi troua tra le chorde SB & KB; &il ComafAìe è pojlo tra le chorde RB & MB del-
la fipntdetta dimfione . Et fé benefiyede in lei, che atte yoltefia impofibtle di procedere dal graue all'acuto:
oper il contrario ; & da yna confinanza all'altra , fenza l 'aiuto di yno di quefli interualli ; quejìo importa
poco : percioche ni tali I finimenti finali aggiuntionifino neceffarie: ma non è però neceffario, che in yn pro-
ceder Diatonico fi oda quefli interuatti, ne anco è utile l'interuallo del Coma : percioche generorebbe molto fa
jìidio a chi lo ydiffe ; tanto più, che nette Voci non fi ode tale internatio : effendo che fi poffono fare acute, &
graui, come torna meglio ; & col mezo loro fi può ridurre a perfezione ogni cantilena , fenza alcuno incom-
modo ; il che non intrattiene negli iflrumenti arteficiali : conciofache l'^Arte mai può in cofa alcuna ag guo-
gliarfi attaNatura.Ma perche yedemo,che le Voci maggiormente fi accoflano atta natura deglufìrumenti,
ridiati al numero dette chorde pithagorice ,neì quali non fi ritroua quefìe minutie ; che atta natura degli ac-
cordati perfettamente fecondo le forme de i numeri harmonici ; però fi potrebbe dire , che la Partecipatone
fuffepiù yttle al Mufico , che t'accordo perfetto . La onde fi debbe auertire , che hi quanto alla Scienza que-
jìo è più ytile : perche da lui fi può cantere la yera ragione di ogni interuallo , che fa accommodato perfetta-
mente attafua yera proportione ; mafZimamente perche le Voci ( come altroue ho detto )fegueno laperfettio
ne deglHnteruatti : ma quanto att'yfo & atta Prattica, è più commodo quello. E ben yero, che l'uno,& l'ai
trofpuò dir perfetto nella lorjpecie, nel modo che altre yolte ho detto, &' moflrato . Tale ytile adunque ap-
portano netta Mufca i nominati nneruallt ; che yolendo poffare da yna Diateffaron ad yna Diapente , 0 per
ti contrario , non fi può yenire con altro me%p , che col Tuono maggiore : & procedendo dal Semidttono air
la Diatefjaron ; alteramente da quefla a quello, & dotta Diapente atto Effachordo maggiore, 0 per il contro,
rio, non fi yienefe non col mezo del Tuono minore. L'ytilepoi che fi catta dal Semituono maggiore è quejìo,
che dal Ditono fi può yemre colfuo mexo atta Diateffaron, & per il contrario ; &* dalla Diapente atto Effa
chordo minore ; 0 da quefto a quella . La onde hauendofi da loro un tal commodo, non è fuori di propofito,che
ragioniamo alcuna cofa di loro particolarmente ; [affando quelli, che fono contenuti negli ifìrumenti artefaa
li : conciofia che non filo non fi adoperano : ma è anco imponibile di poterne hattere la proportione rationale di
quellt, chef accrefcono, 0 dimimufcono di alcuna parte del Coma ; come altroue ho moflrato .
Del Tuono maggiore , & del minore ,
Cap. 1 8.
OLENDO adunque hauere la cognitione perfetta di quefli infermili , bifogna ricor-
dar fi quello, chef è detto, & moflrato nel cap. 3 9 . della Seconda parte ; cioè che'l Dito-
no fi diuide harmonicamente in due Tuoni, non già Sesquiottam, come da molti antichi ,
& moderni Mufici è fiato affrmato ; percioche generarebbeno ne i loro efìremi diffonan
%a : ma fi bene in yno contenuto dalla proportione Sesquwttaua, & l'altro dalla propor-
x z ttone
164
Te
rza
ttone Sesquìnona ; & fono fi chiama Tuono maggiore , c3r t altro minore . Onde per mao-triore intelltgen-
za-dellt Studtofi delia Mufica, moftraro hora,tra quali chorde diatoniche fono , & l'altro fumo contenuti.
Incominciando adunque dal maggiore dico,, che è quello, che fegue immediatamente yerfo l'acuto,nelle chor
de nominate diatoniche - 1/ Semituono maggiore in ugni Tetrachordo ; & è quello anco , che fi trotta colloca-
to tra le chorde *A ', wj .-' & A, ]j fenza alcun mezo; come qui fi Tede. Mail minore fegue fem
. i prt il ma" fiore yerfu t acuto, &
3r
-— ^^-^
*±
±Q
**
tiene femore lo intervallo , che è
il terzo di ciafcun Tetrachordo
nella parte acuta ; come nello ef-
fempiofi mie . Hauemo adunque nel genere Diatonico dueffecie di Tuono,, cioè il Tuono maggiore , &
il minore -.pero quando noi ritrotiaremo due parti netti contrapunti ,
3L$.:$3L$-
^±±5:
che faranno diflanti luna dall'altra per Vito di quefìt intervalli, dire-
mo , che quelle fono lontane per ~vn Tuono maggiore , ouer minore ;
oueramente diremo , chefiano diflantiper y'ntt Seconda maggiore :
concwfia che cofi è nominato da 1 Franici tale intervallo, a differen-
za della minore } che è il Semituono maggiore : & ècofi chiamata dal numero delle jue chorde , le quali
3r— :
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contendono quejli intervalli , che fono diatonici ; come nello ejfempio pojìo difopraft veggono .
Del Semitiltmò maggiore, & del minore. Cap. i<>.
EGVE dopo quejli il Semituono maggiore « contenuto dalla proportione Sesquiquinta-
decima . Queflo congiunto al Tuono maggiore ne da il Semiditono . Itfe bene non nafee
per la ditti fione di alcuno tnteruallo , fatta per yta della proportionalità harmomea , nafee
almeno per la reintegrinone della Diate faron , quando dal Ditono peruemmo atti juoi e-
Jìremi :percioche è tmpoftbile,di venirvi fenza il fio mezp ;fi come al cap. j y.detla Se-^
eonda parte, & difopra anche, ho dimoflrato . Onde tanta è lafua proportione, quanta è la differenza , che
fi ritroua tra Li Sesquiquarta, che contiene il Ditono, & la Sesqmterza , che è la forma di efja Dtateffaron.
Queflo è nominato da i Franici Seconda minore ; &-fi ritrouafempre pofla fenza alcun mezo nella parte
graue, nel principio di ctafatn Tetrachordo ; come fi è potuto -vedere : &• è collocato natttralmcte tra le chor
de pofle in queflo effempio : Guidone pofe il Se-
* }t''À' fr'fr "$"a" fi" mituono nel mezo di ciafcun Effachordo , come
~$--&3^-
>■■+<♦.+•
' in luogo bui de<r;w, & ptùhonorato ; nel quale
( come fi dice ) confi fle la Virtù : concwfia che
la eccellenza, & nobilita fua è tale, che fenza,
lui ogni cantilena farebbe affra, & mfoportabtle da vdtre : ne fi potrtbbe hauere alcuna har moina , chefuf-
fe perfettta, fenza ti fio mexo . Queflo è detto Maggiore, a differenza del Minore , che fi ritratta in acuto
afeendendo , tra le chorde b & L ; o per il contrario, il quale nu>i fi adopera nel gè
y I 722Z'. ' 2 nere Diatonico, & è ti fottopoflo . Quando adunque fona delle parti delle nojtre
'MÌ'.'Q. J&' ; Canzoni farà lontana dall'altra per vno dellt gradi acuti de t mofkatì ejjempi, & tal-
44 • tra per yno dellt gratti ; allora diremo t che quelle fono dijlanti per un Semituono mag-
: . . piore,
o
Parte.
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3r-
&
-*
~E J& i Z'ore > omY Per mx Secon^t maggiore ; come nell'esempio fi uede . Fu chiamato Semi-
+
tuono , ber le ragioni , ch'io difii parlando nel cip. 1 6. del Sèmiditono , d.t quelli -voce
Semws , che vuol dir Sciemo , & Imperfetto :percioche il Tuono non è miti dtminuto ,
ouer fatto imperfetto della fua meza parte intera ; come la esperienza lo dimoftra : effen
do che niuna proportione ( come ho detto più volte ) fi poffa dividere in due parti equali.
Ma queflofia detto a baftanza intorno gli interualli diatonici, contenuti dalle prof ortio-
ni Moltiphci , & dalle Superparticolari .
Dello Eflachordo maggiore,ouero Sefta maggiore. Cap. 20.
E NE N DO Hora a quelli , che hanno le forme loro tra le proportioni del genere Su-
peramente, dico, che lo Ejftchordo maggiore ha la (ita forma dalla proportione Super-
perbipartiente terza , la quale è la prima proportione di quello genere , tra quejli termi-
ni radicali 5 & 3 . Et benché queflo infermilo nonfipofja chiamare afjolutamete Sem-
plice ,fe non advn certo modo :percioche gli eflremi della fua proportione poffono effer
tramenati dal numero Quaternario,in cotal maniera 3.4. ji&lo potemodire compoflo della forma della
Diateffaron , & della forma del Ditono ; tuttauia lo chiamaremo Semplice in vn certo modo ; non già per
chefia compoflo di due interualli : mafipene, per che non è compoflo dello internatio della Diapafon , die èli
Tutto, £J7* di alcuna fua parte. Quando adunque confideraremo queflo internatio ne ifuoi eflremi folam ente,
grfenza alcun mezo , ntrouaremo , che è di vnafolafpecie; ancora cbefujfepojla nelgraue , 0 nello acuto.
Ma quando lo confideraremo diuifo diatonicamente ; tante faranno le fue Specie , quanto f iranno le varia-
tiom de i luoghi del Semituono , compre fo in effo, fecondo i modi delle dmifioni, che fanno le fue chorde meza-
tie , le quali faranno tre ; come qui fi vede.
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Seconda fpecie .
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Terza jfiecie .
Li Muficì chiamano queflo internatio E[fachordo,per il numero delle chorde, che contiene , che fono Sei : Per-
cioche appreffo de i Greci tanto yuol dire e"s, quanto figmfca Sei appreffo di noi; & fimilmente tanto uitol
dire Xof JV appreffo di loro, quanto Chorda appreffo di noi . Onde è detto Internatio, che contiene Sei chorde;
mero Confonanza dtfet mei -.percioche è comprefo da tal numero di chorde. La onde li Prattici lo chiamano
Seda maggiore, a differenza della minorerà quale è compre fa da minor prò
portione ; & dicono, che la Sefla maggiore, onero il maggiore Efiachordo è
vna compofitione difei -voci , ouerfuoni , che contiene quattro Tuoni, & vn
Semituono mago-iore.Quando adunque faranno due parti netti noflri contra-
punti, dittanti l'vna dati' altra per il grane, & per l'acuto , fecondo la ragio-
ne degli eflremi di alcuno deìli foprapofli effempi; altura diremo, che tal par-
aferanno diflanti l'vna dall'altra per yno Effachordo , ouer Setta maggio-
re ; come qui in effempiofi uede.
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*
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Dello
\66
Terza
Dello Effachordo minore, ouerSefta minore. Cap. 21.
O Effachordo minore , che è contenuto dalla proportione Supertripartientequinta, è (fe-
condo che la definì/cono iPrattid)v'm compoftione di Jet voci, 0 [noni, dalle quali pren-
de il nome di Sefla 3 che contiene tre Tuoni, & due Semituoni mag pori ; hauendo ri-
guardo al modo, che è tramexato diatonicamente da quattro chorde. Et perche è trame-
ato follmente in tre modi delle predette chorde ;fi come dalla varia pofitione de i Semi
tuoni fi può comprendere ; pero tre folamente fono lefueffecte, le quali fi veggono quifotto m ejjempw.
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Prima ffecie .
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Twxgfjipcie,
Ma quando fuffe considerato netti fuoi ejlremi folamente, fènxaeffèr tramesto da alcuna chorda mexjna;
fi trouerebhe di lui vna fola fpecie , per le ragioni dette de odi altri interuatti. Et ancora che non fi pofja chia-
mare ttffolutamente Semplice :percioche li fuoi termini radicali fono tramenati dal numero Senario in cotal
modo 5 . 6. 8; come fi pub uedere tra li numertharmonici ,poJlt nel cap. 17. detta Prima parte; onde lo po-
terne chiamar compoflo detta Diateffaron , & del Semiditono; Tuttauiaper le ragioni dette dello Efjachor-
do m ag fiore , lo chiam 'aremo anco lui Semplice ad vii certo modo. Quando adunque due parti delli no-
flri contrapuntt faranno diflanti l'ima dall'altra per il <rraue ,& per lo acu-
to , fecondo la ragione dette chorde eslreme di alcuno detti moilrati effempij, al-'
torà potremo dire, che faranno disiatiti per tuo Effachordo , 0 Sefla muwre;co-
me qui in effempiofi ritroua . Quejìo etiandwf chiama Effachordo per le ragìo
ni dette detto Effachordo maggioreja onde afta differenza °li aggiun fero, Mi-
nore : & tanto l'uno , quanto l'altro non erano connumerati da »/i sfatichi tra
le confonanze • conciofiache le loro eflreme chorde fino tirate fitto le ragioni del
le proportwm predette , le quali fi ritrouano effer connumerate tra quelle dege-
nere Superamente . Ma per che li Mufici moderni le pongono in cotale ordine;
<£t* per che fono compofleife cofi le vogliam confiderare) detta Diateffaron , (j7*
del Ditono , otte? Semidìtono; che pofte infume, non poffono efferefe non con fonanti , quando fono collocati a
t loro luoghi propij ; però ho -voluto far di loro p articolar mentione , & moflrar le loro fpecie . Onde facendo
hor.i fine di ragionar più di quelli interualli , le cui proportioni fono compre fé nel genere Moltiplice , & nel
Superbarticolare; & il quelli, che hanno le lor forme nel genere Superamente , &fono accettati da ciafcu
no Mufico per confinanti ; verrò a ragionar di quelli } che hanno le lor forme in queffo genere tflefio , & fo-
no al tutto Di (tonanti.
Della Diapente col Ditono ; ouero della Settima
maggiore. Cap. 22.
JTLL^A proportione Superfettipartiente ottaua adunque pigliano vlieflremifioni del
la Diapente col Ditono la loro forma . Ho detto vii eflremi fuoni : perctochefe bene que-
llo tnteruallo fi può chiamar Compoflo: perche li Jùot termini radicali, che fono 15 &
8 , pofio'io efìer trame%ati in cotal modo 15. 11. 1 o. p. 8. come nel cap. indetta 3 ^
Prima parte fi può vedere ; tuttauiaper le ragioni dette difoprajo cìnamaremo Incom
poslo.
Parte
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pofto . E pojìo queflo internatio nell'ordine de gli infermili difonantì : percioche la fùa proporzione non ha tuo
go tra i numeri Inarmonici . Queflo , efiendo conftderato fempltcemente ,&fen%a, alcun mexp , non ha (ot-
to di sé, fé non ynafola fpecie : ma dipoi conftderato diuifo diatonicamente in Tuoni, & in Semituoni , le [tue
fpecie fono due . Dicono li Franici , che cjuefto internatio tramenato è -una compofitione di fette fuoni , onero
di fette -voci , che contiene fei interualli , tra i quali fino cinque Tuoni ,&yn Semituono maggiore : come
qui fi -vede .
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Prima fpecie .
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Seconda fpecie .
Li Prattici lo nominano Settima de numero delle -voci, o dei fuoni, che fono contenuti in efo;& lo chia-
mano anco Eptachordo, da eW, che fignifoa Sette, & da Xop <f» , che vuol di-
re chorda ; & a differenza del minore gli aggiungono quefìa particella Magna-
re. Diremo etiandio di efio quello, chef è detto degli altri interualli ; che tutte le
■volte , che fi ritratterà in alcuna cantilena due parti , che fianopoile , tuna nelle
ch'orde grani delli mojìrati efempi, & l'altra nell'acuta ; che tali parti faranno di-
Jìanti l'yna dall'altra per ~vna Settima maggiore , oueramente per yno Eptachor-
do ma« giare ; come fono quefte due parti di queflo efi empio.
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Della Diapente col Semiditono,ouer Settima minore. Cap. 25.
OTTO laproportione Superquadripartiente,è detenuta la Diapete col Semiditono nelle
fue eflreme chorde . Et ancora chef pofia chiamar compaia : conciofa che lifuoi termi-
ni radicali, che fono 9 &* ? ,fiano tramenati nell'ordine naturale de i numeri harmoni-
ci ,da%&6, come nel cap. i6_della Prima parte fi puh yedere ; nondimeno per efie- z '4
S33I re infermilo minore della Diapafon, lo chiamaremo Incompoflo. Queflo internatio confi-
ieratofenxa alcun me%o{per le ragioni addutte altre yolte)fi ntroua di ynafola fpecie : ma conftderato tra
me%itto , fecondo U natura del genere Diatonico , li Prattici dicono , che è yn compoflo di fette yoci,o (uo-
vi , che contengono fei interualli ; tra i quali fi trotta quattro Tuoni , & due Semituoni maggiori ; & le fue
fpecie fono Cinque , che nafeono dalla diuerfità de i luoghi , che occupano i Semituoni ; come qui fi yede .
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Prima fpecie .
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Quinta jfìecie.
Dal numero delle chorde i Pratici lo chiamarono Settima ; è ben yero che yì a<r ginn fero quefìa parola Mi^
?iore , per farlo differente dal maggiore . Lo nominarono etiandio Tptachordo minore ,da quelle due parole
oreche poiìe di [opra nel capitolo precedente. Quando adunque faranno due parti disiatiti l'vna dall' attracca-
rne fono le chorde eslreme delli fopraposli efiempi , allora diremo, che fono lontani per ww Settima minore :
come fono le fottopofle . Qui pórrò fine alragiouare delle Confinante, & de irli Infermili l'empiici ; lavando
etiandio 3 per più breuità , di ragionare delli Compofti : concwfia
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che ogn altro qualfi uoglia ,chefia maggior della Diapafon , fi
confiderà compojìo di lei, & di vnafua parte ; & non farà mol-
to difficile quando fi vorrà fapere la loro ragione, lacuale fempre
potremo hauere,quado noi a<r o-iungeremo jopra la Diapafon quel
laltro internatio , che le vorremo porre apprefjo ,jon;mando~ink
■ Geme i termini radicali , che contengono tali interualii . Dirò ben
■ queflo , che gli efìremifuoni della Dtapafondiapente -, ouer Duo-
decima,fono cotenuti dalla proportione Tripla;quelli detta Di/dià-
pafon , ouer Quintadecima,dalla Quadrupla ; quelli della Difdmpafon col Ditono , ouer Dea,, ■'fi < ma, dàl-
ia Quintupla ; & quelli della Difdiapafondiapente, ouer Deamanona, dalla Sejlupla : m, gli altrifi potran-
no muefìigar facilmente con laragtone,
In cjual maniera naturalmente, oper accidente tali interualii dai
. Prattici alle volte fi ponghino fuperflui,o dimi
nuti. Cap. 24.
T quantunque ogni Confonanza,& ogni Interuallo diuifò in molte parti, fi poffa denomi
nare dal numero delle chorde ; tuttauiafi debbe auertire , di non cafcare in Vito errore y
nel quale fono cafcati fpeffe volte alcuni Prattici ; 1 quali confiderando vno ordine de
fuoni nelnumero delle chorde folamente ,& facendo poca (lima degli interualii contenu-
ti in efjo; hanno poslo t allora nelle compofitwm loro alcuna delle predette confonan%e fu-
perflua , onero dimwuta , in luogo della uera , (jr legittima ffecie . Et ciò hanno fatto : conciofia che gli-
eflremi di qualunque ordine de fuoni , confulerato folamente nel numero delle chorde, fi poffono con ftderarey
t> ritrattare in due modi ; cioè Confonantt , & Dtffonanti . Li primi fono quelli , che fono collocati tra le lora
chorde vere , 0>fono comprefi dalle loro vere proportiont , & fono 1 veri, & [egittimiwterualli , de 1 qua- _
//' habbiamo parlato difopra : Ma li fecondi fono quelli , che non fono contenuti tra le lor chorde propie, & fo-
lio fuori delle lor vere proportioni ; ancora che il loro ordine , & i loro interualii pano diatonici. Queili poi fi
ritrattano di due forti : percioche,ouero che t internatio è diminuto, per contenere in fé alcuno interuallo mino-
re in luogo di vn maggiore , fi come il Semituono maggiore in luogo del Tuono ; ouero che cfiperflup : per-
che contiene vno interuallo maggiore in luo«-o di vn minore ;fi come ilTuono in luogo del Semituono. Onde
quella Quinta, che naturalmente fi trotta da h ad F , collocata tra cinque chorde , è fenxa dubbio alcuno-
dimtnuta di vn Semituono minore -.peraoche in luogo di tre Tuoni , & di vno Semituouo maggiore , con-,
tiene dueTuoni , & due Semituom , & è ne lifuoi eftremi diffon ante: per che è contenuta dalla proportìóné.
Super 1 9 partiente 4 5 , che non ha luogo tra 1 numeri harmomei; & perciò la chiamano Semidiapente,&
Quinta imperfetta , ouer diminuta . il mede fimo paterno dir della Quarta contenuta nel numero di quattro
chorde, tra F & la, che per ritrotiarfi in lei tre Tuoni, è chiamata Tritono ; & lfuperf.ua di vn Semituo-
no minore . La onde non effendo lejue chorde eslreme contenute fatto le proporzioni degli harmonici nume-
ri : peraoche la fua forma è contenuta dalla Super 1 3 partiente ^z, èfapramodo diffouaiite ; & fono li fot-
topafli interualli.Quefìo errore non folamente può accafeare nella Qumta^t nétta, Quarta, ; ma etiandio nella,
Ottaua:
Parte.
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169
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Semidiapente . Tritono .
Ottaua :perciochefe'[fi kiuer.ì riguardo al numero delle chorde folamete }che fi ritrattano tra la chorda \i
&la b, diremo che tale Ottaua fa fen^a alcun dubbio dimmuta di un Semkuono minore : effendo che è
contenuta nelle fue eflreme chorde dalla proportione Super 1 3 partiente 1 5 ,- onde è diffonante quanto fi può
dire ; &fi vedepofta tra le chorde diatoniche delfottopoflo effempto, et fi può anco nominare Semidiapafon.
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5«>»;& wori (ì'poffono ancora commettere tra le chorde diatoniche^ le chromatiche : percioche fé noi por-
remo la chorda % pofla in acuto, tra la e & la rf, per l'uno degli eflrerm della Ottaua ; & la chorda C
pofla nelgraueper l'altro efìremo ; haueremo Dna Ottaua difjónanttflima , contenuta dalla proportione Du-
pla fé squiduodectm a, &farà -vita Diapafon fuperf ita di vii Semituono minore . Onde [e di nuouopwliaremo
la detta chorda ^ con la F, haueremo una Quinta diffonante , contenuta dalla proportione Super o par-
tiente 1 6, detta Diapente fuperftua. La medefima chorda ancora accompagnata alla C ne darà il Tri-
tono : che contiene tre Tuoni ; come nel fono poflo eff empio fi -vede .
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Diapente fuperf.ua . Tritono .
Tutti quejìi interdilli fi potranno diminuire della ifteffa quantità , quando pigliaremo la chorda chromatica
$1 pofla nel graue ,trala C &la D , in luogo della C, & faremo la ottaua %& e : percioche al-
lora tale Ottaua farà minuita di vii Semituono minore } & contenuta dalla proportione Super z 3 partien-
te 1 5 j che è minor della Dupla , la onde fi chiama Semidiapafon . Similmente tal chorda accompagnata con
la G ne darà vna Semidiapente _, contenuta dalla Super 1 1 partiente ij;& accompagnata con la F ne
darà la Semidiatefjaron , compre fa fatto la forma della proportione Super z 1 partiente 7 ; Ja quale itifie-
me con le altre fono contenute nei [otto poHo effempio , &fono al tutto diffonanti .
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Semidiapafon.
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Semidiapente .
Quefìi,& tutti gli altri infermili mo flrati difoprafono diffonantifimì, & non fi debbeno porre ne i Contra-
punti : perche generarebbeno faflidio all'vdito . Onde nonfenxagmditio, 1 Mufici pratticipiù periti diedero
vna Regola, per [chinar quefli etrori.Che non fi doueffe mai porre la voce del Mi cantra quella del Favelle
confonanzg perfette ; come più oltra cederemo . Si debbe però auertire, che alle volte fi pone la Semidiapen-
te ne i Confrapunti in luogo della Diapente ;fimilmente il Tritono in luogo della Diateffaron, che fanno buo-
y ni effetti
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170 Terza
«( ejf^rn : wrf ;>; <jKrf / maniera fi hahbiano a porr e Jo dimoflrerò piti altra . Quando adunque ritrouaremo due
trartij l'ima delle quali nell'acuto teeghì il luogo di alcuna delle chorde eflrtmè, di alcuno Selli moflrati effem-
pi > & l'altra tenghi il luogo di alcuna pofla nel grane ; allora diremo , che f iranno dijìanti l'ima dall'altra
per uno delli detti mterualli ; come qui
fi Tede . Qui fi ballerebbe partito por-
re molti altri effempi , & moflrar
pw in lungo in quante maniere tali in-
ternali fi accrefiono ,& minmfcono^
col mezo delle chorde chromatiche :
ma per no andare in Impedirli ho i>o-
luti laffare . Similmente fi batterebbe
potuto incerare in qual modo pernia
delle iftejje chorde chromatiche ,d Di
tono diuenti Semiditono ; & il Semiditono Ditono : ma perche cambiandofi in tal maniera , non fanno alca- .
tip internatio diffonante ; però ho Doluto etiandw laffar da parte tal ragionamento ; accioche iopofja dichiara
re , & modrargli effetti , che fanno quefit trefegm ì cioè il ^ quadrato , il t> molle, & iljfc Diefis .
De gli effetti che fanno quefti fegni . h . b. & ^ . Cap. 2^.
L I effetti adunque delle dette cifere , 0 fegni ( come habbiamo potuto yedere ) è di ag-
giungere, 0 di leuare il Semituono minore dal Tuono , & di far diuentare minore alcuna
confonanza maggiore ; oper il contrario la maggiore minore . Queflo Semituono, anco-
raché non fi adoperi nelle modulatigli del genere Diatonico ; fi ritratta tuttauia ejfer flato
Tifato alcune fate da i Compoftori nelle lor cantilene ; & marinamente tra le modttla-
tioni, che fanno due parti afeendendo , ouer difendendo infume col mouimento della Terza ;f come fi puh
uedere effeminando molte compoftioni, tanto degli ^Cnticln, quanto etiandto de 1 Moderni compoftori. Ma
Cipriano di Kore lo adoperò in ima parte fola , in quella canzone a quattro l'oci , che incomincia Hellaf co-
ment, fi nella parte piti graue , come anco nella parte più acuta. Et tal Semituono fi ritroua naturalmen-
te tra la chorda Tritefynemennon, & la Faramefe ; come nel cap. 1 9. difopra ho moftrato . Dicono li Prat
tici, che tal Semituono è defentto tra quesle due foci Fa, &• Mi, ponendo il Mi fopra il Fa ; le quali fino
differenti da f orma, & fono il b, & d y} che fi yeggoiw nelfottopoflo effempio ipercioche la i>oce,o chor-
da fegnata col ^ , è più acuta di quella , che è figliata col b.La onde Guidone
' j 1 ~~f[" ^Aretino , per non confondere li Cantori ,pofe nel fuo Introduttorio le due lette-
• a"~k~~^» — j A ~ ■ " re ,0 cifere mofìrate differenti, & non -variò il luogo ; & T'olfe, chi per l'ima di
U- effe fi mtendeffe la chorda Tritefynemennon, & per l'altra la chorda Faramefe.
Vedendo dipoi li Mufici quella differenza , ordinarono due forti di cantilenafy-
na delle quali chiamarono di Natura, & di ^ quadrato ; & è quella, die procede per le chorde del Tetra-
chordo Mefon ,&per quelle del Tetrachordo Diezeugmenon ; 0* non fi pone nel principio delle parti del-
la cantilena alcuna delle mofìrate cifere . L'altra nominarono di Natura, & di b molle ; & queflo quado
le parti toccano le chorde del Tetrachordo Synemennon , & quelle del Tetrachordo Mefon ; laffando da un
canto quelle, che fino del Tetrachordo Diezeugmenon ; & in qttejìa fòrte di canzone fi pone nel principio
delle parti della cantilena la cifera, ouerfio-no del b molle , auanti 1 fegni del Tempo . Et fi bene nelle can-.
tilene, cheprocedenoper il Tetrachordo Mefin , & per il Diezeugmenon, non fi pone la cifera del ^; non-
dimeno uè la intendeno: et tal cifera fi ritratta ne 1 Libri ecclefaflici,cioc ne 1 Canti fermi molto lpefjo,fe bene
ne 1 Cauti figurati faflata,et e anco poco ifat.vpercioche 1 Moderni quado yoglwno porre alle yolte la chor-
da Paramefi in luogo della Tntefynemenon, pagana la afra %( in luogo del ^ ;ancora che tal cofa fi faccia! c#,
tra ogni douereicucwfiache fi dotterebbe ifare la propia cifera della cofa,che yoglwno intedere, et no yna^ltro
feguo furefìieroiquatuq; ìjfto importi pocoiperaoche hormai agn'yii conofee ,qual chorda Ji ha day fare in luogo
della Tritefynemaion, quado pogono la cifera del'%: Ala in yero io lodarei molto, chef l'faffe iljegnopropio.
Per tornare adiiqi a gli tffetti,chefano cotali Cifere dico, che leuano,ouer aggiùngono dsemitiwno minore.hn
peroche
Parte.
*7*
Primo effempio. Secodo effempio.
perochefè noi vorremo effaminart con diligenza il primo delli due [ottopodi effempi , ritrouaremo, che dJLt
prima figura alla fecondarvi è lo internatio del Tuono ; Onde fé tra toro porremo ilfegno del k, come fi -ve-
de nel fecondo effempio ; non è dubbio, che verremo a leuare dalla
+f " l_JIIZ!r.ltrZirZZIZZZ t p<trte acuta del detto Tuono il Semituono minore ; & tra lefio-u-
-'■-'* '" re delfecondo effempio, fi ritrouerà il Semituono mao-nore: per-
che dalla diuifwne del Tuono sfatta per la chorda Tntefynemen-
non ,nafce il Semituono maggiore ,&> ilminore;come altroue
fi è detto . Similmente il ^ fa vn tale effetto , nel fecondo delli
fottopofli effempi -.perche fi come tra le figure del primo fi ritroua il Tuono , cofi pofla la chorda L in luo-
go della b, è rimoffo dalla parte grane il minore , & re^
Jla dmag gior Semituono . Tale effetto farà anco il k ;
perctoche fi cerne tra le figure del primo effempio delli due
fottopofli , fi feorge il Tuono ; co fi tra quelle del fecondo è
poflo il Semituono maggiore . Et tutto queilofi è detto per
la diminuitone dello internatio del Tuono, col me%o delle
-Èi-*^
._£._J!L-
Secondo effempio .
Primo effempio.
mojìrate cifere, 0 chorde , Iettandoli il Semituono minore : Mafie noi vorremo accrefeere lo interuaUo del Se~
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Primo effempio . Secondo effempio .
wituono maggiore , conio aggiungerli ti minore ,fi potrà far lo ijleffo con le predette cifere , 0 chorde ; co-
me nelli fottopofli effempi fi vede .
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1 "Douemo pero auertire , accioche le parti della cantilena riufeifehino più facili , & più ageuoli da cantare ;
che quando fi vorràporre la chorda del b, che la figura cantabile , la quale è pofla auart quella, chef vuol
/ignare con talfegno, proceda dal grane ali 'acuto;& quando fi vorrà porre il [3, onero il % , fare, cheproce
dmoal contrario, cioè dall'acuto al grane ; <& queflo -.perche ( come ho detto ) le parti fono più facili da can-
tare> &i tali interualli fono più ageuolt da proferire , come la effenenxa lo dimofìra ; ^Ancora che non fa-
rebbe grande errore , quando fi faceffe altramente .
- 1 . >i! :
(rtlKi : •■
Quel che fi ricerca in ogni compofitione , & prima del Sog-
getto. Cap. 26.-* ;
•''■'•. - ■
ERRO" hormai a ragionare del Contrapunto : ma auanti ch'io dia principio a tal r azio-
namento ,fa dibifogno fapere , che in ogni buon Contrapunto , onero in ogn altra buona)
Compofitione fi ricercano molte cofe, delle quali fé vna ne mancaffe, fi potrebbe dire, che
foffe imperfetta . La Prima e il Soggetto, fen^a il quale fi farebbe nulla : Imperoche fi
come lo ^Agente in ogni fuaoperattone hafiempre riguardo alfine , 0* fonda t'opera fua
■fopra qualche Materia Ja' quale è chiamata il Soggetto ; cofi il Mufico nelle fine operationi hauendo riguardo
alfine^ che lo muoue all'operare, ritroua la Materia , onero il Soggetto , fopra 7 quale viene a fondare la fua
■ compofitione , t& cofi viene a condurre a perfemone l'opera fua, fecondo il propoflo fitte . La onde, fi come il
Poeta , il quale è mofjo da queflo fine , cioè dtgiouare & di dilettare , come Horatio chiaramente dimofìra,
nella fua Poetica dicendo ; ,
&Wj ri lAut
172 Terza
*A ut prode ffe volunt , aut delegare poeta :
vAutfìmid et iucunda,et idoitea dicere vita ; ha nel [ho Poema per [oggetto la Hislorìa, ouero la Fa-
mia , la quale , ofia fiata ritrouata da lui,otterofe l'habbia pigliata da altrui : l'adorna, &poliffe in tal ma-
mera con varu\ cottami , come più gli aggrada , non laffando da parte alcuna cofa , che fui degna , & lodi-
nole ,per dilettar l'animo de glivditori; che hàpoi del magnifico ,& marauigliofo ; coft il Mufico ,oltra
che è mofjo dallo ijltfjofne , cioè di giouare, & di dilettare gli animi degli ascoltanti con eli accenti harmo-
mci,hà il Soggetto , [opra ti quale è fondata la fa cantilena, laquale adorna con varie modulationi, & -va-
rie harmonie , di modo che porge grato piacere agli ascoltanti. La Seconda è, chefia compofta principalmen
te di con fonan xe-, dipoi habbia m sé per accidente molte diffonanze , collocate in effa con debiti modi , fecon-
do le Regole, le quali più abafjo voglio mofirare. La terza è , che le parti della cantilena procedino bene,cioè
che le modulatwni procedine per veri, & legittimi interuallt , che nafcono da i numeri fonori ; accwche per
il mezg loro acquisiamo l'vfi delle buone harmonie . La Quarta condmone , chef ricerca , è, che le modu-
latiom , & il concento fa variato ipercioche da altro non nafce l'harmonia, che dalla dmerfità delle modu-
lationi , £7* dalla diuerfità delle confinante, meffe infieme con variatione. La Quinta, è , che la cantilena fu
ordinata fono vna prefcrittaj&< determinata Harmonia, o Modo, o Tuono, che vogliam dire ; & che non
fa difordtnata :Etla Sefia , & vltima (oltra l'altre , che fi potrebbeno aggiungere) è, che l'harmonia , che
fi contiene in effa , fia talmente accommodata alla Oratione, cioè alle Parole, che nelle materie allegrej'har
mania non fa flebile ; & per il contrario , nelle flebili , l'harmonia non fa allegra. Onde accioche del tuttofi
habbia perfetta cognttione , verro à ragionare di tutte queile cofe feparatamente , fecondo che mi verranno
alpropofto , Ó7* fecondo ti bifogno . Incominciando adunque dalla Prima dico, che il Soggetto di ogni com-
pofitione mufcalef chiama quella parte ,fopra laquale il Compo flore caua la inuentione di far le altre parti
della cantilena ,fano quante fi vogliano . Et tal Soggetto può efere i:i molti modi : prima può effere inuen-
tione propia, cioè, che ilCompoftore l'hauera ritrouato colfuo ingegno; dipoipuò efere , che Ih abbia pigliato
dalle altrui compoftioni , accommodandolo alla fa cantilena , Cjt* adornandolo con varie parti , & varie
modidationi , comepiùgli aggrada , fecondo lagrande^a del fio ingegno . Et tal S oggetto f può ritrouare
di più forte : percioche può e fere vn Tenore , ouero altra parte di qualunque cantilena di Canto fermo , ouero
di Canto fgurato; ouero potranno efer due, opiu parti, che l'vnafguiti l'altra in Fuga,o Confquenxa, oue-
ro a qualunque altro modo-.t fendo che livarij modi di taliSog getti fono infnitt.Ritrouato adunque che haue
rà il Compoftore il Soggetto, farà poi le altre parti ,nel modo che più oltra Tederemo ; il che fatto tal ma-
niera di comporre fi chiamerà, fecondo li Pr attici , Far contrapunto. Ma quando non hauerà ritrouato prima
il So<r ometto ; quella parte , che farà primieramente mefa in atto ; ouer quella con la quale il Compoftore da-
rà principio alla fa cantilena ,fia qualfi voglia , & incomincia a qual modo più li piace ; ofiagraue , oue-
r amente acuta, o me%ana; flempre farà il Soggetto, fopra il quale pai accommodaràle altre in Fuga , oCon-
fequenxa , ouero ad altro modo , come più li piacerà di fare ; accommodando le harmonie alle parole , fecon-
do che ricerca la materia contenuta in efie . Ma quando il Compoftore andrà cauando il Sog getto dalle par-
ti della cantilena , cioè quando cauerà vna parte dall'altra , & andrà cauando il Sog gì tto per tal maniera,
sfacendo infieme la compo filone , come uederemo attratte ; quella particella , che lui cauerà fuori delle al-
tre , fopra laquale dipoi comporterà l parti della fa compofitione ,fi chiamerà fempre il Soggetto . Et tal
modo di comporre li Franici dimandano Comporre difantafia: ancoraché fi pofia etiandio nominare Contro-
puntixare , o Far contraponto , come fi vuole.
Che le Compofitioni fi debbeno comporre primieramente L
di Confonanze , & dipoi per accidente di DiC-
fonanze. Cap. zj .
T bencheCcome altrouefi è detto~)ogni Compofitione , & ogni Contrapunto : &per dir
lo in vna fola parola, ogni Harmoma,fi componghi di Conjonanxeprincipalmente;non-
dimenoperpiùfua bellexxa , & leggiadria ,fivfano anco fecondartamente in efa,per
accidente le Dtfonan^ejequalt quantunque potle Jole all'vdtto non fiano molto grate ;
nondimeno quando faranno collocate nel modo , che regolarmente debbeno efiere,& fe-
condo
Parte. 17 j
conio li precetti \ che dimoflr aremo ; tvdito talmente le /apporta , che non filo non tojfendeno : ma li danno
grande piacere, & diletto . Di effe il Mufico ne catta due ytilità , oltra le altre che fono molte, di non poco uà
lare : La Prima è fiata detta difopra, cioè, che con l'aiuto loro fi puh paff are da ima confonanxa ali 'altra : La
Seconda è, che la Diffonanzafa parere la Confonanxa , la quale immediatamente le fegue , più diletteuole ;
& con maggior piacere daìi'ydtto è comprefa , & conofciuta ; fi come dopo le tenebre è più grata, & dilet-
teuole alla yifla la luce ;&il dolce dopo l 'amaro è piugufieuole , & piufoaue . Prouiamo per efperienza o-
gni giorno ne i fifoni , che [e per alquanto di tempo , l'vdito è offefo da alcuna diffonanza , la confonanxa che
fegue dopo [e li fa piufoaue, & più diletteuole . La onde gli sfatichi Mufici giudicarono , che nelle compofi-
tioni haueffero luogo nonfolo le Con finanze, che chiamano Perfette, & quelle che nominano Imperfette i ma
le Diffonanze ancora : percioche conobbero, che con più bellezza, & leggiadria , poteuano riufoire, di quel-
h,che hauerebbeno fatto,non le battendo: Conciofiachefefuffero compojte di confonanxe folamente , con tut-
to chefacefero ballo ydtre, & da loro ne yfoiffero buoni effetti , hauerebbeno tuttauìa tali compofitioni(non
effendo me/colate le Confonanxe con le Diffonanze) quafi dello imperfetto, fi dalla parte del cantare , come
anco per l'aiuto della compofittone: perche mancarebbeno di yna grande leggiadria , che nafce da quefte co-
fe . Et benché iohabbia detto, che nelle compofitioni fi y fino principalmente leConfonanze, & dipoi per ac-
cidente le Diffonanze; non fi debbeper qttefio intendere , chef habbiano a porre ne i Contrapunti , o Compo-
fitioni,come yengono fatte , fi»X.a alcuna regola, & filza alcuno ordine : percioche ne feguirebbe con-
finone : ma fi deauertire di porle con ordine, & con regala ; acciò il tutto torni bene . Ma fi debbefò-
pra'l tutto hauer riguardo^oltra l'altre) a due cofe ; nelle qualt(per miogiuditio) confjle tutta la bellezza ,
tutta la leggiadria , & tutta la bontà di ogni compofitione ; cioè alli Mouimenti , che fanno le parti della
cantilena ajcendendo , & difendendo per mauimentifimili ; onero contrarij : & alla Collocatione delle con
finanze a i luoghi propij , nelle harmonie . Delle quali cofe , con t aiuto di Dio , intendo ragionarne , fecondo
che tornerà ilpropofito : impero che quello èflatofempre il mio principale intendimento . Et per introdutt io-
ne di queflo ragionamento , intendo di efporre alcune Regole , date dagli antichi , i quali conobbero la ne-
cefiità di cotali cofe ; con le quali infognando il modo , chef jiaueffe da tenere nelporre regolarmente le Con-,
finanxe, & anco le Diffonanze, Tynadpppo l'altra nelle compofitioni ,yeni»ano a dare etiandio alcune
Regole di tali Mouimenti, ancora chi queflo faceffero imperfettamente. Quefte Regole adunque porrò io con
feguentemente per ordine , & porro lafìia dichiaratane ; con Li quale yerrò a mojìrar quello , chef haue-
rà da fare, & con ragioni eutdenti mojìrarò, in qual maniera fi haueranno da intendere , aggimgendouene
etiandio alcune altre, che faranno, noti filo iytili;ma anco neceffarie molto a tutti co!oro,che defidererano di ri
durf inyn modo regolato , & ordine buono di comporre dottamente , & elegantemente , con buone ragio-
ni : & buoni fondamenti, orrni catilena : Et per tal modo ciafcuno potrà conofiereyin qual parte haurà da col
locare le Cofonaxe,et le Di/jonaze; et in qual luogo potrà porre le Maggiori, et le Minori, nelle fue Cantilene.
Che fi debbe dar principio alle compofitioni per vna delle Con-
fonanze perfette. Cap. 28.
O LSERO prima gli <A "litichi Mufici, il che è offèrttato etiandio da i migliori Moder-
ni , che nel dar principio alli Contrapunti , auero ad altre Compofitioni muficali,fi douefi
fe porre yna delle nominate Confonanxe perfette; cioè l'Vnifino, 0 la Quinta ,ola Otta-
ua , ouero yna delle replicate .La qual regola non yolfero che fuffe tanto neceffaria , che
nonflpoteffefare altramente, cioè che mnfpoteffe anco incominciare per yna delle im-
perfette ; poi che taperfetttone fempref attnbutfce alfine ,&)ion al principio delle cofe , Non dcuemo però
intendere quefta regola cofifemplicemente : percioche quando la parte del Contrapunto incomìncìerà a can-
tare infeme con la parte del Soggetto , allora fi potrà incominciare per yna delle perfette già dette : Ma qua
do , per maggior bellezza 1 & leggiadria del Contr apunto, & per maggior commodità ancora , li Mufici
faceffero , che le parti non incominciajfero a cantare infeme ; ma tyna dopo l'altra , con lo ifteffo progrefjo
di figure , 0 note, che è detto Fuga , o Confeguenzé , il quale rende il Contrapunto non pur dilettatole ; ttia ■
etiandio arteficiofo ; allora potranno incominciare da qual confonanxa yorranno , fi a perfetta, outro imper-
fetta :
174 'Terza
fitta : perocché intrattengono le Paufe 'minia delle pam . Si dehhe pero offeruare , che li principe deU'yna ,
tt dell'ultra parte babbuino tra [oro relatione di yna delle nominate co fon anze perfette ,ouero di yna Quarta;
C-7" ciò non farà fatto fuori dipropofno : conciofia che fi l'iene à incominciare fopra le chorde eftrewe , onero
[opra le melane de i Modi , fopra i quali è fondata la cantilena , che fono le lor chorde naturali , onero efjen-
tiali ; come altroue Tederemo . Et quefìo credo io , che mtendejferogli antichi, quando differo, che nel prin-
cipiare li Contrapìiti ,fi doutffe darprmapio adi/na delle confinante perfine ; aggiungendo , che quella,
redola non era fatale , o neceffaria , ma fi bene fecondo il yoler di colui \ che compone . 'Quando adunque tier ,
remo incominciare alcuno Contrapunto in fuga , o conftquenza , lo potremo incominciare per qualfi yoglia
delle Perfette, onero Imperfette , & per Quarta anche ; Non che le parti incomincino a cantare perquefìa
confonanza ; ma dico per Quarta njpetto al principio del Soggetto , con la parte del Contrapunto , o per il
contrario ; come fi Tede tra la parte del Soggetto poflo qui di (otto , la quale è yna Cantilena del Seflo modo,
et tra la parte del Cotr apunto del Quarto efjempio nelgraue : Imperoche l'yna mcomincia nella chorda F,et
l'altra nella chorda C, &fono diflantiper Quarta , ricetto al principio dell'yna, & dell'altra; & oferua-
remo la regola data , di cominciare per yna delle Con fonante perfette sfacendo incominciare le parti a can-
tare infieme in yna Terza maggiore ipercioche hma incomincia nella chordaE, & laltra nella chorda C;
come nel Quarto effempwfi yede . La onde tal principio dimostra yeramente , che tal precetto non èfatale^
o necefjarto ; ma fi bene arbitrano . Nepoffono que/ìe due parti generare cofa alcuna di trifto all'ydito; ef
fendo che fé bene li principi] delle parti comffondeno per yna Quarta , come ho detto, tuttauia nel principia
re ilcanto infiemefi ode poi il Ditono , ouer la Terza maggiore.
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Primo effempio nell'acuto .
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Quarto effempio nelgraue.
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// medefmo douemo offeruare ne i Principij delli Contrapunti , o Compofitioni, quando fi poneffe nel princi-
pio della parte del Soggetto alcuna Pati fa ; come intrauiene quando fi piglia yn Tenore di qualche Canzone ,
o Madrigale, o di altra cantilena, per comporli fopra le altre parti :percioche allora le parti, chef aggiungo'
no ,ft debbeno incominciare al modo mojlrato , offeruando quello , che intorno ciò è Rato detto ; come fi ye-
de ne i fottopofli effempi , delli quali il Soggetto è compojlo nel Quarto modo.
Quarto
Parte jyj
Soggetto
=?-— : 3=36=x=5£=: l=z=3Ersz?=*::±i?r^—
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ESE^te^?:5E^:^~±:^?:^5=: ;
Ejfempio primo nell'acuto ,
3r
Ejfempio fecondo nel grane.
Sì debbe etiandio auertire(il che è cofa di non poca importanxa)di ordinare nelle Compoftioni, & ne i Con-
traplinti a pm "voci in tal maniera le parti 3 che i loro principij corrìjp'ondino tra loro , & habbiano relatwne.
per vita delle confonanxe perfette , onero imperfette ; di modo che volendole cantare, nel pigliar le -noci del-
le parti , non fi oda alcuna difjonatrxa . Et queflo , percioche non filo porge faflidio a quelli , che vogliono can
tare : ma alle -volte è cagione di farli errare più facilmente figliando -ima voce per mi altra ; mafimamen-
te quando non fono molto ficuri. E ben vero , che è lecito porre nel grane il principio di due parti , che fano
difìanti Cruna dall'altra per vna Quarta ,fenxn efferui alcun altra parte piti grane , alle quali le altre parti
Corrìfpondino per Ottaua ; maf imamente ne i Modi placali , onero Impari, che li vogliamo dire ; quando le
parti della cantilena incominciano a cantare fopra le chorde principali de i loro Modi, ne i quali è compo-
fla : Conciofiache volendo torre quejla libertà al Compofitore , di poter porre due parti in tal manie-
ra , non è cofa honefìa ; mafimamente potendolo fare a due voci ; & farebbe farlo Soggeto , & oblmato
advna cofa fuori di ogni propofito: effendo che lo incominciare in tal modo èfìatopoflo in vfo da molti Prat-
tici periti ;fi come da IoJquino,da Motone, & da altri ancora antichi, & moderni Mufici ; & di ciò pate-
rno hatiere lo effmpio nel Motetto che fece ^Adriano a cinque voci Lata ubi fiera rubens ; Laffindone infi-
niti altri de moderni , & antichi compoftori . Tal lìceirxa prefi io anche in quelli tre mot etti , ofculetitr me
efeulis orisfm ; Ego rofa Saron ; & Capite nobis vulpesparuulas ; i quali nà compofi a cinque voci ; come
egn'vno potrà vedere ; & faranno ejfempio alle cofe , che di Jopra fono fiate dette . Queflo adunque fi conce-
de a tutti li Compoftori : ma non è però da lodare , che due parti fumo dtflanti ne i loro principi! dalla parte
del Soggetto , onelgraue , o nello acuto , l'vnaper vna Quarta, & l'altraper vna Quinta : percioche allo-
ra quefie partì verrebbeno ad effer difianti l'vna dall'altra per vna Seconda , & nel pigliar le vocifarebbe-
no diffonan-^a , & potrebbe efere , che l'una di effe parti faceffe il fiuo principio fipra vna chorda, che non fi
rebbe del Modo,fopràl quale è fondata la compoftione ,o cantilena.!, t quantunque tale auertimento fa bua
no,tuttauìa non è neceffario, quando il Soggetto principale della compoftione fuffe compoflo con tale arte--
feio , che l'vna parte cantaffe fopra l'altra in Fuga,o Confequenza, di modo che due di loro cantaf ero fipra
la parte principale del Soggetto, nell'acuto, ouer nel grane, l'vna dittante dall'altra per vna Quinta , onero
per vna Quarta : oueramente che l'vna fuffe difante dal Soggetto per vna Quarta, et l'altraper vna Qum
ta , oper altro infermilo ; St come fi può vedere nel motetto Pater de celis deus , che fece P. della Rite a fei
foci , & nel motetto Virpo prudentifima , che già compofi a fei voci , nelquale tre parti cantano in fuga, o
confequen%a , due verfo l'acuto , & vna verfo ilgraueperglt ifìefii interualli ; & nel pigliar le voci fi ode
7>n tal meommodo . Ma fi debbe auertire,che io chiamo quella la parte del Soggetto, fopra la quale fono ac-
commodate le altre parti in confequenxa , & e laprìncipale, & laguida di tutte le altre . Io non dico quel-
la , che prima di ogn altra incomincia a cantare ; ma quella dico , che offerua , & mantiene il Modo [opra
laqualefino accommodate le altre difìanti l'vna dall'altra per qualfi voglia mteruaUo; Come fi potrà v ede-
re nella Oratione dominicale Pater nofler ,& nella Salutatane angelica ^Atie maria , eh' io per il p affato
compofi a fette voci ; doue il principale So? «etto di quelle tre parti , che cantano in fuga , non è quella parte
che è prima al incominciare a cantare ; ma fi bene la feconda. Infunili caf adunque jarà lecito porre in vna
compoftione
176
T
erza
cotnpofitione moire furti tra loro di/cordanti ne i loro principi] , maf imamente non "volendo, ne potendo ye-
r amente di fcammodare l'artifcwfo Soggetto , che facendolo farebbe pazzia: mane oli altri non fi debbe
(ber mio configlio ) dare tale incommodità alh cantanti.
Che non fi debbe porre due Confonanze, contenute fottovna
ideila proportione , l'vna dopo l'altra accendendo , ouero
difendendo lenza alcuno mezo. Cap. if).
I E T^f V^f N O dipoi gli sfatichi compofitori il porre due Confinante perfette di
yna fleffo genere , ofpeae , contenute ne 1 loro eflremi da yna proportione ijtefjaj'yna
dopo l'altra ; mouendofi le modulattoni peryno, oper più gradi ; come il porre due ,0
più V tifoni , ouer due ,opm Ottaue, oueramente due, opiu Quinte^ <*?< altre firmili; co-
me ne tfottopojli effempifi yede.
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Ottaue .
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conciofiache molto benfapeuano 3 che fH armonia non puh nafcere , fé non da cofe tra loro diuerfe, difcordan
ti ,& contrarie; & non da quelle , che in o*ni cofa fi conuengono. La onde fé da tal "varietà nafce l'Harmo
mia, farà dib fogno 3 che nella Mufica , non fola le parti della cantilena fiano didanti l'yna dall'altra per il
grane , &per lo acuto :ma etiandio che le loro modulationifiano differenti ne i mouimenti : & checonten-
ghmo yane confonanze , contenute da diuerfi proportiom . Et tanto più potremo allora giudicare chef a har
moniofa quella cantilena, quanto più fi ritratterà nella compoftione delle fue parti diuerfe diflanze tra l'yna,
et l'altra, per ilgraue,&per lo acuto ; diuerfi mouimenti, & diuerfe proportioni . Videro forfè gli antichi
che le Confinante pojìe infeme in altra maniera, di quella, ch'io ho detto(ancorache fujjero alle yolte yarie
ne i loro eflremiper ilgraue, & per lo acuto )er ano finali nel procedere , &fimili di forma nelle loro pro-
portiom -.però conofcendo, che tale fi migli anxa non generala alcuna yarietà diconcento, & giudicandolo
me era il yeroxhe la perfetta harmoma confi fltfje nella yarietà , non tanto delti Siti , 0 Diflanze delle par-
ti della cantilena, quanta nella yarietà de 1 Mouimenti , delle Modulatiom, & delle Proportioni ; giudicaro-
no, che il porre due Confonanze l'yna dopo l 'altra, fimili di propomone, yanauanofe non il luoo-o di grane in
acuto : oper il contrario ,fenzafare alcuna buona harmoma , ancoraché 1 loro efìremi fuffero yanati fyno
dall'altro : Pero non yolfero,che due, opià Confonanze perfette, contenute da yna ifleffa proportione, appen-
denti wfieme , 0 difendenti le parti ,fi potejfero porre nelle compofitwm l'yna dopo l'altra, fenza alcuno al-
tro me~ano internatio . Et mafsimamente yietaronogli Vni[om,i quali non hanno alcuno eflremo ne ifuoni,
ne fono differenti difito , ne fono diflanti tra loro, ne fanno yanatwne alcuna nel procedere , & fono fumili
in tutto , & per tutto ; Ne fi ritrotta in loro cantando differenza alcuna digraue , 0 di acuto ; non cadendo
tra l'yno , & l'altro fuono , alcuno internatio ipemoche le yoa di yna parte fi ritrouano in quello ijìefjo tuo
go, chef ritrouano le yoci dell'altra ; come nello effempio poflo dfopra, <& netta defitutione pofla al cap. 1 1
dell'anfano , fi può yedere : Ne anco fi ritroua duterfiià alcuna di modulatione : percioche per quelli iflefii
interuaìli canta vna parte, per li quali procede l'altra . il medefiwo fi potrebbe etiandio dire di due, opiu Ot-
taue ; fé non fuffe , che t loro eflremifono differenti l'yna dall'altro per il orane, & per lo acuto ; cofa che por
gè dll'ydito alquanto più diletto , di quello, che non fanno «li V tifoni ; per effer la Ottaua ne ifuoi eflremi al-
quanto yaria . L' dleffo fi può dire di due, opiù Quinte; che per il procedere che fanno per gradi, &perprv-
portiomfimili, alcuni degli ^Antichi hebbero opinione, che piùprefìo ne yfoffe ad yti certo modo diffonaza,
che
Parte .
V7
che harmonia, 0 con finanza •" Onde hebheroper -vero , che qualunque Tolta fperuenina ad Dna Confinan-
za perfetta, ffuffe venuto alfine, & alia perfettione , alla quale tende la Mufica ; la qual perfettione , non
yoIfiro,chef replicajfe molte folte, per non venerare facietà ali'ydito . Queflo bello,& vtile auertìmento co
ferma effir vero,& buono le operazioni deliajìupenda Natura, la quale nel produrre in effere «li Indiuidui
di elafi ma fpecie ; mai li produce di maniera, che fi afìimiglino in tutto l'uno all'altro ; ma fi bene variati ,
per qualche differenza ; la qual differenza, 0 varietà molto piacere porre alii nofìri finimenti . Debbe adun
que ogni Compoftore imitare vn tale, & tanto bello ordine : percwche farà riputato tanto migliore , quanto
lefte operationifi afiimiglieranno a quelie delia Natura . affale offeruanza ne multano i Numeri , & le
Proportioni :percioche tra loro nonfiritroua nell'ordine naturale due proportioni l'vna immediatamente do-
po l'altra, che fiano fìntili; fi come è vnprogreffo fimile , 1. 1. 1. ouer amente 2. 2. 2. & altri fi-
miglianti,chefarebbenoleformedidueVnifini;nemenovntalprogreffo 1. 2. 4. 8. il quale no e Har
manico, ma Geometrico, nel quale fi contengono le forme di tre Ottaue continone : ne meno fi ritroua un tale
ordine 4. 6. 9. che contiene le forme di due Quinte contittouàte . Non douemo adunque per alcun modo -
borre due Vmfom l'vno dopo l'altro immediatamente, ne due Ottaue , ne due Quinte ; poi che naturalmente
la cagione delie confinanze, che è il Numero harmonico , non contiene nelfuoprogref/o , onero ordine natu-
rale due proportioni filmili, l'vna dopo l'altra, fenza alcun mezp ; come nel cap. 1 5 . della I-rima parte fi può
-vedere : Percwche fi bene quefle con finanze, quando fufjeropofle in tal maniera, non faceffero euidentemen-
te alcuna dijjonanza tra le parti ; tuttauiafarebbeno vdire un non so che di triflo, che difpiacerebbe . Per tan
te ragioni adunque non douemo a patto alcuno far cantra quefla Regola ; cioè non douemo porre le Confinan-
ZS l'vna dopo l'altra,al modo moflrato difopra : ma douemo cercare di variar fempre li Suoni, le Confonaze,
li Mouimenti , & gli Interualli; & per tal modo, dalla varietà di quefle cofe , verremo a fare vna buona ,
& perfetta harmonia. Etnon douemohauer riguardo, che alcuni Subbiano voluto fare ti contrario , più
predo per prefuntione , che per ragione alcuna , che loro habbiano hauutOiCome vedemo nelie lorocom-
poftioni : Conciofia che non douemo imitar coloro, che fanno sfacciatamente contra li buoni coflumi ,&
buoni precetti di vn^Arte , & di vna Scienza , fenza renderne ragione alcuna ; ma douemo imitar quelli,
che fino flati ojjematort de 1 buoni precetti, & accoflarfi a loro, & abbracciarli come buoni maeflri; laffan
ilo fempre il triflo, & pigliando il buono . Onde fi come il vedere vna Pittura , chef a dipìnta con var'ù colo-
ri, maggiormente diletta l'Occhio , di quello che non farebbe fé fuffe dipinta con vn filo colore ; coft l'Vdito
maggiormente fi diletta, & piglia piacere delle Confonanze, & delle Modulatwni variate, pofte daldilige-
tifìtmo Compoftore nette fue compoftioni, che delle femphci, & non variate . Queslo adunque volfero che fi
«fferuaffe 1 Mufci ^Antichi più diligenti, alii quali fama molto debitori ; &• aggiungeremo a queslo,che pa-
le ragioni già dette, non fi debbe anco porre due, opiù Imperfette confinanze l'vna dopo l'altra, fenza alcun
mezo > come fino due Terze maggiori, due minori, due Sefle maggiori anco,& due minori ; come qui in ef-
:*::*::;
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Terze maggiori .
Terze minori .
Sefle maggiori . Sesie minori .
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ÌZXLJJE
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[empio fi veggono . Canciofache non filo fi fià contra quello, che ho detto dette Perfette ; ma il loro proce-
dere fi fa vére alquanto affra,per non hauere nella modulatìone delle parti, daparte alcuna lo internatio del
Semituono maggiore, nel quale confile tutto il buono della Mufica ; peraoclu fin** lui ogni modulatane ,
& ogni harmonia è dura, afpra, & quafi incoronante . Et ciò nafie anco : conciofiache tra le parti onero
tra itvoci dette due Terze maggiori, & deìledue Sette minori non fi troua la Relatione harmomcajt come
più altra vederemo . La onde douemo fommamente anertire, che in ogni progreffo, onero modulatìone , che
fanno le pam cantando infteme, almeno vna di quelle fi maona, 0 faccia l' infermilo del Semituono mag-
nare , potendolo fare ,accioche la modulatìone , & l'harmoma che nafce dalli mouintenti , che fanno
indente le parti della cantilena ,fiano più dilettemi & pmfoam. Laqual coft fi hauera faalmen-
) » ' ' x te, quando
i73
T
erza
te, quando le Confonanxe fi porranno tvM dopo l'altra , che fimo diuerfe di fpecie ; come dopo la Terza , o,
la Sella mi* fiore Ji porrà la Minore ; oper il contrario; Et quando dopo la Terza wajrviorefi porrà la Se-
Jla minore ; onero dopo quejtaj; porrà quella; & dopo la Terza minoreja Seda magnate : Similmente do-
po la Seda maggiore, la Terxa minore. Ne vi è maggior ragione, che più ne -vieti il porre due Perfette, che
due Imperfette confonanxe immediatamente, l'ima dopo l'altra:- perciochefe bene le prime fono confonanze
Perfette, tuttauia ciafcuna delle Imperfette fi ritratta effer perfetta nella fua proportwne . Et fi come non fi
puh dire con -verità, che imo H uomo fa più Huomo di vn altro; cefi non fi può dire , che ima Terza,
maar <nore, onero ima minore, &> cofi l'ima, o l'altra delle due Sejìepofla nel grane, fa maggiore, o minore
il vii 'altra posla nell'acuto ; o per il contrario : di modo che ,fi come è vietato il pone due Confinale perfet-
te di vna ijleffajfecie l'yna dopo l'altra , cofi maggiormente non douemo porre due imperfette di ima ittef-
fa proportwne : concioftache non fono tanto confonanti, quanto fono le perfette. É ben vero, chedue Terze mi
non pojle l'yna dopo l'altra afeendenti infume , onero defeendenti per vn grado , il qualgrado chiamaremo
Mouimento congiunto , onero Continouato ;fmilmente due Selle maggiori , fi potranno fopportare : perciò- .
che Se bene nelle loro modulationi non fi ode cantare il Semituono maggiore, <& le Terze fano per loro na-~
tura alquanto mefte , & le Sefle alquanto dure ; quella poca differenza, chef troua neimommenti, che fan
tio le parti, viene a fare alquanto di varietà : concwfa che la parte grane fempre afende, o difende per vn
Tuono minore, & l'acuta per vno maggiore : oper il contrario ; & fa un non so che di buono aU'vdito ; tan
topiù, quanto che le voci delle parti fono lontane tra loro in harmomea relatione . Ma quando le parti fi mo-
ueflero per più di vn grado, tal mouimento nominaremo Senza cogiuntione, onero Mouimento fep arato; &\
allora per muti modo porremo due, opmfimdi l'yna dopo l'altra :percwche, oltra il non offeruare le condmo-
ni toccate difopra , le voci delle parti non firebbeno disiami l'yna dall'altra in harmomea relatione ; come
qui fono fi veggono .
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Eff empio delle Sesie •'.
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Perfchiuare adunque gli errori , chepoffono occorrere , quando farà dtbifogno porre due Terze , o due Sesie
l'yna dopo l altra , offeruitremo di porre primieramente la maggiore , & dipoi la minore, oper ilcontrarm
ponganf poi in qual maniera fi vaglino , o con Mouimenti congiunti , o con Mouimenti fep arati : percioche
ogni cofa tornerà bene . Ma fi debbe auertire,che quando fi porrà la Terza dopo la Sejìa, oueramente la Se-
fla dopo la Terza, di fare, che l'vnafia maggiore , & t 'altra minore ; & ciò faremo quando ciaf una delle
parti farà il mouimento nel grane, ouero nell'acuto . Ma quando l'una di effe nonfaceffe alcuno mouimento ,
allora tal regola non f potrà offeruare, fenza partirf dalle regole , che più oltra daremo , che faranno per il
bene effere della cantilena : conciofache allora dopo la Terza maggiore farà dtbifogno dark la Sefla maggio
re, & dopo la minore la Sejìa minore : ouero per il contrario ; come nel fottopoflo ejfempiofi vede .
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Effempio di tutto quello , chef è detto .
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^Aggiungeremo etiandio, che non effendo lecito forre due Perfette, ne due Imperfette ,nel modo ch'io hu ,,. u
fìrato , che non fi dotterebbe anco porre dite Quarte in qual fi foglia compofitione ; come fanno alcuni in ala*
ne particele delle loro canzoni; che chiamano Falfo bordone ; conctofia che, fetida dubbio alcuno , la
( come fi è detto altroue ) è confonan%a perfetta : Ma di queflo ne ragionerò forfè , quando moilrero
di comporre a più voci .
Quarta
il modo
Quando le parti della cantilena hanno tra loro Harmonica reIatione,&
in qual modo potemo vfarela Semidiapente., & il Tritono nelle
compofltioni
Cap.
50
ViAN T I ch'io pafi più oltra , -voglio dichiarar quello ; che ho detto di (opra intorno le
parti della cantilena ; cioè quando le voci tallora hanno , & tallora non hanno relatione
Harmonica tra loro . Onde fi debbefipere , che tanto è dire , che le parti della cantilena
non habbiano tra loro relattone harmonica nelle loro voci, quanto a dire, che le\parti filano
vicine, 0 lontane l'vna dall'altra per vna Diapafon fuperflua , oper vna Semidutpafon ;
meramente per vna Semidiapente, 0 per un Tritono, 0 altre fintili . Non dico pero, che quefla relattone fi ri-
trotti tra due figure, onero due parti l'vna lontana dall'altra per il grane & per l'acuto : ma dico, chef ntro
uà tra quattro figure , contenute tra due farti , le quali fanno due confinante ; come qui fi vedeno ;
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Tra le quali fi ritroua la Diapafon fuperflua , (a Semidiapafòn , la Semidiapente , & ibTritono , per retata-
ne delle fio-ure di una parte, alle figure dell'altra . Onde accioche le nojlre compofitioni fi ano purgate da ogni
errore , (j?1 accioche fiano corrette , cercaremo di fuggire tale relattone ; mafiimamente quando comporre-
mo a due vocv.percioche venera alle purgate orecchie alquanto difafìidioxociofia che filmili internala no fi ri-
trouano effer collocati tra i numeri fionori, et non fi catanoin alcuno genere, fla qualfii uoglia;ancora chetatami
habbiano hauuto cifraria opimonetmafia come fi voglia, fono molto difficili da catare, et fanno triflo effetto.
Et molto mi merauiglio di cofloro, che no fi habbiano pitto [chinato, di far catare in alcuna delle parti delle lor
cantilene alcuno di quefli interttallt;ne mi io tmaginare,per qual ragione l'habbianofatto.Et ancoraché fia mi
normale, intronarlo per relattone tra dueparti,& tra due modulatiom,che rdirlo nella modulatile di alcu-
na parte;tuttauia quel male i(le/]o,chefi ode in una parte, fi ritroua diittfo tra due, et è qlla ìftejfa offiefia dell'v
dito:Percioche nulla,opoco riletta l'effere offefio di vno iflejfo colpo più davno,che da molti, quado il male no è
minore.Quejli interuallt aditq;,che nel modulare no fi ammettanoci debbeno fchiuare di porli nelle cattlenedi
manieratile fi odino per relatwm tra le parti ; la qual cofaverra fatta, quando le parafi potranno mutar fra
loro con interuallt har monta proportionatt,cotenuti nel genere diatonico ; cioè quando da vna voce della par-
te «rane
1 8 o Terza
te orane, fi potràafcendere ttllit feguente delltt parte acuta per vn [patio lenimmo, <&> cantabile : & cofiper
ti contrario .il che fi potrà fare, quando tra le parti di qualfi voglia campo fitione , tra due vociai detto mo-
do , non fi vdìrà la relatione de i detti internala, che nonfipoffono ,fi non con grande difiommodo, mutare ;
come ne ifottopoftì effempi tutti fi veggono mutati .
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7"Hftt /e To/f e adunque che le parti delia compo fittone, 0 cantilena non fi potranno mutar l'vna nell'altra ,
dalla qua! mutatione ne nafchi il procedere per veri interuallt legittimi catabili, talcompofitionefi debbefiug
pre ; majìimamentefe noi defideriamo di hauere vna corretta compofitione , & purgata da ogni errore . E
ben vero, che nelle compofitioni di più voci molte volte è imponibile di poterli fchiuare , & di non incorrere
in firn ili intrichi :percwche accade alle volte, che il Compofitore componeràfopra alcun Soggetto, che lo inni
teràfbefje volte a far cantra quello precetto ; onde agretto dalla necefìttà lo laffarà [correre ;fi come quan-
do lui vedeffe , che le parti della compofitione non fi potef[ero cantare accommodatamente , ouero quando
voleffi accommodare una Tuga , 0 Confequenza ; fi come altroue vederemo ; Ma quando la necejìità ne
aflnnvefje, douemo almeno hauer riguardo, che tale diffettofi commetta nelle chorde diatoniche, & in quel
le, che fono propie & naturali del Modo, & non tra quelle, che fono accidentali, cioè tra quelle, che nel me-
zo delle cantilene fi figliano con queslt figni \^, %., & b ; peraoche allora non generano tanto trijlo
effetto . Si debbeperò notare , ch'io chiamo errori naturali quelli , che nafcono nel modo moflrato di [opra nel
primo ejfempio ; & quelli dico nafcere per accidente , quando tra le vere chorde drìtlcun Modo fé ne pone
vii altra, che non è di quello ordine, & da tal chorda nafie vn tal difiordine ; come per efempio può accana-
re nel Terzo Modo , del quale molte fiate la mezana chorda , cioè la (3 è lafjata da vn canto , & in fuo
luogo fi pone la b per accidente . Onde tra que-
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!" Jìa <& la precedente, 0 la feguente nafce uno delli
moflrati dijordmi ; come qui fi vede . Et tanto
I- piùèfenzafòauità, quanto che la chorda ^,che
è la chorda principale del Terzo modo , è rimojfx
-gi .^ A. -L-* ■ K-I- dalfuopropioluo<ro,&poj}o la chorda b^ U
lf!T]$[;j£;;X~;;v;; V rr -V A-^^i"" cfidt è accidentale . Et benché per le ragioni det-
' " "■'"!" te nonftpofja vfare tali interualli , accommodati
in cotal maniera nelle cantilene ; nondimeno potremo v[dre alle volte la Semidiapente in vna ifteffa percuf-
fwne ; & ciò faremo , quando immediatamente
da effe verremo al Buono ; come nello ejfempio
vedemo : Peraoche le parti fi poffono mutar tra
lorofenza alcun difcommodo ; come nello esem-
pio di fitto fi vede . Et queftofi o[[erua da 1 mi-
gliori Miifci moderni ., come e [iato etiandto of-
firuato perii paffato da alcuni delli più antichi .
Nefilamentefarà lecito vfare la Semidiapente :
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ma il Tritono anco alle volte ,fi come vederemo al fio Inoro . Si debbe però auertire , che quelle parti , che
hauer anno la Semidiapente , ouero il Tritono ,
debbino hauere primieramente auant'i la Diapen-
te [aixa alcun mezp ,vna consonanza , fa poi
-.. perfetta , ouero imperfetta , che quefio non fa cofit
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alcuna :pcrcioche dalla confinanza precedente ,
& dalla fegueme , la detta Semtdtapente -viene
a temperarci di maniera , che non fa triflo effet-
to, anzi buono ; comefìproua con la effertenza .
Che ri/petto fi de hauere a gli Interualli relati nelle compofi-
tionidipiù voci. Cap. 51.
/ debbeperò auertire , che le moflrate Relationi , li Tritoni \ le Semidiapenti , le Semi-
diapafon j & altri fimili , quando fi trouano pojìi netti Contrapunti foli ,finza effe-
re accompagnati con altri interualli , fino connumerate tra quelle cofe , che netta Mu-
ficapoffono dar poco diletto. Onde douemo sforzarfi, di non porle nette compofitiontfem
pltci , che fino quelle di due yoci ,come ho detto ; ouer quando due parti di opi 'altra can
tilena cantano (ole ; concioftache allora fimil cofefi odono manifejlamente , per non di effere quella harmo-
t 3 aia , che noi chiamano_Propia , nella quale fi ode vii corpo pieno di confinanze, & di har monta , per hauer
gli eftremi front tramenati da altri fiotti mezani : mafilamenrefi ode quella , che è detta Impropia, nella
quale fi odeno folamente due parti , che cantano infume ,fienza effer tramenate da alcun 'nitro fiono , Le
quali fino maggiormente comprefe dal fin fi , che non fono tre , ouer quattro parti . La onde tra le due doue-
mo variare quanto paterno l'harmonia , & offeruare di non porre colali relationi , cofa che fi puòfarefenza
diffìculta alcuna : ma nelle compofitwni di più yoci, parmi che talrifpetto nonfta tanto necejjario; fi per che
non fi potrebbe fempre offeruare(come ho detto dtfipra)cotal ri/petto, fé non con grande incommodo i come
eziandio per che la varietà conftfle non filo nella mutatione delle confinante ;ma etiandto delle harmonte, et
de i luoghi ; il che non accade nelle compofitwm, chef compongono a due voci .Etqueflo io dico : percioche;
fi come alle volte fi trouano molte cofè , che da perse fino trtfìe igr noctue , & accompagnate con alcune al-
tre fino buone &falut:fere ; come fi vede di alcune cofè , che entrano nette Mediane & altri Elettuan,che
da se fino mortifere ; ma accompagnate con altre cofè , che entrano in firn ili cofe , fenz* dubbio danno falli-
te ; cofi ancora cotalt Relatìoni nella Muftca; & alcuni altri interualli vi fono, che da per sé danno poca di-
lettatane : ma accompagnati con altri fanno mirabili effetti. Parmi adunque che altra confiideratmne doue-
mo hauer di loro,quando fi vogliono vfare firn pltci, di quello chefacemo,volendoli vfare accampanati: con
ciofia che la varietà delìharmonia in finali accopapiameti non confifle folamete netta varietà delle cofonan
%e , che fi trotta tra due parti : ma nella varietà anco delle harmonte , la quale confifle netta pò fittone di vna
chorda mezana , che fi pone tra, la Quinta nella compofitione ; ouero confifle nella pofitwue della chorda,che
fa la Terza , ouer la Decima fopra lapartegraue della cantilena . Onde, ouero che fino minori, & l'harmo
mia che nafeej ordtnata,ouer fi afltmitrlia alla proportionnalità, 0 medtatione ^Arithmetica ; ouero fono mag
fiori, & tale harmoma è ordinata,ouer fi ajìimiglia alla mediocrità Harmonica ,- & da quefla varietà di-
pende tutta la dtuerfità, et la perfettione dette Harmonte : cociofiache è neceffario(come dirò altroue)che nel
la Compofitione perfetta fi ritroutno fempre in atto la Quinta,& la Terza fiuer le Replicate : efjendo che ol
tra quefle due confònanze l'vdito non può defiderare fiono , che cafehi nel mezo , ouer fuori de t loro eftre-
mi, chefia in tutto differente & variato da quelli, che fono ne gli eilremi di quefle due confinante polle in-
fume ; ritrouandofi iui tutti quelli fuom differenti, che poffono fare le Harmonte diuerfi. Ma perche gli eflre
mi detta Quinta fino inuanabtli , & fempre fi pongono contenuti fitto vna ifìeffi proporttone(lafptndo certi
cafi , ne i quali fi pone imperfetta , cioè fitto vn altra forma , come ho moilrato)però gli eilremi delle Ter-
xeftpongono differenti tra effa Quinta . -Non dico però differenti di proportione ; ma dico differenti di luogo:
percwche(come ho detto altmie)quandofipone la Terza maggiore netta parte grane, l'Harmomafifà alle
gra ; &> quando fi pone nella parte acuta, fi fa meflaipi modo che dalla pofitione diuerfi delle Terze, chef
pongono nel Contrapunto tra gli eilremi della Quinta, ouero fi pongono fopra la Oltana ,nafie la varietà del-
l'harmonia . Se adunque noi vorremo variar l'harmonia,& offeruare più che fi può la Regola pofla difopra
nel Cap. 1 ^.(ancora che nelle compofittioni di più voci non Ita tanto neceff aria, quanto è in quelle di due voci)
e dtbifigno , che noi poniamo le Terze differenti in quefla m.fntera ; che battendo prima pofto la Terza mag
giore, che faccia la medtatione Harmomca, potremo dipoi porre la minore, che farà la dtuiftone ^frithmett-
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ca ; La qual copi nonjtpotreme ofleruafè cof di leggieri, quando Jl haueffe ri fretto a quefle relation} : con-
aofiache maitre fi cercajje di fuggirle ,fi perebbe a continouare il concento per alquanto (patio eh tempo in
vna delle fopradette diuiftoni fenza alcun mexp ; &far che la cantilena alle Tolte fi adirebbe mefla nelle
parole , che portano [eco allegrerà ; onero fi vdirebbcalkgra in quelle, che trattano materie mefeffenxa al-
cun propofito. Io non dico giacche' l Compoftore non pojja porre due diuifoni lAìnthmetiche l'vti adopo l'al-
tra : ma dico, che non dee continouare tn taldmifione lungo tempo ; perche farebbe il concento molto manin-
conico. Ala d porre molte ditti fieni H armoniche l'ima dopo taltra,non potrà mai dar noia;pur che fi ano fatte
nelle chorde naturali,» co qualche propoj ito nelle acadentalhperctoche allora ÌHarmonia ha le fue parti col-
locate fecondo i [noi oradi,& tocca il fio vltimofue,&fà ottimo effetto. E ben yero, che quando due parti
afcendeffero,o difceudefero per yn grado, ouer per due, la mediatane fi debbe porre dmerfa; maf imamente
quando tra le due parti,che fanno tali afeefe & difcefe,ptto cafeare il Tritono , o la Semidiapente per relatio-
ne; che è quando fi pone nel primo modo due Ter^e maggiori l'vna dopo l'altra , &• nel fecondo due minori :
Ma quando la relationefujje di Tua SemidiateJJaroti,&fuJfe tra tfegni accidentali, come farebbe il b, &
il %; meramente quando concorrere tu fola di quefli fegm follmente, -non ci douemo per niente fchiuare :
percwche efjendo due mediatimi harmomche fauno buono effetto, come è manifijlo: ancora che uonfauo Ta-
riate. Et di ciò alcuno non fi debbe marauigliare : percwche quando yorra con diligenza effaminare le confo-
nanxe pojìe in cotalt ordini, ritrouerà,che quell'ordine, che è ^Arahmetico ,otter fi afi miglia, alla proportionaL
lità ^ArithmeticafUontana Tn poco dalla perfettione dell' harmonw.cocw fa che le fue parti uengono ad effer
collocate fuori de i lor luoghi naturali.Per il contrario ritrouerà,che l'harmcnia che uafee dalla duiifone Har
monica,ouero a quella fi a ftmiglia, con fonerà perfettamente: perche le parti di taldittfione faranno collocate,
& ordinate fecondo ipropij gradì di tal proportionalita ; & fec'odo l'ordine, che tengono i Numeri fattori nel
loro ordine natttrale;comeji può Tedere nel cap. i 5 .della Prima parte.Et quefofa detto à baftanzaper ho-
ra:percioche forfè yti 'altra, fata, per maggiore intelligenza di quejìo ch'io ho detto,ne toccherò Tna parola .
In qual maniera due,o più Confonanze perfette,ouero imperfette con-
tenute fotto vna iftefia formaci polsino porre immediatamente
l'vna dopo l'altra . Cap. 32.
T fé bene, per le ragioni chef è detto difopra,nonfpoffonopurre ne ì Contrapunti due con
fonante finali in proportione,che mfieme nfcèdino ,ouer dfceudinoffi concede nondimeno
il porre due confonanze contenute da Tna iftefja forma, fumo perfette, mero imperfette;co
me fono due Ottaue, due Quinte, due Ditonudue Semiditom , & altre fimilt, l'ima dopo
l'altraffenza porre di me%o alcuna confonanxa;quando che fcambieuolmente per contra
rij mouimenti la Toce grane di yua parte della cantilena fi pone nel luogo della yoce acuta dell'altra :&per
il contrario ; come qui fi yede. Percwche nel
mutare, 0 cambiare tali chorde tra loroja confo-
nanxa non fi trajforta dall'acuto algraue, citerò
dalgraue all'acuto: ma refla nelle fue prime chor
de,nb,mutado ne luogo, nefuomda onde no fi ode
alcunayarietà di grane, 0 di acuto. Nonji vden-
do adunque tal variatto'iie,no fi pub dire {befa-
no due confonanze contenute da yua ifleffa for-
ma,pofle l'yna dopo l'altra,uel modo che fi inten
de difopra:rnafi bene vna fòla confonanxa replicatanelle ìflefje chorde;come è mamfefìo alfenfo . Et quan-
tunque le parti fi mutino tra loro,afcendendo & difendendo, & che l 'una pigli il luogo dell'altra, & le loro
modulationi fiano variate, per li mouimenti contrari che fanno ; non fono pero variati 1 loro fuoni ; ancora
chef poteffe vdire qualche varietà, quando la parte che era nel grane, fi vdiffe più nelloacuto, & quella che
era neu acuto, pm fi vdiffe quando fuffe nelgraue. Ma tal co fa non farebbe afflittamente varietà alcuna fe-
condo il propoftto,mafi bene ad vii certo mod»;come fi può comprendere dalfottopoflo effempw, che quando
le parti non mutafjero luogo , ueceffariamente le modulatwm di ciafcuna verebbeno ad effere vmfone .
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Che duco più Confonanze perfette,ouero imperfette contenute
fotto diuerfe forme,pofì:e l'unaimmediatamente dopo
l'altra fi concedeno. Cap. 35.
Ra veramente molto neceffaria tofferuanza delle fòpradate regole,accioche dalla -varietà
delle confinante pofle nelle copofitionì con tanto bello ordine, nafiejjè l'harmoniafiaue,
& ddettemle . La onde ojferuando tutte quejìe cofe , li Mufici prefero dipoi tal libertà,
che ne i loro Contrapunti ponettaiio le confinanze , come meglio li tomauano in propofito;
eir" nofifchiuauano di porre due Confinante perfette , onero imperfette, chefujjero l'vna
dopo f altra -variando il luoo-o, fenza effer tramenate da alcun altra confinanza mezana;pur chefujjero con
tenute fitto diuerfe forme . Noi adunque per figuir tale vfi : concwfia che è molto commodo, & ragionatole,
porremo ne i nojlri Contrapunti le confinanze nel modo predetto ; ponendo {quando ne tornerà commodo ) la
Ottaua immediatamente dopo la Quinta:oper il contrario^ dopo ciafettna di quefle la Terza maggiore,
merla minore.Similmente potremo porre dopo la Terza lo Ejfachordo,& dopo quefta quella;come tornerà
meglio , variando fempre le confonanze >" come qui fi vede .
'^E£x£+Sì±=+Ì^=^^$3^
Soggetto
g±^^p^=^=g=Ì=±^3r^z»=3^3C3=g:
1
Ofjìruandoperò, che k parti proceduto tulle loro modulationi per interualli cantabili , £7» con bel procedere;
Acàoche ne nfidti buona , & dilettetele harmonia .
Che dopo la Confonanza perfetta ftà bene il porre la imperfetta :
ouero per il contrario. Cap. 5 4 .
T benché nell'ordine naturale de i Numeri harmonici le forme delle Confonanze perfette fi
ritrattino l'vna dopo l'altra, fenza efferui interpola alcuna forma delle imperfette ; come
fi può vedere nel Cap. 1 5 . della Prima parte ; & dipoi quelle delle imperfette, feguitando
per ordine fenza ejjtre tramezate da alcuna forma delle perfette ; tuttauia non douemo
crederete bene ci douemo reggere fempre da cotali numeri , che gli ^Antichi habbiano te-
nuto tale ordine nel porre lecofonanZe,ne i loro Contrapunti-.percioche molto bene conobbero, che il cotinouare
nelle Confinanze perfette, ouero nelle imperfette;oltra che hauerebbeno apportato fico quafi faflidio,hauereb-
beno etiandio aggiunto dijficultà. Et veramente farebbe flato quafi imponibile , che le modulationi delle parti
hauejfero hauuto in sé vna certa per fettione, laqualfi ricercaxonciofia che farebbe fato difficile di accommo
darle con quella vaghezza,che fa dibifi?no,chefi ritratti nella cantilena . Per ilche adunque acciò fi leni que-
fta dtjftcìdtàjofferuaremo quelio,che etiandio da loro èjìato offeruato , cioè di porre & collocare netti contra-
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punti ima delle confinane imperfette dopo ynaperfetta, onero per il contrario;fi come dopo laOttaua, alter
la Quinta porre la Terzj,o la SeJìa,ouero le Replicate ; 0* cofi dopo quefle porre yna di quelle ; come yede-
mo fatto qui di [otto.
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Jmperoche da tal varietà non potrà nafcerefe non buona,ya<ra.,dilettettole ,& perfetta harmonia.Offeruan-
dofempre(come ho detto ancora) che le parti della cantilena fi ano cantabili, cioè che cantino bene, accioche
dalla compofitione di tante cofepofìe bene infume, habbiamo l'yfo delle perfette harmome .
■
Che le parti della Cantilena debbeno procedere per mouimen-
ticontrarij. Cap. ^.
I è detto di /òpra, che l'H 'armonia fi compone di cofe oppofìe,o cetrarie; onde intendendofi
etiandm delli Mouimenti, che fanno le parti cantando wfieme,peròfi debbe offeruare qua
topiufipuoted'che non farà fuori delle offeruanxe degli ^Antichì)che quando la parte fi-
pra laqualefi fa il Contrapunto .cioè quando il Soggetto afcende,che ilContraputo difcen-
da;& co fi per il contrario, a fendendo queiìo, quella di fcenda ; ancora che non farà erró-
re, fé alle yolte infume accenderanno, onero difenderanno; per accommodar le parti della cantilena, che pro-
ceduto con acconci mouimenti.Onde fé noi ofjtruaremo,che quando l'yna delle parii{come ho detto) afcenda
l'altra dfcenda;non è dubbio,che le modulationt, che faranno le parti infume .procederanno per contrarij rna-
wmenti,& faranno buono effetto;St come dalfottopodo effempiofi potrà conojcere.
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Soggetto
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In qual maniera le parti della Cantilena polsino infieme afeen-
dere,o difeendere.
Cap. 0t
On è da credere ( ancoraché i Muftci neperfuadino l'offeruanxa di tal Regola)che ellafìa
in tal modo fatale, & neceffma,che nonfipofja alle yolte fare il contrario : percioche fa-
rebbe t« yoler legare il Muficofenxa propofto ad yna coft non molto necefjaria, & le-
uaroji il modo di procedale con leggiadria , (ir eleganza , & l'yfo infume del cantare
con harmonia : conciofiache ,fefujje bifogno di ofjeruarefempre cotalcofa , non potrebbe
(quando <rti occorrefìé)yfare ti procedere per Fuga, o Confequenxa ; ilche è molto lodeuole in tu Cupofttore ;
<&ft yf'a quando yna parte della cantilena fegue l'altra,nel mudo che altroue Tederemo. Offeruando adun-
que la fopradttta Reo ola più chef potrà, quatto ne occorrerà di fare, che le parti della compofitione afeendino,
o difenduto infume, allora cercaremo di replicare i loro mouimeti, che non habbiano a generare all'ydito tri-
fio effetto . Onde quando fi yorrà porre due Confinante perfette l'yna dopo l'altra , auertiremo che'lf pro-
ceda
Parte.
18
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ceda dall'yna all'altra in cotal modo; che mouendofi fona per mouimento feparato, l'altra fi muoua con mo-
uimento congiunto :peràoche allora fi potrà paffare dalla maggiore alla minore ;fi come dalla Ottaua alla
Quinta; & per il contrario dalla minore alla maggiore, fenza alcuna ojfefa del fintimeli to ; come dalfitto-
pojìo effempio fi può comprendere,
4
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3E
E' ben fero , che è molto più lodeuoie, quando le parti difiendeno infieme nelgraue : percioche allora neceffà-
riamente i Mouimenti loro fi fanno tardi ; &> tanto più è lodeuoie quanto più fino grani ; perche per la tardi-
tà fi comprende facilmente la diuerfità delle jfiecie : il che non cefi facilmente fi comprende ne tfuoni acuti,
nati dalla -velocità delli mouimeuti : concioftache tendeno qua fi ad ynafmiglianza di J fede ; mafimamen-,
te quando le parti afeendeno infume dalla Perfetta minore alla Perfetta maggiore . Ma perche quede cofe
non fino ho? ndi cunfiderate dalli Pr attici : perche pongono tali paffaggi ne i loro contrapunti finga alcuno
auertimento ; però dico folamente , che non fi debbeno yfare jfefje fiate nellt contrapunti a due toc:
concwfia che dal fentimento fono maggiormente comprefi ,di quello che farebbeno ,fe tali mouimenti fi
ritrouaffero in una cantilena à più toc/: peraoche allora la diuerfità de t mouimenti , che farebbeno
le parti tra loro , & la moltitudine , non laffarebbeno udire ne quegli , ne altri fimili mnuimenti . Ne anco
è cofa lodeuoie , chef oda ne i contrapunti due parti , che afi.end.ino infume da una confinanza maggiore ,
chefia diffecie Imperfetta , ad una minore , che fa Perfetta, grfactno i loro mouimenti feparati , cioè per
più di imo «rado ; ouer ■ amente due parti che afiendino,o difeendino infume ber detti mouimenti, da yna con-
fonanxa contenuta da yna proportione maggiore ,fia perfetta , onero imperfetta , ad yna chefegue , che fa
perfetta ; come dalla Terza, ali 'V ~ tifano, & dalla Decima alla Ottaua : percioche fempre darà qualche noia
alle purgate orecchie . Ne anco torna bene il porre la Seda auanti la Quinta , quando le parti afeendino, o di-
feendino infume ; ancora che l ima fi muoui con mouimento congiunto , £7* l 'altra con mouimento feparato ;
come nel fitto pojìo effempio fi può comprendere .
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Ma quanto fiano prati quegli mouimenti all'ydito , la efperienza maefìra delle cofe ,per y'ia del fin fi , ce lo
mamfejìa: percioche la natura odia le cofe fenza proportione ,& finga mifira ; & fi diletta di quelle ;
che hanno tra loro conuenienza. Per il contrario adunque farà lecito, il porre yna confinanza maggiore, che
fia imperfetta, aitanti yna minore, che fa perfetta ; quando le parti appenderanno ; delle quali l'yna,cioè l'a-
cuta afeendiper mouimento congiunto, g^» lagraueper mouimento feparato . Sta anche bene,che da yna ci
finanza imperfetta minore fi yada ad yna perfetta maggiore, afeendendo la pane grane per mouimento con
gmnto,& l 'acutager mouimento feparato ; ouero afeendendo l 'acuta per mouimento congiunto, & lagraue
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1 86 Terza
per mouimento feparato . Si concede etìandio, che dalla Confinatila imperfetta , che fia minore di propor-
tione ddla feguente , fi vadì alla Ottaua , quando infume afcendeno ,ouerdifcendeno le parti; pur che Ti-
nti di effe faccia il Mommento congiunto , & tal mouimento fa di yn Semituono maggiora Si come nello
ejfempiofottopoflofi yede .
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fcendeno infume ; pur che l'yna di effe faccia il Mouimento congiunto ,&la Confinando, imperfetta fia di
mao nor proporiione della perfetta . E lecito etìandio porre due confonanxe l'yna dopo l'altra }cht faccino
tra due parti il mommento feparato ; pur che l'una di effe fi muoua per yno Semiditono ; come qui fi yede ,
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Si puh ancora con mouimenti fèpardti porre due parti neUi Contrapunti , che infume afcendino } 0 difcendi-
no , quando la parte acuta difcendeper yna Terza, & la fnraue per yna Quinta , & fi yiene dalla Ter-
za alla Quinta ; oueroper il contrario Ji afcende dalia Quinta alla Terzji & l'yna delle parti, cioè lagni-
ne afcendeper yna Quinta 3 & l'acuta per yna Terza . E' ben yero, che quando yna di loro faceffe il mo-
to per yn Ditono, maf imamente difendendo , che tali mouimenti fi potranno fchiuare ipercioche il procede
re in cotal modo è alquanto ajfro ; come la ej~perienza ce lo mamfefìa . Ma lo afcendere dalla Quinta al
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anco molto dilettanouffendo che fono molto [onori : et q[ìo peraoche procedeno verfo l' acutofinde fi generano,
il Mouimeti yeloci^da 1 quali fono ajcofe le durezze ,che per la tardità delli mouimeiifi mamfislano, quando
yano verfi ilpratte . Lunvo farebbe ,dyoler porre uno efjempio particolare di tutti li mommm& paffaggi,
che poffanofir le parti delti Cotrapunti;et di uno in yno yolerne af ignare la ragione particolareima di cw fa.
detto aftijfctenza : peraoche da quello , chef è detto ,f può hauere yn modo , 0 Regola generale di cono-
fere
Parte
18
7
fiere i buoni paffaggi dalli trifti ; la qual cognitione non farà molto difficile da acquittare a tutti coloro , che
fi yoranno effercitare nella offeruan%$ delle nojlre Regole ,
Che fi debbe fchiuare più che fi può li Mouimenti feparati , & fi-
milmente leDiftanze,che poflbno accafcare era le
parti della cantilena , Ca-
pitolo 57.
O P RkA" ogn altra cofa douemo auertire , che le parti delle cantilene , non filo quando
afeendeno infeme , 0 dtfiendeno : ma etiandto quando fi muoueno in diuerfe parti ,
procedinoper Mouimenti congiunti, più che fia pofiibile; &fi debbe fare, che tana par-
te non molto fi allontani dall'altra con Salti, & Mouimeti feparati ;fi come quando l'v-
naprocedeffeper vnfalto di Ottaua , & l 'altra per ~vno di Quinta, 0 di Quarta, oper al-
tri limili mouimenti ; come fono quelli delfottopojìo eflempio.
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Conciofia che tali diflaxe, oltra che fono più difficili da cantare(effendo che non cofi facilmente fi poffono for-
mare le i>oci, &proportionaregli mterualli, & li confinante in quelle modulatiom, che procedeno ih cotal
modo, come quelle, chef cantano l'vnaper Mommento congiunto, & l'altra per Mouìmento fep arato) ge-
nerano etiandto alcuni effetti , che alle volte all'vdito non fono molto grati. Ondeè da notare , che li Moui-
menti quanto più fino vmti , cioè non molto lontani ; come fino quelli , che fi moueno per vii grado , fino fen-
%a dubbio più cantabili , & con maggior diletto fanno vdire l'harmonia , che nafee da loro tra le parti , che
quelli , che fono feparati ; & ciò nafee : per che quanto più fino congiunti , tanto più fino naturali : efjèndo
che allora fi procede naturalmente , quando fi va dall'vno eflremo all'altro di alcuna cofa , per li debiti me-
jy . Di maniera che molto è da lodare, & da commendare tale vicinità ; come quella , chef accofla più alla
natura, il che molto lodo anco ^igoflino nel cap. 1 o.del 1. lib. della Muficadtcedo; che La vicinità delle par
ti , tanto era più degna di effere approuata , quanto era più vicina alla equalità; ancora che lui ragionale m
altro propofito .Et quantunque quette dijlan%e dasènon fiano diffonanti , generano nondimeno (come ho
detto ) vn non so che di fritto all'vdito , che non fi può vdtre con diletto . Schmaremo adunque quefle diflan-
%e , accioche li nottri contrapunti fiano grati , dolci ,fonori , harmomofi , & pieni di ogni buona melodia.
In qual manierali debba procedere da vna Confonanza ad
vn'altra . Cap. 5 8.
REBENO molti, che non per altro , che per fchiuare li difordini , i quali poteuano
occorrere contra la data Regola, alcuni Mufici ordinaffero, che Quando fi procedeua da
vna confinane all'altra , chef li doueffe andare con la più vicina ;fi come dall'Vmfi-
no alla Terza, da quefla alla Quinta , dalla Quinta alla Sefla ; cofi da quefla alla Otta-
ua, & per il contrario ; per non venire alli mouimenti diflanti . La qual Regola, ancora
che al primo incontro pan che fa facile da intendere ; nondimeno ha dibifogno dt qualche confideratione: per-
ocché contiene alcune cofe non filo vtdi: ma anco neceffarie a tutti quelli, che vorranno feguir tv fi delle
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88
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buone harmonie, & condurre a perfettione le opere loro ; lequali nonfolamente l'arte, o la Scienza ricerca:
ma fono etiattdio offeruate naturalmente da molti . Quando adunque dicono, che fi dee procedere da yna con
finanza ad vn altra con la più vicinafi debbe anco intendere in cotal modo, che pantdofi ilCompofitore da,
yna confonanza Imperfetta,^ volendo andare alla Perfetta; debbe fare, che quella 1 mperfetta,che prece-
de, le fa veramente la più vicina : peraothe facendo altramente non offerirebbe tal /tegola, la quale è firn
mamente neceffaria . La onde fi debbe auertire , che quando vorremo venire dalla Seda alla Ottaua,tal Se-
(la debbe effer la maggiore , come a lei più vicina ; & non douemo porre la minore : percioche ( come più
oltra vederemo ) le e più lontana . Et ciò douemo ofjeruare, non filo quando le parti della cantilenafanno con
trarij mouimenti ; ma ettandio quando vna di effe non fi moueffe dalpropio luogo , & l'altra afcendeffe , ò
difcendeffe per due gradi . Similmente quando dalla Sejìa vorremo venire alla Quinta, tal Sejìa debbe effer
minore : percioche a lei è più propinqua. ; & non la maggiore : perche leèpiù lontana : maf imamente quan-
do una delie parti della cantilena non fa mouimento alcuno , & l'altra afcende, ò difende per un grado , cioè
fi muoue col mouimento congiunto . Quando poi dalla Terza vorremo venire alla Ottauaja Terza debbe
effer la maggiore ; comi quella , che è più vicina alla Ottaua,& non la minore. Et fa dibi fogno che le
parti fi muoiano per mouimenti contrarij , cioèl'vnaper Mouimento congiunto,^ l'altra con Mouimento
feparato . Ma quando dalla Terza vorremo venire alla Quinta , & vna delle parti non farà mouimento
alcuno ,farà dibifigno,che la Terza fa la maggiore , Ma la Terza allora farà minore , maf imamente
nelle cantilene di due voci , quando le parti procederanno per Mouimenti congiunti contrarij ; oueramente
quando l'una di effe difenderà per Mouimento congiunto,^ l'altra fimilmente difenderà per Mouimento
feparato;ancora che in quelle parti , che procedeno per Mouimenti contrari] fi pone la Terza minore ,per
fchiuare la Relation del Tritono tra le parti, la quale non le è più vicina , ma più lontana . Quando poi dal-
la Terza vorremo venire all'Vmfono (ancora che nonfiapojlo nel numero delle confonanzefè non in quan-
to è il loro principio ) la Terza faràfempre minore ; come più vicina : ma bifogna che le parti fi muouino per
Contrarij mouimenti,& che tali mouimenti ftano congiunti : percioche quando le parti afiendefjero infeme,
l'vnaper Mouimento congiunto, & l 'altra per Mouimento \ feparato, allora lai 'erza fi porrà maggiore .
Et fé vna delle parti non fi moueffe , & l'altra afcendeffe, o difcendeffe per Mouimento feparato, Mora la
Terza fi porrà fempre minore . Et ciò dico , hauendo fempre riguardo a i luoghi , ouer termini della confi-
nane perfetta ; che faranno le chorde foprale quali efja confonanza hauerà a terminare ; come fi vede ne i
fatto pojli effempi ,
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Quando poi fi va alla confonanza Imperfetta con la Perfetta, allora non èneceffario hauere quefla confi-
deratione , pur chef offerui , che li mouimenti , che fanno le parti, fiano regolatifecondo il modo mojìrato
di fopra. Io dico dalla Perfetta alla Imperfetta per quefìa ragione: percioche ciafcuna cofa defidera natu-
ralmente la fra perfettione , alla quale defidera diperuenire piùprefìo , & col migliore , &piu breue mo-
do , che ptiote ; la qual perfettione , in quefìo venere ,fi attribuire alle Confonanze perfette . La onde cia-
fcuna cofa facilmente ( come ad ogn'vno è m amfeflo)daUa perfettione può paffare alla imperfettione; ma non
per il contrario : percioche è cofa più facile fare vna cofa , che non è diflruggerla , & roumarla . Di mo-
do che aitando fi operaffe altramente di quelloche ho detto , farebbe vno operare cantra l'ordine , & contro,
la natura delle cofe : Concwfia che le Imperfette tanto più participano della perfettione , quanto più fi
accoftano alla loro vicina Perfetta;^ fi rendeno etiandio all'udito tanto più dolci, &piùfiaui . Mi potreb-
be hora alcuno dire ; Se la Sejìa maggiore è più vicina alla Quinta , che non è alla Ottaua ; come e
mamfefìo;per qual cagione la douemo maggiormente porre auanti la Ottaua,che auanti la Quinta ; poi che
douemo
Parte.
189
douemo andare dalla Confinane Imperfetta alla Perfetta con la più -vicina ? Dico,che quantunque la Sc-
ila m.iv giare fia più vicina alla Quinta,che alla Ottaua;per qttejlo non è vero, che la Minore nonfiapiù vi
dna alia Quinta della Maggiore. Onde douemo fapere,che effenio tra le Perfette ,la Ottaua maggior della
Quinta;& tra le Sejle la maggiore di maggior quantita\che non è la minore ;douemo accopagnare la mag-
giore delle Perfette con la mag giare delle Imperfette ; per qitelfimbolo ( dm cofi ) 0 confili forche è tra loro :
percioche facil cofa è di poffare da vna cofa ad vn'altra,&fin%a molta fatica; quando tra loro fi ritroua fi-
mite confenfo. Onde douemo andare alla Quinta con la Sefla minare-.percioche ha tal confentimento con lei,
& a lei èpm vicina . Similmente andaremo alla Ottaua con la maggiore : conciofia che con lei ha tale con-
fìnfo,& è a leipiupropinqua.Ne so veder ragione alcuna, che dimoflri, che ad vna cofa,alla quale fé habbia
(òlamente vn njpettoje le conuenga due cofe diuerfe& quafi contrarie ;Et parmi, che vfandole ad altro mo
do , farebbe fare , come fi quel Medico , che Galeno chiama Empirico , che con vna ifleffa\ medicina
vuol curare diuerfe egritudini, non facendo cafo alcuno, che il male procedi più da humor calido, che dafngi-
doxonciofia che non conofce l'humore peccante, ^fUa Ottaua veramente fi conuiene la Sefla maggiore, &<
non la minore; & quella fi accompagna ottimamente con la Quinta; come fi può prouare con ragione , con
autorità,^ con lo effempw.Et primieramente fi proua con ragione, come ho moflrato di (òpra; & anco per-
che fé noi haueremo riguardo al Numero harmonico , dal quale ha la feta firma ogni Confonanza muficale,
ritrouaremo,che la Sefla maggiore ha la fua forma dalla proportione Superbipartienteterxa, contenuta ( co-
me altroue ho dettd)tra queìti termini 5 & jj che fono laradice di tal proportione. Onde fé noi proce-
deremo più oltra nell'ordine naturale de 1 numeri fopr adetti ; ritrouaremo , che dopo'l 5 fi n%a alcun mexo,
fuccedeil 6, che col 5 cottene la firma dellaTerza minorerà quale [e noi accompagnaremo con la det-
ta Sefla,haueremo a punto la Ottaua. Per laqual cofa fi noi porremo il 3 , che habbia due relattoni , cioè al
5 &al 6 . procedendo per ordine naturale in quejlo modo . 6. 5. 3. quafi nella maniera , che pro-
cedeno due particelle quali l'vna vadi dall'acuto algraue,& l'altra non fi muour.Oueramente fé noi porre-
mo lo ijìeffo ordine tra io. 6. 1 . quafi nel modo,che procedeno due parti, delle quali [vna fi parti dal
graue,& vada verfo l'acutojprocedendo per vn Semiditono,& perutene alla Ottaua; & l'altranonfi muo
tu medefimamente;vederemo quanto fia neceffaria la offeruatwne della predetta Regola.Quefla offeruanxa
ritrouaremo etiandio in tale ordine , tra il 15 & il 9 , che contengono la forma della Sefla maggiore,
fuori dellifùoi termini radicali : perche, fi come due parti , l'vna delle quali afcendipervn Tuono maggiore,
6 l'altra per vn maggiore Semituono difcendi , vengono alla Ottaua con mirabil modo, componendo lo 8
fopr a il 9,& aggiungendo il 16 fitto' 1 1 5 , ritrouaremo la forma della Diapafon fuori dellifìtoi termini ra
dicali tra il 16 et l'%, in qflo ordine naturale 1 6. 1 5 .9.8. Et fi come no fi ritroua in vn tale ordme,che dalla
forma della Sefla maggiore fi poffa venire alla firma della Quintale no co t aiutò del Tuono; cofi mai fi po-
trà procedere dalla Sefla minore alla Quinta, fé no con l'aiuto del Semituono;St come fi può copy edere da qfìi
quattro termini 50. 45. 30. in. tra i quali commodamente fi ritroua la forma della Quinta tra
45. & $0, & quella del Tuono minore da ogni parte;Et tra quefli 14. 16. 15. io. la firma
del Semituono mag giare nel luogo di me%o;& quella della Quinta da ogni parte tra z^ & 16, &
tra 15 & io; a gmfadivna parte, che proceda dalgraue ali 'acuto,o per il contrario;^» l'altra pofla nel
graue,o nell'acuto non faccia mouimento alcuno; E quefli termini non fi potrannoritrouare in altra maniera
nell'ordine naturale de 1 detti Numeri harmonici,fe non con grande difficultà , & non faranno pofli nell'or-
dine naturale-.mafi bene accidentale. Et quelle ragioni, ch'io ho detto della Sefla maggiore con la Ottaua, fi
poffono applicare alla minore con la Quinta,& alle altre Confinante ancor adequali Uff 0 per breuità . Ecci
vn altra ragione ancor a, per dimoflrare cotalcofa , che di due Confinante Imperfette propofle ,fiano qual fi
Vogliano,pur chefiano denominate da vno iflefjo numero di chorde Jimpre la maggiore èpm atta a pigliare
ttccrefiimento nelgrauejo nell'acuto, che la minore ; laquale ha natura di reflringerfi,&farfi anco minore:
conciofia che la maggiore ha più del continouo,che non ha la minore . Laonde amene , che defiderando , &
appetendo ogni cofafimile naturalmente il fio fintile ,la Sefla maggiore ,per hauer più perfezione della mi-
nore , maggiormente defidera di auicinarfi alla Ottaua, la quale per fua natura è più perfetta della Quinta;
anxi e d'ogn altra perfettifiima;come altre volte ho detto ; & la Sefla minore, come meno perfetta, da qual
parte fi voglia,fiagraue,o acuta,appetifce quella,cheèpiu confirme alla fua natura,che è la Quinta. Quefla
tfieffa offeruanxa fi conferma con la autorità di Franchino Caffuro , tlquale vuole , che ilpropio della Sefla
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190
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maggiore fa, di venire alla Ottaua;& ilpropio delk Minore fa, dì auicinarfi alla Quinto. Effèndo adunque
t ale Lt natura di quejìe con finanze, bifogna dire , chefempre habbiano tal natura , & tnclwatione ; & cÌk
quando Ji pongono altramente nelle compoftiouifi poughino cantra la natura loro . Onde fé quelle cofe , che
fi pongono cantra la lor natura in opera } non pofjonofarbuo.no effetto : percioche fono ritirate dalpropio lor
fine; potremo dire , che qualunque Tolta tali Conjonanze fi porranno ne 1 Contrapunti contra la loro natura,
che non potranno apportare all'vdito coft,che molto diletti . Paterno bora vedere cotal cofa effer vera con la.
ejperienxa in mano,& venire allo effempio promeffo: concwfa che migliore effetto fanno pofìe ne i Contra-
punti al modo moflrato dtfopra,che in altra mamera.La onde la Natura , [aquale ha iiirisditione in oo-m co-
fa,hàfatto,che non pur quellt,che fono periti nella Mufca, magli idioti, <& li Contadini ancora, i quali can-
tano a loro modo,fenza alcuna ragione , vfano di andare dalla Sefla ma? giore alla Ottaua , come fino wfe-
gnati naturalmete;dcbe fi ode mag giormente nelle Cadente, che m agri altra parte delle lor Canzoniicome è
ruamfeflo a ciafiuno pento nella Mufica . Et forfè , che il detto Franchino da quefìoprefe ardir di dire, che
lo andare dalla Sefla maggiore alla Ottaua, fi douea offeruare fidamente nelle Cadenze : percioche in effe fi
fanno le terminationi delle cantdene:ma al miogiuditioparmi {come fi può comprendere) dalle fue parole po-
lle di fopra,che ciò non fa detta con ragione, fé vorremo attendere alla Natura dell'vna, & dell'altra . Non
farà adunque lecito volendo offeruare cotal Regala ,Ìi paff are dalla Sefla mag giare alla Quinta, ne anco dal-
la minore alla Ottaua ifenza deprauationedtlla natura delle predette confonanze . Onde Infogna auertire,
accwche con facilità fi offeriti quesìa Regola, che qualunque volta fi vorrà precedere dalla confinanza Im-
perfetta alla Perfetta;di fare, che almeno ima delle parti fi muoua con alcuno mauimento, nel quale fa ilSe-r
mituono maggiore , tacito ,ouero effreffo. Et per cor. ift giare tal cofa giouerà molto l'vfo delle chorde Chroma-
tiche,& delle Enharmoniche,adoperadole nel modo,aie altroue fon per dimagrare. Ma perche, fi come non
torna fempre commodo al Compoftore dipaffar dalla Sefla maggiore alla Ottaua, ne dalla Minore alla
Quinta ; cof non toma alle volte commodo di procedere dalla Terza minore ali'Vmfono , nel modo ch'io ho
moflrato difopra :per tanto accioche ognvnofappia,m qual modo habbia da procedere infimi caf ,po>ro il
fottopoflo effempio, nel quale potrà vedere, in quanti modi fi potrà poffare dall' vna, 0 l'altra Sefla :&cofi
dalli Terza maggiore, & dalla minore, & altre fimih ad vn altra confonanza.
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re delle Reblicate.Simdmente fi debbe auertire,che quando due parti della cantilena difenderanno infeme;
et dalla Sefla maggiore verranno alla Terza, che fa
o0 Mao- gwre ; allora^a0ierà_megliq_, &farà megìiore
effettofihefe cafiafje fopra la Minore ; ancora che l'u-
no & l'altro modo fa buono : Percioche cafiheràfin-
za dubbio alcuno, [opra vna con finanza, che più fi
auicma alla perfettione , che non fa la Terza minore ;
fi come fi potrà vdire , & eff aminare in quefli due
effempi , podi qui da canto .
Buona.
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Migliore.
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Parte.
191
In qual maniera fi debba terminare ciafeuna
Cantilena. Cap. jj.
OLSERO li Mttfiicivltimamente , che le Cantilene fi douefijero finire per vna delle
Confonaze perfette: percioche -videro -veramente, àie per ogni douere la Perfettione della
coftf ttttnbmfce al fine, dal canale fifa poigittditio.Et perche videro, die nonfipoteua ri-
trattare maggior perfettione nelle Confonanxe , di quello , chef trotta velia Ottaua , per
effer la più perfetta d'ognaltra;volfiro che tal Regola fiufifie fiatale; et chef douejfe finire
le cantilene nella Ottaua, atteramente nelìVntfiono ; & per alcun modo nonffaceffe al contrario : ^Ancora
che quefla regola da alcuni di poco giuditio fa [lata poco offeruata.Se adunque noi def deriamo di fruire tut-
tiquelli, che fi mo flati iflituton,& ofjeruatori delle buone regole squando haueremo da concludere alcuno de i
noflri Cotrapttntijo terminaremo per ima delle nominate Confonanxe: percioche fono le più perfette di tutte
le altre . Quefta Regola veramente fu molto bene idituita : conciofa che fé cantilene fimffero altramente , le
orecchie degli af ottanti flarebbeno fofpefe ,et defderarebbeno la loro perfettione. Onde intratterrebbe quello,
che fittole intrattenire a coloro,che odono recitare alcuna Oratione , che filando con Ì anima attenti ad ajcolta-
re, desiderano, & affettano in vn tempo ilfiuo Epilogo , & la Conclufione , nella quale la Oratione fi riduce
alla fitta perfettione.Nafierebbe etiandio vn altro mcom modo, quando la cantilena fi terminafife altramente,
che efijendofii attribuito ilgìuditio , che fi fa, di qualModo ella fa compoila, alla vltima chorda di ciaficuna
cantilena,cioèfie UH armonia, che nafee da let,fia del Primo, onero del Terzo, o di altro Modo fi come vede-
remo nella Quarta parte ; fi potrebbe allora pigliare la chorda finale di qual parte fi volefifie , ancora che non
fufifie lapropia chorda finale del Modo fiufifie poi la grane, ouer la acuta ; & giudicare per quella , che non è la
propia,vn Modo per vrìaltro;<& cofifi farebbe giuditwfalfo: ilche veramente aiterebbe, quando detti Con-
trapunti fini/fiero per Quinta,ouero per Terza, o per vna delle Replicate : concio fia che allora non fi faprebbe
co(ìfàci!meie,qual chorda fi douefle pigliare, o la acuta, onero la grane, per giudicare la catilenaiancora chef
potefifie giudicare cotal cofia nel mezovdedola,et uededola, dalla fuaforma,ctoè dalprocedere,che ella farebbe.
Con vrade giuditio adunque ordinarono vii kA 'litichi Mufiici afta, & le altre fiopra date Revole,molto vti!i,et
gì 'ademente necefifarie a ciafcuno, che de fiderà di comporre correttamente ogni cantilena.La onde ciafeunof
sforzerà di porle in vfo ; accioche delle file fatiche poffa trarre qualche vtile , & principalmente acquiftare
honore . Ma queflofa detto a fiitfifiicienxa intorno le Redole efifientiali di comporre li Contrapunti fiemplici di
due voci,chefii chiamano di Nota cantra nota;lequali nonfiolamente fionovtdi, &• necefifiarie a quefle com-
pofiitionr.mafierueno etiandio a qualunque altro modo di comporre, fa qual fi voglia ,fiemplice , o diminuito,
che fa ilContrapunto;come fi potrà mantfiefl amente vedere.
llmodochefidebbc tenere nel fare li Contrapunti femplici a due
voci,chiamatiaNotacontranot3. Cap. 40.
E R venire hormai aìl'vfò delle date Regole, mojìrerò il modo, chef ha da tenere nel far,
li Contrapunti, incominciando da quelli,chefi compongono fiemplicemente a due itoci No-
ta cantra nota: accioche da lorofitpofifia pafifiare alli Diminuiti, & all'vfio delle altre com-
pofiitwm. Volendo adunque ofifieruare quello, che da tutti li buoni fcrittori, & compofitori
di qualunque altra materia èflatoofjeruato, ragioneuolmente incominciaremo dalie-cofie
più leggieri;accioche il Lettore più facilmente f renda docile; & accio non nefiema confittone. Primiera-
mente adunque hauendo riguardo a quello,chef è detto di fiopra nel Cap. z 6. fa dibifògno di ritrattar vn Te-
nore di qual fi. vovlia Cato fiermo,ilqualefa il So* getto della Compofitione,cioè del Contrapunto . Dipoi bi-
figna efifiaminarlo con ogni diligenza,^ vedere fitto qual Modo fa compojlo , per poter fare le Cadenze a i
loro luoghi propij, con prcpofito;& conoficer da quelle la natura della compofitione;accioche facendole per in-
Aitertenzafuori di propofito,& fuori de i loro propij luovhi,mefiolàdo quelle di vn Modo con quelle di vii al-
tro,non venghi poi il fine ad ejfiere dififionante dal principio, & dal mexp della cantilena. Ma poniamo, che il
ritrattato Soggetto fia il fiati opoflo Tenore di canto fermo, contenuto nel primo Modo; Si de aucrtire alianti
tutte l'altre cofie quello, che nel Cap. iS.di fiopra fi è detto intorno almodo dt dar principio alla cantilena;
Onde
192 Terza
Onde porremo la prima figura , 0 nota del Contrapunto lontana dalli prima delSov vetta in tal maniera,
C.n filano diflanti per ima delle Confinanze perfette. Fatto queflo accompagnaremo la feconda nota del
Contrapunto con la feconda del So* (retto in tal modo, che funo tuffanti l'yna dall'altra per lina Con fonati-
la,fa Perfetta,ouero Imperfetta ; pur che ella fa dmerft dalla prima, acciò nonfifacejfe cantra quello, che
e fiato determinato nel Cap.z$ ; Hauendofempre l'occhio a quello, che èftato detto nel Cap. 3 8 sfacendo,
che le para della cantdenajliano più -vìnte, che fia pofibile s & che non fatino l'yna , &■ l'altra mommenti
di grande ìnteruallo ; accioclie le parti non fiano molto lontane l'yna dall'altra , fecondo ch'io ho detto nel
Cap. 17. Si potrà dipoi, fatto queflo, Venire alla terza figura/) nata del Cor/trapunto , & accompagnarla
con la terza del Sov gettoyvanando nonjolamente le chorde,o luoghi ; ma etiandio la confonanza , accom-
pagnando la Perfetta dopo l'imperfetta, & cofiper il contrario ; atteramente ponendo due Perfette , ouero
Imperfette differenti di ffiecie l'yna dopo l'altra, fecondo le Regole date di fopra nel Cap. 3 3. £7- 34.2/ me-
de fimo faremo della quarta figura del Contrapunto con la quarta del So* cretto ; & cafi della quinta , della
fifla,& delle altre per ordine sfino a tanto, che fi yeiga all'yltimas& fecondo la Regole data nel capitolo
precedente , finiremo ilCon trapunto per yna confonanza perfetta , delle nominate net fopradetto capitolo.
Ma fopra ogn altra cofafi debbe cercare, che la parte del Contrapunto fia -variata, nonjolamente per diuerfi
mouimemi, toccando diuerfi chordefora nel grane Jiora nell'acuto, & hora nel mezo : ma che fi a anco Ta-
rlata di confonanze con la parte del Soggetto . Et fopra tutto fi de fare , che la parte del Contrapunto canti
bene, & proceda più che fia pcfiibde per mouim enti congiunti : percwche in qutjlo confifle yna parte della
bt Uezpa del Contrapuntojaquale av giunta a molte altre, che fi ricercano in effo {come Tederemo) lo rende
alla fuaperfett ione . Onde ciafcuno , che fi e fjeraterà primieramente in qutfta maniera femplice dicom-
porre, potrà dipoi facilmente, &• prcflo , peruenire a co/e mag glori : imperoche cercando di fare fopra yn
Sog cretto hora nel orane, hora neU 'acuto, Tane Compofitiom , &• Contrapunti ; Terrà a farfi buon prattico
delle chorde,& delle diflanze di ciaf cuna confonanza s <&■ potrà dipoi, fecondo li precetti ; ch'io fin per mo-
fìrare ,yemre alla diminutione delle figure , cioè al Contrapunto diminuito , fugando alle Tolte leparti delli
Contrapunti con quelle del Sovvetto;& alcuna Tolta imitandole;& ad altri modi; come Tederemo; & do-
po quefli potrà Tenire alle Compofttioni di più veci : concafia che aiutato dalli noflri atierttmenti,& dalfuo
invetrilo \ diuenterà in tempo 'orette tu buono , & dotto Compofitore . Ma fi debbe allenire, ch'io non pongo
epu Regola particolare, del modo che fi ha da tenere, nel far la parte del Contrapunto fopra Tn Sog vetta : ma
folamente la pongo Tiimerfalesonde da quelle Reo-ole ,che fono pt fi e di fopra , è dibifiovno, che'l Compofitore
co! fuo intelletto cani la parte del Contrapunta, operando con guidato , allo acqutflo del quale yagltonopoco le
Revole,& b Precetti , quando dalla natura nonfitnoaiutani.N e di ciò prenda alcuno maraviglia , effendo
quefìo comune ad ovai iArte,& ad ogni Dottrina.La onde tutti quellt,che hanno yoluto.dar notitia, & tn-
[ignare alcuna yArte,o Scienza fanofimpre propoflo l'Vntuerfale;eJJendo che la Scienza non è de i Panico
lan,t quali [ano infinitiva fi bene degli V muerfalt.V edemo, che li precetti della Poefia, & dell'arte Orato-
rta-fcritti da Platone, da cAriàotele,da Hermogene, da Cicerone , da Quintiliano, da Horatio, <& da altri
ancorarono intorno IVmuerfale,& non intorno al Particolare . Et per dare imo eff empio, mi fouiene quello,
che ferme Horatio parlando in Tnmerfale dell'ordine , che hanno da tenere li Poetmeldijfiorre il Soggetto,
che è la Hiflona , ouero la Fattola nelle loro narratiom ; onde dice;
Ordinis h&c Tirtm erit , e*r Venus , aut ego fallar,
Vt iam nunc dicat : iam nunc debentia dici
Pleraq; differat , & prxfens in tempia omittat . Laqual Regola molto benefapeua il dottifitmo Virgilio ;
come fi può comprendereste battendo prefo yn Soggetto determinato , che era difcriuere la Romita , & lo
Incendio di Troia,& la Nauigatione di Encastncominaò primieramente dalla Nauigatione, mterrompen-
dol'ordine;iiondti>ieno la Nauigationefit dopo: Ma comprefe, che con mag vtore arteficio , & con maggior
maejlà farebbe riufeitó tifilo Poema, fi hattefije fatto recitare la Ir.Jìonaper ordine da Enea , alla prefentia di
Didone , come fece Prendendo la accafione dalla fortuna che hebbe, rtducendolo in Cartilagine . Cofi fogliano
fare i Poeti, & non filo 1 Poeti,ma anco li Pittori.-peraoche la Pittura non è altro , che yna poefia muta ; i
quali accommodano le htflone,o fattole, come meglio li teo-nano inpropofito . Onde hauendefi propcilo alcuna
imita di dipnivere una hiiloria , ofauola , accommoda le figure, & te accompavna infume, fecondo che pa-
re a lui ,che Jìiano meglio,& che faccino megliort effettive fa calo alcuno di porre Tna figura più m yn wo-
do,che
Parte. 19 j
do, che in vno altro ; cioè che più fila in piedi,ouero a federe in viu maniera, che in vn 'altra ;pur che faccia
buono effetto, & offeriti l'ordine della hiiloria, ofauola,che vuol dipingere ;il che fi -vede, che infiniti Pittori
haueranno dipinto ima cofa tileffa in infinite maniere; fi come più folte ho -veduto la hijlorìa di Lucretia mo
vite di Bruto ; quella di Horatiojl quale combattè cantra Tofcani [opra il ponte ; & molte altre : nondime-
no tutti haueranno hauuto yno ilìeffofne, cioè di raprefentare le dette hi/ione . Et non fòl Amente queslofi ye
de fatto da diuerfi Pittori jn yno iileffofoggetto-.ma etiandio da yn [àio, il quale dipingerà yna cofa ijlefja in
diuerfi modi. Cofi debbe adunque fare etiandio il Mufico ; cioè cercare di variar fempre ilfìio Contrapunto fo
pra yn Sor o-etto : & potendo fare molti paff aggi, eleggerà quello, che farà il migliore , & che li tornerà più
inpropofito ; cioè quelli, che far anno ilfuo Contrapunto più f onoro, & meglio ordinato ; & lafferà da yn can
togli altri . Però adunque quando gli occorrerà di poter fare ynpaffaggio ; come farebbe dire yna Cadenza,
&non tornerà cofi alpropofito, la, debbe riferuare ad yn altro luogo co miglior commodo . Et ciàfarà,quan
do la Claufula, onero il Periodo nelle parole, ouiro Oratione non farà terminato: Conciofia che debbe fem-
pre affrettare , che ciafcuno di quefti fiafinito ; &fimilmente auertire ,chefia il luogo propio , cioè che l
Modo,fopra il quale è fondata la cantilena , lo ricerchi . Tutte qnefle cofe debbe offeruare colui , ilquale defe-
derà di introdurfi bene nell'arte del Con trapunto : ma fopra ogn altra cofa debbe con ogni fittilo effercitarfi
primieramente molti giorni in tal fòrte di compofitione;accwcbe con più facilita pofja yenire dipoi all'ufo del
Contrapunto diminuito , nel quale potrà yfare molte altre cofe ; come yederemo a ifuoi luoghi . Ma accioche
(i habbia qualche intelligenza, di tutto quello , che ho detto, porrò qui fatto alcuni Contrapunti di nota cantra
nota variati, compofìi fopra il Soggetto nominato }ior a nell'acuto, & hora nel grane ; t quali esaminati ,fi
potranno dipoi facilmente intendere quelle cofe, che moflrerò altroue ; & fi potrà operare co minori fatica.
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SOGCETTO.
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iffimpio primo nell'acuto .
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ipM-frA » « : , , , .:r^g*yg3={=È*j5p«.K *-«-
Eff empio fecondo nell'acuto
*
Effe m pio terzo nel graue .
Effempio quarto nel graue .
Ciafcuno debbe effere auertito, che'iftre del Contrapunto di nota cantra nota, pare,& è veramente alquan-
to più diffìcile di quello, che non è, tifare il diminuito ; & queflo procede ; perche non gli è quella libertà , che
fi ritroua nel diminuito-.effendo che nd primo è dibifogno,che ogni Nota,ò Figura cantabile habbia yna con
fonanxafolamente, & nelfecundofè neponghino molte, mefcolate con molte diffonanze, fecondo l'arbitrio,
£?* il buongiudkio del Compofitore . Onde nel primo modo non fi può cofi bene,& a fio volere ordinar le par
ti , che fumo fenza folti , & facili da cantare ; maf imamente quando fopra yno ifleffo Soggetto fi voleffe
comporre molti Contrapunti, che fuffero in oo-nì parte variati. Ne per Sfilo alcuno fi debbe attriflare: concio-
na che quantunque da quefla radice fi gutti alquanto di amaritudine; dopo no molto tempo fi gode de i frutti,
• B che
194 Terza
che da effà nafcono, che fono dolci, foaui, &>fiiporofi : e/fendo che la Virtù (come 'affermano li San» ) confi-
tte intorno al diffìcile ,& non intorno alla cofa facile.
Che nelli Contrapunti fi debbe fchiuare gli Vnifoni, più che fi puote ,
& che non li debbc molto di lungo frequentare le
Ottaue. Cap. 41.
T accioche pofìtamo comporre le nojìre cantilene, che dianograto piacere,^ diletto all'v
dito ; Ottanti ch'io -vada più altra, darò alquanti auertimenti molto -utili, per la bellezza ,
e-T* per la leggiadria del Contrapunto ; il primo de i quali farà, Che'l Componitore debba,
più chefia pofiibile, fchiuarft di porre ne ifuoi conti 'apunti gli Vnifom; & non debbe yfar
molto (pefjo le Ottaue ipercioche quelli non fono ( come altroue ho detto ) pofìi nel nume-
ro delle confonanze ; & quejleper ima certa fimiglianza, che hanno con IVmfono , non fono cefi -vaghe al-
l'udito, come fono le altre . Et ciò non farà fuori dipropojìto ipercioche [e gli antichi hanno col me%o della
Mufica moderato, &' regolato nonfolo le ^Arti ; ma anco molte Scienze ,fi intorno allt Suoni , come etianr
dio intorno atti Numeri, & l< Proportiom ; come fi può confiderare della Grammatica , <& della Rhetori-
ca sfimilmente della Poe fa, &■ di molte altre fmili ; che ciò che hanno di buono, & di bello , l'hanno ( dirò
cofi) per la Mufica ; effendo ella -veramente quella ( come dimofìra Sgottino ) dalla quale tutte quejle cofe
s'imparano ; non farà cofa difconueneuole , che ellafia ordinata , come fono le altre <Arti , & le altre Scien[-
%e . kAiizi farebbe cofa ( al miogiuditto) molto biafmeuole, che ellafuffe difordmata, <&>fen%a alcuna rego
la in quelle cofe, per le quali le altre Sciente , & le altre ^frti fono fiate ordinate, & ben regolate . La onde
fe'l Grammatico, il Rhetore, & il Poeta hanno dalla Mufica queiìa cogitinone, che la continouatione di vn
fuono, cioè il replicare molte yolte yna Sillaba ,ouna littera islefja in ima claufula di yna Oratione , genera
yn non io che di tnjìo da ydire, che li Greci chiamano uà™?*™, cioè Catiùo parlare , o C attua confonanxa>
come fi ode m quel yerfo , Ofortunatam natam me confule Romam ; per il raddoppiamento della ftlìa-
ba Natam, & per la terminatone delyerfo nella fillaba Mam , che porgono all'ydito poco piacere ; <& nel
principio di quella Eptflola,chefcriue Cicerone a Lentulo Proconfule;Ego omni officio;che in tre parole fi leg-
ge quattro yolte la litera O , & in altri luoghi qua fi infiniti, onde fi ode alcuna cofa di tnfìo , che le orecchie
purgate non poffono ydire ; Sarebbe yerameute li Mufico degno di riprenfone, quando comportale ynfimi
le difetrdine nellifuoi componimenti : conciofachefe tutti cofloro di commun parere hanno con leppi yniuerfa
li comlufo,che non è lecito, ne in Profa,ne in Verfo (fatuo fé nofuffepoflo cotal cofa arttficwfamente,per mo-
Jlrar qualche effettd]porre quefli modi frani di parlare; maggiormete il Mufico debbe bandire dalle fue com
poftioni ogni trifìo fuono, & qualunq; altra cofa,che poffa offendere lydito . Debbe adunq; il Mufico auerti
re, di non commettere firn ili cofe nelle fue cantilene : ma debbe regolare in tal maniera lifuoi cocenti,che in lo
rof odi ogni cofa di buono. Et yeramete allora il Cotrapunto non farebbe cofi ben purgato, quando fi ydiffe in
luifmili difordim molto fpeffo, et fenza alcun propofto.il che auerebbe allora, quadofacefje vdire molti Vni
foni, 0 molte Ottaue l'yna dopo l'altra, chefuffero tramezzate folamete da yn altra cÒfonanxa;mafiimamete
quadofufferopoile fibra yna chorda tfleffa ; ancora che procedefjeno le parti con mouimetifiep arati ; Le qua
li confinanze, quando fufjero collocate in cotal maniera , dal fottopofìo effempio fi potrà conofcere quanto fa-
rebbeno grate a ciafcuno di fa.no giudttio .
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Parte. 195-
Jo non dico però che non fi debbino adoperare ;mtt dico,che non fi debbono yfare troppo fpeffo : percìoche epto-
do occorrere, che'lCompofttore nonpoteffe accommodare yna buona, & commoda modulatane, cioè un bel
lo, & elegante procedere ; con un bello, & leggiadro cantare, le debbeper ogni modo Tifare, tramexate però
da alcune altre confonanxe ; & debbe più prelìo porre fempre la Ottaua , che l'Vmfono ; quando li tornerà
commodo : percioche quejìo ( come hauemo yeduto ) non è per alcun modo Confonaxa-.mafi bene la Ottaua.
Delli Contrapunti diminuiti a due voci, & in qual modo fi pofsino vfar
lcDiiTonanze. Cap. 42.
ViAN DO fi hauerà yfato ogni diligenza di fare il Contrapunto di nota contra nota , il
quale fommamente è neceffario a tutti li Principianti, per far la pr attica di cono/cere il Si
to, & le Dtfìanxe delle Confonanxe ; conofeiuto di farlo bene, &• correttamente ; allora
fi potrà paffare al Contrapunto diminuito, ritrouando primieramente il Soggetto, fecodo
che facemmo nelli Contrapunti femplici . Et perche fi poneuano in efit [blamente figure e-
quali,& di yna ifleffaffecie ;però è da auertire,che in quejìo vi Scorreranno fgure differenti, di modo che;
fi come il Semplice fi componeua di Confonanxe follmente, fenxo efferui mefcolata alcuna Diffonanxa; cofi
il Diminuito farà capace nonfolamente delle Confonanxe ; ma anche delle Diffonaiixe , & ciò per accidente ,
come yederemo ; le qualìnonfono daporre in efiifenxa confideratione ,& fenxa ordine ; ma penfatamente ,
con propofito,& con ragione ; acciò nonfeguitì confufione Jaquale fé bene fi debbe fchiuare in ogni cofi, fi deb
he yietare fommamente nella Mufica . ^Adunque fi debbe allenire, che fi come ne i Contrapunti fempltci ma
Jìrati difòpra,fi poneua ogni figura del Soggetto corrijbondente ad y» 'altra figura contenuta nella parte del
contrapunto;cofi horafopra qualunq; figura di tal Sago-etto farà lecito porre quante, & quali figure tornera-
iio alpropofito ;pur che quelle, che fi pongono nella parte del Contrapunto, fiano equiualenti a quelle, che fono
nella parte del Soggetto, Onde fopra ogni Semibreue contenuta nel Soggetto, potremo porre due Minime, o-
Uer quattro Semimiuime,& cofi yna Mimma & due Semimtnime,et altre fintili, come tornerà meglio ; co
queflo ordine però, che ponendo due Minime nella parte del Con trapunto fopra yna Semibreue della parte del
Soggetto,ciafcuna di lorofiano con fona nti : percioche quefle due parti della Semibreue fono confiderategran
demente dalfenfo; per rifletto della Battutala quale fi confiderà in due modi, cioè nel battere, & nelleuare;
come altroue yederemo ; delle qual parti, alla prima fi da yna minima, & l'altra alla feconda ; le quali fono
tquali alla Semibreue pojla nel Soggetto . Quando poi fi yorràporre nel Contrapunto quattro Semimimme
equiualenti a tal Semibreue, allora fi offeruerà,che quelle Semiminime, che cafeano fopra' l battere, et fopra il
leuare della Battuta, fiano accompagnate con la confonanxa . Per il che farà dtbi fogno, che la Prima , & la
Terxafèmiminima fi ponghtno conjonanti ; le altre poi ( fi come è la Seconda,^- la Quartayio è neceffano,
chefiano in tal numero;ancorache quando occorreffe , che fi pone fero confonanti, farebbe meglw.Et tutto qne
ilo ch'io ho detto, fi debbe intendere, quando la parte del Contrapunto procede per Mouimenti congiuntv.per-
cioche procedendo per Mouimenti feparati, è necefjario,che quelle figure, che contemono tali mouimenti fu-
rio confinati con la parte del Soggetto. Ma perche alle yolte,perpiu leggiadria, fi fuol porre la Minima lega
ta,cioe la Minima accompagnata con yn punto; però è da auertire, di porre il Punto chefia con fonante : per-
cioche fe'l fi poneffe altramente, ciafeuno potrebbe dafefìeffo conofeere, quanto fuffe grato da vdire.Et benché
la Minima legata in cotal modo fi poffa porre in due modi ne i Contrapunti ; prima nel battere, cioè nel prin-
cipio della Battuta; dipoi nel leuare ;però ti primo modo fi debbe porre folamente nel principio de 1 Contra-
punti , & non nel mexo ; & quejìo dico nelli Contrapunti di due yoci : ma il fecondo modo fi può porre non
folo nel principio , ma etiandio nel mexo ; come nello effempiofi yede. Potrà anco alle yolte il Contrapun-
tijla porre fcambieuolmente due minime , delle quali l'ynafia confinante , & l'altra diffonante ; pur che la
confonante cafehi nel battere, & la diffonante nel leuar la battuta : ma debbeno procedere yerfo il grane , 0-
uero yerfo l'acuto per molti gradi continouati fenxa alcun mouimentofep arato . Et quando yn firmi proce-
dere incominciafje nel principio del contrapunto , allora potrà auanti ogn altra cofa yfare la Semibreue col
punto ; pur che torni bene ; ma non già nel mexo del Contrapunto : conctofia che anco non fi yfa in fimil luo
go la Semibreue femplice, ne la Mimma puntata ,fe nonfincopata ; anxi (fuori di tal cafo ) ogni figura del
Soggetto, che fia Canto fermo , debbe hauere almeno fopra di fé due confonanxe J. 'yna nel battere, & l'altra
B 1 nel
196
Terza
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ZVmwo effempio nell'acuto .
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Secondo effempio nel ordite .
nel laure della Battuta, nel Contrapunto diminuito : percioche pofle in tal maniera hanno molta pratili; co-
me la ejperienxa ce In manifefla . Ma quando il S 'og getto fu fje diminuito, cioè Dna parte di Canto figurato >
allora le figure del Contrapunto fi poffono fare eqitalt alle [uè figure ; pur che proceduto in tal modo infume ,
che fé bene è diminuito, il Contrapunto habbia nife qualche kg giadna ; e£* tal Tolta procedi con f aure di al-
quanto più -valore, che quelle, che fono contenute nel Soggetto : percioche fa dibifogno, chef oda almeno vna
parte ,che faccia moumiento, fi nel battere, come anco nel Iettar la Battuta . Quando adunque tra molte Mi-
nime fé ne rttrouaffe akuna,che non procedeffe per mouimetc congiunto ; non farà mai lecito, che ellafia dif
fonante ;M%i lima ,& l'altra di due figure , che faranno tal.moiumento ,fi debbeno porre confonanti:
Conciofla che [e bene la Diffonanza èpoila nella feconda minima, nel movimento cong:unto;tal movimento,
& quel poco di yelocità, che fi ritratta nel proferir fmili figure , non biffano i>dire cofa alcuna , che dijbiac-
cia. Ma non è ria cefi nelli Movimenti feparati : percioche per tal feparattone la Diffonanza fi fa tanto mam
fejla , che apena fi pub tolerare ; come è mamfeflo a tutti coloro, che hanno giuditio di tal cofa .
3V
j£3I
■*-
4--
^-&&
SOCGETTO.
^È?±?È?I?=?É5=z?=?=r:S
aOTjEBSB
Primo effempio nell'acuto .
lllgilggligsgiiiiill
Secondo effempio nel grane .
ifiiiliSiiiiiiiSlii
Parte
'97
Si potrà nondimeno porre fa Prima parte dellabattuta,chefia difindnte ; quando [ara la feconda minima di
•Vita Semibreue fincopata del Contrapunto;percioche la prima parte di tal fgurafarà pofta fenxa dubbio nel
leuar la battuta,& lafecoda nel battere;^ tal Diffanaivxa fi potrà /apportare: perciocìte nel cantare la Se-
mibreue fincopata ,fi tien falda la yoce,&fi ode quafi ynajojpenftone, o taciturnità , chef trotta nel mezo
della percuf ione, dalla quale nafcono ifaom,& per effafi difcerneno /' vn dall'altro , & con fife nel tempo;
onde l'adito quafi non la pnte:per cloche da lei non è moffo,di maniera, che la poffa comprendere ptenamen-*
tetper non effer da lei percoffo,& per la debolezza del mouimento, che fi fiorire in effa : perche manca della
percuf ione , che lo muoue: laonde la Voce allora nel perfeuerare della Sincopa perde quella yiuacità , che ha-
uea nella prima percufi 'ione ;di modo che fatta debole , et effendo percoffa fopra la feconda parte della fncopas
nellaquale è nafofla la Difv;ianza,di yn mouimento più gagliardo di un'altra yoce forte , che fi muoue da
yn luogo all' altro con più gagliardo mouimento., tal Dijjonanxa a pena fode;e fendo anco, che preftamente
fé nepxffa. Ut fé pure il Senfo è da qualche parte offefo;è dipoi ragguagliato per tal maniera dalla Confonan-
7g,che fuccede fenxa alcun mezo;che non folamente tal Diffoiianxa non li dijjiiace ; ma grandemente in lei
fi compiace: perche con maggior dolcezj^f, & maggior foauità lift ydire tal Confonanza . Et quefa forfè
ciuiene, perche Ogni contrario maggiormente fi fcopre,& fi fa al fentimento piti noto, per la comparatwne
delftto Oppafto . Ala no fi debbe giamai porre la Prima parte della Semibretie,chefa dirottante; fa poi fin-
copata,o non fincopata;& fi debbe auertire per ogni modo due cofe;laprima, che Dopo ladtffonanza fegua
yna confonanza a lei più yicina;la fecondatici Mouimento, ilqttale farà la parte della [incapa, debba Jem-
pre difendere, &> effer congittuto:& non afcendere . Onde potrà effere ytile qttefìa Regala, che Quando la
Dtffonanxaftrà pojla nella feconda parte della Scmibreuefncopata, laqualefarà yna Seconda; allora dopo
lei accommodaremo ottimamente la Terza, che le è più yicina. Cofi ancora quando in effa Sincopa farà pò-
Jla la Quarta, fi farà il medefimo . kA Ila Settima poi fé le accompagnerà la Seda ipercioche le è più vici-
na . Similmente fi potrebbe dire delle Replicate ;fi come dtlla Nona, alla quale fi accompagna Lì Decima;
£S7" della Vndecima.dietro laquale ftmilmente fi debbe porre la Decima;comefipttò yedere .
■y-
±2É
n^~^^±~~^±^-^^±±—±±^^^^^^^-w- : =
SOCCETTO
IPlilèfliiiiiiiilililil
Primo effempio nell'acuto.
iiSiilliliiii^ii
Èf|ilì^i|iìli|ìlfglgiìji;ii^ii;
Secondo effempio nelgraue.
:&
iipliliii^SmplS
Si potrà anco alle yolte(come coflumano di fare li buoni Mufici, nonfènzafw grande commodo ) dalla Se-
condafiucopata per yenire all'Vnifono;& ciò quando le parti faranno ordinate in tal maniera, che tyna
faccia il mouimento di Tuono& l'altra di Semitmno, chefiano mommenti congiunti . V faremo etiandio
k Ift Quarta
a
'9
i
Terza
Sii
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=*=£::
T»~ H
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*-*r*-
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f
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A* Quarta fncopata, dopo laquale feo-ua fen-
SJd <«/cw/ wf^o /.t Semidiapane, & dopo
queéla immediatamente fucceda la Terzg
maggiore: Percwche la Sem/diapente è po-
jìa in tal maniera, che fa buono effetto : emen-
da che tra le parti non fi ode alcuna trifta re-
latìone.Ma non è cefi (apportarle la Quinta,
quando cafea il Tritono per •relatìone ; fecondo
il modo mojlrato di fopra;come fi può vdirenelli due fòttopojìieffempi. Sogliono ancorali Prattici vfare di
porre la Nona, quando dopo efjafi viene alla Ottaua per contrari] Mouimenti, &< hma delie parti afeenda
per Quarta, odifeenda per Quinta ,<& l'al-
M ■" ZZZ Z Z~ ! ! ZZ tra difeendaper Mouimento congiunto; come
PZZ^-ZZZZilZ HZ$-;JbZ^Z3ZI : :ZZ 1ui fi yede • St debbe però offeruare , che
■ -B- quella fgura,laqualfegue la Dijfonanza , &
difeende ,fen%a effer tramenata da altra fi -
gura;nonfia legata ad vn altra Confinane,
cioè che non faccia vn altra fincopa, che fio,
tutta conjonante:ma che di due cofefia fvna;
ouero che tal figura difeenda , opure afeend*
per Mouimento congìunto,o feparato;o che ella fa legata, advn altra figurale fia ftmirliantemente difi-
fonante, & che tra loro facciano yn altra Sincopa. Io ho detto legata ad vn altra fio-ura : percioche
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quando fi rifolue laftncopa di Semibreue, nella quale fia la Diffonanza, allora feguita la Minima ,fen%a al-
cuna mex^na figura; laquale dico allora effer legata quando dopo la Diffonanza fegue vn altra Semibreue
fincopata, ouero ~vna Minima col punto . La onde dico, che al primo modo la Minima è legata ad vìi altra
Mi>nma;& al fecondo modo la Minima è legata alla Semiminima, che è il Pttnto.Quelle adunque,che nelle
cantilene fi concedeno fono le fottopofle . Quelle veramente, che li buoni Compofiton non vf ano, fono quel-
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le, che [esultano : imperoche quando non fiofferua in loro la fopr adata Regola , la figura , che fegue U
Diffonanza, ,,on fi bene il fio officio, & quello, ebe debitamente a lei s'appartiene . Onde la Diffo-
nanza fi rifolue con vn modo freddo (dirò cofi) concio fa che non ragguaglia pienamente l'Vdito di
quello, che forfè per ottanti in qualche, modo fu offefo dalla Diffonanza ;come nelli fottopojìt effempi fi
orràvdire. Et perche gli .Antichi Prattici hanno vfato,& li Moderni ancora, vfano,dt porre alle vol-
te confufamtnti ne i loro Contrapunti nel luo^o della Confonan%a , hora la prima , & hora la feconda
Semimimma,
Parte. 1^9
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Semiminima,chefegueno la Minimi bàttuta , onero la Semibreue col punto , o fetida il punto fincopata,
quando il loro procedere Ji fa per Mammenti congiunti verfo la pene grane ; però accioche non fi veneri confi,
pone nell'animo delCompofitore,determinaremo hora, quale delle due Semimintme,fi habbia da porre , che
fia confouante.Onde dico,cheper ogni modo fi debbe porre la feconda , & non la prima .-percioche quedo è
(lato yftto communemente non folamente da i buoni, & dotti Alufici; ma dagli altri ancora, quantunque la
prima cafcìn [opra il leuar la battuta; cioè nella feconda parte ; perche -veramente yn fimil procedere non è
altroché imafopportabtle diminuitone di due Minime di/ìantt l'ima dall'altra per ima Terza, fatta per ca-
gione di far cantar bene le parti , oper la commodità di commodar le harmome alle parole , lequali nafcono
dalla pronuntia delle figure ,o note della cantilena . La onde pojìe in tal maniera fono fopportabili, & paf- 1
fino bene:percioche la tardita\& dimora della prima figura,o nota precedente ; et la yeloatà della Semtmi-
mma feguente, della quale il tempo,& ilfuono,o la i>oce in fiemepaff ano preflo, fanno, che la T)iffinanza,che
èpofla (opra la detta Semimimma, non e facilmente comprefa dallVdtto ; &però dalli Mufianon èpotta
in alcuna confideratione ; Et [e pure è compre fa immediatamente la nota feguente, che è conjonante 3 piena-.
mente acconcia il tutto.Quando adunque dopo la Mimma, o Semibreue col punto , o fenza il punto Semi-
ranno due Semimnume,pofte l'ima dopo l'altra al modo detto di [opra , porremo fempre la feconda , che fio,
confonante;ancora che Liprimafia diffonante: Ala quando faranno più di due potremmo fare altramente j
cioè potremmo porre la prima confinante, & le altre poi, fi come è fato detto difipra ; ancora che in alcuni
caft la detta prima Semimimma ,chefipone diffonante , fi pofjà porre confinante ; mafi 'imamente quando
dalla Ottaua fi yerrà alla Qumta,o per il contrario, procedendo per contrarq mouimenti , nelli Contrapunti
diminuiti, coyne fi potrà yedere. Tutto quefìo ho detto, per leuare dall'animo del Compofitore la confusone:
perche non e il douere,che in quefta Scienza, laquale ordma,& dà regola ad on 'altra : cafchi nella parte de i
Suoni,cofa yeruna,chefia difordtnata;maf imamente non efjendo il douere,che l'yna, & l'altra delle nomi-
nate Semiminime fiano poile da ima parte de i Mufici in yno pajjàggio ifleffo ad vn modo ,& da vn 'altra
parte ad yn altro . Se adunque ne occorrerà di f ne per ornamento, oper necefitàfimilipaffacr n ; allenire-
mo di porle fecondati modo determinato,^ nella manierale fi veggono nello ejfempio pofto qui difitto.
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^=±SissSr:±^^£^E +++ + ^*±-^^— ¥=;:
SOGGETTO.
^^iillillliiiiilliil
Primo ejjempio acuto.
*
iliìgèiil =ii|iiiiiiììl?
Secondo effempio grane .
iìiillliipili
il modo
200
T
erza
Il modo che ha da tenere il Compofitore nel fare li Contrapunti
foprà vna Pane, o Soggetto diminuito. Cap. 45.
3 CCO RRE R^A oltra di quefio,che'l Contrapuntifìa,dopo thauerft esercitato per mot
ti giorni nel fare il Contr apunto f opra vn Soggetto di canto fermo;coiiojcendo di farlo fen
t alcuno errore. Dorrà pa/fareput oltra, & venire ad vn altra compo fittone pur di due
yoci : la onde per affuefarfi alla muentione,dico,che non farà fuori di propoftto,fe pklierà
primieramente per Soggetto yna parte di alcuna cantilena di Canto figurato ; &fe ciò
non vorrà fare ,la potrà comporre da fa fleffa, fecondo cheli tornerà più alpropofito. lkhe fatto , dico,
che potrà dipoi fecondo ti fio indegno comporre yn altra parte nel grane, onero , fecondo che li verrà meo-Ito
fattojìeW acuto.E ben vero,che yolcndo comporre ti Soggetto da fefieffo , potrà aiutato da yna parte debiti
fatta compofitione comporre l'altra,di modo che tutto in y» tempo yerrà a comporre il Sog o-etto, & a dar fi-
ne alla Cantilena : percioche ( fi come ho detto altroue ) So? (retto io chiamo quella parte 3 che fi pone
auanti le altre parti nella compofitione;oueramente quella parte, che il Compofttorefi ha primieramente ima
pinato di fare . La onde tanto più ageuolmete potrà coporr e, quanto più vorrà offeruare quelle Regole, lequali
batterà offeritalo nel fare li Contrapuntifopra il Canto fermo . Bene è vero, che queflo modo di comporre è
più libero, & più efpedito : percioche fi può diminuire quii parte fi vuole, fia graue , onero acuta ; laffando
yna di effe parti con le figure di alquanto maggior valore ; ouero ponendo te figure tra tutte due , che fatano
Cimili jo diuerfe ivna cantra l'altra; ilche non fipotetta fare nel primo modo . Potrà adunque il Compofi-
tore far quello,che li tornerà più commodo;auertendo però,di accommodar fempre in tal maniera le parti
della cantilena, che cantino bene,& habbìanobello,t£r elegante procedere , con vii non so che miflo di grani-
ta . Et accioche fi vegga il modo, che fi ha da tenere nel comporre fimilt Contrapunti, o Compofitiom ( poi
che non fi può dar Regola particolare di ogni cofa, per effere infiniti gli ìndiuidui ) porrò due ejjempi , l'vno
de 1 quali farà fondato fvpra vn Soggetto ritrouato, che incomincia Scimus hoc nojìrum meruiffe crimen,
ilquale è vna parte acuta di vna leggiadra compofttione a due voci di Adriano ; L'altro poi farà tutto com
poflo di fantafia . Di maniera che vedendo, & eff aminando quefìi due,& altre fimdi compofttioni ,fi po-
trà venire aHvfo di comporre facilmente , &' bene.
Scimushoc nojìrum, meruiffe crimen
nos fumus
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cau
fu,
fateamur ip
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llliìllipidi^i^?$slifefe
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ipfi chriflefednobis m'tferando parce
" i>.u-ce braca mur.
parce pr.tca
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Parte graue.
Seconda
Parte, 201
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Secondo ejjempio tutto difaiitajia .
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Parte <rrane.
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202 Terza
Che non è neceflario , che la parte del Soggetto ,
& quella del Contrapunto incomin-
cino infieme, Cap. 44.
O NON -vorrei giacche alcuno credeffe, che nella Mufìca fujfe tanta ( dirò cofi )fu~.
perflitwne,che ciafcunofuffe tenuto per legge fatale , di dar principio alii fimi Contra-
punti in vn [àio modo ; facendo fempre che la parte del Soggetto incominci a cantare
infieme con quella del Contrapunto; & che non fuffe lecito di tifar le Paufe nel princi-
pio di qual parte fi -voglia : Conctofia che l'vfi delle Paufe, non [blamente fu ritrouato
per ornamento della cantilena; ma etiandio per neceftità ,come dirò altroue. Onde quando tornerà com-
modo di porle nel principio di qual parte fi -voglia della cantilenarlo potrà fare ,fenxa ejjerui alcuno er-
rore ;& potrà porre non filo le Paufe ài Breue.,o di Semibreue : ma quelle di Mimma ancora. Et ciò
non farà fin%a tvfò degli antichi & delli Moderni compofitori fi quali prefero tal licenza , vedendo che
tal Cufa li tornava molto commoda . Volendo adunque dar principio alli Contrapunti in cotal maniera,, deb-
hefar cantare primieramente qual parte fi yoglia delle due , incominciando nel principio della Battuta ; l'al-
tra poi fi potrà far cantare , ponendo nel principio auanti la prima Figura cantabile la Paufa di Minimale
fi chiama -volgarmente Sojpiro ; dopo laquale fi potrà porre qual Figura tornerà com moda , pur che 7 fio
■valore non ecceda il valor della Semibreue ; Laqual Semibreue pofla dopo la Paufa di Minima , verrà ne~
cefjariamente ad effer fmcopata . Ma fi debbe fchiuare di dar principio alla parte del Contrapunto , & a
quella del Soggetto nel principio della Battuta per altre figure, che fiano di minor valore della Semimini-
ina -.percioche fi verrebbe a dar principio alla cantilena per vn Mouimento molto veloce , anzi velccifiimo.
Incominciando poi dalla Semimimm a Sempre le porremo auanti la Paufa di Minima. Et veramente i»
aò,& in ogn altra coft douemo imitar la Natura , il cui procedere fi vede effer molto regolato : conciofia
che fi noi haueremo riguardo aUi mouimeti naturali,ritrmaremo,che fono ne i loro pnncipij alquanto più tar
di,di quello,che non fino nel me%o,& nel fine; come fi può vedere da vna Pietra ,che fa laffata cadere
dall' alto al baffo, della quale il Motumentoèpiù veloce ,fen%a dubbio , nel fine ; che non è nel principio .
Imitar emo adunque la N atura, & procederemo in tal manierajche li Mouimenti ,che faranno le parti del-
ti Contrapunti nonfiano molto veloci nelprmcipio;ilche ofjeruaremo etiandio nelmexp, & nel fine di ciaf
cunaparte, quando dopo le Paufe incomincieranno a cantare , & il loro principio farà per vna figura di
qualche valore; fi come vna Semibreue ,ouero altra maggiore. Et volendo procedere per Mouimenti al-
quanto più ftloci, faremo, che dopo quella ne figuiti vn altra, che le fa più vicina, & di minor valuta;
come farebbe la Mimma , & dopo lei la Semiminima . Io non dico già , che dopo la Minima non fi pop
fa porre due, optu figure fimiti l'vna dopo l'altra : percioche dopo vna Semimimma fé ne può porre vn al-
tra, & più anche ,&• cofi dopo la Minima ; ma dico , che volendo procedere da vna figura maggiore ad
vna minore , il douere vuole , che la figura feguente fia la più vicina alla precedente. Ne voglio anco,
che alcuno veda , eh' io ponghi tal Regola per fi fatto modo nectfjana , che non fi poffa fare altramen-
te : conciofia che queflo , ch'io ho modrato , è fiato per dare vn poco di lume , & di giuditio al Compofi-
tore . Et perche ho detto di fopra , che fi debbe procedere da vna figura cantabile all'altra con la fua più
vicina ; pero è da auemre , che alcuni Mufici effecitati intorno vn certo loro genere detto Quantitatmo^
pongono le figure cantabili in quattro differcxe ; percioche alcune nominano Parte propinque di alcun altra
Figura,akune Partiremote, alcune Parti più remote,et alcune altre Parti remotifìtme. La onde dtcono,chc
alla Figura è la parte propinqua di vn altra, che nell'ordine poflo di fopra nel cap. z.lafeguefenxa alcun mt-
xg.Perofipuò dir e, che la Breuefia parte propinqua della Lunga;et la Semibreue della Breue, et la Minima
della Semibreue, et cofi delle altre, che figueno; ancora che in tal cofiderationeno pafj 'afferò oltra la Mimma;
per effere vltimafigura tra quelle, che patifcono alteratione;come forfè mofìrerò altroue.Ma quado lafjattano
vna figura di mezo,& pigliauano la feguente, chiamauano tal figura Parte remota della prima. La onde fi
può dir con verità , eh la Semibreue è Parte remota della Lunga,& la Mimma parte remota della Bre-
ue , &■ cofi le altre per ordmr. Quando poi laffauano le due melane ; quella , che era feguente alle due
{affitte,
Parte. 20 j
laffate , chiamauano Parte più remota detta pi-ima ;fi comepotemo dire detta Minima , rifpetto alla Lun-
ga ,& delle altre ancora . Ma quando ne laffauano tre , la feguente dimandauano Parte remotijìima ;fi
come la Mimma rifletto atta Mafiima . Tornando bora al noftro primo propofito dico ; che è conce fio a
a ciafcuiio di porre due Semimtmme,&> più ancora dopo il Seffiro ; fi come fi poffono porre dopo la Mi-
nima ; percioche quefla è di valore equale al Sofpiro ,& aafeuna di effe è la jua parte propinqua ; quan-
tunque tal Soffrirò, 0 Paufa non fi canti . Ma non fi accommoderà cofi bene dopo la Paufa di Se-
mtbreue ,o dopo vn altra maggiore tali Semimìnime : e/fendo che ette fono Parti remote : ne tornerà
etiandio bene il porre dopo ti Sojfìro molte chrome . il porre due Semimìnime dopo la Semibreue col
Punto , auer dopo la Semibreue '/incapata farà lecito : percioche quella parte ,fopra laquale cafea la Bat-
tuta, che è [opra il Punto ; onero [oprala feconda parte detta Sincopa, fi confiderà come feparata dall' al-
tra per la Battuta ; cioè fi piglia per ima Minima feparata , [opra laquale cafehi la detta Battuta . Non è
pero lodeuole ( quantunque pochi fé ne guardino ) ;/ porre le figure con tale ordine , che dopo la Semi-'
breut p che fia battuta fenza il punto , ne fegua due , o più Semimìnime : percioche fono Parti remote,
& non propinque detta Semibreue ; lequalt pojìe in tal maniera, quanto fiano orate, & commode atti
Cantori , ciafeuno da fé lo potrà comprendere , quando ydirà procedere da vna figura cantabile ad vn'aU
ira,con ima fiotta mutatione di tempo tardo al yeloce fenza alcun altra mezana diffofitione. I
Che le Modulationi debbeno efTer ben regolate,
& quel che debbe ofTeruare il Can-
tore nel cantare . Cap. 4^.
CREBBE cofa troppo difficile, s'io yoleffe ragionare di ocnn mìnima cofa , che pub
occorrere nel comporre; & non poco failidio apportarebbe a 1 Lettori . Onde laffando
da yn canto quelle co fé , che non fono cofi neceffarte , yerrò a quelle , che fono di qual-
che importanza ; delle quali alcune al Compofitore appartengono, & alcune al Canto-
re . (Quelle che appartengono al Compofitore fono quette : Primieramente debbe com-
porre le Jue cantilene , fecondo le Redole date di fòpra , non fi partendo dalli Precetti , 1 quali più 0/-1
trafili per dimoflrare . Dipoi debbe porre ogni fio fiudio , che'l Contrapunto , cioè le parti detta fia cantilena..
fiano ordinate , & regolate in tal maniera , che fipojlmo cantare ageuolmente , & che filano fenza alcuna
diffidata : percioche fé l'Harmonia nafce(come yedemmo netta Seconda parte ) dal cantare, che fanno in- ■■
fieme le parti detta cantilena , fenza offefa alcuna dell'ydtto ; non potrà ellagìamat nafeere da cofe , che fia-
no tra loro fenza alcuna proporttone . Sarà adunque auertitodtftre , che le partì fip'bfino cantar bene , ci?*
che procedtno per yen , & legìttimi ìnterualli , contenuti tra 1 Numeri harmomct ; confonanti, 0 diffonan-
ti , che fiano . Confinanti dico , come di Ottaua , di Quinta , di Quarta , di Terza , & di altri fintili ; fi co-
me fono quelli di Decima ancora , che farà fatto fenza errore alcuno , poi che il maeflro de 1 Mufici antichi
lofiquino, non pure ha yfato yn tale interuallo ; ma etiandio usò quello di Duodecima ; come fi può vedere.
nel Moneto , che fi canta a cinque yocì,Inutolata, integra, & cafìa es Marta . Dtffonanti etiandio ; come,
fimo quelli del Semituono maggiore , & quelli del Tuono , che fono le differenze , per le quali l'yna confo-
nanxafitpera l'altra :fi come ho moflrato nel cap. 3 9. detta Seconda parte . E ben vero , che atte volte fi
pone quello di Settima , & di Nona ; ancora che di raro ,fi come hanno vfiato , & vfano anco alcuni buoni
Compofitori. Ma quelli del Tritono, detta Semidiapente ,& altri filmili non fi debbeno vfiare ; fi come
hanno vfato alcuni Moderni , volendo, ciò attribuire al procedere dette modulationi Chromatiche : con-,
cìofia che veramente quedi interuatti non hanno le forme loro contenute tra i Numeri harmomct ;
Za onde non è pofitbile , che pofitno fare nette modulationi alcun buono effetto ; anzi poffono ojfen -
aere grandemente il [entimema ; come la efperienza ce lo dtmoflra. Et fi la Mufica ( come la defi-
mfee ^fgofìino) è Scienza di ben cantare, 0 ben modulare ,& ad altro non attende , che a quefìo ; in qual
maniera fi potrà porre quella cantilena nel numero di quelle, che offeruano,& tendalo a quejlofine, laquale
;.. ; C 2 batterà
204 Terza
hauerà le file modulationi piene di fi m ili error i, &farà in tal modo difirdinata, che a pena fi potrà fiopportar
di veder!a,non che di c.tnt.xrU ? ^A qutflo anco fi ricerca quello , che nel cap. 3 7 .fi è detto ; cioè che le parti
proctdmo,più chefiapofiibde,per mommenti con<nunti;perciOche fono più naturali ,dt quelli, che fono fiepara-
ti.Cercarà adunque il Compufitore di fare, che le parti della fua cantilena fi pojìmo cantar bene:, & aveuol-
mente;& che procedalo con b db, leggiadri, & eleganti Mommenti ; acaochegli auditori prendino diletto di
talmvdulationi,& nonfiano da -veruna parte offe fi . Quelle cofe, che appartengono al Cantore fono quejle ;
Primieramente dee con ogni diligenza prouedtre nel fùo cantare, di proferire la modulatione in quel modo,
che è fiata compofia dalCo>apofitore;& non fare come fanno alcuni poco aueduti,i quali per farfi tenere piti
valenti ,& più fatti de gli altri, fanno alle volte difuo capo, alcune diminutioni tanto faluatiche ( diro coft )
& tanto fuori di o<rmprcpofito,che non filo fanno faflidio a chi loro afioka;ma commetteno etiandio nel can
tare mille errori ; conciofia che alle -volte -vengono a fare infieme con molte Difiordanze due, opiù V infoili,
0 due Qttauefiuer amente due Quinte, & altre cofefimili , che nelle compofitwm fienzo alcun dubbio non fi
fopportano . Sono poi alcunì,che nel loro cantare fanno alle volte vna voce più acuta, 0 più naue di quello,
che è il douere,cofia che nonhebbe mai in mente il Compofitore ,fi come in luopo del Semituono cantano il
Tuono , 0 per il contrario , eJT* oltre fimili cofe ; la onde ne fegue dipoi errori infiniti , altra toffefo del fenfo .
Debbeno adunque li Cantori auertire, di cantar correttamete quelle cofe, che fino ferme fecondo la mente del
Compofitore limonando bene le voci,& ponedole a i loro luoghi; cercando di accommodarle alla confonan%a,
CSt" cantare fecondo la natura delle parole contenute nella compofitione in tal maniera , che quando le parole
contenzono materie alleare, debbeno cantare alienamente^ con jrao-li ardi mouimenti;& quando contea-
gono materie mefie , mutar propofito . Ma fipra il tutto ( accioche le parole della cantilena filano intefie )
debbono guardar fi da vna errore , che fi ritroua apprejfo molti , cioè di non mutar le Lettere vocali delle pa-
role,come farebbe dire, proferire kA in luogo di E, ne I in luogo di O, onero V in luogo di vna
delle nominate ; Ma debbono proferirle fecondo la loro vera pronuntia .It è veramente cofa vergomofa, &■
deoTia di mille reprenfionij'vdir cantare alle volte alcuntgojfi, tanto nelh chort , & nelle Capelle publicht,
quanto nelle Camere pnuate,i& proferir le parole corrotte, quando douerebbem proferirle chare, efpedite, et
fenza alcuno errore : La onde dico,chefie ( per cagione di effempio ) vdimo, alle volte alcuni Jgndacchiare
(non dirò cantare) con voci molto fgarbate,& co atti, &> modi tanto contrafatti,che veramente parino Si-
mie, alcuna canzone, & direnarne farebbe ^ffpra cara,efialua<zna e eroda uaHiai quando douerebbeno di-
re; uffpro core, e fieluag ?io,e cruda voglia : chi non riderebbe fanzi { per dir meglio ) chi non andrebbe iti
colera;vdendo vna cofa tanto contrafatta, tanto brutta, ej7" tanto horrida ? Non debbe adunque ti Cantore
nel cantare mandar fuori la voce con impeto, et con furore a gufa di Beflta ; ma debbe cantare con voce mo-
derata , & proportionarla con quelle de gli altri cantori , di maniera che non fiuperi , & non lafii
vdire le voci degli altri ; La onde più prefilo fi odeJlrepito,che harmonia : conàofia che l'Harmonia no nafee
da altro, che dalla temperatura di molte cofe pofle infieme in tal maniera, che l'vna nonfiuperi l'altra . Ha-
ueranno etiandio li Cantori quello av.ertimento,cht ad altro modo fi canta nelle Chiefie , & nelle Capelle pu-
bliche,& ad altro modo nelle priuate Camere : Imperoche iui fi canta a piena voce; non però fi non nel mo-
do detto di fipra ; & nelle Camere fi canta con voce piufommeffia , &foaue , fenza fare alcun flrepito .
Però quando canteranno in cotali luofhi, procederanno congtuditio, accio nonfianopoi {facendo altramete )
degnamente biafimati. Debbeno oltra di quefilo offieruare , di non cantare con mommenti del corpo , ne con
atti,ogejìi tali,che induchino al rifa chi loro uedeno, & afcoltano ; come fanno alcuni, i quali per fi fatta ma-
niera fi muoiano, il che fanno etiandio alcuni Sonatori, che pare veramente , che ballino . Ma laffando hor-
mai cotefla cofa da vn canto , dico , che fe'l Compofttore , & li Cantori wfieme offeriranno quelle cofe,
che appartengono al loro officio, non è dubbio , che ogni cantilena far -à dilettemle , dolce ,fiottue f & piena di
buona harmoma , & apporterà a «fi V ditori grato , 0* dolce piacere .
Che
Parte
20J
Che non fi debbe continouare molto di lungo nel graue , o nell'acuto
nelle modulationi , Cap. 4. <S.
T perche alle uolte amene j che'l continouare , (he fa una parte della cantilena alquanto
nel grane, ouer nell'acuto , è cagione che'l Cantore fi fianchi ; mafiimamente quando ha
la yoce grane $ & dimora motto nell'acuto ,- ouer quando ha la uoce acuta ,&è sforza-
to dijìare nel grane : tmperoche uenendo a far debole la noce , & a bacarla, fi è nell'acu-
to ; onero ad alzarla, fe'lfi ritroua nel graue; yiene a far molta diffonanza ; però io yor-
rei (per Iettar cotal di/comodo, & difordtné) che'l Contrapuntifla haueffe auertenza a cotal Cofa& che ac-
commodaffe la cantilena in tal maniera, che le parti non cantaffiro per lungo tempo nel graue , ne anco mol-
to di lungo Jìeffiro nell'acuto : Ma tutte le uolte che afcendeJJero,o difcendeffero, non fufjero pofte in cotal ma
mera fenza prof>ofito,& non dimoraffero molto di lungo in quejìe due efìremità , Io ho detto ; non fenza prò
pofito : percioche li Compofiton moderni hanno per cojìume ( il che non è da biafimare ) che quando le parole
dinotano cofe grani, baffe, profunde, difceft, timore, pianti, lagrime , & altre cofeftmili, fanno continouare
alquanto le lor modulationi nelgraue ; Ma quando figmficano altezza, acutezza, afcefa , allegrezza, rifa,
& altre fimili cofe ; lefinno modulare nell'acuto . Bene è yero , che no debbenofar cannonare di lungo l'har
monta in tali ejlremi : ma debbenofare, che le modulationi tocchino le chorde grani , <& anco le acute, con le
tnezane delle parti della cantilena, yartandofempre le modulationi , Ne debbe comportare , che le eflremttà
delle parti trappafiino nelgraue, o nell'acuto fiora de t loro termini, corca la loro natura, & cantra la natu-
ra del Modo, /opra il quale è fondata la cantilena ; cioè non debbe fare , che il Soprano pigli d luoo-o del Teno -
re, ne quejlo il luogo del Soprano : ma fare , che ciafcuna parte flia nelli fuot termini ; come yederemo nella
Quarta parte, quando parlaremo intorno almodo,chefi ha da tenere nello accommodar le Parti : ancoraché
in alcuni cafi quefìofia concejjò , per poco fpacio di tempo : Percioche ordinandole , che non frappammo t loro
termini, non potrà fegutre fé non commodo grande al Cantore, & nafcere buoni,& perfetti concenti.
Che'l porre vna Diffonanza, ouero vna Paufa di minima tra due Con-
ibnanze perfette di vna ifteiTa fpecie , che infieme afeendino ,
o di/bendino , non fa , che tali confonanzeiìano, ^_ó
replicale, Cap. 4.7.
OG LIO NO alcuni non hauereper inconueniente , il porre due Perfette confinanze
l'yna dopo l'altra nelle loro compofttioni, di yna lileffa fpecie, che infume afcendtno,a di-
fenduto., fenza ponti di mezo alcun altra confinanza : percioche fi auifano , che'l porre
tra loro yna Diffonanza, ouer amente yna Paufa di minima, faccia yariar le fpecie , &
che per quejlo non fi faccia cantra la Regola pofla dtfopra nel cap, z 9. Ma in nero quanto
cofloro s'ingannino, ciafeuno lo potrà conofeere con la efperienxa tjìejja,dopo che haueranno ydito quello, che
ne ifittopoflieffempifi contiene ; percioche conofeeranno , che la Diffonanza pofla tradite confonanze per-
fette, non fa yariatione alcuna di concento ; ne anco lena, che tali confinanze nonfianopofle l'yna dopo l'al-
tra fenza alcun mezo ; effendo le Confonanze confiderate dalMufico per fé , & le Diffonanze per acciden-
te follmente ; come ho detto altroue . Et fi la Difjonanza, che èfuono , pofla tra le dette confinanze, non ha
forza alcuna di fare alcuna yariatione ; minormente hauerà tal forza la Paufa di minima, che non raprefen
tafuono ; ma taciturnità, & priuatione . Non farà adunque lecito porre due Ottaue l'yna dopo l'altra , tra-
mezate filamente d.dla Settima, ouer dalla Nona ; ne due Vmfom tramezat't dalla Seconda . Et quantùque
la Quarta, & la Seflafiano confinanze, come fu determinato ; & fi pojfa dire , che l'yna , 0 l'altra pofla
tra due Quinte , faccia alcuna yariatione di concento ; nondimeno non fi debbeno y fare, fé non nelle compofi-
tiont di pia w< : percioche nelle femplici generano no so che di trtilo ; come fi può ydire netti fottopofli ejìepi.
Suzliono
0
Sogliono anco itile volte li Compoftori in una particeli* della compof none , dopo la Ottaua pofìafopra unafr
gwa di Semibreite,che difenda,^- babbi* [opralo fono di fé yna Mimma, porre immediatamente due Se,-
miminimejequali accendino per mommenti congiunti ,& fenx* altro mezp dipoi la figura fernette afendi,
& venghi alla Ottaua. Simigliantemente fogliano , dopo vnafvura di Semiminima , pofìa in Ottaua fo-
pra vna Minima, che difcendi , porre yn altra Semimunma, laquale faccia il mouimemo (eparato, tàs ve/i-
gni medefimamente alla Ottaua ; & non folocio fauno : ma etiandio pongono in luogo delle femiminime la
minima cól punto , con due chrome feguenti , & altre cofefmili ; come qui fi vede .
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Et auegna che non fi poffa dire con verità , chefiano due Oltane pofle l'vna dopo f altra, fen%d alcun mexo-
percwchef ritroua vn altra confinane* pofta tra loro , che è la Sefìa , ouer la Decima ; nondimeno non fi
debbeno vfare, [>er due ragioni : La prima delie quali fu detta difopra nel cap.qz ; & la feconda è, che per la
mutatione veloce, che fa la Sefìa,o la Decima poiie tra loro;ouero per il veloce mouimeto, chef anno, quafi no
fi ode ; tanto più, che nelle due femiminime , chefepueno la minima, ouero la Semibreuefincopata , la prima
èpofla nel numero delle Diffonanxe , & la feconda nel numero delle Confinante . Onde mai stormente tali
Oltane fi odeno , &fi viene a fare contra quello, chef è determinato difopra nel cap./\ 1 . che non fi doueffe-
^ ìm vfare molto ffeffo accommodate nel Contrapunto in cotal maniera . Et per dire il vero , li pafjavoi , che
t'/f fanno le due Semiminime non fono altro, che la Diminutione del mouimemo congiunto, che fanno infeme due
SemiWeui . ^A conili anco fi a? giunge , che non de vfare quelpafjaggio , che j anno due parti afcendendo , o
difendendo inferni, l'vna per wommenti congiunti di Quinta, procedendo per quattro ftmimimme , & l'ai
tra,
Parte, 207
■tra per mouimento fiparato , afiendendo per fimibreui fenxa alcuna diminutione ; & le confinante , che ca
frano nel battere fino due Quinte ; come nello effempio fi vede : percwchefi bene fino tramenate dalla Ter-
— 4-
~ •*-#-*-
I
ili
%a , non hanno però gratta alcuna . É ben vero , che
quefìipaff aggi fono più fipport abili delli primi : ma no
fono però lodatoli :percioche nel cantar la parte dimi-
nuita, fi ode la Terzo potta tra dm Quinte nella ter-
za femiminima , la eguale è confinante ; & è per cofi a
velia feconda parte della Battuta . Et tanto più fi pof-
fino Rapportare, guanto che le Quinte tramenate in co
tal maniera, non fino cofi facilmente comprefe daìl'v-
dito : perche non fono femplici, come è la Ottaua : & li mouimenti , che fanno le parti, che contengono le Se-
mibreui, non fino congiunti, come fono quelli altri, ch'io ho moflrato difipra . Ma perche alcuni cantano fa'-
ti pafjaggi per diminuire il mouimento fiparato di Quinta , che fanno alle Tolte te parti ; però dico, che fi deb
beno fuggire per ogni modo . Et fi pure ad alcuni parejfe di tifare non filamente quefli ,ma gli altri ancora
mojlrati di [opra; non debbe però y farli molto fjìeffi : perctoche quando non vifufjero altre ragioni , Tifino
almeno quette ; che fi uiene a far contro quella Regola , che dice, che douemo procedere da vna confinane
all'altra per mouimenti contrarij ; & contra quella, che ne auertifc€,che noi f adamo muouere le parti infie-
me, quando afeendeno, o difiendeno, l'una di effe almeno per mouimenti cbgiunti;che douerebbeno ritrouarfi
in quelle parti, che fi muoueno per mouimenti feparati , (p* contengono le Semibreut ; & nondimeno non lo
fanno ; come fi può chiaramente vedere .
Della Battuta .
Cap, 48,
^tV ENDO io più volte vfato quefle voci Battuta, Sincopa , &* Paufa, è ragioneuór
le, auanti che fi vada più altra ,che vediamo quello, chefiano ; accioche non procediamo
per termini non conofiiuti , i quali non pofjono veramente apportare alcuna (cienzti : La
onde douemo ftpere, che li Mufici vedendo , che per la diuerfttà de i mouimenti, che fan-
no cantando infieme le parti della cantilena , per effere l'vnopiù veloce, a più tardo dell'ai
tro; ordinarono vn certo Segno, dal quale ciafcun cantante fi haueffe da reggere nel proferir la voce con mi-
fura di tempo veloce, o tardo, fecondo chef dimoflra con le figure dmerfe cantabili , le quali fono pofle di fo-
pra nel cap. 1 . Et s marinarono chefufje bene, fi cot al fegnofuffe fatto con la mano ; accioche ogn'vno de i
cantori lopoteffe vedere , &fufje regolato nei fuo mouimento alla gufa del Polfo Immano . Onde dipoi dato
tale ordine, alcuni chiamarono cotaljegno Battuta , alcuni altri Tempo finoro ; &> alcuni altri , come <Ago-
fiino dottore Sontifiimo nel cap. io. del Secondo libro della Mufcajo nomina con voce latina Plaufi,che uie
ne da Plaudo, & vuol dire Battimento delle mani. Et veramente parmi,che penf afferò bene :percwche non
fo vedere, qual mouimento poteuamo ritrouare, chefufje fatto naturalmente, iche poteffe dare a loro regola ;
&proportione, fuori che quejlo: Perctochefi noi confideraremo le qualità , che fi ritrouano in l'uno et l'altro;
cioè nella Battuta ;&°nel Polfo , che da i Greci è detto <npvytat , ritrouaremo tra loro molte conuemenze :
concioftache ejfindoil Polfo (come lo defimfie Galeno ,& Paulo Eginetta)vn certo allargamento & ri-
firengimento ; opur vogliamo dire alzamento , & abboffamene del cuore , & delle arterie, viene ad effer
comporlo ( come vuole ^Aukenna nel Secondo Fen del lib. i .) di due mouimenti, & di due quiete, delle qua-
li cofi fimilmente la Battuta viene ad effer compofla ; & prima di due mouimenti ,che fono la Pofitione £?*
la Leuatione, che fifa con la mano, ne i quali fi troua lo allargamento ,&d nflrengimento , ouero lo alza-
mento, & abboffamene nominato , che fino due mouimenti contrarij ; <& dipoi due quiete : perctoche (fe-
condo la mente di frittotele ) tra qu- tti mouimenti ( come etiandio nel cap.qz . difipra commemorai) fem
prefi ritrouano ; mafiimamente perche è imponibile , chefimilx mouimenti fi pojìmo continouare tvno con
l'altro . Et fi come la Medicina chiama il primo mouimento avsohn, & il fecondo JWowi' ; cofi la Mufìca no
mina la Pofitione, ouero ti Battere %i<n s,&la Leuatione apri s ■ Simigliontemente; fi come il Polfo fi ritro-
sa di due maniere, fecondo l'autorità delli commemorati principi della Medicina , cioè Equale, & Inequale :
pigliando però filamente quella equalità , & inequalità ,che nafee dalla velocità & tardità , onde fi fa il
Rithmo,
20 8 Terza
JRtthmo, dal quale nafte malti movimenti proporticnati , contenuti ne igeimi Moltiphce ; & Stferpartico-
lare, cifragli altri che fi [affano, che non fino contentiti fitto cotati gcntr: i.j cefi j:otemo dire , che la Battuta
fi ritratta di due maniere, cioè "Eguale, & ìxequate , ette fi riduce cani movimento prcpcrtwnato, die fifa cu
la, voce . Et queflo dico io, perche gli antichi Mufici , <& li Poeti anco , i quéi gin erano ( carne altrcue ho
detto} riputati una cofit tfleffa ; per un certo loro finito naturate diutfiro le Veci in due parti , & attribui-
rono ad alcune ti Tempo breue , & ad alcune ilTempo lungo ; & al Tempo lun"0 applicarono due Tempi
■breui , &* pofero nel primo lucro quelle Sillabe , o Voci del Tempo breue , che fono di minor quantità ; &
nel fecondo quelle del Tempo lungo , che fono dt maggiore , come èildouere : effendo chef come la Vmtà tra
t numeri è manti il Binario, die contiene due "vinta ; cof il Tempo brtue dtbbe tenere il primo luogo , & il
Lungo il fecondo . Ma fi debbe atterrire, che confderarono la Battuta in due parti ; £?■ tanto alia prima, qua
to alla feconda attribuirono la mifura del Tempo breue, o limerò, fi com e li tornava più commodo. E ben "ve-
ro che li Moderni appltcaronopnmieramente alla Battuta, hora la Breue, & hora la Semibreve imperfette;
facendole equali al tempo del Polfo , diflmto in due movimenti equalt ; onde cotale Battuta fi può "veramente
chiamare Equale : conctofia che tra la Poftione & la Leuationef ritrova la proporrione di Equalità : effen-
do che tanto alla Pofitwne, quanto alla Leuationef attribvifie ti Tempo lungo , oueramente il breue , Dipoi
le applicarono hora la Breue con la Semtbreue , & hora la Semtbreue con la Minima ,&la dtuifero in due
mouimenti inequali, applicando alla Pof rione ti Tempo lungo, & ""»< Laiatione il Tempo breue ; ponendo-
le in Dupla proporrione . Et perche tra la Pof tiene & la Leuatione cafea la proporrione di Inequalità ;pero
cotale Battuta fi puh con -verità chiamare Ineqttale . H attendo dipoi efii Mufici cotale rifletto, quando tnten
dettano la Battuta equale, fignauano le lor cantilene nel principio con quefltfegni •"v f , onero con quejli
r r i& quando intendevano lai nequale , le fignavano con quefli >— s z^ ^""^ , oueramente con
Cu (Y 1ue^' L JL' ^1* ' «^nwBfc K0» Tofawno figliare la Bav** ^-tttta ineqttale con qutfli , pò
\ \neua (ij [\tio la afra delTernarw (opra quella del Binario in cotalmodu ì3 acampagnando-
le col Seirno del T T tempo , chef pone alloro manti ; & cotali afre nominavano Sesquialtcra,etfor
fi nonfenTj, ragione : percioche fi pofjono confiderare in quattro maniere ; Prima, quando fono pofie nelprìn
apio di tutte le parti della cantilena ; & allora fi ~vfa la Battuta ineqttale $ Seconda , quando fino pofie mede
fimamente nel principio ; ma non in tutte le parti : onde ciafeuna parte fi yiene a regolare [otto la Battuta t-
quale ; Terza , quando fono pofie nel me%o della cantilena in ciafeuna parte ,&fiyfa medefimamentela
Battuta mequale; Et quarta ,quando fono pofie nel me%o di alcuna parte folamente, & lepartifi vergono jì
regolare fimilmente dalla Battuta equale . Onde cotali Ctfre pofjono figmficare due cof e; prrtma ( come è opi-
nione de i Moderni ) che hauendo ricetto al Segno del tempo ,fi mene a porre la Mifura inequale cantra la
Equale, cioè tre Tempi lunghi ,o breuicontra due ; Dipoi ,fgnificano , che nella Battuta intera fono con-
tenuti Tre tempi lunohi , o bretit , chefiano ; de i quali due fi pongono nella Pofitione, & uno nella Leuatio-
ne ; mafimiamente quando non ut concorreno altre cifre numerali , che dinotino alcuna proporrione nelle figu
re, a note della cantilena : come gin facevano alcuni Mufici : concwfiache intefa la Battuta in quefia manie-
ra , Itua molte difficultà , che poffono occone allt Compofitori, & alli Cantori anco . Potemo hora vedere da
quello chef è detto , che la Battuta non è altro , che un Segno fatto dal Mufico equalmente , ouero tneqiiaL.
mente , fecondo alcuna proporrione , con la pofitione , & con la leuatione dellamano afimiglianxa del Polfi
hvmano. Effendo advnque la Battuta di due Jòrti;come havemo uedvto, tanto il Mufico quanto il Poeta potrà
no in effe accommodare la Mijura del tempo di ciafatn piede del Verfo . Imperoche nella Equale potrano ac^
commodare il Ptrrhichio , che è vii piede compoflo di duefillabe brevi , le quali i Poeti fogliano fignare co»
tali afre v v ; onde li Mufia fogliano fignare i loro tempi , chefiano due tempi breui con due figure equali ,
come fono quefie aIa , onero altre fimili : conctofia cht'l Poeta confiderà folamente la Sillaba fi è Lunga,
la aitai fivna con T"T quella afra — ; onero fi è Breue , la quale nota con quefla'altra v;&ilMufico
confiderà il Tem *~~-px> lunoo , o breue , <*7* lo figlia con una delleotto figure cantabili, come meglio li rcrv
tta commodo . Potranno anco accommodare lo Spondeo , che fegnano con quefie due ■ , che dinotano
duefillabe lunghe , ouero con quefie IT~ , che figmficano due tempi lunghi , de i quali è compoflo . Potrait
nofiumlmite accommodare il Dat -<s T filo , il quale contiene vnafillaba lunga , & due brevi , in cotal
modo -v v ; ouero contiene vn tem pò lungo , & due breui , in quefia maniera AZArA~.
Similmente potranno accommodare lo ^Aiiapefio in qttefio modo v v — , overamente— — " ~T
Parte.
209
i—óZ: perche contiene duefUabe breuì , & yna lunga ; onero due tempi breui, & imo lungo ; &
~_r~~ TP in tatguifa loProceteumatica ««««j onero ZL/T jv a ^/T •' conciofia che tutti quefli pie-
-di fono contenuti fono ima proportione equale ; — f~ T ' T ' T come e' noto a mt' ifi mtellige
ti . Sotto la Ine quale poi fi puh accommodare lo lamio a que — fio modo w --j oueramente
~&~~$Z 1 opure in quefla gufa ~~ ~~~ : percioche è compoflo di ima fidlaba breue } & di ima lunga , 0-
-p uero di yn tempo bre _~_~ uè , & di yno lungo . Cofi anco fi potrà accommodare il Trocheo
«i -in quefla maniera - v ,
: ouero '
: perche contiene yna fidlaba lunga ,
"W "vttfi tempo breue . In cotal modo fi
enfi lo Ionico maz -
" ra fitto l'yna , & hora
delle yolte nella Battuta
— & :$::
& yna breue ; che contengono yn tempo lun j — go , &
potrà accommodare lo Tribracho uviij ^
<rwre , lo minore , il choriambo, lo lAhtifbaflo , & molti altri piedi , ho
fitto l'altra Battuta . Ma perche è coflume delli Mufici ; di porre il più
equale yna Breue imperfetta , la quale contendili due Tempi lunghi ; & nella inequale yna Breue perfetta ,
che contenghi tre Tempi ; pero ci cont aremo alprefente di quefle due : percioche ciaficun altra Battuta , che
fipoteffe imagmare ,fi potrà fempre ridurre a quefle ; la prima delle quali fi potrà yeramente chiamare bat-
tuta Spondaica , & la feconda Trochaica . Et fé alcuno prendeffe di ciò marauiglia , legga il noflro Boetio
nel proemio della Mufica , oue ritrouerà ; che Pithagora yolendo ntrahere quel rimine Taurominitano dal-
la furia alla quiete J comandò che'l Mufiico-doueffie cantare lo Spondeo , il quale yeramente fi ydiua ,fii co-
me etiandiofii ode a 1 noflri giorni ne 1 Baili , che dimandano Paffo e me%o , t& in quelli , che chiamano Pa-
douane ;fi come ettandw in quelli , che nominano Balletti , ydimo la battuta del Trocheo . Douemo altra di
ciò allenire , acctoche alcuno non fi marmagli , che effendo neceffario , che ogni Compofitione incominci:, &
fimfca ancora nella Pofnwne della mano , cioè nel principio della Battuta sperò difopra ho detto, che lo Iam-
bofpuò accommodare fitto la Battuta inequale ; pur che la cantilena yenghi a terminare fecondo il coflume
de 1 Mufici moderni . Ma quefìofa detto a b$(lanza intorno alla Battuta ,
Della Sincopa ,
Cap. 457.
^A S I NCO PiA yeramente non fi può conofeere dal Mufico fienxa la cognitìont del-
la Battuta , onde era conueniente, che primieramente fi ragion affé di lei , come di quella,
che è molto neceffaria alla fua corninone , & dipoi dichiarar quello , che importa queflo
nome Sincopa . Ma fi de fapere , che la Sincopa non è confiderata dal Mufco , come la
confiderà il Grammatico , il qual imole, che ella fa yna figura di Dtttwne j e di Parola,
che yogliamo dire, che fifa quando fé le taglia, 0 nmoue yna lettera , 0 Sillaba nel me%o ;fi come fifa ,quan
do per commodità del Verfo , in luogo di porre uCudaciter ,f pone ^Audacler ; oueramente bi fognando dire
Vendidit ,fi dice Venda : ma la confiderà come Trafportatione , 0 Kiduttwtie di alcuna fgura , 0 nota can-
tabile minore, oltra yna, 0 più maggiori alla fua fmile ; oue conuementemente fi poffa applicare, & nume-
rare , perfinire il numero della mifura delfuo Tempo . E t queflo accafea nonfolamente nel Tempo perfetto,
intefoper ti circolo O intero , ouero tagliato t , che fi termina per il numero Ternario;ma etiandw nello
imperfetto,che s'mtede per il me^o circolo int e\Y) ro C , 0 tagliato JL , terminato nel numero Binario:
percioche il Tempo (come yederemo alfuolu \ ago ) apprejji il M \L.ufico è di due forti. Onde quella fi-
gura , 0 nota fi chiama Sincopata, ouero fi dice, che fa la Sincopa,quan * do incomincia nella leuatione della
battuta, & è fitto polla anco alla pofitwne ; ne mai può cafeare , come porta la fua natura , fitto lapoftio-
ne ,fno a tanto, che non ritroui ima fgura minore , ouero altre figure , chefano equale a quefla di yalore ,
con le qUab fi accompagni , & ritorni, oue la battuta hebbe principio . Per il che è da notare ( per dare uno
effempio ) che ilpropio della Semibreue è di cafeare , & di effere infieme cantata nel Tempo perfetto , &
nello imperfetto anco nel principio della battuta, cioè fotta quefi due fegm O & C- &* la Breue fitto
quefl' altro T : Mafie amene, che l'yna,o l'altra fi canti, 0 proferita nelleuare della battuta , tal figura , 0
nota e det yL ta Sincopa , ouer Sincopata ; come netti due effempipofti qui di fiotto fi uede .
D Si può
2IO
Te
rza
a?^ifeà|^^ì!^ffi
5:
fc^i?3L3rflt:
Si può etiandio chiamar Sincopata quella Minima , che ha appreffo di fé il puntole i primi fegni , quando è
pojìa nel leuare della battuta ;- & cefi la Semibreue col punto, fitto l'altro fegno ; come qui fotta fi vedetti) ;
U:^-^ìt%M~m
*
>è:^-:
S?25ì^5
x~
:**-^%!Ì ìgESÌEE Ì :
ancora chefipoffa -veramente dire, che nonfiano Sincope ,fe non impropiamente . E ben vero, che la Semi-
breuefi chiama fincopatafotto qual fegno fi voglia , che dimcflri il Tempo perfetto , o imperfetto , quando
vien pojìa dalli Compoftori ne i loro contrapumi al detto modo . La Sincopa adunque fi fa da vna figura , o
nota, che le vadi auanti , la qualfia di valore della metà della figura fincopata : Oueramente fi fa , quando
fé le pone auanti due , o più figure, chefiano equiualenti a tal metà . Sono anco tali fgure fmeopate alle uot-
te dalle Paufe , chef pongono a loro manti, & tali Paufefono di valore della me%a parte delle fgure fmeo-
pate : come qui fi veggono .
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r-.gX£Ì3pa-y&:::
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55
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ìr'B «fi?1
Et benché la Sincopa fi faccia nelle fgure mofrate ; non è pero lecito, ne fa bene ilfncopare le Paufe Siano
fotte fitto qualfegnu fi voglia, o perfetto , oh ro imperfetto che fa ti Tempo ;f come fono le fitto pofle :
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Concìofa chef rompe la Mifùra , & ilTempo , che naturalmente cafeafopra il principio di cìafcuna , fit-
to i lorfeo-ni propij , come moflrerò altroue ; & genera anco incommodo alli Cantori , i quali con fidando-
fi fpeffe volte nella loro integrità, nonpenfando che'l Tempo fa in loro variato ,fen%a tenerne memoria ,
£<?* conto alcuno , pongono la Battuta nel loro principio, & per tal maniera ingannati , vengono necef-
fariamente ad errare cantando . Quefti incommodi adunque fi debbeno per ovm modo fchiuare :percio-
che non furono mai fipportati dalli buoni , & difereti Mufici ; come fi può vedere nelle compoftioni di O-
cheghen , di Iofquino , di Motone ,&di altri più ^Antichi di loro ; pur che non fano fate guafle da alcu-
no ignorante fcrittore . Perlaqual coft, quando occorrerà di porre le Paufe di breue,o di fetmbreue ,
& non cacheranno nel principio della battuta,& del loro Tempo , allora fi debbeno ridurre alla Battuta,
& fitto il Tempo ; fi come nel fottopojìo eff empio fi vede , il che dalli buoni Mufici è flato fimpre of-
feruato .
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Delle
Parte,
2ir
Delle Paufe.
Cap. •j o .
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T fi come le Note delia cantilena fino figure ,ofevni Poftiui : percioche rapprefentano
le Voci,o t Suoni, da i quali nafcono le harmonie ; & la yarietà loro rapprefenta il moui-
mento -veloce , o tardo del Tempo , die fi tiene la "voce ; cofi le Paufe fi chiamano figure
Pnuatiue : percioche fono inditio della taciturnità , ofilentio ; & rapprefentano il Tem-
po, che fi ha da tacere, ilqual fi forge dalia loro diuerftà . Quefle fono alcuni fegni fatti
dal Mufco con alcune linee , le quali perpendicolarmente cadenofopra yna'^p più delle cinque mojìrate Linee
parallele, tirate dtuerfamente fecondo l'arbitrio delCompoftore . Et lefpectefono tante, quante fono le figure
cantabili due meno, incominciando dalla Lunga, laffando quella della Mafiima : efféndo che in fuo luogo fi pò
ne quella della Lunga raddoppiata . Et quella della Semtchroma anco fi laffa : percioche per effer di minimo
■valore, non fi vft . Et fono dello ijleffo-yalore , & denominate con lo iftefjo nome della fgura , o nota , che
rapbrefentano . Le quali Paufe , quando fono poiìe fotto'lfegno deliTempo perfetto , onero imperfetto , che
fia , mai abbracciano più di tre delle fopradette linee ; come qui fatto fi yede .
t ... ..... j
DiLunga. DiBreue. Di Semioreue. Di Minima. Di Semiminima. DiChroma.
I
E ben yero che tallora aggiungono alla quarta : ma fimili Paufe fono dette di Modo ; come cederemo al fuo
luogo . Furono ritmiate te Paufe nonfenxa grande commodità delCompoftore, & del C anfore , per due
ragioni ; l'vna per Necefiità ; t 'altra per Ornamento delle cantilene . Per necefi ita prima : perche era tmpof-
fibile, che li Cantori potè ff ero peruenire dal principio alfne della cantilena, fen%a maipofarf,fe non con loro
«rande incommodo; ne -veramente hauerebbeno potuto durare . Onde forfè ricordeuolt di quello , che è det-
to da Ouidio nelle [ite amorofe Epiflole ; Quod caret alterna requie , durabile non e(l : ritrattarono il rime-
dio opportuno ; La onde fi può dir con yerità della Pattfa quello , chefegue ;
H ac reparat yires ,feffaque membra leuat . Furono poi ritrouate le Paufe per ornamento : percioche
col mexo loro , le parti fi pofjono porre l'yna dopo l'altra in fuga , o confequen za j come yederemo ; )/ qual
modo fa la cantilena non filo artefciufa , ma etiandio dilettetele : conciofia che'l cantare di contmouo , che
fanno le parti della cantilena ìnfieme ,genera noia non follmente alli cantori ; ma anche agli ascoltanti in-
duce facietà : Et lo far tacere le parti alcune yolte con qualche propofito , cioè facendone cantare horadue ,
hora tre , hora quattro , & tallora ( effendo la compofitione a più yoci ) tutte inferni , mafìim amente nel
fine ; conciofia che è necefftrio , che tutte le parti infieme cantino , & infume fmfcano ;fa , che le compofi-
tioniper tal yarietà riufcfcono più yaghe , & più dtletteuoli . Onde ritrattarono ynfeono , che rapprefen-
taffe quejìa taciturnità , ofilentio, & lo yfarono per la cofafcrnificata ,& lo nominarono Paufa , La qua-
le , dal fuo yffcio dtffero effere yn certo intralafciamento artefcwfo di yuce . Et bene dtffero artefciofo intra-
lafciamento , yolendone auertire , che non douefì imo porre le Paufe nelle cantilene fuori dtpropofito, &fen-
%a artefcio ; ma collocarle di maniera , chef yedeffe , chela necejìità , & l'artefcio lo richiedeua . Impe-
rochefi come è yttiofa cofa ad alcuno , che parli fempre , & non fappia por fine , o meta al fuo parlare ; cofi
è cofa yitiofa al Mufco , che non fappia a tempo , & luogo dar ripofo alle parti della fua compoftione . Di
modo che; fi come non èfen%a yirtu ilfaper ragionare & tacere conpropofito ; cofi ancora non èfenxa yir-
tù , che'l Mufco fappia far tacere ,& cantare le parti della fuacanttlenaa tempo ,& luogo. Ma fideb-
be duertire, che doue accafcaffe di porre più Paufe , le quali eccedemmo il yalore di quella della Lunga, allora
queflafi debbe raddoppiare ;fi come auerebbe , quando fi yoleffefegnar la Paufa della Mafiima : Ma quan-
do fi yoleffe raddoppiare le Paufe , che rapprefentano effa Mafiima , otter porle appreffo altre paufe minori,
allora fi potrà porre quelle , chef aggiungono fopra le altre linee ;f come in queilo ejfempwpoflo qui difot-
tofi yeggono .
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212
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Sonojldte uarie opinioni di queflo nome Paufa :peràoche alcuni hanno hauuto parere , c/se Paufa fio, fiata,
detta da Haùp<" parola-greca , chefgmfica Ceffare , Pofarfi , o Zaffare „ ^fltn hanno -voluto , che fia coft
chiamata dal Batter delle mani , che da i Ianni è detto Plaufo : concwfiache è mifurata dalla pofmone , &
dalla leuatione della battuta Ja quale fi conofce dal fegno formato dalla mano ;fi come di [opra habbiamo ue-
duto . Et forfè , che non fu detta da principio ne all'uno, ne all'altro modo delli due nominati; mapiùpreflo
{come pare ad alcuni ) da Pofa parola francefe, chefgmfca Pofata . Ondefifuol dire Vna paufa, due pau-
fe, &• le altre ; cioè una pofata 3 due pofate , &* cefi il rejìo . Mafia detta da che fi uoglia , queflo importa
foco ; purché fi fappia ,che quando il compofitore ponete Paufe nella cantilena , -vuole , che ini il cantore tac
eia per tanto Jfacio di tempo, quanto fignifca il yalor delle Paufe . Gli Ecclefiajlici ettandio pongono le Pau-
fe ne i loro canti, non già per ornamento , ma per necefttà .- perche è imponibile di poter peruenire alfine di
totali cantilene ,fen%a pigliare alcun ripofo ; La onde di ah aueduti, ritrattarono yn fegno, dal quale ciafeu-
110 cantore è auertito, che armando a quello ,fi habbia da fermare, & pigliare Spinto . Per il che da yn ta-
le effetto lo clnamarono irnùpiL^he yuol dir Spirito . Pofera etiandio cotal fegno , accioche og-n'ynode i can-
tori concordeuolmentefi haueffe da fermare , onde lo dimandarono nttg* > che yuol dir Cenno , & Confen-
fo.E'ben yero , che non pongono tali Paufe nel modo , che fi pongono le altre moQrate difopra -.perciocht
le pongono di maniera , che cingono , & abbracciano tutte le linee della cantilena ; tallora ponendole fempli-
lici , & tallora raddoppiate ; come qui fi yeggono . Et fi debbe per ogni modo offeruar quello , che via mol-
ti degli ^Antichi hanno offeruato ; cioè di non porre tali Paufe ,
ZZHH fi non nel f ne delle Claufule, o punti della Oratione,fopra la qua
le è compofìa la cantilena , & fimigliantemente nel fine di ogni
Periodo . il che fa dibifògno,che li Compofton etiandio auerti-
fcano ; accioche li Membri della orationefiano diuifi, & lafen-
tenza delle parole fi oda , <*r intenda interamente : perewehe facendo in cotal modo , allora fi potrà dire, che
le Paufe fiano fiate poile nelle parti della cantilena con qualche propofito , & non a cafo . Ne fi debbeno por-
re per alcun modo, aitanti che fu finita la fintene , cioè nel mezp della Claufitla : conciofia che colui, che le
poneffe a cotal modo , dtmoftrarebbe yeramente effere yna pecora, yn goffo, & yno ignorante. Però adun-
que il Muficofi sformerà di non cafeare in fimdi errori ; accioche non dia alli dotti mala opinione di fi , il che
molto fi debbe pre-x^are , & preporre ad ogn altra coft *
Delle Fughe, o Conlequenze, ouer Reditte , che dire le vo-
gliamo * Cap. ^ i.
T quantunque , offeruando le Regole date- difopra , non fi ritrouaffe nelle compofitìonì
alcuna coft, che fuffe degna di riprenfone ,effendo purgate da ogni errore, & limate;
ne fi ydiffe in effe , fé non buona, &foaue harmoma^ li mancherebbe nondimeno yn non
foche di bello , di leggiadro , & di elegante , quando non fi ydtffe quello , che hormai da
ciafeuno è conofauto , per effer molto yfato, &> frequentato da i Muftct nelle loro compo-
fitìonì; cioè quel procederete fanno le parti alle yolte l'yna dopo l'altra,detto in Fuga,o Confequexa,la qua
le alcuni chiamano anco Reditta,che figmfcano yna coft i£leffa;et è yna certa Replica di alquate yoci nella
catilena,ouero la replica di tutta la modulatione ,che fi cottene in yna parte , fatta da yn altra dopo alquanto
tempo,cant.tndo,& procedendo per le ifleff e figure cantabili; ouero per dmerfi, & per li medefimi mterualli
di Tuoni , & di Semituoni , con altri ftmili . La qttal Confequen%afifain molti modi ; imperoche ouero l'y-
na parte rifonde ,o (per dir meglio) fegue l'altra per l'Vnfono , cioè cantando in quella yoce ifleff a , atte-
ramente per yna Quarta , oper yna Quinta , ouero per yna Ottaua . Et quefla maniera di cantare è non
fedamente diktteuole ; ma in fé contiene eleganza , & artefcio ; tanto più quanto procede con ordine bello ,
& regolato
Parte
2ÌJ
& regolato contrapunto.ln quefla maniera di comporre fi cofluma di far 3 che fyno figlia l'altro sfacendo
hora ynaPattfa di Minimajiora di Semibreue,&> t allora di yna Semibreue , & di ima Mimma infume,
& cofi ancora quella di Breue& di tre Semibreui,& t allora una di Lunga fecondo il yolere del Compofi-
tore.Etfi yfa quefla maniera, non tanto nelli Contrapunti fatti (òpra il Canto fermo, quanto fi vfa etiandio
in eia/cuna parte deUi diminuiti;^ maggiormente fi yfa in quefli,che in quelli :percwche il Compoftorefe
trotta effer più libero,& hauer maggior campo & più largo . Sono però di due fòrti le Fughe , o Confe-
quen%e;cioè Legate ,& Sciolte : Le prime fono quelle,chefi ritrouano ordinate in tal maniera, che quella mo
dulatìone ,che fa yna parte del concento, l'i/leffa canta anche yn 'altra: Onde coflumano li Compofitori di
fcrinere le parti in yna fòla . E dibifogno pero di offeruare, che in quelle parti, che cantano in cotal gutfa , di
porre nonfolamente le figure cantabili ad yn filo modo : ma le Paufè ancora, quando vi entrano, & ogn al-
tro accìdente;ancora che l'yna delle parti raddoppiaffe nelcantare la modulatone ,ole figure; come fi co-
fluma di fare alle yolte . Ma le Fughe, o Confequenze fcioltefi ritrouano tra quelle parti , che non cantano
confimili oblighi : ma follmente yna di loro procede in Fuga , o Confiquenxa per yn certo numero di figu-
re, che fi ritroua in y\i altr aparte ; il reflo poi delle figure non fono fottopofle a tal legge. Et in cotefto
modo di comporre, il Componitore non è obligatodt offeruare la equalità delle figure , & di porre le Paufè
fimili , ne ofjeruare altri fimili accidenti ; ma può far quello , che più li piace; fi come , che yna parte pro-
ceda per Minime , &* l'altra proceda per altre figure , cioè per Semibreui ; & fimilmente per Minime &
Semiminime infieme mefcolate ; come fi offerua di fare nelli Contrapunti fatti fòpra'l Canto firmo . Si deb-
beperò allenire, che quella parte , che incomincia la Fuga, legata , o fciolta , che ella fia, è detta la Guida,
& quella chefegue , è chiamata il Confequente . Et perche quelle Fughe, che fi fanno didanti (yna dal-
l'altra per ffiacio , o tempo di yna Paufa di Minima, o di yna Semibreue, & di alcune altre ancora ; per la
f loro vicinità fino più intelligibili : percioche dal finimento fono facilmente comprefe ; però fi sforzarono
li Mufici di fare, che le parti delle lor cantilene fuffero più yicine nella Fuga,o Confequenza ,che fuffe
pofibile. Ma il troppo continouare cotalvicinità fece, che fi cafeò in yn certo modo commune di com-
porre , che al prefente non fi ritroua quafi Fuga, chenon fiajlatayfata mille migliaia di yolte da diuerfl
Compofitori . La onde accioche nelle noilre cantilene fi oda qualche varietà ,fì sforzeremo di yfar più di
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214
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rado la Fughe ccfiyìcine , & ynite ; & fi allontaneremo alquanto da quelle Conferenze, che fono tanto
communi ; & cercaremo con ogni lioftio potere di fare dtUe Fughe , che fiano più none : Conaofa che
quando faremo la Guida , & il Confluente alquanto diflauti l'uno dall'altro , per tre Paufe di Mimma,
onero per cinque , oper altre fmih ; -verremo fenxa dubito, a far qualche nouauanatione . lo non dico na,
che le Confequenxe diflantiper vita Pauft di Minima , o di Semibreue non fi debbino tifare : ma dico , che
non fi debbenoy far molto \]>effo ; per non cafeare in quelle Fuvhe ,che fonotanto communì, che non fi ri-
troua libro, nel quale non fumo molte, & molte yolte replicate ; iequalt laffo di modrare, per no effer tediofo,
& per non offendere alcuno. Ma acaochefi caui qualche frutto da queìlo,ch'w ho dettofo pofìo prima difo-
pra lo effempio di quelle , chef nominano Sciolte , Iequalt fi fanno J 'opra li canti fermi , à loro imitatwneiper-
cioche delle Sciolte, che fi trottano tra due parti diminuitele ne potrà bauere due accomodati effempi , podi
di fopra nel Cap.^ 3 . Nelle Fughe poi, che fi chiamano Legateci hauerà da offeruar quefìo , che fano pofle
l'yna con l'altra in Confequenxa alÌVntfwio,ouero alla Quarta,oueramente alla Quwta,opure alla Ottaua;
incominciando da qual parte fi yoglia,fia la grane , onero la acuta,che quefìo importa poco . Et quella parte,
chef incommaerà a comporre prima, farà la Guida;& quella chef cumponerà dipoi co le tfieffe figure, &
ogn altro accidente, farà il Confequente. La onde fmto che farà il tutto ; come qui fi yede,fpiglierà Lipari
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te, che incomincia a cantare, cioè la Guìda&ffcriuerà di lungo;& doue il Confequente ha da incomincia-
re a cantare, cioè fopra la figura pofìa nella guida fi porrà yn fegnotale, { tlqual yien detto dai Mufici
l'refa; Et nel fine, auehà da fermarfjì fegna la parte della Guida col " detto fegno , ouer con que-
llo 0; ponendolo fopra laf<ntrafnale,ouef ha da fermare il Confequente ; & tal fegno chiamano Coro-
nata . Fatto quello , per dar nottua , in qual maniera fi Imlbtano a cantare le parti ,fi pone imi. Regola,
fopra la parte della Guida , laqttale e/fendo chiamata da 1 Greci Return, alcuni Mu fa poco intelligenti no-
minano Canon quello,chc douerebbeno dire Fuga , 0 Confequeirxa, ouer Jleditta ; laqual Regola fi fenue in
queflo modo; Fu?a,oConfequen%a alla Diapafon : & fé 7 Confequente è più acuto della Guidaji aggiunge
in acuto;ao-<riu>medoui oltra di ciò il Tempo,che ha da ajpet , tare la parte del Confequete,auanti che in-
comincia a cantare, ancora che fa fegnato il luogo col fgno ♦• ; Laonde fi ferme.
Fuga, o Confcqueimdi dueTempi.allj Diapafon acuta.
Due parti ridutte in ima.
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Parte .
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Mafe'l Confequente cantaffe nelgrauejn luogo di dire *Acuta fi porrebbe Craue . Et fé la Confequenxafuf-
fi fatta per yna Qarta , allora fi direbbe In Diateffaron ; &fe cantaffe per una Quinta ,fi direbbe in Dia-
pente ; & fé per lo Vmfono ,fi direbbe aHVmfono, oueramente nello ifieffofuono, o -voce ifleffa . Lun^o fa-
rebbe il yoler raccontare tutte le Fuohe , o Conferenze di yna in yna ; & il yoler dare yno efjempio par-
ticolare : ma perche di quejìe nefonoi libri pieni , pero laffaro di ragionarne più. oltra , rimettendo il redo al
buon giuditio delCompofitore;che yedendo, & ejfaminando gli effempifopra dati, faranno guida } & lume
di ritrouar cofe affai maggiori , Non yoglioperh rejlare di dire , che fi troua etiandio yn altra fòrte di Con-
fiequenxa, o Fuga , la quale fi fa per gli iflefìt interualli,per mouimenti contrar'u, detta lupa, o Confequen-
■xaper £p<riv, & Mm\>, cioè per leuatione ,& abbaffamento di yoce, il qual modo è yfato da i buoni Franici ;
& nel comporta fi procede a quello ifteffo modo, col quale fi procede nelle altre . Sono nodimeno due lefuefpe
eie, cioè Legate, & Sciolte . Le Legate potremo conofe ere, quando haueremo piena cognitione delle preceden
ti ; il fimile anco auerrà delle Sciolte , Ma perche, confiderato quello, che difopra ho detto, con facilita fi pub
fare,o comporre le Sciolte, (affandole da yn canto, yerro a mofìrar le Legate, che fono alquanto più difficili ,
et porro folamente alcuni effempi, dai quali fi potrà cònofcere,& comprendere quello, che fi de offeruare,
quando fi yorrà compare in tal maniera . Se noi adunque ordmaremo in tal maniera la Guida col Confe-
quente,che proceduto l'yno cantra l'altro per contrarij mouimenti,offeruando di porre quelli iflefit interualli
di Tuoni,di Semituoni,& gli altri in yna parte, che fi pone nell'altra , non è dubbio , che queiìe parti fi po-
tranno ordinare in diuerfe maniere : Percioche fi potrà porre il Confequente fopra la Guida difìante per lo
fpatio del Semitono,afpettando due Tempi interi di Breue imperfetta, cioè dimorando allo incominciare per
[patio di yna Paufa di Lunga,& cofi haueremo ilfottopoflo effempio; Ouero fi potrà porre l'yna delle par-
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ti,cioè il Confequente lontano dalla Guida per yna Settima,^ haueremo lafottopofla cantilena, nella quale
il Confequente feguirà la Guida per due Tempi di Breue imperfetta , cioè dopo yna Paufa di Lunga
Volendo
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CON SE Qjr ENTE.
Volendo poi Jcrittere in forno cota.li effempi , o cantilene, fi potranno ordinare di maniera , che li Confèauenti
botranncfhauer le loro chiatti, che li dimoJìreranno,per quali chorde haueranno a procedere nel cantare, fi co-
me ha la Guida . Le quali chiatti fi porranno fernpre aitanti quella , cheferue alla Guida, & tra quejle,&
quelle fi porranno le Paufe, che'lConfequente hauerà da fare , atlanti che incominci a cantare ; ancora che la
Regola pofla fopra di loro gli infimi , in qttal maniera fihabbia da procedere ; fi comi nelii due Jbttopojlt
efjempifi -vede .
Confequenzadi due tempi al Scmiditono acuto > per
contrarij mouimentì .
Due parti fopra Dm.
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Fuga di due tempi alla Settima acuta, per mouimenti contrarij .
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Due parti congtìnite in ima.
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Veda
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Parte .
2*7
Vederemo poi alfuò luogo,quel che importi yn tempo ,due tempi, & più ancora : conciofia che allora moflra-
ròetiandm, quante figure in effo fi fanghino, & a qual figurati Tempo fi attnbuifca. Si debbe altra di
ciò auertire,che quejìe maniere di Confequenza non fono per alcun modo dafprezzgre, anzi fi dtbbeno ab-
braccutre;percioche altra che fono belle pieganti, & ingegnofe;hanno anco yn certo non so che di grandez^
Za : efjendo che vn tal modo di comporre non è cofi commune, come fono gli altri modi . Però adunque , chi
fi yorrà ejfercitare nel comporre infimili maniere, non è dubbio, che in breue tempo diuenterà yn buon Mu-
ftco.Et quello che ho detto nelle Confequenze legate paglia che fi intenda anco delle Slegatelo Sciolte, che fi
compongono fenza obltgo alcuno.N e fi debbe alcuno imaginare , hauendo io folamente pofìo li modrati ef-
fempifihe fiano folamente tutte le maniere delle Fughe,& che non fé nepoffafare aleuti 'altra ,per altra ma-
niera ;fi come porre più fi meno tempi ; & che la Guida non fi poffa porre nell'acuto , & il Confequente nel
graue icnciofia che fono quafi infiniti li modi,& lungo farebbe il raccontarli di yno in yno;ma ho poflo
folamente quelli ,accioche fiano yn lume,& yna guida a ciafcur.o, che yorrà fòttoentrare a queila bella, in-
gegnoft ,& honoreuol fatica , . .
Delle Imitationi,& quel che elle fiano. Cap. ^ 2.
O N di poco ytile è la Imitatione alli Compofitori ; imperoche oltra l 'ornamento ,che ap-
porta alla cantilena , è cofa da ingegnofo , & è molto lodeuole : & e di due forti ,fi come
è la Fuga, cioè Levata, £<r Sciolta . E da 1 Franici etiandio chiamata Fuga : ma in ye-
ro tra la Fuga , & la Imitatione è quefìa differenza , che la Fuga legata, 0 Sciolta, che
ellafifiaji ntroua tra molte parti della cantilena, lequalifi per mouìmenti fimtli, 0 per
contrarli, contengono quelli iflefìi interualli,che contiene la lor Guida; come ho moflrato : Ma la Imitatione
fcioltafi legata,cume fi yuole ; quantunque fi ritroui tra molte parti(come moflraremo)& procedi alìiflefjo
modo, nondimeno non camma per quelli ijìefii interualli nelle parti confequenti, chef ritrouano nella Guida.
La onde;f come la Fuga fi può fare all'Vmfono, alla Quarta,alla Quinta , alla Ottatta, onero ad altri inter-
ualli ; cefi la Imitatione fi può accommodare ad ogni internatio daìl'Vnifono,& dalli nominati infuori . Per
ilche,fi potrà porre alla Secondatila Terza,alla Sefìa, alla Settima, & adaltri interualli fimili . Diremo
adunque che litjmttatwne è quella , la quale fi troua tra due , 0 più parti ; delle quali il Confequente imitando
ti mouìmenti della Guida, procede folamente per quelli tftefli gradi , fenza hauere altra confideratione de gli
interualli . Et la cognittone tanto delle legate, quanto delle faolte fi potrà hauere facilmente, quando fi haue-
rà conofeiuto quello , che yoglia dire Fuga legata , & Fugafcwlta . Ma per maggior chiarezza yerrò ad
■yno effempio particolare , dal quale fi potrà conofeer quello , che ho voluto dire in ymuerfale .. Le Imita-
ftlì5^li^f?pi^ffejg^f"f^f^
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Parf.acuta.
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Parte graue .
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tieni adunque , che fi fanno per contrarij mouìmenti, hanno al medefimo modo, che hanno le Fughe, le Gui-
da j&d Confequente : Onde fi yfa anco nelfcriuere in lungo la Guidagli ifiefii modi, che furono yfati nelle
Fughe,
i8
Terza
Fughe, cioè porre le lor Prefe, & le Coronate, come ho mofirato . Ma il Canone 3 o Re«oU di quefì e fi ferine
in cotalguifa . Si canta alla Seconda ,ouero alla Terxa,opur ad altre fimili,acuta, otier vraue, pacando due
tempi, o più,o meno. &fe le parti procedeno per mouimenti contrarij, fi aggiunge queJìaparticella,Per mo
Minienti contrarij . Si debbe dipoi auertire, che nelle Sciolte fi può cauare il Conferente dalla Guida , parte
per imitatione,& parte in confequenxa.Cofi parte in mommenti fimilt , & parte in mommenti contrarij;
ddche farebbe troppo lungone l fi yolejfe dar nottua particolare di ogni copi minima. Hora etafeuno farà
auertitoperfempre,di ordinare in tal maniera le parti della (ita compofitione ;mafiimamente nelle Fmhe,&
Imitatiom legate, che procedeno per mouìmenti contrarij, che fi pofimo cantare fenxa dtfeommodo. Et per da
re di ciò qualche lumejnòpoflo di fopra lo effempio particolare delle Imitationifaoke;accioche da ejfofipojfit
trar frutto di fletto, ch'io ho detto di (òpra; ilche moflrato,yerrò poi a gli effempi delle Imitatiom levate.
La Imitatane legata fi potrà conofeer da queflo,che hauerà la Guida,® ilConfequente, che fono fluiterà
laltro;non pergliijlefit interuattv.mafibene per queìliiflefiimouimenti,ouer gradi; come nett'effempio polio
qui fitto fi yede . Et quefiafi conofee effer mamfeflamente yna Imitatane,®* non Fuga: percioche il Con-
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fequente canta per yn Ditono più acuto detta Guida . Et ancoraché fono , & l'altro procedino per gli ijìefii
gradano» procedeno però per ^li ijlefii interuattucome ho detto. Volendo adunque ridurre tale Imitatione in
yna parte fola, la dilaneremo alfottopoflo modo; ponendole di fopra, la Regola, che wfegnerà quello , che fi
hauerà da tenere nel cantarla, in quejìa maniera .
Si canta dopo vn tempo,proccdendo per vn Ditono acuto.
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Due parti ndutte in yna.
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Ma in quelle Imitationifihe proc edeno per mnuimenti contrari] fi tiene altro modo peonie nello ejjèmpio pò-
fio qui [otto fi puh y edere.
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CONS E-QV ENTE
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Et accio fi vegga in qual maniera per l'auenire fi habbia da procedere , quando fi vorrà porre infieme la
Guida& d Confequente^Jcriuerò tale Imitatione in lungo,colfuo Canone fi Regola in cotal modo .
Si canta all'Vnifono dopo due tempi, per cdns
trarii mouimenti.
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Le due parti pope di [opra ridutte in ima.
Sì ritraila etiandiovna forte di compoftionefmilejaqual contiene la Guidai il ConfequeMe , parte in
*$%*>& parte in Imkatione;come qui fi vede ,
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CON SEQ_VENTE.
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La quale fi fuol ridurre /òpra yna parte filatoi fuo Canone, o Regoli in queflo modo ,
Fuga in Diapente graue, dopo due tempi ,
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Le Due parti mojirate ridutte in yna ,
Imperoche communemente è detta Fuga ;& ftyfk molto fpeffo nelle compoftioni a più voci , come fi può
■vedere in molte cantilene . Et in vero non è da prezzare ,an^i da porla fpejfe -volte in vfo: peràoche fa U
compofitione ingegnosa , & fa anco buoni fimo ejfttto . Ma fi debbe fapere,che nelle Fughe & nelle Imi~
tatiom,chef trouano nelle compoftioni a più -voci, Legatelo Sciolte che fanojì poffono porre le Quarte, @*
fare molti altri paffaggi , che ritornano bene : perciuche le altre parti fono digrande aiuto al Compoftore,
ancora che nelle compofitiom di due yoci le Quarte non fi pontino : perche non fanno buono effetto. Pero
farà bi fogno, che il Compoftorefìta auerttto, che non cade fé in qualche errore . Ma quefo fi a detto a fuf-
fcienxa intorno alle Fughe, & alle Imitationi ;percioche di alcune di quelle , che fi pongono nelle compof-
tioni a più yoci,ragwnaremo altroue.
Della
Parte
Della Cadenza , quello che ella fia , delle fue fpecie , & del
fuo yfo , Cap. ^ 5.
221
/ f* To/f e di /opra ho fatto mentione della. Cadenza & hora diro quello, che ella fia,mo-
Slrerò le forti della Cadenza, & infegnarò in qual miniera fi yfino . La Cadenza adun-
que è yn certo atto, che fanno legarti della cantilena cantando infume, la qual dinota , o
quiete generale deUtharmonia , o laperfettione delfenfo delle parole, /òpra te quali la can-
tilena è compolla . Oueramente paterno dire , che ellafia yna certa terminatone di yna
parte di tutto l concento , & quafi mezana , o yogliamo dire finale terminatane , o diflintione del conteflo
della Oratione . Et benché la Cadenza fa molto neceffarìa nelle harmonie -.percioche quando non l'hanno ,
mancano di yngranie ornamento necejfario , fi per la diflintione delle fue parti , come anco di quelle della O-
ratione ; non è però da y farla, fé non quando fi ariua alla Claufula , ouero al Periodo contenuto nella Profà ,
0 nelVerfo ; cioè in quellaparte, che termina il Membro di effa , ouero yna delle fue parti . Onde la Caden-
za è di tanto y alare nella Mufica , quanto il Punto nella Oratione ; & fi può yer amente chiamare Punto
della Cantilena . E ben yero, chef pone anco douefi ripofit , cioè duue fi troua la terminatione di yna parte
dell'harmonia , nel modo che fi fermiamo etiandio nel conteflo della Oratione, quando fi troua non follmente
la diflintione mezana , ma ancora la finale. Ne la douemo porfempre in yn luogo ; ma fi bene in luoghi di-
uerfi, accioche dalla yarxetà ne feguiti pm grata , &pià diletteuole harmonia . Et debbeno terminare infu-
me il Punto della oratione, & la Cadenza ; nongiafopra qual fi yoglia chorda ; ma nelle propie chorde reo-o
lari de i Modi , ne i quali farà eompofla la cantilena ; le quali churde moflrerò nella Quarta parte mando ra
gionerof eparatamente di ciafeun di loro . Ma fi debbe auertire , che le Cadenze nelli Canti fermi fi fanno in
una parte (ola : ma nelli figurati fi aggiungono altre parti. Et in quelli fi pugono finita lafentenxa delle paro
le ; in queflipoi non folamente fi fanno, quando fi ode la Claufula perfetta nella oratione : ma alle yoltefi y fa-
llo per necefiità,& per fruire yn certo ordine nel Cotrapunto, principiato dalCompofitore . E ben yero,che
quelle del canto figurato fi trouano di due fòrti , cioè quelle , che terminano tra due parti per l'Vnifono ,&
quelle, chefinifeonoper la Ottaua . Et benché ye nefiano alcune altre, chefinifeonoper la Quinta, & alcu-
ne altre per la Terza, & alcune per dmerfe altre confònanze ; non fino però da effer dette affolutamente Ca
denze ,fe non adyn certo modo, & con yna aggiuntwne , cioè Cadènze imperfette . Si trouano tutte le fior
ti di Cadenze in due modi ; ouero che fono Semplici ; oueramente che fono Diminuite . Le Semplici fono quel-
le, le cui parti procedeno per figure , o notefimili , & non contendono alcuna diffonanza; & le Diminuite
fono quelle, che contengono tra le parti della cantilena -varie figure , & alcune Diffonan-xe . Et ciafeuna di
loro è contenuta almeno da'tre figure, firn nella parte graue, onero nella parte acuta della cantilena ; & fi fan
no almeno tra due parti, che proceduto per mouimenti contrarij . La prima fòrte di Cadenza adunque termi-
nata per l'Vnifono è quella, che contiene in fé yn progreffo, che fanno due parti di alcuna catilena l'yna eotra
l'altra;deUe quali l'yna afeendendo, et poi difendendo, ouero difendendo folamete con le fue finire per gradi,o
mouimenti cogiuntijet [altra afeendendo, et poi afeendendo per gradi fimili;effendo la fecoda fntra della par
te graue, co la fecoda della acuta dittante per yna Terza minore; le terze figure di ciafeuna parte y'eno-ono a
finire, & cogiungerfi in yna chorda iflefja ; cioè in yno ifleffo fuono. Quefla Cadenza fi può fare etiandio in
diuerfi altri modi ; mafacciafi in qual maniera fi yoglia, che importa poco ; pur che le fue yltime figure fila-
nocon le antecedenti collocate al modo detto ,& fi. come nel fottopoflo effempio fi può y edere .
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Le Diminuite
222
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erza
Le Diminuite, terminate per Tvn'ifonofono quelle , che contendono yn fimìl procedere ; ma fi fanno con di-
uerje figure , tra le quali fi ritroua la Sincopa 3 della quale la fua feconda parte ; che è quella , che è percoffa
dalla Battuta ,fi truua dijfonante, cioè ima Seconda . Onde dopo effa immediatamente feguendo la Ter-
za minore, fi mene a f iure nell'Vmfono .
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filili ^5: 5£xXX^:: : I Et perche li Franici fogliano il più delle vol-
ty1- — "® — 4t te diminuire quella parte della Cadenzale
contienela Sincopa , per potere, fecondo che
- '"' /; torna commodo, accommodarleliarmonìe
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alle Parole; pero atlanti ch'io vada più oltra,
"voglio porre tali Diminutiom , che fi yeo--
10 ,& franno le fiotto pofle Je quali ne potranno apportare molto commodo; come Tederemo nella
iliiSiliililliiiiil
Quarta parte . Qui debbe ciafcuno Copofitore kuertire, accio non pigliaffe qualche errore, che quantùnque le
C adexe fiano pofie filamenti ne 1 moflrati luoghi; nondimeno fi poffono fare anco in qualunq; altro luo?o,oue
torna più commodo , pur chef offeriti la Regola data di fopra nel cap. 3 8 . di andare dalla Confonanza im~
perfetta Ala Perfetta con la più vicina . La onde fa diwfignò , che nelle penultime figure di quefìe Cadenze
fia la Terza minore ; la qualfemprefi -udirà ', quando faranno il mouimento all'Vntjono di mamerajche l'u-
va difiendi per mouimento congiunto del Tuono, & l'altra con un filmile mouimento dì Semituono ma<r gio-
ve , 0 per il contrario * Et ciò fi potrà fempre fare in ctafcun luogo }fenza porre ilfegno della chorda chroma-
tica ,perfare dell'mteruallo delTuono un Stmituono : Imperochem quella parte , che tra la penultima figu-
ra, & la ultima fi troua il mouimento, che afcende , fempre fi intende effere collocato il Semituoiio ; pur che
l'altra parte non difcenda per filmile interuallo : concwfiache allora il Semituono non fi potrebbe porre da due
parti, cioè nella parte graue , & nella acuta : perche fi udirebbe uno mteruallo minore di un Semidttono, che
farebbe diffonante . Ma la Natura hàprowflo infiimil cofia ipercioche nonfolamente li periti della Mufiica .-
ma anco li contadini , che cantano fenza alcuna arte , procedevo per l'interuallo del Semituono . Et quefìe fo-
no dette Cadenze propiamente ; ancora che quando le lor prime figure ntrvuaffero dfianti l'una dall'altra,
per Quinta , & le feconde per un Semiditono , <& le ultime fintfjero per l'Vntfono ; come fono le fiottopofle t
non farebbeno, che non fi poteffero chiamare Cadenze : quantunque fi potè ffe dire, che fi chitm afferò Caden
ze impropiamente . La Cadenza terminata per Ot-
taua è di tal forte , che le fue figure uoglmno effere ordi-
nate in cotalmodo ; che la prima, la fico n da, & la ter-
za figura della parte acuta ; & la prima , la feconda ,
<ÌSr la terza della parte graue fi muoiano con mouim en-
ti contrar'u , <& congiunti, l'ima parte cantra l'altra;et
le feconde figure delle parti fiano diflanti l'ima dall'al-
tra per ima Sefla maggiore,^ te ultime per una Ol-
tana. Et quantunque potejje effere alcuna differenza di
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Parte.
225
mouimenti tra le prime, & le feconde fiprre : percioche facendo le figure della parte acuta ì loro mommenti
fempre congiunti , quelle iella parte graue alcune volte potranno procedere per mouimenti fiparati , difen-
dendo alcuna -volta infieme ; tuttama,fiano accommodate in qual maniera fi vogliono Je feconde fio-ure della
Cadenza fi porranno fempre diflanti l'vna dall'altra , per l'mteruallo di Sefla maggiore , & le vltime fini-
ranno in Ottaua . Et ciò fempre tornerà bene, -quando vna parte farà il mouimento del Sem it nono fi nel gra-
ue, ouerament e nell'acuto ; & l'altra quello del Tuono , cofi in quefìe come in ogn altra fòrte di Cadenza, fia
femplice, 0 diminuita . E ben vero che le Cadenze diminuite hanno la Sincopa , nella quale fi ode la Settima
fopra la fua feconda parte, cioè nel battere : Ma la Cadenza femplice è tutta confonante : percioche lefuefim
ve fono tra loro equali ;fi come ne 1 fiotto pofìi effempiftpuò vedere .
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Si può etiandio vedere, in qual maniera fpeffie volte fi può cambiar le parti
della Cadenza tra loro, & porre quel paff aggio , che fa la parte pofta nel
graue , nella parte acuta ; &per il contrarto , quel che fa la parte acuta ,
porlo nella parte graue , che cornfpondino per vna Ottaua : percioche tali
mutationifono molto commode alli Compofitori . oltra quefìe due forti di
Cadenza, ve n'è vn altra terminata per Ottaua, ouero per Vmfionoja qual
fifa, quando fi pone le feconde figure della parte graue , & quelle della par
te acuta diflanti tra loro per vn Ditono, facendo difcendere la parte graue per mouimento di Quinta , onero
offendere per quello di Quarta ; & afcendere la parte acuta per mouimento congiunto ; come fi vede .
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224
T
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Et fono quefle Cadenze di due forti medefimamenteicioè, Semplici^ Diminuite;come fi pub vedere .Qjitl
le che fono Semplici , hanno le figuri fimdi ; & le Diminuite hanno le figure diuerfe ; & tra loro fi ritrova
la Sincopa , che ha netta fua feìonda parte la Quarta , dopo la quale figlie immediatamente la Terza mag-
giore ; come ho moslrato . Ma perche quefle Cadenze non fi yfiano molto di lungo nt Ile ccmpofitwm di due
■voci : conciofia che lo afcendere per li mcjìrati mommetiti jeparati [ & lo dijcendere avco.è propio delia par-
te grauijìima di alcuna compofitione compojìa a più -voci, nella quale fi vfano sperò fi guardaremo di porr
le troppo jfefjo ; & quando le twrremo porre ,fempre le porremo nel mezp , & non nel fine della cantile-
na;& qtiado la necefiità a ciò fare ne aJìringeJfe;cioè quando vohfiimo porre le parti della copofitione in Con
fequenza , onero netta lmitatione ; fecondo li modi mojlraa di/opra ; & quando non fipoteffe hauere per
altra -via un paffaggio commodo al cantare , & vna grata modulatone . E ben -vero 3 che ciueflo voglio
che più tojìofia conjegho , che precetto :percwche quando fi pcnefjero anco nel principio , & nel fine non fa-
rebbe grande errore . Oltra di quefiofi trotta la Cadenza terminata per Quinta , oueroper Terza, o per air
tra confinanza , la quale è detta Cadenza impropiamente ; & è contenuta fimttmente da vn numero filmi-
le di figure ; &è ordinata in tal modo 5 che effendo le feconde figure dett'yna , & dell'altra parte dilìanti
per yna Terza , le yltime vengono a cafcare m yna dette nominate confinanze ; & quello quando la parte
acuta fa il mouimento congiunto afcendendo . Etèdi due forti ~ cioè Semplice \ &• Diminuita ; ciafiuna det-
te quali hormaiper tanti effempi dati difopra , credo che fila da ognuno conofauta : La onde bafìarà dire fit-
tamente, che' netta Diminuita fi ode la Quarta netta feconda parte della Sincopa,^ non altra dijfonanzaft
come fi può ydire in ciafiuna che fi troua netti fitto pofli effempi .
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Ne in queste ( quando fi fanno a due yoci ) è necefftrio , chefempre fi odi in yna parte il mouimento del Se-
mituono maggiore , o grane, onero acuta che ettafia -.percioche fi vdirebbe atte uolte tra le parti la relatìor
ne , che non farebbe harmonica ; fi come nelcap. 3 o. ho dichiarato . Sarebbe cofia molto tediofa , fi io volefi-
fie dare yno e ff empio particolare di ogni Cadenza propia , & non propia : conciofia che fono qua fi infinite;
onde e dlbifigno, che'l Contrapuntifìa s'ingegni di ritrouarnefimpre di nuoue, wuefligando di continouo mio
uè maniere ; &fi vuardi di non commettere errore. Et ac cloche luipoffa y edere in qua! modo te Cadenze fi
pofiinoper diuerfi modi ordinare, & in qual m amerà fi pofimo vfiare , per non andare in lunpo , porro molti
ejjempi , da i quali fi potrà fiorgere quello , che fi hauerà da fare nella wuentione delle altre .
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Parte. 225-
miiiiSfgiimÉi
ÌÌElÌ$;fe:ÉÌÌìÌSStÌ?Ì5ÌSÌ
Graue .
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Non voglio etiandio reflar di dire , che li Franici fogliano vfare alle volte nelle Cadenze , & in altri luoghi
ttìandio , in vece delht Semibreuefincopata , la Semibreue col punto, poflo dtffonante ; vfando poi quelle cir
cojlanze j che conuengono alla Cadenza, & alla Sincopa pofla in cotal modo . Et benché cotalcofa fia tol-
lerata, nondimeno non fidila a pieno ilfentimento . La onde ejjòrtarei il componitore a non fare fimil paffag
pi molto Jpefjo nelle fue compofitioni , ancora chefiano in vfo :percwche ( fecondai mio guidino) parmi, che
non fiano da efferpofle nel numero delle Cadenze i mafimamente non offeruando tutto quello , che ricerca
la Cadenza ;fi come ognvno potrà giudicare , dopo che bauerà vditi, & effaminati lifottopofìi effempi .
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lAcuto .
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Graue .
jl perche concludendo hormai dico, che fé le Cadenze furono rìtrouate,fi per la perfezione delle parti di tut-
to il concento ; come anco, acciocheper il fio mezpfi hauefje afmre la fentenza perfetta delle parole ; è ho-
tiefìo , che volendola terminare per effe , chefifmfcaper vna delle confinanze perfettif ime, cioè per la Ot-
taua , 0 almeno per l'Vmfono ; accioche il Perfetto proportionatamente fi venga afmre col Perfetto . Ma
quando fi vorrà fare alcuna dijìintione mezana deìl'barmonia , & delle parole infieme , le quali non bab-
hiano finita perfettamente la loro fentenza ; potremo vfar quelle Cadenze , che finifcono per Terza , per
Quinta , per Sejìa, oper altre fimilt confonanze : perche ilfnire a coteflo modo, non è fine di Cadenza perfet
ta : ma fi chiama fuggir la Cadenza ;fi come hora la chiamano i Muftci . Et fu buono ilntrouare, che le Ca
denzefimjfero anco in tal maniera : conciofia che alle volte accafca al Compofitore , che venendoli alle ma-
ni vn bel paffaggio, nel quale fi accommodarebbe ottimamente la Cadenza, & non battendo fatto fine al
Periodo nelle parole ; non effendo honejìo , che babbiano a finire in effa ; cerca di fuggirla , nonfolamente al
modo mojìrato : ma nella maniera ch'io moflrero nel feguente capitolo . Et fé bene da quello , che ho detto ,
fipojfa concludere , che qualunque volta alcuna Cadenza non finirà nella Ottaua, ouer ne\l'Vmfono,fipoJfa
chiamare Imperfetta -.perche fi fug gè tifine perfetto ; tutt ama perche dfuggir la Cadenza fi fa in molti al-
tri modi , voglio che vediamo hora in qualgmfa la fi poffa fuggire , & il modo che fi potrà tenere , quando
vna parte dui Contrapunto farà il mouimento feparato ; cioè quando fi muouerà di due , opiu gradi ; come
Accade molte volte nelle (ompofttioni ,
F il modo
226
Terza
Il modo di fuggir le Cadenze ; & quello , che fi ha da ofleruare,
quando il Soggetto farà il mouimento di due , o
più gradi. Cap. ^4.
ARMI , che qui non fi babbia da far molta dimora -.percioche io penfi , per quello che
fin bora fi è detto , & tnojìrato 3 che ciafeuno poffa bormai molto bene effere iììrutto in
cotd materia, & nelle cofe etiandio, che fono ytili,& necejfane aliane del Contrap un-
to . La onde (fi come mi aueggo ) baflarà folamente dire , che'l Fuggir la Cadenza fu
( come hauemo yeduto ) yn certo atto , il qual fanno reparti , accennando di yoler fare
ynaterminatwne perfetta , fecondo l'yno de 1 modi moflrati dijopra ,& fi riuolrono altroue;& baftarà
forre imo effempio , dal quale fi potrà comprendere in quante maniere la potremo fuggire , quando tornava
vi proposto ; & anco fi potrà veder quello, chef batterà da offeruare, quando il Soggetto farà alcuni meui-
menti di Ter^a, 0 di Quarta, 0 di altri fimili interualltfeparati . Di modo che quando a Uòmo farà in ciò mot-
to bene inflrutto, potrà ftpere quello, chehaueràdafare, quandogli accaderà yfarfmilipaffavn .
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^fctito .
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Quando
Parte. 227
Quando e lecito di vfàre in vna parte della Cantilena due , o più volte
vn paffaggio , & quando non
Cap. fT,
I COME la -varietà delle co fé apporta piacere , <& dilettatane ; cofi la cofa ifleffc
troppo y fiat a , alle -volte genera, noia, &fa(ìidio . La onde doiiemo cercare [opra on al-
tra cofa , per non cafeare in alcuni errori communi , che li nofiri Contrapunti fiano -va-
riati di maniera , che non fi odi due , opìù -volte -vn paffaggio ,&yno ifteffo concento ,
replicato nelle ìfteffe confinante, negli iflefii mouimenti, & nelle idejje chorde . Et ben
che fa imponibile , che in quefli Contrapunti fatti a cjuejto modo , quando faranno bene ordinati ,f oda al-
cuna cofa, che fia diffinante, & che non fia grata all'udito ; tuttauia il replicar tante -volte -vno ijhffo con -
cento non da quel piacere, che darebbe, quando fuffe -variato . Oltra di ciò il Compofitore farebbe giudica-
to molto pouero di inueutwne, da quelli , che fono intelligenti dell'arte: conciofia che penfarebbeno (ha-
' vendo yfato l'iileffo paffì<rgio più di vna yolta ) che non haueffe alle mani altro contrapunto . Debbe adun-
que ciafeuno effere auertito , di non commettere una cofa finale , chef ritroua nello effimpio poflo qui di fat-
to ; e/fèndo che cotal coffe gli può attribuire a yitio .
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. ^irjiji:
Soggetto.
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Contropunte ,
piimiiiiÉiiipii
Ho detto , che non fi debbe vfar molte yolte yn paffaggio , intendendo del Contrapunto replicato nelle iflef-
fe confinante , negli iftefi mouimenti , & nelle iflejjì chorde : peraoche non filo è lecito, ma è molto lode-
noie il replicar quante yolte fi y itole ,obuoteyna modulatane iflefja , & yno ifleffo paffag no , pur che'l
Contrapunto fa fempre differente , & variato : effendo che tali repliche hanno yn non fi che di mgegnofi ;
la onde ogn yno fi de sforzare di far tali repliche , qualunque yolta gli occorrerà di poterle fare , che ftiano
bene ,fen%a e ferii alcuno errore : perocché farà riputato dagli intelligenti huomo di pellegrino inaeo-no , &
abondante di inuentione . Ho detto , che fi de sformare : peraoche non è obltgato il Contrapuntijla di manie-
ra , che non poffi mutare , & cambiar fimili paffavgi fecondo! fio yolere : effendo che replicati in cotal mo
do , non fi potrebb'eno yfir troppo di lungo , fi non con grande difeommodo delle parti; cioè con fimjlre
modulationi . Ma quando non accoderanno cotali inconuementi , fi potranno replicare : peraoche fanno buo-
no effetto ;fi come nelli fittopoflt effempifpuò ydire .
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Sbizzir—: zzz&&:±$rz£$±tt±z= $
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Soggetto.
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Contrapunto .
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228 Terza
llilllilllliilliillli
P Purf e àatf .< .
Et perche alle uoke li Muftci fi fogliano omigare diftre il contropunta, tifando fempre un buffar pio , carian-
do però il concento ; il qual modo è detto Far contrapunto con obligo; &talt repliche ,o pàjjaigi fi chia-
mano Pertinacie ; però quando alcuno fi uorrà obligare ad una copi fintile ,piglierà un TÌtema , opafj 'aggio ,
& mcomincierà a fare il contrapunto fopr a dpropoflo Soggetto . Ma perche muda maniera di far contra-
punto è molto difficile ; pero il Contrapuntifla potrà prendere alcune licenze ; come farebbe di ufare alle uolte
alcune modulatwm , che nanfuffero cofi ageuoli al cantare ,fi come -farebbe il douere , chefufjero , quando il
contrapunto fi poneffe in ferino , t&fvfftfen%a obligo alcuno . It potrà yfar quelle figure , che piagli tor-
neranno commode , -variando il concento , yfando hora le Breui , hora le Semibrevi , hora le Minime , (*?■ le
altre figure ; Le quali potrà porre bora fincopate s & hora forza la fucopa ; a ciò poffa fanfare aU'obligo .
Dcbbe nondimeno (empre hauer l'occhio alia offmuwza di quello , che è flato detto di [opra , £7* moiìrato ;
£•7" di fluitare quanto paragli errori ; acciai he il juo contrapunto non fa più teflo biafimato , che lodato :
Percioche quella cofa , che fifa bene nel difficile _, è molto più da lodare , che non è quella., che è fatta benefen-
•xa alcuna difficultà . ^Adunque accwchefi habbia di tal cofa piena cogitinone, porrò due effempi, da i quali fi
potrà conofeere quello, che fi potrà fare negli altri fimli ;
Soggetto, cj- Tàffempio primo .
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Contrapunto .
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Sozzato,
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Parte 229
Soggetto^ effempio fecondo.
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Contrapunto.
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Delli Contrapunti doppij , & quello che fìano . Cap. ^ 6".
^"K ENDO -veduto , in qutd maniera fipoffa comporre ogni forte di Contr.ipunto a
due voci ; voglio che -vediamo hora, in qual modo fi poffafare alcune forti di Contrapun-
to artefciofo a due voci medefimameme , (opra qual Soggetto fi voglia ; che fi chiama,
Contrapunto dóppio; il quale non è altroché vna Compofitione fatta imegnofamente ,che
fi può cantare a più modi, mutando le fue parti , di maniera , che replicata fi oda diuerfi
concento da quello, che nelle ifleffe parti primieramente fi vdiua . Onde doucmoftpere, che tal Contrapun-
to fi troua effer di due fini ; la prima è, quando il Principale ; cioè il primo ; chef compone,, & la Replica ;
cioè quello, che s'intende dopo il primo ;fi cantano mutando le parti m queflo modo , die l'acuta diuentt crra-
Ìj ne, & grane l'acuta ,fenza yariatione alcuna di mouimenti . Et queslafi ritroua etiandiu di due forti : im-
peroche mutate le partici procede per eli islepli interualli , ouer amente per variati . Se pernii iflefit inter-
aalli, il Contrapunto replicato fi canta alla Duodecima ; & fé' l fi procede per variatici canta alla Decima.
La feconda poi è, quando dopo il Principale fi canta la Replicabile procede per mouimenti contrarij, cambia-
te primieramente le parti ; come fi è detto ; cioè [agrafie nella acuta, & quefla nella grane . Quando adun-
que fi vorrà comporre al primo modo,che procede per gli iflefi mouimenti, & per vii islefi interualli; offer-
iremo di non porre mai la Sefla nel Principale : imperoche nella Replica non può far confonanza . Ne por-
remo mai le parti delli cantilena tanto diflanti l'vna dall'altra , che trappaftno la Duodecima chorda : ne
maiporremo la parte acuta nel luogo della graue,ne per il contrario la grane nel luogo della acuta : concwfia
che nonfolo le figure, che paffano la Duodecima: ma etiandio quelle ,perlequalifi viene ad occupare con vna
parte il luogo dell'altra,vennno a far diffonanza nella Replica. Non porremo anco la Sincopa, nella quale fi
comenghi la Settima: percioche nella Replica non torna bene . Potremo bene vfar la Sincopatila quale fio,
la Seconda ,& la Quarta:efjendo che quefìe vengono a far nella Replica buoniflimi effetti , mafi 'imamente
quando è rifolta fecondo i modimoflrati altroue.Et accioche tra le parti della Replica non fi oda alcuna rela-
tione,che nonfia harmonica; fi de auertire,di non porre per alcun modo nel Principale la Decima minore, do
pò laquale ven*fhi la Ottaua,o la Duodecimale la Terza minore auanti l'Vnifono , o la Quinta ; quando le
partì procedeno per contrarij mouimenti : percioche poQe in cotal modo , ne fedite il Tritono , onero altro in-
commodo tra le parti. Debbefi altra di ciò auertire,che ogni Duodecima nel Principale , viene ad effer nella
Replica Vmfono,& orni Quinta torna Ottaua.Etiandiofi de offeruare, che ogni Regola moftrata di fopra
fia nel Principale mteramete offeruata: percioche la Replica verrà ad efiere fen%a alcuno errore.E ben vero,
che volendo finire il Contrapunto con la Cadenza, pira necefjario,che'l Principale, o la Replica habbia la Ca-
denza terminata per Quinta, o per Duodecima;itche amene etiandio nelle Cadenze mezane ; & tra le parti
fi vdirà la relatìone del Tritono . Ma quello farà di poca importanza,quando il redo farà ordinato rerola*
tamente; come qui fi vede nel Principale . Cantaremopoi la Replica in queflo modo, facendo acuta la par-
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230
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Terza
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Parte acuta del Principale,
figli
14
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Vartegraue.
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j te orane per yna Ottaua 3 & la fratte acuta per yna Duodecima ; procedendo per gli ijìefii mouimenti , &
per li medefimi intervalli; come qui fi yede in esempio . Dal quale fi potrà comprendere che'ljuo Cantra-
||gg|g^S|gj||||gi||g||
Parte acuta della Replica.
■±s±
Sisgfìiiigiiaìipfipig
lfjlililjfiJ£lplifliiìl^E|5
ifeiiil^|gi^lli$ill|liì^ifejg
Parte oyaue.
■tì- r
punto è molto "vantato da quello del Principale,^* che molto è differenti ilfuo concento , Et queiìofi chiama
Coi/trapunto doppio alla Duodecimali potrebbe etiandio porre la parte acuta nelgraue diflanteper yna Ot-
taua&
Parte. 231
tana, & la grane nel? acuto dijìanteper yna Duodecimaj Ma perche non da yariatìone alcuna di concento
differente da quello , che fi ydim nella Replica , non lo porrò altramente ; accio, non fi -venga a moltiplicar le
cofefenza propoftto . Volendo dipoi coporre quello , che tiene il fecondo luogo nella prima marni ra ; cioè quel-
lo, che nella Replica procede per gli ijlefii mouimenti : ma per infermili differenti da quelli, che fono nelPrin
cipale ; offeruaremo di non porre per alcun modo nel Principale due confortante firn di ;come fono due Ter-
^e , 0 due Sede, o firn ili altre , l'yna dopo l'altra fenza alcun mezo i ancora che l'yna fuffe maggiore , &
l'altra minore ; Et di porre le Sincope, chefiano in tutte le lor parti con fon ami . Io difìt, che non fi pone due'
Selle -.percioche in quejìi, & in altri fimili Contrapuntija Seflafipuò yfare, che fa buono effetto ; Et fi può
far che la parte grane pigli il luogo della acuta ,& quefla quella del grane ; come torna più commodo ; con
aueSia condttione però, che quando faranno polle in tal maniera , fyna non fa lontana dall'altra per più di
yna Terza : effendo che refi andò ciafcuna nellifuoi termini, allora fi potranno porre diflanfi l'una dall'altra
per yna Duodecima .E ben yero , chef potrebbe paffar più oltrd : ma quando f paffaffe non bi fogna porre -
per alcun modo la Terzadecima -.perche tornirebbe molto difcammoda . Non pafjaremo adunque la Duo-
decima , & offeruaremo le Regole date , & faremo , che le parti della cantilena cantino commodamente ,
con mouimenti congiunti , più che fa pofibile : percioche quelli di Quarta , & di Quinta , poffono in alcuni
luoghi della Replica generare qualche difcommodo , il che ofjeruato potremo hauere yn Contrapunto pur-
gato da ogni errore fimik a queflo.
P Parte acuta del principale .
Parte praue .
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iÉiligÈllSli!
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iiii^iiiiisiliiipii
Ttaneremo poi la Replica , quando faremo la parte grane più acuta per yna Ottaua , & t acuta più graue
per yna Decima . Et queflo fi chiamava Contrapunto doppio alla Decima, chef contiene in quejle due parti
pofle qui di fatto . Si potrebbe etiandio far graue per yna Ottaua la parte acuta , <&> la graue acuta per
y'na Decima^ più mi piacerebbe perche fi ydtrebbe il Modo mantenuto maggiormente nellifuoi termini,
"m> anco altra harmomatma il Contrapunto no tornarebbe coflbeneofferuato, come -quello, che fi yede nella
Replica. Et fi potrebbeno quefli Contrapunti cantare etiadio a Tre yoct, facendo cantare [òpra la parte graue
del Principale yn altra parte diftanteper yna Decima ; & nella Replica fatto l 'acuta, dtjìante per yna De-
cimafettima . E bèn'yem che'l Contrapunto non yerria ad effer cof bene espurgato da molti errori , come fi-.
rtbbe il douere . Ma perche il fare quefla forte di Contrapunto è molto officile, yolendolofar, che yenghi nel-
la Replica fmza errore ; pero yoglw porre alcune Regole generali , delle quali la prima farà ( laffando molte
altre cofe alladfcrettione , & albuon giuditio del Compoftore ) che non fi de por mai la Terza dopo IVni-
fono, ne la T erza mede fintamente, alter la Decimxdopo la Ottaua, quando le parti della cantilena difende-
ranno infume . Offeruaremo anco, che quando le parti afcenderanno , di non por dopo la Quinta la Sejla ; ne
1.
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Parte acuta della Replica.
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Parte «rane .
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il
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wewo ta Decima dopo la Duodecima ; mafiimamente quando la parte acuta non procederà per mouimento
congiunto, il quale è alquanto più tolerabile del [eparato. Similmente fi auertirà, di non procedere dalla Otta-
va alla Decima minore, fé non quando la parte acuta farà il mouimento di Tuono, & la grane quello del Se-
mituono ; ne meno dalla Terza, o dalla Quinta alla Decima minore, per contranj mouimenti . Schmaremo'
il porre la parte acuta, che fi muoua dalla Quinta alla Terza maggiore ; quando lagraue non farà mouime-
to alcuno . Cofi quando la parte acuta non farà mouimento , & lagraue fi muouerà, procedendo dalla Quin
ta alla Terza minore , ouer dalla Duodecima alla Decima minore : Imperoche la Replica non yerrebbe ad
cffere offeruata , fecondo le Regole date . In quejìa maniera di Contrapunto ogni Decima , che fi pone nel
Principale , diuenta Ottaua nella Replica ; & ogni Terza ritorna Quintadecima . Ma dehbe il Contrapun-
tifta comporre tnfieme il Principale,^ la Replica;& cofi il tutto -verrà ad effer fenza errore . Nel fecondo
modo,oue la Replica yà modulando per mouimenti contrarij a quelli, che fono contenuti nel Principale, offer-
endo nelle file parti gli tflefi interualli; fa dtbifigno,che ejjò Principale habbia le Sincope(fe ne hauerà al-
cuna)che fi ano tutte confonantifiano pofte poi a qualmodofi voglia: percioche fé haueffero alcuna dijfonan-
■za,non yerrebbeno a far buoni effetti nella Replica . Qui fi potrà yfare {facendo bifogno) la Setta nel prin-
cipale : mabifogna auertire , di non porre la Decima, dopo laquale feguiti la Ottaua; ne la Terza aiutiti
l'Vnifono , quando le parti afcendeno infume; fi come nel fottopojìo effempio fi èojferuato.
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Iflpifl^iSìiiìifSiifgg
Parte acuta del Principale,
il
~*
^±±^±z^±s±ks.
Parte <rr>ute.
^:^^-^^±^3Z±3i
Haueremo la Replica, ponendo graue la parte acuta,& la acuta *raue;quefia dijìante dalle parti principa-
li per yna Settima, & quella per vna Nona ; come qui fi yede .
ir ±3>3i—i±$:— £ Srtes^ZH
Hg^!^^^
Parte acuta della Replica.
Componendo
Parte.
gllllfiliiiilgì
Parte «rane .
Componendo in cot.il maniera Je parti della compofitione fi poffono porre nel Principale disiatiti hma dall'ai
tra per aitai fyo'Aia infermilo; fé bene ariuaffero alla Quintadecima : perche nella Replica tornano beneima,
non fi debbe porre le parti molto lontane l'yna dall'altra . Ho yoluto dare quefi pochi ejjempi , accioche ef-
feminatici diligente Compoftore poffa ritrouare colfuo intelletto altre nuoue& belle inuentioni . La onde
foglio etiaudio auertire yna cofa ; che fé noi ofjeruaremo tutte quelle Reo-oleiche ne toglievi potere yfare al-
cuna cofa nelli Contrapunti mojlrati di [opra ; potremo comporre yn Contrapunto di tal fòrte , che fi potrà
Cantare a ciafcttno delli modi mojlrati , con grande yanatwne di harmoma ; come nelli fottopojìif potrà
l'edere & ydire .
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Parte acuta del Principale.
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Partegraue.
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Parte acuta della Prima replica.
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234 Terza
Parte acuta dtlit Seconda replica.
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Parte grane.
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Parte acuta della Terza replica.
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Parte «rane .
«9
^ESJìillsIflllilliiii
Non -votrlio tacere anco queflo,pèr moflrar l'artefcio grande di quejlo Contrapunto;che fé noi aggiungeremo
alia parte or aite del Principale, & della prima & della terza Replicatila parte acuta dtjlame per ima De
cimafimilmente fé alla parte acuta della feconda Replica aggiungeremo vn' 'altra parte «ratte diflante per
■yna Decima fettima;oueramente fé porremo la parte graue pm acuta per ima Ottava, et ap vuitreremo yna
parte più grane della acuta per yna Decima, ciafcutio da per sé fi potrà cantare a tre Tee;. E ben vero, chele
parti aggiunte no Terranno con la ofjeruanxa delle Regole date difopra.Ma di qtieflofa dttto afujfkienza.
Quel che de ofleruare il Contrapuntifta oltra le Regole date , & di alcune
licenze, che può pigliare. Cap. jj.
I ST RI N CERO hora in i>n capo alcune cofe t dando lo effempio particolare , per
il quale il Compofitore potrà comprendere lo Vmuerfale ; accioche dalla loro offeruanxa
la fua cantilena yenghi ad effer piena difòatte harmonia ; &• ilconcento ddetto apporti
a tutti coloro , che lo ydiratmo . La onde dico , che oltra la offeruanxa delle Regole da-
te difopra,fa dibifogno primieramente , che'lCompofttore accompagni in tal maniera le
parti della cantilena ; che fé yna farà contenuta tra le chorde del primo Modo , l'altra fia comprefa da quel-
le del fecondo, fi come intendo di moilrare nella Quarta parte. Et perche net far li Contrapuntt , alle Tolte il
Compcfitore ritratterà molte fvure /opra yna chorda della parte del Soggetto;effendo necejjano , che'l Con-
trapwito
Parte. 2jj
trapunto piccia mouimentó,noìi potrà alte volte cotinouare «ella varietà delle confonanxe molto di limito, fé
non con grande difficultà;perh m talcaf^otràvfàr molte figure fincopate ; come fono la Semibreue , & la
Mimma col Punto, variando fempre le iarde, & lifuom ; & cofi le figure pofle in queflo modo , faranno
poffare il Contrapunto con molta gratta, &• apporteranno gran commodo al Compofit ore : perche verrà ad
tfjer legato di maniera, che farà buonifiimo effetto . Ma fi de [opere , che allora il Contrapunto fi potrà chia-
mar legato, quando farà fincopato in tal maniera, che la Semibreue del Soggetto non cafchi interamente bat
tutafopra la Semibreue del Contrapuntó;mafi bene [opra laftta metà ; il che atterrà, quando farà poflafm-
copata , otter quando cafcherà fopra il punto della Minima . Sarà etiandw detto legato , quando la parte del
Soggetto fiorò ferma , cioè non fi muouerà da vna chorda all'altra;^ il Contrapunto fi muouerà , /gran-
erà modulando per diuerfe chorde . Similmente farà chiamato legato , quando il Contrapunto Jlarà fermo ,
^ il Soggetto paffarà per varie chorde ; & ciò accoderà quando farà diminuito . Quando occorrerà poi di
"volere vfargli Vmfoni, oper necefità, oper altra capone , fi potranno porre fopra la feconda parte della Se-
mibreue ; pur che la parte del S oggetto, & ti Contrapunto nelbattere,o nelleuare,tn vn tempo non s'incon-
trino a proferir tv infimo : concwfia che poflo fopra la feconda parte di qual figura fi voglia , quafi non fi ode;
€omefi vdirebbe quando s'tncontraffero infume nella prima parte. Onde per quejìa ragione fi potrà anco por
ve, quando cafcherà fopra il punto della Semibreue , o della Minima , poflo in qual parte fi voglia ; pur che
tal parte fia diminuita . Et ciò torna bene nelle compofitiont di più voci : effendo che quell'Vmfono viene api
Jgliare il luogo di quella Mimma,della quale il punto tiene ilfuo luogo,che nonfolamente quafi non fi ode:Ma
tal punto alle volte da i Cantori fi tace ; onde è cagione fpeffe fiate di fare, che l'harmonia refla prwa di al-
cuna delle fue parti ; cioè della Qmnta,o della Terza ;come altroue veder f mo ; & per tal maniera refla im
perfetta . Ma perche la offeruanxa delle moflrate Regole , lega alle volte il Compofitore in tal gufa, che non
folo ne i Contrapunti puh fare acquifìo di vna bella, & leg gtadra modulatione , che diletti : ma non puh an-
ta porre te parti della cantilena in fuga ; o con fequenza, fecondo che farebbe ilfuo dejideno ; però ,fecodo che
alli Poeti è concejfo alcuna volta di far cantra le Regole metriche , & di vfare vna locutione per vn' altra ,
■C-7" vnafillaba lunga in luogo di vna breue , oper il contrario ; cofi farà lecito al Mafie:, alle uolte , di poter
porre in carte alcune cofe , cantra le date Regole . Ma non però li farà conceffo ti troppo contmouarle;fi come
ttiandio non è permeffo al poeta di vfarfpefje volte aitali licenza ■ Potrà adunque il Mufico, quando gli ner-
vo commodo ; & non potrà fare altramente , per qualche accidente , por la Quinta dopo la Seda mao gio-
ve, cantra la Regola data di fopra nelCap. 3 8. quando la Sefla farà poflo nella feconda pane della Semibre-
ve fincopata ; come qui fi uede iperciochefe la Seconda, & la Settima, che fono dtffonanze ; pofìe nelle Sin
cape fono fopportate ; quanto maggior
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mente fi de tollerare la Sefla , che non
folamete non è diffonanteima appreffo
di ogn'vno è riceuuta per confonante?
Potrebbe forfè qui alcun dire , che con
quejìa licenza ifleffa, & con lo ifleffo
modo fi potrebbe anco peruemre dalla
Sefla minore alla Ottaua. Ri/pondo,
che queflo fi farebbe cantra ogni doue-
re : Imperoche quantunque la Maggiore habbia natura diperuenìre alla Ottaua,come alla fua propinqua ; è
nondimeno più vicina alla Qutnta,dne non è la Minore alla Ottaua.La onde fi vede, che douendofi ( come è il
douere) andar dalla Confinando, im-
perfetta alla perfetta con lapin utcina;
{landò in queflo licenxa;la Sefla mag
giore conuiene più alla Quinta , che la
minore alla Ottaua.Nongltè adunque
rande alcuna, che nefcufi, 0 dijfendt,
quando fi volefje commettere vn tal
difordine . Potrà etìandio dalla Sefla
minore andare alla Ottaua con unafi-
G z pura
o
236
Terza
gura di Semiminima;perche la Quarta Semiminima,chefi parte dalla Terza col mouimento congiunto ,fi
puofempre pigliar per non buona ;fi come nel Cap.42 .fu detto . Onde fé ima Seconda , ouero yna Settima,
0 qualunque ultra di/Jonan^a pofla ut cotal modofifopporta , quanto maggiormente fi pub tollerare una Se-
fla pofla in cot.il maniera ì Et tanto più è da tollerare , quanto fpeffle fate dalli Cantori periti , non potendo
il loro yditofentire alcun difcommodo in alcuna cofa quantunque minima , è fatta maggiore . Ma veramen-
te qttefìì paffa* <n non fono altro , che
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ff— ir±=szz±=
tóì
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1*
la dimmutione di quelli , che fono pofti
qui da cato ; Neper quejìo no fi toglie
ad almuo .che non pofla a<r o-iunpere
r 1 1 ■ 1 P • ■ *
ajuo bei piacere a tal Semiminimapo
ila ne 1 primi effempi, iljegno ^ . &
far la Sefla maggiore , per virtù della
chorda chromatica ; et cofì quella del
b, fecondo che occorrer puote nel fare
li Contrapunti : &fe bene tal choràe nonfifegnaffero, non fi debbe attribuire alCompofitore 3 che lo habbia
fatto per errore, mafimamente in cotali cofe minime . Potrà fimilmente yfare alle -volte : ma non fheffo ,
yna modulatione di yna Semidiapente, quando tornara commodo nello accommodar la modulatwne alle pa-
role,& procederà per le chorde diatoniche naturali del Modojòpra damile è fondata la cantdena;co»ie qui fi
yede . Ma quando vi entraffe alcuna
delle chorde chromatiche( quantunque
fiponeffeper loacquiflo di alcuna con
{onanxa)non fi debbe yfare: Conciofia
che tali chorde non furono ritmiate a
dcslruttione delle buone harmonie, £<7*
ddli buoni coflumi muficali : ma fi be-
ne alla loro coflruttione ,& alloro be-
ne efiere . Non farà adunque lecito di
yfare alcun paff.^gio,chefafimile ad yno di queflipofli qui in effempìc : Percioche le chorde chromatiche
batteranno fempre nella modulatione
lilìlllìltliife^:
1 — p
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E^^it;
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,».,*- .J.
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yna chorda diatonica corrtfpondentc
per yna Semidiapente , ouero per vn
Tritono,o Semitntono,fecondo la com
pofitione;liqualifono Interualli,o Mo-
dulatiùni fen%a harmonia. Li farà an-
co permeffò di potere yfare alle Tolte
le chorde chromatiche , quando yorrà
procedere da yna Sefla, fatta maggio
re per yirti: di tal chorde ,alla Decima,o Terxa maggiore, col mouimento di Quarta,o di Quinta; per potere
da quelle pervenire alla Ottaua,oueratnente all'Vnifono;come qui fi vede; Et ciò per due ragioni) l'vna delle
quali èiperche il procedere è Diatoni-
m
t
K
— -àé--fr=3-
co nelle chorde chromatiche ; L'altra
perche li movimenti, che fanno le par-
ti,procedeno per gli int erudii harmo-
nia, & fono anco regolati fecondo li
precetti mofirati di f opra . Quefle
chorde fi debbeno figliar col fegno ^
per molti rifbetti;et mafimaméte per
li poco accorti Cantori ; acciò no com-
mettemmo alle volte qualche errore, pò
vendo vna chorda in luogo di un'altra ; cioè la Diatonica in luogo della chromauca , &fi odi la dtffonanxa.
E ben
-4-
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—±::^::^::-^. — ___
Parte 237
E* ben vero, che nelle modulationifi trottano alcuni infermili, come fono quelli di Qu irta , di Quinta, & di
Ottaua, ne i quali il Cantore deporre la chorda chromatica, ancora che non fa filata figliata d.il Compofitto-
re ; accioche la modulatane delle parti fia drittamente ordinata . Ne il Compoftore la debbe porre : perche
èfuperfluò : effendo che non fi de cantare -veramente fé non quelli interualli, che fono h armonici ; come qui fi
Tede . Ne debbe fare come fanno alcuni , i quali fuori di ogni propofito , &fienza alcuna "utilità , o necef-
ggtgf=l^ii|grf^iìgEì^i^
fit a\ danno principio alle lor cantilene (òpra alcune chorde , che -veramente non fono naturali de i Modi ; &
mefcolano le chorde chromatiche con le diatoniche di maniera, che nonfolamente nel principio ; ma nel me-
7(0, & nel fi ne anco, non fi Tede altro che ^ Diefis , & b molli ; la qual cofa , quando la compofittone
la ricercaffe, farebbe dafopportare. Però farà auertito il Compoftore, di aflenerfe, più chepuote dafimil co-
fa, fé nonfuffie corretto dalle parole , ouer da altra cofa , che accade nella cantilena : concwfia che per il lun-
go continouare in efiii, L cantilena Tiene a mutare il Modo, entrando di -vno nell'altro ; come è vitio panico
lare di qualcheduno . Et fopra'l tutto fi dì guardare , da porre tali chorde nel principio fenxa propofto ; co-
me fanno alcuni , che non folamentefegnano lafecond.ifgura della modulatione col fegno % chromatico ;
mafegnano etiandio la prima , & fanno , chefpejfe -volte , credendofi di dar principio ad yna modulatane
del primo Modo ( per dare yno effempio ) non fi accorgendo incominciano ima cantilena del Settimo ; come
fi può -vedere nello effempio poflo qui da
PP
3r
3&&%&£*ì
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canto . ^fuerttfca etiandio il Compofito
re , che fi pone alle -volte tra la chorda g,
&la a a yn altra chorda, f guata col
fino commune chromatico %; ondena
fono alcune modulationi , che nonfipof
fono yerameie chiamar Diatoniche fiem-
plicemente , ne Chromatiche : percioche
tanto nell'acuto quanto nel graue , non fi
poffono accommodare tra le chorde naturali diatoniche ad yna modulatane , che fa diatonica ; come fono le
fequenti : Conciofa che ejjendo il primo wterttallo , che fanno le tre prime figure il Semituono maggiore ,
& quello aie fanno la terza , & la quar
ta il Ditono ; & medefimamente è il Se-
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.~re quello , che è contenu-
to tra le due yitime ; Se noi difcorreremo
tutte le chorde diatoniche , & anche le
chromatiche infume , non ritrouaremo, ne yerfo il graue, ne yerfo l'acuto , di potere accommodar quefilt in-
terualli, fenxa l'aiuto di yn altra chordafiorejlieraja qualfegnaremo co queftofi<rno, x col quale fi ferita
ogni feconda chorda di ogni Tetrachordo Enharmomca. E t quefla chorda non fi potrà chiamare Diatonica:
perche non ha luogo troie chorde diatoniche ; ne anco chromatica : conciofa che per il fio mexp da parte al-
cuna non fi può hauere il Tnhemituono ; ne meno la potremo nominare Enharmomca.effiendo che non diuide
il Semituono maggiore in due Diefis ; il che è ufficio della yera chorda Enharmomca ; come fi può yedere in
ciafcuna diuifionefatta nella Seconda parte . Et benché tal chorda fi poffa chiamare Diatonica : perche fi tro
uà in una compofttione diatonica, &fa il Semituono, che è diatonico ; tuttauia è nominata impropiamente :
effendo che allora farà detta yeramente Diatonica , o Chromatica , oueramente Enharmomca ; quando farà
pofla in luogo, otte potrà in yno detti dati peneri fare tifino yfficio : ma nongiamai altramente ; come ame-
ne di quella , che è pofla nel quarto luo^o del Quarto effempio poflo qui di fiotto . Et fi bene tal chorda po-
fla in cotal maniera non è Diatonica , nonfii debbe refilare di yfarla,poi che in quefli, & altri filmili parag-
gi, non fa alcun trifiìo efifietto ; & torna molto al propofto alle yolte al Comportare . Et perche fi ritrattano
tnfinit? cantilene Diatoniche , le quali fono piene di quefli, & altri filmili paffiaggi , & non fono considerati
dalli
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Da non vfitre .
Da vfare .
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dalli franici ; però ne ho -voluto fare commemoratione , & rimettere cotal cofa al favo oiudicio de i buoni ,
& eccellenti Compofitori;acaò vedtno, in qual maniera fi debbino Tifare, Rimetto ettandto molte altre cofe,
delle quali non voglio tacere fittila ; che non è il duuere 3 chef ponghi la Semtbreue fmcopata, in modo, che
dopo lefiguiti immediatamente la Minima di/fonante col mouimento congiunto ; conciofia che fi farebbe co
tra quello, chef colimene alla natura della Sincopa tutta confinante ; la quale non riceue dopo [e alcuna dtf-
fonanza : ma fi bene la confinando. . Però quando voiremo porre tal Minima difjonante , porremo fempre
la battuta [opra la Semibrene, ponendoli appreffo ti punto , il quale de ejjer fempre confinante ; & venga poi
la Minima a qual modo fi voglia, o confonante , o dtffonante ; pur che precedi con mouimenti congiunti , co-
me qui fi uede . Debbe altra di quejlo auertire , che tutte le yolte , che vorrà fare il Contropunta alquanto
languidofi meflo ;fimigliantemente dolce, ofiaue,deb-
be procedere anco per mouimenti dolci, & foaui ; come
fino quelli, che procedalo per il Semituono, per il Semi-
ditono , & per altri fimili ; y fondo le Confinante im-
perfette minori, che fino il Semiditono, l'EJjachordo mi
nore, & le altre Replicate; le quali confonanze per fui
natura fino ( come ho detto nel cap. io.) atte a tali co-
fe . Per il contrario, volendolo fare olii gro,vfarà il mo-
uimento del Tuono, quello delDitono , & di altri filmi-
li , con Itfioi intervalli . Et volendolo fare , che qualche
volta habbia dell'offro , potrà vfitre le Maggiori , che fono il Ditono, l'Effachordo maggiore , & le Repli-
cate, nelle parti primi della cantilena. Et tanto più fiora offro , quanto maggiormente haueràin fie il detto
Effachordo, nelle figure di alquanto valore, nella parte grane del concento . £' cofa difficile veramente il vo-
lere infornare particolarmente, in qual maniera,^ a che tempo fi habbiano da vfar talcofi: ma perche qùe
fio ch'io ho detto potrà molto giullare. quando fi vorrà alle ut/Ite vfitre cotali maniere;però bajlarà quejlo p(r
bora : peraoche forfè vii altra volta ne dirò più dtffufamente .
Il modo che fi ha da tenere nel comporre le Cantilene a più di due voci ;
& del nome delle pcrti. Cap. 58.
O R<A mi aueggo di hauere afufficienxa ragionato intorno al dar Regole, & infignare
il modo , che fi ha da tenere nel comporre le Cantilene a due voci ; la onde pormi effere
hormai tempo, di rimetter tutte le altre cofe , che intorno ciò poteffero accafeare al buo-
no ,& rriudictofi Lettore: percioche vedendo, & esaminando le dotte compofitio-
nt de 1 buoni, &• eccellenti Compofiton, potrà effer chiaro di tutto quello, che gli potrà oc
correre : & pormi effer tempo di uenire a moflrare il modo, che hauerà da tcnere,volendo comporre quelle,
che fi fanno a più voci . Onde auanti che pajìtamo più oltrafi de onerare ,che li Mufici nelle lor cantilene fio-
glionu il più delle volte pone ■Quattro parti , nelle quali, dicono contenerfi tutta la perfettione dell'harmoma.
Et perche fi compone ouo principalmente di tal parti ; pero le chiamarono Elementali , alla gufa de 1 quattro
Elementi : pt rciuhefi come ogni Corpo milìo di tfìifi compone, cofi fi compone di queile ogni perfetta can-
tilena. Laonde lo parte più grane nominano Baffo, ilquale attribuiremo allo Elemento della T erra :con-
ciofia che;fi come la Terra tra gli altri Elementi tiene il luogo infimo ; cofi tlBaffo occupa il luogopiu grane
della cantilena . .A quefla, procedendo alquanto più tnfifi verfi l 'acuto, accommodarono vii altra pan e, &
la chiamano Tenore, il quale afiimigliaremo all'acqua ; la quale ; fi come immediatamente figue, nell'or-
dini de gli hlcmentt,dopo la Terra , C7* è con effa abbracciata ; cofi nell'ordine delle dette parti ilTenorefen
■za alcun mezpfe gite il Raffi & le fie chorde gratti non fono in cofa veruna differenti da quelle del Baffo ,po
Jle in acuto . iimigliantemente accommodarono la Terza parte Jopra il Tenore , la quale alcuni chiamano
Contratenore ,
Parte. 259
Contratenore, alcuni Contralto, & altri la nominano lAltq ; &« l" pofèro nel terzo luogo , che è melano
nella cantilena ; &>fi può afìimigliare -veramente all'aria ; il quale ;ft come fi comune con l'acqua , &
col Fuoco in alcune qualità ; cofi anco le chorde grani dell'alto conuengono con le acute del Tenore ,&le
acute deli \Alto conuengono con le <>raui della Quarta parte podapiù in acuto, chiamata Canto . Queflo ac-
comrnodarono nel luogo fupremo della cantilena ; la onde dal luogo che tiene, alcuni etiandio la chiamano So
brano , il quale potremo afimigliare al Fuoco, chefegue immediatamente dopo l'aria , nel grado fupremo
di tale ordine . Et ciò non farà fatto fenxa qualche ragione : percioche tenendo la parte grane il luogo inferio
re della cantilena, & procedendo per mommenti tardi, £?* rari, da i quali nafcono i Suoni grani, che per lo-
ro natura fono ( come ho detto nel Cap. 1 1 . della Seconda parte ) yicini alla taciturnità ; ha grande conue-
nienxa con la Terra, la quale per f uà natura è immobile,^ non può far nafcere alcun fuono ; come altre uol
te ho detto . Et fé la parte più acuta Sogli altra afiimtgliai al Fuoco ; ciò non feci fuori di ragione : percioche
hauendo li Suoni acuti, che nafcono da i mouimenti -veloci, &fpefìi , tal natura , che per la loro fubita , &
yeloce perenzione fi fanno ydire, rapprefentandofi all'vdito conpreflex^a, Tengono a ritenere in loro quafi
la natura del Fuoco, il quale non fola è acuto, £jr raro ; ma etiandio yeloce , (j7" attiuo per fi flefjò . L 'altre
parti melane , per la temperatura de i loro mouimenti ,&per lafimigltanza del fito , io le ho af migliate
a vii altri due Elementi mexani ; perche tengono fecondo il fito diuerfo la natura loro . In ami maniera fi
habbiano poi da ordinare quefle parti , & dijporre , & quanto l'yna dall'altra debbino efjer lontane , ciò uè
deremo nella Parte, chefegue . Se hora da quello , che fi è detto , yorremo esaminare la propietà di quefle
parti, ritrouaremo che l Soprano ; come quello, che è più acuto d'ogri 'altra parte, & più penetratiuo all'V di-
to, farfi ydire anco prima d'olii altra. La onde fi come il Fuoco nutrifce , & è cagione di far produrre ogni
copi naturale, chef troua ad ornamento , & a conferuatione del Mondo ; cofi il Compofitore fi sforzerà di
fare, che la parte più acuta della fua cantilena habbia bello , ornato , & elegante procedere , di maniera che
nutnfea , & pafei l'animo di quelli, che afcoltano . Et fi come la Terra è pofla per ilfundamento de gli altri
Elementi ; cofi il Baffo ha talpropietà, cheftsìiene ,flabilifce , fortifica & da accrefeunento alle altre par-
ti : conciofia che è poilo per Bafa , & fondamento deltharmonia . Onde è detto Baffo , quafi Bafa , &fo~
jìemmento dell'altre parti. Ma fi come aiterebbe , quando lo Elemento dellaT erra mancaffe(je ciò fuffe
poftbile ) che tanto bello ordine di cofe ruinarebbe , & fi guaflarebbe la mondana ,&la hurnana harmo-
nia ; cofi quando il Baffo mancaffe, tutta la cantilena fi empirebbe di confufione , & di diffonanxa ; & o-
gni cofa (Metterebbe in mina . Quando adunque il Compofitore componerà il Baffo della fua compofitione.,
procederà per mouimenti alquanto tardi , & feparati alquanto , ouer lontani più di quelli , che fi pongono
nell'altre parti; accioche le parti mexane posino procedere con mommenti eleganti,^ congiunti ; & maf-
fimamente il Soprano : percioche queflo è ilfuopropio . Debbe adunque e/fere il Baffo non molto diminuito:
ma debbe procedere per la mag pior parte con figure di alquanto y alare , di quelle , che fi pongono nelle altre
parti ; & debbe effere ordinato di maniera ,'fhe faccia buoni effetti ; & che nonfia diffìcile da cantarfi : &
cofi le altre parti fi potranno collocare ottimamente ne tpropij luoghi nella cantilena , ilTenore fegue im-
mediatamente il Baffo yerfo l'acuto , ilquale è quella parte , che regge , &gouerna la cantilena,^ è quel-
la , che mantiene il Modo Copra il quale sfondata i '& fi debbe comporre con eleganti mouimenti , & con
tale ordine ,che offerut la natura del Modo , nelquale è compofto ;fia primo, fecondo, terxp , ouer altro qual
fi yoglia ; offeruando di far le Cadenze a i luoghi propi) , & con bropofito , Ma fi come , effendo C^fria il-
luminata da i raggi del Sole , ogni cofa raffereita , & ogni cofa fi ytde ridere di qua giù , & effer piena di
allegrezza ; cofi quando tiAlto è bene ordinato, & ben compojìo, ornato di belli, & eleganti paffaggi , a-
dorna fempre , &fa yava la cantilena ; La onde debbe dCompofitore auertire , di comporre la parte dell' -
iA Ito per talmamera , che faccia buoni effetti . L'yffcio, & la natura di quefle parti ,giocofamente , &
con grande artefcio ejpreffe quelfaceto Poeta Mantoano congrofii yerfi , dicendo ;
Plus afcoltantum Sopranus captat orecchia* .
Sei Tenor ejì yocum reclor , W Guida Tonorum ,
iA hm lApollineum Carmen depwgit & ornat .
Baffw alit yoces , ingraffat , fundat , & auget . I quali ho yoluto porre , accioche il Compofi-
tore ricordandogli , poffafapere quello , che haurà da fare, componendo cotefìe parti . Quefle fino adunque
le parti principali , & Elementali di ogni compofitione perfetta ; delle quali , ancora che l'sAlto fa l'ultimo
a comporfi;
2 4-o Terza
a comporfi : perocché compofìe l'altre partì , Tiene a fupplire, & a far perfetta tharmonia, che tra loro non
fi potea far perfetta ; nondimeno non elegge fatale , che 'Ifihabbia da porre fempre -ultimo nella composto-
ne ;fi come etiaudio non è cofa alcuna,che ne aflringa, a cempor prima l'una , che l'altra parte delia compo-
stone . Si debbe però auertire, che quando li Mufci -vogliono comporre alcuna cantilena a Tre noci , il più
delle Tolte laffano fuori il Contralto , onero il Soprano , & pigliano l'altre parti . Et fé vogliono procedere
oitra le Quattro nominate , non ni aggiungono alcuna parte nona ; ma le -vengono a raddoppiare , ponendo
due Soprani,, o due ^f Iti , o due Tenori , &• cofi due Bafii ; & hanno il loro propofuo . Qualunque Tolta a-
dimque chef Torrà comporre alcuno concento fopra tu Soggetto ritrattato ; ofia Canto fermo, o feltrato;
onero fe'l fi Torrà comporre alcuna Canzone , Madrigale , ouer Moneto , & faceta dibifogno, che'l Campo
fitorefa l'muentore del Sog retto , debbe prima auertire , di qual Modo fa il Soo- getto ; atteramente fopra
qualModo Torrà comporre lafua cantilena , acciò conofea le chorde, fopra le quali fi habbiano da far le Ca-
denze, per poter comporre il concento in tal maniera , che'l f ne non fa difjonante dal mez$ , & dal princi-
pio . La onde confiderate quejle cofe ,fi potrà incominciare, da qual parte tornerà più commoda; incomin-
ciando però fempre in Tna chorda, la quale fa regolare del Modo, fopra il quale fi habbia da fondare la can-
tilena , ojferuando quello , che in molte regole pofle di fopra fi contiene . Ma perche li Mufici cojìumano di
dar principio alle laro Compoftioni il più delle Tolte per il Tenore ; & dipoi pongono il Soprano, alquale a«-
viungono il Baffo, & Tltmiamente l'alto ; hauev.da io di fopra moflrato molti effempi , contenuti tra que-
lle due parti ; cioè tra'l Soprano, & il Tenore ;però non accadere non porre lafuttopcfla T 'aitala , nella qua
le fi potrà comprendere fenza malta fatica tutti gli accordi , che potranno fare le parti aggiunte infume alle
due nominate ,fam quanti fi Tagliano . Et ho tenuto tale ordine , di porre primieramente gli accordi , che
danno mfeme il Soprano col Tenore , di poi quanto potrà efjtre il Bajjo lontano dal Tenore nella parte gra-
ne ; accioche il tutta fi accordi ; & cefi fante le nominate parti , quello che fa dibifcgno , chejia l'^Alto fo-
.pra'l Baffo , accioche Ih armonia Tenghi ad effer perfetta . Ma fi debbe auertire , che fi trotterà alle Tolte
nell'^Alto più di tuo accordo ; onde tali accordi potranno fruire non folamente ad effo lAlto ; ma etiandio
alle altre parti , chef a« giunge fero alla cantilena , altra le quattro nominate . Ne fi trotterà il Contralto
pvfo con le altre parti in Vmjano , ne in Ottava, fé non in quattro luaoln : piràtiche quando le altre parti ha
ueratino tra loro la Quinta ,& laTerza ,ouerole Replicate , allora le aggiunte a quefle ,ftano quante fi
Tooliano, necefjanameme Terranno ad effere con Tna delle tre nominate in Ottaua , onero in Vmfono . Ma
accioche fi habbia piena intelligenza di quello ,che fi è detto porrò tuo eff empio . Poniamo che nella com-
pòfitione il Soprano fa pojìo Vmfono calTenore ; cioè fopra Tna chorda ifleffa : dico che Tolendo aggiunger
la Terza parte a quefle due ,farà dibifogno di porre il Baffo dfìanteptr Tna dt-qucfle con finanze, cioè Ter
za , o Quinta , a Sefla , onero Ottaua , optr qualunque altra ( come fi Tede nella T aitala )jatto'l Tenore .
Onde e fendo ti Baffo lontano per Tna Terza ; l'alta potrà efer diflante dal Baffo nell'acuto per Tua Quin
ta , oper Tna Stfla ; & le altre parti (fejuferopiu di QiMttro •) potranno effere Vmfcne , ouer diiìantiper
una Ottaua da l'ima di quefe quattro . Maje'l Baflojuffe diflante dal Tenore nel grane per Tna Quinta,
l' iA Ito fi potrà porre fopra' l Baffo diflante per Tna Terza , ouerperTna Decima ; & le altre parti, chef
a<r nmiaeflero jarebbtno Vìntone, onera latitane da l'Tna di quefle quattro per Tna Ottaua . ì t fe'l Bajjo
fife anca diflante per Tna -Sefla , riguardando nel Terzo ef empio della T aitala. fi trotterà quello, che potrà
elìere il Contralto ; il chef potrà etiandio Tedere delle altre per ordine , fi ccwe fono pofle ordinatamente ;
come fi può Teder chiaramente qui di fatto, 0- didimamente per ordine.
• i
DeU'Vmfono
Parte .
24.1
DELL'VNISQNO. " "
Se'l Soprano farà
Et il BafTo farà
L'Alto fi porrà
Vnifono col Tenore,
Terza fotto il Tenore;
Quinta , 0 Sefta fbpra'l Baffo .
Ma fe'l BafTo farà la
L'Alto farà la
Quinta fotto'l Tenore,
Terza, 0 la Decima fopra'l Baffo.
Similmente fe'l Baffo fufTe
L'Alto potrà effer
Sefta fòtto'1 Tenore,
Terza, ouer Decima fopra'l Baffo.
Et fe'l Baffo farà vna
L'altre parti fi porranno
Ottaua fotto'l Tenore,
Terza, f.$. io. n. fopra il Baffo . j
lEffèndo poi
L'Alto fi farà per vna
Decima fotto'l Tenorej
Quinta , ouer Duodecima diftante dal Baffo .
Ma fe'l Riffe
L'Alto fi potrà porre
Duodecima, allora
Terza, ouero Decima fopra il Baffo .
Cofi effendo il Baffo
L'altre partili porranno
Quintadecima fotto'l Tenore,
Terza, j.ff. io. 1 2. 1 j. fopra'IBaffo.
DELLA TERZA.
Se'l Soprano farà
Cr il Baffo farà
L'Alto fi potrà fare
Terza col Tenore,
Terza fotto di lui,
Vnifono, ouero Ottaua con le parti.
Effendo poi il Baffo
L'Alto fi porrà
Sefta fotto'l Tenore,
Terza, ò Decima fopra'l Baffo.
Ma fe'l Baffo fuffe
Allora l'Alto farà
Ottaua fotto'l Tenore,
Quinta, ò Sefta, fopra il Baffo.
Cofi effendo
potranno effere
Decima, allora le parti
Vnifone,òin Ottaua con le nominate.
DELLA Q^V ART A.
Quando il Soprano farà la
& il Baffo la
allora l'Alto farà
Quarta co'l Tenore,
Quinta fotto'l Tenore,
Terza, ò Decima fopra il Baffo. ;
Ma quando fuffe
L'Alto fi porrà
Duodecima fotto'l Tenore,
Decima fopra il Baffo.
DELLA QJVI N T A.
Ma fe'l canto farà la
& il Baffo farà
L'Alto fi potrà fare
Quinta fopra il Tenore,
Ottaua fotto di lui,
Terza, òDecima foprail Baffo.
Et fe'l Baffo fuffe
L'Alto farà
Sefta fotto'l Tenore,
Vnifono, ouero Ottaua con le parti.
DELLA SESTA.
Se'l Caino farà
Et il Baffo
L'Alto potrà effere
Sefta col Tenore,
Quinta fotto'l Tenore,
Vnifono, ouero Ottaua con le parti,
Ma fe'l Baffo fuffe
L'Alto farà la
Terza fotto'l Tenore,
Quinta fopra il Baffo.
Similmente fe'l Baffo fufle
L'Alto medefimamente farà
Decima fotto'l Tenore,]
Quinta, ouer Duodecima fopra il Baffo .
DELLA OTTAVA.
Se'l Soprano farà
Et il Baffo fuffe •
L'altre parti faranno
Ottaua co'l Tenore ,
Terza fotto'l Tenore,
Terza. f.ff. io. 12. i?. fopra'l Baffo.
"ofi anco quando farà
L'altre parti potranfare la
Quinta fotto'l Tenore,
Terza fopra il Baffo.
Et fe'l Baffo fuffe
L'altre parti faranno
Ottaua fotto'l Tenore,
Terza, $.10.12. fopra'l. Baffo .
Finalmente fe'l Baffo luffe
Le parti faranno la
Duodecima fotto'l Tenore,
Decima, ouer la Decimafettima fopra'l Baffo.
H
Onde
242 Terza
o'n d e lt cjuefi accorti ckfcuno dafefieffo potrà vedere "3 quando l Soprano fuffe lontano dalTenore
per yn altra confonanxì , &> il Baffo fuffe per alcuno altro interuallo fattoi Tenore , quello che nece/Jaria-
mente farebbe dibifogno,che'l Contralto fuffe difìante nell'acuto dal Baffo ; il che fi laffa al nudicio del è fere
to Compofitorexper non andare in lungo. Debbeperb auertire, che alle yolte (fecondo! yotere di chi compo-
ne ) la parte del Baffo fi pone nel luogo del Tenore , ancora che ciò intrauenga di rado : & per il contrario ,
quella dei Tenore nel luogo del Baffo . Cofi ancora il Soprano alle yolte fi pone nel luogo dell'alto & que-
fio in quello del Soprano : Oueroft pone il Tenore nel luogo del Contralto , &• cofiper il contrario ; Però cia-
feunofarà auertito , che in quefla T auola fempre fi piglia il Soprano per la parte più acuta, & il Baffo per
quella,che èpiùgraue ; quantunque alle yolte le parti nominate con quefli nomi cambiano per accidete i loro
afìignati, &> propij luoghi . Debbe etiandio intendere per il Tenore quella parte, chefegue immediatamente
il Baffo yerfo l'acuto ; gr dipoi per il Contralto quella , chef compone dopo le tre nominate : Imperoche in-
tefa la cofaper tal maniera, ciaf cuno potrà commutare le parti l'yna nell'altra , fecondo che li tornerà com-
modo fèn^a alcuno errore .
Delle Cantilene, che fi compongono a Tre voci ; & di quello che fi de
ofleruare nel comporle. Cap. < a ,
u€S S^fN D O hora al modo , che fi ha da tenere nel comporre le cantilene a Tre To-
ri ; accioche da quefle fi poffa con facilità yenire alla compofitione di quelle , chef com-
pongono a Quattro , & a più yoci ancora, dico ; che egli è dibifogno fapere , che oltra la
ofjeruanza delle Regole date, è neceffano di offeruare etiandio alcune altre cofe , le quali
di mano in mano verrò moslrando, fecondo che mi farà bifogno . Et per incominciare, pò
marno, che fi haueffe a fare yn Contrapunto a Tre yocifopra yn Soggetto, che fuffe il Tenore poflo più a haf
fio nello effempio . Vico, che dopo che fi hattrà accommodato, et ordinato le parti, che entrano nella compofitio
ne l'ima fitto l'altra, ponendo prima il Soggetto difipra , & dipoi le altre per ordine , facendo che la parte
graue fempre tenghi il luogo più baffo, & la acuta il più alto ; fi potrà (fecondo le Regole date) auanti che fi
incomincia a far cantare la parte del Soggetto, comporre l'altre due a [uà imitatione . Dipoi facendolo entra
re nella cantilena contraria, tenendo quell'ordine nella diminutwne della parte, che fi av<nmm, che fu tenu-
to nelle compofitiom a due yoci, aiutati dalla Tauolapoila difòpra,fi potrà contmouare di maniera che fi
hauerà la cantilena poda qui di fiotto per effempio .
♦♦»t»ii*»;*t?:ir*ft»»»
±?ÉESii5S
SOGGETTO, & TENORE.
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S^SSÉfe
C^INTO.
iliiiliiiSÉillÉlili
B^fS S O .
2±
gisliiiipj|^#^iii
v v v Ma
Parte.
24}
Ma fi debbe auertire ,che quando le parti del Contrapunto daranno principio alla cantileni 3 di incominciare
[opra quella ehorda , che incomincia la prima figura delCanto fermo ; come porta il douere ; imitandolo più
chef poffa ; ponendo le parti del Contrapunto tra loro in Conferenza : & fi bene fi porranno etiandio col
Canto fermo non farà male . E ben vero, che aporie a queflo fecondo modo, non è noua maniera, ne muen-
tion noua : perche non fi può far cofa alcuna, che non fa (lato fatta le migliaia di volte . Ma diro bene, che'l
primo modo, fé non farà cofa noua,almenoftrà appreffo di noua,& poco vfata . Si potrà etiandw,con gran-
difimo commodo (il che è anco lodeuole ~) porre in Confequeit%a le parti tra loro ; non con quell'ordine ifleffo,
& diffofitione , come fi vfa nelle Fughe legate : ma con un'ordine interrotto; ponendo parte delle fo-ure alce
denti, & parte difendenti ; & porre follmente ti numero delle figure, che fi ano di imo ifleffo valore; ponedo
tallora vna Imitatione di figure al contrario, cioè porre la Guida,o Principale, che procedi per un numero di
figure afcendenti,<& il Confequente,che con l'ijlejfo numero difendi ; come dal fette poflo effempiofipuò co-
-W 1 »-¥
INi?ÉiÉi:yi
liiilliiii
— =*£
prendere ; nel quale ho voluto porre Tua parte
fila per due cagioni : Prima : perciò non man-
cano le dotte copofitwni di molti eccellenti Mu
fci, che fono piene di quefle cofe,dallequalifi pò
tra comprendere il modo , che fi batterà da tenere nella compoftione dell'altre cantilene; Dipoi,per non acere-
jcere il volume con tanti effempi ; ejjendo che da quella fola parte fi potrà comprendere quello, eh' io ho volu-
to dire, & in qttal maniera fi potrà procedere, cauando l'tnuentione di ima parte dal proceder dell'altra , per
potere impire il Contrapunto di belle fantafie, & leggiadri inuentioni . Ma fi debbe auertire , che quantun-
que il Baffo ( come ho detto altroue) poffa alle volte tenere il luogo del Tenore, & cofi l'vna delle altre parti
quello dell'altra ; nondimeno fi de fare, che'l Baffo finifeafemprefopra la ehorda regolare, & finale del Mo-
do, f opra' l quale è compofla la cantilena ; & cofi le altre parti a i loro luoghi propij -.peraoche da talchorda
"\)aueremo a giudicare il Modo . Effe bene il Tenore vemffe a finire in altra ehorda , che nella finale , que-
llo non farebbe di molta importanza ; pur che habbia proceduto nella fua modulatione fecondo la natura del
Modo della cantilena ; il chef debbe anche intendere di ciafeuna delle altre parti . Oltra di quefto è da a-
uertire , che quella compofitione fi può chiamare Perfetta , la quale in orni mutatione di ehorda , tanto ver-
fo ilgraue , quanto verfo l'acuto , fempre fi odeno tutte quelle Confonanze , che fanno varietà di fuono ne i
loro edremi . Et quella è veramente H armonia perfetta , che in efjafi ode tal confonanze : Ma li Suoni, o
Confonanze , che poffono fare diuerfità al fentimento fono due , cioè la Quinta , & la Terza, ouer le Repli-
cate dell'vna , & dell'altra : percwche t loro edremi non hanno tra loro alcuna fimiglianza , come hanno
quelli della Ottaua ; negli ejlremì dell'vna fi afimtgliano agli eflremi dell'altra : efendo che gli edremi del
la Quinta non muoueno l'vdito nella maniera, che fanno quelli della Tèrza ; neper ti contrario : Onde ag-
giunto il Ditono al Semiditono, generano la Quintaja quale e neìltfuoi efremi contenuta da filoni molto va-
riati da quelli, che fi odeno negli efremi del Ditone, o del Semtdttono : perche gli eflremi del Ditono fino an-
co molto differenti da quelli del Semiditono . Et ciò non fi ritroua nella Ottaua : impereche li fuot eftremi
hanno tal fimigliaiiza, che paiono vii filo fuono;& fi afitmigltano di maniera all'Vnifino , che aggiun-
gendole qualConfonanzafi voglia , par che fa congiunto (come etiandio ho detto altroue ) quafi ad vnfolo
fuono . Ritrouandofi adunque la varietà folamente tra gli efremi della Quinta , & quelli della Terza ; &>
componendofi l'H armonia di cofe, che tra loro fino diuerfe ; douemoper ogni modo ( accioche habbiamo per-
fetta cotale harmonia ) cercare con ogni nofro potere, di fare vdire nelle noflre Compofitioni quefle due Con-
fonanze ,più chefiapofibile , onero le loro Replicate . E' ben vero , che molte volte li Prattia pongono la
H z Sefia
244 Terza
Seiìa in luogo della Quinta , & è benfatto : Ma fi debbe auertire , che quando fi porrà in una delle parti la
detta Seilajopra il Baffo,, di non porre alcun altra parte, che fa dijìanteper ima Quinta fipra di ejfo : perciò
che qiiefle due parti -verrebbero ad ejfer diflanti tra loro per vn Tuono, onero per vn Semituono ; di maniera
chef adirebbe la diffonanza ■ Io ho detto, che douemofare ogni noflro potere, di por fempre quefte due Con-
finante tulle compoftiom : conciofia che fempre non fi pojjono porre ; maf imamente nelle compofitiom di
Tre voci : perche in luogo di vna di loro fi pone Jfeffo la\ottaua ,per non guadare il bello, elefante, &facil
cantare, che fanno le parti : la onde volendo offeruare di por fempre cotali Confonanze in fimili compofttio-
ni, farebbe qitafi imponibile : Ma nelle Compofitwni di Quattro -voci , farebbe più errore laffarne -vna delle
due nominate, che in quelle, che fi compongono a Tre voci : conaofia che otte non fi pub offeruare cotal Reto
la con tre parti, la Quarta parte ce lo permette . Et tanto maggiormente fumo obltgatt alla offeruaza di tal
Legge, quanto più crefce il numero delle parti . Gran vergogna è veramente di alcuni, che non filo fanno pò
nere le loro compoftiom di Quattro voci,di vna delle dette confonanze : ma fanno anco beo- trio , che bonvono
le parti in tal maniera, che fino tra loro Vnijone, ouer lontane l vna dati altra, per vna Ottaua folamente :
onde fi ode l'harmoma molto fmembrata, &pouera -.percioche le parti fono dijlanti l'vna dall'altra per fi-
ntili Ottaue, che fi chiamano Raddoppiate . Ma queflo farebbe di poco momento, quando non fi ritrouaffe l'i-
fleffo errore nelle compofitioni di Cinque, di Sei, di Sette,et di più voci ; nelle quali fono alcuni luoghi fmem-
brati, & poueri in tal maniera ; chef odeno con poca fatisf anione dell'vdito . Però il Contrapunttftaft deb-
be guardare da commettere tali mancamenti, degni veramente di correttione ; & debbe fapere, che tali er-
rori fi commettalo non folamente nelle figure , che fi proferirono nel battere, o nel leuare della battuta : ma-
anche in ogni figura cantabile , che fi pone nel numero delle confonanze . Offeruarà adunque il Compofitore
queflo, accwche lafua cantilena venghi adeffer finora &> piena; &* accwche contenghi in fé oo-ni perfettio-
tie di harmoma . Ma non per queflo fi de intendere, che lui debba offeruare tal [erge dal principio della com-
pofitwne infimo alfine : imperochefi de anco auertire in ogni cantilena , di dar qualche ripofi alle parti ; cjf
di non farle cantare fempre infume : ma di far che fé ne odi hora due , hora tre , hora quattro , fecondo l nu-
mero che faranno , & tallora tutte infieme , &* mafìimamente nel fine -.percioche tal variazione verrà a
portar feco commodo al compofitore & al cantore, bellezza alla cantilena^ diletto & piacere all'vdito :
C^NTO.
SillilUìiilil
B^fS S O .
^|±:i:f:g4
Parte
24J
Za onde facendo in talmodoj imponibile di offeruare fiempre cotal legge;mafimamente:perche facendo cari
tare alle Tolte poche parti , per uolere acquijìare lefopradette confinante ,fi potrebbe procedere per alcuni
mouimenti tanto difcommodi,chefarebbeno cagione di rouinare ogni buona & finora compofitione.Crefien-
dopoi dnumero delle parti,& non offiruando quello ,che fi è detto, yerràa moflrare, quanto fin flato buono
imitatore della N atura ,laquale(quado non è deprauata)nduce tutte le cofe alla loro perfettione.oltra dique-
Jìofi debbe fapere ,che bauendo accommodato tre parti di qualunque compofitìonejequali tra loro contenga-
no le già dette con finanze, onero la Sefla in luogo della Quinta, tutte le altre parti, chef aggiugeffero a que-
Jìe,yerrebbeno adeffer neceffariamete Vmfone,ouero in Ottaua con yna delle tre nominate; f ano poi quante
fi yoglino le aggiunte fi come di [opra nello effempio in molti luoghi fi può comprendere . Però ilCompo-
fitore potrà accommodarle alla cantilena, come meglio li tornerà commodo.E ben yero, che pm toflofi debbe
(leggere la Ottaua , che l'Vmfono;percioche (come dicemmo altre yolte) non è confinanza .
In qual maniera la Quarta-fi pofla porre nelle com-
pofitioni. Cap. Co .
T benché nelle compofitioni di due yoci la Quarta non fi ponghi fé no fncopata; et in que-
Jìefipofja porre etiandio nofmcopata,come torna meglio : percioche il fio yfo no folamen
te è ytde,ma anco neceffario ; tuttauia è da fapere, che effendo la Quarta confonanxa, co-
me altroue ho prouato ;fi può accommodare nelle compoftioni in due m. mitre ,fi come
cofìum ano farei Mufici moderni; Prima ponendo il Baffo , & tlTenoi e dijìanti l'vn
■dall'altro per yna Quinta; & agnungendoa quefledue partila Terza parte lontana dal Baffi per una
Ottaua;di maniera,che la chorda del Tenore yeghi a dtuidere , o mediare tale Ottaua in harmomca propor-
tionalttà : la onde effendo collocate le parti in tal maniera uafie dilettaiole,etfiaue harmonia; ne mai li Mu-
(icijquando l'accompagnarono con la Quinta la pofero altramente ; Dipoi accompagnandole la Ter%a;& ciò
faremo in due maniere : percioche onero l'accopagnaremo con la Terza pofla nel grane, ouero con la Terza,
pofla nello acuto; Et ciafcuno di quelli due accompagnamenti fi può fare in due modi: effendo che quando fé le
accopagna la Terza nelvraue;oueramente che fi pone la maggiore;ouerofe le aggiunge la minore.il perche
douemo fapere, che la Quarta accompagnata in tal maniera faràfempre migliore effetto accompagnata con
la Terza minore, di quello che farebbe , fé haueffe fitto di sé la maggiore : effendo che pofla in cotal modo, è
collocata naturalmente fecondo li gradi delle confonanze,come fi può y edere nel Cap. i 5 . della Prima parte;
nel quale fi yede,che dopo il St miditàno contenuto tra quedi termini 6 & 5 , finte immediatamente la
■IDiateffaron ,poila tra queflt termini 8 & 6. Ma quando è accommodata col Ditono, non può far buo-
no effetto: perche non fino pofìe , 11 fieme fecondo l'ordine naturale di tali confonanze; anzi fino ag nunte in-
fame in yno ordine accidentale : perche non fitroua nell'ordine nominato , che' l Ditóno fiapoflo fenza
alcun mezo auanti la Diateffaron : La onde effendo quefle due confonanze accommodate l'yna dopo l'altra
cantra la loro natura;effindo poflo nello acuto quella , che donerebbe effer collocata nel grane ; & nel grata
quella,che donerebbe tenere lo acuto;dequi yiene,che iifuoni,cbe nafcono dalle chorde ordinate in tal marne-
ranno men grati all'ydito,di quelli,che nafcono dalle chorde tefe fecondo i lor gradi naturali : Per ikhe ciaf
cuno dafefleffo con la esperienza potrà conofcere dalli [ottopodi eflempi
fenfatamente,& euidentemente comprendere delli due accompagnamen
ti,qualfia yer amente il buono . Quando poi fi accompagna la Quarta con
la Terza pofla in acuto,ciòfipuofarefimigltantemente in due modv.per- •■
cioche;oueramente fé le a* nume la Terza mavo-iore, onero fé le accom-
pania la minore . Quando e accompagnata con la maggiore fa buono ef-
fetto.Ma quando è accompagnata con la minore, fa quafi diffinanza . Et
ciò non è fenza cagione: percioche, oltra chef potrà comprendere dalli due
eflempi pofli qui di fitto , quando le yoci, 0 ti fuoni faranno ridutti in atto;
l'ordine naturale de i Numeri harmomci ce lo dimodra ; nel quale ritro-
uandofi la proportione della Diate ffaron tra qttetti termini 4 & 3 ;
come fi può^edere nel detto luogo ; fegue fenza alcuno mezo la propor-
tione
ti
:$=i
a
Buona.
Men buona.
ftz::*;
->-
246
T
erza
-+ —
t ione del Ditono, pò fi a tra 5 & 4 . Ma in cotale crime non fi trottatile dopo la proportìone,o forma del-
la Quarta fiotta immediatamente procedendo nel detto ordine la forma della Terza minore ; come ogn'yno
pub yedere . Per queflo adunque auiene,che quelle Confonanze,che fino fuori de 1 loro luoghi naturali , &
non fino ordinate, fecondo che hanno le lor firme tra i numeri harmonici,
i -$r ;"jf~ filila alcun dubbio fanno qualche diflonanza : Onde dico, che la Quarta
-• *■ — — - accompagnata con la Terza minore polla nel fratte fi potrà firn 'pre yfa-
Il- re;& quella etiandw,che hauerà la Terza maggiore nello acuto: percio-
Buona. Non buona. che non potranno fare [e non buoni effetti . Ma quando hauerà la Terza
mag more nel graue, ouer Li minore nello acuto fempref ydirà qualche
ejfttto tnilo . Ne nò debbe parer frano ad alcuno : concwfa che quello
che intrauient al Vedere intorno alla cofa yifibtle , intramene anco all'
Vdito intorno alia cofa l'dibile . Onde fi come è frana cofa da yedere in
yno edificio alcuna parte pofa nel luogo di yn altra ; come farebbe dire li
Fondamenti nel luogo del Tetto; & nel luogo delle Porte le Fineflre,cy*
ogni cofa pofla al contrario fuori delliftoi naturali luoghi, & (enza alcu
naproportwne;cofi ecofa frana da ydire yna mafa di filoni, 0 confinati
ze pofle in fieme fenza proporzione, <&- fuori dei loro luoghi naturali . Si ritrotterà etiandio , y olendo inuefli-
<rare piti oltra,che la Quartajaquale ha nell'acuto il Ditono,èpiù grata all'ydito di quella,che l'ha nel graue;
fi come ettandio è più «rata quella, che ha il Semiditono nella parte grane , di quella che Ihà nella acuta ; &
che di quelle due compofitioni,qutlla Quartà,che farà accompagnata coti la Terza minore nel grave farà
migliore effetto di ciafcuii altro accomp.g;icmento;ccme fi potrà comprendere da quefli effempt . Percioche
quantunque le Sefe,che contengono gli fremi di queéle parti pofle infie-
me,nonfiano l'yn dall'altro clifferenttnellaprcportione,&iionfacino Tct
riatione de filoni & di confinanze ì nondimeno la yarietà delle chorde,
che riceueno nel loro mezpj cagione, che tyno accompagnamento fi ydi-
rà megliore dell'altro;& di far la differenza tra due accompagnamenti,
che fiano buoni ,dal buono al migliore. Veramente tanta è la poffitnza
dell-, confinanze, quando fono pofle ne 1 loro propij luoghi naturali, che
non follmente quelle, che fino tramenate in cotal maniera fecondo la nór
tura de gli harmcnici numeri, fono pia grate alìydito di . quelle , che fono
pofle al cciitrario:ma anche fanno piti allegra,^ ■piti finora ogni compo-
ftione,nella quale fono pofle . Queflo adunque ricoglieremoda quel,dnfi
è detto, che le Quarte fi potranno pone ottimamente nelle compofitioni,
quando faranno collocate in talmamera, che fitto di loro nelgratie hab-
biano la Quinta,ouer la Terza;come ho moflrato dtfipra;& etiandio fi potrà porre alle yolte con la Terza
nell 'acuto, ,map imamente quando far -àia maggiore ;anm a che queflo dalla yniuerftà dei Mufici prattici
fin hora fi a fiat a poco confederata : Percioche Je l'accompagnamento della Quarta conia Terzi maggiore
pofla nel oraue,che non è yeramente molto confinante èJapportata;non so yeder ragione , perche non fi de
Sopportare l'accompagnamento della Terza maggiore pofla nelì acuto-.effendo che yeramente queflo accom
parlamento è migliore, fi come la tff>erienz$ celofarafimpre yedere ,
«
—44-
Buona.
Migliore.
Regole in commune.
C
ap.
61.
O N è dubbio/fendo la Quarta confonanz*,& hauendo moflrato nel Capìtolo prece-
dentelli qual modo fi habbia da comporre con la Quinta,& con la Terza; che qualiique
yoltafiirà accompagnata, nelle maniere ch'io ho moflrato, farà fempre buono effetto nel-
la compofitione-. Qualunque yolta adunque che yorremo y farla, potremo fenza porre
la Quinta,o la Terza nel graue , porre la Terza maggiore nella parte acuta ;mafi-
mameme quando le parti procederanno per ordine naturale in queilo modo: percioche apporterà gran
commodo al Compofitore , aiutandolo nellayaghezza delie modulationt , & nel fchiuare ti Tritono , die
potrebbe
Parte.
*-
247
potrebbe nafcere alle yolte tra le parti della
cantilena ; come nel fecondo effempio fi può
comprendere . Si potrà anco vfar la Vn-
decima ; come più a baffo fivede ; laqual fi
compone della Ottaua,<& della Quarta;poi
che Tolomeo nel Capitolo Quinto del Pri-
mo libro della H armonica , &< Boetio nel
Cap. i g. del libro Primo della Mufica la pò
gono tra le confonanze : Di modo che da
quefli ejjèmpifip tra conofcere la lor natu-
V arte rr aue. VA > & ^nto pofmo effer grate all'udito >•
ancora che ne potrebbe bafìare l'yfo de i
Moderni , & degli <Aìitichi compofttori, i quali molte yolte thanno accompagnata in tal maniera . Vfano
Siili
Parte me%ana.
11. .... , .. .,. ,
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Canto .
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Tenore.
Zaffo.
alcuni dì porre laparte acuta con la mezana diflanteper yna Quarta ; & quefla con la grane per yna Ter-
za ; di maniera che'l Baffo yiene ad effer lontano dal Soprano per yna S?fta,tramezata dalla Terza, o ma*
giore, o minore . Onde efjendo le parti compofìe in tal maniera, fogliano farle afcendere , o dtfcendere inferni;
più gradi ; $ tal modo di procedere chiamano Falfo bordone . Ma in yerità,ancora che tal maniera fa mol
to in yfojet che con difficultà grande f poteffe leuare ; dico, che non è lodeuole : Imperoche,oltra che la Quar
ta è confinanza perfetta ; come altroue ho moflrato ; &■ che non douemo far cantra la Regola data nel Cap,
2 Rigenera alle uolte tra le parti alcune relationi , che non fono harmomche: La onde poco diletto apportano
all'ydito;f come cìafamo col mezo dello efjempio pojlo qui di fono potrà conofcere. L'errore di cotal cofa
Hr^^^Nr*
Canto.
m
jEÉÉìgSB feffiEÉSì
Tenore. Baffo.
fi mamftfa da queflo;percioche fé noi yorremo porre le Terzg a ' l°ro luoghi naturali ,oue fi debbono ragio-
neuolmente porre, ouerofopra la Ottaua almenoifi potrà conofcere con quanta ragione fi potrà fare yna co fa
fimile : cociofia che ;fi come nel moflrato effempiofi ydiuano molte Quarte;cof nel fottopofìo potremo ydi-
re altretante Quinte . Iosa bene,che apprefjo di molti più yarranno le autorità di alcuni , che fi habbiano
-fr-y-»"*--»"^-*- H--»-A-*--*"-»^-*"
■4--
Canto.
Tenore. Baffo.
yfurpata cotal licenza, che le ragioni addutte difopra-.mafacino pure il peggio, che fanno, co dire quefla cofa
è fiata yfata da molti,che poco mi curo,poi che nonfono,ne yogliono effer capaci di ragione . Et benché la
Terzafta confònanza,& fi poffa porre in qual luogo torna commodo ;tuttauia il fùoyeró luogo non è nel
graue;manell'acuto,fopralaDifdiapafon,ouero Quintadecima : Imperoche naturalmente la Ottaua pofla
nelgraue,non pub effer tramezata da altro fuonoxma yuole effer po£ìafemplice,fenza alcuna mediatione ; fi
come ne moflrano li numeri harmonici,pofìi nel Ca. i f .della Prima parte; tra i quali, fi yede la prima Dupla
contenuta nel Senario tra z & i , che èlafuaforma,laquale non è mediata da alcun termine mezano;
mafibenelafecodapoflatra 4 & z , laquale è dtuifa dal 3 inynaSefqttialtera,cheftrouatra 3 &»
-i.,<&inynaSefquiterza,chefitrouatra 4 & 3 , che fono le forme della Diapente ,& della Diatefi
faron con finanze . Onde la Sefqmaltera nella detta feconda Diapafon refla non diuifa,& intera: ma ultra la
Quadruplajhe è lajbrma dellaDtfàapafonfi troua diuifa in due parti;cioè in yna Sefquiqmrta,che è la for-
ma yera
248
T
erza
ma -vera del Ditono ,& in yna Sefquiquinta,che è laformadtlSemìditono; delle quali, fona è collocata tra
5 & 4 , & l'altra tra 6 & $ . Si Tede adunque ,che la prima Ottatia è collocata naturalmente
tra 1 Numeri fonort fenza alcun altro numero mezano;& che la Quinta le fùccede fenza alcun mezp; dipoi
[ente la Quarta;& da quelle due parti maggiori fi compone la feconda Diapafon ,onde nafte la Difdiapafon,
cioè la Quintadecima . Dopo quefle -viene il Ditono, & immediatamente dopo lui figue il Semiditono : di
maniera che ,fe tali confinante fuffero pofle nelli Contrapuntt (fé ciò fi potefje far fempre commoàamentè)
a i loro luoghi propij & naturali;non è dubbio,che nafcerebbe yn concento tanto harmoniofo, quanto l'huomo
fìpotejje imaginare.Et di aòpotemo -vedere la efperienza fempre negli ijlrumenti arte fciali,mafiim amente
nell 'Organo ,oue pofle le con finanze nominate per ordine I'vna dopo l'altra , fecondo che ho moflrato ; non fi
pub dire il buono effetto che fanno. Mafie per cafo la prima Ottauafipone tramezata nel grane dalla Quin-
ta;allora il concento fi fa alquato triflo;etfe tal Quinta fi diuideffe in due Terze, non fi potrebbe apena ydire
tal copoflo ; mafiimamente fé la Terza minore tenefje il luogo della maggiore, cioè fé ellafufje pofla nelgra
uè. É nondimeno fiopport abile la prima Ottaua tramexata in proportion alita harmomcaper la Quinta ; &
quando fiopra di effafipone la Terza, non fa triflo effetto; ancora che cotali confonanze non fiano pofìe a 1 lo-
ro luoo hi propij ;& ciò intrauiene: percioche tengono il luogo mezano nello iflrumento,oue fi contiene tale or-
dine . Si debbe adunque porre la Terza immediatamente dopo la Quintadecima, 0 almeno dopo la Ottaua in
crdtne;& debbe effer la m aggiornacelo che'l concento fia più allegro, & piùpieno : mafe'lfi abbatterà,che
ellafea la minore;come infinite -volte fiuole accafiare, allora il concento farà più meJìo.Quefle cofie neramente
fono poco confederate da 1 Prattici : percioche fenza alcun riguardo pogono la Quinta tra le chorde gratti, &
anco la Terza,come torna a loro più comodo;laqual cofa quanto diletto portino all'ydito, laffarò confederare
a coloro, che hanno giuditio. Onde yoglio dir quefiìo folamente,che douendofe porre la Terza nella compofetio
ne, è meglio porla fempre fopra la Ottaua, che tra effa; yoglio inferire, che migliore effetto farà fempre la De-
cimarle la Terza. Et quantunque fi potrebbe dire,che meglio farebbe anco,porre la Quinta fopra la Ottaua,
pofla nel graue della cantilena;come cofa più propinqua , fecondo la natura dei Numeri harmoniu; che la
Terza, come più lontana;tuttauiapongafe a qual modofe yoglia , tornarà fempre bene . Ma quanto migliore
effetto faccia la Decima che laTerza > daqueflidue effempt ,ciafcuno che hàgiuditio lo potrà conofeere.
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C^fNTO. TENORE. ^B^tSSO.
Ma fe debbe auertwe, che in yno effempio, cioè nel primo fi contiene ilTritono,& nel fecondo la Semidia-
pente; liqualt tanto più fino fòpportabili,quanto che dopo sé hanno l'yno la Terza ,& C altro la Decima mag-
giori,che fanno relatione harmonica con le yoci,che cotengono il Tritono, otier la Semidiapente. Et fe bene gli
interuallt, che fono nelle feconde figure deìli mofìrati effempifino veramente diffonanti ; tuttauia fono in tal
maniera collocati, che per il loro procedere, fecodo l'ordine moflrato nelle Regole, fe nepaffano di maniera,che
fyditofi ne cotenta.Si debbe altra di ciò auertire,che quando difii difiopra,che la prima Ottaua fe pone fienz*
alcun mezo,potemo intendere tale Ottaua effer quella, laquale incomincia nella chorda più graue del Baffi
della cantilena, falendo di mano in mano all' acuto fino alla Ottaua chorda ; et per la feconda fe può intender
quella,che incomincia dalla chorda eflrema acuta di tale Ottaua,& yàfino alla Quintadecima . Pongono i
Prattici alle yolte il Tritono tra due parti, ilquale cafea fopra la feconda parte di alcuna Semibreue fencopa-
ta,pofla nel graue in cotal maniera;! Iquale fe ode nella relatione delle pariv.ma no èpercojfa fyna delle par-
EfESriEES z=±=?==: ìfl^^iSi: $=r5$:£f
C^TNTO.
B^fS S O.
TENORE.
ti acute con la parte graue da tale iuterual-
lo.Et perche le parti procedeno in cotal mo-
do,& fono concatenatela loro di maniera,
che fenxa partir fi dalla offeruanxa delle re-
gole
Parte. 249
gole date , fanno buono effetto ; Però qttefle parti porgono all'ydito grato, & fbaue piacere: percioche quel pò
co di di/finanza, che fi ode nelTritono, £?• nella Semidiapente, [e ne paffa pretto, & or giunge foauitàalla
confonanza feguente, più di quello, che fi adirebbe, fé non yifuffe: emendo che di due oppofiti, l'imo fi conofce
maggiormente per la comparatwne , che fifa con l'altro . Frequentano i moderni molto ffeffo talipaffao- gì t
onde parendoli la co fa riufcibile pongono alle yolte U parte graue fmcopata in tal maniera, che la feconda par
te della Sincopa contiene col Tenore la Seconda, & d Tenore col Soprano hora la Terza, hora la Quartana
a3fe
CANTO.
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i-^zs::-^:^:
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TENORE
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5"
t-*ò*
[**A:
tallora la Quinta , c^me qui fi yede ; Ma quello, che coit-
tiene la Quarta, fen%a dubbio è men buono degli altri -.percio-
che fi ode tale wteruallofenza alcuno accopagnamento . o/ira
BAs SO d queflofi de auertire , che alleyolte fi potrà paffare dalla Sc-
ila minore alla Ottaua , quando le parti faranno collocate in tal maniera , che' l Baffo col Tenore procedmo
ordinatamente fecondo l'ordtne,& il modo dato nelle Regole ymuerfali; & il canto procedi per Decima fo-
pra'l Baffo ; come qui fi Tede . Si potrà anche dalla Terza maggiore paffare aU'Vmfono , quando il So-.
-j- 1— U- -+-■
CANTO.
TENORE.
B^fS S O .
frano procederà dall'acuto al graue col mouimento del Ditono ; & il Baffo col Soprano farà ordinato fecon-
do iprecetti dati di [opra ; dando il Tenore fenxa mutar luogo ; come fi yede ; Percioche effendo le parti e-
flreme, che fono più delle altre compre fé dabfènfo,ben regolate ; fé alle yolte •verta qualche cofa nell'altre par
ti, che non fia cofi ben regolata , fi potrà fopportare . La onde fi concede al compofitore ,che poffa pigliare
alle yolte qualche licenza fuori della Regola data difopra nel Cap. 3 8 . Gli farà etiandw lecito di paffare dal-
la Terza minore , per contrarij mouimenti all'Ottaua;quando le parti faranno ordinate in tal maniera , che
quella,che fi trouerà lontana perfimile confonan%a,& dipoi paff ara alla Ottaua , habbia nel graue la Ter-
za maggiore, di maniera che la parte acuta fia lontana dalla graue per yna Quinta ,■ come qui fi yede .
É|ìì§ÉlgiliÌil?l=
CANTO.
TENORE.
B^iSSO
^fnzi farà neceffarlo,che le parti filano in cotalmodo : perche fé fi poneffero altramente, facendo quella Ter,
za,che è minore, maggiore colfegno ^ , accioche (fecondo le date Regole)dalla imperfetta più propinqua
ftperuengln alla perfetta ; non fi potrebbe far tal cofa per alcun modo , [enza grande offefa dell'ydito : con-
ciona che fi yerrebbe a fare yua Quinta , che batterebbe due Terze maggiori : Ma ciofia detto per fempre,
che l'obbgojlà nelle cofe pofìibili ,<&non nelle imponibili ; al quale ninno è obligato .Douemooltradi queflo.
offeruare, che nelle Cadenze, principali della cantilena Je parti fiano ordinate , & accommodate in tal ma-
niera, che la feconda parte della figura fincopata, la qualfipone diffonante ,fia fempre con la parte graue di-,
flante per yna Quarta ; alteramente per yna Vndecima ; & con l 'altra fia fempre lontana per yna Secon-
da^ per yna Settima ; il chef debbe offeruare etiadio in ogni figura fmcopata, nella quale fia la diffonanza 1
fi come fi yede in quefli effempi, da 1 quali fi potrà coprendere il modo, che fi hauerà da tenere in altre fimili,
quando accafcheranno . Ma fé yorremo aggiungere la Quarta parte a quefte, fempre ella fi porrà in Ottaua
dell'yna delle due,chefono dilìantì tra loro per Quinta, 0 per Duodecima ; accommodandola hora in yn /«o-
go,&> hora uiyrì altro, fecondo che tornerà meglio,
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ti o/i ò ò u.
•cfo ta Cadenza fi può fare in moke maniere con varietà delle parti; però yogliopor qui molti effempi
n,*A*ti „ quattro vociji quali potranno ettandio ferirne alle compofiuom di Tre yoa , onero fé li potrei
parti^quandofiffebifognosacciotheionon babbitt da replicare più cofa alcuna in queila
voglio reflar di direbbe fi ronofee per ej~perienza> che quella Cadenza non ha gratta al-
ctv o-iunzere altre
matena.Ma non
§ÌÉg|lìÌiSgp!lillySl;|Ìgpgp
H SOP R^CNO.
SliilSS^SìÉilfjg
^LTO.
llfìllilS=|EÌÌ
sé
ÉUflUll
j^^iìpgiil^ggilgflìgji
TENORE.
i^jjgigiS^g
mt
B^fS S O .
giglililifiiÉ!
gji:|$i^É;gjil^^i^||;ì|iÌ|
cuna ,o leggiadria in sé Jaqual fia fenza la Diffonanza ,che fi trotta nelle moftrate; mafitmamen-
te quando le parti procedeno mfieme per le ijìefje figure ; ancora chefiano fwcopate 3 ouero non finco-
pau , che fi profenfeono nel Iettare , o nel battere della battuta ; come fono quefìe.
Però
Parte.
271
B WS S O .
Però ilContrapuntifìafigu.trdarà di Tfiwle;&> deb-
"V; ~ ~ he [chinare al tutto, di f. tre che alcuna pane della can
— v~ •* «'/«»•* non faccia la Cadenzttrfuado l'altre parti fuffe-
ro ordinate in ~m modo, che qualunque altra delle più
grani faceffe la Quinta con la figura mezana della cadenza pofta nell'acuto sfacendo il mouimento congiun-
to delSemituono, quando-tale fio-tira fi potrà figliare con la afra % Chromatica : percioche ( come ho det-
toaltroue) profirendoft tal parte della cadenza naturalmente col Semituono sfarebbe cofit difficile, che'lcan-
tore poteffe hauere 111 tal cafo riguardosi non proferirla con quel modo, chef proferisce naturalmente . Onde
"verrebbe poi a commettere errore ,& a porre ~vna diffonanz^ w luogo delia confonanxa ; cioè Terrebbe a
porre la Diapente fuperjìua in luogo della yera ; come qui fi Tede.
''<v*^HfcM
CWNTO.
WLTO
TENORE.
ini
B WS S O .
Wccafcherà anco nm fintile errore, quando le parti a Tre voci faranno ordinate in tal maniera , che effendo
il Tenore [opra il Baffo lontano per una Terza , difendendo per mouimento feparato di Quarta fotto'l
Baffo Tna Terza, afeendendo il Baffo per mouimento congiunto di tu Tuono ; & ritornando dipoi ciafeuno
allifuoi primi luoghi ; il Soprano farà la Cadenza dijìante dalla parte grane per una Quinta Terfo l'acuto;
come in queflo efjempiofi Tede . Seguirebbe anco tu' altro errore , qualunque Tolta che fi Tolefle fonare
quejìe tre parti fopra tuo idru-
44 «*-
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SOPRANO. TENORE.
B WS S O.
mento, perche fi indirebbe fenza
alcun dubbio tre Quinte. La on-
de li Compofitori debbono auer-
tire a cotal coft,& non fare che
le parti mutino luogo tra loro in quefla manieraipercìoche tale inconueniente apportarebbe all'ydito cofit, che
non molto li piacerebbe ;ancora che nel catare le parti nofipofmo udire tali Quinte. Et perche da molti Prat
tici quello non è molto auertito;per'o ho Toluto toccarne vita parola . Hauendofn hora a baflanza ragionato
intorno alle cofe neceffarie afimili copofitionijaffarò le altre co(i,che poffono accafcare,& non fono di molto
momento, al giuditio del Compofitore-.lmperoche col mezo delle Regole date, potrà quando gli occorrerà al-
cun dubbio, quantunque fuffe di molta importanza,darne perfetta rifolutione . Lafjando adunque di parlare
più intorno a cotal materia, Terrò a ragionare delli Contrapunti , che fi compongono a Tre toci f che fi chia-
mano Doppi], & di quelli^ che fi fanno con qualche obligo .
Delle varie forti di Contrapunti, & prima di quelli, che
fi chiamano Doppi). Cap. 62.
L Contrapunto doppio a tre tocì è quafi quello ifteffo, che è il Coirapunto doppio a due to-
ci,ilquale nel Cap. 5 6.difoprahò dichiarato,^ rnoflratoxonciofia che tra Ìtho,& l'al-
tra fi trom tal differenzi, che l'vno non fi può cantare a più che a due, onero a tre «vgiun
o-endoli Tna parte, che canti nell'acuto, o nel grane, di fopra , o difetto di Tna delle parti
principali per Tna Decima:ma l'altro non fi può cantare fé non con quelle parti , che fi
copoigono principalmente, cioè a tre voci, con grande Tarietà di harmonia nella Replica;& molto differente
da quella,chefi ode nel principale. Però adunque ricordandofi quello, che è Contrapunto doppio a dite Voci , è
J z Jttperfluo
2J2
T
erza
fuperfìuo rivoler replicare,^ dire quello ,che fia Contrapunto doppio a tre -voci : percioche fapendo qtietlo,che
importa ri primo, facilmente fi può hautr nottua di quello, che importa ri fecodo . l'olendo adunque ragionare
di quelli Contrapunti doppi], che fi compongono a tre voci,dico, che le fue Jpecie fono molte : imperoche fi pof-
fono comporre in yarie maniere fitm la offeruan%a di alcune regole; che cantando fi ad vii modo nel Prmcipa-
le,& vdendofivna forte di harmonia.nella Replica poi fi canta diuerfamente quelle f<rure , & interualli
iftelìi;&fi ode gran diuerfnà di concento . Ada ancora che molti pano li modi di comporre t.rii Contrapunti,
come ho dettarono filamenti quellt,che mifonoparutipiù difficili, & più eleganti ; acciò non fia tedtofo a i
Lettori;da 1 quali ciafcuno ingegmfi potrà comprendere, come fi hauerà da reggere in qualunque altra ma-
niera difmili compofitiom . il primo modo adunque farà,che comporlo chef batteranno tre pani principali,
al modo chef veggono,cou l'aiuto di alcune auertenze molto neceffarii ad vn tal negotio , Quando vorremo
la Rcplica,porremo il Baffo del Principale nel luogo del Soprano, più acuto per vna Quinta; & il Soprano nel
luoo-o del Tenore, più grane per vna Ottaua;& il Tenore nel luogo del Baffo, ponendolo medefmamente <rra
uè per vna Ottaua;a queflo modo . Sarebbe veramente imponibile , chepotefje riufcir bene , quando non fi
la^iiiìfeì^iiiifetelilg
S O P R^fN O del Principale.
^M
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iliililiilliSiliilil
TENORE.
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gHSIÌÌÌiIiÌÌiļ=
B^tSSO
i±7.±==_±:±_:_i±:^;:±±:±:
ii"-
gsiiliiisiipillli=
,T9 della Replica.
SOPR ^fN O della Replica.
lliiiiiillìliilillil
T EbJOR E.
±53
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~m
Beì5
offeruaffex
3r
&
bOE
Parte 25-5
B^CSSO.
lISisflgll^iÉlli^l
cfferuaffe, di non por mai il Baffo nel Principale con le altre parti dflante per vita Sejìa ; ancora che le al-
tre due fi posino porre . Similmente non fi dì por mai il Baffo col Tenore in Terza , dopo la quale fluiti la
Quinta : Ne il Baffo col Soprano in Decima , dopo la quale venghi la Duodecima , quando le parti infieme
difcendeno : percioche la Duodecima, chef pone nel Principale trai Baffo , &• il Soprano ; nella Replica
yiene Vnifono trai Tenore, & il Soprano ; & la Quinta fmigliantemente viene Ottaua. Potemo hora ve
dere, che in fimil forte di contrapunto, o compofitiotie, nel Principale non fi può fare la Sincopa di Settima :
conciofa che non f può nfoluere con la SeJla ; Ne f può far Decima, eJr* poi Quinta , procedendo per mo-
uimenti contrari* . Ma quando il Baffo farà in Ottaua colTenore,allora il Soprano potràeffer fotto'lTeno*
re vna Terza ; & fmilmente quando l'vno dall'altro faranno diffami per vna Decima ; ti che non fi con-
cede in altro modo . ilTenore potrà fmilmente difendere fotta 7 Baffo , per qualunque interuallo f uoo-lia :
ma bifogna auertire, che non pafii la Setta : percioche le parti vengono ad efjer dìflanti tvna dall'altra per
lungo jpacio . Si potrebbe anco porre il Soprano fotto'l Baffo , quando fuffe dibifogno : ma non bififnarebbe
paffare la Quinta : percioche le parti pofte in cotalmodo , nella Replica vengono molto lontane l'vna dall'al-
tra . Si potrà anco vfar la Settima pofìa nel Soprano nella fncopa ; quando fi porrà il Baffo fopra'l Tenore
lontano per vna Quinta . Medefmamente fi potrà vfarla nel Baffo : ma non altramente , fé non quando fa-
rà poflo fopra'l Tenore . Molte altre cofe farebbe dibifonio di moflrare, che fi hanno da offeruare, per haue-
re il modo facile da comporre ; le quali, per non andare in lungo , & per non effer molto neceffane ,f laffa-
no . Et veramente mi ho moffo a laffarleper quejla cagione , che defderando alcuno di voler fare cofa otti-
ma, è dibifogno, che faccia wfieme il Principale , & la Replica ; <& cof potrà vedere tuffigli incommodi ,
che potranno occorrere . vlttmamente è dibtfo^no fapere , che fé l fi componerà il Principale fecondo l'offer-
uanza delle Regole nojìre mofìrate difopra ; la Replica fmilmente verrà ad effere offeruata ; & fe'lftfarà
altramente, tiefeguirà il contrario . Et ciò fa detto a bajìanza intorno la Prima fòrte del Contrapunto dop
pio a tre voci , la cui Replica procede con fmili mouimenti contenuti nel Principale. La Seconda forte è
quella, della quale la Replica procede per mommenti contrari] a quelli , chef trouano nelle parti del Princi-
pale ; come ne i fatto pofli effempif può vedere . Ma la Replica non potrebbe mai tornar bene , fé non fi
offeritaffe alcune cofe ; come farebbe dire ;far che tutte le parti delle Sincope , chef pongono nel Principale
pano confinanti ; &non por mai ilTenore diflante dal Soprano per vna Quarta . Quefte cofe fi debbeno
principalmente per ogni modo^offerttare ; l'altre poi, che potrebbeno accafcare non faranno difficili ; quando
a— (— *-
q
^iijijfgjìyfii^aii
CisfNTO del Principale .
5
^^^ffi^^^^^^^^^^fe^ì
TENORE.
feliSaliSiisiiii&iia
B^fSSO.
fi campo
2J4-
Terza
^^^^^S^|iS?^^fe§S|
SOP R^t N o della Replica .
^^^^^S^MWS^^^HS^SÌ^^^i:
TENORE.
ÉiSfefeil
%
B^fSSO.
fi componevi la Replica mfieme col Principale . In firmi forte di Contrapunto fi potranno ifar le Sefìe ; &
porre le parti lontane trvna dall' altra, per quale interualloft nona ; il Tenore potrà pigliare il luogo del Baf-
fo ; & il Soprano quello del Tenore, &• quello del Baffo anco . Et per hauer la Replica , fi porrà il Baffo del
Principale nel luogo del Soprano, più acuto per ima Sejla ; il Soprano nel luogo del Baffo, più nane per -una
Decima ; &• il Tenore, più graue per yti Tuono ; facendo, che le parti proceduto per contrari» movimenti di
quelli, chef trottano nel Principale ; & batteremo l'harmonia differente ; fi come yarij , & differenti fono
tifiti dell'imo, & dell'altro^ li mouimenti . E tfe noi offeruaremo nella compoftione del Principale le Re-
dole, che in molti luoghi fono fiate dichiarate ; non è dubbio, che la Replica (fé non in tutto, almeno in mol-
te parti 5 i<errà ad efere offeruata . Si potrà anche comporre Tri 'altra ffecie di firn de Contrapunto doppio ,
che partictparà dell'una , & dell' altra forte di quefli Contrapunti ; quando fi offeruarà tutte quelle Redole ,
chef offeruano nella loro compoftione, le quali Regole fono negatine ; cioè yietanoilfare alcuna cofa .llcbe
fatto balleremo poi yn Contrapunto , che potrà battere la Replica fintile a quella del Primo , <& del Secondo
modo modrati ; come qui fi può yedere .
■
el^ìÉlgliìfai ^l^lffSifls?
C^TNTO del Principale .
5-
TENORE.
:ÌSfeg:
zzt
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BiAS S O .
-±13:
TEN ORE
Prima Replica \ & C^4 NTO.
B^fS S O .
llllì|l:;ì!lÈIÌlÉ3l=iÌiliiIi
Seconda Replica,» C ^fN 1
IlililBiiliiSiliiplliii
TENORE^
$1 —
BiAS S O .
+ ±
La
Parte.
2T>~
La Terza fpecie del detto Contrapunto fi fa, quando fi compone il Principale di maniera , che dipoi il Baffo
retta nelle fife chorde principali, fenxa alcuna mutatione; & il Soprano diuenta nella Replica il Baffo , tra-
fportatoper una Duodecima più graue ; & ilTenoreper ~i>na Quinta, nel modo che qui fi yede .
Principale, & SOPRANO
jfe=gfeg^Jpt^flfefefaf
TENORE del Principale .
;gli^lililjig|lljfe^
¥*:
B^fSSO del Principale; &C<A NT O della Replica .
ife^sapppigi^siiiiiigsijjf
TENORE della Replica.
Sfe
|ig|||g||||5^ÌÌg§|Ìg|
B^fSSO della Replica .
Il ben vero, che quefìo modo è più difficile di ciafcuno delli moflrati ; onde -volendolo fare, acciò la Replica
torni bene, bifivna offeruare molte cofe , &. prima : Quando'l Tenore canterà col Baffo a due -voci ; non bi-
fona, che le parafano diflanti l'ima dall'altra per Ottaua,neper Sella ; mafiimamente quando 7 Tenore fi
porrà/oprai Baffi : Ma quando fi porrà fitto' l Baffo, non fi de porre dittante dal Baffo, ne per Terza, neper
Quinta : ma fi bene per Sefìa , o per Ottaua, & per Quinta ancora ; con quefla codinone però, che tal Quin-
ta fi troni nella feconda parte della {incapa , dopo la quale fenxa alcun mexo ne venga la Sefla : Peraoche
quando quette due pam fi pongono a i loro luoghi proptj , nonpoffono effer diflanti l'vna dall'altra per mag-
gior [patio , che di quello della Quinta ; & tal Quinta nella Replica viene a far ÌVnifono . Non fifa etian-
dio lafincopa della Settima ; ma piamente quella di Seconda, o di Quarta . Simigliantemente, quando' l So-
prano, & il Baffo canteranno foli , bifonia auertir di non fare , che'l Soprano pafiifotto'l Baffo ;ne fidebbe
porre lafincopa di Settima ; benché quella di Seconda, & di Quarta fipoffa vfare ottimamente nel Sopra-
no : ne fi debbe porre quefle parti lontane l'vna dall' altra per vna Sefla, ne vogliono effer più diflanti di una
Duodecima . Non fifa la Terza, & dipoi la Quinta ; ouero non fi fa la Decima , e£* dipoi la Duodecima ,
quando le parti dfcendeno. Quando poi il Tenore , & il Soprano canteranno infume , non fi de far la Quin-
ta, fé non quando! Tenore farà la Sincopa, nella feconda parte della quale tal Quinta fia contenuta , & do-
po lei bifogna che feguiti fenxa alcun mexo la Sefla ; & dopo quefla la Terza, ouero vii' altra Sefla . Non
fifa Setta, &* dipoi Ottaua, quando le parti difiendeno : ma fi pone la Sefla ad vn altro modo , che ven-
jghi bene . il Soprano può difendere fiotto l Tenore fino alla ottaua voce, quando torna commodo ; Et
quando fi vorrà porre lafincopa di Quarta nell'vna , & nell'altra di quefle dueparti , tornerà molto bene.
B fogna auertire di non dimorare lungo tempo [opra la T erxa : percioche nella Replica viene col Baffo
la Sefìa ; Ne douemo anco fermare le parti fopra la Ottaua : concio fia che torna Vnifono . Tutte quefle co-
fe fi debbeno offeruare, accwchefi poflfa peruemre con qualche facilità alfine defiderato . Et perche offeren-
do quefle Regole, farà facile il comporre quejìi Contrapunti a Tre noci : tanto più , che fi de comporre in un
tempo il Principale, &* la Replica ; acaoche'l Compofitore poffa vedere oli wcommodi , che poflono occor-
rere in tali co/npofitioni . Però fi de auertire per vltima condufione , che quantunque il Principale fi purguffe
da oo_ni
o
2j6
Terza
da ogni errore , che fi potefjè commettere contro, le date Regole vniuerfali ; è imponibile , che la Replica in
tutto poffi -venire ofjeruata . Quesli pochi effempi ha -voluto porre, da i quali ciafcuno potrà yedere il modo ,
che bacerà da tenere volendone comporre degli altri .
Delli Contrapunti a Tre voci, che fi fanno con qualche
obli
g°'
Cap.
I Trotta etiandio un'altro modo di far Con trapunto a Tre -voci, il quale coflumano alcu-
ni Franici facendolo [opra il Canto fermo,, ofopra qualunque altro Scg <ntto;con qualche
obligo ; comepirebhe il far due parti , che cantino l'ima dopo l'altra in Confequen^a , o-
nero nella Imitatwne, per alquanto fpacio di tempo ; llqualmvdo non è veramente cU
{prezzare : perche e beilo ,& ìngegnofo ; & torna molto commodo ,maf imamente
Mando è compoflo con debiti modi . Et benché gli oblighi pano infiniti : nondimeno ne mojlraro jolamevte
{Aquanti, per nonfafìidire il Lettore;accioche da lorofipoffa conofcere il modo , che fi potrà tenere ite odi al-
tri fimih . il primo modo adunque farà , quando le parti del Contrapunto fi componeranno cai tale obligo.,
che ìvna conferititi l'altra al modo detto, per li gradi, o mouimenti i(ìefi , per il tempo di vna Minima ; &
quello fi può fare in due modi; cioè quando le parti canteranno nel oraue fono la parte del Sogo-ettoi & qua
do canteranno di [opra nell' acuto . Et fi de offeruare in quefli due modi , che la parte principale , cioè la Gui-
da non faccia moitimento alcuno di vii grado, cioè di vna Seconda : imperoche'l Confequente nccefariamen:
te verrebbe ad efier diftante da lei per uno interludio dtfionante ; cioè per vna Seconda. Onde ojkruato che
fi hauerà quefìo , facendo che le parti cantino con leggiadri mouimenti, allora vafcerà que[ìi ; & altri f-
mili Contrapunti .
Soggetto.
^
'l^i||j^iiyi$iiìfi
-ztf-
*i
G V I n^f del Primo modo neljnraue .
È
[■-*•■
If^^^P^^fe.
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CONSEQVENTE.
pilllligliigil
P GV ID^A del Secondo modo nell'acuto .
^SililililiSiSiSil^
CONSEQVENTE.
llSiiiliiilgliil
il Secondo
Parte .
2f7
// Secondo modo è quando due partì del Contrapunto fi figuitano , diflantì fona dall'altra per Quinta -, do-
po viia Pattfa di Minima . Et quefìo medefimamentefi puh fare in due maniere : Percioche, ouero la Guida
farà la parte acuta delle due parti del Contrapunto , £<?* la graue il Confequente : oueramente per il contra-
rio , che la Guida farà la n-aue > & il Confequente la acuta . Bifognaperb auertire, che'lpropio dell'uno^
dell'altro modo è , di modulare , o cantare ( che uogliam dire ) per [alti ; o mouimenti di Ottaua , di Sefla ,
€37* di Ter%a ; &rarifìime volte amene , che fipoffa cantare per quellidi Quinta . "Et quando procederan-
no per molti ?radi congiunti, ilpropio del primo modo è , che la Guida proceda dall'acuto al graue ; & nel
fecondo modo per il contrario , cioè dal graue all'acuto; fi come neli'yno ,& l'altro di queJH due effempi
fi pub vedere .
5 ?r&h*+%$4r#&^
±^^s^^s££s^±3^.
SOCCETTO.
||$fÉ|lfiÌ||ìii|IÉffeììÌiÉi^
S:
L^f GVID^f del primo modo.
x-ìì:&>iìÌ^ÌÌ^AÌìi-:|-|;fli
i^^i«iiz:x4:__iix~z:_ii:v:"f"i"^"X
-B— -
IL CONSEGUENTE.
^^r0^M=^0^^0
CON SEQVENTE del Secondo modo.
LU GVIDuf.
*■
SS|llÌI|S|§ÌÌ|ÌEÌllÌ
Et hiforna che'l Contrapuntifla mentre farà il contrapunto a cìafcuno delli moftrati modi sfaccialo fcriuen-
do j oueramente alla jfroueduta , habbia fempre riguardo a quello , che pub fare il Confequente ; acciò non
commetta errore . Quelle cofe adunque fi debbeno offeruare principalmente in fimili contrapunti : perche fé
bene occorrere alcun altra offeruanxa, farebbe di poco momento . Ma fi dèfapere , che è imponibile in tut-
te quefle forti di Contrapunti dopp'u , <& fatti con fimili obliai , di offeruar pienamente le Regole date di
fopra ; maf imamente qutdo cotali oblighi crefcono : ejfendo che no fi pub offeruare la bellez£a,& ildecoro
del Contrapunto } fi in quanto alla modulatione , quanto, ancora intorno la inuentione , & il modo di porre le
'...'. .."„ K con fonante-
2j8
T
erza
confinante : peràoche è Iettata la libertà alCompofìtore ,che hanea nel comporre gli altri finza alcun obli-
go : & queflo dico , accwche il diligente ojjeruatore de i nofìri Precetti , -vedendo alcune cofe , che non fono
cojl ben corrette , non fi marauigh -.perche non hòpoflo qui cotali Compofitioni , accwche lungamente , &
ber fempref hablnano da vfare ima fi bene alle Tolte , quando li toni era in propofito ; per mojlrar la vitta-
cità del [ito ingegno , & la prontezza del fio intelletto con alcuni , che ad altro non attendato ,che a fruii
cofe , & poi nel fello fi ritrottano effere nudi . Sono quefte maniere -veramente molto ingegnvfi , ancora che
fi oda alle volte qualche cofa, che fa frana da udire : Ma è buono ftpere tutte le cofe (fi fife pofibile)maf
fmamente le necefarte, & le ytdi in ciafcuna .Arte, & in ciafcuna Scienza ; & non filo quejle , che fo-
no buone ; ma le altre ancora , quantunque f ano tnfle ; L'yneper mettere in opera , l'alfì-e poi per fitperfi
guardare,, & feruirfene di effe a tempo , & luogo conueniente . Et fi alle volte ho moflrato delle colè , che
non tornano cofi bene, ho voluto in ciò imitare ìlFilofifo, il quale , hauendo moflrato H buono della Logica ,
& della Filofofa , <jt* moflrato il vero modo di argumentare ; dopo l'hauer fritto molte cofe nell'yna , &
nell'altra facilità ìfcnffe etiandio i Libri de i Silogifmi fallaci, o Svfffìia, i quali chiamo Elenchi ; non per-
che fi hauejfero da yfare : ma accwche ( accadendo ) ogn'vnofifapeffe guardare dagli intrichi de i Sofffli,
che vogliono effer temiti dotti , ancora che nonfano . Buona cofa è veramente , & ottima il fapere cotali
Contrapunti , & v farli quando torna commodo : ma il frequentarli non lodo molto : conciofa che non fi può
fare , che effendo ilContrapttntida obligato alla offiruan%a di tante cofi , il Contrapunto venga ad effere in
tal maniera elegante, & finora , che porga grato piacere all'vdito .
Quel che fi de ofieruare , quando fi volerle fare vna Terza parte alla
fproueduta fopra due altre propofte. Cap. 6 4.
OGLIONO alle volte i dotti Contrapuntidi , quando fi canta alcuna cantilena a
due voci, aggiungere alla fproueduta elegantemente vna Terza parte, di maniera , che
fanno vdire il concento a Tre voci .Onde io ; per non laffare alcuna cófa indietro, che fa
vtile, & di qualche honore in quefl'^Arte ; ho deliberato ; altra l'hauer moflrato ti mo-
f=n| do, chef ha da tenere nel comporre a Tre voci diuerfe forti di Contrapunti ; di moilrare
il modo, chef haurà da tenere, volendof effercitare nel cantare cotal parte in cotalmaniera . Et quefla im-
prefa ho pigliato volentieri : conciofa che alle volte ho vdito alcuni , non dirò fciocchi : ma prefuntuof a fat-
to, & arrogami, che per dare ad intendere, che fono in ciò molto valorof , & fuffcienti ; fi pongono a vole-
re etiandw paffare più ohm : imperoche non folamente fi contentano di uolerfare vna Terza parte fopra co-
tali cantilene ; ma di più, fopra qualunque altra cantilena ,fefuffe bene a Dodici voci , vogliono aggiungere
vna Terzadecima parte . Laqual parte fanno, facendo folamente contrapunto fopra il Baffo, finza vedere
alcuna delle altre parti ; &f]>effofi vagliano di vna lor Regola , la quale hanno per vn bel fecreto , di por-
re la parte , che aggiungono lontana dal Baffo per vna Terza,ouer amente per vna Decima ; &per talmo
do danno ad intendere allt fiocchi , come fino loro, &che non inteudeno più oltra, che fanno miracoli . Ma
quanto ciò fa benfatto , laffarò giudicare a ciafeuno, che ha qualche o-mditio : effendo che , quando quefle lor
parti ag giunte fi vede fero firme nel modo , che le cantano ; oltra che da i periti della Muficafi odeno le co-
fi , che fanno cantra l'iArte ;fe bene nonfano in frittura ;fi feoprirebbeno mille errori , che fanno contra le
Regole communi , &fi vederebbeno effer piene di in fi nife difonan^e . H or a per venire al mio primo iute»
dimento dico , che dopo che ciafeuno fi hauerà ottimamente effercitato nella Compofitione delti moflratiCon
trapunti , & vorrà aggiungere alla fproueduta cotal parte ; farà dibifigno, che lui dia opera fiparat amen-
te per qualche giorno a tal cofa in quefla maniera . Propoflo che lui fi hauerà alcuna cantilena compofla a
due voci , alla quale vorrà aggiungere la Terza parte , debbe con diligenza por mente alltpaffaggi , & al-
le modulationi , che fanno infume le due parti propofle ; acciò poffa comprendere, in che maniera il loro con-
trapunto fa ordinato ; & pofa dipoi aggiungere fenza alcuno errore quella parte , che lui vuole . 1 1 debbe
per ogni modo tenere quell'ordine : perche non cfufflciente ( come fi anfano molti, che non fanno ) vna par-
te fola , a moflrare il Contrapunto, chef ha da aggiungere nella Terza parte ; mafi imamente potendofi fo-
pra vno ifìeffo Soggetto porre variati Contrapunti .
Perillud
Parte. 25-9
Per lìlud iAue prola
tum & per tuutn refponfiim datum , ex ts Ter-
ì
bum incarna tum . quo [al ttantur omnia, ij quo
lHÉlÉHSSÉii
fai,
Per illud ^Aue prò latum & per tu-
V$> ~V"ff" ~ ~ TJX T — 7+4 H
fi
=!!è*3=:i±::±=
um refyonfum datum }ex te yerbum incarna, tum, quo faluantur omnia
■B"
lllilgliigilliiìiili
faluantur
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Terxa parte aggiunta.
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^it^r^fr.:
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Oueramente a que il' altro modo .
L||ì|5|||g|ii|||5i|||ìì|^|felg
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K z Hauendo
260 Terza
H attendo adunque il Contrapuntifla tal riguardo , potrà ottimamente accommodare il fio Contro-punto , in
quella maniera-, che li parerà meglio, £7* li tornerà pm commodo ; tomo -volendo ago-iuno-ere vita parte acu-
ta [opra la parte grane delle due propojìe ; quanto volendo fare fono di effe ima parte proni . É ben -vero ,
che' l porre alle Tolte la parte, che fi aggiunge dtflameper vmt Decima, onero per yna Terza dall'ima del-
le due, torna molto commodo : Ma bijogna auertire, che quando le propojìe fufjero per yna Terxo lontane
l'yna dall'altra, & quella che fi aggiunge cantafjè per yna Decima ; tra la aggiunta , & luna delle due ;
che farebbe lagraue, quando lo parte fi aggiungeffi nell'acuto; onero farebbe l'acuta, quatto l 'aggiunta fuf-
fe più grane ;Jemprefi ydirebbe la Ottaua;& cofi dico, quando fufjero diflantiper yna Decima, & la ag-
giunta cant affé per yna Terza ; Onde fé le due proporle haueffero molte Terze , o Decime l'yna dopo l'al-
tra ; come fi fogliono porre alle yolte, fi ydirebbeno con l'aggiunto tante Ottone, fenza mezs alcuno;quante
erano le Terze, oleDecime contenute troie parti ; & per tal maniera fi yerrebbe a fare errore . Però è co-
fi buona, anzi neceffaria il yedere il Contrapunto delle duepropoiìe , per potere (chinare gli errori , che po-
teffero occorrere : percioche quando fi faceffe altramente, ftrebbe imponibile di far cofa buona; fé almeno non
fi haueffe alia memoria ciafcuna delle parti . Et perche puh occorrere di accommodare , onero aggiungere
tal parte in due maniere, cioè ad alcune cantilene, che non faranno compofìe fecondo gli auertimentt , o Rego
le date : & medefimomente ad alcune , che faranno ordinate fecondo li modi moflrati difopra ; però il Con-
tropunta non farà obligato cofi grettamente di offeruare li Precetti dati difopra, nel fare lo Terza parte,
fopra quelle, che faranno compofìe fenza li moflrati ouertimenti ; ancora che faràfempre lodatole, quando
fi potrà fare, che tal parte aggiunta fio pojla con quelle conditioni , chef ricerca in ciafcuna buona compofi-
twne . Ma quando la Cantileno farà compofla regolatamente, debbe per ogni modo flore nella offeruanza de
i moflrati precetti, più che puote : percioche è il douere . Ma accioche fi poffa comprendere il m odo, chef de
tenere in ~»n talnevotiohò yoluto ao-viuno-ere due Terze parti, Variate l'yna dall'altra : a? viunte, dico.ad
yna compofitione a due voci di lofquino, che fi trouo nel Motetto Benedtcia es ceelorum regina , afei voci ;
le quali,dipoi che faranno fiate vedute, & effominate, fi potrà yedere il modo, che fi hauerà a tenere volen
do aggiungere tal parte in alcun altro compofitione compofla a Due voci . Ma fi debbe auertire, che le par-
ti aggiunte, alcune yolte procedeno per alcuni mouimenti alquanto lontani; (^ quello è fopportabtle ; per lo
diffcultà, chef trouo nell'accommodar tal parte allo modulatane continoua della cantilena : effendo che, al
tro è il comporre infieme tutte le parti , & altro e aggiungere a due parti la Terza ; che è colà molto-diffì-
cile, &dahuomo confumato nello Mufica ; & cofo molto lodeuole, quando fi aggiunge , che flia bene.
Quel che bifogna offeruare intorno le Compofitioni di Quattro ,
odi più voci. Cap. 6^.
EDVTO afùffcienza quello , chef ricerca nella compofitione delle Cantilene a Tre
voci, è conueneuole, che hormai moflriamo quelle cofe,che concorralo nelle cantilene ,cht
fi compongono a Quattro , & anco a più voci . Però è da auertire , che fi de offeruare in
quefle Compofitioni tutte quelle cofi , che furono offeruote nelle nominate compofitionì
Onde la maggior diffcultà, che poffa occorrere è, di accommodar le porti della cantilena
in tal maniera, che l'yna dia luoao all'altra, che fono facili da cantare, & habbiono bello, regolato, & ele-
vante procedere . Quefle cofe nonfipoffono cofi facilmente in carte mfegnare ; la onde fi laffono allo difcret-
twne,& algiudicio delCompofitore . Voglio ben dire , che fuole intrauenir alMufico quello , che intrauiene
anco al Medico,chefì come queflo fio può hauercognitione perfetta della Medicina, per hauerfludioto Hip-
pocrate ,G aleno, ^Auicenna, & molti altri eccellenti^ 'imi Medici ;fe non dopoi,che hauerà pratticato con al
tri Medici, &fpeff e volte ragionato,^ dtfcorfofeco molte cofi appartenenti a tale *sfrte ; & toccato molti
polfi, veduto gliefcrementi, & fatto mille ejperienze ; Cofi quello non potrà effer perfetto , per hauer letto,
& riletto molti libri : ma li farà dibifogno alla fi ne, per intender bene quello, che ho moflrato difopra, et mol
te oltre cofi, che fon per mofìrare ; chef riducili alle volte a ragionare con alcuno, che h abbia cognitione del-
la Prattica ; cioè del Contrapunto ; accioche fi haueffe pigliato alcun vitio, & intendeffe qualche cofo al con-
trario , fi poffa correggere : conciofa che' l vitio prefo dal principio fi conuerte in habito,quando molto fi con
tinouo ; il quale habitofipuò difficilmente laffare ,fi come dimoflra a noi Horatio dicendo ;
Quo
Parte
261
Quo femelimbuta recens ,feruabit odorem
Tefla din. Effe la Speculatiti* fen%a la Prattic*(come altre volte ho detto)valpoco;attefo che la Mufica
non con fife follmente nella Speculatiua;cofi quefìa fen%a la prima è -veramente imperfetta. Et queflo è ma-
nifefìoxonaofa che hauendo voluto alcuni Theorici trattare alcune cofe della Mufcasper non hauere hauu-
to buona conntione della Prattica,hanno detto mille chiachiere,& commeffo mille errori. Simigliantemen-
te alcuni^ che fi hanno voluto gouern are con la fola Prattica ,fenx* conofcere alcuna ragione, hanno fatto
nelle loro compofmoni mille, & male pax&e ,fenxa punto auederfenedi cofaalcuna, Maper ritornare
al noflro propofito dico, che volendo dar principio alle Compofitiom nominate difopra ; primieramente fri-
trouarà il Soggetto ; dipoi ritrouato ,fi potrà incominciare il Contrapunto da quella parte , che tornar à più
commodo. La onde poniamo, che fi voleffe dar principio alla cantilena con la parte del Baffoo ; fuhito il
Compofitore potrà conofcere il luogo del Cotr alto, del Soprano,^ quello del Tenore.Cofi ancora volendo dar
principio per qualunque altra parte ; fi come per il Tenore, 0 per il Baffo ; faprà i luoghi dell'altre parti per or
dine, reggendof fècondo'l modo mojìrato difopra nella Tauola ; offeruando anche quelle Regole, che difopra
in molti luoghi ho mojìrato, quando fu ragionato intorno il modo di comporre a Due ,& a Tre voci . Per la
qual co fa offeruando il tutto, potrà hauere il def derato fine, & acquiflarfi honore ; al quale ffieffe fate ne co
feguita grande vtile ancora . Ma acciochefi vegga il modo, chef hauerà da tenere, & il procedere infimi-
li compofittoni ; ancora che fino infittitigli efempi a Quattro voci, compofìida molti compoftori eccellen-
ti; porro follmente due compoftiomfopra il Cantofermo,dalle quali, poi chef haueranno effaminate, fi po-
trà hauere qualche lume, per potere feguire più altra di bene in meglw,et por fi a maggiori imprefe;et compor
re altre cantilene difantafia ; come fono Motetti, Madrigali, & altre belle Canzoni ; preparadof il Sogget
to ,0 pigliando alcuno altro Canto fermo, ouero qualunque altra parte, come parerà meglio al Compoftore.
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Il SOGGETTO,&il TENORE,
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Ef traete /» oVhj compofitione perfetta quattro flirti fola mente pano latteuolijt come il Soprano, Ì^Alto, il
Tenore ,& il hajfajtuttauia quando fi Torràpajjare più oltra, & hauer maggior mimer, de pam , lattarci
(blamente raddoppiare^ come ho detto attratte) Tua delle Quattro nominatesi cotal parte aggiunta fi chia
mera mede/imamente Svprano,o Tenore, ouero ^flto,o Baffo; fecondo la parte , che fi hauerà doppiata ; ag-
giungendoli Secondo, o Terzo fecondo' l numero di quelle pam, che fi frolleranno ih tale cantilena. Et fi fanno
le chorde tjlreme della parte ag ?utnta,equah a quelle della parte, che Tiene raddoppiata ; ancora che non fa-
rebbe errore , quando nonfuffero equali , & le chorde della parte aggiunta fi tjìendefjero più yerjol »raue, o
yerfo H acuto, che quelle della raddoppiata;cioè della parte principale . Si delle però auertire, che alle Tolte ftK
cojìuma
Parte.
26)
cofluma di comporre la cantilena fen%a il Soprano;nel luogo del quale fi pone nm Contralto, a letamo più acu
to del principale per yna Terza più,o meno,che importapoco.il medefimofifàjaffando il Soprano, & ì'^4.1
scomponendo con tre Tenort,& yn Baffo;oueramete con tre Bafii,&* yno Tenore;& alle yolte con quat-
tro Bafii,& ad altro modo anco fi come torna più commodo;tlqual modo di comporre fi chiama a Voci mu-
tate,ouero a Voci pari. Si compone anche con due Soprani, & yn Contralto, ouero yn Tenore, & il Baffo ;
alle yolte con tre Soprani,^ yn Baffo;& alle yolte con quattro Soprani,tanto a quattro yoci, quanto a cin-
aue,&più altra; fempre aggiungendo quelle parti , che fanno dtbifigno ; comefiyede ognintorno nelle mo-
derne compofitwni.Ma quejìa maniera di comporre;ancora che le parti fi yenghino a moltiplicare & accom
tnodare altramente di quello, che fi fa nelle altre : non fa yarietà alcuna di concento ; cioè non partonfce ya-
riatione di accordi, altra quelli, che nelCap. 5 S.difipra ho moslrato . E ben yero , che fi troua tal differenza
tra le prime, & quelle feconde compofitionuche efjendo in quelle il campo più largo;cioè più lontana la parte
graue dalla parte acuta di tutto il concento ; in queflo il luogo è più nflretto : perciochegli eflremi delle parti
«raui,& delle acute infiemefi conchiudono affai cammodamente tra Quindeci chorde al più , & meno an-
(b fecondo che fa dtbtjogno;& in quelle fi conchiudono in Venti; come nella Quarta parte yederemo .
Alcuni auertimenti intorno le Compofitioni, che fi fanno
a più di Tre voci. Cap. 66.
EBBE altra di ciò auertire il Contrapuntifta , che quantunque io habbia detto altroue ,
che fi debbi sforzare di por leparti della cantilena , che pr'ocedino per mouimenti contra-
ri che nelle compofitioni di più yoci , quefla Regola s'intenderà effere offèruata , quando
farà, che almeno yna delle nominate parti afcendi, o difcendi per contrarli mommenti :
Imperoche fe'lft yoleffe offeruare cotal regola in tutte leparti ; queflo, fé nonfuffe impof-
fibile, farebbe almeno difficile : Debbe anco auertire,che in ogni Compofitione di più yoci,quando fi porrà ab.
cuna figura fincopata, nella quale fi trotti la dtffonanza nella fua feconda parte ; di por tutte le altre parti del
la Compofitione, filano quante fi yogltno, che accordino tra loro : percioche ( come fi è detto altroue ) la Dif
fonanzapofla nella fincopa, per molte ragioni non è quafi comprefa dalfentimento . Et fi pure in alcuna par-
te dalla Diffonanzapoftain tal maniera è ojfefo, non debbeno le altre parti effertra loro dtfjònanti ; acciò
non offenduto doppiamente tvdito . Onde quando fi porrà la feconda parte della figura fincopata dtfjonante ;
quelle parti , che percuoteranno infume fiopra quella parte diffonante , debbeno effere tra loro confonanti .
Quando adunque fi trotterà la Di] finanza pofla in tal maniera, allora potremo porre Quattro parti l'yna dal
l'altra dtjlanti per yna Terza, tra le quali non fi ydirà la Ottaua ; come qui fi yede .
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TENORE.
B^fSSO.
Et perche accaderà alle yolte, di comporre (òpra le parole , le quali ricercano la harmonia alquanto dura, &
afpra; acciò fi yenga con gli effetti ad imitare il Soggetto contenuto nella Oratione ; però quando bifognara
y far fimili durezge,allorafl potranno porre le Sesie, nelle quali fiano le figure di alquanto yalore ; come de
Breui,& di Semibreui mefcolate;oueramente fi porranno le Diffonanze tra loro, che fiano ordinate fecondo
le Regole,^ modi moslrati di fiopra; &fi hauerà tlpropofito fife come atterrebbe ponendo la Quarta , ouer
la Vndecima nella Sincopa ; come netti fottopofli effempt fi può yedere . ^Accafcherà alle yolte, che nella
prima,o mila feconda parte della Battuta fi troueranno due parti fiopra yna medefima cborda;ouerofi frotta-
ranno in yn tempo effer lontane l'yna dall'altra per yna Ottaua ; dico , che fé bene tali parti afceudeffero , o
dfcendeffero dipoi per ynfilgrado& per più gradi ancora3& toccaffiro yna ifiejfa chorda : ouero fi fi ri-
. trouaffiro
264
ij^^st:
Terza
i
4-
isfLTO.
^-f~^~^~^Ì
TENORE.
trottaffero medefimamente diflantiper una Ottaua ; pur che afcendino , o difcendino lima dopo l altra ; &
che quella , che (ara la prima a toccare la feconda chorda , non affetti l'altra parte , mafuhito riluti luooo;
battendo lafecondafttto primieramente una Pati falche fi a del -valore della figura poflafopra la fenda vhoifi-
da :fe bene l'yna , & l'altra di quejìe due parti toccafjero tal chorda ; mai fi potrà con yentà dire , che tra
loro pano fatti due Vnifoni, ouer due Ottaue . Et fé bene ho già detto nel Cap. q-j . che la P aufa ,oltt
DiflonanT^a pofla tra due confonanxe perfette,, non è atta a far yariatione alcuna dt concento ; dico hora, che
itti mottrai le Figure, che fanno il Contrapunto , effer pofle in altra maniera, di quello, che fono pofìe infirni-
li Contrapunti : Percioche "veramente allora fi fanno due Vmfoni,o due Ottaue ; quando le parti afcendeno, o
difcendeno infemefenxa effer tramenate da alcuna Pattfa : onero quando dopo la PatiftJ'yna dtlle parti c.<-
fcafopra t 'altra, fèn^a alcun mexo . Quando adunque fi interpone le Paufe& luna parte fi!gge,auanti,che
l'altra arriui alla aia toccata chorda;nonfi intendeno, ne fono, ne fi potrà mai dire per alcun modo , chef aito
botte cantra alcuna delle date Regole ; come qui fitto in effempiofi yede . jl perche quando fi porranno itt
i=3liii;ii!^i!fffftì~?
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^TLTO.
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TENORE.
B^TSSO
tal maniera fi potranno fempre yfare in ciafcuna compoftionefa di Quattro , di Cinque, o di qualaltro mt- ■
mero fi yoo-lia de yoci. Di quetti,et di altri firnili caf, che potranno occorrere, ctafcuno potrà battere da quel-
lo ,che fi è detto pana refolutwne : La onde non mi ejlenderò più oltra,per non perdere il tempo . Qualunque
yolta etiandto occorrerà di yoler comporre alcuna Cantilena a Cinque,ouero a Sei,oueramente à più yca ;fi
potrà offeruar quelìo,che da molti Mifici celebratami i flato ofjeruato : Concwfia che pigli aitano alle Tolte
per So? ^etto yn Tenore di Canto fermo , & dipoi lo accommodauano con yitrìe figure , come li tornava più
■commodo; etfondauanola Compofitionefvpra tal Tenore , t&faceuano cantare te parti a quel modo, che li
tornauano me<rlw;di mamerafhefaceffero buona harmonta ; ifando di porle in Fuga l'yna con l'altra ; ouer
difare,che l'yna imitafe l'altra,nelmodo,che ho moflratodifopra . jlchefhttò ucdere, yolendo di ciò qual-
che eff empio, in più Motettigia compofli da ^Adriano fi come in quello, che incomincia Nilpoftquam facru,
a Sei toci;& in quelli V telar toJalue;et Inclite sforciadu , compojli a Cinque yoci ; & in molti altri fatti dà
altri Combofiton. Pio banano anco yn Tenore di canto fermo , [opra ilquale accommodauano ( come fauno
etiandw al di d'hog n)due,o Tre parti m Confequenxa;& dipoi [opra di quelle fàceuano l'altre; & di ciò fi
può hauer lefjempto ne i Motetti Verhum fuperimm;Jopra il canto dt Ofalutans hottta;& w quello, che in-
comincia Prttter rerum feriem, compatti da ^Adriano a Sette yochejf in quello di lachetto a Setyoei, che in
comincia De fendi m ortum meum ; oltra che fi ritratterà nella medefima maniera compofli il motetto Mi-
(erere mei Dem,mferere meifopra l'antifona Ne remiinfcans Domine ; & la Oratione dominicale Pater
nofter, con la Salutatwne angelica ^Aite Maria ; i quali già compop l'uno a Sei , &gli altri a Sette yoci .
Debbeperò auertire ilCompoftore,che in quelle Fughejequalt fi fanno fopra tali Teuarije parti poffono effer
■tra loro dittanti per una Ter^a,per una Quarta, per yna Quinta, per una Stfla, <*7* altre fimili Confonaze: '
ma di raro fi pone U Quarta,dopo laqualejigtta immediatamente la Settato per il contrario. Similmete rare
. yolte
Parte. 26 j
volte fi pongono due Sejìe : percìochefono difficili da accompagnare con le altre partì . Tali Confequenxe fi
fogltono,& fi debbono neramente comporre prima ,che fi componghino le altre parti: ma bifogna hauerfem-
pre riguardo nelcomporle,tn qual maniera le partitile fi hanno da ag giungere, fi pò fino accommodare nel-
la cantilena; accioche non fi habbia doppia fatica nel comporre tuttofi corpo della Compofitione , quando ve-
mjje alcuna cofa di ftmflro in tali Confequenxe .Et/i nell' aggiungere le altre parti , fi trouajfe qualche di-
fcommodo;ouero,che per mutare le parti del Canto fermo pojìo in tali Confequenxe ,faceffe migliore effetto ;
allora non de il Compoftore perdonare a fatica ; ma debbe mutare opinione, aggiungendo, o leuando alle det-
te partì quello,che farà dibi fogno . ilche farà facile, quando le parti faranno Hate ben ordinate da princi-
pio . Ma fi de auertire , che le parti , che cantano in Fuga , non fi pojfono fempre ordinare in tal maniera,
che'l Confequente canti tutto quelio,che canta la Guida ; onde è necefjano , chefeguendo la Guida il cantare
in fino alfine , il Confequente fi -venga a fermar poco lontano ;fi come fi può vedere in molte cantilene com-
pofle a tal gufa ; & mafiimamente in quelli Motettì . Ventfancle Spiritai di ^Adriano compodi a Sei vo-
ci ;&Obeatum pontifcem , che già compofi imitando ti canto fermo, a Cinque voci. Si debbe vfare
etìandio tal difcrettione nell'accommodar le parti ; che quella, che canta netfuo luogo propio il Canto fermo;
dopo l'hauer cantato tutto quello, che fi dibifogno, ofia Canto fermo, onero Imitatione ; quello , che cantaffe
più oltra,di quello, che de cantare il Confequente ,fa almeno quaf replicato . il Confequente poi debbe effe-
re ordinato in tal modo , che canti, &ftmfca tutto il Canto fermo., & non fuori delfuo ordine , Di queflt fi
potrà hauere molti ejfempt accommodati , come farebbe il Mot etto , Salite regina mifencordìa ; & quello,
che incomincia, Littgabant Iudxi ,fopra il canto fermo, Comeditepingnìa , i quali via molti anni compofi a.
Sci yoci . Si potrà anco pigliare vn Canto fermo, & ordinare fopradi luì molte partì ; ponendone due, opiù
l'vna all'altra in Fuga continoua , o legata , come vogliamo dire ; come fece lachetto nel motetto Mu-
riti tuws ; & ^Adriano nel motetto Salite fanclaparens a Sei voci . Potremo fimiglìantemente pigliare al-
cun Tenore , ordinandolo con vn altra parte in Fuga in tal maniera ; che volendo replicare le parti ,f acino
vna feconda parte , di modo, che quella che prima fu la Guida diuenti il Confequente ; & fimilmente
quella , che era il Confequente diuenti la Guida . Di quefìa maniera fi trouano molte compofitwni , tra le-
qualt è il motetto di ^Adriano, Venator lepores,fopra'l Canto fermo,^4rgentum,& aurum non efl mihi; &
il motetto In principio Deus antequàm tcrramfaceret,fopra quel canto fermo, Omnis ftptentia , ìlqualegia
compofi da cantare a Sei voci, fi come fi canta etìandio il fopra detto . Vfano etìandio alle volte li Franici,
imitando due, opiu Tenori diuerfi di varu canti ecclefiaflicì , comporre alcune cantilene a più voci, di ma-
niera, che l'viia delle parti venght ad imitar l'vno,& l'altra l'altro; come fece Jofquino ,ilquale in cotal
maniera in vna compoftione di Sei voci ne imitò Quattro , cioè <Alma redemptoris mater . ^Aue regina
cwlorum . I limolata , integra, & cafla . & Regina caeli ;fi come fece anche Gomberto in vna Cantilena
a Quattro voci, che incomincia Salue regina . f/Clma redemptoris . Inuiolata . ^Aue renna coelorum, imi-
tandone molti , come ini fi può vedere ; llche potrà etìandio fare ciafcuno, imitandone diuerfi altri: percìo-
che veramente cotal cofa è molto lodeuole ; per effere ingegnofa . Si potrà anco pigliare due Tenori di can-
to fermo, & accommodarli, come torna meglio alla cantilena , & fopra di efìi comporre le altre parti ; co-
me fece Coflanxo Feda nel motetto Exaltabo te Domine a Set Vóci, che accommodò l'antifona Cum iu-
cund>tatem,& il primo verfo del Cantico di Zacaria, Benediclm Dominws Dem lfrael. Potremo etìandio
( come hanno fatto degli altri ) porre due parti della cantilena , laffando da parte il canto fermo , in Confe-
quenxa ; oueramente porle legate infeme conia Imitattone; dilche fi può hauere l'effempio nel motetto
Ecce tu pulchra es filquale già compofi a Cinque voci. Si potrebbe anche comporre le Cantilene facendo
le partì raddoppiate , cioè ponendo le parti a due, a due in Confequenxa , ouero nella Imitattone ; come fece
Motonenel motetto Nefciens mater ; & Gomberto nel motetto Inuiolata , integra , <& cafla ; l'vno , &>
l'altro campo fio a Otto voci ; & ^Adriano il nominato motetto Saluefanclaparens , & la cauxone Sur
[herbe brunette, che l'vno,&l 'altra fi cantano a Sei voci . Oltradt quefto fi potrà comporre a Quattro*
a Cinque ,& a più voci in mille modi ( diro cefi ) ponendo le parti hora in Confequenxa , Inora, nella Imita-
tane ; oue fi rttrouerà effer tantilìConfequentt , quante faranno le Guide ; come fi può vedere in quel mo-
tetto di ^Adriano, Sanlìa,&' maculata virginità* ; & in vnafua canxone Petite camufete, a Quattro vo-r
a , Sarà anco lodeuole ilcomporre Quattro parti fopra vna , ponendone alcune in Fuga , & alcune nella
Imitattone ; come fece P. della Rite nella meffà O falutaris hofitd ; & ^Adriano anche , con molta leg-
i: L giadna,
266
Terza
giadria,nella meffa Mente tota ; delle quali l'vna,& Urrà fi trotta a Quattro voci . Infiniti [otto li modi del
comporre infunili maniere; & difficile anzi imponibile farebbe, tlvoler raccontare di viiajn ima le dijlo-
f tieni delle parti,& dell'ordine tenuto : Ma per non effer lungo f irò fine ; mafi imamente perche ogni <nor -
no fi -veggono molte altre compofitwm, compatte dallo Eccellentipmo Adriano Vmllaert, lequ.di, altra che
fono piene di mille belle, & leggiadri muent ioni ; fono anche dottamente, & eleo-antemente composte. Infi-
nite altre etiandw ut ne fono , compofle da altri Eccellentifimi Mufici ; delle fiali molte fé ne ritrattano in
vn libretto jlfttde già fi stampato in Vinegia da ^Andrea antico in ottano foglio ; lequah -vedute , potranno
effer di grande aiuto per ritromre altre fmili wuentwni :percioche da quelle/i hauera vii tal lume, che ciaf- ,
cuna dipoi fi potrà porre a maggiori, & a più difficili imprefe,& honoreuoli . Non mancarebbeno ver amen
te altra di flette mille leggiadre mueiitwm,che fi potrebbenofare;come farebbe il voler comporre Tre p.zrti
fopra vn Tenore di canto fermo in fiefla maniera ; che due fi feguitino per mouimenti contrari] ; & l'altra
fia compofla fecondo il volere del Compofaore ; come qui in eff empio fi veo-o-ono .
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SOGGETTO,&d Tenore.
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Cui NTO,&d Conferente del Baffo.
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B^fS S 0,& la Guida \ del Soprano.
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Et comporre etiandio Quattro parti in talmaniera,che'l Soprano co'l Baffo; & ilContralto co'lTenore con
imo in Confequenza per contrarli mouimenti ; come nell'effempso pofìo qui di fono fi vede . Ma fi debbe
auertire,di non porre mai l'^flto col Soprano , che f acino Quarta ; perctoche l'altre parti non tornarebbe-
no bene.
Quattro
Parte. 267
illiilSigiiilliiiiliiii
C<AN TO,<grla Guida, del Baffi ,
:IÌEfe*iiSl=IÌi??!
& ^AT.TO .falnGmd,
Trr-x^fft
^€ L TO ,(srla Guida del Tenore.
i:ìigt;gg:|Ì|ì$ì|S|^m|j:É
TEN O R E,&> il Conferente dell' Jf Ito.
|lgl||g||| =^|;!^ÉÌÌ£|Ì|H
SS*
=$|~;-?ìt$lè;$;|~54
B^AS S O& il Conferente del Canto.
Ì3È$±-
m.
Quattro parti fimili compofe etiandio l'Eccellentifìimo Adriano di maniera , che quando fi è arriuato al fi-
tteci nuouofi può incominciare dalprincipio,& ritornare quante fate fi yuole;come dimoflrano li Ritornel-
li pcjìi ne! fine diciafiuna;delle quali neporrb ynpoco di effempio folamente,per non accrefcereil -volume, et
farà tifano pnjlo ; accioche daejfofi poffa comprendere quello che fia il retto).
H SOPR^f } NO,& Guida del Baffo.
ililÉlÉIi
^€LT O& Guida delTenor.
Élij^^|gi^|l;|g|||iffe;jlffif%
B yA'S SO& Confequente del Canto. T E N O R E,& Conferente dell'ai Ito .
Et perche dagli antichi Muficifi è offeruato, & anco alprefente da i Moderni fi offerua , di non comporre
alcuna Meffa fé nonfopra qualche So? gettoni medefimofifarà etiandio per l'auemre . Ma Infogna fapere,
che tal Soggetto può ijjere fatto dal Compofitore, come fece Iofqmno il Tenore di La,fol,fa,re,mi ; eJr* </ Te-
nore della Meffa Hercules Dux Ferraris, , canato dalle yocali di quefìe parole ,fopra lequali compofe due
■Mefje a Quattro yoci , che fono degne di effere ydite ; Ouer amente ul Soggettalo piglia da altri: per-
tiochefi piatta alcun Tenore di Canto fermo ; come fece il mede fimo Iofqmno , quando fece la MeJJa di
Pange lingua;quella di Gaudeamus & quella di <Aue maris flella;&> Brumello quella de t Defunti, tutte a
■Quattro yoct .-percwche molto fi dilett aitano, di comporre jopra li canti fermi sfopra i quali fé ne yedeno
infinte altre , che farebbe imponibile a numerarle . Quando adunque yorremo comporre alcuna Meffa, ri-
ìrouaremo prima il Soggetto, fa Canto fermo, o qualche Motetto.come fi yfa ; oueramente altro fimile ; £7*
dipoi cercaremo di accommodarlo a diuerfi modi;ritrouando none tnuentioni, & belle fantafie ; imitando vii
^Antichi, piallando l'tff empio da quella Meffa, che fece P. Molti, ilquale la compofe in tal maniera, che fi può
-catare co le Paufe,etfeiiza,et torna molto bene;et da qlla,chefece Occheghen,ilqualefu maefìro di lofquino,
,/...; Lì. laquale
268 Terza
la quale compoje di maniera, chefpoteua cantare per qualunque Tempo, oprdatione fi yoleita j chefacetta
buono effetto . òfccackrà alle uolte di comporre alcuni Salmi in yna maniera , che f chiama a Choro fpez;
%ato, i quali jte]Jè "volte fi fooliono cantare in Viuegia nelli Vefipen, Fjr altre bore (ielle f:ì h follimi; & fo-
no ordinati, & diuifi in due C'hori, ouerin tre ; ne t quali cantano Quattro yoa ; & li Chorifi cantano bo-
ra imo, bora l'altro a -vicenda ; & alcune -volte ( fecondo il propofito ) tutti in fieme ; n.\ifimamcnte nei fi-
ne : il che fa molto bene . Et perche cotali Chorift pongono alquanto lontani Irvi dall'altro ; pero auertirà il
Ccmpcfitore ( acciò non fi odi diffonanza in alcuno di toro tra le parti) di fare in tal maniera la compoftio-
)ie;che orni Chorofa confinante ; cioè che le parti di un Chorofiano ordinate in tal modo, quanto fuflero co-
bette a Quattro yoctJempltci,fenza confideraregli altri chori ; battendo però riguardo nel porre leparti,che
tra loro infamemente accordino, & non -vi fa alcuna diffonanza : Placche compofli li cbori in cotal mar-
merà, óafeuno da per se fi potrà cantare feparato , che non fi -vdirà coft alcuna , che offendi l'ydito . Quejìo
(tuertimento non è dajprezgare : percioche è digrande commodo ; &ftt ritrouato dall' Eccellentifimo *A-
driaiio . Et benché f rendi alquanto difficile, non fi debbe però fchiuare la fatica : percioche è cefi molto lode-
vole, & -virtuofa ; & tale dtffcultàfifarà alquanto pili facile, quando fi batterà effaminato le dotte compo-
fitioni di elfo ^Adriano ; come fono quelli Salmi, Conftebor tibt domine in tota corde meo in confilo ìusloru:
Laudate pueri dominum : Lauda Ierufalem dominum : DeprofundM : Memento domine Dauìd, & molti
altri ; tra i quali è il Cantico della Beata Vergine , Magnificat anima mea Dominum , il quale compofi già
molti anni a tre chori . Quejle compofitiont yedute, & efj aminate, far anno di gran giouamento a tutti co-
loro, chef dilettar anno di comporre in tal maniera : Conciofia che ritratterà , che li Bafi de i chori f pongo-
no tra lorofempre Vnifoni, onero in Ottaua ; ancora che alcune volte fi pochino in Terza : ma non fi pon-
gono in Quinta-.percioche torna molto incommodo; & oltra la difficultà che nafee , è impofdnle di far cofa,
che torni ben e, fecondo il propufto. Et queflaojferuanzayiene adeffere molto commoda aldi Compoftori:
percioche lietta a loro la affienita di far cantare le parte delli Chori , che tra loro non fi ritratta diffonanza .
Hora per concludere quetto raggio» amento, dico, che hauendo il Compofitore intefe tutte quefie cofe, de auer
tire anco di terminare ilnumero delle figure di ciafeunafua compofitiuue , fecondo che ricercano il Tempo, il
Modo,& la Prolatione;fitto i quali accidenti componeràla cantilena. Et perche fimili accidenti erano già
in grande confuleratione, & anco apprejfo di alcuni fino in yfo ; però accioche ciajcuno habbia cognitìone di
fimil cofè,yerrò a ra?gionare di loro alcune cofe più bifegnofi; taf andò quelle , che fino fuperilitiof e , & che
fanno poco al propofito;<£r incomincierò dalTempo,come da quello,che è ( fecondò l mio parere)più yniuer-
fale,é? primo di om altro accidente .
Del Tempo,del Modo,& della Prolatione; Et in che quantità
fi debbino finire,o numerare le Cantilene. Cap. 6j.
iAV E ViAyeramente deliberato, quando incominciai aferiuere le cofe della Mttfica,di
non yolerragionare coft alcuna,oltra quello,che è neceffario alla cognitione delle Propor-
tioni,delh Sttoni,delle Voci, et di tutte quelle cofe, che cucorreno alla coflttutione della buo
na Harmonia,& alla cognitione delle cofe, che appartengono a queila SciexaiMa perche
mi accorgo ,che alle yolte yiene alle mani delMufco moderno alcune cantilene antiche,
lequalifino compojle fitto alcune offeruanze del Modo, & della Prolatione;delle quali non nefapedo render
ragione alcuna, refla per yna coft di fi poca importanza con yergognarperò ho mutato propofto;& effendo-
mt neceffario ch'io ramni alcune cofe del Tempo, ragionerò etiandto di loro alcune cofe, {equali faranno le pi»
importanti . Dico adunque, che effendo la Breue(come ho detto altroue)madre, & genitrice di qualunque al-
tra figura cantabile; è dibifigno primieramente di ragionare di tutti quelli accideti, chepoffono accafiare in-
torno a leij& dipoi degli altri,che accafeano intorno le altre fi gure , che fino fottopofle alla mutatione.La on-
de dico, che in queflo litop-o io non chiamo Tepo quello,chefi<rntfica lo Stato buono, o la buona Fortuna di alcu-
no;come quando fi dice, Francefilo t huomo di buon tempo;cwè mena tranquilla,et lieta ytta : Ne meno quel-
la buona temperatura di ^Aria,come fi fuol dire,Hog ri è buon tempo;cioè hoggi e giorno freno, chiaro,^*
lieto: Ne anco nomino Tempo quello,che'l Filofijò dèfinifce efjere Numero, o Mifitra di mottimento, o di al-
cun altra coftficcefiuaima dico il Tempo efjere una certa,& determinata quantità di figure mmori,conte-
nute,
Parte
269 •
JUa:
bì:
ebe
nute, 0 confidente In vna Breue . "Et queflo Tempo è di due maniere, cioè Perfetto , & Imperfetto . il Per-
fetto fi trotta nella cantilena , figliata nel fuo principio col circolo O > per ilqualefi denota, che la Breue in
tutta la cantilena è perfetta, cioè fi pone in luogo di tre Semibreui ; oper il contrario tre Semtbreut in luogo
di -vna Breue : Ala lo Imperfetto fi troua 3 quando nel detto principio è poHo il Semictrcolo C , ttt luogo del
Circolo ; per il quale fi comprende, che la Breue fi pone imperfetta ; cioè 111 luogo di due Semtbreui, 0 per il co
trarlo , due Semtbretti in luogo di yna Breue . Quando adunque fi componerà alcuna cantilena fotto'l fegno
del Tempo perfetto, wtefo perii Circolo, che dinota il numero Ternario ; fecondo alcuni riffetti, detto nume
ro Perfetto ;fi numerarà quella a Brem perfette ; cioè a tre Semibreui per ogni Tempo : Ma quando fi com-
ponerà fotto'l fino deli' Imperfetto, dinotato per il Semicircolo ;fi numerarà a Brem imperfette ; cioè a due
Semtbretu per ara» Tempo : ej fendo che in queflofi confiderà il numero Binario , chiamato da alcuni nume-
ro Imperfetto . Bi fogna però auertire, che l'yltima Figura,o N ota d'ogni cantilena non fi pone in tal nume-
ro : conciofia che effendo finale in effafi termina il concento, & il Tempo : & ciafcuno di queili terminano
fibra quella f aura ; nella quale hebbero principio , che è la prima Semibreue . il Modo ( laffando da parte
, 4. quello, del quale fi ragiona nella Terza parte )gli antichi diceuano , effere yna Quantità di Lunghe , 0 di
Breui, considerata nella Mafiima, anelila Lunga , fecondo la dmifione binaria, 0 ternaria : percioche lo diui-
fero in due parti ; cioè in Mag fiore, & in Minore ; & ciafcuno di quefli confideranno Perfetto, ouerame-
te Imperfetto . Intendeuano il Maggiore, quando poneuano due Paufe di Lunga , ouer tre infieme , le quali
pigliaffero due ,ouer tre [fati> ; &tre ,0 quattro linee
delle cinque gialmoHrate, come qui fi yede : Ma il Mi-
nore confideranno, quando poneuano yna fola Paufa ,
che abbraccia ffe tre , ouer quattro delle predette linee .
il Modo perfetto maggiore intendeuano , quando pone-
uano tre delle moflrate paufe infieme ; & l'Imperfetto maggiore , quando erano fulamente due . Ma per lo
Perfetto minore pigliauano quello , che hauea yna paufa , che abbracctaua
fr quattro linee , £57* tre dellt [òpra nominati [pati] : & il Minore imperfetto ,
quando la detta paufa pofla in tal maniera abbracctaua folamente tre linee ,
■ l . & duefpat'ù : Di maniera, che nel Alodo maggior perfetto faceuano yalere
la Mafiima tre Lunghe, & nell'imperfetto due. Similmente nel Modo mi-
nor perfetto faceuano yalere la Lunga tre Breui, & nell'Imperfetto due . La onde quando componeuano ,
ordinauano in tal maniera le loro cantilene ; che nel Modo maggior perfetto numerauano di tre Lunghe in
tre Lunghe ; 0 perfette, ouero imperfette, chefuffero ; & fotto'l Modo maggiore imperfetto , di due Lughe
in due Lunghe . Simigliantemente nel Modo minor perfetto numerauano di tre Breui in tre Breui , & nel-
l'Imperfetto di due in due . Onde fi può yedere, che quando il Compofitore componeffe fiotto alcuno di quefli
Modi, & non numeraffe la cantilena fecondo il detto numero al modo detto ;fi potrebbe yeramtnte dire ,
che cofluifuffe poco confiderai ; &> che non haueffe alcuna cognitione di talcofa . Poneuano gli ^Antichi le
nominate Paufe in due maniere : imperoche ne poneuano alcune aitanti 1 fegni del Tempo , & alcune dopo .
Le prime chiamauano Inditiali folamente : percioche no fi numerauano nella copofitione : ma erano pojìe in
cotalluogo per dimoflrar folamente il Modo, 0 maggiore , 0 minore che fi fuff e, fotto'l quale era compofia la
cantilena . Le feconde nominauano Indichili , & Efjentiali : conciofia che non fola firuiuano a dimojlrare il
Modo, fé fuffe maggiore, 0 minore: ma fermano etiandio alla cantilena; come nel fòttopojìo effempio fi
può comprendere .
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Paufe Inditialifilamente .
Paufe Inditiali , & Effettuali .
Mancano etiandio la Prolatione, la quale ( oltra che-quefia parola yoglia dire molte altre co fé ) diceuano ,
che era yna quantità di Minime considerata, oueramente applicata ad yna Semibreue ; & la dimoflraua-
no col fegno circolare , ouero femicircolare : onde U faceuano di due forti : percioche hna nominauano Per-
fetta,
270 Terza
fetta, gl'altra Imperfetta . Intendeuano la Perfetta, quando ponetiano nella Cantilena li moflratifignipu
tatunquesla maniera; y^s /p & h Imperfetta, quando erano pofilifenxa li punti; & facevano -valer t
la Sermbretie tre Mini V* Ss me fitto li due primi puntati, et [otto quelli, che non erano puntati dve.N»
tnerauano poi le cantilene in quella maniera ; che quelle che erano pofìe fiotto la Prolatwn perfetta, procede-
vano, &" erano numerate di tre Minime in tre Minime ; & quelle , che erano compofle fono la Imperfet-
ta, di due in due ; & numeravano la cantilena a. Lunule, ouero a Brad , oueramente a Semihrem : perciò*
che ciafcuna Lunga, 0 Breue, 0 Semibreve può effer perfetta, ouero imperfetta . Et perche fpefije volte fi ag-
givnreuano tnfieme qtiejìi due gradi, cioè il Perfetto & lo Imperfetto ; però auertiuano in tale congiuntionei
cheje'l Alodo maggiore era congiunto col minore, & l'vno , & l'altro fu/fero {iati Perfetti : allora nume-
rauanola cantilena di tre Lunghe in tre Lunghe perfette . Ma fé ì Modo fufje flato Minor perfetto, la nume
rauano con tre Lunghe imperfette . Et confimili confideratione procedemmo ne gli altri fi-adi ;fi come nel
Tempo , & nella Prolatione, perfetti, & imperfetti .Paterno bora vedere , che per lifegni , cioè per il Cir-
colo, & per lo Semicircolo haueano la cogmtwne del Tempo perfetto, ouero imperfetto :per le Paufe hauea-
110 coninone del Modo, maggiore, 0 minore ;■ perfetto, ouero imperfettojche'lfiifuffe ; & per lifegni del T ti-
po puntati, 0 non puntati la Prolatione pe>fetta,ouero imperfetta : di maniera che paterno etiandio yedere ,
che attribuirono il Modo maggior perfetto alla Majìima di -valore di tre lunghe; £■?■ 1 quella di -valor di due
il Modo maggiore imperfetto : Similmente alla Lunga di -valor di tre Brem attribuirono il Modo minor per
fetto, & a quella di -valor di due il Modo minore impetfeito . il Tempo perfetto attribuirono alla Breue di
■valore di tre Semibreui, & l'imperfetto a quella, che yal due , Diedero anco la Pralatione perfetta alla Se-
mibreve di valor di tre Minime : ma la imperfetta diedero a quella di due . Soleuano ancogli ^Antichi ta-
gliare lifegni del Tepo in tal maniera , ^ T » » &qiiejlofaceuano,quandovoleuatio,chele
figure fottopofle alla perfettione,^ alla (T) (L (O Cl mperfittione , et anche all' lAltcratione nelTe
pò perfetto ,& nello imperfetto ,f uff ero V | T ' più veloci. Le quali figure(come Tederemo) ft>
no cinque Mafima, Lunga, Breue , Semibreue , & Minima . E ben nero , che j.tceuano le Minime nere ,
per farle -veloci , di maniera che neper il tagliare hjegni , ne per tifar nere le dette figure , leuauano a loro il
nome : ma lo riteneuano tanto , quanto che tali fegnifuffero flati interi . Neper il tagliare, de 1 detti figmfi
leuaua la imperfettione , 0 la perfettione , ne meno l'iAlteratione ; ma tanto erano fottopofle a tali accidenti,
& pacioni , quanto efii fegnifuffero flati interi . ^Alprefiente hauemo altra ragione della Minima nera , efi-
fendo che ( come ho moflrato altroue ) è chiamata Semimmima, la qualfi diuide in due Chrome,& la chrb
mani due Semichrome . Haueano etiandio fiotto 'I fiegno delTempo perfetto tagliato doppia confideratione
nel numerare componendo le cantilene ipercwche numeravano a tre atre ,& anco a due a due , cioè di due
Breue perfette ni due ; oueramente di tre Si mibreui in tre : di maniera che'l numerare delie Semibreui finiva
nel nvmero Settario : concwfia chefie mifiurauatio altramente non ritrouauano nelle lor cattiate la mifura del-
la Breue . il che parimente cercaremo anche noi di offieruare ,non foto nelTempo perfetto : ma anco nell'Im-
perfetto tagliato ; procedendo di due Brem imperfette in due ; acciò la cantilenafimfca nel numero Quaterna,
rio . Che diremo hora di alcuni Compofiitori moderni , 1 quali non folamente non offeruano la mtfiura del nu-
mero Senano, 0 Quaternario nelle lor cantilene : ma di più non ofjeruano il numero Ternario nel Tempo per
fetto, ne meno nell'Imperfetto il Binario ;fiano tagliati, onon tagliati ; il che -veramente è a loro ima gran
■vergogna : conciofia che vengono a rompere il Tempo, & la mijura , delle quali cofegli ^Antichi furono ofi
fervatori molto diligenti ; & per tal maniera guadano , &• confondalo ogni cofit .
Della perfettione delle Figure cantabili . Cap. 6 8.
A quello che fi è detto, fi può hora comprendere , che in ogni Compofitione fi ritrova Tem
pò, Modo , &• Prolatione , fotta 1 quali ciafcuna delle cinque figure nominate vagono'a
variare il loro valore , fecondo che fono accompagnate con diverfii accidenti . La onde è
dafiapere, che odi ^Antichi offeruarono etiandio di nominare le dette finire da gli effetti ,
alcune parenti, & alcune Patienti . Nominarono la Mimma agente -.percioche la pote-
rò immutabde, cioè che non poteffe riceuere alcuna perfettione : ma potefjefare la impeìfettwne . Io difit im-
mutabile : conciofia che non fi può dividere in alcune delle altre nominate, per effer quella , che è la minima,
.." di ogn altra
Parte, 271
di ogn altra di y alare ; ancora che ella fia diuifibile in due Semiminime , & in quattro Chrome ; fi come al-
trouefi è detto . La Mafiima poi chiamarono Patiente : imperoche ejjendo la maggiore di tutte le altre, pub
patire imperfettione : ma la Lunga , la Breue ,&la Semibreue differo ^Agenti , & Patienti :peraoche no__
(piamente fi poffono far perfettejjnaetiandio pjtifcono^imperfettiojie. Onde è da notare , che nominarono
fernetta quella figura, che -vale tanto, quanto -vagliano tre delle figure , che le fono parti propinque ;fi come
la Mafiima, la quale è detta Perfetta, quando y al tre Lunghe ; & la Lunga, quando ualtre Breui ; & la
Breue, quando y al tre Semibrevi ; & la Semibreue , quando è di y alare di tre Minime . Similmente chia-
marono cotalippure imperfette, quando yaleuano due ;fi come la Mafiima due lunghe ; la Lunga due bre-
ui ; la Breue due femibreui ; & la Semibreue due minime , Confideranno oltra di ciò quejìe figure in molte
altre maniere ;fi come parte propinque , a remotte , a più remotte , alteramente remottifiime , l'yna deli al-
tra ;fi come nel Oif .44. ho mofìrato . La onde la Lunga non ha parte remottifiima ,■ ne la Breue ha la par-
te più remotta,ne la remottifiima ; & la Semibreue non ha la remotta,ne la più remotta,ne meno la remot-
tifiima . Et perche alcuno potrebbe dubbitare, fé le figure fott apode al Tempo , al Modo, & alla Prolatione
poffono effer fempre perfette ;però è dafapere (per non pan ir fi dalla auttorità de ?li ^/Cntichi) che yeramen
tepoffono effer perfette, & anco imperfette, fecondo il yolere del Compofitore . il perche fi dee notare , che
gli ^Antichi yolfero, che qualunque Figura pofta auanti yn altra fimile fì<rura,o bianca, a nera, fempre fuf-
fe perfetta ; fi come nel Modo mag fior perfetto yna Mafiima auanti yn'altra'j bianca, o nera che ellafuffe.
La Lunga nel Modo maggiore imperfetto, & minor perfetto . La Breue nelTempo perfetto ; & la Semi-
breve nella prolation perfetta . Et ciò fecero con qualche ragione : percioche il Simile non patifce imperfettio-
ne alcuna dal firn fimile ; come fi comprende in due cofe , chefiano equali in yirttt , & poffanxa , che l'yna
non può fuperare , ne meno può effere fuperata dall'altra . Ma la Simigliane nelle finire s'intende ricet-
to alla forma ,&non al colore : Imperoche la Forma è quella , che yer amente dà 1 effere alla cofa : onde
l' effer nera non le toghe la forma ;fi come il color nero non leua allo Ethiopo l' effere Huomo ; & l effer Ra-
tinale : conciofia che il Colore non è altro, che accidente quantunque alle y ohe fa infepar abile dal Soggetto.
Onde mima Figura può effer fatta imperfetta da yna fua maggiore , ma fi bene da una fua minore : effen^
do che la maggiore rifletto alla minore è fempre patiente ; &per il contrario , la minore rìfpettù alla mag-
giore è fempre agente . É~ anco ogni Figura perfetta , quando èpotta auanti le Paufe della fua propia deno-
minatione ; fi come la Mafiima auanti tre paufe , che dinotano il Modo maggior perfetto ; ofiano paufe di
tre tempi , ouer di due ; per effer le dette paufe la quantità , & il y alare di yna mafiima . Cofi la Lunga del
Modo minor perfetto appreffo la Paufa di tre tempi , o di due ; & la Breue, & lafemibreue del Tempo per
fetto, & della Prolation perfetta , auanti le loro paufe ;come qui fi uede .
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La Mafiima etiandio potìa auanti yna Legatura di yalor di due lunghe ; & la lunga auanti quella di due
breui ; & la breue auanti quella di due femibreui , ouer due paufe difemibreue podefòpra yna linea ifleffa ,
fempre faranno perfette : effendo che tali Legature , o Paufe poflein cotal maniera hanno yirtù di ynità : ti
che auiene anco nella Semibreve , quando èpojla avanti due paufe-di minima pofle all'ifleffo modo . Ma fé
tali Paufe fufferofeparate , tal Revola non hauerebbe luogo . Et fé alcuno yoleffe dire , che la Figura pofla
auanti la Legatura non può effer perfetta ; adduca che ragione fi yoglia , fi potrà ri] fondere ; che fé la Bre-
ue è perfetta, quando è pofìa auanti due paufe di femtbreue, podefòpra ynaifleffa linea, fotto'lfe^no del Tem
pò perfetto ; maggiormente de effer perfetta auanti la Legatura ; poi che le Paufe non dinotano altroché pri
mtione difuono, o di wce ; & la Legatura lo pone in efere ; come qui fi yede ,
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^illeyolte alcuna delle mojìr.ite figure farà perfetta , quando dopo fé haurà il Punto di perfettione ;fì co-
me la Ala f ima nel Modo maggior perfetto ; la Lunga nel Alodo minor perfetto ; la Breue nel Tempo per-
fetto ; & la Semibreue nella Prolation perfetta ; come qui in effempiofi vede . Quando faranno collocati
tra due fgure maggiori due,o tre minori prò
pinque i la prima mag «fiore fempre farà per*
fetta . Si come per efepio nel Modo maogior
perfetto due,, o tre Lftghe pofle tra due Alafii
me -fanno , chela prima M.if ima fiapeifet-
ta i nel Modo minor perfetto due, o tre Breui pofle tra due Lunghe fanno, che la prima Lama fi a perfetta.
Quefìo ifìeffo fanno due , o tre Semtbreuipojìe tra due Breui nel Tempo perfetto ; & nella Prolation mag-
giore due, o tre Minime pofle tra due Semibreui : peraoche la prima Breue, et la prima Semibreue diuetano
perfette . L'iflejfo faranno le Figure, & le Paufe infieme di yno ifleffo -valore nella ifleffa maniera colloca-
te : ma fi de auertire , che quando fi porrà tra due maggiori ima fola minore, &■ lafua Paufa ;fi porrà pri-
mieramente la Paufa, & èpoi la Figura : Ala quando fi porrà due Figure minori , & yna Paufa,allora Iti
Paufa fi potrà porre in qual luogo tornerà più commodo ;fi come nelfottopojìo eff empio fi può yedere .
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Quando nel Tempo perfetto tra due Breui fi porrà cinque , ofei Scmibreui , allora la prima Breue farà per
fetta , & l'ylnma delle cinque Semibreui alterata ; cioè raddoppiata . Ala la prima Breue pofla aitanti lf
fei Semibreui farà fempre perfetta 3fen%a alteratione di alcuna delle Semibreui : peraoche le fei Semibreui
fono pofle per due Tempi interi ;
~ come qui fniedeno. Ala per
- qual cagione le mofrate Paufe
- fi fanghino più in yn luogo , che
in fri altro, da quello che diro al
troue, facilmente fi potrà comprendere .It benché iohabbia w queflo riamo tfjcmpio pollo folamente la
Breue nel Tempo perfetto : fi può intendere tutto quello , che ho detto etiandio della Alajiima, & della Lun-
ga nel
0-^-±^^_-±:±^v^±-±-±:±±-±^z.
Parte.
27ì
ga nel modo maggiore , & rumore perfetti i & della Semibreue nella Prolatìone : Imperoche non fi troux
ragione, che maggiormente ne coflringa a far perfetta più l'vna che l'altra ; mafiimamente\ effendo accam-
tnodate a i loro luoghi , sfotto lifigui loro proportionatamente .
Della Imperfettione delle Figure cantabili. Cap. 6" 5).
T perche ogni Impefettohà la fua origine dal Pe fetta; pero hauendo fatto mentione
della Perfttwne delle figure cantabili, refla che noi -vediamo li modi , per li quali ognu-
na di efjefipojftfare imperfetta ; ouero (piando fi poffa chiamare imperfetta . Onde fi è
■vero quello , che dice il Fuofofo, che egli è yna iìleffa difciplina quella delli contrari] , di-
co ; che hauendo noi yeduto quello , chef ricerca alla Perfettione, farà facil cofa di cono-
fcere quello , che fi ricerca intorno alla loro Imperfettione ; Imperoche fi ritroueranno effere imperfette ,
quando non faranno accompagnate coligli accidenti mofìrati difopra . Ma auanti chef yadapiù oltra,ye-
deremo alcune cofe venerali intorno tal materia ; & dipoi difenderemo al particolare , Dico adunque che
le Figure , chefipoffonofare imperfette fono Quattro ; &• fono tutte le Patienti moflrate difopra ; cioè la
Mafiima , la Lunga, la Breue , & la Semibreue . Et quella, che patifce la imperfettione , è fempre mag-
gior di quella , che fa la imperfettione : Per il contrario , quella che è cagione della imperfettione , è fempre
minore . Et quella Figura, che è cagione di tale imperfettione ,fi ha da confiderare quanto alla quantità per-
fetta ; cioè quanto a quelle finire, che fono fottopofle al numero Ternario, & non a quelle , che fono fottopo-
fle al Binario ;f come la Mafiima nel Modo maggior perfetto ; la Lunga nel Modo minor perfetto ; la Bre
w nel Tempo perfetto ; &• la Semibreue nella Prolation perfetta . £t perche la Mafiima ( Come ho detto ) è
folamente patiente ;però non da, ma patifce imperfettione. Coft la Minima ; per effer folamente agente, non
patifce ; ma è cagione della imperfettione . La onde la Lunga, la Breue, & la Semibreue fono quelle, che per
effere non filo adenti ; ma etiandio patienti, fanno, & patifcono la imperfettione . Ma bifogna auertire,che
V Effere perfetto fi confiderà in due modi ; prima in quanto altTutto ; dipoi in quanto alle Parti . In quanto al
Tutto s'intende imperfetta quella Figura, che è imperfetta di yna fua parte propinqua ; & quefla è la mag-
giore imperfettione, che fé le poffa dare . Ma in quanto alla Parte s'intende, quando è fatta imperfetta di un*
parte remota, o più remota, o remotifima .Et la Figura, che fi può far imperfetta , non filo fi può fare im-
perfetta quanto alTutto con la parte propinqua; ma con le parti remote ,& conle altre ancora ; pur che
la quantità fia equale alla Terza parte del fio Tutto : Imperoche l' Imperfettione nelle Figure non è altro ,
che yna certa diminutione di yna Terza parte , riducibile alla figura nella pefettione del numero Ternario.
Le Figure , che fanno la imperfettione , fi pongono in tre maniere ; imperoche , ouero fi pongono dopo quel-
la , che fi fa perfetta ; ouero manti ; oueramente inanti , & dapoi ; effèndo che ogni figura fi può fare imper-
fetta folamente in uno delli tre modi . Et tanto fi leua a ciafiuna figura , che fi fa imperfetta ; quanto è il ya-
lore delle figure, che fanno tale imperfettione. Et fi bene la Minima è figura agente, non può però fare imper-
fetta alcuna figura , che non fia fottopofla alla Prolatìone perfetta . Ne fi de credere, che tali imperfettiomfi
f acino folamente con tali figure , nel modo che ho detto : imperoche le Paufie , & il Colore , & etiandio li
Puntihanno la ifleffa forza . E benyero , che le Paufie non fono fottopofle alla imperfettione ; percioche
fimo folamente agenti , ma non patienti ; cioè fanno perfetto , & imperfetto ; & effe ,per qualfi uoglia aC'
adente, non fi fanno imperfette . il Colore leua fempre la Terza parte del Tutto alle figure fottopofle alla
perfettione ; ma nella imperfettione ( come yfano li Moderni) leua fempre Li Quarta parte. L' Imperfettio-
ne adunque delle figure è, il leuarle yna Terza parte del loro yalore, che è la parte loro propinqua ; Et quefla
e la imperfettione quanto al Tutto. Ciafiuna delle dette figure adunque è imperfetta quanto al fino Tutto,
quando fienza alcun mezp lefieme la fua parte propinqua ;fi come dopo la Mafiima la Lunga ; dopo quefla
la Breue ; dopo la Breue la Semibreue ; & dopo quefla la Minima , fitto \ lorofegni di perfettione ; come fi
può vedere nel fiotto poflo effimpio ,
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274 Terza
il medefimo anco può accafcare nelle vìa dette Figure, quando dopo effe immediatamente fegue alcuna Pa$i-
fa di -valore della lor parte propinqua: Similmente il Colore è cagione di tale imperfettione ; &tali ir»--
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beifettionif chiamano Dalla parte dopo : imperoche Dalla parte inanti fi faranno cotali imperfettioni,quan~
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do le Finire faranno pofle al contrario ;f come quando le Paufe , o le Figure minori faranno pofle manti le
maggiori . Tali Figure faranno etiandio imperfette tanto dalla parte dopo 3 quanto dalla parte manti ; cioè
dalia fluente, & dalla antecedente , per il Punto ; quando tra duefgure maggiori faranno pofle due figu-
re minori propinque ; tra le quali fa il Punto ; come quifiuede :
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S3 -"-H '■uHna.a ;; : ;> — g— H"H~ ISIEl jtll JC! B~
-e-s-*--*-"*-'
Imperoche la prima , fa' t ultima ref eranno imperfette della lor parte propinqua per uìrtù del Punto pò fio
tra le minori,chefi chiama di Diuifione ; comeptu altra uederemo . Saranno etiandio imperfette tali Figure,
quando tra due maggiori , dalla parte fiujlra farà collocato unafgura,che le fia parte propinqua ; alla qua-
le fenza alcun mezofitcceda una Paufa di tanto ualore ; come qui fi uede . In molte altre maniere le Figu-
=a
:ita:
-|---g- -s— p- T5j~- -C7-T3--- v-T-
e-a-^-T--^
ij©_^_^:_a_^._: :
re fi fanno anco imperfette quanto al loro Tutto : ma perche fono modi alquanto fuperfìitiof , baflarà fola-
mente quello , che ho detto intorno alla imperfettione delle figure cantabili quanto al Tutto ; cioè quanto alla
parte propinqua : Imperoche quanto all' imperfettione delle altre loro parti , dopo che fi hauerà confderato
tutto quello , ch'io ho detto di [opra , ritrouaremo , che tale imperfettione fi fa, quando faranno fatte imper-
fette di ima quantità minore delle moflrate ;fianopoi imperfette dalla parte manti , ouer dalla parte dopo ;
opur dali'vna , &• [altra delle nominate . Ma yediamo quello, che fa il Punto nella Mufca, & di quan-
te forti fi trotti .
Del Punto , delle fue fpecie , & delli Tuoi effetti . Cap. 7 o
L Punto non è confderato dal Mufco nel modo , che lo confiderà il Geometra , il qual
■vuole ( come dimofìra Euclide ) che non habbia alcuna parte , & che fa mdiuifibite .
Ne lo confiderà come Vmtà ', la quale habbia poftione , come lo defmfce il Filoffo : ma
dice, che il Punto è ima minima particella , onero yna certa quantità mdiuifibile ; oue-
r ■ amente ini minimo fegno , che fi a« nimwe alle fvttre cantabili per accidente , hora do-
pò, hora di /opra, & alle yoltefi pone tra loro : & lo confiderà in Quattro modi , cioè inquanto fi perfetto,
in quanto accrefee, in quanto diuide, & in quanto altera, o raddoppia ledette Figure . Onde li Mufici, con-
fiderai: li fiuti uffici], dicono ; chef troua di (Quattro marnerei [lavandogli altri, che fanno poco al propofto)
cioè di Per fittone , di ^Accrefctmento, di Diuifone, & di ^Alteratione, ouero Raddoppiamento . Punto di
Perfcttione chiamano quello , che fi pone immediatamente dopo lafgura, che fi può fare, ouer può effèrper-
ftta,ne 1 Seu-iu di per f mone folamente, per conferuare la perfezione di talfgura; come qui di fatto uede.
Quello
Parte.
ìd:
-e-
=©;
7J
Quello dì lAccrefcimento è quel, che fi pone fenxa alcun mexo dopo la figura , la quale non può effèr , ne fi
può fare perfetta per alcun modo ;fi come ciafcuna figura pofìa ne i Segni di imperfettinne ;& ne i Segni
della perfettwne a quelle , che fono di minor valore della Semibreue ; come qui fi veggono .
-e-a~-
-*-
>-!-
pjEEJSEEf
-e-
Onde fi de auertire , che li Punti nominati fi fcrìueno ( come ho mojlrato ) nel me%p del lato dtUro della fi-
gura , tanto perfetta, quanto imperfetta ; & fanno maggiore lafgura imperfetta di tanta quantità, quan-
ta è la meta di tal figura ; cioè quanta è la metà delfuo Tutto ;fi come per effempw nella Lunga , che vai
quattro Semibreui ; che aggiuntole il l'unto varrà fei : ma quando fi aggiunge a quelle , chef poffono far
perfette ,fempre il Punto vai la Terza parte della figura perfetta , alla quale fi pone apprefjo ; & vale la
metà della figura imperfetta . Per il chef uede la differenza, che è tra il Punto di Perfettione , & quello di
lAccrefcimento ; che l'vnofponefolamente apprefjo quelle fgure , che f poffono far perfette, [otto i Se<rni
della loro perfettione ; & l' altro f pone a quelle , che non f poffono far perfette . Et tali Punti tanto opera-
no nelle figure legate , quanto nelle faolte . // Punto di dmfone è quello , che fi pone tra due fgure fimìli
minori , & propinque pofle tra due maggiori , ne i Segni della perfettione ; il cui vffcio è di diuidere ,&di
fare imperfetta [una , & t altra delle fgure maggiori ;f come la prima dalli parte dopo ; & l'altra dalla
parte manti . Et fi ferine fopra tale fgure nelmezg di loro ; & tal Punto non f canta . Di maniera che in
quanto fepara l'vnafgura dall'altra delle due minor i,& le accompagna con le maggiori, è chiamato di
Viwfione : Ma in quanto fa la tmperfettione nelle maggiori , fi puh nominare anco Punto di Imperfittio-
ne : percioche ( con orni douere )fimprefi deporre nel f ne del Tempo paffato , & nel principio di quello ,
che è predente . Et fi pone etiandio tra la Paufa , che tiene il primo luogo , & i'»a Figura , che tenghi il fe-
condo, le quali fi ano di vno ifleffo yalore ; come nelfottopofto effempw fi vede ,
ss zSijiji pjm y-gj- -^^*
e .;.»:#
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A
// Punto di yAlteratione e quello, chef pone auatì due
- - fgure minori pofle auantt vna maggiore propinqua ;
>**t* •*- il cui yfficio è di raddoppiare la feconda fgura mino-
re , chef pone dopo lui,& èpofla manti la maggiore;
■accioche tra queile due minori fi veda il Tempo perfetto . Et fi dehbe offeruare , di porre tal Punto in tal
■maniera , che fa nel f ne del Tempo procedente , & nel principio del feguente , come hanno offeruato i dot-
ti Mufia yAntichi ; & tal punto ( come anco quello di Dimfwne ) non fi canta . Ne altro vuoldire ^ilte-
ratione , che Raddoppiamento , che fi fa nelle parti propinque delle Note , o fgure , che fi cantano ; le qua-
li fi poffono far perfette fitto i loro fegnt ; Et quejlofempre ( come ho dette ) nella Jeconda fgura , chef po-
ne dopo lui: perche hauendo la prima ragione di Vmtà,& la feconda ragione di Binario , è il douere che'l
Binario fa poflo dopo tale Vmtà ; onde tal Punto fi pone in quejlo modo .
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Ma tale ^ìlteratione ,o Raddoppiamento era confderato dagli ^Antichi Mufici , non filo nelle fi-
gure pofle in tal maniera; ma etiandw in molti altri modi i fi come era quando poneuano due figure
M i minori.
276
T
crza
minori Marti propìnque , tra due maggiori ,fotto i loro Segni , Onde pone mno la prima mar o-ìnre perfetta; &
la feconda mi nore raddoppiata ,ouero alterata; come qui fi yede . il medefimofaceuaiw , quando panetto-
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no quefìe minori tra due Paufe di -valore delle duefgure maggiori -.percioche raddoppiauano finitimene lo
fecondo mmoreiccme iielfottopojìo effempiofi può -vedere . Faceuano alterare,o raddoppiare etiandio lo fé-
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(onda finirà minore .quando poneuano primieramente la maggiore,^ dipoi duefgure minori propinque , et
yna Paufa di y alare, dello maggiore; come qui fi yede. Similmente intendeuano tale raddoppiamento ,
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quando poneuano tra due maggiori yna Paufa di y alare della minore propinqua a banda finiflra , & allo
parte deflra poneuano tale minore ; come qui fi yede. Sidtbbeper'o aumtre,che le fgure alterabili fono
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Quattro (per quanto fi è potuto yedere) cioè la Lunga, la Breueja Semibreue,& la Minima : Ma la Maf-
fimaMr non effere parte propinqua di alcun altro fgur a, non fi può alterare . Similmente la Minima è fi-
ne di tale alteratwne : efjendo che non fi puh dimdere in due parti equali : percioche fé fuffe altramentefareb-
le nonfolamente agenteima anco patitine . Onde cafca t^ilterotionefopra quelle fgure , che fono parti pro-
pinque delle maggiori; Ne mai alcuna Paufa cfittopofla alla alteratane ; Et tale ^Alteratane fi ntrom
folamente ne i Se<nu di bìift mone; 0- fi fa. per il dijfetto di yna figurale manca al compimento del nume
ro Temano . Le duefgure minori etiandio pofìe tra le due maggiori, poffono effere collocate in tal maniero,
(he in luivo della prima fi può porre la fuo Paufa; ma non mai la feconda , come hauemo yeduto : percioche
tempre fi raddoppia lo Seconda fgura,tanto nelle fgure legate,quanto nelle fciolte ,& non mai laprima.M*
la Nevre^zafiuero il Colore,& fpejfì 'vo^e d Punto di diuifione /caccia tale ^Alteratane, come ha mofìra-
to, Sidebbe oltro di ciò auertire,che la Perfetttone delle fgure fi può confederare in tre maniere; Prima per
yirtù deUe Paufeidipoi peryirtù del Segno ; fi come del Circolo , onero del Semicircolo :V tomamente per
•Virtù del Punto poflo tra efjo arcolo,ouer femicircolo . Però la Mafeima, & la Lungo fempre faranno per-
fette per yirtù delle Paufe jiano fottopofle a qualfegnofi yogltano ; La Breuefifà perfetta per virtù del Cir-
colo ; & la Semibreue per yirtù del Segno puntato , Onde fi debbe notare, che Niunafgura è perfetta per
yirtù delfe<nw,fe non lo Breue, & la Semtbreue : L'altre poi, che fono la Ma fimo , & la Lunga fono per-
fette ( come fi è detto ~) per yirtù delle Paufe . Oltra di ciò fi debbe auatire , che tali accidenti fi confedera-
no, nonfolamente in quelle cantilene, che fono contenute fotta li Modi, Tempi , &■ Prolatiom mojìrate : ma
etìandio in quelle, nelle quali fi pane la Battuta tnequale,che nel
Cap. 48. chiamai Trochatca ; &fe àimoflra anche per la Cife-
ra ternaria ,&per la binaria , & la nominano Sesquìaltera ,
come liti ho commemorato ; & fi come qui fotta fi può yedere;
ancoro che li Prattict infeudino tal Battuta, quando pongono
lefigurt
L#_sv4.ltg-yv
-2
sefqnìaltera maggiore .
Parte.
277
#
le figure tutte nere ,fenza alcuna cìfera ; ma allora la addimandano Hemiolia, eia ti^iómi parola Greca ,che
tanto yuol dire quanto appreffo di noi Sesquialtera, & allora non yì accafea alcuno delli predetti accidenti :
tmperoche il colore leux tutte quefle cofe; come qui di [otto
fi comprende . Tal Battuta fi yfa , non folamente neìli
Sentii del Tempo perfetto, ouero imperfetto puntati, & ta-
gliati : ma anche nellt /empiici , i quali fi pongono finza i
punti, & fenza il taglio . É ben yero, che tra quedi , &>
quelli fi ritroua qualche differenza : che nelli tagliati fenza,
punti fi yfa di porre la Breue , & la Semibreue , l'yna nel battere , 0* l'alt ra nel leuare della Battuta : &
rie i [empiici , la Semibreue, 0* la Minima ; come qui fi yede .
Z3E±
H—
Hemiolia maggiore ,
^glÌfe5;;Sl^|;i|Egi^g±^i=^E||
Sesquialtera minore .
Hemiolia minore.
Quando li Pi ■attici pongono la Breue & la Semibreue nella Battuta , tale Battuta j o Prolatione chiamano
Sesquialtera j ouero Hemiolia maggiore : & quando pongono la Semibreue , & la Minima , la nominano
minore : Ma bifora auertirenel comporre le cantilene , di numerare la compofitìone , tanto nelle Sesquial-
tere, ouero Hemiolie maggiori, quanto nelle minori , fecondo il modo, che ricercano il Modo, il Tempo, 0*
la Prolatione; fi come nel Cap.6j. ho moflrato ; & di porre la Breue, & la Semibreue contenuta nella,
Sesquialtera , o nella Hemiolia maggiore ,per un foto Tempo : cofi anco la Semibreue , con la Minima, po-
Jìa nella, Sesquialtera , ouero Hemiolia minore ;fiapoi fittopojìa la cantilena a qu.ilfegnofi yoojia , perfet-
to , ouero Imperfetto , che'lfifìa . Et perche li MuficiMiorto alle uolte laffar da parte non filo le Paufe, che
fono Inditiali , nelli Modi maggiore , & minore : ma alle uolte etiandio notigli accafea di porre le Effettua-
li ;però farà auertito il Cantore , che le Perfettioni , 0 Imperfettiom fi conofeono alcune uolte da alcuni fe-
gni , i quali fi chiamano Intrinfechi; come fino li Colori ,& li Punti : concwfia che t ali fegni fono di due ma-
niere ; come fino li nominati ; &glt Etfrinfechi,che fono le Paufe , li Segni del Tempo, & quelli della Pro-
latione . Però quando fi trotteranno tali Segni intrinfechi , fi potrà giudicare facilmente , fitto qual Modo , o
Prolatione fiacompoft.ila cantilena; fi come fi può giudicare nel [òttopoflo Tenore, efiercompoilo fotto'l
Modo maggiore ,<&> minor perfetto ,percioche nelle figure fottopofle alla perfezione nei [opra nominati
Modi ,fi trotta il Punto di Diuifione , £?* quello di ^flteratione ,&il Colore ;come in efjofi ytde .
-e-
s
■m
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H-4
Haueano oltra di quefligli ^Antichi nelle loro compofitioni molti altri accidenti , & Cifere di più maniere :
ma perche poco più fi yfano ,& non fino di ytile alcuno alle buone , & finoreh armonie ; però laffare-
mo il ragionar più in lungo difimil cofe, a coloro, che fono otiofi.,0* che fi dilettano difimilt Cifere più di quel-
lo 3chefacemo noi ,
Dell' Vtilc che apportano li moftrati Accidenti nelle buone
riarmonie . Cap. y i.
\vi è da yedere, auanti chef pafiipiù oltra,di quanto ytilefiano li mojlrati Scadenti
" alle buone, & fonare harmonie : ma per maggiore intelligenza ( pigliando ilnoflropar-
lan alquanto in alto ) c; dibi fogno fitpere ; che effendo il yero Oggetto delSentimento il
Cvpo, che lo muoue mediante Corgano;m quanto tal Corpo è confiderai fecondo dmerfi
ragioni di mommenti , mene a porre necefjariamente nel Sentimento diuerfi peffanze :
effendo
27
8
Terza
effendo che confederato in quanto fi puh vedere, è detto Jrifibde,&> non fi può fentire da altro fentimento; che
dal VedereiEt ime fio Or getto è veramente di due ni Anitre: conciofiache., onero è Prwcipalefi come ed Co-
lore,che fi vede prima di ogn altra copi; ouero che è yAdequatojo vogliamo dire Praport;onato;et queflo non
è il Colore;&*fi rifranti in molte cofe, che non fono colorate ;fi come ed Fuoco J.t Luna, ti Sole , té Stelle,&
altre cofe fmdi.Quefto Oggetto per talentone non ha -veramente prcpw nome-.maf dicefalamente Vifbi-
le,&°[otto di lui fi cutengono tutte quelle cofe,chef Tergono per il Lume ; come fono tutti i Corpi lucidi, che
fono le Stelle, il Sole, la Luna,& altri fimili . In quanto tale Oggetto fi può vdire ; come fono le Voci , £?• li
Suonili chiama Vdibtle,& non fi puh jentirt da altro fentimento, che dall'adito; dche fi potrebbe anche di-
re de ah altri . Quefli Oggetti fino detti Propij fenfibdi : percioche qual fi voglia di loro può effer comprefi
da vno dalli nominati finimenti folamente.E ben vero,che fi trauma alcuni Oggettivile fi chiamano Com-
muni^ quali poffono effer comprefi da molti fentimentifi come è il Mouimentoja Quiete,d Numero, la Fi-
<rura,&o<r>n Grande%^a,cheji poffono vedere, vdire,& toccarexome è manififìo . Sono etiandio alcuni
altri Oo-o-etti fenfbdi per accidente,! quali fono qtiellijche non fi poffono fentire fenon col mexo di vn altra
cofa;come fono li Corpi finanche non fi poffono udire fenon per il Suonojchefifà nell'aria; come nella Se-
conda parte ho mofìrato ; I quali Oggetti tanto più fonografi alpropio fentimento, & tanto più fatti, quan-
to più fono a lui proportionati : Et cofi per il contrario ; come fi vedeJell'Occhio noflro , ilquale riguar-
dando nel Sole è off efo : perche tale Oggetto non è a lui proportionato ; Et quello, che dicono li Fi*
lofofi ,che yno Eccellente fin fibile , fé non corrumpe il Sentimento , almeno corrumpe il fio jflrumettr
ta,è vero. Se adunque t Propij oggetti fenf bili non fi poffono fintire , ne giudicare da alcuno altro fin-.
timentOjche dal loro propio;come il Suono dall'Vdito, ti Colore dal Vedere , & cofi gli altri per ordine ; di-
cami hora , di gratta , quelli , che tanto fi affaticano ., & pongono cura di porre nelle loro cantilene
tanti intrichi;quale,& quanto ddetto,& vtde pofiino porgere al fentimento ; & fi fono più vaglie, & più
fonare di quelle, che non hanno tali cofe, lequali fino fenon vtfibili,& non cadeno fatto alcuno fentimento, che
fitto quello del Vedere;nef poffono per alcun modo vdire: percioche non fino Oggetti communi, come fono li
nominali, che poffono effer comprefi da molti fintimenti.Io so che rifponderannofe haueran giudicto,che non
danno in queflo vtde alcuno : percioche quando faranno ndutte ad vii mcdofemplice, & commune , fuori di
tali cifere;tale,& tanta farà l'harmonia,chefi ode in quelle;quale, & quanta è quella , chef ode in quefle .
Se adunque non fono di alcuno vt ile per l'acquifo delle buone harmonie , ne apportano vtde alcuno alfenti-
rnentc,a che effetto aggiungere obli<w,& accrefccrfitftidio al Cantore confmtli cofejenxa propofto ! Perr
che quando donerebbe efjere intento a cantare allegramente quelle cantilene , che lifonopropofìe ,gli èdibifi-
cno,che (Ita attento a confiderare fmili cìnmere,che cadeno(fecondo i var'tj accidenti ) fitto il Modojotto d
Tempo, & fitto la Prolattone;& che non lafiipafar cafa,chefia dipinta,che non ne habbia grande cunfider
ratione: effendo chefifaceffe altramente, farebbe riputato^ dirò cefi ) vn uffo,<& vno ignorante . Et fi non
danno vtde alcuno(come veramente non danno)parmi veramente gran pa%zja,che alcuno di eleuato inge-
gno habbia da fermare il fio fludio, &ff elidere il tempo , &• affaticarfi intorno afimili cofi impertinenti;
Onde configlieli ciafcuno,che maiidafje da vn canto quefle cifre, & attendtffe a quelle cofe, col mexp delle
quali fi può acqmftare le buone ^fioatti harmonie. Dirà forfè alcuno , non è bella cofi vedere vn Tenore or-
dinato fatto li [e<rm del Alodo, del Tempo, & della Prolatwne ,come faceuatw quelli antichi Mufci, i quali ad
altro qua fi non attendeuano ? Si veramente, che è cofa bellifima; mafimamente quando è ferino, o dipinto,
& mimato anche per le mani di vno eccellente finitore, & mmiatore,con ottimi iugioftri,colori fini,& con
trnfure proportionate;&' li farà a<r giunto alcuno Scudo {come ho già veduto) con vna Mitra, o Capello, con
qualch' altra bella cofa appreffo : Ma che rileua qutflo ì fi tanto farà finora , o finxa alcuna tratta quella
cantilenatile haueràvn Tenore fentto femplicemente , & filila alcuno intrico , ridutto ad vn modo facile;
quanto fi fuffe pieno di quefle cofe . ^Adunque fi puh veramente dire , che vn tal modo di comporre non fa
altro,che vn moltiplicare difjicultàfenxa neccfità alcuna, & non vii moltiplicar l'harmonta;&* che tal co-
fi fi fi finxa vtde alcuno pai che vanamente ji moltiplicano le cofe finxa alcuna necefità;come vuole il Fi-
lofi fi : Perche ef encto la Mufca faenza Jaqual tratta de 1 Suoni, & delle Voci, che fono Óg getti propij del-
l'Vdtto;và (b\ calando folamente d concento ( come dice ^Ammaino ) che nafee dalle chorde , & dalle voci;
& non confiderà tante altre cofe. La ondeparmi che tutto quello,che nella Mufca fi vàfpeculando, & non
fi tndriccia a tal fine fa vano , &• inutile : canciofia che effendo fiato veramente ritrattata la Mufca non ad
altro
Parte. 279
altro fne,che per dtlettare,& per giouare;niun altra cofahapoffanza;dalleVocì;& dalli Suoni infioriate
nafcono dalle chorde;lequalt ( come stmaginò ^AurelioC afeiodoro )fono in tal maniera nominate ;peraoche
tnuoueno i Cuori;come lo dimoftra co molta gratta con quede due parole latine Chord#,et Corda ; & per tal
viafentimo tlpiacere,& ilgiouamento,che noi pigliamo nell'vdtre l'H armonie, & le Melodie . Conclude-
remo adunque da quello, chef è detto; che'l modo di comporre in tal maniera non folamente nonfia vide: ma
anco dannofo,per la perdita del tempo ,che èpiùpretiofi d'agii altra cofa; & che li Punti, le Linee, i Circoli, i
Semicircoli,& altre cofe fintili, che fi dipingono in carte, fono fttopofìe atfentimento del Vedere, <&* non a
quello dell'Vdìto ; & fono cofe confiderate dal Geometra : Ma li Suoni, & le Voci ( come quelli , che "nera-
mente fono ilpropio Oggetto dell'Vdìto , da i quali nafce ogni buona Consonanza , & ogni H armonia) fono
principalmente dal Mufeco confiderate : ancora che confederi per accidente etiandio molte altre cofe . Vorrà
forfè alcuno qui riprendermi , & hiafimarmi ; atte/o che molti dotti , & celebrati [limi Mufci antichi , de i
quali il nome loro ancora uiue apprefjo di noi, habbtano dato opera ad un tal modo di comporre . Dico a que-
Jlo, che fetali bìaftmatorì confederar anno la cofa,non ritrattar anno maggiore vtile nelle lor compofetiont in-
mluppate in tai legami,di quello,che ritrouarebbeno fé fu/fero nude, & purefenza alcuna dtjficultà ; Et ve-
drannojchefe dolgono agran torto;<& comprender anno, loro effer degni di riprenfeone, come quelli, chef op-
pongono alyero : Peraoche fé bene gli sfatichi feguitarono vn tal modo ; conofceuano molto bene , che tali
accidenti nonpoteuano apportare alcuno accrefctmento , o dimtnutione di harmonia : ma dauano opera afe-
mtli cofe, per moUrare di non effere ignoranti di quella Theorica, che da alcuni otiofe Speculatmi de quii tem
pi era flato poda m Tifò : Effendo che allora la cofa era già ridutta a tal fine , che la parte Speculatiua della
fcien%a,confefleuapiù tofìo nella fpeculatione de fimdi accidenti, che nella confederatione delli Suoni, & del-
le Voci , & delle altre cofe moflrate nella Prima , & nella Seconda parte di qttefle mie fatiche . Et di ciò
finito fede molti Libri comporli da diuerfe autori , che non trattano fé non di Circoli, & Semicircoli ; punta-
ti, <*7* non puntati ; interi,& tagliati nonfolo yna yolta,ma anco due; ne i quali fi yeggono tanti Punti,tan
te Paufe, tanti Colon, tanti Cifere, tanti Segni, tanti Numeri cotra numeri, et tante altre cofe frane; che paio-
no alle yolte Libri di vn o intricato mercatante. Ne altro fi legge in cotedt loro libri,che poffa codur l'huomo
alla intelligenza di alcuna cofa,che cafchifotto'lgiudttio delfenfo dell'V dito;come fono le Voci,o li Suoni,da i
quali nafcono le H armonie, et le Melodie, che le cofe nominate. Effe, bene yiue ancora honoreuolmete il nome
di alcuni Mufect appreffo di noi;nofe hanno però acqmjìato riputatone alcuna con tali chimere: ma con le btto
uè harmonie,& harmoniofe concenti, i quali fi odeno nelle loro copofetwni. Et quatunquemefcolaffero in quel-
li tali intrichi ,fe sforzarono anco, fé non con la fpeculatione, almeno aiutati dal lorogiudttio,dt ridurre le loro
Harmonie a quella yltima perfezione, che dare lepoteuano; ancora che da molti altre fuffe male intefa , &
malamente! 'fata; dilche ne fanno fede molti errori commefi da i Franici compofetori nelle loro compofetto-
tii . Quanto poi alle Ragioni , cioè in quanto alla Speculattua;pochi fi yedeno efler (lati quelli , che habbiano
tenuto la buona flrada : conciofeache,oltra quello, che fcriffe Boetto in lingua latina di tal faenza, che fi troua
anco effere imperfetto; non fi troua alcuno ( laffando il dotto Fr anchina, & il Fabro dapulenfe da vn canto,
i quali fono datijipuò dire, commentatori di Boetto ) che habbia procedevo più altra speculando intorno le
cofe appartintnti alla Mufeca,ritrouado le yere Proporttoni de gli wterualli Mufecali; da Lodouico Fogliano
Modenefe in fuori; tlquale hauendo forfè confederato quello,che Tolomeo lafìò fermo del Diatonico fintano, fi
affatico nelfcrtuere yn yolume latina in tal f acuità ; per mojìrare con ogni yerità le yere Proportioni deìlt no
minati tnterualli . il reflo poi delli Mufect Theonci, dando a quello, che fcriffe Boetio intorno afimtlt materie,
no yolferofa non poterò p affare più oltra:mafe diedero afcrtuere le cofe moferateje quali chiamarono del gene
re Quantit attuo, che fono contenute nel Modo, nel Tempo, & nella Prolatione ;fe come nel Recaneto di mu-
ta, nel Thofcanello , nelle Scintille, £?* in mille altri libri fintili fe 'può yedere . Et di più fi trottano anco fe-
pra tali materie "Varie opinioni , & dijputationi longhfime , da non venire mai alfine . Sii trottano ettandio
molti Trattatt,& molte apologie di alcuni Mufect, feruti contra alcuni altri, ne i quali {fe bene fi leggeffe-
ro mille fate ) dopo letti, riletti, & eff aminati, nanfe ritroua altro , che infinite villanie , & maledtcentie ,
& poco di buono ; di maniera che è yn {lupare, Ma veramente codoro fono anco efcufabth : percioche fe co-
me al tempo di Socrate, & di Platone erano li Soffi, co fi anco fi trouauano cofloro a quei tempi, i quali era
no (limati tanto, quanto erano li Soffi nella età loro . Et tanto fe effercitaua allora queflogenere Quantita-
tiuo, che fe può veramente chiamare vfrte foffewa nella Mufeca , & tali Mvfeci Soffi ; quanta li Soffmi
attempi
3
200
T
erza
a, i tempi delti nominati Filofofì . La onde douemo di continouo lodare,® r'tngr aitare Dio,che a poco a poco
( non so in che maniera ) tal cojafafpenta ; ®> che ne habbia fatto -venire ad una età,nella quale nona at~
tende ad altroché alla, moltiplicatione delh buoni concenti,®' delle buone Melodie .
Delle Chorde communi,& delle Particolari delle cantilene
Diatoniche, Chromatiche, & Enharma-
niche . Cap. y a.
AVE NDO io fin hora ragionato intorno quelle cofe,che appartengono alla compofi-
tione ddle cantilene delgenere DtatomcoJ ragioneuole ( per non lajjare in dietro alcuna,
co fa degna di confiderattone ) ch'io ragioni vn poco intorno gli altri generi , che fono il
Chromatico,® lo Enharmomco; maflimamente perche hovgidi alcuni Prattici molto
fi affaticano,®* pongono ogni lor cura per yolerlt porre in yfa . Ma inanti ch'io yema a
ragionar cofa alcu)ta,parmi che farà ben fatto Ridurre le Chorde di ciafcuno di quefli tre generi a i hwhi lo-
ro per ordine tra le yfate linee,® fpat'ij, fecondo il modo,che tengono cosloro; ® moflrare tutte quelle , che
fono Communi,et ferueno a ciafcun genere, & anco le Particolari;acaoche più facilmente fi habbia da inten-
dere quello,che Dattero da dire . Onde fi de fapere,che ritrouandof nel Stilema mafimo di ciafcun genererà
Proslabanomenos a Netehyperboleon,Diaotto chorde, diuìfe,® ordinate in cinque Tetrachordi; come etia-
dio moftra Boetio-.alcune fi chiamano Naturalt,et Effettuali del genere,®* alcune ^Accidetalu Le Naturali
fono quelle,che fono contenute tra i quattro Tetrachordi,hypaton,mefe,diezeugmenon, ® hyperboleon,®*
le ^Accidentali quelle, che fono contenute nelTetrachordofynemennon . Et quefleft nominano ^Accidentali :
percioche fono collocate tra le prime per accidente; come fi può comprendere : effendo che poche di loro fi tro-
iano,che hahbiano corrijftondenza con alcuna altra chorda ,pofla tra Proslabanomenos, ® Mefe per una
Diapafon, come hanno quelle degli altri Tetrachordi,diezeugmenon,® hyperboleon;anzi molte di loro non
fono differenti da alcune chorde di quefli due Tetrachordi,fe non nel nome . Di maniera che le chorde natu-
rali,® effettuali di ciafcun genere -vengono ad efere Quindeci,® Tre fi trouano effere le accidentali : con-
ctofa che la chorda Mefe è tifine del Tetrachordo mefon,et il principio del Synemenon; come in più luoghi fi
può yedere . Et benché tali chorde fianojlate denominate fecondo l'ordine mofìrato nel Cap. z %.della Secad*
parte ; di maniera, che in quanto alla loro denominatone, non fi ritroua alcuna differenza dalla Parhypate ,
® dalla Lychanos delDiatomco,da quelle del Chromatico,® deU'Enharmomco; tuttauia quando ciafcun*
di loro è collocata in yno ifìrumentofono differenti in quanto alla pi fittone, mero in quanto alfto : conciofta
che l'rnafiapiù yerfo tlgraue,o yerfo l'acuto dell'altra ; come fi può yedere nella Parhypate enharmomca,
laquale è più grane della Parhypate degli altri due generi ; ® fmilmente nella Lychanos diatonica , che è
più acuta della Lychanos chromatica,® della enharmonica ; come nel Cap. 3 8. della Seconda parte fi può
comprendere . Onde accwche mamfefìamente appari, quali pano le chorde Propie , ® Naturali ; ® quali
le ^Accidentali ,®le Communi di qualunque de 1 tre nominati generi ; porrò tre ordini di chorde : il primo
delli quali conteneràfnlamente quelle , che ferueno al Diatonico, fenza porli alcun altra chorda, che fa ( dirò
cofiffirefìiera;® le ridurrò nell'ordine commune yfato da i Prattici. il fecondo cotenerà quelle, che ferueno
al Chromatico;anchora che ne ntrou<tremo molte tra loro,che faranno communi a ciafcun genere : ma non
faranno pero particolari diatoniche, ouero particolari enharmoniche ; Etmquefto ordine potremo cono/cere
le particolari chromatiche dalle particolari degli altri due generiipercioche far ano tutte fegnate col %, ®*
le communi far anno fenxa. Et fé bene le chorde b , ® \j fanno in quefìo genere il Tetrachordo Syne^
mennon, non far anno però particolari, ma communi a ciafcuno genere : perche tal Tetrachordo fi congiunge
olii quattro primi per acadente, come ho detto . il terzo ordine poi confetterà quelle chorde , che ferueno al-
lEnharmonico, nel quale ntroitaremo le chorde particolari di que fio genere, che faranno fignati con queflo
Jcvno X , a deferenza di quelle, che fono particolari, ® anco communi de vii altri due generi , come fi può
yedere ne 1 folto pofli ordini . Onde le chorde particolari di quefli generi faranno tattile : Primieramente
la Terza chorda di ogni Tetrachordo del primo ordine, procedendo dalgraue all'acuto farà particolare dia-
tonica : Dipoi li Terza d'ogni Tetrachordo pojìo nel fecondo ordine Jegnata con queflo fegno % farà partico-
lare
Parte .
28
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Tetr.hypaton. Tetr.Mefon. Tetr.diexeug. Tetra.hyperboleo. Tetra. Synemenon .
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OJiDINE DIATONICO.
Tetra.hypaton. Tetra.MeJon. Tetra.diexeng. Tetra.hyper. Tetra.Synemeno.
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'ORDINE CHROM^fTICO.
Tetra.hypaton. Tetra.Mefon. Tetra.diezeug. Tetrahyperb. Tetra.Syuemenon,
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... .. _*.<&
ORDINE EN [INARMONICO.
lare chromatica-.Ma ogni Seconda chorda di ogniTetrachordo del Terzo ordine fegnata con falcifera X
farà particolare Enharmonica; L'altre poijche non faranno fegnate con alcuni di quefli caratteri faranno co-
muni a ciafcuno delli nominati Genen.Etfe bene tali ordini fono rifretti in poche chorde, tuttauìa fi potranno
far mag non fecondo che tornava commodori come fin hora nelle cofe della Prattica è (lato fatto dalli Com-
pofitorucome fi può yedere nelle loro cantilene . Ne alcuno de prender marauiglia , ch'io habbia polio in yfo
cotalfegno X , forfè non più vftto per auanti :percìoche non ho ritrouato fegno più commodo , che fa fla-
to poflo in yfo da alcuno , col mexo del quale potefii moflrare la chorda Enharmonica, & lo 1 nteruallo, fuo-
ri chequeflo. Ma fé è lecito olii Filofofi ( come yuole lAriflotele ne 1 Predicamene ) di fingere , 0 di com-
porre nuoui Nomi,per manifedare 1 loro concetti;perche non è anco lecito al MuficoAi rttrouare nuouiferm,
per manifejlar quelle cofe,che fanno alpropofito delle harmomtftanta pm,che ( come è noto ad ognijìudiojo )
la Mufica è parte della Ftlofofia .
Se li Due vltimi Generi fi pofTono vfare femplici nelle lor chorde
naturali.fenza adoperare le chorde particolari delli
Generi moftrati. Cap. 75.
O credo fin hora hauer ragionato tanto intorno al genere Diatonico, che ciafcuno può com-
prenderete tal Genere fi pofja -vfare perfettamente nelle fue chorde naturali, ouer amente
non;Però effendo talcofa mamfefla,miparfuora di propofito fopra di ciò farne più paro-
la . P 'affando adunque più oltra , cederemo fe'l fi potrà fare l'tfìeffo negli altri due Ge-
_ neri , fenxa adoperare le chorde particolari di yn'altro , ^ fenxa la perdita di molte
confinante , che fanno alla generatone delle perfette harmonie . llche potremmo conofcere facilmente da
queflo-.Concwfiache fé noi pgliaremo per Soggetto della copofitione ilTenore poflo qui difotto,che è del Pri-
mo modo,cotenuto tra le chorde naturali del genere Diatonìco,no è dubbio alcuno , che fé lo -vorremo accom-
modare ad "vna cantilena di Quattro , & di più -voci , noi potremmo procedere dal principio al fine
per le chorde naturali di quefìo genere per ogni yerfo , fenxa toccare alcuna chorda particolare de
gli altri Generi ; come ciafcuno potrà yedere . Ma fé lo yorremo ridurre nelle chorde Chromatìche,
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i fìi a ni mam me am Do mi ne ne pe ri ret.
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252
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che peranno le contenute nel fatto poflo Tenore; ognuno, che hautrà giuditio potrà cono/cere , ciò
tffere imponibile: Conciofiache quando non fi -vorremo punire dalle f uè chorde effettuali , contenute nel
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^afczziz: ;~iOS: — — ~ — ~7z^==r|t3pt
E ru i ili d ni mam me am Do mi ne nepe ri ret.
Secondo ordine moflrato,& aflenerfi di por mano alle chorde particolari degli altri genen;ritrouaremo,che
molte chorde di quefto Tenore, non potranno hauere quelli accompagnamenti perfetti , che ricerca o<rni per-
fetta compofitione . La ondefen^a alcun dubbio potremo comprendere, che in talgenere non fi potrà compor
re perfettamente alcuna cantilenaci come alcuni fi hanno fognato-.oltra che ritrouaremo etiandio alcune mo
dulationi molto tirane, li cui interualìi faranno molto lontani dalle forme , che fono contenute nel Numero fa-
tioro.Ma lafaamo quedo: percioche credo chefia mamfeilo a tutu quelli,che hanno intelligenza dell'arte,
etpafiamo alÌEnharmomco,che noi Tederemo quanto poco fapienti fiano flati quelli, che hanno detto ,che fi
può comporre in quefìo genere qualfi yoglia cantilena, non fi partendo dalle fue chorde propie , (J7* naturali,
(en%a hauere aiuto alcuno dalle chorde particolari degli altri generi : percioche riducendo il moftrato Tenore
nelle chorde Enharmoniche in quefla maniera; fé non fi Dorrà paffare fuori delle chorde moflrate nelTerxs
*rtì£ x:3r±z±: x :^:^:-^z===§:^r: x 3£±r;x ifcS
a ni mar» meam Do mi
ret.
E rtt i ili a ni mammeam do mi ne ne pe
ordine;ritrouaremomoltefgure,che non fi potranno accompagnare in modo, che dipoi accompagnate fi odi
ìharmoma perfetta,come ricercano le buone ,J 'onore , & pe>fette compofittoni ; ÌArrx.i ritrouaremo molte
chorde, che non potranno hauere quelle confinante ,che fi defiderano : Et fi pur l'haueranno in alcuni luoghi,
far ■ànecefj arto, che le parti cantino in tal maniera, che rendtno ingrato, &injoauefuono alle orecchie de gli
afcoltanti ; come la ejferienza fempre ce lo farà -vedere . Potemo adunque concludere , che è imponibile di
potere yfare fempheemente ;& da per fé queili due generi vltimi,di maniera jche vifia l'harmonia perfetta,
fenxa l'yfo delle chorde particolari di alcun' altro genere.
Che la Mufica fi può vfare in due maniere,& che le cantilene,che
compongono alcuni dei moderni,non fono di alcuno delli
nominati Generi . Cap. 74.
? <>fN DOSI la Mufica in due maniere, cioè nel modo che la vfauanogli ^Antichi, co-
me ho mojlrato nella Seconda parte,& di nuouofon per dtmoilrare; & nel modo che la
yfano i Moderane da notare, che quando alcuno la yoleffe yfare nelprimo modo, non fa-
rebbe imponibile, chepotefje offeruare tutto quello, che offeruaronogli ^Antichi nelle lor
melodie : Ma quando la yoleffe yfare fecondo il modo de i Moderni, con la moltiplicato-
ne dt molte parti, &fare che in efjafi vdiffe l'harmonia perfetta ; quantunque volta pigltaffe quefla impre-
fa,& yoleffe porre in yfo li due moflrait Generi, fi affaticarebbe in y ano, come fi può comprendere da quel-
lo,chefi è detto nel Capitolo precedente ; mafìimamente non fi volendo partire dalli precetti dati dalli anti-
chi Prattici,& da me mofìrati di [opra, nel comporre le cantilene . Et fé bene alcuni hanno opinione di com-
porre a i noflri giorni le antiche harmome chromatiche,& le Enharmomche;non è però cofi , percioche at-
ramente paffano i termini, & non yfano quelle cofe,che cuncorreno alla compofitioue loro,chefono l'Harmo
nia,il Numero,et le Parole pofle mfieme.Ne follmente fi ferueno delle chorde propie dt quel genere, del qua-
le dicono, che è la compofitione;ma etiandio di quelle, che fono propie, & ferueno particolarmente agli altri
generi,& dt alcune altre, che fono al tutto forefltere ,<& vfaiw anco molti intervalli diatonici, et modulationi
tanto frane, qiuito fi polla direnarne fono interuallt di Tntoni,Semidiapentt,et altri fimtli,t quali dagli an-
tichi erano molti fchiuati:percioche non follmente ojfendeno ilfentimetoima anche cotradwono alla ragione;
come
Parte. 285
come nelle loro compofitionifi può infiememente udire , & vedere ; Lequali,per non contenere alcuna delle
già dette cofe ,non fi poffono chiamare compofle in alcuno di quefli due generiche vftuano già li Mufici an-
tichi ; ma in genere ritrattato ,& fatto ad vn modo loro,multo conforme a i loro capricci .
Che'l Diatonico può procedere nelle fue modulationi per gli inter-
nalli di Terza maggiore,o di minore; & che ciò non faccia
variatione alcuna di genere. Cap. j ^.
T quantunque fi accorgino di non hauere alcuna ragione firma , per laquale pofiino mo-
ftrare,che le loro compofitionifianopure Chrom anche, ouero Enharmoniche ; tuttauia fi
sforzano di prouare ,che fia cofi infìtto , col dire,che'l Diatonico procede per due Tuoni,
& -vn Semituono per oginfuo Tetrachordo ; il Chromatico per due Semituoni ,&vno
__ Tnhemituono,che è la Terza minore ; & l'Enharmonico per due Diefu, & vno Dito-
no,che è la. Terza mag- giore : & che no potendo il Diatonico procedere per il Ditono,ne meno per il Semidi-
tono; fegue,che quando fi vfano tali interuaRi , la cantilena venght a Tartare il Genere . Queflo loro argtt-
mento veramente concluderebbe, quando quello ,che dicono, fuffe vero: ma fecondo il miogiuditto parmi , che
$ incannino : conciofiache ritrouandofi nel Diatonico tutù quefli interualli ,fi come nella Seconda parte in
più luoghi hauemo veduto ; non è inconueniente ,che fi pojìino vfare alle volte in tal genere ,fenza effere tra-
me%ati;ne per queflo la cantilena viene ad effere Chromatica, ne Enharmomca , come fi penfano : Effendo
che quando fi vfano in cotal maniera, non fi vfano come Elementi , o Semplici parti di tal genere , ma come
■Mtfli , 0 parti compofle de i primi interualli , che fono cotah Elementi . Et che queflo fa vero ,fi può com-
prendere da quello , che dice Boetio nel Cap. i 5. del Primo libro della Mufica , tlquale parlando in queflo
propofito dice; che anco fi può chiamare Trihemituono ilTuono, & ti Semituono nel genere Diatonico ;\ma
■non è Incumpoflo :percwchefifà di due interualli . Di modo che fi può vedere ( comeetiandto ho moflrato
nella Seconda parte ) che Boetio piglia tlTrthemituono tncompofto per Elemento del genere Chromatko,&
nel Diatonico lo piglia per vn Miflo, 0 Compoflo di due elementi ,che fono il Tuono, & lo Semituono : llche
fi può anco dire del Ditono nel diatomco,che è Compofto,&> nofempltce; & nell'Enharmomco è Incompoflo,
cioè Elemento di tal genere . Ma anco meglio fi comprende da queflo, che quando parla di cotali Interualli,
fempre dice,Chefi chiamano; ne mai.dice,chefiano Incompojli : percwche molto benjapea,che li due vlttmi
generi pigliauano 1 loro Interualli ( come fi dice ) ad impreflido dal Diatonico ;ft come in molti luoghi nella
Seconda parte fi è potuto vedere . N e può effere inconuemente , che dalli Semplici fi foffa paffare allt Com-
porli : percwche cofi porta l'ordine delle cofe : Ma ben farebbe imponibile, quando dalli Semplici , oueru Ele-
menti fi voleffe paffare ad altre cofe pwfempltci nell'tjleffo genere ; come per effempio vedemo nelle Lettere,
delle quali fi compongono tutte le Parole; che volendo paffare a cofe più fempltct di quello, che fono loro , non
-èpoftbile -.percioche nel loro genere non fi troua alcuna cofa ptufemphce . Ne veramente è imponibile , che
rima cofa Compofla in vn genere fa Semplice , ouero Elementale in vn altro : conciofia che in vn genere fi
poflfa confiderare ad vn modo , & in vn altro ad vii altra maniera . La onde non è errore , che'l Trihemi-
tmnojér lo Ditono,chefi trottano nel Diatonico copofli,fiponghino negli altri due generi per Elementi . Et
fé bene quefli due interualli non fi trouano nelgenere Diatonico incompofti in atto, fono tuttauia in potenza :
-effendo chefìpoffvno ridurre a tal modo facilmente ; altramente tal potenza farebbe vana . Et ciò non debbe
parer flrano-.perche fi come l'Huomo è animai rifibile, & nodimeno fempre non ride in atto ; cofi nel genere
Diatonico non fempre fi procede per Tuono, Tuono, & Semituono per ogni fuo Tetrachordo . Onde dico,
th e / paffare da vn genere all' altro, non fi può intendere, quando fi vfa li Compofli,i quali ferueno per Elemen
ti di vn altro genere: ma quando fi vfano li Semplici interualli , che fono prop'q ,& fi adoperano partico-
larmentein quel genere, che non fi poffono ritrouare ne fempltct, ne compojh in vn altro. Però non varrà
la con fequenza, che fanno cofloro dicendo ; In quefla cantilena fi troua l'mteruallo del Ditono , & quello del
Semidìtono,poflifenzdalcunmezo;adunqueèchromatìca,ouero Enharmomca , Ala fi bene varrà a dire,
Quefle cantilene procede per il Semituono minore ;adunque è Chromatica:et quefla procede per Diefis; adun-
: .... Ni quei
284 Terza
que è Enarmonica ; fi come vale a dire, Queflo è animale rationale ,&< mortale ; onero , Queflo è
nfibde ; adunque è Huomo ; effendo che la differenza è quella 'f'cofhtmfce la Specie : fi come quefle
vltime differenze del Semituono , & del Diefts , che fono proprie di quegli due generi . La onde è
da fapere , che gli interualh , che fi trouano ne i Tetrachordi diatonici , fi pojjono confiderare in due
modi ; cioè Semplici ,come fono li poco fa nominati;^ Compofli, come fono quelli di Terza maggiore , & di
minore : il perche confiderai con alcun fuono mezano, fi potranno chiamare infume con li Crea Siflemati,
quafi comple/ìioni ,ouero ordinate compofitioni ; & confderatt fenza mezo alcuno ,fi potranno dire Dia-
demati , cioè lpaCÌj,ouero.interualli . Sarebbe veramente gran pazzia a credere, che noi hora , & manti a
noi gli antichi guatiti chefuffero in vfo gli altri due generi , non potefiino v fare fé non Tua fòrte di internai-
li minori , che fono quelli, che fono contenuti neìli Siflemati ; & non poffono effere Siflemati ; & non quel-
li , che fono maggiori , & poffono anco effer Siflemati : perciochefe non vi fuffe {lato , & non vi fuffe tal
libertà ; non so vedere , in qual mamerapoteffero riufcir bene le H armonie ; attefò che farebbe fiato ,& fa-
rebbe anco dibifigno , che qualunque volta fiincominciaffe a cantare, incominciando nelgrauefaliffemo nel-
l'acuto per gli interualìi minori folamente ; & tanto faltre , che fi fìmffe poi nell'acuto;^* non ritornar
mai nel gr aue Ripigliando alcuna delle prime voci ;&cofi per il contrario. Ma dicami di grafia coflo-
ro ; qual dolcezza, 0 qual fatuità di harmonia potrebbe effer quesla ì P armi, che intendendola a queflo mo-
do,che tanto fa a dire , quanto che incominciando noi a parlare da qual lettera fi voleffe dell' alfabeto >
fuffe dibifògno difeguitar per ordine tutte le lettere , come fono pofle fino al fine , & non laffarne alcuna :
ma in qual maniera fi potrebbe esprimere 1 concetti ? Dirà forfè alcuno , che li ripigliamene di voci fono le-
citi,quando fi ripiglia la voce per vna Ottaua,o per vna Quinta,o per vna Quarta . Se ciò era lecito, adun-
que erano leciti li DiaJlemati,ouero Interualli maggiori; Et fi era lecito vfare non folamente quefli nelli
ripigltamenti : ma anco li Tritoni ( come cofìoro vfano ) liquali fono interualli diffonanti, non so vedere, per
qual cagione non erano leciti anco in ogni parte della cantilena tanto quefli , quanto etiandio li minori di que-
Ìli,che fino quelli del Ditono,& quelli del Semiditono; poi che hanno le loro forme contenute trai Numeri
(ònori;&fònoconfinanti: La onde non vi effendo altre ragioni, potemo dire, che effendo leciti nelgenere
Diatonico li Diaflemati maggiori , erano anco lecitigli altri mofìrati ; & per queflo non impediuano , che
tal genere non fuffe Diatonico ; & non folamente Diatonico : ma Semplice anco , fenza alcuna miflione
di alcuno altro genere ; ilche non aueniua negli altri due : Percioche qualunque volta procedeuano per il Tuo
no maggiore, ventuano a riceuere vninteruallo,che è propiodel Diatonico ; & per tal marnerà tai generi fi
poteuano chiamar Mifli . Et quello,che ho detto di vn Genere intendo anco degli altri intorno al procedere
per li Diaflemati, ouero Interualli maggiori : Percioche quando nelle cantilene Diatoniche fi vdiffe vna mo
dulatione del Semituono minore , ouero delDiefis , quella modulatione fi potrebbe chiamare misla ; ilche fi
potrebbe anche dire delle Chromatiche . Ma douemo auertire ,che quantunque la modulatione diatonica
fia propiamente di modulare dalgraue all'acuto per vn Semituono&per due Tuoni per ogni Tetrachordo ;
&laChromatica per vn Semituono maggiore, per vn minore j,&* pervnTnhemttuono;&laEnhar-
monicaper due Diefis , & per vn Ditono; &» cefi per il contrario,procedendo dall'acuto al grane; Nondi'-
meno cantandofi li Diaflemati maggiori , molti di quefli vengono ad effer communi: onde refla folamen-
te di propio al genere Diatonico la modulatione del Tuono maggiore; al Chromattco quella del Semituono
minore ;& all' Enharmonico quella delDiefis; come facendone la esperienza ciafeuno potrà conofeere.
Concludendo adunque diremo , che fé la confequenza hora vale adire , In quefla cantilena fi canta laTer-
za ma« nove fenza alcun mezo , adunque è Enharmonica ; ouero fi canta la minore , adunque è Chromati-
ca ; Tal confequenza valeua etiandio,auantt,che fufjero ritrouati tali generi,quandofèmplicementefi vfaua
il Diatonico ,&non erano altramente in vfo ilsemituonochromattco, ne anco ilDiefis :poi che ( come fi
può veramente tener per certo, per le ragioni addutte di fòpra )gli antichi modulduano tali interualli fèn-
za alcun me zana fuono . Laqual cofa, quanto fia fuori di ragione^ laffarò confiderai a ciafeuno , che hab-
bta ogni poco digiuditw nelle cofi della Mufica.
Chedout
Parte ,
8r
Che doue non fi ode nelle compofitioni alcuna varietà di Har-
monia,iui non può effere varietà alcuna di
Cenere, Cap. 76.
■jtV EMO yeduto di [opra, che la matafione del Genere non con fife nel porre la Ter-
za maggiore, o la minore tramenate, o non tramenate da alcuno altro fuono ; ma nel ■
la modulatane de gli interualltpropij de iGeneri;refla Inora a dire , che lajnutatione di
yn genere nell'altro,fimilmente confijle nella matafione delle Harmonie;fi come la ma-
tafione di yn Modo nell'altro, confijìe nella matafione delle modulationi di ynafbecie di
1
k^fi^jj
1
Sislema nell'altra , & nella matafione delle Cadenze: Percioche s'io ydirò quella tjìejja Harmoma in yna
cantilena, le cai parti procedino per yn Siflema di Ditono, ouero di Semiditono; ch'io odo in yna, le cui par-
ti proceduto per il loro Diafltma; & che in quella maniera mi muouerà fydtto l'yna, che mi muoue [altra;
io non fo y edere, che differenza grande poffa effere tra quefle due cantilene. Pero dico, che non puh ejfère al-
cuna differenza di Genere in quelle compofitioni, che non fi ode differenza alcuna di harmonia;fi come non
può effer differenza alcuna di Modo , oue non è differenza di modulatione , & di cadenze ; Et fòo-nungo ,
che allora fi potrà dire effer differenza, & yarietà di genere in quelle, quando fi ydirà yarietà di harmonia,
che fia numerofa, con parole conuenienti accommodate in effa . Non dico però, che la yarietà fa nelle har-
monie di yn Modo ad yn altro ;fi come del Modo primo ,al terzo Modo : percioche quefla yarietà fenza
dubbio fi troua nelle cantilene Diatoniche ; ma dico yarietà di harmoma, che in tutto, & per tuttofa diffe-
rente daìl'harmonia, che nafce dalle compofitioni Diatoniche; & che yfata nel modo, chefaceuanogh ^An-
tichi accompagnata col Numero, per yn altra maniera infolka muouino ti/dito , di quello che fanno le com-
muni harmome , chef odeno di continouo ; & faccia ydire diuerfità de Modi ; la qua! diuerfità ,fefi ode, o j- x~
tion, laffarò di dire ; & laffarò giudicar e a quelli, che fono periti nell'arte, & nella Scienza della Mufica.
Dell'vtile che apportano li predetti due Generi, & in qual maniera fi
pofsinov fare, che facino buoni effetti . Cap. yy.
' I O difii difopra , che li due yltimigeneri nonfipoffono tifar femplici , fenza la miilio-
ne del venere Diatonico ; pormi ciò nonhauer detto fuori di ragione : Imperoche non ho
ritrouato alcuno Scrittore ne Greco , ne Latino , che dica, yeramente , chef yfafitno , o
fpofìno ufare feparatamente , &> femplici , dal Diatonico infuori , come ho moftrato .
Et per confrmattone di queflo, Boetio, nel Cap. 4. del Iib. q.della Mufica, pone la diuifo-
ne del modo Lidio nel genere Diatonicofemplice , ancora che non moflri la dtuifone de gli altri Modi : &
nel principio dtl Cap. 5 .to chiama non folamente Più femplice-.ma ancoPrincipe de tuffigli altri:Nella
qualdiutfwne (per confrmareetiandw con uno ef empio quello, che ho detto di [òpra) pone quattro uolte
iinteruallo della Terza minore, fenza porre dimezo alcuna chorda. Nel Cap. 3 . poi pone le Cifere del detto
Modo di tutti tre i Generi riduttt in yno ; riferuandof di por quelle degli altri Modi in yn altro tempo ,&^
luogo più commodo ; tuttauia non ho trouato effempio alcuno degli altri Generi femplici : Percioche fé bene
Tolomeo nel Cap. i^.del Secondo libro della Mufica, pone gli effempi delli Modi negli altri Generi, nondi-
meno non li pone fenza miflione ; come ogn'yno potrà yedere. Queslo ho y aiuto dire ; percioche altro è il
porre gli mterualli di yn venere in yno ordine de Suoni ; & altro è a dire, chefipofino Tifare femplicemen-
te nel loro Genere, che facino buono effetto: conciofa che fi ritrouano molte cofe , che fono femplici nel loro
tffere, le quali da fé fino poco buone ; ma accompagnate con altre cofe , & yfate con i debiti mezi fono buo-
ne, & fanno mirabile effetto ; Si come yedemo della Farina,tra le altre cofe;che da fé , non fi yeramente
imaginarmi, quanto poffa effer al mangiare diletteuole, & buona ; ma accompagnata con altre cofe, & po-
fìa in yfo con li debiti mezi, hauemo dPane,& altre compofitioni, che apportano gran commodo al genere
bununo , La onde fi può dire il medefimo di quejlt due Generi yltimi,i quali da fé non poffono effere [uffi-
cienti
286 Terza
aenti a dar diletto aU'ydìto : ma Accompagnati al Diatonico fine di grande ytìfità , & di molto ammodo,
■vfandoli, & accompagnandoli l'-i'iw con L'altro, con quelli modi , die fi ricerca nella compcftlone ; Et que-
llo, da quello ch'io fon per dire , fi potrà comprendere . Primieramente da loro poterne hauere queflo utile ,
cht col mezo delle lor chorde accommodate tra le chorde diatoniche , poterne p,ìff:re all'yfo delle harmonie
perfette ; accomm odati doji di loro per Hacqinfio drmolte confimanxe imperfette mao-o-ion, e minori ; le qua'
li in molti luoghi nonfipoffono hauere nell'ordine delle chorde diatoniche ; come è manififìo a aafeuno , che
fta effercitato nell'^Atte del comporre ; le quali -vengono alle -volte al propofto, per fare l'harmoma, che cor-
rigendi allegra , o mefla alla natura delle parole . Poterne dipoi col mezo delle chorde di quelli ceneri fare le
Traffortatiom dell'i Modi yerfo l'acuto , oueramente -verfe il grane ; le quali Trafportatiom [aio molto ne-
cejjane agli Organifli, cheferueno alle Capelle : conciofia che fa dibifogtw, che alle -volte trajf urtino il Mo-
do, hora dall'acuto nelgraue, & tallora dal grane nell'acuto ; fecondo che la natura delle Voci, che fi trotta-
no m'.quelle, lo ricerca ; chefenza il loro aiuto farebbe imponibile di poterlo fare . Et quantunque tali chorde
fi -vfineff effe fate infunili occafiom ; tuttama non fi procede per effe fé non diatonicamente, fecondo li modi
moflrati difopra ; di maniera che nafee fummo piacere, & diletto a tutti quelli, che afcoltano . Per ilcontra
rio molto faftidifcono gli audienti, & molto gli offendeno il fienfo, quando fono -vfate fuori di propofto, fenza,
redola, & lenza alcuno órdine . Onde quando fi tocca ff effe -volte ima chorda in luogo di yn altra , nafee
quello, che dice Horatie in queflo propofto ; percioche allora
Citharoedm Ridetur, chorda quifemper oberrat eadem . Et non fi marauigli alcuno,
ch'io habbia detto, che fi y fino le chorde dellt generi, & fi proceda fecondo li modi mofrati difopra : Impe-
roche yfiamo yeramente le chorde di quefli generi , ma non il genere ; cioè yfiamo le Parti , ma non il Tut-
to : effendo che (come più oltra yederemó) l'yfo intero del genere .non puh far buono effetto ; ma fi bene l'ufo
delle Parti; cioè delie chorde fegnate con quefìifegm accidentali Uj . b. &%.& anche con quefto x.
yfandole nel modo, che difopra ho mofrato . Etje alle yolte ritrouaremo alcuna cantilena, libera altutto da
quefle cifre , potremo dire ( come è il yero~) che proceda per le chorde diatoniche follmente : ma quando ne
ritrouaremo alcuna, che habbia in fi firn ili caratteri b & ^; alloradiremo , che procede per le chorde
chromatiche, mefcolate con le Diatoniche . Et fi ne ritrouaremo alcuna , la quale haueffe alcuna chorda ,
che non fi ritroui connumerata tra le Diatoniche, ve tra le Chromcaiche ; la potremo nominare Enharmoni-
ca;pur che tal chorda fi poffafignare col figlio della chorda Enharmonica, che è queflo x ; & poffa diui-
dere il Semituono maggiore in due parti: Imperoche tal chorda yerrà adeffere ima di quelle,chefi ritrottano
nel terzo ordine moflrato difopra ; & potremmo dire , che tal cantilena proceda per le chorde di ciafeuno
delli tre nominati veneri . Ma fi debbe auertire, che tal mijlione fi può fare in più maniere , fecondo tlyolere
de t Compe fuori, o dellt Sonatori ; trafportando li Modi più, nel orane , otter nell'acuto fuori delle lor chorde
naturali ; contenuti nelle chorde delgenere Diatonico ; & la compoftione ( come dicono )fi canta per Mu-
fica finta . La Prima delle quali è (laffando da parte quelli, che non fino cof in ifd) quando le cantilene pro-
cedette per le chorde fegnate col b tondo dal loro principio ; trafportate yerfo il grane per un Tuono ;fi co-
me è il Motetto Verbum imquum , & dolofum di Morale Spagnola a cinque yoci , & il bellifimo , & ar-
teficiofo motetto lAfpice Domine di ^Adriano afei yoci . La Seconda maniera è quella , nella quale fi pro-
cede perle chorde fegnate dal principio della cantilena colfegno ^ ; &• fi trafporta il Modo per tu Tuono
yerfo l'acuto . Et nell'ima , & l'altra forte di quefle cantilene alle yolte fi tocca le chorde enharmoniche ,
per potere hauer le confinante imperfette maggiori , & le minori fecondo il propofto ; a benché fi tocchi-
no di raro : di modo che per tal maniera yemmo ad yfare li due veneri detti ; che fanno mirabilifimi effetti.
Non dico via ( come anco ho detto ) che yfiamo tutto il genere : ma fi bene alcuna parte del genere , cioè al-
cune chorde ; accommodandole al genere Diatonico, & procedendo, fecondo la natura di queflo genere, per
Tuoni, <& Semituoni maggiori ; come a ciaf cune è mamfejìo .
Per
Parte.
287
Per qual cagione le Compofìtioni , che compongono alcuni
Moderni per Chromatiche, facciano trifti effetti .
Capitolo 7 8 . •
iARMI (per quello che fi è detto ) che a fufficienxa habbiamo rifpofìo a quelli , che
yogliono,che noi allorayfiamoil Chromatico ,& l'Enharmonico nelle compofìtioni ,
quando yfamo le chorde de igia detti generì:Ma yeramente altro è yfare ilGenere,&
altro lo accommodarfi di alcune chorde di talgenere; ouero accommodarfi anco di alcu-
ni fuoi interualli ;fi come etiandio altro è l'yfo del Tutto , & altro quello delle Parti .
Onde l'yfo delle chorde, & anche diyno Internatio, che fia finora fi puh concedere : percioche fi buono effet
to ; & tale è l'yfo delle Parti : ma quello del Tutto , cioè di tutte le chorde di yno genere , & di tutti li fuoi
interualli non è lecitoxonciofia che fa trijlo effetto. Per la qualcofa l'yfo del Genere, è yfare tutte lefue chor
de, & quelli interualli tutti, che fino confiderati dal Mtifico in talgenere, &non alcun altro ; & queflo di
co nelle modulazioni, che fanno le parti della cantilena : Ma l'yfo delle chorde, non è altro, che lo accommo-
darfi di effe nelle modulationi delle cantilene diatòniche ; procedendo per quelli interualli, chef ritrouano,&
anco fi potè fino intronare nel genere Diatonico ;fi come da molti fono fiate , & anco fono felicemente y fa-
te ; laffando da t» canto quelli, che fino propij di quelle chorde chromatiche, & enharmoniche,che noi yfià
mo ; cioè il Semituono minore, & li Diefis . Et perche fino alcuni, che dicono, chef l'yfo delle chorde chro
matiche (fé bene non fi yfa ilgenere )fa nelle cantilene effetti mirabili ; che quando fi ydiffe il genere puro,
fi moltiplicarebbe la Melodia ;però dico, che quantunque a queflt baflarebbe la rìfpofta data difipra , cioè
che il genere femplke Chromatico, & l'Enharmonico nonfipoffano yfare ;ft può anche dire ( poniamo che
fipoteffe yfare il Genere ) che non yalefempre la confequenza a dire;l'yfo delle Parti torna commodo, adun
que maggiormente l'yfo del Tutto ; conaofia chef troua in fatto, che non è yera ; come ciaf cunf ano digtu-
ditio può effer certo . Et queflo non folamentefi yerifca nella Mufca ; ma anche nelle altre *Arii ; fi come
y edemo nell'arte Scultoria ; che tutto quel Marmo, che piglia il Scultore per fare una Statua, non torna al
Juo propofto ; ma alcune parti : Effendo che prima lo ellegge , dipoi fi accommoda di quelle parti, che gli tor
nano più al propofto , leuandogli tlfuperfluo;& conduce l'opera alfine defderato . Non piglia adunque il
Scultore tutta quella pietra, chef haueapoflo manti : ma quella parte folam ente, ch'ei yede effer neceffaria
alfuo bifigno . Onde li Mufici etiandio conofiendo , che l'yfo delle chorde chromatiche li tornaua molto al
propofto ; &che l'yfo delli generi era molto incommodo, prefero quella parte, chefaceua per loro, a far più
bello, & più leggiadro il Diatonico ; & con tal me%o lo riduffero alla fua perfettione : concio fi a che in effo
(fecondo ipropofiti )fipoffonofare ydire ogni maniera di concento, fa dolce, ouero aff>ro,o come fi yogha ;
mafimamente quando le confinanze fono adoperate con propofto daalcuno Compoftore, che habbiagutdi-
tio . L'yfo adunque delle Parti è ytile, anzi f&rò neceffario , & non quello del Tutto : percioche con l'aiuto
di yna chorda chromatica paterno peruenire dll'yfò delle buone, &finore harmonie , &fchiuare nel gene-
re Diatonico alcune difiommode relationi di Tritoni, Semidiapenti,& di altri fimili interualli , che fanno le
farti cantando infume ; come altroue ho mofrato ;fen%a l'aiuto della quale , molte yolte fi potrebbe ydire
non folamente affai durezze ; ma anco alcune difcon%e modulationi . Et quantunque tutti quefli ìnconue-
nientifi potefferofchiuare , yfando fittamente le chorde diatoniche ; tutta uia ciò fi farebbe alquanto più dif-
fìcilmente ; mafimamente yolendo ( come porta tldouere ) cercare di yariar l'harmonìa ; La onde amene ,
che per tyfo di tal chorda li Modi fi fanno più dolci , & piùfiaui . Io yoglwcredere , che gli antichi non
chiama ffero il Diatonico più duro, <& più naturale degli altri due generi per altro ; fi non perche yidero,che
dalle chorde chromatiche gli era moltiplicata l'harmonia , &fifaceua più lafiiuo ; &■ flando nelle fuepro -
pie chorde, era alquanto più yirile, <&più hauea del feroce . Et credo etiandio , che'l chromatico pigliafje '/
nome di lafiiuo, di molle, & di effeminato, dallo effetto , chefaceuano lefue chorde potte tra quelle del Dia-
tonico ; & ciò mi fa credere Boetio ; quando dice, che yna chorda fila pofla da Timotheo nell'iflrttmeato an-
tico, ti quale era ordinato in yno ordine difuonì diuifi diatonicamente ,faceua yn tale effetto ; come anco fa-
ceua quella aggiunta da Terpandro ( come fi legge) nell'ifìeffo ifìrumento ; il perche fi può etiandio compren-
dere ,
288 Terza
der e , che non vfàffero il chromatico fimplice : & anco che non adoperaffirofe non tale chorda,per adorna-
mento delCenere di Atonico . Et perche io uedo, che' Ipaffare per kiliorde Enharmoniche polle ne t noflri
frumenti moderni, e cofi alquanto più diffìcile, & ruote il Sonatore alquanto più tfperto, di quello , che no
yuole, quando pana ìnfiem e per le chorde diatoniche, & per le chromatiche ; pero questo mi fa penfare ,che
gli iA litichi, h Attendo njpetto a cotal co] a , chtamaffero il genere Enharmonico diffìcile ; ancora che la diffi-
adtÀ erA pojìa in molte Altre cofe, come più oltrafin per dimostrare . Diremo Adunque ritornAndo aI nollro
bropofito, che l'yfo delle PArti è buono , & toni a molto commodo aI Compofitore ; & che fyfo del Tutto
( oltYA l'incommodità'jfa Ia cantilena fètida alcuna yaghezxa : perche nella fua compofitione entrano alcu-
ne cofe, le quali fen^A dubbio fino molto jjìroportionate, & fuori di ogni harmoniA, & non poffonofire aIch
buono concento . Et fé alcuno dirÀ, che tali cofe fpiaceno ; non perche fìano triile da fé ; mA perche l'vdito no
è affuejfatto adrdirle . Farmi, che coflui -voglia dire, che yn cibo trijh,& infipido Labbia da piacere, dopo
che lungamente fi hauerà y fiato ilguflo : mafia pur come fi yoo-lta, io non credo, che cofi come colui; il quale
liAurà Tifato ilfuogufto ad yn cibo trifto ( fé nonfufje al tutto fuori di fé ) dopo che ne haurà gufiate un'ala
tro, chefia buono, & perfetto ; non conofehi, & infume non confifit yer amente, tal cibo effer buono , dilet-
tatole, &fiatte ; & che quello, che mangiaua prima era tritio , ^fenzafioauitÀ alcuna : cofi non credo ,
che ciAfcuno il quAle haurà affueffatto dfuo Vdito a cotali cantilene ; dopo Fhauerne ydito ynA duttonicA, be
ordmatA, non confefit yer Amente, quellA effer buona , & le altre trifte . Et accioche non pari , che quello
ch'io ho detto, fia detto fenzA alcuna ragione , yoglio che inuefìtghiamo horA la cagione, perche quefle canti-
lene non pofimo effer buone . La onde e dafapere , chef come è imponibile , che quellA cofa , Ia qmle ha le
fue parti, che tra loro hanno un a certA comjpondente proportione, Ia quale da t Greci è chtamatA a-v^unfiit,
yer Amente non diletti il fin fi ; attefo chef dilett a grandemente delti Oggetti proportionati ; cofi è imponibi-
le, che quella, che ha le fue parti fuori di talproportwne,poffa dilettare . La onde dico, che hauendo ilgene-
re Diatonico in fé taleproportione, come fon per dichiArAre , non pnòfire che yer Amente non diletti , & che
ti fenfo di tAl cofi non ne pigli fimmo piacere . Per contrArio , effendo le Parti del chromatico , & quelle
dell 'Enh Armonico diffroportionate col Tutto, è impofitbtle,chep(fino dilettare. Però è dA notAre, ch'io c\ììa-
mo ilTutto in queslo luogo, tutto il corpo della cantilena ; cioè tutte le parti infieme ; &* la Parte nomino
■veramente la modulatane di yna delle fue parti . Similmente chiamo Tutto ynA confonAnxA , e£" Ia P Ar-
te ciAfcuno interiiAllo contenuto nelSiflema di tal confinatila . fiora intefo qutslo dico , che è imponibile,
ihe'l Diatonico non diletti , hauendo le Parti proportione col Tutto : concwfia che non fi trotta nelle jtte pala-
ti alcuno interuallo cantabile , che nonfiafmile ad yna confinatila , che fifone nel Contrapunto ; Si come
potemo yeder per efjempio , che ilDiaflema della OttattA cantato nelle parti, èfmile all'infermilo della Ot-
taua , chef troua collocata nel Contrapunto tra yna parte , & l 'altra . Sìmigliantemente I infermilo del-
la Quinta cantato , èfmile a quello della Quinta pi fa nelContrapunto ; il chef pub anche dire dell'intera
Hallo della Quarta , delle due Terze , delle due Stfle , & di quelli de t Tuoni , & del Semituono maggio-
re ; che di quella iftefla proportione fi pongono ne i contrapuntt , della quale fi tromno effere cantati nelle
parti della cantilena . Onde non è marautglia ì'io ho detto, che'lgenere Diatonico non pub fare fé non buono
effetto :per il contrario , che ilgenere Chromaticofa trislo effetto ; & fimilmente lo Enharmonico ipercio-
che vii Infermili di l'yno , gp dell'altro pofli ne i Contrapuntt , non fino proportionatt con quelli, che fi can-
tano nelle parti : ne per il contrario : Imperoche l'interuallo del Semituono minore , che fi canta nel chroma-
tico , non è proportionato con alcuno di quelli , che fi pongono nelContrapunto . Ne yeramente fi pone nel
Contrapunto tale internatio ipercwche farebbe mito effetto ; come è manifesto ; ancora chef poneffe fnco-
pato , non effendo contenuto da tal proportione , che aggiunto ad yn'altro qttal fi yoglta internatio , poffa
fare yna con finanza : imperoche è connumerato tra quelli , chef chiamano Ecmeli , i quali ho moflrato nel
Crfp.4. Tra quefìi ettandto fi pone il Dtefis Enharmonico , il quale è in tutto fuoridi ogni proportione con
gli mteruallt polli nel Contrapttnto :percioche a ninno di efìifi afiimiglia , & è molto più lontano da tal pro-
portione , che non è il Semitttono minore . Onde amene , che è meno harmonwfio l'Eiiharmomco nel Contra-
punto, che'l Chromatico : effendo che quanto più alcun genere fi lontana da tal proportione , tanto più offende
tlfentimento . Effe bene l'Enharmonico è detto da molti H armonico dalla commune harmoma ; & Vtfi
ottono , ( he fa genere buomjìimo : perctoche ( nel modo ch'io ho dichiarato ) quando entra nella modulatio-r
ne degli altri generi, può far buono effetto i tuttauia , come dice P fello , ùvtrfiiKvhwTaioy pimi tì éfr
(MflKÌt
Parte .
289
fuviKÒt yint, ni pwMa: eV/ , cioè il genere H Armonico ha triflifiima melodia netta mcloditi;<tncora che al-
cuni intendino, che con grande difficukà fi poffa esercitare lafùa harmonia; Et è yero,che ha tnflxfìima me
lodia : concìofia che quando fi mene alfuo Contrapunto, fa tnjìijìimo effetto ; non hauendo ( come ho detto )
gli infermili cantati fimili in proportione a quelli, che fi pongono ne i Contrapunti . Per quejlo adunque dico,
che 7 Contrapunto, ouerl' Harmonia diqmUi due generi y Itimi non può per alcun modo efier buono. É ben
fero, che l'harmonia è tanto men trifla, quanto pm fi A^ofia alla proportione corriffondente,gia nominata.
Dellecofe che coneorreuano nella conipofitione dei Generi, Cap. 7 <).
T fé bene nella Secondaparte io morirai il modo , che tenemnogli ^Antichi nel recitare
la Mufica, & quelle cofe, che concorreuano nella compoftione delle lor Melodie ; &
ciò potrebbe bajlare al Lettore, per conofcere la differenza in quanto att'yfi,& alla com
poftione della Mufica moderna dalla antica ; tuttauia -voglio (per non laffare alcuna
cofa , chefia degna di confideratione ) che Tediamo hora alcune cofe , che gli antichi
ofjeruauano nella campofitione delle Melodie di queftì generi ; accioche m anifejì amente fi poffa conofcere ,fe
i moderni Chromatiili fi accodino alt/ero ;o fé pur fino al tutto fuori della buona flrada . Cidouemo adm
que ricordare , ch'io dtjìi, che gli ^{litichi nelle loro cantilene confder aitano yna compoftione di Numero ,
di Harmonia, & di Parole ; la qual compoftione nominarono Melodia : ma fi de auertire , che nella com-
poftione de iGenerihaueuano nonfiitmente l'harmonie differenti; ma anco ilNumero,o Metro, che lo uo-
gliamo chiamare, determinato, & diuerfi ipercioche quelli piedi contenuti in yn Verfo , cheponeuano in un
genere , non ponemmo nell'altro . Et ciaf può comprendere, leggendo la Mufica di Plutarco , oue parlando
manifefì amente de i Piedi, che fi poneuano negli Enharmonij, oltra molte altre parole, che ciò mamfejlano,
dice, che nel primo luogo fi poneua lo Spondeo . Et più a baffo parlando degli Enharmonij di olimpo, fi ye-
Je,chefa manifeflfi imamente commemoratane del Peone, &> del Trocheo , che intrauano nella compof-
tione di cotalgenere . Et non folamente yfauano tal cofa ne gli Enharmonij , ma etiandio negli altri ;come
fi può comprendere dalle parole di Boetio, pofle nel Cap. 3 , del Quarto libro della Mufica ; le quali dicono bre
vemente ; che gli antichi, per non por fempre i nomi interi delle chorde nelle loro cantilene , ritrouarono al-
cune cifere, con le quali notauano cotalt nomi, & le diuifero per li Generi ,&perli Modi ; Et cercarono di
fare con breuità , quando yoleuano fcriuere alcuna lor cantilena fopra alcuna compoftione fatta in yerfi , di
porre quefìe cifere ; onde non folamente yeniuano ad efplicare te parole contenute in tali yerf ; ma etiandio
la cantilena . Plutarco ancora dice pia auanti, che le prime Leggi delle cantilene , chef cantauano con gli
iilrumenti da chorde, erano mefiolate con Verfi, ne i quali fi cantaua la Dittione , 0 Parola Ditirambica ;
Et quefla parola era compofìa di più parole, fi come e quefla ~ZiKa.mvri.Hd,, pofla da Platone nel Cratilo, chef
compone di tre parole ; cioè di SeA« , che yuoldire Lume ; di NeV , che fignipca Nuouo ; & di i'nov , che
importa Vecchio ; col qual nome dice, che fi douerebbe chiamare la Luna : effendo che di continouo yiene 4
cambiare il lume, & a rinouarfi , Di quede parole è copiofifiimo lArifìofane nelle Commedie ; & fono for-
fè quelle, che Horatio chiama Sesquipedalia . Era poi la parola Ditirambica contenuta fitto alcuni piedi
yeloci più d'ogn altro piede; & da cotali piedi, che erano pofli ne i Ver fi , haueano la Mifura delli mouimen-
ti dell' Harmonia; La quale Harmonia era terminata, & cofìituita fitto yn certo Modo,ouero ^4ria,che lo
Dogliamo dire , di cantare ;fi come fono quelli modi di cantare , fopra i quali cantiamo alprefente li Sonetti,
0 Canzoni del Petrarca , oueramente le Rime dell^friono . Et cotali Modi non fi poffono mutare , ouero
alterare in parte alcuna fuora del loro terminato Numero, 0 Metro , fenza offefa dell'ydito ;f come yede-
tno nelìharmonia de i Balli , la quale offende grandemente , quando è alterata in yn minimo piede . Onde fi
fede manifeflamente , che nella compoftione de i generi intraua il Numero ,0 Metro contenuto nei piedi
de i Verfi , Et non folamente il Numero, parlando affolutamente ; ma quejlo, ouer quel numero , cioè que-
(lo, 0 quel piede ; 0 Dattilo, 0 Spondeo, 0 Trocheo, ouero altro fimile , che fife . Per il che è pur troppo ma-
nifesto, che gli ^Antichi yfauano in cotaligeneri yna forte di Verfi terminata ; ancora che non fi poffa cofi
fermamente ftpere, qual maniera de Verfi fuffero ; fi come nonpotemo hauer cognitione alcuna del Modo ,
ouero yAria del loro cantare : effendo che da niuno ( per quanto fi yede ) non è fiato laffato fritto cofa alcu-
na . Ne fi ritroua anco, chegli ^Antichi faceff ero cantare molte pam , comefacemo noi, in yn concento ; ma
O cantauano
290 Terza
cant aitano foli, accampanando la lor yoce coljùono di imo ijìrumento ; il che facevano anco gli Helrei; co
medi ciò ne fa fede Gtojefo, &* d Diurno Hierommo : i quali dicono, che anticamente i (acri Salmi fi can-
tauano con la foce congiunta all'organo . Et io tengo per fermo , che alcune delle chorde de 1 loro Iftrumen
ti erano accordate ( come ne ho y editto , & udito molti ) per Ottaua , per Quinta ,&per Quarta ; &
tH armonia, che yfaua da queste chorde, fempre fi l'diua continouata , fenza alcuna quiete mentre fionaua
no ; <& dipoi (opra di effefaceuano Dna parte al modo loro con le altre chorde più acute . Et quello , che mi
fa creder quello è , ch'io -vedo, che fin hoggidifi ritrovano alcuni iflrumenti antichifiìmi , li quali fino fatti,
& fi fuonanó, come ho detto : tra 1 quali ji trotta quello, che da i Thofiamfi chiama Sinfonia ; il quale alcu-
ni yovliono, che fuffe la Lira antica . Et forfè Ottomaro Lufanio nel hh. 1 . della Mufurgia hattendo tale
opinione lo nominò Lira . Et potrebbe facilmente effer quello , che commemora Horatio, dicendo ;
Vt o-ratai inter menflu Symphoma difeors . Si ritratta etiandio -vii altra fine di ijìrumento lungo
intorno ~m bracóo, dcui nome fi chiama in Vinegia ^Altobaffo, & è quadrato,^ -vacuo ;fipra ilquale fo-
no tele alquante chorde, accordate tra loro per yna delle nominate consonanze ; &fi yfa in quejìa maniera:
che mentre il Sonatore di quejìo islrumentofitt yn certo numero , 0 tempo percuote con yna mano le fue,
chorde con yna bachetta, con l 'altra fuona yn flauto , &fa ydire yn'arta di cantilenafatto a ftio modo . Et
non folamentefi trottano catodi ifìrumentt da chorde : ma etiandiofi trotta tra quelli da fato yno idrumen-
tOj che in TÌiofcanafi chiama Carnamttfa ; nel quale già fi fileua ydire due , 0 tre filoni continovi accordati
infieme confinanti, che nafceuano da due,o tre Pijfengraui ; ancora che al prefinte fé ne odifilamente yno,
<& dipoi fi ode yn'aria di cantilena, che fi fa da yn piffero acuto, che [e bene non accorda col concento di tali
pifferi in o<rm parte, almeno fi accorda nel fine, <& in alcune cadenze ; come fi fa etiandto in ciafcuno delli no
minati islrumenti . Quejìo ifleffifi ritratta etiandto nelle Trombe, che fi yjano negli efferati, £?' nelle ar-
mate di mare : peraoche mentre molte di loro fintano con yn fuono conttnouo , alcune altre fanno ydire il
fuono loro yanato fecondo tlpropafito ; facendo hora il fegno di combattere , & bora ritogliendo in yno la
efferato : Onde mi penfo, che quelli Pifferi, che gli ^Antichi chiamattano Dejìri , & Simjìri, 1 quali yfatta-r
no ( come altre Tolte ho detto ) nelle Comedieffujjero accordati in tal maniera , Gli Organi antichi etian-
dio a tal maniera fi accojìauano : peraoche non erano fatti, come fono fatti li moderni: & di ciò me ne hàfat
tofede il rarijiimofabncatare dtfimili ijìrumenti Maeflro Vincenzo Colobi da Cafal maggiore, il quale (fiT
condo che mi diffe tn Vmegia) rttrouandofi già molti anni in Piamonte appreffo Turino , ne ritrouò uno mol
to antico, che era fenza canne , & tutto marcio ; & hauea yn Tastarne di tal maniera, che dalla parte fi-
ni[ìra,aoè nel frane, hauea li Tafìi tanto larghi, che per mano grande, che fujje fiato, a pena poteva arriva-
re il Quinto taito ; et cotale Tajìame , tanto piti , chef andava yerfo la banda dejlra , cioè nell'acuto , tanto
più fi faceua minore . Et ( per quello che lui yide) tiene per fermo, chef douea anco accordare in altra ma-
niera di quello, chef accordano 1 nvfìri Moderni . Si ritrouano etiandio molti altri islrumentifi da chorde,
come da fiato, fatti , che fi fonano in tal modo ; li quali per non effer litigo li Uffa. Erano adunque ccmpvjìi
li Generi di Harmonia, di Numero, & di Oratwne ; ne intrattano nelle Compcftwni loro tutte le forti di
Ver fi, 0 Piedi : ma queslo,o quello;cwé un terminato numero:& per tal maniera li Mvfici ^Antichi effirci-
tauano la Mufica ne 1 loro veneri ; ne ciò era a loro diffìcile, ne anco impofiibde : perche poteuano , yfandola
in cotal modo, fare ydire quale intervallo Dolevano nelle lor cantilene, che non patena generare fajìidio di ma
niera,che nonfipvteffe tollerare : conciofia che non yfiauano li Contrapuntt, che yfiamo nelle nojìre compoft-
tiont ; anzi yfiauano ynfimpltce modo di harmonia , come fi è potuto yedere .
Opinioni deili ChromatifH ributtate. Cap. 80.
^fN N O opinione finalmente li chromatijìi , che nelle cantilene fi'pofitno yfare qualfi
yoglia interttallo cantando, quantunque non habbta la fua forma , 0 proponiate collocata
tra 1 Numeri harmonia : &fi muoueno con quejìa ragione ; che potendo la Voce forma
re ogni interttallo ; & efjendo necefjarw di imitare il parlar famigliare nel proferir le par
role, come yfano gli Oratori , & Ditole anco il douere ; non è inconuemente , chefipofft
•yjar tutti quellt intervalli, che fanno alpropofito, per potere esprimere 1 concetti, che fono contenuti nelle pa-
role , con quelli accenti , & altre co/e, nel modo, che ragionando liproferimo ; acciò muoiano gli affetti. >Ai
quali
Parte. 291
quali fi rifponde, che -veramente è grande inconueniente : imperoche altro è parlare familiarmente ; & al-
tro è parlare modulando, o cantando . Ne mai ho vdito Oratore ( poi che dicono, che Inforna imitargli ta-
ratori, accioche la Mufica muomgli affetti ) che vfi nelfuo parlare quelli cofijìram , &Jgarbati internai--
li, che -vfano cofloro : percioche quando li yfaffe , non fo federe, in qual maniera poteffe piegar l'animo del
Giudice, & pervaderlo a fare il loro -volere ;fi come è ilfuofine ; fé non per il contrario : Concwfia che quan
tunquefi potefjefare il tutto commodamente in Dna parte della cantilena, &fi -vdiffero tali accenti fatti co
propofno, & chefaceffero buoni effetti ; tuttauia nelli accompagnamenti fi vdirebbeno cofe tanto ladrejche
farebbe dtbifògno chiuderfi le orecchie . Ne yale cotefla lor confequenza,, La voce può fare ogni infermilo,
adunque fi può , &fi debbe vfare ogni interuallo : Perche quefìo tanto farebbe dire, quanto, aie potendo far
thuomo bene , <&* male ; lifujfe lecito di fare ognifceleraggine , & vfare ogni modo aliato contra li buoni
cojlumi , contra ogni douere, & contra ogni luflitia . Ma yer amente gli Jfntichi non hebbero mai opinio-
ne tanto maligna ; ne pre fero licenza alcuna tanto prefontuofa' , che -voleffero guadare cofa alcuna di buono
della Mufica ; anzi cercarono di acconciare il tri fio, di accrefcere il buono, & di far lo anche migliore . Per-
la qualcoft quanto fuffe lodeuole appreffo di loro colali licenze ,fi può comprendere da quello , che fcriffe
ilprencipe delli Mufici ^Antichi Tolomeo contra <Anfloffeno , Didimo , & Eratoflhene ; che non yolfe lo-
dare, anzi biaftmò alcune loro Diuifloni di Tetràchordt, fatte di mainerà, che i brb. infermili non erano con
tenuti dalle proportioni, che fono del genere Superparticolare . Effe per la modulatione di yn Tetrachordo ,
che nonfaceua Contrapunto , quelli furono tanto biafimati, & tanto riprefi ; quanto farebbeno flati riprefi
quefli moderni , fé haueffe ycduto le loro cantilene? che non fellamente in yna delle parti : ma alle volte
in tutte procedalo infieme per dfcommodi, c£- difproportionati interualli . Ver amente, come huomo digran
de autorità, & come buon maeffro, non hauerebbe fitto molte parole : ma li hautrebbe dato tal caJligo,che
farebbe flato degno di tal prefuntione . Dicono etundw,chefi debbeno adoperare tutte quelle chorde, che fo-
no in i>no iflrumento ; acaoche nonfiano pofle in efjo vanamente . Et veramente dicono il vero : percioche
quando non fi adoperajfero, farebbeno pofle fuori di propofno : ma bifogna adoperarle con ragione , & con
propofno : ejfendo che fuori di ragione, & fuori di propofno non fi vfano bene : ma fi adoperano male . Et fé
bifognajji adoperare tutti gli infermili , che fono in vno tflrumento , che alle volte fanno un gran numero,
con dire, che fino in vn tale ordine ; fi potrebbe anche dire l'iflejfo , quando quefunterualli fuffero diuifi in
due parti ; & gli altri in due ancora ; & cofi procedendo in infinto , moltiplicandogli ordini deUtfuoni , per
hauer( come dicono) ogni fòrte di yoce , per potere efprimere ogni fòrte di accento; laqual cofa quanto
fia ridiculofa, laffarò giudicare a tutti coloro , che fono capaci di ragione. Effe: ben fono molte chorde in vno
iflrumeuto, tra le quali fi trouano molti, & variati infermili ; non fi debbeno però adoperare fé non con prò
pofito, & quando la cantilena, & il Modo lo ricerca : conciofia che l'adoperare qualunque cofafenza necef-
fità, & fenza propofno , è cofa veramente vana, & dinota poca prudenza ; oltra che genera alpropio fen-
timento di tale oggetto, granfajìidio . E ben vero che molti non fenteno tal noia, pur che odino cofe nume ,
&fantafliche ;fiano buone, o trifte quanto fi voghilo , che ne fanno poco conto : Ma quelli , che fi dilettano
delle cofe rare, & buone , non pofjono patire alcuna cofa di trifìo . Sono però alcuni, che fono ingannati dalla
opinione di molti ,&non hauendo giuditio piti che tanto, fi attengono alle parole di alcuni, che hanno più au-
torità di loro, & dicono, quefìo è buono , & queflo è trifìo : Ma [e a quefli li fuffe moflrato il vero , muta-
rebbeno confgliofubito, &firebbeno di altro parere . Quefli fi poffono afìimigliare a quelli , che non han-
no giuditio alcuno di Gioie, che quando a loro ne è mofirata vna di quelle, che fono contrafatte, &falfe ; la
qualfia bella, &fia a loro detto, che è di gran valore, [apprettano molto ; perche non la conofcono ; per la
opinione, che hanno, che le Gioie vaglino affai denari ; & quella, che farà la buona , ma non cofi bella , ap-
precianopoco : ma quando gli è detto, quella efferfalfa, & quefla effer la buona ;fubito mutano configlio ,
& hanno altra opinione . fio voluto dir tutto queflo, per quelli, che credeno,che yn Pulice fta vno Elefan-
te ; acaoche pofìino vedere, & vdire,che mai fono per hauer cofa buona, fuori del noflro genere ; vfando nel
modo che facemmo le chorde Chromati(he,& le Enharmomche con propofno ;fe no fi ritoruaffe a congiun-
gere infiemeicomefaceuanogli iAhtichì)il NumeroJ'H armonia, & le Parole,nelle quali fi contenefjero le
cofe moflrate nel Ca. 7 .della S ecoda parte : Percioche fe'lfi haueffe potuto ritrouare alcuna cofa di buono,ol-
tra il noflro vfo; non è dubbio ■, che già tati,et tanti anni fono, che la Mufica è in effeere;dopo l'hauerfi difmefi
V, X O a li due
292 Terza
// due -vlumi generi ; nò fuffe flato alcuno di ingegno eccellente, che no haueffe poflo in vfo almeno uno di efli:
effindo -veramente flati molti , che già molti anni ( come odo diveda, molti ) intorno- quefla cofa ci fono affa-
ticati ; ne mai poterono ntrouar coja alcuna , che li dilettale . Veramente f, irebbe flato cofa molto infelice ,
che il buono , & il bello delia Muficafi haueffe laffato da yH canto ,&tl men buono ritenuto : Ma ciò non
è credibile : percwchef come nell'altre *Arti, & nell'altre Sciente , che fono digr.xnde fpeculatione ,&di
poco ytile , femprefi è rtferuato il buono ; & lo tnflo, come cofa inutile ,fi è laffato finartre ; cofi credo , che
fia flato nella Mufica :^A benché jpero di vedere vn giorno dare opera a quefla Scienza di tal maniera, &*
di vederla in tal modo perfetta, che non fi potrà defiderare in effa copi alcuna , oltra quello , che fi porrà in
■vfo . Et queflo dico , peraoche non la vedo ancora in quella perfettwne , che può ventre , la quale fi riferux
nella mia mente, & veramente non fi può dire, il che farà quando farà abbracciata da qualche Jfnrito
mentile, che non hauerà per vltimo fine ti guadagno ,che è cofa da meccanicoimafibene l'honore,& la gloria
immortale, che potrà acquietare, dopo l'hauerfi affaticato intorno tal Scienza , & accrefciuta a quel grado
ultimo , ch'io ho detto .
IL FINE DELL^T TERZA PA"RTE.
la qvarta
LA QVARTA ET
VL TIM A PARTE
Delle Irti turioni harmoniche
DI M. GIOSEFFO ZARUNO
d <A e n I Q g g i u.
Quello che fia Modo.
Cap. i.
u
mé( \Av fili
EDVTO nella Parte precedente, et afufficìenza moflrato ilmodo,chefihay
da tenere nel comporre le cantilene ; & in qual maniera , & con quanto bello,
& regolato ordine le Confonanxa l'yna con l'altra , & etiandio con le Dijjo-
nan"xe,fe concatennino;yerrò bora à ragionar delli Modi , Et benché tale im-
prefafia non poco difficile ( majiimamente -volendo io ragionare alcune cofe di
lorofecodo l'vfo de vii ^€ntichi)fe perche al prefente(come altre -volte ho detto)
la Mufica moderna dall'antica è yariatamete esercitata; come anco per non
ritrouarfi alcuna efjempio,o yeftigio alcuno di loro, che nepoffa codurre in yna
yera,& perfetta cognitione; tuttauta non voglio rejìare di di/correre alcune cofe;& con quel meglior modo,
ch'io potrò, ragionando in yniuerfale,& in particolare anco,di toccare alcune delle più notabili fecondo che
mifoueniranno alla memoria,& anco mi torneranno in propofito ; dalle quali li Studiofi potranno yenire al-
la rifolmione di qualunque dubbio, che fopr -a tal materia Itpoteffe occorrere : llche fatto , yerrb a mojlrar di-
poi,in qual maniera li Mufici moderni li vfìno;& diro di quante fòrti fi trouino, ? ordine loro, & in che ma-
niera le H armonie, che na'cono da loro fi accommodino al Parlare, cioè alle Parole , Douendo adunque dar
principio a talragionamento, vedremo Prima quello, che fia Modo;acctò pofiiamo fapere , che cofafiaquello,
di cui mtendemo ragionare . Ne ciò farà fatto fuori dipropofito;poi che'lModo è tlprincipal Soggetto di que-
Jìo noflro yltimo ragionamento . Si debbe adunque auertire, che quefìa parola Modo, altra di ogn altra fua
fignificat ione, che fono molte ;figntfica propiamente la Ragione,cioè quella mtfura, o forma, che adoperiamo
nel fare alcun a\o fi, laqual ne ajìren^epoi a non paffar più oltra;facendone operare tutte le cofe con yna certa
medwcrita,o moderatwne. Et bene veramente , imperoche ( come dice Pindaro ) i'tnrat cf'V «Wra hìt(ov^
Jn ciafeuna cofa è Modo,o mifetra; llche diffe anco Horatio dopo lui ;
£/? modus m rebus , funt certi demq; fines ;
Quos yltra cttraq; nequit confiflere recium : Imperoche tal mediocrità, o moderatone non è altroché yna
certa mamera,ouero ordine terminato, & fermo nel procedere ,per ilquale la cofa fi conferua nel fio effere,
per yirtu delia proportione,che in effafi ritroua;che non falò ne diletta, ma etiandio molto giouamento ne ap-
porta . De qui viene, che fe per cafa, ouero ajludio tat ordine fi allontana da tal proportione , non fi può dire •
quanto offendi;& quanto ilfentimento abhorifca queflo tal'ordine . Hauendo adunque li Mufici,& li Poe-
ti antichi confederato tal cofa: perche gli vm,&gli altri erano yna cofa idejfa (come ho detto altroue)chia-
marono le loro compofitioni Modi; nelle quali fatto varie materie, per via del Parlare efprimeuano , accom-r
pagliate l'vna all'altra con propartione,diuerfi Numeri, o Metri, & diuerfe H armonie , Onde nacque dipoi,
che pò fero tre Generi de Modi, non hauendo confideratione al Suono, ouero ali H armonia , che nafeeua : ma
foUmente alle altre parti aggiunte infume ; l'yno de i quali chiamarono Ditirambico , l'altro Tragico, &
il terzo N amico ; de i quali le lor [petiefiirno molte ;fi come Epithalamij, Cornici, Encomia/liei, & altri fil-
mili . Confederando dipoi le H armonie da per sé, che vfauano da tali congiungimenti , perche riteneuano in
vi loro vna certa,propia,& terminata forma, le nominarono femigliaiitemete Medi; aggiungendoli Bonofi
Frtgio,ouero altro nome, fecondo il nome de tpopoli,chefurno tnuetori di quella harmoma, onero di qudli/.he
pmfi
294 Quarta
più fi dilettauanò di quella frecìe di harmonia,chedi yn altra : Imperoche l'harmonìa Doria fu denominata
dalli Doriuif, che furono hfuoi iiiuentori;la Frìgia dalli popoli ,che habitauano la Fngia;<& la Lidia da quel
li di Lidia,& co fi le altre per ordme.E' ben yero,che hauendo ciafcuna di effe in sé alcuna cofa propianelfuo
canto:& effendo accompagnata colf dmerfi Numeri;chiamarono alcune di #Jègrau\& feuere;alcune bac-
canti^ furiofe;alcune honefte,& religiofe,& alcune altre nominarono lafciue,& bellicofe. Onde per que-
llo rifletto hebbero grande auertimento nell'accompagnare cotali Harmome atti Numeri; et quejìo infume
con propofito a materie conuenientijequali effnrrmeuano nella Oratione,o Parlare fecondo U lor natura.Ha-
uendopoi confideratione a, tuttequefle cofe , nominaiiano le loro compagnoni, fecondo la natura del comporlo,
come farebbe a dire, Modi flebili, i quali fino le Elegie : Imperoche contendono materie mette, <&'flebili;ilche
fi puh yedere efpreffamente in quelli due -volumi ( altra gli altri quafi infiniti, che fono di altri autori ) / quali
fcriffe Ouidio,dopo che fu mandato in efiilio da <Aìiguslo;& da quello anco, che ferine nella Epiflola di Saffo
a F aone ,yolendo moflrare,che le cofe amatorie fono materie flebili, & che contengono alla Elegia, dicendo;
Forfnan & quafi mea fini alterna requiris
Carmina, cùm lyncis firn magis apta modis.
Flendws amor meivs efl. Elegeta flebile carme» .
Nonfacit ad lacrymat barbitos ylla meos. Fece Horatìo mentione di queili Modi, dicendo..
Tu femper yrges flebilibus modis
Myflen ademptum . Et anco Boetio nel libro. 3 .della Confolatione Filofofca ;
Quondam funera comugis
Vates thraicius gemens ,
Poflquàm flebilibus modis ,
Syluas currere , mobiles
<Amnes (lare coegerat ; Sicome li commemoro etiandio Cicerone nelle Tufcolane, quando {facendo in-
fume mentione degli humili,& deprefìi ) diffe . Hdx cumpr&fìis & flebilibus modis , qui totis theatris
meeflitiam inferant, concinuntur . Et in yn altro luogo, facendo mentione deli: tardi ; Solet idem Rofciw
dicere,fe quo plus £tatisfibi accederet, eo tardwres tibicinis modos , & Camus remifiwres effe fa&urum*.
^fltre nominarono Modi lamenteuoli,come fi puh yedere appreffo di Apuleio, quando dice . Etfonus Tibia
Zigi£ mutatur in qu&rulum I.ydij modum . ^Alcune poi chiamarono Modi dolci ; come ne mofira l'ifleffo
Horatìo in tu' altro luogo , quando dice ; ■ \
Me nunc Treffa Chloe regit ,
Dulces dacia modos, &
Cithar£ feiens . Et Seneca anco ;
Sacrifca dulces tibia effundat modos . Nominarono etiandio alcun: altri Alodi mejìi ; come fi puh ve-
dere dalla autorità di Boetio;
Carmina qui quondam si udio fiorente pereo-i ,
Fkbilis heu moeslos cogor mire modos ; Et alcune Modi impudici, i quali commemora Quintiliano di-
cendo . ^Aperitivi tamen proftendum ptito,non hanc a me pr£cipi,qti£ nunc infeenis effeminata, & impu
dicis modis fracla . -Altre chiamarono Medi rudi, 0 grafitiche dimoflra Ouidio ;
T>itmq; , rudem préjente modum tibicine Tufo , ,
LydiM squatam ter pede pulfat immuni ; Et altre Alodi difcordantì;& de quefli ne fi mentione Sfatto;
T)ifcordefq; modos , & fingultantia yerba
Molwr. V Irimamente ( (affandone molti altri per breuità) chiamarono in imiuerfale alcune compofi-
'tioni Modi lirici fi come dall 'autorità di Ouidio commemorata di fopra fi puh comprendere . Tali materie
non fi effinmeuano con la yoce folamente : ma fé le aceompagnaua l'H armonia, che nafeeua da alcuno ifìrti
mento , f uff e fato poi C etera , 0 Lira, oueramente Piffero , 0 di qualunque altra forte. Si trouaua,
nondimeno grande deferenza tra quefli Modi : effendo che li popoli di queflaproutntia yfauano yna manie-
ra di Verfi,& tuo IJìrumento;& quelli di quella yfauano tu' altro lQrumeto,<&* yn altra maniera. Et no
eì-ano differenti follmente in quefli: ma nelle H armonie ancora: Imperoche yna forte di harmoma yfaua.
yn popolo & yn altro vnaltra;di maniera che erano anco differenti ne 1 Numeri, 1 quali fi ritrouauano nei
Verfi . De qui nacque dopot,che li Modi erano denominati da quelli popoli(com e di fopra ho detto ) che più fi
dilettauanò
Parte. 295-
dilettammo dì quella maniera, onero erano fiatigli inuentori . La onde da queflo fi può comprendere , che fé
t» popolo ,com e quello di Frigia, vdiua alcuna maniera foreflìera,diceua,quello effere Modo di quella prouin-
cia fitte più fi yfiuafiueramente oue era flato ritrouato : di maniera, che chiamauano il Modo Eolio da ipo-
poli della Eolia fuoi tnuentorifihe era contenuto in vn certo Hinnofiompojlo nel Modo lirico [otto alcuni Ni*
merìxoncìofia che quegli popoli fi dilettarono molto della Lira fi Cetera, che fecondo l'opinione di alcuni ( ia-
qual reputo f alfa) a quei tempi erano ima cofa tfleffa;al fuono della quale cantauano dnominato Hmno.Tale
idrumento y fatano fmìlmente li Dorienft,anchora che forfè cantaffero altra maniera di Verfl,& yfaffero
iHarmonia molto differente ;delche ne fa fede Pindaro, quando nomina fimile frumento àw/u«tj <póft*iyya,
cioè Dorica cetera ; Et Horatio ,
Souantem midum tibijs Carmen lyra ,
Hac Dorium, illis Barbarum . Onde fi pub yedere da quellaparola Barharum , che intende per il modo
Frigio fihe anco i popoli della Frigia yfauano li Pifferi . Et cotal Modo yeramente foleuano fonare confimili
iflrumentifiome potrei moflrare con molti effempi, i quali laffoper breuità; ballando folamente yno di Vir-
gilio j ilquale dice in tal maniera .
O yerephngix ( neqi emm phryges ) ite per alta
Dyndima,ybi affuetts biforem dat tibia cantum ; Et yno di Ouidio,
Tibia datphrygws,yt dedit ante modos ;Da i quali fi può comprendere, effer yero quello, che ho detto . Con
quello finimento fimilmente quei popoli, che habit aitano la Lidia faceuano le loro harmonie ,&dt ciò è te-
Jlimonìo Horatio dicendo ;
Vìrtute fltnftos more patrttm duces , .
Lydis remijlo Carmine tibijs ,
Troiamq; , & ^fncìiiftn , & alma
Progeniem Veneris canemm; Et Pindaro, ilquale, aitanti di lui, applicando Gioueper Pfaumido Camarineo,.
■vincitore ne i giuochi olimpici,dice;Io yengo a te fuppltcheuole o Gioue Avìiotsaùkòis, cioè con Pifferi Lidij.
Non manca per dimoflranqueflo etiandio ilteflimomo di Apuleio, con l'autorità addutta difopra,& di mol
ti altrr.ma quefli bafìnio . Da queflo adunque potemo comprendere , che li Modi anticamente conffleuano
nelle Harmonie, & nelli Numeri efprepli da yna forte dìtflrumento; & che la diuerftà loro era pofta nella
yariatwne delle Harmonie, nella diuerftà de i Numeri, & nella maniera dello tfl 'rimere , cioè dello I fru-
mento . Et fé bene alcuni popoli conuemuanocon alcuni altri nelle Harmonie, ouero ne gli ifìrumenti ; erano
poi differenti neìli Numeri ; Et fé in quedi erano concordici fcordauano poi nelle Harmome,& negli ifìrtt
menti . Di maniera che fé in yna cofa,ouero in due erano conformi, yariauano poi nel reflo . Queflo ifleffo ye-
demo etiandio horgidi in diuerfe nationi: tmperoche lo Italiano yfa il Numero, cioè il Verfo di piedi, ofillabe
commune col Francefi,& col Spagnolo;come è quello di Vndiciftllabe ; nondimeno quando fi odeno cantare
l'yno,& l'altro, fi fiorone yri 'Harmonia differente^ altra maniera nelprocedere : Conciofiache altramen-
ta canta lo Italiano, di quello che fa il Francefe, & in altra maniera canta lo Spagnolo, di quel che fa lo Te-,
defco ; laffando di dire delle nationi barbare de wfdeli,come è mamfeflo . Vfa lo Italiano,& anco il France-
fe grandemente il Leuto,& lo Spagnolo yfa ilCeterone ; ancora che yaria poco dal Leuto ; & altri popoli
Tifano il Piffero . Nelli Numeri, o Verfipoi, quanta differenza fa tra i popoli , & quanto vn popolo habbia
differente maniera dall 'altro, da queflo fi può conofcere(jncominctando da queflu capo) che fé bene fuori della
Jtalia in alcuna parte non fi yfa il Verfo legato, ofaolto di VndicìfUabe, fatto allafimiglianza dell' Endeca-
ftllabo latino;tuttama nella Italia,nella Fraza,& nella Spagna molto fi yfa. Et quello,che in Italia fi chia--
ma Rima,credo che fa detto da quefìa parola greca pv&i*ós, chefigmfca {come altroue ho detto) Numerofi
Confonanza:percioche da quelle corri(f>ondenze,& legature, che fi trouauano nel f ne de i Verfljeqtuli dna
mano Cadenze, nafce la Confonanzafiuero Harmoma,che fi troua in eflt. vfanogli Italiani corali Cadere,
non tanto in quella maniera de Verffihefi trouano nelle Ottaue rime, o Stanze, nelli Sonetti , ne i Capitoli,
& altri fintili, che dimandano Imeri;quanto nelle Canzoni ancora,& Madrigali; oue fi pone molte fòrti de
Verftfi come fono quelli di Sette ftllabe,et altri ftmili, che chiamano Verf rotti,come è mamfefloilmperoche
nella Italia,madre de i burnii,^ rari intellettifi yfa yarie maniere di comporre; fi come fi può comprende-
re dalle nominate Ottaue nme,o Stanze, che dir le yogliamo,da i Terzetti , dalle Sefline , dalli Sonetti , &
dalli Capitolane i quali fi adoperano yna fola maniera di Verft,che fono gli Interi , Et nelle Canzoni, C7* ne i
Madrigali,
296 Quarta
M*dri<rah con altri fmili, ne i quali fi pongono vane forti dt Numeri ad imitatane dette Ode di Horatio ; a
benché ti Numeri HoratUnifia.no fenza te commemorate Cadenze, &gli Italiani favo per effe Cadenze
aldettomodo legatici come nelle dotte & leggiadre Canzoni del Petrarca, &• di molti altri eccelle ntifìimi
huomimfipuò yedere;delle qualtjego io per certo,che li dotti jfirtti Italiani fiano flati rliwuèton:Con:ioJia
che non mi ricordo hauer mai trottato apprefjo dt alcuno altro Poeta , ne Greco , ne Latino vnfimtl modo di
comporre, con tali Cadenze; con tuttoché il dottifimo Horatio habbia cantato affatfime Ode in molte ma-,
niere.E' ben vero, che li Poeti lattm(ancora che non molto fpejfo ) hanno vfatofmilt Cadenze, 0 Corn/pon-
denze nelle mezanefiUabe, ^ nelle yltime di alcuni loro Verfi, i quali chiamano Canini ; come in ciafcuna
di quefli ha fatto il Poeta; ..>
*Ad terram misere , aut ignibws Agra dedère .
Cornua veUatarum obuertimus antennarum .
lìlum indignanti fimilem ifimilemq; minanti.
Tum caput orantis nequicquàm , & multa precantis .
Ora citatomm dextra contorfit equorum ; Et Ouidio anche in queflo ha ofjeruato còtal legge .
Vim ttcet appelles,& culpam nomine yeles ; & in molti altroché non fi metteno,per non crefcere il voltt-
me . Onde il Petrarca(com'io credo) imitando tal maniera di comporre Je pofe in vn altro modo,accordan~
do tifine del Verfo precedente, colmezo delfeguendo in cotal gufa :
Mai non yò più cantar comio foleua :
Ch'altri non m'intendeua : onde hebbi forno .
Epuofiin belfig^iorno effer molefìo ; Et cofiilreflante di tal Canzone, llche offeruò etiandio nella
Canzone,che incomincia Vergine bella . Ma quando bene fi ritrouaffe tra i Grect,o tra i Latini Poeti vna
tal maniera di comporre , con fmili Cadenze, quejlo poco importarebbe effendo che tanto fi potrebbe gloriare
il primo inuentore di yna tal maniera di comporre Italiano, fi bene haueffe pigliato la muentione da alcun
Poeta Greco,o Latino, quanto fi gloriaua Horatio di effer fato il primo , che ritrouaffe il modo di comporre
in latino i Verfi lirici, alla gufa de i Greci ; come fi può comprendere dalle fùe parole, quando dice ;
Dicar , qua yiolens obflrepit ^Aufidws ,
Et qua pauper aqux, Daunm agreflium
Re<rnator populorum , ex burniti potens
Princeps ^Aeolium Carmen ad Italos
Deduxtffe modos . Delchefi può etiandio gloriare il Tólomei , di effer fato il primo , che habbia efpreffo il
Verfo Heroico,& lo Esametro ,&lo Pentametro nelle Italiane mufe . Vogliono alcuni , che'lDotttfimo
Dante ^iligheri poeta Fiorentinofitffe il primo inuentore delli Terzetti, & il Boccaccio della Ottaua rima :
per ilche quando a tali maniere di comporre fi yoleffe dare yn nome particolare , yolendole denominare dalia-
regione, nella quale furono ntrouate:ivna& l'altra maniera fi chiamarebbe (come ne inulta Horatio con
t autorità pò fta difopra ) Modi Italiani : O yolendole denominar dalla patria, fi chtamarebbeno Modi Tho-
fcani . Ma fé fi yoleffero denominare da i propij tnuentori , la prima maniera fi nominarebbe ( dirò cof )
Modo Dantefco,et la feconda maniera Modo Boccacciano;fi come le Leggi cithanflice, & le Tibiali(come
hauemo yeduto nella Seconda parte ) furono denominate parte dalli Popolt,& parte dagli Inuentori .Et fé
bene nella Italia fi trotta no foto yna maniera de Verfi, ma anco più maniere particolari; come ho moflrato;
tuttauia li Greci a inofìri giorni, oltra l'altre loro maniere, hanno il Verfo di Quindici fillabe ; come fono qfli,
che fono di Confiamo Mannasì grande filo fofo . O' toh fleòu vct.v7t\nos,KM ■zd.vnKrkaf /.óycs,
TsV o'vpavìv tiV «Wwv ■profiiyayiv dfyjtfiv ; £7* vogliono dire . La Parola di Dio in tutto perfetta ; &*
colui, che fabneo tutte le cof e del Mondo, da principio fabrico il Cielo finza felle ; de 1 quali verfi tutto il fuo
Effameron è pieno ; &• li cantano fono vn Modo particolare , fecondo 7 coflume loro ; dche non fi yfa nella
Italia . Pertiche ( lajftndo di dire degli altri popoli) da quefli duepotemo vedere la differenza, che poteua
effer de i Numeri, &~ delle H armonie nelli Modi de quei popoli , nel tempo , che nella Grecia la Mufica era
in fiore : Perciochef come vedemo quefli due popoli a 1 noflri tempi battere vna maniera particolare di Ver-'
fio; & vna maniera particolare di cantare; tlfimile,douemo creder, chef uff e anticamente tra quei popoli . Et
ancora che a 1 noflri giorni alcuni popoli di natione diuerft conuenghtno infieme nel Numero,o nelli Piedi del
Verfo,& nella maniera della compofittone delle lor canzoni; tuttauia fono poi differenti intorno la maniera
del
Parte. 297
del cantare. Et non {blamente fi trotta tra diuerfi nationi tali differente : ma anco in vna ìfìeffi natione , &
in vna tfleffa patria;come fi può vedere nella Italia :percioche in -vna maniera fi cantano le Canzoni , chef
chiamano Vtllote ne i luoghi -vicini a Vinegia,& in vn altra maniera nella Tbofcana,& nel Reame di N<t
foli ;fi come era anco appresogli ^Antichi : perciocbefi bene i Popoli della Daria, & quelli della Eolia vfa-
uano yna ifleffa qualità fifone di Verfo , & yno ifleffo I finimento ; le H armonie loro poi erano in qualche
pane differenti . De qui fi puh comprendere adunque la diuerfità de i nomi nelh Modi ; chef come in alcun
Modo fi trouaua il Numero, lo I frumento, & l'H armonia differente da vn 'altro Modo ; cof anco nacque
la diuerfità delli nomi. La onde credo , che il Modo Doriofufje differente dallo Eolio ;fi come il Frigio era
diuerfo dal Lidio;& ciò non folamete nelle Harmonie: ma etiandio nelli Numeri ; come fi può comprendere
da i vart\ effetti, che nafieuano dall'vno,& dall' altro;come alfùo luogo yederemo . Però adunque quado leg-
gemo di Filoffeno;che battendo tentato di fare il poema Ditirambico nel modo Dorico, &non lo puote mai
condune al defderatofne :percioche dalla natura del Modo fi tirato di nuouo neli'harmonia Frigia, conue-
neuole a tal Poema;non douemo prendere ammiratione : effendo che li fuot Piedi, & ilfuo Numero è più ve-
loce (Togn'altro Poema ; Et per il contrario i Numeri del modo Dorico più tardi, &più rimefii . Perilche ef-
fendo altri Numeri nella Darica,& altri nella Frigia harmoniafcomefi è dmo)era imponibile, che Filoffi-
nopoteffefarcofa alcuna , che fufje buona ; fi come anco farebbe imponibile , quando fono li Numeri di vn
Verfo Saffico, che fi compone del Trocheo, del Spondeo, del Dattilo , &> nel fine di due Trochei ; ottero di yn
Trocheo , & yno Spondeo ; come fono quefti due Horatiani,
Mercuri facunde nepos yAtlantis : &
Perficos odipuer apparati^ ; fi yoleffe cantare, o tirare in yerfo Heroico, chef compone di fei piedi di-
tterfitmente con Dattili , & Spondei ; come fi può comprendere in ciafcuno delli due Virgiliani :
Sed fugit interea ,fugit irreparabile tempia . &
Parcerefubieclis& debellare fuperbos . Tutto queflo difiorfi ho yoluto fare, forfè più lungo di quello,
che bifognatta,non ad altro fine, fi non accioche più facilmente fi comprenda quello, che era Modo nella Mtt-
fica . Onde paterno veramente dire,che il Modo anticamente era una certa, & determinata forma di Melo-
diafana con ragione, & con arteficio, contenuta fatto yn determinato, & proportionato ordine de Numeri,
& di H armonia, accommodati alla materia contenuta nell 'Oratione.it benché i Mufci moderni non con fi-
aerino nelle lor cantilene fi non yn certo ordine di cantare,^ yna certa fpecie di harmoniajaffando da par-
te ilconfiderare ilNumero,o Metro determinato :percioche dicono, che queflo appartiene alli Poeti, mafii-
mamente effendo bora la Mufca a i noflri tempi fiparata dalla Poefia ; tuttauia confiderano cotale ordine
inquanto è contenuto tra yna delle Sette già moflrate fpecie della Diapafon , harmonicamente, ouero arith-
melicamente mediata;come più altra vederemo;tra lequalifi troua yna certa maniera di cantare in una, che
in vn altra è variata . Et tale ordine di cantare con diuerfa maniera,ouero aria dimandano Modo; & alcu-
ni lo chiamano Tropo; & alcuni Tuono . Ne di ciò douemo prender m ar aiti? Ita, poi che TpoVo j è parola gre-
ca , chefgnifica Modo , o Ragione , dalla quale vogliono, che fi ano cof detti . Etfifitffero anco nominati da
Ipan , che vuoldire Conuerfionejo Mutationejìaria medefmamente bene;effendo che l'vnofi conuerte,&
muta ncll'altro;come vederemo . Lo nominano etiadio Tuono, & ciò no è mal detto : percioche per ilTttono
(come moflra Euclide nelfuo Introduttorio ) fi può intendere Quattro cofe : Primieramete quello,che i Gre-
ci chiamano qftiyyxr , chefgnifica ogni Suono, o Voce inarticolatajaquale non fi eftende ne yerfo ilgraue,
ve verfo l'acuto : Secondariamente , l'vno di quelli due interualli , moflrati nel Cap. 1 8. della Terza pane;
Dipoi vna forte, & [onora voce ;f come quando dicemo ; Francefco ha vn buon tuono, finora , & gagliar-
do; cine vna buona, finora, & gagliarda voce . vlttmamentefipuò intender quello , che hauemo nominato
difopra ;ft come quando fi dice, il Tuono Dorìo,il Frigio,& gli altri ; cioè il Modo Doriojl Frigio,& life-
gitentiper ordine, Et perche queflo nome Tuono fi eflende in più cofe, come hauemo veduto ;però ioperfihi-
uare la Equiuocatione ,più che hòpotuto,hò voluto nominarli Modi,<& non Tuoni . Volendo adunque dichia-
rare quelló,che fa Modo,diremo con Boetio,che Modo è vna cena cojìitutione in tutti gli ordini de voci, dif-
ferente per il grotte ,&per l 'acuto ; & tale Coflttutione è come vn corpo pieno di moduUtione , laquale bà
teffere dalla congiuntone delle Confinati^ ;f come è la Diapafon, la Diapafondiapente , ouero la Disdiapa-
fon . Di maniera che da Proslambanomenos a Mefi viene ad effire vna coflttutione, connumerando le chor-
de,o voci melane ; Cofi ancora da Mefi a Nete byperboleon,mtendendouifempre Itfuoi mezani filoni . Ma
P perche
298 Quarta
perche quefìe coflittttioiii fono veramente le varie ffecie della Diapafon j chef trottano dalTvnà lettera all'ai-
tra;come nel Cap. 1 z . della Terz* parte habbìamo veduto, nunìerando le lor chorde melane ;però diremo,
che'lModo è vna certaforma,o qualità di harmoma,chefi trotta tn aafcuna dille nominate Sette fbecie del-
^3. la Diapafònjeguali tramenate h armonicamente, fecondo che fi confiderano bora, ne danno fette Modi prin-
cipali,^ autctichi; dalli quali poi nafcono hfuoi_collaterali,per la antifone arithmetica,, chef chiamano{co-
tne vederemo ) Placali , onero Placali .
. \
Che li Modi fono flati nominati da molti diuerfamcnte,
& per qual cagione. Cap. 2.
T benché io habbia nominato tali maniere di cantare Modi; [uno pero flati alcuni , i quali
etiandio li hanno chiamati Harmome , alcuni Tropi,alcum Tuoni, & alcuni Sijlemati,
ouero Intere cojlitutiom. Qtielli che li chiamarono Harmome furono molti, tra 1 quali fit
Platone, Plinio, & Giulio Polluce . E 'ben vero,che'l Polluce (fecondo'lmw parere ) po-
ne differenza tra l'H armonia,^ il Modo; ejfendo cheppia ì'Harmoma per tlcocento.
:Jolame»te,che nafce da 1 Suoni/' dalle Voci aggiunte al Numero ; &• dipoi pipita il Alodo per il compofìo di
H armonia, di Numero,& di Oratione,che Platone nomina Melodia, &fà vedere, quanto il Modofia dif-
ferente dall' Harmoma . La onde tffendo a inofìri tempi l'vfo della Mttfica molto differente dall'ufo di quella
de ^lt ^Antichi ( come altroue ho moflrato) ne ofjeruandof in effa alcuna cofa intorno al Numero ( laffando
quelle H armonie, che fi odino ne i Balli: percioche vengono neceffariamente ad effer congiunti a tal numero)
jfecondo l'opinione di coditi li douerefimo più pretto chiamare H armonie, che Medi: ma ciò fi è fitto; perche
queflo nome è più commune tra i Mufici wfimil cofa , che non è PI armonia . Quando adunque il Polluce li
fhama Harmome, non difcorda punto da Platnnesintetidendo quel concento,che nafce da i Suoni, 0 dalle Vo-
ci congiunto al Numero : Ma quando li nomina Modi, allora intende la Melodia, cioè il compofìo delle nomir
ttate tre cofe . Ne douemo prender marauiglia, che vna ifltffà cofafia denominata in tante maniere : percio-
che non è inconuemente , che vna cofa tdeffa, quando è confderata ditterfamente ,fia anco dmerfamente no-
minata . Pero quando Platone , &gli altri le nomina H armonie , può nafeere , che li poneffe tal nome , per
la concordanza de molti filoni, 0 voci difimilt tra loro ; & dalla cowmntione di molte canfonanze vmte («*-
fieme, che fi trotta tra molte parti,& in vna fola ancora : Imperoche A't/xavlaftcondol parere di Quintilia-
no ,fi chiama quella concordanza, che nafce dalla congiuntane di più cofe tra loro diftmilt . Et fé alcuni <t/*-
tri li chiamarono Tropi, fu anco ben detto : poi chef mutano l'vn nell'altro nel grane, ouero nell'acuto. Onde
poi per quefle qualità fono tra loro differenti : efjendo che tutte le chorde di vn Modo fono più gratti , 0 pi»
acute per vno tnteruallo di Tuono, 0 di Semituuno, delle chorde di quello , che gli è più vicino . Confiderando
adunque il puff. ut pio, che fanno l'vno nell'altro per l'afeendere , 0 difeendere con le chorde di vn ordine nelle
chorde di vn altro ; erano da loro nominati in tal maniera ; quafi che voteffero dire , Voltati dal arane al-
l'acuto,o per il contrario . Ma fé noi li confiderai imo fecondo l vfo moderno ; cioè inquanto alla contterfio-
tie delle loro Diatefjaron, lequalt fi pongono ( come vederemo ) t allora fotto, & t allora fopra la Diapente
commune ;fi uotrebbeno ettandio chiamare Tropi . La onde parmi, che non fuori di propofto alcuni diman-
darono le due nominate jpecie ; cioè la Diapente, & la Diateffaron Lati, ouer Membra della Diapafon ; &>
effa Diapafon Corpo; poi che ne fegtte vna tale,<& tata variatione,che fi vno effetto miralnle.De qui vene;
che alcuni chiamarono parte di efi Modi lateralucomefnno li Piagali, dall' uno de 1 loro lati, che fi muta; che è
la Diateffaron.Et qlìt,che li nominarono Tuoninoli lo fecero fenza ragionerei quali l'uno J ù Tolomeo, tlqttal
àice;che forfè fi chiamarono in cotal modo,dallf>acw del Tuono, per ilquale li tre Modi principali Dono, Frit
mo,et Lidio{come dimofìra nelCap.~j.et nel io del z bb.dell'Harmomca)fono lontani l'uno dall' altro: <An*
cora che alcuni vaglino ,i befano nominati in tal manierala vna certa foprabondanza d'J ineruditi fi come
dalli Cinque tuoni, che fono in ogni Diapafon jultra li due Semituoni maggiori : alteramente doli 'ultimo fuono;
't> Voce finale di eia fcttno( come vogliono alcuni altrt)mediante ilquale, cattano vna Pegola di conofeere, & dì
«indicare d-illa ajctfa,^- dalla difcefa delle loro Modulationi,qi!alji volita catilenaffotto qual Modo fa cor
pofla.Ma qlla vltima opinione a\me non piacexonciofiache no ha in fé alcuna ragione, che accheti l'intelletto.
Sono anco ditti Modi da quefla parola latina Modn$,che derma da Queilo verbo Modnlarylqualefiguifìca
Cantare:
Parte. 299
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Cantare-.ouerofono detti Modi dall'ordine moderato ,che fi fcorgt in lomlmperoche non è lecitofenxa offepi
deU'ydito,pafpre oltra i loro termtm;& di non offeruarela propietà,& natura di ciafcuno.Quelli, che li no-
minarono Siflemati , onero Intere cojìitutiom , tra quali yno è Tolomeo; fi moffero da quefla ragione -.per-
che Sifìema yuolfignificare yna congregàtione de yoci,o filoni, che contiene nife yna certa ordinata, & in-
tera modulatone ,ouer cogiuntione delle confonanxe;come fono della Diapente ;& della Diateffaron, &> del-
le altre ancora. Di maniera , che ogni Modo fi colloca interamente in yna delle Sette ffecie della Diapafon,
òe è la più perfetta di ogn altra qualfi yoglia coflitutioiie .
Del Nome,& del Numero delli Modi. Cap. j.
/ come appreffo di tutti quelli, che hanno fatto qualche mentione delli Modi, fi yede gran
de uarietà intorno al loro nome ingenerale:come hauemo yeduto;cofi anco l'ifìejfo latra-
mene intorno ad alcuni nomi particolari ;& intorno al numero loro : Imperoche [e noi
yorremo hauer riguardo a quelio,che ferme Platone in tal materia,ritrouaremo,che pone
fet Modicamente; chiamalo alcuni di ejìt harmonie Lidie mifle, alcuni Lidie acute, al-
tri Ioniche, & altri Lidie, fenza ag giungemi cofa alcuna . ^Aggiunge poi a quefle la Dorica, & la Frigia;
lodando follmente ,<& abprouando fopra tutte le altre quefle due yltime ; come molto ytili ad yna bene iQi-
Utita Repubhca . In yn altra luogo poi commemora jolamente la Doricaja lonicaja Frigia,^ la Lidia; et
cofi tra quefle,par che lodi follmente la Donca;come più fettera,& migliore di ogn altra. ^Arifloffeno ancor
Unicorne ynolc Marnano capeUa)pone Quindici modi; cioè Cinque principali Lidio, Iajlto, Folio, Frigio, &
Donco;con Dica colhiterali;a<rgiu>gendo a aafcun di loro quefle due particelle Greche ù-zìp, che yuol dire
Supra,& ÌTaà,chefonifca Sottoiondefì nafeere due altri ModiJ'yn de i quali chiama Hiperlidw, & l'al-
tro Hipolidto;gr coffa degli altri per ordine. L'ifleffo numero con nomifimili pone Cafìwdoro nelfuo Com
pendio di Mufica;et [frinendo a Boetio ne pone Cinque; cioè il Dorio,il Frigio, l'Eolio, IT aslto,& il Lidio; &
dice, che opu Modo ha l^Alto&ilBafo; & queftì due fono cofi detti per njpetto delmexo; yolendo infe-
rire,che cufcuiiù delli nominati ha due Modi collaterali;come dimoftra dipoi,quando dice;che la Mufica arte-
ficiata è contenuta da Quindici modi; & in ciò è concorde con Marnano. Ma Euclide , ilquale [eruttò anche
lui ^Anlìoffeno ne pone Tredect folamente;ilche fi medefimamente Cen forino. La onde fi yede duefeguazgi
di yno ijìefjò autore, effer molto difcordi,& yarij nel numero . Tolomeo, quando ragiona di tal cofa, ne pone
Sette, cioè l'Hipodono,ÌHipofngio,l'Hipolidio,il Dono,tl Frigio,il Lidio, & il Miftolidio;allt quali aggiun
ve l'Ottauo,chiamandolo Hipermiftoltdio/letto da Euclide Hiperfrigio : & queflofece ; accio che'l Sijlema,.
majiimo,ctoè le Quindici chorde da Proslamhanomenos a Netehyperboleon ,fuffero coprefe dalle chorde di
quejli Modi.Et quantunque conofeeffe molto bene,che ultra di queih fette Modt,& lofio aggiunto, fé ne ri-
trouauano molti altn;come fi può yedere, quando comemora l'laftto,& l'Eolio, naminadali Harmonie;tut
tatua non yolfe pei/fare tal num ero ;for[e, perche hauea fatto difegno,di accomodare^ fecondo ilfuo propofito)
a ciafcun circolo della Sphera celesleyno delli nominati otto Modi;come fi può yedere nelCap.9. delTerxo
libro della Mufica;nella manieratile gli sfatichi ettandio haueuano difegnato a ciafcuna Sphera;come mo-
fira Plinto nella Hifona naturale . Giulio pollucefi accorda con Platone nel numero : ma difeorda nel 110-
me.percioche pone il Dorico,!' Ionico^ l'Eolw;et li nomina Prime harmonie, alle quali aggiunge la Frigia,
la Lidiaja Ionica,& yna,che nomina Continoua; come yna di quelle harmonie, che feruiuano al fuuno de i
Pifferi.^infttde Quintiliano, nel Primo lib.della Muficaponefei Modi, i quali dimada Tuoni, cioè il Ltdio,il
Dario, il F rigio, liofilo, il Mifloìidio,& il Swtonolidtojlquale paterno nominare Lidio acuto. Ma Gaudetio
plofofo,hauedo nelfuo Introduttorio fatto mettane del Miftoltdio,del Lidio, del Frigio, del Dono, dell' Htpoli-
dio,deU'Hipofri«io,et di qllo,che chiama Comune ,nominadolo dipoi Locrico,et Hipodona; dggtùge negli ef-
sepi, che pone, l't jìepio deli Eolio, et qllo dell' Hipoeoho.^fpuleio altra coftoro pone cinque Modi;i Eolio, l'iaftio,
il Lidio, il Frigia, et il Dorio.Et Luciano quattro;il Frino,tl Lidw,il Dono,et l'Ionico. Laffarò di dire oltra di
tìfli qllo,che faccia Boetio;poi che nel Cap. 1 ^.et nel 1 5 <ie/ 4 lib. no difeorda in cofa alcuna dalli Modi pojli
da Tolomeo.Et quatunq; Plutarco yoglta,che li Modifiano Tre folamete, Dono, Frigio, et Lidio;tuttama di
ce quefo, commemorandoli come princtpaluperche fo? giunge dipoi ,che qualunque altro modo dipede,& derìua
da quefti . Et ciò diffe : imperoche, yide non efjerlipiù di Tre forti di Diatefjaron ; come nel Cap. 1 4 . della,
Pi Ter^a
3 o o Quarta
Terza parte ho moJlrato;dalle quali nafce la -varietà delli Modi. Non mancano quelli ( lafjàndo da parte il
raccontare il loro nome , che quafifono infiniti) che hanno fatto mentione folamente del Dono,, dell'Eolio, &
dell'Iomco;come di quelh,che erano ■veramente Modigreci : percioche(come mojlra Cicerone) la Gretta era.
diuifa in tre parti ,cwè nella Donatella E olta,& nella Ionia ; come dtmojlra anche Plinto nel libro Sejìo al
Cap. i .della firn Hiftorta naturale . yAltn hanno fatto mentione incidentalmente di ima parte di loro ;fi co-
me Pindaro jcht nominò ti Dario fitto 7 nome della C etera dorica, & cofi l'Eolio : Et H or atto in diuerft luo-
ghi nomina l'Ionico, l'Eolio, il Dono, & il Lidio . Di maniera che dalla diuerfità dell'ordine , dalla -varietà
del numero ,& dalla differenza de i loro nomi, che fi troua in tutti quefìi autori , non fi può cattare altro, che
confittone di mente.Mafiano a qual modo fi -vogliano collocati, citerò ordinati ;fano anco quanti fi yogltno,
in numero & hahhiano qual nome fi yoglia,qutflo importa poco a noi ; bufandone difaper quefto per hora ;
che gli ^Antichi yfauano i loro Modi nella mantera,che difopra ho mofìrato ; & che con fderandolt fecondo
lyfo de i Muftci moderni, collocati in yna delle Sette jpecte della Diapafon harmomcamente, onero arithme-
ticamente mediata,^ diutfaJlanoDodici: Imperoche in Dodici maniere folamente, & non più, commoda-
mente fi pofjono diutdere; de i quali Sei fono li principali,^ Sei i loro collaterali, come Tederemo ; habbiano
poi hauutogli ^Antichi quanti Modi fi yogltano. Da che yer amente nafcefii yna tanta dtfcordta tra li Scrit-
tori fi intorno al numero,come anco intorno al nome,& all'ordine loro, è cofa difficile dagiudicare ;fe no vo-
lefiimo dire, che ciò accafcaffe ; perche, ouero che al tempo di alcuno di loro tutti tt Modi non erano ancora co-
tto fciuti; o che nonfaceffero mentione fé non di quelli, che li yeniuano in propofto a tempo, & luogo comodo.
Potemo adunque da quello, che fi detto rkogliere ,che li Modi principali appreffogli ^Antichi erano Sei . Do-
rio,Frigio,Lidio,Miflolidio,Eolio,& Ionico . Et fé ben Tolomeo con Apuleio, & molti altri anco chiama-
no il modo Iomco,modo laflio, queflo nulla , o poco rileua : imperoche coiifdemndolt l'yno , & l'altro nella
lingua Greca, tanto importa tyno, quanto l'altro; poi che anco il modo Mijloiidio,da Giulio pollice è chia-
mato Locricofiuer Locrenfe;& ^Atheneo tenne per cofa certa, che l'Htpodoriofuffe l'Eolio . Cofa molto dif-
ficile è yeramente il yolere hauer di ciò chiara, & perfetta cogmtione ; y olendo feguire l'yfo degli sfatichi :
percioche queflo non fi può d'imojlrare per alcunayta,per effere il loro yfo totalmente [pento, che non potemo
ritrouar di loro yefitfto alcuno . Ne di ciò fi douemo marauìgliare ; efjendo che'l Tempo con fuma ogni cofa
creata:ma più prejlofi douemo marauìgliare di alcuni, che credendofi porre inifi tlgenere Chromatico, &
fEnharmonico,giaper tanto, & tanto jpacio di tempo lafctathnon conofcendo di loro maniera, ne yeflino al
cmio;non fi accorgono, che non fi ha ancora intera cognitione del Diatonico : percioche yeramente non fanno
in qual maniera cotalt Modi fi poneffero in yfo,fecoiido'lco(lume degli ^Antichi. La onde credo io, che fi be-
ne yorranno efjaminar la cofx,ritrouarannofenza dubbio alcuno , doppo l'hauerfi lungo tempo lambicato il
ceruello con molte fatiche, &Jlenti, che hauer anno gettato yia il tempo, piti pretiofo , che ogn altra cofa ; &
effer flati ingannati alla gufa degli ^Alchtmifli, intorno il yoler ritrouare quello , che mai ritrouar potran-
no; quello dico,che chiamano la Quinta efjentia .
Degli Inuentori delli Modi. Cap. 4.
O N farebbe fuori di propofito( fe'l fi poteffefare)il narrare, chifia flato il primo inuen-
tore de t Modi modernlperaoche fin'hora non ho ritrouato alcuno che lo dica; ancora che
fa manifeflo a tutti quellt,che leggono il Platina, che Papa Gregorio primo , Intorno di
fantifiimayita,fùquello,che ordinò, che fi cantaffe gli Introiti , il ¥.6(tiihimw noue
yoltejo Halelutah,& le altre cofi, che fi cantano nelftcrtficio . Similmente , che Vita-
liano Ci quejto nome primo, ordinò il Canto,& aggiunfe infume gli Organi (come yoglìono alcuni) per cofo-
nanza. Ma Leone fecondo, huomo perito nella Mufica compofe il canto de i Salmi ; cioè ritrailo le loro Into-
nationi,& il modo, che fi cantano; & ridu/fe gli Hinm a miglior confinanza ; hauendo Damafo primo per
aitanti ordinttto,che tali Salmi fi cantaffero in chiefa t« yerjo per choro, & nel loro fine fi aggiungere il
Gloria patri, co' l rejìo. Tutto queflo è flato detto intorno al Canto ecclefiaflico,anchora che di efjo no fi poffa
ritrouare il primo inuentare : Ma inquanto all'inuentione di quelli Modi, che fono nel Canto figurato ,& la
muentione di comporre nella maniera ,chefacemo al prefente ; non è dubbio, che di ciò non potemo hauere al-
cuna certez£a;ancora che (per queUo,che fi può yedere)no è molto tempo,che t» tal modo di comporre nel
canto
Parte . 301
canto figurato fu ritrouato . Et benché intorno gli Imtentori detti Modi ^Antichi nafca quafi Fitte ffa diffctd
tà ; tuttauia potemo hauere alcuna cognitione degli Imtentori di moki di loro : Imperoche Plinio -vuole , che
^Anfione figliuolo di Gioite, o di Mercurio (come alcuni vogliono) & di <Ahtipa, fuffe inuentore dell'harmo
nia Lidia ; con la quale (fecondo che riferifce <Artttoffeno nel Primo lih. della Mufica ) olimpo fu quello ,
che fono col Piffero i funerali netta fepoltura del Serpente Pithone ; La qual harmonia fi adopero anco netta
pompafunebre della vergine P fiche, come di [opra fu commemorato . E' ben vero, che Clemente ^Aleffin-
drino attribuì/ce la inuentione dette harmome Lidie ad Olimpo di Mifia, il quale fu forfè ildifopra nominato;
& altri vogliono, che la melodia Lidia fuffe ritrouata non ad altro effetto , che per vfarla ad vn tale vffcio,
come è il detto difopra . Dicono ancora, che tal melodìa vfauano li ruttici ne i triu'ij, & ne t quadriutj in ho
nore di Diana, ad imìtatione di Cerere , che con grande gridi cercaua la rapita Proferpina ; come accenna il
Poeta quando dice ;
Non tu in triuijs indocle folebas
Stridenti mifèrumjlipula di/perdere carmen ? Ouefi vede , che non faceuano vn tale vffcio con
molti ìttrumenti : ma con vn piffero fola ; del quale ( come vuole Apuleio ) lagne Frigio , che fu padre di
quel Marfia, che fu punito grauemente da ^Apollo detta fiat arro<ran%a,fu l 'inuentore. Quejlo ijlejfo faceua-
no etiandio col Zufolo, del quale ( come vogliono alcuni, &< mafimamente Virgilio ) Pan dio depajlorifu
ìì inuentore, perche ; come dice egli ,
Pan primm calamos c^ra conìungere plures
Injlituit . Ma le melodie Dorie, fecondo l'ijleffo Clemente, del qual parere fu anche Pliniob furono
ntrouate da Thamira, che fu di Thracia . Le Frigie, la Mifla lidia, & la Mittafigia ( come vuole il no-
minato Clemente ) furono ntrouate dal fopraàetto Marfia , che fu di Frirìa ; quantunque alcuni ttoglwo ,
che Saffo Lesbia poeteffa antica fuffe l'muentrice dette Mifte lidie ; & altri attribwfchino tale inuen-
tione a Therftndro ; & altri ad vn Trombetta chiamato Pithoclide : Ma Plutarco , pigliando il tettìmonio
di vno Lifia,vuole, che Lampreda di ^Athene fuffe l'wuentore de tali Melodie ; (^7* alcuni vogliono,che Da
mone Ptthagorico fuffe t 'inuentore dell'Hipofrigio, & Polimnejìre dell' Hipolidio . De gli altri Modi non
ho ritrattatogli imtentori : ma quando l'autorità di ^Ariftotele potta nel lib. z . detta Metaftfica valere in que
ilo propojito, fi potrebbe dire, che Tìmotheo fuffe flato l' inuentore del retto; ancora che Frinide mttfico per-
fetto de quei tempi fuffe flato aitanti lui ipercwche ( come dice) fi non fuffe flato Tìmotheo non hauerefiimo
molte melodie . Ma inueritàparmi, chefianopiù antiche di Tìmotheo ;fi come leggendo molti autori , &
effeminandoli intorno attempo , fi può vedere . Quale di loro fuffe il primo ritrouato, quetto è, non dirò dif-
ficilifiimo , anzi imponibile dafapere ; ancora che alcuni vaglino , chef Lidio fuffe l primo Modo ritroua-
to; atta quale opinione fepotrefimo accoflare , quando l'ordine detti Modi pofli da Platone , da Plinio , da
Marnano , & da molti altri ,fujfepoJìo , fecondo che l'vno fu ritrouato prima dell'altro : Ma veramente
è debile argomento : perctoche putrefimo dire l'itteffo di qualunque altro Modo, che fuffe pofo primo in qua-
lunque altro ordine ; fi come del Frìgìo,che èpotto da Luciano primo in ordine ; & dell'Eolio, che èpotto da
^Apuleio nel primo luogo . Laffaremo hora di ragionar più di cotali cofe,&> verremo a dire detta loro natu-
ra tpercioche detta propietà de i Modi moderni vn altra fata ne parlaremo .
Della Natura , o propietà delli Modi . Cap. 5 .
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S SENDO già li Modi antichi , come hauemo veduto altroue , vna compofitione di
più cofe pofle ìnfieme: dalla varietà loro nafceua vna certa differexa de Modi, dotta quale
fipoteua comprendere, che ciafeuno di efi ritemua in fé vn certo non fio che di variato ;
mafimamente quando tutte le cofe , che entramno nel compofo, erano pofle infume prò
portionatamente . Onde era potente di indurre negli animi degli afcoltanti varie pafìio
ni, inducendo in loro nuota, & ditterfi habiti, & cottumì. De qui vene poi, che tutti quelli, che hanno fcrit-
to alcuna cofa di loro, attribuirono a ciafeuno la fùa propietà, dagli effetti che vedeuano nafeer da loro. On ■
de chiamarono il Dario modoftabils , & volfero che fuffe perfua natura molto atto alli coflumi dell'animo
degli huomini ciuili ; come dimofìra sfrittotele netta Politica ; ancora che Luciano lo chiami feuero : perche
ferua in fé vna certa feuerità , & ^Apuleio lo nomini betticofo : Ma ^Atheneoglt attribuifeefeuerità , maie-
ttà,&
302 Quarta
{là, C-7" yehementia ; & Cafìodoro dice, che e donatore della pudicitia , &> coiifèruatore delia cajlìtà . Di'
cono etiandw, che è Modo, che contiene in fé granita : per il che Lochete appreffo di Platone Jokua compa-
rare quelli, che ragionattano, o diffutauano di cofe grani , & fettere ;fi come della Virtù , della Sapienza ,
& di altre cofe fnmlv, al Muftco, che cantafe al Jtwno della C etera , o Lira , non la melodia Ionica , ne la
Irma, o la Lidia : ma fi bene la Borica, la quale tihmaua, chefuffe yeramente la l'era Greca harmotiia ;
& ciò tnajì 'imamente, quando erano huomim degni di tal parole ; <& tra loro, & te parole dette fi compren
detta Titta certa confonanzé . Et perche li Donenfi y fatano y/ìH armonia alquanto grane ,& feuera,con nu-
meri non molto veloci, t quali accompagnati alla Oratione, conteneua in fé cofe Jetiere , & gratti ; però vo-
lettano vii ^Aiitichi, che per il mezo del modo Dono fi acqutjlafje la prudenza ; & per efjo fi wducejfe in
noi -vn 'animo cajlo, & vtrtuofo . Et ciò non era detto (inza qualche ragione , come fi può comprendere da
gli auemmenti : Imperoche ( come racconta Strabone ) il Re ^Agamennone , aitanti che fi partiffe della pa-
tria, pi r andare alla guerra Troiana, diede la moglie CÌitenneftra in guardia ad un Muftco Dorico : perche
conofceua, che mentre il Mufico le era apprejfo , non poteua efjer yiaata da alcuno : Della qual cofa accor-
vendofi il yitiofò Egitto, leuandofelodagli occhi, diede fi 'ne atti [noi sfrenati defiderij . Ma perche queflo po-
trebbe parere ad alcuno coftflrana ; però confiderato quello, che ho detto netta Seconda parte, ritrouerà, àie
non è imponibile : Imperoche è da credere, che il buon Mufico fttffe tale, che laflimolaffe continone 'mente co
dotte narr adoni, accompagnate con harmonie appropiate, alle operatiom yirtuofe ,<& al di /pregato de i yi-
t'u ; & lepropunefje molti effempi de cafliftme,& bene accottimate matrone, da douere imitare ; infegna-
dole il modo, che hatteffe da tenere per conferuare la [ita caftità; <& la intrateneffe etiandio con ìiarratwm fi-
lofofìche, &foauifime cantilene; come fi contteniua a donna cajìa, & pudica . In tal maniera anco Dtdone
apprefjo di Virgilio con feline, & gratti canzoni dal buon Mufico loppa era fraternità ; il che fi coituma
di fare tra le honefte , & cafìe donne : ma non già tra le lafciue , & meno che homjìe ; come kg amio ap-
preffo l'ijlefjo Virgilio dette Ninfe ;
Inter qua* curam Clymene narrabat inanem
Vulcani, Mart'uq; dolos, c£" dulcia flirta. Per tali effetti adunque gli antichi attribuirono le nar-
rate propietà al modo Dorico ; & ad efjo applicauano materie fenere, grani, <& piene difapienza. Et quan-
do da quefle fi partiuano.&~ pafj 'aitano a cofe piaceuoli , liete, & leggieri , yfattano il modo Frigio ; e fendo
che lifttoi numeri erano piti yeloa de i numeri di qttalunq; altro Modo.& la [ita harmomapiù acuta di quel-
la del Dono ; Onde da queJìo,credo io,che(ia yeutito quel Proutrbto, chef dice, Dal Dono al Frigio; chef
può accommodare, quando da yn ragionamento di cofe alti f ime, & gratti, fi paffa ad yno, che conteng-a co
fé le<rgtert,bafje, non molto ingegnoje ,et fimigliantemente cofe liete,ttfeftettolt, & anche non molto honefte.
Clemente ,sileJJandritio,feguttando la opinione di ^Anttcfjeno , -vuole, che il Genere Enharmonico contien-
ghi grandemente atte Harmonie Doriche; comegemre ornato, &■ elevante ; & atte Frigie ilDiatomco,co
me più yehemente, &• acuto . FÙgia tanto in yeneratione il Dono, che ninno altro, da queflo & il Frigio
iti fuori, fu approuato, & adtnefjo datti due fapientifimt Filoftf Platone &• ^Anfìotele :peraoche cotwfce-
uano l'ytile grande, che apportauano ad yna bene ijìituita Jlepublica ; ijìimando gli altri di poco ytile.gp di
poco yalore . Onde yelfero, che li fanciulli dalla loro tenera età f tiferò /{brutti netta Muftca . Voleuano e-
ttandio "li ^Antichi, che l'LIipodorio hauefe natura in tutto diuerja da quella del Dono : imperoche fi come
il Dono difboneua ad yna certa coflanza yirile,& alla modefìia ; cofi l'Hlpodorio per la WAUÌtA detti jttoi
mcuimenti induce ffe yna certa pigri tia, & quiete. La onde (fi come raccontanoTolomeo , & Quintilia-
no) li Pithao-onci haueuano cotale yfanza , chejoleuano col mezo dell' LI tpodmio tra il nomo , & quando
andatiauo a dormire, mitigare le fatiche, & le cure dttt'antmo del giorno pafato;<& nella notte Juegliatt dal
fonnn, col Dono ndurf atti lafattfludq . ^Atheneo ( come altroue ho anco detto )fpensò,che queflo fttffe
l't olio, & "li attribuì, che induce fé ne gli animi yn certo gonfiamento , & fatto ; per efjer di natura al-
quanto molle . attribuirono anco gli ^inttchi al Frigio ; come ci manifejìa Plutarco , natura di accender
l'animo, & di infammarlo alla ira, gtp atta colera ; &• di prouocare alla libidine ,& atta Infuna : pereto-
che lo iflimarono Modo alquanto yehemente , &furwfo ; & anco di natura jeuenjiimo , &• crudele ; &
t he rendifle l'huowv attonito . La onde (fecondo! mio parere) Luciano tocto molto bene la fua natura con
quelle parole : Si come ( quelli dice egli ) / quali odono il piffero Frigio, non tutti impacifcono : ma folo tutti
quelli, t quali fono tocchi ila Rhea ; C7" quejìi hauendo yd/to /l V erjo,fi ricordano del primo affetto , o pafìio-
nebnma,
Parte. joj
ve prima, & etiam della prima perturbatane . Similmente Ouidio la accennò in queflì due verfi, dicendo;
.Attonitmq; feces , vt quos Cybele'ia mater
IncitAt , ad Phrygios villa membra modos. lAridotele lo accenna Bacchico, cioèfuriofo, & bac-*
cante ; & Luciano lo chiama furio fo , o impetuofo : ancora che ^Apuleio lo nomini Rehgiofo . Queflo Alo-,
do ( come habbiamo veduto) fi fonaua anticamente col Piffero ; il quale è finimento molto incitatiuo -.per-
il che ( come dicono alcuni ) col mezo delfuono de i Pifferi , li Spartani inuitauano li joldati al combattere ?
& ( come narra Valerio) corretti dalle [euenfiime le<r<rt di Licurgo, offeruauano di non andare mai con lo
tffercito a combatterete prima non erano bene inanemtti, (3* rijcaldati dalfuono de 1 detti ifìrumenti , con
la mifura del piede <Anapefto ; ilqualf compone di tre tempi, cioè di due breui, & di uno lungo . La onde
dalli due primi, 1 quali fanno la b attuta più ffefja&ptù -veloce coprendeuano, di hauer da afjatire l'inimicò
con grande empito ; & dal lungo, di hauere afermarfi, & reftflere animofamente , quandonon thaueano-
rotto nel primo affato . il che faceuano anco li Romani, come narra Tulio, t quali non pure colfuono della-
Tromba : ma col canto accompagnato a cotalfuono, foleuano incitare gli animi de i faldati a combattere vi-
rilmente . Et ciò ne moflra anco Virgilio, parlando di Mifeno , ■ .. <
. . . . quo non prxjlantior alter , :
xAere ciere yiros , Martemq; accendere cantu . Imperoche gli Italiani vfarono la Tromba , che
fu inuentione de i popoli Tirrheni, come vuole Diodoro ; & Plinio vuole j che l'inuentore fuffe vno nomina-
to Pifeo ,pnr Tirrheno . Di quefta inuentione Virgilio ne tocca vna parola, quando dice.
. TyrrhenMq; tubdi munire per <ethera clangor . Ma Gtofeffa nel Primo libro dette ^Antichità ni*-
daiche vuole, che Linuentorefia flato Mofe ; & Homero dice, che fu Dirceo , alcuni altri Tirteo, & alcu-
ni Maleto, colfuono della quale, che era afpro, veloce ,gagtiardo , & forte ( come fi pub comprendere dalle
parole di Ennio poeta antico , il quale esprimendo la natura di queflo ijìriimento diffe ;
vAt tuba terribili fonitu taratantara dixit ) ■ profenuano il modo Frigio . Imitati adunque al com-
kattere con grande vehementia dal fuono del detto ifìrumento , erano dalla tardità del juono , cioè dalla
tardità del mouimento,& dalla grauità del Modo ìnuitati a lafjare di combattere, il grande ^Alef-,
[andrò anco col mezo di vn Piffero ( come narra Suida )fu limitato da Timotheo a pigliar l'arme , re-
citando tale?- <re Orthia nel modo Frio-io. Similmente vn o-ioutne TaurominitanoC come recita ~4m-
monto, & Baetio,&fi come molte voltejhb commemorato )fu da queflo Modo rifcaldato. Peni che vo-
leuanoglt ^Antichi, che le materie, che tvattauano divuerra, & fu/fero minaccieuoli, &fpauentofe,fi ac-
commòdafjera a cotal Modo ; &> che l'Hipofrino moderaffe,&fottrahefìe la natura terribile, &• concita-
ta del Frioio . Onde dicono alcuni, che fi come li Spartant,<& li Candwti inanemiuano 1 faldati al combat-
fere col modo Frigio ; cofi li reuocauano dallapugna con l^Hipofrigw al fuono detti Pifferi . Vogliono anco,
che yA 'le filandro fuffe nuocato dalla battaglia da timotheo colmerò di queflo Modo, recitato al tuono della '■
Cetera ; & che'lgiouine Tauromimtano commemorato col mezg di queflo Modo ,& col canto del Spon->
deo fuffe placato . Vuole Cafiiodoro, che'l Frigiohabbia natura di eccitare al combattere, &• di infiamma-
re ali huomim al furore ; & che'l Lidio fia remedio contra le fatiche dell' animo, &* finalmente contra quel-^
le del corpo . Ma alcuni vogliono, che'l Lidio fa atto alle cofe lamemeuoli , &• piene di pianto ; per partirfi
dalla modeflia delDorio,xn quanto è più acuto , & dalla feuerità del Frigio . Sotto queflo Modo , Olimpo
(come narra Plutarco) al fuono del piffero nella Sepoltura di Pithone cantagli Epicedi] ; che fono alcuni ver.
fi, chef cantauano auanti il Sepolchro di alcun morto : Imperoche anticamente era vfanxa di far cantare {
al fuono del Piffero, 0 di altro finimento nella morte de i parenti , 0 degli amici piti cari ,- dal qual canto e-
rano indimi a piangeri li circoflantf la loro morte ; & ciò faceuano fare aivnafeminayeflita in habito lu-
gubre ; come anco fi offerita alprefente in alcune città, majitmamente nella Dalmatia, nella morte di alcu-
no-hmmohonoraio. Tale vfanxa commemorò Stano Papinio, dicendo-, >
Cumfignum luflus comu grane mugit adunco
Xibia, cui tenerosfuetum producere manes , ■-,•'
, ^LegePhrygummeJìa. Onde fi vede, che taliharmonie erano fatte nel modo Frigio, attero nel Li-
dio ; fi come dalla autorità di ^Apuleio adiutta difoprafipuò vedere . ^Alcuni hanno chiamato il Lidio, dà
o-li effetti, homb ile, triflo,& lamentinole ; & Luciano lo nomtnafurwfo, onero impetttofo; è ben vero,che
Platone pane fre forti, diharmome Lidie,.cw Mijle , biotte , & Semplici ,fenxa porm alcuno aggiunto .
1 > Hanno
504 Quarta
Hanno hauuto opinione alcuni; che l'Hipoltdw habbia natura differente , & contraria a quella del Lidio ;
& che contenga nife yna certa fbauita naturale, & dolcezza abondante; che riempagli animi de «liafcol
tanti di allegrezza' & dì giocundita\ m'iéìd confoauità ,• &" che fa lontano al tutto dalla lafciuia,& da o-
9 ni yitio ; Pereto lo accorri modaro.no a materie manfiete, accojlumate , graui , & continenti ut fé cofe prò-
fmide,jpeculatiue, & diurne ; come fino quelle,che trattano della gloria di Dw,della felicità eterna; & quel
le, che fono atte ad impetrare la Diurna grafia . Et yolferofimilmente , che'l Mtttolidio haue/fe natura di
incitar l'animo, & di rimetterlo . Apuleio dimanda l'Eolio femplke ; & Cajìiodoro yuole,che hMia pof
fanxa di far tranquillo, &fereno l'animo oppreffo da diuerfe pafìtom ; & che , dopo facciate tali pacioni ,
habbia poffanza di indurre il fanno : natura , & propietà yeramente molto conforme a quella dell' Hipodo-
rio . Onde non è da marauigliarf,fe *Atheneo, adducendo l'autorità di Eraclide di Ponto, fi di parere, che<
l'Eolio fuffe FjFitpodorio ; o per il contrario . Vogliono alcuni,che allo Eolio fi pof ino accommodare materie
alleine, dolci, fiaui, &feuere ; effendo che (come dicano) ha in fé yna grata feuerità mefcolata con yna cer
ta allegrezza, &foauità altra modo ; &fòno di parere , che fa molto atto alle modulationi de i Verf liri-
ci, come Modo aperto, & terfo . Ma fé è yen quello, che fi pensò Eracltde , farebbe a tutte quefle cofe con^
trarlo molto : percioche hauerebbe diuerfa natura ; come difopra ho moslrato . Apuleio chiama loladio ,
cuero Ionico (che tanto vale) yario ; & Luciano lo nomina allegro ;per effere ( fecondo il parere di alcuni )
molto atto alle danze, & a i balli . La onde nacque, che lo dimandarono lafciuo ; & li popoli , inuentori dì
tal Modo, che furono gli lAthenìefi, popoli della Ionia, amatori di cofe allegre, & gioconde ; & molto flu-
dtof della eloquenza, chiamarono Vani, & leggieri . Cajìiodoro yttole , chehabbia natura dì acuire l'intel-
letto a quelli, che non fono molto eleuati ; & di indurre yn certo defderio delle cofe celefli in coloro, lì quali
fonograuatì da yn certo defderio terreilre, & humano . Quefle cofe dicono intorno alla natura delli Mo-
di ; la onde [forge yna grande yarietà nelli Scrittori, yolendo alcuni yna cofa, & alcuni yn altra . il per
che mi penfo, che tal yarietà poteua nafeere dalla yarietàde i cof umidi yna prouincia ; che effendo dopo
molto tempo yariati, yariaffero ancora li Modi ; & che yna parte de ifcrìttorìparlaffe di quelli Modi, che
perfuerauano di effere nella loro prima , & pura fempìicità ; & [altra parte parlaffe di quelli , che già ha -
ueano perfo la loro prima natura ; Come per cagione di eff empio diremo del Dario , che effendo prima hone-
fto, oraue, &feuero ; per la yariatione de i collumi fuffe yariato anche lui , & applicato dipoi alle cofe del"
la guerra . Et per quello non ci douemo maravigliare : percioche f dalla yarietà delle harmonie nafee la ya
riatione de i cojìumi ; come altrouef è detto ; non è inconueniente anco, che dalla yariatìune de i co fiumi fi
•venga alla yarietà delle Harmonie, & delli Modi. Poteua anco nafeere dalla poca intelligenza, che hauea-
tto li Scrittori di quei tempi, intorno a cotal cofa ; comefùole accafeare etìandio a i tempi noflri, che alcuni fi
porranno aferiuere alcune cofe, che non intendalo : ma fi rimetteno algiuditio, & alla opinione di yn altro,
tlquale alle yolte ne fa men di lui ; & cofi molte yolte pigliano yna cofaper ynaltra,& attribuirono a tal
cofa alcune propietà ,che confederandola per il dritto ,èda tal propietà tanto lontana , & diuerfa , quan-
to è lontano , & diuerfa il Cielo dalla Terra . Et molte yolte y edemo , che pigliano yna cofa per yn altra ;
come fi può yedere in quello, chefcrìue Dione Chrifoflomo di ^Alefftndro Magno ne i Commentarla del Re-
gno, effempio addutto da molti ; oue dice, òefu coflretto da Timotheo a pigliar l'arme col mezp del Modo
Dono ; tuttauia èfolo di queflo parere, per quello ch'io ho potuto comprendere : Imperoche il Magno Uafi-
lio, & molti altri auanti lui, yuole ; che fuffe coflretto a fare ynfimile atto dal modo Frigio. Ma di queflo
fi a detto a batlanza ; imperoche è dibifògno , che fi yenghi a ragionare intorno all'ordine loro .
Dell' Ordine de i Modi . Cap. 6.
OVEMO adunque auertire , che fi come gli antichi furono di molti pareri intorno-»
ì nomi delli Modi , & intorno alle laro propietà ; cofi furono differenti anco debordine ,
& delftto loro : Imperoche alcuni ordinarono li Modi m yna maniera,^- altri in yn'al
tra . Platone prima d'ognaltropofe nelfuo ordine le harmonie Lidie mifle nel primo luo
go ; alle quali foggiunfe le Lidie acute ; Nel fecondo luogo poi pof le Ioniche , e£" quelle,"
che chiama je»jplicemente,fenza altro aggiunto, Lidie ; & nel terzo la Daria, &• la Frigia harmonia. E'
ben yero,chefpuò dire, che non habbiapoflo tal' ordine come naturale : ma a cafo,&< accidentalmente ; fe-
condo
Parte. joj*
"tondo che nel filo ragionamento li tornata alpropofito :fi come fece anco in vn 'altro ragionamento, nelqua-
lepofe t/rima la Ionica , dipoi la Frigia aggiungendole la Lidia ; & dipoi pofe la melodia Dorica nell'yltt-
mo Itwro . filtri tenero altro ordine : imperoche pofero l'Hipodorio nella parte orane del loro ordine ,primo
d'oo-n 'altro, & il Miflolidio nell'acuta ; ponendoli di [opra l'Hipermijlolidio , t&fopra l'Hipodorio l'Hìpo-
frigio, dopo queflo l'Hipolidio, aggiungendoli il Dorio ; dopo il quale feguiua immediatamente il Frigio ; di
maniera che fecero, che'l Lidio erapoflo difopra a qttefli quattro metani : Et tra cofloro fi ritrouano Tolo-
meo ,& Boetio. Et quantunque alcuni altri teneffero -im'altro ordine ,fi come Apuleio, ilquale po-
fe l'Eolio aitati d'ogn altro ; dipoi lTaflio,&glt altri, fecondo chef yedeno nelfuo ordine ; tuttauia Marna-
no pone primo il Lidio, dipoi foggiunge l'Iaftio, & cofi gli altri : ma altri -pofero prima il Miflolidio ; tra i
quali [ino numerati Euclide, & Gaudentw, nominati dtfopra . Giulio Polluce m due luoghi pone il Dono
prima d'o<ni 'altro ; come fecero Plutarco , & Cafiodoro : Ma ^Arifìide Quintiliano accommodò il Lidio ,
tome fece Marnano ; ancora che Luciano habbia poflo il Frigio nel primo luogo . Onde da tal diuerfità non
nefegue altro,che confufione grande di mente;& queiìopuo nafcere: percioche alcuni frinendo in tal mate-
ria tenero -un'ordine naturale nel por li Modi l'uno dopo l'altro : ma alcuni (non attendendo a tal cofa ) pofe-r
ro -vn ordine accidentale . Li primi furono quelli, che ragionarono di tali cofe fecondo l'ordine della Scienza, ,
& in maniera dimojìratiua ; come fu Euclide, Tolomeo, Gaudentw, ^Aridide, Boetio, Cafiodoro,& Mar
tiano . Magli altri ragionarono di efi a cafo , fecondo che li tornauano in propofito ; oue non ftceua dibifo-
no, che li poneffero, fecondo chef dtbbeno porre l'~vn dopo l'altro ,feguendo l'ordine naturale ; ma in quel
jnodo, che tornauano a loro più commodi . Tra cofloro fu Platone, Plutarco, Luciano, il Polluce , & ^Apu-
leio . Non è però da maraiugliarf, che quefti tra loro teneffero yn ordine dmerfo : ma ci douemo marauiglia
re deìli primi, che trattando di yna cofa ijlejja fcieutifcamente ,fuffero cofi differenti di parere . Ma cefi
hora tal marauiglia, poi che ( come di fi altroue)fi come fuole auenire nell'altre faenze , nelle quali fi trotta-
no molte Sette, cofi nella Muficaft ritrouauano a quei tempi effere due Sette principali , l'yna delle quali fi
chiamaua Pithxgorica, la qual fegmtatta la dottrina di Pithagora ; & l'altra ^4rifloffenica,che era di quel-
li, che feiruitaium i pareri di ^Ariìhffeno . Effendo adunque tra cofloro molte differenze, & pareri duterfì
intorno ad yna cofa ifleffx : percioche alcuni la yoleuano ad yn modo , & alcuni ad yn'altro ; dalla varietà
dei loro principe non nafceua altro, che yarietà di concluftoni . La onde nacque, chef come furono differen-
ti in molte co/e (come in alcuni luoghi, fecondo che mi tornaua in propoftto , ho moflrato) cofi ancor a furono
difcordanti nel numero, nelfto, & nell'ordine delli Modi : Imperoche fé noi haueremo riguardo a quello ,
chefcriueno Tolomeo, & Boetio in tal materia , ritrouaremo, che pongono il modo Miflolidio nella parte A",
citta de i loro ordim,& yogliono, che la chorda grani firn a di ciafcttnofi chiami Proslambanomenosja «-
zana Me fé , & l'acuta Nete : & Boetio yttole, che le diflanzz, (irgli interinili , chef trottano in ciafcùit
ModoSiariofolamente di Tuono, o di Semituono : nondimeno Euclide numerando le ffecie della Diapafon ,
pone la prima fjpecie ne ifuoni grani fpefi, i quali chiama BxpusuMoi , da Hypate hypatona Paramefe ; &
dice, che quejla era chiamata dagli Antichi Mijlolidio . La feconda pone ne i fuoni mezantfpeft , i quali
■dimanda Muróavwot , daParhypate hypaton a Trite diezeugmenon ; & la nomina Lidio . La terza tra,
gli o'ZvwMoi , cioè acuti fjpeft ; & la chiama Frigio . La quarta Dorio, la quinta Hipohdio , lafefla Hi-
pofrigio, & lafettima non folamente la nomina Hipodorio, ma anche Lochrtca, & Commune : la qual co-
fa fa etiandio Gaudentio, come fi puh yedere . il perche fi yede mamfedamente, che fa l'yna di due cofe,o-
■uero che pone il modo Miftolidio nella parte grane del fuo Monochordo ( come è yeramente ) & l'Hipodo-
rio, o Lochrico più acuto ; oueramente che pone le chorde nel detto ijlrumento ad altro modo , di quello che
fanno gli altri Mufici antichi . La onde y edemo hora yerifcarfi quella opinione , ch'io toccai nel Cap. 1 9.
della Seconda parte, ragionando della opinione , che hebbero gli Antichi dell' H armonia celefe . Ma chi
-voleffe narrare il modo, che teneuano nel cantar li detti Modi , farebbe cofa diffìcile : prima , perche non fi
ritroua alcuno effempio di cotal cofa ; dipoi , perche ( quantunque Boetio ponga gli interualli , che fi trottano
■da una chorda all'altra di ciafcun Modo) Tolomeo,& ^/fnflide pongono altri infermili diuerf : ne l'uno, ne
l'altro pone la maniera del procedere , quando cantano dal grane all'acuto , 0 dall'acuto algraue . Et fé bene
fi trouano molti e ffemplari feruti a mano di Tolomeo, che dimofirano tali wterualli ; tuttauia fono talmete
ne gli e ff empi, & m altri luoghi,oper iltewpo,oper vitio delltfcrittori,w tal maniera imperfetti; che fi pub
■da loro cattar poco di buono. E* ben yero,che nel Cap. 1 .de 1 3 .libro applica mainfefìamete la Diatefjaron,che
ù ilTetrachordo Diatonico diatono al modo Eoltojdegli altri poi no ne hòpotuto hauere ragione alcuna . Ma
Q_ cotali
506 Quarta
cotali d: flange fono alquanto meglio pofle da ^Anflide , di maniera che fi poffono intendere ; ancora che
l'ejjemplare , che mi è peruenuto die mani fio, in tal modo /corretto , per la dapocagmne de i fcritto-
ri ; che a pena ho potuto cauare quefìe poche parole , le quali uoglio porre come danno , accwche fi yeda , in
qualche parte, la diuerft.ì delti Modi antichi , &* quanto fiano differenti da i noflri Moderni ; & dicono .
Ts ij.Ìv s'V Ag JW à'iÀiUua. cruvntàtfcui , cV fiio-tai xgj. linv Ksù mvov, xjù fiitrtaii naù alieno;, uffl ts'vou xjj flirtai.
%/ù toCto uiv Ilu tÌkhiv o-ush/ào, . To fé fàpiof , ìx. 7°nv agì hièiat , vrì flio-iu; ygj tónfi ygì toVou hju f listai xgi
Pittrice! yjù ftróf-v . Uu fi lovro, toVw toù S'iti mo-àv C-xifiyw . TV fi if\Sym, ix. to'vou xsù f liutai xffj inerivi, tgì
faóviv xsù To'l'oi/ , yjj flirtai yj/2 rfoov ■ lw fi >t5" toùto TEÀffop fid toi?ó~v . to' fi ìdfHOV&twl Ttànray ix. flirtai
Hai flirtai Kffi ftrivev, xsfì TfmiMjinv xtjl to'i'ou • \w fi tsVo -n fui ■wa.tràt ìkkhttov -riva . To' fiui^oKufioy , ix.
fva fitatav xn-rà re itili KHu.iwv , hoi'toW HSPTOVW3 xgJ fiitrloi yaì Tfiàv rómv . bS fi yjp. tsto ■rihmv <rv-
swjjl. 70' fi Myo'tJ.trw auiiiovov bufivi ,bù finriai xjx filatali xgìfnóvot) ^m 7?iìi//jtcvIov . AitTiv fi vu> ìtÌ mv-
tuv aWreov , rbò ivamóvioy . cioè Hanno adunque compoflo il Lidio diadema di die fi s £7» di tuono &
tuono, & di diefis & dtefts,&di tuono & diefis; Et queflo è Siflema perfetto . MailDorio di tuo-
no & diefis , & di diefis & tuono , & di tuono & diefs , & di diefis & Ditono ; & queflo fuperaua
le Diapafon per un tuono . il Frigio poi di tuono & diefis, & di diefts, & ditono & tuono, & di diefis &
tuono ; Et queflo era yna Diapafon perfetta . Ma compojero l'Iaslio di diefis & diefs , di ditono & trihe
mituono & di tuono ; & mancaua della Diapafon di tu tuono . il Mijlolidio poi di due diefis pojìi l'y-
no dopo l'altro, & di tuono & tuono, & di yno diefis & tre tuoni ; & queflo era yn Siflema perfetto .
Ma quello,che era detto Sintonò lidio, era compoflo di diefis & diefs , & di yn Ditono & yno Trihemi-
tuono . Ma il Die fu hora in tutti fi ha da intendere quello de!l'Enharmo?iio . il perche dalle parole di ^Tri-
fide potemo comprendere, che li Modi (fecondo lafua opinione ) erano yarij non folamente negli interualli ;
ma anco nel numero delle chorde : quantunque Boetionel Cap.q.delltb.q. della Mufca ponchi folamente
widiachorde nel Lidio ; & nelCap.i /)..& nel \j.neponga peregri Modo quindici ; alle quali aggiun-
ge il tetrachordo Synemennon . Ma per quello, che potemo comprendere dalle parole di Euclide , & di Gau-
dente ^pofle difopra,ciafcuno dell'i Modi quando era perfetto, era compre fo [otto ynafpecie della Diapafon ,
cioè tra Otto chorde; & cotale Tifò è anco appreffe li moderni : imperoche pongono tra la Quarta fpecie delia-
Diapafon D & à il Primo, &t Ottano modo ;ilTerxo,& il Decimo tra la Quinta jpecie E & e;
fimigliantemetetralaSefla F & f il Quinto; &tralaSettima G_^ [ _g_dSetùmo : Ma tra la Fri- 2~y
ma ^4. & a: onero tra a & aa pongono il Nono,^ il Secodo; & tra la Secoda h & U »'/ Quar-
to.Vltimamente tra la C & e: onero tra la e & ce, cheèlaTer^a Jpecie accommodano tVndeci-
mo,& il Seflo modo;come più abaffo yederemo . Et fono al numero di Dodici^non folamente appreffògli Ec
clefiaflici;ma anco apprefjo li Copofitori prattici; ancora che da molti no fatto cbfiderati in tanto numero; de
i quali to intendo ragionare particolarmete, & moflrare in qual maniera al prefìtte fi yfi aafeuno di loro.
Che l'Hipermiftolidio di Tolomeo non e quello, che noi chiamiamo
TOttauo modo , Cap. y,
ONO flati alcuni Prattici moderni, che hanno tenuto per coft certa , che t Ottano mo-
do, che noi yftamoJuffe tHipermiflolidio di Tolomeo, pò fio nell'ottano luogo delfuo or
dine : ma yeramente cofloro digran lunga i ingannano : Imperoche l'Ottauo (come ye-
deremo ) è contenuto tra la Quarta fpecie della Diapafon D & d, ouero tra Lycha-
nos hypaton,&< Paranete diexeugmenon, arithmeticamente tramenata ; & lo Hiper-
rmflvlidto e contenuto tra la prima Ifecte a <& a a, cioè da Me fé a Nete hyperboleon ,fi come ne moflra,
chiaramente Bnetio nel Cap. 1 j.delltb.q.della Mufca. Onde inftemeftpuò yedere la dijferenx^,chefi tro-
tta tra l'yno , & l'altro ; & l'errore , che cofloro pio-liano . Et benché alcuni altri habbtano hauuto parere ,
che dall' Hipodorin, d quale èpiùgraue d'ogn altro Modo, alÌHipermifloltdio,poflo nella parte più acuta,no
fi trotta alcuna di/fe> cnxa, fé non di graue, & di acuto ; percwche l'uno, & l'altro fono contenuti fitto yna
tflejja fpecie della Diapafon ;tuttauia parmffecodo'l mio <rtudttio)che cofloro fiano ingrande errore: impero
che tanto farebbe dire. che Tolomeo haueffe replicato nell'acuto quello, che erapoflo nelrraue,fenxafare al-
cun altra d.ferexa di harmoma. Ma ciò no è credibile ; effendo che ynfigrade Filofofo, come era Tolomeo,
ito farebbe flato fipriuo di <rtuditto,che haueffe moltiplicato yna coft fuori di propofto,come era quefla; tato
più, che queflo era tra Ftlofofi yn grande inconuenieute . Bifogna admtq; direa che tali Modifuffero differenti
l'uno
: Parte. 307
Ivno dall'altro ; non folttmente per il (ito: ma anco per natura,, mediante la melodia,chc eràdìuerfi ; <& che
Tolomeo hauejje tal tutelinone quando pofe il nominato Hipermìfìohdio . alcuni altri l'hanno -voluto chia-
mare Eolio,& veramete doparmi ejjer fatto fen%a alcuna ragione : ejjendo che Tolomeo nel Cap. i.&nel
i <; . del Itb. 2. . della Harmomcafa mentione dell'EoliOj nominandolo Eolia harmonia . Potrebbe forfè alcu-
no addim andare, per qualcagione Tolomeo non habbia aggiunto ilfuo collaterale, o placale all' Hipermtfìo-
lidio ; ne meno habbiapofto l'Eolio in cotale ordine , ne anco l'Ionico , il quale chiama laflta harmonta : ma
perche ciafcuno leggendo il Cap. 3 . di /opra di tal dubbio, 0 quejhone propofta potrà hauere ribotta fuffcien^
te ; però non mi pare di r, pplicare più alcuna cofa .
In qual maniera eli Antichi fegnauano le chorde de i loro
Modi . Cap. 8 .
V^fNDO mi fouiene di non hauer mai ritrouato appreffo di alcuno autore ne Greco,
ne Latino pur uno ejjempio , per il quale fi poffa comprendere , in qual manieragli an-
tichi faceffero cantare molte parti infieme ;fe non il modo , che teneuano nel fcnuere le
chorde de 1 lor Modi, 0 Cantilene [eparatamente ,&in che proportione poneuano le voci
§3 lontane l'yna dall' altra; più mi confermo nel credere, che mai non vfafjero di far canta-
re molte parti infieme,fe non nel modo, che ho moftrato nel Cap.^.della Seconda ; & nel Cap.-jc). della Ter
%a parte ; oltra che è manifeflo, che loro non vfauano quelle fgure, 0 caratteri nelle loro cantilene ; ne meno,
quelle linee, & (pacu moftrati nel Cap. i . della Terza parte, t quali vfiamo al predente : ìmperoche(fi come.
dice Boetio ) haueano alcune loro Cijere, le quali poneuano [opra le fillabe de 1 loro Verfi , & da quelle com-
prendetelo in qual maniera dowffero cantare, motteiido la voce verfo dgraue , onero verfo ì' acuto . E' ben
-vero, che tali C fere poneuano raddoppiate, luna [opra l'altra ; & dice Boetio, che quelle, che erano kprìme
pofie di [opra, erano le note, 0 Caratteri della Vintone , cioè delle Parole ; & le feconde posle difotto, quelle
della berculìione : -volendo inferire ( com'to credo ) che le prime dtmofìrauano le chorde,& le feconde il T ti-
po lmwo,o breue : ancora che tal breuità, 0 lunghezza poteuano apprendere dalla ftllaba pojìa nel Verfo , la
gitale era,o lunga, 0 breue . Tali afere poi erano l'yna dall'altra differenti : percwche a aafcuna chorda ha-
neuanofegnato vna cif era particolare ; di maniera che la cifera di Proslambanomenos era differente da quel-
la di Hypate hypaton, & dalle altre ; & fimigtianremente la cifera di Proslambanomenos del modo Borio
era differente dalla cifera di Proslambanomenos del modo Frigio, & cofi le altre . Ala tali efere fono Hate
laffate da vn canto : imperoche Giouanni Damafceno dottore fanto ritrouò altri caratteri nuoui, li quali ac-
tornmodò alle cantilene Greche etclefiafliche di maniera, che non fignifcano le chorde, comefaceuano li no*
rmnati caratteri, 0 cifere : ma dimofìrano l'Interuallo, che fi ha da cantare. La onde ogni intemaìlo canta-
bile h.ì lafua cifera ; di maniera ,che fi come quella delTuono è differente da quella del Semituono ; & quel-^
la della Terza minore, da quella della maggiore, & co fi le altre, che afeedeno : cofi fono differenti etiandio
quelle cifere di Tuono,di Semituono, et altri che dtfcendeno,da quelle, che afetndeno; alle quali tutte fi ag min
gono 1 loro tempi, di modo che fi può ridurre ogni cantilena fitto cotali caratteri, 0 efere, con maggior breui-
tà, dt quello, che facemo adoperando li nofln ; comepoffo moflrare in molte mìe compofitioni ; & fi può ac-
commodare in effa ogn'vno di quelli accidenti , che concorralo attafua compofittone ;fia qualfi yoglia : im-
peroche hòpoflo ogni diligenza di fare accommodare il tutto, fecondo che torna alpropofito . Ma douemo a-
itertìre, acciò non fi prende ffe errore, che fé noiconfideraremo le parole di Boetio ,poile nel Cap. 14.^ nel
ì 6. del lib.q. della Mufica, le quali trattano della materia delli Modi, potremo comprendere due cofe,dalle
quali fi feopreno due grandi incónuenienti, fecondo 7 miogiuditio : il Primo de i quali è, che non potremo vitro
tiare alcuna differenza de tnterualli più in vn Modo,che in vn altro: conaofia che vuole, che tutte le chorde
dell' Hipodono,nella maniera che fono collocate ffiano fatte più acute per vn Tuono ; acciochefi habbia il mo
do Hipofftgio:& che le chorde tutte di quejìo Modofiano medefim •amente fatte acute per vn altro Tuonoy
per hauer quelle della modulatione ( come egli dice ) dell' Hipolidio. La onde fé tutte quefle chorde fi faranno
più acute per un Semituono , vuole che ne venga l Dono ; & cofi fegue dicendo de gli altri Modi ; Per il
che fé in tal maniera fi ha da procedere, per far l'acquifìo detti Modi,nofo coprendere tra loro alcuna varietà;
fé no che,accommodati tutti per ordine in vno iftefjo lUrumeto, l'uno farà più acuto dell' altro per vn Tuono,
merper vn Semituono,procedcdo per gli iftefìi internali/. Ma che dtfferexa,di gratta, fi trotterebbe tra l'uno
'• i Q^ 1 & l'altro
}o8 Qi
uarta
gr l'altro Modo, quando nelle chorde or ■aui, nelle mez*ne,& nelle cicute di Vito fi trouaffe quelli iflefli inter
titilli tr.t le gratti Je mezane,& le acute di vn altro; fé befuffero più acuti l'un dell'altro, o più fratti per aual
fi uoolia dijlanza -? offènda che oli interualli, che fanno la forma de i Modi, fino quelli,che fanno la differen-
zaloro, &non l'acuto , ouero il grane . 1 1 Secondo è , che dalle parole di Boetio , & dalli [mi e/Tempi,
come male wtefi, potremo comprenderete i Mufici moderni parlando infirmi materia molto s'incannano:
percwche credeno, che'l Quinto modo moderno fa il Lìdio antico , £j- lo fanno più grane del Settimo, il Qua-
le chiamano Mtftolidw,per vn Tuono : effendo che pongono, che queflo loro Lidio fi a contenuto tra la Seda
fpecie dellaDiapafon F & fi &ilMiflolidiotralafettima G & g, i quali fono difìanti l'un dal-
{ 'altro per vn Tuono : nondimeno Boetio mojlra chiaramente , che'l Lidio antico è difante dal Mtfolidio
per ~im Semituono ; Similmente vuole , che'l Dono fi a lontano dal Frigio per un Tuono; ti che vuole anche
Tolomeo;& queflo dal Lidio per vii altro Tuono : & pur vogliono li Moderni, che'l primo Modofta ilDo-
rio antico, il Terzo il Frigio, & il Quinto il Lidio ; dche verrebbe ad effere tutto il contrario di quello , che
cofìoro tengono : perche' l Primo è diflante dal Terzo per vn Tuono; & queflo dal Quinto per vn Semituo-
.no : Di maniera chepotemo dire, che fino m grande errore, quando nominano il primo Dorio , il terzo Fri-
gio, & cofigli altri per ordine, fecondo che fono pofìi da Tolomeo ,&da Boetio : Imperoche quando fi vo-
leffero nominare per tali nomi ( quando li Modi moderni fufjero fimili in qualche parte agli antichi) più
preflo douerebbeno chiamare ÌVndecimo Dono , il Primo Frigio , & Lidio il Terzo , che altramente : ef-
fendo che allora farebbeno diflanti l'vno dall'altro per gli interualli, che pongono Tolomeo, & Boetio . Que-
Jìa è fiata veramente vna delle cagioni, oltra l'altre ( accioche alcuno non fi marauigli ) che ha fatto , ch'io
non nomini li Modi ne Dono, ne Frigio, ne Lidio, o confimili altri nomi : ma Prtmo,Secondo,Terzo,& gli
altri per ordine : percioche io vedeua,che'l nominarli in tal maniera non era benfatto. Et benché Franchino
Caffuro nella ftta Theorica tenga vn altra mamera,nel porre li Modi l'vno più acuto, opiùgraue dell'altro ;
tuttauianonponegliinterualltdivno Modo differenti da quelli di vii altro ; ma follmente pone oli iflefii
più acuti hora di vn Tuono, hora di un Semituono ; & non vana altramente la moditlatione. Queflo ho no-
luto dire, non già per parlare cantra alcuno de gli antichi, ne dell'i moderni Scrittori , alli quali ho fempre
portato, & portare fomma riuerenzj : ma accioche i Lettori fiano auertiti , & confidenno bene tal cofa co
ogni diligenza, & pofimofargittditio, & cono fiere fempre ti buono dal tri fio, & il vero dalfalfo, nelle co-
fe della Mufica . Ne credo, che farebbe grande incoimeniente, quando alcuno voleffe dire , che fi bene Boe-
tio fia flato dottifiimo delle cofi ffeculatiue della Mufica ; chepoteua effere, che delle cofe della pr attica non
jvjfe cofi bene intelligente ; il che veramente fi pub confermare con quello, che fi è detto difopra,& co que-
lo, che ho mofìrato nel cap. i 3 .della Terza parte ; quando ragiona delle Quattro fpeae della Diapente. Ne
di ciò hauemo da marauigliarfi : percioche ciafctmo in quanto è Huomo , dalla propia opinione pub effere in-
gannato ; ma ricordiamoci quello, che ferine Horatio nella Epiftola dell'arte Poetica , quando dice ,
Verùm opere in longofai ejl obreperefomnttm . percioche potrà effere ottima efcufatione a queflo
grauifiimo autore, & etiandw a ciafcun 'altro , che ferine molto di lungo .
In qual maniera s'intenda la Diapafon effere harmonicamente, ouero
arithmeticamente mediata. Cap. j.
T perche ho detto difopra , che li Dodici Modi nafiono dalla diuifione delle Sette fpecie
della Diapafon , fitta hora harmonicamente , & hora arithmeticamente ;perb auanti
che fi vada più oltra, voglio che vediamo in qual maniera s inteda la Diapafon effere me.
diata, 0 dtuifa all'vno & all'altro modo . Si debbe adunque auertire, che la Diapafon, la,
quale è la Prima confini anza(com e altroue ho mofìrato) fi dtuideprimierameteper vna
chnrda mezana nelle fue parti principali, che fono la Diapente, & la Dtateffaro; le quali parti(perche ff effe
volte fi vmfeono infieme ,ponendofi hora la maggiore, & hora la minore nelgraue) ne danno due cogtuntio
ni, ouero vmonndelle quali l'vna non effendo in tutto buona,!' altra viene ad effere molto finora, &foaue. Et
talfoamtà nafie , quando la Diapente fi pone fitto la Diateffaron -.percioche effendo cùgiunte,et ymte in cotal
maniera, gli eflremi della Diapafon viene ad effer tramezati da vna chorda mezanajaquale è la eftrema a-
cut a della Diapete,et la eflre ma grane della Ptatefftro : onde tal dxmfione^nxi cógiuntione,ft chiama har-
momea :
Parte .
3°9
ntonìca : percioche li termini delle proportioni,che d'ino la forma alla Diapente jet alla Dtateffaro,che fono 6,
4.3 fono pofii in proportionalità harmonica-.efiedo che'l melano dmide li due eflremi nel modo, che ella ricer
ca,ficodo ch'io ho moflrato nelCap. 3 y.della Prima parte. L'altrajaquale è men buona-.perche ueramete no
è cofi finora, per non effere in ejja collocate le confinanze a i propij luoghi, fi dice ^Arithmetica; <&rfifà yuan
do le nominate parti fi vnifiono per ima chorda mezana al contrario ; cioè quando la Diateffaron tiene la
parte grane ,&la Diapente la parte acuta . Et perche li termini continenti le proportioni , che danno lafor-
maallaDiateffaron,&allaDiapente,iqualifono 4.3. i ,firitrouano effer pofliin diuifione arithmetica;
tjfendo che'l mezano terminerei 3 diuidegliefìremi 4. & z , nel modo, che ricerca tal diuifione; co-
me nelCap. 3 6. della Prima parte fi è moflrato ; però meritamente è detta ^frithmetica . Et la prima ynio-
tie è tanto migliore della feconda, quanto che l'ordine delle confinante , che fono collocate in efja ,fi ritroua
haueretutte lefue chorde nel loro propio luogo naturale , fecondo la natura delle forme delle confinanze con-
tenute in elfi : Percioche nel fecondo ordine le confinanze fono pojìe in tal maniera , che più preflo fi può no-
minare ordine accidentale, che naturale . Però adunque tutte le volte , che ntrouaremo alcuna Diapafon di-
uifa nel primo modo ;fi potrà dire, che ellafia tramezata h armonicamente ; & quando fi ritrouerà trame-
nata al fecondo modo, fi potràdire (per le ragioni dette) che ellafta diuifa arithmeticamente ; ilche fi po-
trà anco dire della Diapente, quando farà dimfa in yn Ditono^ in vno Semiditono : mapontamoglt efiepi.
Diap
'ente .
Diatefjaron .
Diate ffiaron . Diapente .
6. Sesquialtera . 4. Sefiquiterza. 3. 4. Sesquiterza. 3. Sefquialtera
Che li Modi moderni fono necefiariamente Dodici,& in qual
maniera fi dimoftri . Cap. io.
E dalla -vnione,ò compofitione della Diapente con la Diateffaron nafiono li Modi moder-
ni,come vogliono li Prattwi,potremo hora dimagrare , che cotali Modi neceffanamen-
te afiendeno wfino al numero de Dodici ; ne poffono effer meno , fumo poi flati quanti
fi voglino li Modi antichi : percioche nulla, opaco fanno più al noflro propofito ; mafii-
mamentejperche hora li vfiamo ( come fi è detto ) in vn altra maniera molto differente
dalla antica . Et per mofìrare cotal cofa pigliaremo per fondamento quello, che prefupponemmo di [opra ; cioè
la limone delle Quattro fpecie della Diapente, con le Trefpecie della Diateffaron, motivate nel Cap. 1 3 , &
nel 1 4. della Terza parte . La onde quante faranno le maniere, che potremo vnire commodamente quefle
parti infume; hora ponendo di fopra,horadt fiotto la Diateffaron alla Diapente; tanto farà anco il numero
delli Modi. Incominciando adunque per ordine; fi noi pigliaremo la Prima fpecie della Diapente collocata tra,
V & a, & le vniremo nell'acuto 'la Prima fpecie della Diateffaron, contenuta tra a & d; non è dubbio ,
che da tale -unione, 0 congmntione haueremo quello,che hora chiamiamo Primo modo;contenuto tra la Quar
tajpecie della Diapafon pofla tra D & d. Simdmente fé noi pigliaremo laifleffa Prima fpecie dellaDia-
pente,& le aggiungeremo dalla parte fratte la Prima fpecie della Diateffaron , pofla tra D &< ^fifin^
%a alcun dubbio ne rifulterà la Pnmafpecie della Diapafon, collocata tra a & ^f; laquale contenerà qud-
lo,che
3 io Quarta
lo/he noi chiamiamo Secondo triodo . TIorafe noi pigharemo la Secordafjiccìe della Di 'apent -e -, contenuta tra
E &~^ ;&te aggiungeremo nell'acuto la Seconda della Dìatefjaron, pofla tra ^ & e ; haueremo quella,
che nominiamo Terzo modo, contenuto tra la Quinta jpecie della Diapafon E &• e . Et fé alia detta Dia<-
pente aggiungeremo nelgratie la Nominata DiateJJaron ^collocata tra te chorde E gw Ej ; haueremo la Ser
tonda specie della Diapafon \- &• fcq Jaquale ne darà Tli Modo diuerfo dalli tre primi ,che farà quello, chi
noi dimandiamo Quarto . Pigltaremo hora la Terza fpecie della Diapeme, collocata tra F & e ,&le ag-
giungeremo nell'acuto la Terxa della Diateffaron, pofla tra e £-7* /; & haueremo tra la Sefla fpecie delia-
Diapafon F & f ', quello, che noi dimandiamo Quinto modo . Se polleremo hora la ifleffa Diapente, & le
aggiungeremo nelgraue la Dìatefjaron F f&R C , haueremo la Terza jpecie della Diapafon ,& mfteme
quel Modo, che nominiamo Seflo . Et per tal maniera haueremo Sei -vinoni , o congiuntiom ; cioè quelle della
Prima fpecie della Diapente con la Prima della Dìatefjaron, tanto nelgraue, quanto nell'acuto ; et quelle del-
la Seconda di ciafatna fimilmente nel graue, &- nell'acuto ; Cofi quelle della Terza fpeae fatte hora nel ard-
ue, hora nell'acuto ; & per tal via haueremo Sei modi . Refla hora di accompagnare la Quarta fpeae del-
la Diapente con la Prima della Diateffaron , che fi puh accompagnare commodamente . Onde è d'auertire ,
che tutte le fpecie della Diateffaron fi poffono di nuouo accommodare , & accompagnare con la Diapente m
tre maniere : percioche la Prima jpectef puh accompagnare con la Quarta fpecie della Diapente ; la Secon-.
da con la Prima ; & la Terza con la Quarta fpeae di effa Diapente : ne tali fpecie fi poffuno cono-'iumere
mfieme commodamente in altra maniera ; come è mamfefto a ciafcuno, che fa nella Mufica esercitato me-
diocremente .Pigliando adunque la Quarta fpecie della Diapente pofla tra G & d,le accompagneremo
la Prtma della Diateffiron d & g;&*tra le chorde G & g eflreme della Settima fpecie della Diapa-
fon con le fue mezane paneremo il Modo,che chiamano Settimo . ilperchefe di nuouo pigharemo la Dìatef-
jaron, pofla tra G & D ; & la accompagnaremo nel graue con la Diapente, haueremo tra laDiapa-
fon d & D, Quarta fpecie il modo chiamato Ottano . aggiungeremo hora la Seconda fpecie della Dia-
tejfaron pofla tra e & a a alla Prima della Diapente , collocata tra a & e dalla parte acura pliche fat-
to, tra la Prima fpecie della Diapafon a & a a hauerem,o yn altro Modo ; ilqualeper effer dagli otto Mn
di moflrati differente Jo nominaremo Nono modo . Dalla parte graue poi di tale Diapente cono-iuno-eremo la
ìfìefft Dìatefjaron tra a & E,& haueremo tra la Quinta fpecie della Diapafon e &• E quello,che drit-
tamente chiamiamo Decimo mode . Vltimamemefe noi accompagni aremo la Terza fpecie della Diateffa-
ron bada tra g& e e, dalla parte acuta , con la Quarta della Diapente pofìa tra e & g nella Terza [pe
eie della Diapafon C & ce patteremo il Modo , che fi chiama Vndecimo : Imperoche fé accompagnare-
mo le dette fpecie per il contrario ponendola Diateffaron nella parte grane tra le chorde e & G , haue-
remo l'ylttmo Modo , detto il Duodecimo , contenuto nella Settima jfecte della Diapafon g & Gì come
qui in effempw fi yede.
■
-*
ì-ì-*-
Secondo mo do. Terzo modo.
Seflo modo.
Settimo modo. Ottauo modo.
=tì::±:=~-4
=f-~-±:-:::tt:
Duodecimo modo,
Nono modo.
Decimo modo.
feflo a ciafcuno, che habbia giuditio .
Et per tal maniera haueremo ne più, ne meno di
Dodici Modi : imperoche cotali fpecie nonfih0ff0.
no accompagnare in altra maniera l'ynacon fall-
irà ,fe non con grande incommodo ; come è mani-
lAltrò
Parte.
jir
Altro modo da dimoftrare il Numero delli Dó-
dici Modi. Cap. 1 1 .
OTEMO anco moflrare,che li Modi afcendino al numero de Podici per yrialro mez$, il
quale è U Diuìfwne della Diapafon, horafècodo t'harmonica,& hora fecondo l'anthme-
tica diuifone . Et acciò no fi confondiamo terremo tale ordme,per offeruare in tutto quel-
losche offeritano li Moderni; che noi incominciaremo dalla Quarta fpecie della Diapafon;
& dipoi fèguitaremo ali 'altre per ordine, diuidedole prima nell' harmonica, & dipoi nel-
fartthmetica diuifwne . Se adunque noi pigltaremo la Quarta fpecie della Diapafon contenuta tra D& a,
& la diuideremo harmonicamente in due parti con la chorda a; non è dubbio , che nelgraue haueremo tra '
D& a la Prima fpecie della Diapente; & tra a & d la Prima della Diateffaron; lequali, come di [opra
fi è yedutojcoQituifcono aggiunte infume il Primo modo . Per ilche pigliando dipoi la Quinta fpecie pofla tra
E & e, & diuidendola in tal maniera con la chorda L ; haueremo la Diapente E ^ Seconda fpecie ,&
la Seconda della Diateffaron ^ & e , lequalt aggiunte infieme al moflrato modo ne danno il Terzo. Ma
pigliando la Seda fpecie F & f, & diuidendola in tal maniera con la chorda e, haueremo il Quinto mo
dojlquate mede firn amente nafee dalla congiuntone della Terza fpecie della Diapente, & della Terza della
Diateffaron, che fono F & e, & e & f, come fi è detto. Pre fa dipoi la Settima fpecie della Diapafon,
contenuta tra G & g, & ' dtmfaharmonicamente conia chorda d, haueremo la Quarta fpecie della Dia-
pente G & d, aggiunta alla Prima fpecie della Diateffaron d & g , & il Settimo modo . Dipoi pi-
gliata la Prima fpecie della Diapafon collocata tra a & a a, diuift harmonicamente dalla chorda e, haue-
remo la Prima fpecie della Diapente a & e, & la Seconda della Diateffaron e & a a, che infieme ag-
giunte ne dano il Nono modo. Laffaremo hora da parte la S ecoda fpecie della Diapafon potta tra ^ & ^b •>
percioche non fi può mediare harmonicamente,& pivliaremo laTerza e & e e , & la diuideremo al fo-
pradetto modo con la. chorda g, dalla quale dimfione nafeerà la Quarta fpecie della Diapente e &g> & l*
Terza della Diateffaron g ci? ce, ejrl'Vndximo modo ; come qui fitto fi yede.
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Tutti quefli Modi nafeono dalla diuifone harmonica delle fyecie della Diapafon: ma dalla diuifwne loro
anthmetica ne haueremo altri Sei : Imperoche fé incominciaremo dalla Prima fpecie della Diapafon
pofla tra a &^f;ouerdaquella,cheèpofìatra a & aa;chenonfàyariationealcunafenondigraue,et
di acuto ;& la diuideremo anthmeticamente con la chorda D , pigliando però la a <*r* ^f; haueremo la
Prima fpecie della Diateffaron D &<A', pofla nelgraue ;& la Prima fpecie della Diapente a &D,po-
ila neU acuto ; lequali ynite infume nellamamera ; come hauemo yeduto difopra, ne danno quel Modo, che
noi dimandiamo Secondo . Pigltaremo poi la Seconda fpecie della Diapafon pofla tra, ^ &• £] , & la diuide-
remo al moflrato modo con la chorda E,&> haueremo tra E & jg la Seconda fpecie della Diateffaron ;
&tra ^ & E U Seconda della Diapente, lequali ynite infume ne daranno medejìmamet e il Quarto modo.
La Terz*
j 12 Quarta
La Ttr%$ fpecie della Diapafon e & C , diuifaper la chorda F ,nt darà ilSiJlo modo -.percìocbe la Teresa
fpecie della Diatejfarim F & C ,poila nel graue flymfce con laTerxa della Diapente e t,t F,pcjla manti
to . Ma fé pialuremo la Diapafon d & D ^Quarta fpeae ,duufa dalla chorda C arithmeticatnente , battere-
7i}o l'Ottauo.modo iperctoche G & D,Prima fpeae della Dtateffaron , fi cogiunge con la Quarta della Dia-
pente nel grane . H ora prenderemo la Quinta Jfecie della Diapafon e & E , zirla diuideremo al modo tuo
Jlrato con la chorda »,i? batteremo la Seconda della Diateffaron a & E , & la Prima della Diapente
e £7» a j che coflitiiifcono il Decimo modo .Piallando ultimamente la Diapafon a & G , Settima fpecie
( (affando la f & Fiperche non fi puh diutdere in tal maniera) fé noi la diutderemo con la chorda e, battere-
mo il Duodecimo modo ipercwche per tal diuifione nafeerà la Ter%a fpecie della Diateffaron e & G, nella
parte grane, yima alla Quarta fpecie della Diapente g <*7* a come qui /otto fi può yedere.
FIGV RA DELLI MODI P LACCALI ,OV E RO IMPARI.
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Et per tal maniera -verremo adhauere Dodici modi; Sei dalla diuifione harmonica , & Sei dalla aritmeti-
ca, i Cornelio mofìrato .Et benché la Seconda fpecie della Diapafon h & ^ non fi pojfa diuidereharmont-
FlGV R^C VN IVERS^CLE DE TVTTI LI MODI.
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Parte. 513
camene : percioche dalla parfegratte yerrebbe la Semidiapente Jg & F, & il Trìtono F & ^ nella parte
acuta, quando ful]e tramenata dalla chorda F : ne meno la Sefla fpeae F 0* f arithmeticamente ; effendo
che fi ydtrebbe nel grane tra la chorda \^ & F ilTritono, quando fuffe diuifa dalla [^ ,& dalla parte acu-
ta la Semidiapente f& IL ; tuttama fono flati alcuni, che altra li Dodici moflratì , le hanno attribuito altri
Modi fi come alla prima ditti/ione ti Terxodectmo,& alla (ecoda il Quartodecimoma yeramente non poffq
m effcrepiù di Dodici ;fi come hauemo moflrato,t quali fono notati per ordine nella fgura difopra .
Diuifionedelli Modi in Autentichi,& Piagali. Cap. 12.
I diuideno immediatamente li moflrati Modi in due parti : imperoche alcuni fi chiama*
no Principali , onero ^Autentichi , & di numero Impari ; & alcuni fi dimandano La,'
ferali, & Piagali , ouer Placali, & di numero Pari . Li Primi fono il Primo, ti Terzo*,
il Quinto , il Settimo , il Nono, & tVndectmo : ma li Secondi fono il Secondo, tlQuar-
to ,il Sefto , l'Ottano , il Decimo <& il Duodecimo . Li Primi furono chiamati Princì*_
pali : perche l'honore , & la preeminenza fi dà fempre a quelle cofe , che fono più nobili ; onde confiderando
il Mu fico principalmente le Consonanze tramezzate harmomcamente , che fono più nobilmente dtuife ,di
quello che non fono le altre diuife in altra maniera ; & dipoi quelle, che fi ritrouano dmife in altro modo;me-
ntamentegli è fato attribuito queflo nome : effendo che in ejìi fi trotta tharmonica medietà tra le due parti
mag o-'iori della Diapafon , che fono la Diapente , & la Diateffaron ; l'ima ppfla nel malie , & l'altra nel*
l'acuto ; ilche ne gli altri non fi ritratta . Ma alcuni -vogliono , chefiano detti ^Autentichi : perche hanno più
Autorità degli altri ; onero perche fino atigumentatiui ; attefo chepoffono afcenderepiù fopra il loro fine , di
quello che non fanno It fecondi . Sono anche detti di numero Impari : percioche pofli con li Secondi in ordine-
maturale in cotal maniera . i. 2. 3. 4. 5. 6 . 7. 8. 9 . io. 11. n, tengono il luogo^
<lelli numeri Impari . Li Secondi fono chiamati Laterali, dalli lati della Diapafon , che fono ( come altrom
io detto ) la Diapente , &• la Diateffaron -.percioche pigliatele parti, che nafcono dalla dtnifione deghiAu*
tentkhi , 0 Principali, che fono le due nominate ; da quelle ìfleffe pofle al contrario ( rimanendo la Diapenti
commune , &flabde ) nafcono i Laterali . ilche fi puh -vedere nel Primo , & nel Secondo modo delli mo*
(Irati ; che rimanendo la Diapente D & a (labile ; dalla aggiuntane della Diateffaron a & d,po(la
in acuto nafce il Primo modo autentico ;& aggiungendola nel grane tv -a D & <A , nafceil Secondo, che
è il fino collaterale . I Imedefimo anche accafca ne gli altri; come fi può y edere mamfeflamente ne i mo-
flrati effempi : Pero alcuni meritamente li chiamarono Plàgi] , 0 Piagali : effendo che tali nomi derinano dal
Greco UKiiyt<m , che yuol dire Lato ; onero da Uhayias , che fignipca obliquo, 0 Ritorto, quafi obliqui, ri-
torti , 0 nuoltati : effendo che procedalo al contrario delli fttoi ^Autentichi ; procedendo qtteUt dal grane all'a-
cuto ,< Piagali dall'acuto al grane . Ben è yero , che alcuni li dimandarono Placali, quafi che voleffero
dire-Placabili : imperoche hanno il Ipr cantare , & la loro harmonia più rimeffa , di quello che non hanno i
loro Principali ; onero perche hanno ( come dicono)natura contraria a quella de iloro autentichi : percioche
fé l'harmoma che nafce dall' ^Autentico difponel' animo adyna pafiione , quella del Placale la ritira in di-
uerfa parte . Sono poi detti Pari di numero , perche nell'ordine naturale de 1 numeri moflrato difopra tengo-
no il luogo dellt Pan . Ma perche ogni cofafia naturale , onero artefciale, laquale habbia hauuto principio,
è neceffario anco , che habbiafne ; riducendofi tlgiuditio di tal cofa alfine , come a cofa perfetta ; però yoglio
moUrare in qual maniera ciafcun di loro fihabbia da terminare regolatamente ; modrando infieme i ter-
•mini delli principali , & dell collaterali ; £7* quanto pofimo afcendere , & difendere di fopra, & di [otto
li chorda yltima del loro fine ; accioche pofiamo comporre le cantilene congiuditio , &> con buono ordine ;
atteramente che yedendo le compolìe pofiamo giudicare in che Modo , & [otto qnal modulatione ftano
compofle ,
"•' Jl Delle
■ L
3 1 4- Quarta
Delle Chorde finali di ciafcun Modo,& quanto /ipofsa afcendere, o
difcendcre di fopra,& di fatto le nominate chorde. Cap. 15.
GLI ì cofà fàcile da [spere , quali funa le chur de fintili di ciafcun Modo , confiderai* Ix
fu& compvfitwne;cioè la unione della Di.iteffa.ron con la Diapente;oucr confiderata la fina
origine dalla diuifwne delie Diapafon nelle maniere mvjìrate difapra:Imperoche i Mufi-
ci moderni pigliano per chordafn.de di ciafcun Modo la chorda più orane di ciafcun»
Diapente; fia poi la Diateffaron pofla nell'acuto,, ouero nel grane , che non fa cofa alcuna.
di yario.Et perche la chorda granfi 'ima di ciajcuna Diapente è comune .1 due Modi,per effere anco effe Dia-
p enfia due Modi commum;però vfano di accompagnarli a due a due: percwche effendo la chorda arautfiima
della Prima (pecte della Diapente polla nelpnmo,& nel fecondo Modo in D,& commuue a quefli due Mo
dutal chorda Viene ad effer la f naie nonfolamente del Primola etiandio del Secondo. La onde per tal lega-
mento,^" parentella(dirò cofii)chefii troua tra loro fono in tal maniera imiti, che quando bene alcuno yoleffe
fepararli l'vno dall'altro non potrebbe;tanta è la loro vinone; come -tederemo quando fi ragionari di quello,
chef ha da fare nell'accommodar le parti nelle cantilene. Meritamente adunque accompagnano il Primo col
Secondo modo;il Terzo col Quarto; et cefi gli altri per ordine: poi che la chorda commune finale di quelli è la
D,& di quegli la E; laquale è lagramfima della Seconda jpecie della Diapente, commune all'imo, et l'altro
di quefli due Modi . Pongono poi commune la Fgrauiftma della Terza fyecie della Diapente al Quinto, e£*
al Sedo modo;& vmfeono quefli due Modi infume .-percioche tale Diapente ècommune all'vno,& l'altro;
come fi pub -vedere, accompagnati quefli,accopagnano il Settimo con lOttauo:perche hanno la Quarta [he
eie della Diapente tra loro commune ;onde lagrauifiima chorda G viene ad effer la finale di quefli due Modi.
Pongono la chorda a commune fi naie del Nono, et del Decimo modo:percioche è lagrauifiima della Prima
fpecie della Diapente;^ ymfeono quefli due Modi infieme : effendo che tal Diapente fi troua effer commune
aU'vno,& l'altro . La e pongono commune chorda finale dell'Vndeàmo,& del Duodecimo modo ^ereti-
che viene ad effer la più grane della Quarta fpecie della Diapente ; & accompagnano quefli due infeme,per
ri/petto di tal Diapente, che è all'yno, & l'altro commune . Intefo adunque tutte quefle colè, non farà alcu-r
no , che hauendo tal riguardo , non fappia accompagnare il modo ^Autentico col fuo Piagale : mafimamente
conofee ndo, che la chorda fina le del Primo, (ir del Secondo modo èlaD; quella del Terzo , & del Quarto la
E ,- quella del Quinto,& del SeflolaF; quella dels^^jelsemmoja G ; quella del Nono, &> del Dir
cimo la a,& quella dell'Fndecimo, & del Duodecimo la e ; come qui fi vede .
M Primo.
u
5;
Terzo.
Quarto. "M"
, Quinto.
-B-
J4
Settimo.
Nono.
=SH|
Vndecimo.
*i?
Secondo.* Quarto. "S" Seflo.* Ottano. i2c Decimo." Duodecimo.'
.D. .E. .F. .G. .a. .e.
Et non folamente hanno le chorde finali communi : ma hanno etiandio i luoghi delle Cadenze > come
vederemo . Ma fi debbe notare, che li Modi, quando fono ptrfttti,toccano le Otto chorde della loro Diapafon :
è ben vero, che fi troua quefìa differenza tra gli autentichi, ^r li Plagali;che quefli afeendeno folamente al-
la Quinta chorda [opra il loro fine, & difeendeno alla Quarta : ma quelli toccano la Oltana chorda acuta fo-
lamente;& alle volte difeendeno fotta la loro Diapafon per vn Tuono,oper vn Semituono ; & li Piagali fi-
mighantemente afeendeno [opra la loro Diapente per vn Tuono, ouero per vn Semituouo;eome fi vede in mot
ti canti Bcctefiafìici . Di maniera che l'autentico fi troua tra Otto chorde tramezate harmonicamente; &
lo Piagale tra Otto arithmeticamente dinfe;nel modo che fi può vedere difupra negli effempi . Eflendendofi
adunque li Modi di fopra,& difetto il loro fine a cotal modo,fipoffono chiamare Perfetti . Pertiche l Introi-
to, che fi canta nella Meffa della quarta Domenica dell'^fduento , fiorate costi defuper ,fi chiamarà Primo
mudo perfitto;& quello, che fi canta nella Meffa della Ottaua della Natiuità del Signore, Vultum tuum de-
precabuntur ,fi potrà dimandare Secondo modo perfetto. Ma quando li Piagali nelgrauepaffafferopiù oltra„
oneragli ^Autentichi nell'acuto; cotali Modi fi potranno nominare(come li nomina Franchino Gaffuro) Su-
berfittrfii come fi chiamarebbeno Imperfetti/^ Diminuii ,quado non arnnaffero alla loro Ottaua chorda acu-
ta, onero
Parte.
PS
^
f^S;
1
Jspl
ta,ouero aliti Primi grane ielle loro Diapafon. Dilli primi hauemo vno effempio nell'Introito Iudm es Do-
mine del Primo modo,chefi canta nella Meffia della Domenica Decima jettima dopo la filennit Ideile Pete-
tore : Dellt fecondi fono quafi infittitigli efempi,tra i quali fi ritratta f Introito Puer natm ed nobts del Setti
tuo modo, àie fi canta alla Terza meffia ti Sacrofanto giorno della Nattuità del Figliuolo di Dio.Si debbe ho-
ra auertire per fempre ,che quello ch'io ragiono intorno alli Modi delCantofermojntendo anco , chefia detto
intorno le parti dellt Modi del Canto figuratole bene io non pongo di loro gli effemp'v.percioche voglio, che co-
tale ragionamento fia commune all'vno,& all' altra.Ma perche ho detto di f opra, che ogni co/a fi debbe detto
minare dal fine ,come da cofa più >iobile;però da effò,cioè da ogni chorda finale haueremo da giudicare ciafcu-
tto Modo;di manierante quello,che terminerà nella chorda D,&falirà alla chorda d, dimandaremo Primo
modo perfetto ,& quando non arriuaffieicome ho mofìrató)lo nominaremo Imperfetto; & quello che finirà
nella tfìeffa D,& afcenderà alla chorda a, difendendo anco alla xA, chiamareme medefimamente Secondo
modo perfetto;^ ftmtgliantemente Imperfetto, quando non vi arrtuaff e. Similmente l'uno , et l'altro fi addi-
madarebbe Superflw,o xAbondante,quado'l Primo paffaffe la Ottaua chorda (òpra ilfùofine, & il Secondo
la Quarta fitto dieffo . Et ciò dico , quando finiffero nelle lorchordepropie finali , & tene/fero la loro forma
propia tpercioche fé finiffero nelle loro chorde, che fi chiamano Confinali, onero in altre chorde , & tal forma
non fi comprctideffe efjere in loro ; allora haueremo da fare altro giuditw;ft come altrouefono per dimofìrara
Dell* Modi communi^ delli Mirti. Cap. 14.
Rottafì ftiandio vn'akra differenza nellt Modi : imperoche quandogli Impari,& li Pari
anco, trappaff afferò le loro Diapafon, quefli nell'acuto,^ quelli nel <rraue,& arriuaffero
alla Quarta chorda;tali Modi fi chiamarebbeno Commutine fendo che farebbeno compo-
ni del Principale,^ delfuo Collaterale; & tutta la copofitione di cotal Mòdo fi rttroua-
rebbe tra V lidia chorde, che fonocomum al Modo autentico, & anco al Placale, i quali
hanno -vita tjtejja Diapente,& vna ifleffa Diateffaron commune; fi come negli e f empi mofìrati di (opra fi
può vedere. Et di quegli Modi comuni fi trouano molte cantilene appreffogli Ecclefiaflicifi come quella Pro-
fa, o Sequen%a(che in tal maniera dimandano) che fi canta dopo la Epifìola il Sacmtfiimo giorno della Re-
furrettione dilESV C H RI ST O Figliuolo di Dio,Vtclim£ pafchali Ludes immolet Chrifliam.V ^An
tifona Salue regina mifericordi&;& li due Refponfor'tj ,che fi cantano al matutino , Duo Seraphin , & Sint
lumbi veflri pr£cincli;lequalitutte fono denominate dal Modo principale; cioè dal Primo ipercwche (come è
il douere)o<rni cofa debbe effer denominata dalla cofa più perfetta, più degna, & più nobile . £' ben vero, che
meflt Modi comuni fi poffono chiamare alle volte Imperfetti; mafiimamente quando non abbracciano le no-
minate Vndici chorde: Ma quando in alcuno dellt moflrati Modifuffe ^4utentico,o Placale; Perfetto,o Im-
perfetto; Superfluo, 0 Diminuto;et nellt Comuni anco,accadej]e, chefuffe compofìo fitto vn Modo terminato;
comi farebbe dire del Primo, o del Secondo,o di altro fimtle;^ in effofi vdiffe replicar molte volte vna Dia-
pente,o Diateffaron, che feruiffe ad vii altro Modo;ficome al Ter%o,al Quarto, onero ad vn altro ; tal Modo
fi potrà chiamare Mido-.peraoche le Diapenti, o Diateffaron di vn Modo, fi vengono a mefcolare con la can-
tilena di vn'altro ; come fi puh vedere nell'introito Sptntut Domini repleuìt orbem terraru,che fi cata nella
Meffa della folennità delle Pentecoste ; ilquale è {lato compofìo dell' Ottauo modo , £jr ha nelfuo principio la
Prima jpecte della Diapente, che ferue al Primo modo;& replica molte volte nelmezo la Terza jpecie, che
firuefolamente al Quinto,& anco al Sedo ; come in effo fi può vedere .
Altra diuifione delli Modi ; & di quello, che fi ha da offeruare
in ciafcuno, nel comporre le cantilene . Cap. 1^.
/ debbe auertire, che li Modi fi confiderano in due maniere : imperoche fono alcuni Modi,
fiotto i quali fi cantano i Salmi di Dauid, & li Cantici euangelici ; & alcuni fiotto i quali
fi cantano le ^Antifone , Refponfioru, Introiti, Graduali , &fimili altre cofe . Quefiifì
poffono chiamare Modi vari] : effendo che notigli è di loro vnfioio canto , & vna deter-
minata forma per tutti li Modi, nella quale fi habbiano da cantare tutte le ^Antifone ,Re-
ffonforij,& altre cofefimili del primo wo(fo ( dirò per efjempio ) [otto vn Tenore, 0 aria, nella maniera che
R z cantano
5 t ó Quarta
cantano li Salmi , & li Camici ; & [otto yn altro tutte quelle del Secondo ; & cofi tutte quelle de o-It altri
Medi : ma fi bene è yanato;come fii puh y edere in molte cantilene : percioche cantano fono yn Tenore, ouero
Aria l'Introito Gaudete in Domino fune fi canta la Domenica terga dell' ^fduento del Sivnore,&> fiotto yu'al
tro Sufcepimm Deus mifiencordiam tuam, che fi canta la Domenica ottaua dopo lafiolenmtà delle Petecojle;
l'yno,& l'altro de i quali è compojìo nel Primo modo . Ma non auiene cefi delli primi j quali paterno chiama,
ye Stabili : percioche fempre fi cantano tutti li Salmi con lifuoi yerfi del Primo >nodo,& cefi de oh altri Mo
di (otto yn Tenore, o cato determinato, fienza alcuna mutatione ; et non è lecito di yanare tal Tenore: efifen-
do che nefieguirebbe confi fione . Et benché fi trouino molte forme y ariate de tali Intonatiom , o Medi ; come
fino alcune , che chiamano Patriarchine , &> alcune Monafiliche ; tuttauia in ciafcuna CÌnefa non [e ne Tifk
communememe più che Otto ; lequali dimandano Regolari ; &> le riducono (otto le' antifone contenute fatto
gli Otto primi Modi delli Dodici moflrati ; lequali Intonatiom cantano ( come è mantfefìo ) ne i loro offici] .
Ma quando Cantano le loro Salmodie fotte yn altro Modo , che fa fuori de gli Otto principali , cotali Modi
dicono Irregolari ; et tali Intonatiom fono yariateper ogni Alodo , quantunque non fa yanato ilTenore del
Primo modo, col quale cantano hora yn Salmo,da quello, che cantano dipoi dell'ijleffo Primo modo yn altro .
Et benché quelle yanationi nel cantare diuerfii Salmi fono imo ifleffo Modo non fi odeno ; tuttauia fi trono;
yn altra differenza : percioche gli Ecclefiiaslici hanno due forti di Salmodie ; cioè Fefliue,& Feriali ; & ciò
auiene : perche altra maniera,®* più breue tengono nel cantare li Salmi feriali, di quello, che fanno lifesliui ;
ancora chef trotti poca differenza tra lynajffr l 'altra . ATe fi troua differenza alcuna tra li Modi tanto fie-
Jl ini, quanto feriali, con i quali.cantano i Cantici euangeltci , da quelli , che cantane kSalmi ; fé non, che nelli
Modi fé fimi del Cantico euangelico Magnificat anima mea Dominum fogliano yanare alquanto iprincipij
di alcuni Modi,Come fiotto quelli del Secondo,del Setttmo,& dell'Ottano; come fi può yedere nel libro Primo
della Prattica di Frachino Gaffuro al Cap.S. infino alfine di tal libro ; & nel Recanetto di Mufica nel Cap.
5 9j Ci?" mi 60 ; ouefipuò etiandio yedere,in quante maniere y fino gli Ecclefajlici di finire cotali loro Mo-
di . Et benché nelli Modi con liquali cantano li Ver fi de 1 Salmi negli Introiti delle Meffe , £r- ;/ loro Glorici
patrizi trottino alcune forme, 0 Tenori alquanto yariati da quelli , chef cantano ne 1 Salmi del Venero , C-7*
delle altre Hore canoniche ; come fi può yedere nel nominato Recanetto ; tuttauia anche loro fi cantano fem-
pre fiotto yn Tenore, fenza alcuna yanatione . Tutto qneélo ho yoluto dire,acciochefie accaderà al Compofii-
tore di coporre alcuna cantilena; luifiappia quello, che haurà da fare: Percioche quando yorrà comporre fiopra,
le parole del Cantico euangelico nominato difoprajehef canta nel Veff>ero,fà dibifogno, che (igniti il Modo,
6 la Intonatione ,che fi canta ne i Canti fermi il detto Cantico ;fi come de fare anco , quando componerà fio-
pra le parole di alcuno Salmo,che fi canta nel Vefifero, ouero in altrehore ; fa poi tal Salmo compojìo in ma-
rnerà , che lifuoi Verffpofino cantare con yn altro chorofcambieuolmente , come ha compofto lachetto,
& molti altri ; opurfiano tutti interi ,f come compofie Lupo li Salmi Inconuertedo Dommus capttttitatem
fiyon, & Beati omnes qui timentDominum,a Quattro yoci fiotto 'l Modo ottano; ouer amente fatto compojli
a due chori , come li Salmi di ^Adriano Laudate pueri Dominum . Lauda Hierufalem Dominum, e£* molti
altri; chef chiamano a choro [pezzato . Ma quando haurà da comporre altre cantilene, come fono Motet-
ti;ouero altre cofie filmili, non debbe fieguitare il canto, oTenore de tali Salmodie: percioche none obltgato a
queflo: anzi qt'ando ctòfacefife, fé li potrebbe attribuire a uttio,& che non hauefije inuentione . Ne de per co-
fa alcuna far quello, che fiatino alcuni compoftori,i quali componendo (per dare yno effempto) alcuna lor can-
tilena fiotto Cottauo modo, non fanno parttrfii dal fine della fina Salmodia ; ilche fanno ancho negli altri Mo-
di ; di maniera che pare, che yoglmo,che fempre fi canti il SEVO V-A E pofo'negli ^fntifonar'tj nel fine
di ciafcuna ^Antifona . Quando adunque yorrà comporre alcuna cantilena fiuort delle Salmodie , allora fiarci
libero J& potrà rttroiiare quella inuentione, che li tornerà più commoda . Ala nelli fiuoi Modi debbe jpefiji far
cantare li membri della Diapafon, fiopra laquale è cempoflo il Modo, che fono la Dtapete, & la Diatefifaron.
Dico li prnpij , & non quelli di yn altro Modo , come fanno alcuni : percioche dal principio al fine di alcuna,
lor cantilena fanno ydire yn procedere di yn Modo , toccando fifefifo le fitte Diapente ,& le Diatefifiaron in
ogni parte: ma quando armano a tal fine ,entrano fuori di propofìto in yn altro; il che fià trifltfì 'imo effet-
to . Et perche io ye?no , che alcuni fiatino poca differenza nel procedere di yn Modo principale , dal proce-
dere di quello jche è il fitto collaterale : effendo che quelli tflefii meuimenti,che yfano vi yno, ifiano anco nell'ai
tro ; oue poi non fi ode alcuna yariatione di concento, & poco di yanofi trotta tra loro ;però auertirà ettadto
ilCompofitore,
Parte. 517
U Compóptore, che de fiderà di fare il tutto con ragione ; di yfare li motùmntì detti principali, che radino ,più
che fi potrà fare yerfo l'acuto ; mafimamente quelli della Diapente , & quelli della "Diateffaron ; ripiglian-
doli fempre ( quando tornar -à commodo ) nel rraue ; & li mouimenti detti collaterali , per il contrario , cioè
nelgraue ; mafiimamente quelli, che procedeno per le due nominate jpeae : percioche è il douere, efjendo -ve-
ramente fituate ne 1 Modi al contrario t'yna dell'altra , cioè la Diapente collocata nelgraue , & procedendo
più oltra, la Diateffaron collocata nell'acuto nel Principale ; & nel fio collaterale la Diapente collocata nel ■
l'acuto, & la Diateffaron nehraue . Veramente ècofa nufla, hauendo il collaterale ( come ho detto ) na-
tura contraria a quella delfuo principale : Di maniera che ejfendo per natura differenti, debbeno ejjere anche
differenti netti mouimenti : conciofia che da tali membri uiene tale differenza,®* anche datti mouimenti -ve-
loci, 0 tardi . Onde fi al Principale vorremo attribuire li mouimenti yerfo l'acuto, & al fio collaterale yer
fo il grane ; il tutto farà fatto con ragione ; Prima, perche il Modo principale fi ritroua più acuto delfuo cotta
ferale per yna Diateffaron ; la onde a queflo conuiene li mouimenti tardi ji quali {come altre yoltefi è detto)
fanno lagrauità ; & a quellogli veloci,da i quali è generata l' acutezza : Dipoi, perche yfando li mouimen-
ti tardi nel collaterale, <&gli yeloci nel principale, yerremo a commodare il tutto alfuo propio luogo . Pero
pitrmi, che fuori di ogni propofito alcuni habbiano yfato alle yolte le parti grani dette loro compofttwni co mo
ìùmenti troppo yeloci, & molto dnmnuite ; gjp le acute con troppo tardi,cioè con mouimenti molto rari ; an
cora che non biafimo, che atte yolte non fi poffa porre nell'acuto ilmouimento tardo , & nelgraue ilyeloce,
quando la materia lo ricerca : ma in ogni cofa bifogna adoperare ilgiuditio ,fenzail quale poco fi pub fare di
buono. Et queflo fìa detto abaftanza intorno tali materie: ìmperoche atlanti ch'io pafii più oltra, uoglio
che yeggiamo yno errore , che fi trotta tra alcuni poco penti dette cofe detta Mufica ; il quale moflrato tfi-
guiremo al particolare ragionamento di ciafcuno detti nominati Dodici modi .
Se col Ieuare da alcuna cantilena il Tetrachordo Diezeugmenon , po-
nendo il Synemennon in fuo luogo , recando gli altri im-
mobili, vn Modo fi poffa mutare nell'altro.
Capitolo 1 6 .
ONO flati alcuni, i quali hanno hauuto parere , che pigliando qualunque fptcie della
Diapente, o della Diapafon , che cotenghi tra le fue chorde effentiali il Tetrachordo Die-
zeugmenon ; &ft lettaffe il detto Tetrachordo , ponendoui in fuo luogo il Synemennon ,
che tal matafione non batteria forza di mutare il Modo : percioche dicono , che'l Tetra-
chordo Synemennon non è naturale : ma accidentale; & che non ha forza di potere tra-
mutare in tal maniera li Modi l'yno nell'altro . Io non Raro bora a difputare , fé queflo Tetrachordo fa
vanivate, onero accidentale : ma dirbbene, che fé quello, che dicono fuffe yero, nefeguirebbe , che'l Semituo-
110 fuffe fiiperfluo netta Mufica ; & che non baueffe alcuna poffanza di variare le Specie dette cofonanze. il
che quanto fia ytro,fipuò yedere nella Terzaparte in molti luoghi ; ouefi mojlra , che per il Semituono fi
'ritroua la yarietà delle dette fpecie ; che fi fa per lafua traffortatione da yn luogo att' altro. E ben yero,che'l
Ieuare yn Tetrachordo da yna cantilena, & poruene uri altro, fi puh fare in due maniere : Prima quando in
yna parte fila detta cantilena, cioè in ima particella delTenore,o di altra parte (ma non per tutto) fi pone la
chorda b , cioè la Trite fynemennon incidentalmente una, o due fate , tra la Mefe , & la Pararne fé ; Et
cofipotemo dire, che'l Ieuare ilTetrachordo Diezeugmenon, il cui principio hauemo nella chorda ^ , cioè
in Paramefe;& il porre il Synemennon, che ha il fuo principio netta chorda a, cioè il porre la b fopra-
detta, non ha forza di trafmutare yn Modo nell'altro ; & che talTetrachordo pojìo nella cantilena non fin
■ naturale, ma accidentale ; & in queflo cafo dicono bene : Ma il fecondo modo fi fa, quando per tutta la can-
tilena, cioè in ciafeuna parte, in luogo del Tetrachordo Diezeugmenon , yfiamo il Synemennon ; & in luo-
go di cantar la detta cantilena per la propietà del U] quadrato, la cantiamo per quella del b molle; La
onde effendopoflo in cotal maniera , non dicono bene : percioche queflo Tetrachordo non è poflo accidental-
mente nella cantilena : ma è naturale ; & ti Modo fi chiama Trajfortato , come più a baffo vederemo ; &
cotale Tetrachordo ha poffanza di trafmutare yn Modo nell'altro . Et che ciò fia yero facilmente poti e-
>no cono-
ji8 Quarta
tuo conojcere con yno accommodato effempio . Poni Amo il fittop'oflo Tenore del Settimo modo , contenuto
nelle fue chorde naturali ; cioè nellifuoi proptj, & naturali luoghi,tra la Settima ffecie delia Diapafon .
ÈS^Èsii
In fan citta te fir ut a musDomi no,& li he ra bit nos ab i ni mi c'unofìris.
Dico , che [e in t ali 'cuore , onero in un'altro ftmile fi mut -affé la chorda \^ folamente vna ,odue -volti
nella b ; quejlo non farebbe, che tal Modo fi traf mut affé ,fe non in quella particella , oue fufje pofìo ; e>«
non hauerebbepoffanzg, di fare, che tal Modo nonfuffe anche Settimo : Imperoche fé bene tal chorda pojl.%
in cotal modo è neceffaria, per potere regolare la modulatwne ; tuttama efjendo accidentale, noi muta lafor
ma del Modo di maniera, che no fi habbia da cono/cere per Settimo ; come da quello effempiofi puh -vedere.
W-z^±^^^±z±z^z±^\=iWÌE^
lAmplt tts la uà me Do mi ne ab in iti ili ti a me a.
Ma fé imporremo nel principio de tali Tenori ilfegno b , il quale dimoflra , che per tutta la cantilena do-
uemo procedere per le chorde del Tetrachordofynemennon,dico che allora tal chorda farà naturale , & non
accidentale ; & hauerà poffanxa di mutare il Settimo modo nel Primo :percioche Tana la ffecie della Dia"
bernesche era Quarta per inati tra G&d; et pone in effere la Prima tra le ifleffe chorde;come qui fi -vede.
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In fk» eli ta te fer Ut amusDo mino, & li be ra bit nos ab i ni mic'unoflm. •
E' ben yero , che il Modo non fi trotta nelle fue chorde naturali : perocché è trajjiortato , per ima Diateffaro
più acuta ; il perche quando fi yoleffe porre alfuo luogo, fi ritromrebbe collocato in cotal maniera .
fesv— — •— •— ~- i— -
In fan (li ta te fer ui a min Do mino,& li be ra bit nos ab i ni mi cu noflm .
Non è adunque yero affolut amente , che'l porre il Tetrachordo Synemennon in yna cantilena in liw<ro del
l Y Diezeuzwenon , non habbiafor^a, di mutare quel Modo, in cui fi pone, in tu' altro : ma è ben yero, quando
è poilo jecondo il modo mofìrato . Diremo adunque , che fé per la varietà del Tetrachordo , fegue la varia-
tione della Diapafon ; & dalla varietà della Diapafon la yarietà del Modo ; procedendo dal primo all'vlti-
mo diremo, che tal Tetrachordo poQo al fecondo mofìrato modo, habbia di mutare yn Modo nell'altro . In
quella maniera variò il Modo Gtoan Motorie nella Meffa,che compofe fopra l'^fntifona ^frgentum,& att
rum non efl mihi, la quale è del Settimo modo ; nondimeno trafportando il Tetrachordo , ouero mutandolo
la fece dell'V ndecimo . Concluderemo adunque , che qualunque yolta porremo in yna cantilena la chorda t>
inluooodeìla Uj che tal chorda farà fempre yariare il Modo i&cofi per il contrario, ponendo la ^ in
luogo della b, comenemoflral'effjerien%a.
Della
Parte,
Della Tralportationé delli Modi, Cap. iy.
m
E è pofibile adunque ( per quello , che fi è mofrato ~)che per la matafione di vna chorda
nell'altra, cioè per il porre la chorda b in luogo della ^,- ouero per dir meglio , per la
trafportatione del Semituono ifpoffa variare vn Modo nell'altro ; & di Primo farlo di
uentare Settimo ; & di Settimo Primo ; non è dubbio, che qualunque Modo, fa Primo,
Secondo, Terzo, Quarto, ouero alcuno degli altri, colftuore di alcuna chorda, che mu-
tivna Diapafon nell'altra, potremo trajportare qualunque Modo -verremo verfo l'acuto'., o verfo tlgraue , a
tioflro belpiacere . llche quanto alle volte pofa tornar commodo, lafj arò giudicare a ciafcuno , che habbia
nudino -.percioche tali Trafportationifono vtili, & fommamete necejjarie anco ad ogni perito OrganiUa,
cheferue alle Mufche cborifle;& ad altri Sonatori fmdmente , che fonano altre fortidi iflrumenti , per ac-
commodare il fono di quelli alle Voci , le quali alle volte non poffono afendere , o difendere tanto , quanto
ricercano i luoghi propij delli Modi, accommodati [opra i detti iftrumenti. Et tali Trafportationifono bora
in vfo appreffo t Mufci moderni ; come furono anche appreffogli ^Antichi, Ocheghen & ilfuo dfcepolo Iof-
quino, & infiniti altri ; come nelle loro compofmoni fi può vedere . Quando adunque accafcarà , che per ne-
cefiità, oper qualunque altro accidente Jarà dibifogno di trajportare il Modo,contenuto in alcuna cantilena;
fopra ogn altra coft bifognarà auertire, di accommodarlo in talmaniera, & in tal luogo , chefpoffa afcen-
dendo, & difendendo, hauere tutte quelle chorde, che fo no neceffarie alla cojìitutione di tal Modo ; cioè che
dianoltTuoni,&liSemituoiiinecef[arualfuoeffere efjentiale. Et ciò debbeno fomm amente ojjeruare li
Compoftori, quando vorranno coporre tali cantilene, per fonare fopra qualche if rumenta : Imperoche quali
do le vorranno comporre per cantare folamente , non farebbe grande errore , quando fegnaffero alcune chor-
de con alcuno fegno accidentale , che non fi ritrouaffero fopra lo iilrumento ; mafimamente fopra il Clauo-
(embalo ; come fono l'Enharmomche , le quali fi trouano in pochi tjlrumenti artefualt . Et quefìo ho detto ;
percioche la voce fi può fare acuta, & oraue ; ouero fi può vfare in qualunque altra maniera , fecondo il vo-
ler del cantore, che non fi può fare cof liberamente con tali tflrumenti . Horaper moftrare in qual maniera
commodamente fi poffa trasportare qual fi voglia cantilenafuori delle fue chorde naturali , non pigliaremo
altro ej]èmpio,che ilTerzo,& il Quarto pojlo nel Capitolo precedente .-percioche ne potranno ottimamente
mojìrare in qual maniera ogni cantilena, che procede per la chorda ]j , f'P0/^ trajportare per vna Dia-
teffaron in acuto, con l'aiuto della chorda b ; ouero per il contrario , quando il canto procedere per la chor-
da b } in qual maniera f poteffe trajporre nel graue commodamente per vn fimile infermilo , con l'aiuto
della ^ . Ma perche alle volte li Mufci , non già per necefità : ma più preflo per burla ,& per capric-
orni o forfè per volere intricare ilceruello ( dirò cofi ) alli Cantanti ,foglwno trasportare li Modi più verfo
t 'acuto, ouero verfo il graue per vn Tuono, oper altro infermilo ; adoperando non folamente le chorde Cro-
matiche: ma anco le Enarmoniche ; per potere commodamente, quando gli fa dibifogno, trafporf are a i loro
luoghi li Tuoni, & li Semituoni , fecondo la propia forma del Modo ; però uoglto moUrare in qual modo fi
foglino trajportare . Et benché li Mufci foglino vfare di trajportare li Modi in più maniere ; tuttauia porrò
iqui due Trajportationi folamente più vfate , fatte nel Primo modo ; dalle quali potrà ognuno comprendere il
modo, che bauerà da tenere nell'altre ; & faranno lefottopofle ; tvna delle quali fi fa con l'aiuto delle chorde
fegnatecol b; & l'altra con l'aiuto di quelle , che fono fegnate col ^. Btfogna auertire, che li Moderni
IEfeB****BÉEìfeg=E5te=
I N fan eli ta te fer ni a mas Domi no ,& li be rabit r,os ab ini mi cìs noilm.
^sg^ggjj^^s
SiSi&i
IN /aneli ta te fer iti a mm Domino ,& li be ra bit nos ab ini mi eh nofìrii.
chiamano
Quarta
J.2Ó
chiamano quefle Trajportationi Modi trafpofliper Alufica finta, la quale (fecondo che la dichiarano) dico-
no ejfere yna Trajfortatwue di figure (intendendo però di tutto l'ordine che fi trotta in ciafeun Alodo) dalla
loro prozia fede m yn altra . Lofio hora giudicare ad ogn' yno pento nella Alufica , quanto potrà effere ytt-
te tale cogitinone ad ogni Organisti non cofi bene tflrutto nella Mufica : concwfia che dalli moflrott efiem-
pi potrà -vedere, & cono fere quello, che batterà a fare, quando gli accafearà di trapanare alcuna cantile-
na, quando fermrà alle Capelie, ouefi cantano nane cantilene appartinemi alli chori , noti fola nelle Aleffe \
& neUi Vefjeri ; ma anche nell'altre Hore, tanto diurne, quanto notturne. Ma quejìo fi debbefapere /opra-
celi altra cofi ; che quantunque io habbiapofloglt effem pi follmente del Primo moc'o^he tali Trajportatio-
ni fi pofionofare nell'altre cantilene degli altri Modi ; il che ho lajfato di motìrareper yolere effer Irene, x
ì
Ragionamento particolare intorno al Primo modo , della fua
Natura, delli fuoi Principi), & delle fuc Caden-
ze . Cap. 1 8 .
E RROy hora a dar principio al ragionamento di ciafeun Modo fepamtamente , inco-'
marnando dal Primo, accio procediamo con ordine ; & moflrarb primieramente ,che no
follmente appreffogli Ecclefiaslici ; ma anche appreffn tutta la [cuoia de 1 Mufici è in
yfo. Dipoi mofirarò, doue regolarmente fi pofja dar principio adeffo Modo;& doue
( tanto in quejlo , quanto in etafeuno degli altri Modi ) ftfoffa far le Cadenze ; il chi
fatto, ragionare alquanto intorno la fua Natura . Dico adunque che'l Primo modo è quello, come ho moftra-
to, il quale è contenuto nella Quarta fpecie delia Diapafon dimfa harmomeamente ; che fi trotta tra queflt
due chorde ejìreme D & d; dalla quale diuifwne, dicono li Pr attici, che tal Modo fi compone della Pii
mafpeàe della Diapente D & a ; & della Prima della Diatefiaron a & d , pofta fopra la Dia-
pente . Si trottano di quejìo modo infinite cantilene ecclefiafiiehe ; come fono Introiti , Graduati , ^Antifo-
ne, Rejponfori, & altre cofefimili . Et appresogli altri Mufici fono qttafi infinite le compofitioni , campo*
f le fitto queflo Modo ; come fono Me fife, Mot etti, Hitint, Madrigali, & altre Canzoni ; tra le quali fi tro-
ttano li Motettt Veni fonile (firitiK ; & V telimi fafchali , compofit a Sei yca ; & il madrigale Giun-
to m'ha lAmor, compofìo a Cinque yoct da ^Adriano . Comfofi etiandw in queflo Alodo molte cantilene-,
tra le quali fono due motetti a cinque l'oci O beatum fontificem ; & Nigra firn fed formofa . Si trouano
ancora molte altre Compofitiont di molti Mufici eccellenti , le quali lofio di nominare , per non efier lungo».
Et benché li yen, & naturali Principinoti foladi queflo, ma anche d' ogn altro Alodo , fi ano nelle chorde
tilreme della loro Diapente, & della Diateffaron ; & ndla chorda mezana ,ehe dtttide la Diapente in im
Dttono, & in un Semidttono ; tuttauiafi trouano molte cantilene , che hanno il loro principio fopra le altre
chorde, le quali non ilari) a commemorare, per non efier lungo . Ojferuarono gli Ecclefiafitci ne t loro Can-
ti alcuni fini metani, nel fine di orni Claufula, o Periodo, & di ogni Or ottone perfetta , li quali alcuni chia-
marono Cadenxe ; che fono molto neceffartj per la difitnttone delle parole , che venerano ti f enfio perfetto nella
Orattoite .Et chi yorrà fitpere quello, che elle fiano, potrà leggere il Cap. 5 $.dtlla Terza parte : percioche
iui di tal materia ho ragionato affficienxa ; & potrà hatter di loro piena cognizione . La onde baflarà in
queflo l^ogo follmente dire hora perfempre ; che le Cadenze fi trouano di due forti , cioè Regolari, & Irre-
golari. Le Regolari fonoquelle, che fempre fi fanno ne gli flremi filoni ,0 chordedelli Alodi;& dette la
Diapafon in ciafeun Modo harmomeamente, onero anthmeticamente è mediata , ò dimfa dalla chorda mér
zana ; che faranno nelle eflreme chorde della Diapente , & della Diatejftron ; Smagliantemente dotte lit
'Diapente è dimfa da yna chorda mezona in vn Dttono , & m yno Semtditono ; & per dirla meglio ; otte
fimo li yen , & naturali Principi] di ciafeun Modo ; l'altre poi facianfi doue fi yogltano ,,fi chiamano Ir-
regolari . Sono adunque le Cadenze regolari del Primo modo qtulle , che fi fanno in quefìe chorde D , F,
'a, 0- d ; & le Irregolari Jorio quelle, che fi fauno nell'altre chorde . Ma acciò più facilmente fi feorga quel
lo, che (t e detto, porro yno tfft mpto a due yoct, dal quale Jt potrà comfeere 1 propij luoghi delle Cadenze re-
<robn, & uedere il modo, che fi là da tenere nelle loro modulatimi . llche non folamente ojferuaremo in
quejìo Primo modo : ma negli altri ancora, come yederemo, &< farà tljottopoflo , -.
Soprano
SOP R^CN O
Parte. 521
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TENORE.
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Si debbeperò auertire, che le Cadente delle Salmodie fi fanno fempre 3 dotte cafea il ter filine della mediatio-
ìie della loro Intonatone : la onde le Cadenze della mediatione , ò melano punto della Salmodia del Primo ,
del Quarto, & 'del Se fio modo fi faranno in a; quelle del Secondo in F; quelle del Terzo , del Quinto,
& dell' Ottauo in e; & quelle del Settimo in e: imperoche tali mediationt ,o punti mezani terminano
iui ; come fi puh l'edere nel Recanetto, nel ThofcaneUo, & in molti altri libri, che contengono firn ili Salmo-
die, ouero Intonationi, che leyogliam dire . Le finale poi fi fanno fempre nel luogo, che etafeuno yerfo di ta-
li Salmodie, ouero di ciafeun Salmo fi fanno firn -e . Douemo etiandto fempre ojjeruare , di far le Cadente
principalmente nel Tenori' : conciojia che queUa parte è la guida principale delli Modi , ne t quali fi compone
la cantilena ; & da effa debbe il Compoftore pigliare la inuentione dell'altre parti : Ma tali Cadenze, fi fan
no nelle altre parti della Cantilena, quando tornano bene. Queflo Modo col Nono hàjìrettiftma parentella :
tercioche ti Mufici compongono nelfuo luogo propio le loro cantilene del Nono modo , fuori delle fue chorde
naturali, trafportandolo nell'acuto per yna DiateJJaron, ouero nelgraueper yna Diapente ; [affando la chor
*:.. ..; S dtt
J22 Quarta
da ^, & ponendoti la k; come fece Morale Spagnuolonel fnotttto Sanila ,^< immaculata inrgini-
tot, a quattro toc; . Et perche il Primo modo ha yn certo melano effetto tra il me§ìo& lo alleno ;per ca-
gione del Semiditono, che fi ode nel concento [opra le chorde e{lreme della Diapente , &• della Diatejfaron ;
non hauendo altramente ilDitono dalla parte grane ;perfua natura è alquanto mefto. Però potremo ad efjò
accommodare ottimamente quelle parole, le quali faranno piene digrauttà ,<y che trattaranno di cofealte,
ty-fententiofe ; acaoche tharmomafi cvnuenghi con la materia, che in effe fi contiene .
Del Secondo Modo.
Cat
157.
OLE ViAN O alcuni, che'l Secondo modo contcnejfe in fé Dna certa granita filiera ,
non adulatoria ; & che lafua natura fujfe lagrimeuole ,& humile ; di maniera che moj-
fi da queilo parere, lo chiamarono Modo lagrimeuole,hurmle, & deprecatila . La on-
de fi yede, che hauendogli Eccleftaflici quejìo per fermo , Fhanno yfato nelle cofi mefìe ,
& lagrimofe ; come fono quelle dellt tempi Quadragt firn ali , & di altri giorni di digiti-
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SOPRANO
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Parte.
323
m; & dicono, che è Modo atto alle parole,, che raprefentano pianto, meflitia ,folkitudine , cattìuità , cala-
mità , & oni generation! di miferia ; &fi trotta molto in ~»fo ne i loro canti ; & lefue Cadenze principa-
li, & regolari^ per ejjere queflo Modo dal Primo poco differente: percioche l'yno & l'altro fi compongono
delletfleffe jpecie) fi pongono nelle chorde nominate di [opra, clte fono a,F, D,& <A> chef vedeno
nello effempio : l'altre poi, che fi pongono ne i altri luoghi fino tutte Irregolari. Dicono li Brattici, che que-
flo Modo fi compone della Prima fpecie della Diapente a& D pofla nell 'acuto, & della Prima della Dia
teffaron D& <A pofla nelgraue ; & lo chiamano Collaterale , ouer Piagale del Primo modo . Sì troua-
tio molte compoftiom del Secondo modo , composte da molti ^Antichi ,& da Moderni Mufci ; tra le
mali è ilmotetto, Printer rerum ferie m,compoflo a feiyoci da Iofquinoi& da ^Adriano a Sette foci; col
madrigale, che fai alma,fmilmente a fette yoci; ilmotetto ^Auertatur ohfecro domine , & il madrigale }
Oue ch'ipofi gli occhi; l'yno & l'altro afei yoci, con molti altri . Compofi anche io in tal Modo la Grano-
ne Dominicale, Pater nofler ; con la Salutatione angelica, ^ìue maria, a fette yoci ; & li motetti,Ego rofa
Saron, & Capite nobu vulpes paruuiu a cinque yoci. Si trouano etiandio molte altre compofitiom fatte da
diuerfi compojitori, le quali per effere quafi infinite fi laffano. Queflo Modo rare yoltefi troua nelli Canti fi-
gurati nelle fue chorde propie : ma ilpiù delle uoltefi ritroua trajportato per yna Quarta ; come fi può vede-
re nellt Motetti nominati ; & queflo: percioche fi può trafporre; come anco fi può trafporre il Primo rnodo^
con l'aiuto della chorda Trite fynemennon, verfo l'acuto . ttfi come il Primo col Nono ha molta conueuien-
%a } cofi queflo l'ha veramente col Decimo .
Del Terzo Modo ,
Cap.
2 O.
L Terzo modo dicono, che nafce dalla Quinta fpecie della- Diapafon diuifa harmonica-
mente dalla chord.t L ; ouero dalla vinone-delia Seconda fpecie della Diapente E &
^ , pofla nel oraue, con la Seconda della Diateffaron ^ & e , pofla nell'acuto . Que-
llo Modo ha la fu» chorda f naie E commtme col Quarto modo;& gli Ecclefiaflici han -
no di queflo Modo infinite cantilene, come ne i loro libri fi può vedere . Le fue Cadenze
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j 24 Quarta
principali fi fanno nelle chorde de i fttoi princìpi] regolari ,i quali fino le chorde moflrate E , G , L <*p
e; che fono le ejìreme della fu Diapente, & della funDia.teJfa.ron ,& la mescila ddla Diapente; le al-
tre poi, che fono Irregolari, fi poffonafare [opra l'altre chorde : Ma perche conofcittto le Regolari , facilmente
fi può conofeere le Irregolari ; però daremo yno effempio delle prime , acciò Teniamo in ugnatone delle fe-
conde . Si debbi però auertire, che tanto in quetto , quanto nel Quarto, nel Settimo , & nell'Ottano modo,
reo ilarmente fi fanno le cadenze nella chorda j-j : ma perche tal chorda non ha cornjjondenza alcuna per
Quinta nell'acuto , ne per Quarta nel grane ; però è alquanto dura : ma tal durezza ftjòpporta nelle canti-
lene compaHe a più di due yoci : percioche fi tiene tal' or dine, che fanno buono effetto ; come fi può cedere tra
le Cadenze pojle nel Cap.6i . della Terzaparte . Molte compofitiom fi trouano compatte fotto queflo Mo-
do, tra le quali è il motetto, O Maria mater Chrittì a quattro yoci di lfac;& li motettt di uAdnauo,Te Deìt
patrem ; Huc mefydereo ; & LL&c est domws domini, campo Hi a fette yoci : & il Madrigale, I mi riuol-
go indietro , compatto da ^Adriano medefimamente a cinque yoci : olii quali aggiungeremo, Ferculumfecit
fibi rex Salomon , il quale già compofunfieme con molti altri di tal Modo fimigliantemente a cinque yoci .
Se queflo Modo non fi mefcolaffe col Nono , &fi ydiffe femplice , hauerebbe lafua harmonia alquanto du-
ra : ma perche è temperata dalla Diapente del Nono, & dalla Cadenza , che fifa in a , che in effo o-rande-
mentefi yfa ;però alcuni hanno hauuto parere , che habbia natura di commouere al pianto ; la onde o-li ac-
commodarono yolentieri quelle parole, che fino lagrimeuoli,& piene di lamenti . Ha grande conuenìen-
%a col detto Nono : percioche hanno la Seconda fpecte della Diateffaron commune tra loro ; &ffejfe yolti
i Mufici moderni lo trafportanofitori delle Jue chorde naturali per yna Diate ffitron più acuta, con l'aiuto del
la chorda b ; ancora che l più delle yoltefi ritrom collocato nel fitto prapio, & naturai luogo.
Del Quarto Modo .
Cap.
EGVE dopo queflo il Quarto contenuto tra la Seconda fpecie della Diapafon L <*7«
h, mediata dalla (ita chorda finale E arithmetìcamente . Queflo {come dicanoli
Prattici ) fi compone della Seconda fpecie della Diapente \- & E,pofla in acuto; &
della Seconda della Diatejf iron E & [q , congiunta alla Diapente dalla parte gra
ne . Queflo meàefnnamente , fecondo la loro opinione , fi accommoda marautgliofamente
a parole, o materie lamentatoti., che contengono tnflezxa, onero lamentatiunefupplicheuole ; come fono ma-
terie amorofe, & quelle, che figinfcano otio, quiete, tranquillità, adtdatione ,fraude & detrattione ; il per-
che dallo effetto alcuni lo chiamarono Modo adulatorio. Quetto è alquanto più mefìo del fio principale, maf-
fimamente quando procede per mouìmenti contrari] , cioè dall'acuto algraue , con mouìmenti tardi . Credo
io, chefe'lfi yfajfe fé mplice mente, fenza mefcolarm la Diapente , & la Cadenza pefla in a , che ferue al
Decimo modo ; che hauerebbe alquanto più del "virile , di quello , che non ha coft mefcolato : ma accom-
pagnato in tal maniera ,fi yfa grandemente , di modo chef trouano molte cantilene compofle fatto queflo
Modo , tra le quali fi traua il motetto , Deprofundu clamaui ad te Domine a quattro yoci di Iofquino ; &
il motetto,Peccata mea Domine, col Madrigale, Rompi dell'empio cor il duro foglia di iAdriano,l'yno,&
l'altro compatti a lèi yoci ; & ti madrigale , Laura mìa fiera compojlo a cinque yoci . Compofi ancora io
molte cantilene, tra le quali fi traua afei yoci il motetto, Miferere mei Dem miferere met,& yna Meffa,fen
za yfar le ajferuanze moflrate nella Terza parte ; & ciò feci, non per altro, fé non per moflrare, che aafcu
no il quale yorrà comporre fenza partirfi dalle date Re<role,potrà etiandw comporre facilmente fenza quefle
offeruanze >& affa meglio di quello, che fanno alcuni, che non le fanno, quando lo yorrà fare . Si trouano di
quetto Modo qua fi infinite cantilene ecclefiafliche, nelle quali rarifime yolte (anzi st0 diceffe mai, non erra
rei) fi yede toccar la chorda L.\ • Bene è yero, chepaffa nell'acuto alla chorda e, di maniera che quando'l
Semituono douerebbere ydtrf nelgraue,fi ode nell'acuto ; <& cofigli ettremi dìcotalModo Tengono ad ef
fere le chorde e &C. Li fuot Principi] irregolari appreffo gli Eccle fattici fi trouano in molti luoghi : ma
li regolari fono nelle chorde [g , E,G& ^ folamente; fi come fi trottano anco le f ite Cadenze regolari,
che fono le futtopofle ; ancora che molte fiano le Irregolari . il più delle yolte li Prattici lo trajportanoper
T/iaDiateffdronuell'acuto,ponendolachorda b in luogo dtUa \^, come fi può y edere in infinite cantile-
ne ; il che fanno etiandio ( come ho detto ) ne gli altri Modi .
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Parte.
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Del Quinto Modo.
Cap
2 2.
L Quinto modo è contenuto dalla Sefla fpecìe della Diapafon F & f, tramezata har-
momcamente dalla chorda e . Dicono li Pr attici, che fi compone della Terza jpecie del-
la Diapente F & e , & della Terza della Diateffaron e & f ', pofla nella parte
acuta della Diapente ; la chorda F , del quale è chorda commune finale col Sejìo modo
fuo collaterale . Da talfpeae di Diapafon hauemo folamente quejlo Modo ipercìoche non
rtceue altra duufione ,che l'harmonica . ^Alcuni vogliono , che nel cantare jqueflo Modo arrechi modtfìnt, le-
titia,& folleuatwne agli animi dalle cure noiofe . Perh ili antichi vfarono di accommodarlo alle parole , o
materie, che contenefjero alcuna -vittoria : onde da tal coje alcuni lo dimandarono Modo giocando , modeflo,
& diletteuole .Et quantunque li fuoi Principi] naturali fi ponghino nelle chorde F ,a,c & f ; percioche
fono chorde regolari ; tuttauìa appresogli Ecclefiajlici fi ritrouano altri principi] in diuerfe altre chorde ; co-
me fi può vedere nei loro libri. LeCadenzeregolaridiquejloModofifanno nelle nominate quattro chor-
de ; come nello effempio fi veo- crono ; &• le Irregolari , quando fi -vogliono Tifare , fi fanno nell'altre . Mol-
te cantilene fi trouano ne i libri ecclefiaUici di quejlo Modo ; ancora che nonfia molto in vfo appreffo li com-
pcfitori moderni : percioche pare a loro , che fia Modo più duro, & pùi injoaue di qualunque altro ; tuttauia
fitrouano compofte in effo molte cantilene^ come ["Hwno di Santo Francefco, Spoliatis £oypt't]s di ^Adria-
no ; & due Madrigali di Cipriano di Rore j Di tempo in tempo mi fi fa meri dura , & Donna che ornata
fete ; con quello di Francejco Viola Fra quanti amor ; tutti compoflt a quattro -voci ; & molti altri ancora,
che non
3 20 Quarta
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SOP Ryjft. <
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che non mi [occorrerlo alla memoria. Quefto fi pub trasportare per yna Diapente nel grane, con l'aiuto
della chorda b, laffando la L .-yì cowe degli-àltrif è fatto nell'acuto, & lafita chordafnale yerrà adefjere
la b; come aafcttno potrà -vedere .
Del Serto Modo.
Cap.
OPO il Quinto fe^uita il Sedo modo, contenuto tra la T erza fpccie della Diapafon e
<*7* C , dwifa harmomeamente . Dicono li Franici, cheque ilo Modo fi formi ; & nafet
dalla conviuntione dtllaTerza fpecte della Diapente e & F ,pofta nell'acuto, con la
Terza della Diatejfaron F &• C > accompagnata nel grane ; & che la chorda F è lit
fila chorda finale . Quefìo da ali Ecclefiajìici è fato molto frequentato ,fi come era fre-
quentato.-.nàie molto il [ito Modo principale : lmperoche fi trotta net loro libri molte cantilene , compofle
[otto queflo Modo, ilquale dicono, non efer molto allegro, ne molto elegante ; & pero lo yfarono nelle canti-
lene Traili , &■ datate , che contendono commi/trattone ■; & lo accompagnarono a quelle materie , che con-
temono lacrime . Dimamera cheto chiamarono Modo denoto , & lagrimeuole ; a differenza del Secondo ,
ilquale è più toflo funebre , & calamitoso , che altro . I Prinaptj regolari di tal Modo, & le (ne Cadenze re-
aolari
Parte.
?27
golari fi fanno nelle chorde Cjd,F & C ; nell'altre poi fi fanno le Irregolari . Ma perche conofctute le
prime èfactlcofa di conofcere le feconde speri non farà fuori di propofito, porre di loro imo effe m pio , accio-
che piti facilmente fi conofca il tutto } &farà ilpojìo qui di fotta . Molte cantilene mi ricordo hauer ve-
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SOPRANO.
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Auto compone in queflo Modo : ma alprefente mifoccorreno alla memoria [blamente quefìe ; Vn motetto di
Motone a quattro voct,Ecce Maria genuit nobu Saluatorem,& vn Salmo a due chori fpexgatt di ^Adria-
no a otto voci , Inconuertendo Dominu* captiuitatem Syon . Queflo etiandw fi può trasportare nell'acuto
per vna Quarta, coni aiuto della chorda b , come fi trapanano gli altri i ilche quanto fia facile ,ciafcuno
lo potrà conofcere dalle due nominate cantilene.
Del Settimo Modo .
Cap. i 4.
ELLyA Settima fpecie della Diapafon G & g, harmonicamente mediata , è conte-
nuto ti Settimo modo ; rfquale(come dicono i Moderni) nafce dalla conviuntione della l'ri
ma fpecie della Diateffaron d & g , con la Quarta fpecie della Diapente G e£* d;
queflapofla nel grane , & quella nell'acuto . <A 'queflo ( fecondo che dicono )fi conuiene
parole, 0 materie, che fumo lafciue ; 0 che trattino di lafciuia ; le quali fiano allegre ,det-
te con moddtiu ; & quelle , che Significano minacele, peYturbatìoni,& ira . Lifuoi Prtncipij regolari, & le
fue Cadenze principnh,&t regolari fi pongono nelle chorde 6,Wt A >& tì come qui fi veggono .
Ma
Quarta
~-2~-w
SOP R^CN O .
-a
l^l^a
^^^^^^B^i
— a-X^js:"
l::#:
ijllilsiìiilììlÉil
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TENORE
ipiìipiìiiìEiiifiiiiìisagg
gpjì^gpai^aigfiEipp
plygiìiììElE^Iggì^lil
^stil
iWrf le Irregolari fi pongono fopra le altre . Alche cantilene fi trottano compone dalli Mtifa di queflo Mo-
do , tra le quali Jono Pater peccata, & I pian fi hor canto di ^Adriano afet i>oct . Queflo Modo è molto in ufo
appreffogli Ecclefiaflici ; & nelle cantilene degli altri Muficifi troua il più delle yolte nelle fue chorde natii
ralt ; ma molte yolte con l'aiuto della chorda b è trafportato nelgraueper yna Diapente ,jenxa alcuno m-
commodo .
Dell' Ottauo Modo.
Cap.
EGVE dopo il Settimo l'Ottano modo , contenuto tra la Quarta specie della Diapafon
d & D , dtuifa anthmeticamente dalla chorda G ; & (come dicono) nafce dalla co
giitnttone della Quarta fpecie della Diapente d & G , pofla nell'acuto , con la Prima
della Diatefjaron D& G , pofla nelgraue . Queflo col Settimo ha la chorda commu-
F-A^^kfg ne finale la G ; & dicono li Franici, che queflo Modo ha natura di contenere in je yna
certa naturale foauità, & dolcezza abondante, che riempe di allegrezza gli animi degli afcoltanti, co firn
ma giocondità, &Joattttà mijìa ; & yoglwno, chefia al tutto lontano dalia lafciuia, & da orni yttw . La
onde lo accompagnarono con le parole , o materie manfuete , accoflumate ,graui , contenenti coje profunde ,
fpeculattue , £?■ diurne ; come fono quelle , che fono accommodate ad impetrar gratta da Dio. Alolte cantile-
ne fi ritrouarono ne i libri Ecclefiaflici di queflo Modo , dquale ha li juoi Prmciptj regolari nelle chorde rf/L }
G & D:ma Hi Irregolari fi trottano nelle altre chorde ; & le fue Cadenze regolari fi pongono fimtgltan-
temente nelle moflrate quattro chorde }fi come nel fottopoflo effempto ji può yedere .
Ma le
Parte. J29
SOP R^fN O. "^
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TENORE.
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IlìiisiipìpìlèSllttlill
IglìlglIgtSlJgggliEgggg
JÌ^Ìp|pìì|ÌljlEgJ|ljÌ||i
Ma le Irregolari fi pongono [opra t altre chorde . lAppreffogli altri Mufici fi trottano molte compofi-
tiom , tra lequali fi trottano li motetti Benedilla es coelorum regina di Iofquino , & ^t'udite infida a
fei voci iVerbum fupermtm prodienSjil madrigale Liete,, & penfofe , accompagnate ,& fole Donne ,
tutti di JCàriano a fitte yoci;& molti altri cjttafi infiniti . Queflo Modo fi può trasportare come gli
altri fuori delle [uè chorde naturali > ponendolo in acuto per vna Diateffaron 3 con l'aiuto della chorda b ;
imperoche altramente farebbe imponibile.
Del Nono modo .
Cap. z6.
L NONO modo ( come dicono li Pratticì) nafce dalla congiuntione della Prima fbe-
cie della Diapente *A & e , ouero a & e (come più piace) conia Seconda della Dia-
teffaron E & a , ouero e & aa; & per dir meglio , è contenuta nella Prima Jbecie
della Diapafon ^f & a , ouero a & a a, mediataharmonicamente dalla chorda E,
ouero dalla e . Non fi potrà mai dire con verità , che queflo fia Modo nouo : ma fi bene
antnhijiimo ; ancora che fin qui fia flato pnuo delfuo nome, & delfuo luo^opropw : percioche alcuni l'han-
no pofìo tra alcuni lor Modi, che dimandano Irregolari ; quafi che non fuffe jottopofìo a quella ifieffa Rego-
la, alla quale gli altri fi fottopongono ; & che la (uà Diapafon non fuffe tramenata harmomcamente , come
quella de gli altri Modi ; ma a qualche altra maniera ilrana . E ben yero ( come ho detto altroue ) c/;e alle
T Intonatori i
25 o Quarta
Intonationi de i Salmi ,gli Ecclefiaflki hanno fegnato filamene gli Otto primi Modi, come fi pub -vedere ne
i loro tibri : ma. per queflo non fi può direbbe fia irregolare : concwfa che altra cofa è la Intonatione de i Sal-
mi, & altra le modulattoni, che fi trottano in dtuerfi Modi, fi nelli canti fermi, come anco nellt figurati. Ne
yo?lio credere per cofa alcuna, che qualunque -volta fi trouaffe alcuna ^Antifona, chefuffe compasìa fatto al-
cuno di quefli yltimt quattro Modi, non fé lepoteffe applicare yna delle otto Intonationt nominate ; maf ima-
mente battendo ciafcuna di effe varij finimenti ; come è manifejìo a tutti quelli , che fono pr attici in cotal co-
fa . Queflo Modo , alcuni l'hanno chiamato aperto , & terfo , atttfiimo a t yerfi linci ; la onde fé li potran-
no accommodar quelle parole , che contengono materie allegre, dolci, foaui, & fonare : effendu che (come di-
cono ) ha in sèyna grata fieuerttà , mefcoUta con yna certa allegrezza, & dolce fornita oltra modo . E cofit
noti firn a, a tutti li periti della Mufica ,che queflo Modo col Primo fono tra loro molto conformi : percioche
la Prima fpecte della Diapente è commune all'yno , & all'altro ; & fi può paffare dall'yna in l'altro facil-
mente ; ilchefipuo ettandw dire del Terzo , & dell'Vndecimo modo .Sono di queflo Modo molte Cantilene
ecclefiajìiche , che longofiwebbe il referirle ; tra lequalifi troua il canto della Oratione dominicale Pater no-
iler , laqualfmfce nella chorda. yA in tal maniera ; come fi può yedere in alcuni effemplart antichi corret-
ti . Si troua ancho di queflo Modo il Simbolo Niceno,
Credo in ynum Denm , tlquale ha principio per la fiua
Intonatione nella chorda D , & yiene à terminare
(come fi yede ne i corretti effemplart ) nella chorda *A
medefimamente , &* non nella H , ouero nella E tra-
fportatoperynaDiateffaron nell'acuto con l'aiuto del-
lachorda b, come fanno ;ilqual canto trasportato douerebbe finire nella chorda D,come è il douere:ma
è Hato guafio , &
fcorretto per la igno
X~ ~ ~ vanxa de ifcrittori;
Tt come intrattiene an-
che nelle altre cofe
±±±~$dt
Sed li be ra nos a
SE
ma
Et yitam yen tu ri fi
men.
di maggiore importanza . Et nonfolamente li fini delli moflrati canti fi ritrouanofuori della loro propia , &
naturai chorda ; ma de gli altri ancora , chef trouano in tal maniera guafìi , & corrotti ,che farebbe cofa
troppo lunga da moftrare , quando fi yoleffe dare di ciafcuno yno efjempio particolare . Ma quanto fa facile
il trafmutare ne i Canti ecclefajlici yn Modo nell'altro , yariando fidamente la chorda finale , ouero trafpor-
tandolo dall'acuto algraue, ouero dalgraue all' acuto, fenza alcuno aiuto della chorda b, queflo è facile da
■vedere , da tutti coloro , che fino prattici nella Mufica; fi' l fi yorrà efifaminare minutamente le loro modu-
lationi , & il loro procedere ; laqual cofa non farebbe molto difficile da mojìrare, quando intorno a ciò fi yo-
leffe perdere yn poco di tempo . In queflo Modo fi ritroua compoflal '^Antifona xAue Maria gratta plenaja-
quale ne i libri antichi fi troua terminata tra lejue chorde naturali in cotal modo ; che nelli moderni fi trotti
u
■4-i
±^*^±^^É*±&*&
<A uè Ma ri a, gra ti a piena Dominiti te cum be ne di eia tu in mu li e-
g
3E=S3C±=*:
4-
»=+:tft
rihai & be ne diclut frufìwi yentris tu ».
fritta piùgraueper yna Diapente. Et che
ciò fa yero, da queflo paterno comprende-
re ,che P . della Me compofi la Meffa a
quattro yoci fopra quefla ^Antifona nelle
chorde uere,& effentiali di tal Modo ; nel
cjualefi troua etiadio copaflo l'Introito Gaudeamus oes in Domino. Ne alcuno preda di qflo marautglia; maf
fimamente yedendo,che la Salmodia del Salmo, che fegue è del Primo modo: percioche( come ho detto anco-
ra) no è inconueniete, che ciafcuno de i Quattro yltimt Modi fi poffit ridurre alla Intonatione di alcuna delle
Otto nominate Salmodie.Et fé la chorda b pofla in luogo della C\ hàpofiaza di mutare yn Modo nell'altro; ■
no»
Parte .
331
non è dubbio , che ritrouandofi il detto Introito collocato nella. Quarta fpecie della Diapafon , & cantandofi
per la propietà di b molle, nonfia anco del Nono modo ; come effeminando il tutto , & quello , che ho detto
difopra nelCap. 1 6. mamf eoamente fi può -vedere . Ma quando fi yoleffe ridurre nelle fue yere chorde na-
turali, tralbortandolo nell'acuto per una Diapente ,fi trotterebbe collocato tra la Prima jfecie della Diapa-
fon a & a a; fi come fece il Dotto I oppino , che componendo a quattro yoci la Meffefopra quefio Introi-
to, la ritirò nelle fue chorde naturali; come fi può yedere . La onde mifouiene hora,che alcuni non hanno det-
to male, quando giudicarono, che la Intonatione del Salmo , In exitu ifrael de ^fegypto , pofla qui di fono ,
^±z±:^±i-^E±:±^-—z :ÌS:3:
'■-
;55^;±^±2^
In e xi ti* if ra el de *Ae gy pto do mws la cob de pò ptt lo bar ba ro .
puff e del Nono modo -.percioche -vogliono , che la ^Antifona , Nos qui yiuimm benedicimus Dominum ,fia
{lataguafla, & tra/portata fuori del fuo luogo , da alcuno fcnttore , che habbia voluto modrarppiù faggio
degli altri ;fi come hanno fatto anche dell'altre . QueQo Modo ha, come hanno gli altri Mudi, li (noi Prin-
cipi], & le fue Cadenze regolari , & irregolari . Li Regolari fono quelli , che fi pongono nelle chorde ^ft
C, E & a,fi come etiandw le Cadenze , chef yedaio in qtteììo effempio .
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SOPRANO.
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332 Quarta
Ma li Princìpi] , &fimilmente le Cadenze irregolari fi pongono nel? altre chorde . Trotianfi in quefìo Mo-
do compojìe -varie cantilene], tra le quali è il motetto,Spem in alium nunquàm habui di Giachetto, & San-
ila, & immactdata virgiiniàs di Morale Spagnuolo, l'uno & l'altro compoflo a quattro toc;., &• te due no
minate Meffe . Compofigia anche io [otto queììo Modo ilmotetto , Si bonaftifcepumvs de manti Domini, il
madrigale , I yò piangendo il mio paffuto tempo , a cinque yoci, & altre cofe etiandio, le quali non nomino.
Ma queflo Modo fi può trasportare per ynaDiapente nelgraue , con l'aiuto della chorda 'o , come fi tra-
fporta etiandio gli altri.
Del Decimo modo. Cap. 2j.
iAR EBBE cofa longhifima , quando fi yolejfe moflrare tutte le Cantilene, chef fro-
llano ne i libri Ecclefajlici, compofìe fono il Nono modo ,& anche fotta il Decimo , &*
fattogli altri due, chefegueno ; le quali fono per la maggior parte Graduali , Offertori] ,
Poficommunioni, & altre fmili ; & non fono tanto facili du conofcere da quelli, che no
fono nella Mufca bene iflrutti, quanto fino quelle , che hanno dopo fé alcune intonationi
dì alcuni yerfi de Salmi, ouero Gloria patri ; come fino antifone, Refponfori] , & Introiti ; che dal loro fi-
ne, & dal principio di alcune figure pojle fopra quefla parola SEVO E^fE , che fono le lettere yocali di
Seculorum amen, conofcono facilmente fitto qual Modofiano compojìe : Imperoche hanno quefla Regola ,
che quando il fine della cantilena fnifce in D , & il principio del loro Seuouae incomincia in a , conofcono,
che tal cantilena è del Primo modo. Quandoilfnedell'ynaèponoin D, & il principio dell'altra è patio
in F , fanno, che è compoflafotto'l Secondo modo: ma quando ilfne di yna è pojìo in E , &tl principio
dell' altra in e; dicono, che è del Terzo modo ; fmigliantemente dicono effere la cantilena del Quarto mo-
do, quando fnifce in E, & il Seuouae da principio in a . Conofcono etiandio , che quella è compafla fatto il
Quinto modo,quado termina nella chorda E,<& il Seuouae principia nellachorda e; fi come conofcono quel-
la effere del Se(lo,quando l'yna termina/òpra la chorda F,& fopra quella ifeffa, ouero fopra la a, t altra da
principio. Dicono poi, che quella è del Settimo modo, che fnifce nella chorda G, & iljuo Seuouae da princi
pio nella chorda d ; <& quella effere dell'Ottauo,che termina nella G ,&hà ti princìpio della terminatio-
ne delyerfo del Salmo (percioche altro non è il detto Seuouae ) nella e : Di maniera che facilmente per tal
Regole poffono yenìre in cognitione dtlliModì, et dipoi fapere in qual maniera dtbbeno intonare il detto Ver
fo,o Salmo , che fegue tale ^Antìfona : perche tali cantilene fi compongono fitto gli Otto primi Modi : Ma
quelle, che non hanno tali Intonattonifono liberc,&fipoffono comporre fitto qual Modo più piace,& non fi
no cof facili da conofcere , come fono le ?ia nominate . Però non è marauìglia ,fe alcuni non hanno hauuto
perfetta cognitione di quejìi quattro ylt'imi Modi; poi che naif poffono conofcere per tal yia . Volendo adun-
que hauerne perfetta cognitione ,fi auertirà ( ritornando al ragionamento del Decimo modo ) che nelle chor-
de della Quinta fpecie della Diapafon E £?• e , dimfe arithmeticamente della chorda. a , tal Modo è conte-
nuto i & per quefìo dicono alcuni , che'l detto Modo fi compone della Prima fpecie della Diapente e & a ,
pofla nell'acuto, & dilla Seconda della Dìateffaron a & E ,pofìa nel graue , congiunta alla chorda a;
laquale è Li p naie di tal Modo . Paterno dire , che la natura di quello Modo fa non molto lontana da quella
del Secondo , & del Quarto , fé talgìttdiciof può fare daìl'harmonia , che nafee da effo : imperoche f fer-
ite della Diapente , che è commme del Secondo ; & della Diateffaron , che ferue anche il Quarto . Lifttoi
Priddpi] regolari fino nelle chorde e, e, a & E ; fimilmente le fue Cadenze. Ma perche hauendo co-
gitinone delle Cadenze regolari , facilmente fi può fapere in quali chorde fi fanno le Irregolari ; però
fittamente delle prime darò yno effem pio ,ilquale farà il fitto pofìo. Di quefìo Modo fi trottano mol-
te compoftioni ,f come Gabriel archangelm locutwsett Zachari&ii Verdeloto; fmilmeme liete odi-
li , r orate gettai dì Adriano , [yno , & l'altro a quattro yoci , <&■ molte altre . Trafportafi quefio Mo-
da per yna Diapente nel graue con l'aiuto della chorda b }finza laquale poco fi farebbe , chefuffe buono .
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Parte.
SOPRANO.
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Dell' Vndecimo modo,
Cap. 28.
^"i Lisf Terza [pecie della Diapafon C &c, laquale è dalla chorda G mediata har
mimicamente , nafte l'Vndecimo modo . Vogliono li Prattici che queflo Modo fi com-
poni della Quarta fpecie della Diapente C & G, pofta nel graue ,& della Terza
della DiateJJaron G & e , pojla nell'acuto . Queflo è di fua natura molto atto alle
danze, & a 1 balli : pertiche yedemo, che la maggior parte de i balli , chefiodeno nella
Italia, fi Suonano [otto queflo Modo ; La onde nacque , che alcuni lo dimandarono Modo lajciuo . Di queflo
fi trottano molte cantilene ne i libri Ecclefia(ìki,fi come la Mejfa,la quale chiamano degli ^Angioli, le an-
tifone v4lma redemptom mater , & Regina Coeli Utare Haleluiah . Queflo Modo da i Moderni è tanto
in yfo, & tanto amato ; che molte cantitene compojle nel Quinto modo, per l'agiuntione della chorda t> in
luogo della ^ , hanno mutato nell'V «decimo ; mdutti dalla fua fa aiuta , & dalla fua bellezza . Li fuoi
Principe f pongono regolarmente nelle chorde C, E, G & e, & cofi anche le fite Cadenze. Et li
fuoi Principij , & Cadenze irregolari fi pongono fopra le altre chorde . Li Mufici hanno compofle in que-
flo Modo molte cantilene, tra le quali è,Stabat mater dolorofa di Iofquino a cinque -voci; O falutaris hoflia,
*Alma redemptom mater , Pien d'yn yago penfier di ^Adriano ; (3* Deflendi in ortum meum di Giachet-
to, tutti compofli a feiyuci. Cofi ancora ilmotetto ,<sfudifilia,&' yidedi Gomberto ,con Ego yeniin
hortum meum , il quale già molti anni compofi , che fono a cinque yoci ; & infiliti altri ,che lungo farebbe
il numerarli . Queflo Modo fi trafliortafuon delle fue chorde naturali per yna Diateffaron nell'acuto ; one-
ro per yna Diapente nel grane 3 con l'aiuto della chorda b ; puff andò per le chorde del Tetrachordo fy-
nemennon.
Soprano
334-
Quarta
Bfe^Sìl|lfe|&!lS!lll|gp
SOP R^INO.
plIÌÌg!|ÌÌÌÌÌ|||ÌÌl§i
^gp^fe^^fe^i^^^:
Del Duodecimo Modo ,
Cap. 2 y
V LT I MO Modo delli Dodici è il Duodecimo , cont aiuto dalla Settima fpecie della
Diapafon g & G, diuifaariihmeticamente dalla chorda e [uà finale .Quejìo (co-
me dicono ) nafee dalla congiuntione della Quarta fpecie della Diapente g & e , por
Jìa in acuto, con la Terza jpecie della Diateffaron e & G, pojìa nella parte grane .
Tal Modo apprejjo gli Ecclefiaftia fu poco tmfo anticamente : ma li più moderni con
'amtu del T etrachordo fynemennon , cioè con la chorda b , hanno fatto la maggior parte delle Iwo cantile-
ne, che erano del Seflo modo, del modo Duodecima ; &• hanno anche compoflo li più moderni none cantile-
ne in quejìo Modo ; tra le quali fi trotta l '^Antifona *Aue regina cxlorum , & molte altre . Queflo Alodo ,
è atto alle cofe amatone, che contendono cofe lamenteuolt : perche è nelli Canti fermi Alodo lamentatole, &
ha alquanto di me fìttia, fecondo il loro parere ; tuttama aafeuno comportare, che defidera di fare alcuna can-
tilena, che fa allegra, non f fa partire da lui. Lifìtot Pnncipij regolari fi pongono tnjteme con le fu e re<rola-
ri Cadaize, come nello ef empio ftTede, nelle chorde g, e , e & G; Li Pnncipij,& Cadenze irre-
golari pei f pongono fopra l'altre chorde. Sitrouano di qutfìo Modotnnumerahilt cantilene compofle da mol-
ti Alt fa prattia, tra le quali e il motetto, limolata integra, & cafla es Alaria di lofqitmo a cinque , & di
^Adriano a (ette -voci ; il motetto Mittit ad Tirgwem a jet, & li madrinati, Quando nafafìi ^Amor a fette
■voci, I yidi iti terra angelici codttmi afa toci, & Quando fra l'altre donne a cinque yoci, tutti compofli da
^Adriano ; <A qutfif aggiunge il motetto, di Giachetto a cinque yoci, Decantahat populm , & li motetti
Nerno
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Parte .
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f-^ijglllllipiiìlipq
Nemo yenit ad me a cinque mei, & O quàm gloriofum efl regnum , i quali già molto tempo compofi l'uno
a cinque, & l'altro afei uoci, & molti altri . Et benché le chorde naturali di quefto Modofiano le mofìra-
te di [opra ; tuttauia li Mufici, con l'aiuto della chorda b , lo trafportano per yna Diatefjaron nelgraue .
Ma tutto queflofia detto a fufficienxa intorno la Natura ,&la Propietà detti Modi , & intorno l'ufo , li
Principi], e*/4 le Cadenze di ciajcuno : imperochefa dibifigno , che noi moflriamo primieramente quello, che
fi ha da offeruare nel comporre, £<r nelfargiuditio di loro ; dipoi in qual maniera ciafcuna parte delle nojìre
cantilene fi debba accommoàare in efi ; & quanto ciafcuna pojja accendere, & difcendere ; acciocheji pon-
ga il termine de i loro ejlremi, &fi[chiui ogni confufwne .
Quello,
33 6 Quarta
Quello, clie de ofleruare il Compofitore componendo, & in
qual maniera fi habbia da far giuditio delli Modi .
Capitolo 3 o .
RI MIE R^4 ME NT E fide auertire , che quantunque fi ritrouino quafi infinite le
cantilene di ciafemw dellt moflrati Modi ; nondimeno molte di loro fi trottano, le quali no
fono compojle ne i loro Modi/empiici , ma tulli Mifli : Imperoche ntrouaremo il Terzo
modo mescolato col Decimo, l'Ottauo con ÌVndecimo, & cofi difeorrendo degli altri l'u
no con l'altro ; come fi puh comprendere effaminando le dette cantilene ; maf imamente
quelle del Terzo modo, le quali in luogo della Seconda (peae della Diapente E & L , pofla nel grane ,
hanno la Seconda della Diateffaron E & a; &tn luogo della Seconda della Diateffaron U & e , fi
troua la Prima fpecie della Diapente a & e , pojìa nell'acuto ; Di maniera che Je ben le dette Ijiecie fono
contenute [otto ima fieffa Diapafon, che èia E & e ; nondimeno fi troua nell'imo Modo tramenata har-
momeamente , & tiene la forma del Terzo modo ; & nell 'altro anthmeticamente , & tiene la forma del
Decimo : La onde ydendofi taltfpecie tante, £<?* tante -volte replicate, non folamente la ma^o-ior parte della
compofitione yiene A non hauere parte alcuna del Terzo : ma tutta la cantilena yitne ad efier compcjìa fot- ■
to'l Decimo modo . Et che ciò fa il -vero, da qiteftofipuò comprendere , che fé noi aggiungeremo quefle due
ffiecie infume , cioè la Diate ffaron E & a,&la Diapente a & e , collocando quejìa nell'aiuto,^
quella nel grane ; non è dubbio, che Imiteremo la forma del Decimo modo, contenuto tra la Quinta jbecie del-
la Diapafon anthmeticamente mediata . Di maniera che quella compcf tiene, che noi giudichiamo effer del
Terzo modo, non yiene adhauer cofa alcuna, per la quale pofiamo far giuditio , che fa di tal Alodo ,fe non
tifine : peraoche finifee nella chorda E . Però adunque Je bene la chorda finale del Modo è quella, dalla qua-
le ( come dal fine ) douemo far giuditio della cantilena ,&non aitanti ; come alcuni ycgliono : effendo che
coni cofa drittamente fi giudica dal fine ; non douemo però intendere , che per tal chorda femplicemen-
te noi pofiamo yenire in cognitione del Modo ,fopra il quale è fondata la cantilena ipercìoche non fi de crede
ire, che da lei fi debba fare il giuditio : ma che noi debbiamo affettare tanto , che la cantilena fia condotta al
fine ; & liti giudicare fecondo il dritto : conciofia che allora la cantilena è perfetta, & ha la fua yera forma,
dalla quale fi prende la occafione difare talgtuditio . Ma fi denotare , che da due cofe fi può pigliare fimilt
occafione : prima dalla forma di tutta la cantilena ; dipoi dal fio fine , cioè dalla fua chorda finale . La onde
effendo la forma quella, che dà l'effere alla cofa; giudicare!, chefuffe ragioneuole, che non dalla chorda finale
femplicemente ; come hanno yoluto alcuni : ma dalla forma tutta contenuta nella cantilena, fi haueffe da fa-
re tal giuditio . Onde dico, che fé io hauefii da giudicare alcuna cantilena da tal forma, cioè dal procedere, co-
me è il douere ; non batterei per inconueniente, che il Alodo principale potè fé finire nella chorda mexana del-
la fua Diapafon harmonicamente tramezata ; & cofi il Alodo collaterale nelle tjìreme della fua Diapafon
anthmeticamente diuifa ; lafjàndo da un canto la chorda finale . il che qualità gentilmente fi poffafare ,fi
può comprendere dal mot etto, Si bona fufiepimm de manu Domini a cinque yoci , compoflo da Verdeloto ,
& dal madrigale, O inuidia nemica di yirtttte di ^Adriano comporlo m e de firn am ente a cinque yocr, li quali
da im capo all'altro, l'yno ha il procedere del Nono modo, & l'altro ha il procedere del Secondo;tuttauia no
fin fono nella loro yera chorda finale : ma nella mezana . Et quejlo ch'io dico delTerzp,& del Decimo mo
do, fi potrebbe anche moflrare ne ali altri, i quali per breuità lafio da im canto. Per la qual cofa non è da ma*
rauigliarfije molte yolte non fi ode alcuna differenza tra yn Modo, che finfea nella chorda E ; & tra un
altro, che termini nella a ; poi che nella maniera, che fi è detto, fi compongono mifli : Ma fé fi componeffero
femplici fenza alcuna mifìione ; non è dubbio, chef yehrtbbe «rande yanetà di harmoma tra l'yno, & l'al-
tro. Quando adunque haueremo da far giuditio di qualunque fi yogliacantilena, noi haueremo da cbfiderarla
bene dal principio alfine ; & yedere folto qua' forma ella fi troua effer compofta ;fe fono la forma del Pri-
mo, o del Secondo, o di qualunque altro Modo ; hauendo riguardo alle Cadenze , le quali dannogran lume in
tale cofi ; & dipoi far <nudttto, in qual Modo ella fa compofta ; ancora che non haitefe ilfuo fine nella fua
propia chorda finale : ma fi bene nella mezana, ouero in qualunque altra, che tornafe alpropofito . Et fé noi
yfaremo
Parte. 537
■vfàremo una tal maniera di finire, non farà fxtto fuori dipropofto : effemlo che gli Eccle faglici anco hanno
■vfatovntal modo nelle loro cantilene ; come fi può ~i> •edere nei rulpte t'hwov, i quali [chiamano di Doppio
minore, ouero de <rli ^ìpodoli ; la cujJforma ( come è mamfefìo ) è del Primo modo ; nondimeno l'ultimo di
eBifinifce nella chorda a , la qualechiamano Confinante* èia mezana della Diapafon D te* d3 conti-
nente la forma del Primo modo ; altra che fi troua l'offertorio , che fi canta nella Meffa della Quarta feria
della Dominica terza di Quadrageftma, Domine fac meum fecundum mifericoriiam\ tuam , contenuto tra
le fue chorde ejlreme F te* e. Et due cantilene ; la prima delle quali è, Tollite hofiw, contenuta tra le no-
minate chorde ejlreme ,che fi canta fatta la Communione della Meffa della Dominica Decima ottaua dopo
la Pentecofte ; la feconda è, Perfignum Crucu, chef canta ne i giorni folenm della Inuentione , te* della Ef
fdtatwne di Santacroce ; & è contenutala le chorde eflreme F te* g: le quali cantilene tengono in fé
laforma del Settimo modo :percwche in effe fitroua la modulatone della fuaDtapente G te* d;te*del-
lafua Diateffaron d te* g •" te* fimfcono nella chorda ^ , la quale è la mezana della detta Diapente . E'
ben -vero, che alcuni moderni attribuirono tali canti al Quartodecimo modo; come dicono : ma di queflo taf-
farò far oiuditio ad o°;n'uno,che habbia intellettto. Tali canti, m alcuni de i libri moderni,f trouano trajborta
ti nel crraue per una Diapente ,fen%a l'aiuto della chorda b , finora delle loro chorde naturali ;fa {lata la
ignoranza, ouero dapocaggine dellijcrirwri ; o pure la prefuntione di alcuni altri poco intendenti : ma nellt
buont,te* corretti efifemplan, de i quali ne ho fin hora uno appreffo di me antico ferino a mano, che fi può an-
cora yedere, te* efjamtuare ;fi trouano tra le chorde nominate di [opra . Ma fi de auertire , ch'io nomino la
firma del Modoja Ottaua diuifa nella Qumta,te* nella Quarta ; te* anco quefle due parti, che nafoono.dal
la diuifone harmomca,te* anthm etica, che fi odeno replicate molte fiate ne ipropij Modi . Quando adunque
haueremo da comporre , potremo fapere da quello , che fi è detto , il modo , che haueremo da tenere, nel
far cantare le parti della cantilena; te* nel porre le Cadenze a i luoghi conuementi , per la diftwtione
delle parole. Et firmgliantemente potremo fapere quello , che haueremo da fare nel «indicare ogn al-
tra compoftione , fa poi in qual maniera fi yoglia compofla , tanto nel Canto fermo , quanto nel
Canto figurato .
Del modo, che fi ha da tenere, nell'accommodar le parti della cantile-
na ; &delleeflxemitàloro ; Se quanto lechordè eiìxemeacute di
ciafeuna di quelle , che fono pofte nell'acuto , pofsino
erTcr lontane dalla eftrema chorda polla
nel graue del concento .
Cap. 3 1 .
■A VE RC HE fi ritrouano alle volte alcuni fi indiferetti , te" di fi poco giuditio
nel comporre , te* nell'accommodar le parti nella cantilena facendole paffiare alcuna
yolta altra modo nel graue , ouero nell'acuto , che a pena fi poffonu cantare ; Però ac-
ciocheft leui in queila <Arte tutti gli incommodi chepoteffero occorrere ; te* fi componi
di maniera , che ogni cantilena fipofja cantare commodamente ; moilrarò hora in qual
modo le parti fi venghino a commodareUra loro ; te* quanto pofitno fimi^ìiantemente afeendere , o difen-
dere ; te* quanto t'eflreme chorde di ciafeuna cantilena -vogliono effier diflanti Cuna dall'altra . Dico a-
dunque , che qualunque -volta il Mufico haurà propoflo di comporre alcuno Motetto , o Madrigale ,
ouero qualunque altra forte di cantilena; confiderato prima la materia, cioè le Parole fosgene ;debbe
dipoi eleggenti Modo conueniente alla loro natura. ] l che fatto offeruarà , che'l fuoTenore procedi re-
golatama.te modulando per le chorde di quel Modo , facendo le fue Cadenze , fecondo che ricerca la
perfettìone dtlla Oratiane , te* tifine dellifiwi Periodi . Etfopra il tutto debbe cercare con ogni diligenza di
fare, che tal Tenore fa tanto più regolato, te* bello; le* o-iadro,et pieno difoauità; quanto più,che la ca?itdena
fi fuo! fondare [opra di lui; accwche -venga ad effere il neruo,te* il tegame' di tutte le fue parti; lequab debbino
fjfere Tinte infume in tal manierante* '» tal modo congiunte-che occupando il Tenore le chorde di alcun Mo
V do
33 8 Quarta
do autentico, o Piagale; il Baffo fia quello, che abbraccia le chorde del [no compagno. Effe bene il Tenore trap
ptjjajji altra le chorde della Diapafon continenti ti Modo nel grane, o nell'acuto per yna chorda, ouerper due
quejìo importarebbe poco: Imperoche li Mufici non curano, che li Tenori, & le altre para de i lor Modi Cia-
no perfetti fiuero imperfetti, o joprabondanti; pur che. le parti flano commodate bene alla modulatione ,di ma-
mera chefacino buona harmoma . Sarebbe bene il douere, che ciafcuna ài effe non paffaffe più di otto chorde ,
<*?• fteffe raccolta nelle chorde della fua Diapafon : ma perche fi paffapiù oltra,& toma alle -volte commodo
grandemente atti Compnfton ; però quejìo attribuiremo pm pre fio adyna certa licenza, che fi pigliano, che
alla perfezione della cofa . Ma -veramente le parti debbeno efjere ordinate in tal manieratile fondando il Alo
do,fopra ilqualefi compone la cantilena, net Tenore ;fe'l Alodo occuparà in tal parte le chorde dell' ^futenti-
co;come ho detto;il Baffo contenghi nelle fue il Alodo collaterale , o piavate . Cofiper il contrarto , fe'l Teno-
re occuparà nelle fue chorde il Alodo piagale ; il Baffo -uenght a contenere l '^Autentico; di maniera, che quan-
do faranno collocate in tal modo , l'altre poi fi accommodaranno ottimamente , fenza alcuno tncommodo
della cantilena . La onde fi de auertire dtfare,che le chorde eftreme del Baffo nonfanopiù diflantt dalle eflre
me del Tenore, che per yna Diateffaron,ouero per ima Diapente ; ancora che non farebbe errore ,fe paff af-
ferò anco più oltraper un'altra chorda: concivfia che pojìe in cotat maniera terranno ad effere, come fi è det-
to difopra,che l'imo occuparebbe le chorde del modo ^Autentico, & l'altro delfuo Piagale . Stando poi in tal
guifa legati il Baffo col Tenore ,faràfaal cofa di porre al fuo luogo , & collocar nella cantilena l'altre par-
ti : Imperoche le chorde eftreme del Soprano fi porranno con le eftreme del Tenore diftaniiper yna Diapa-
fon ; & co fi tanto il Tenore, quanto il Soprano Terranno a cantare nelle chorde del Alodo autentico . Simi-
gliantemente quelle dell'atto con quelle del Baffo fi porranno al medefimo modo diftanti per ima Diapafon ;
sfaranno collocate poi queste parti in tal maniera, che occuparanno le chorde del Modo placale . Collocate
in tal guifa tutte quefte parti , il Soprano tenera il luogo più acuto della cantilena, & il Baffo il più grane ; il
Tenore poi,& Volito faranno le parti melane; con quefla differenza pero ; che le chorde dell'alto far anno
piti acute di quelle delTenoreper yna Diateffaron, poco più, o poco meno. Et tanto faranno le chorde eftreme
del Soprano lontane da quelle dell'alto quanto quelle delTenore da quelle del Baffo . Et benche(come ho det
to) tal parti fi pò fino eflendere alle Tolte per yna chorda nelgraue,& anche nell'acuto;& per due anco,&
più fefffe dibifògno, altra le loro Diapafon;tuttauiafi debbe cercare, che le parti cantino commodamente;&
che non trappafino la Decima filiera la Vndecima chorda ne i loroeftremi : effendo che yeirebbeno adeffer
sforzate ,faticofe ,& difficili da cantar fi per la loro afcefa,& difeefa. Si debbe oltra di ciò auertire, che' l Baf-
fo non fi eftenda molto fuori delle chorde della fua Diapafon continenti il Modo net «rane ; ne il Soprano me-
fimamente nell'acuto :percioche quefla farebbe cagione difare,che la cantilena fi farebbe eflrema;la onde ne
feguitarebbe difeommodo grande alti cantanti . Debbe adunque fare il Compoftore, che computando la eflre
ma chorda grane del Baffo della catilena con la efrema acuta del Soprano, no trappafi la Decimanoua chor
da,ancora che non farebbe molto incomodo, quando fi arma fé alla Ventefma;ma non più oltra:percioche of-
feruandofi queftoje parti refleranno ne i loro termini , & faranno cantabili fenza fatica alcuna . Et perche
alle yotte fi fuole comporre fenza il Soprano, & tal maniera di comporre fi chiama dalli Prattici Comporre
a yoci mutate ; onero componendo folamentepiù Tenori , & il Baffo , lo chiamano Comporre a noci pari ;
però yoglio, chef fappia ; che nelle prime compofitioni fi piglia il Contralto in luogo del Soprano , & l'altra
parte mene ad effere contenuta tra le ifeffe chorde del Contralto , onero nelle chorde del Tenore ; di maniera
che tal cantilena mene ad effer c'ópofta con due CÒtralti, onero con tre Tenori. É ben yero , che fi ha njpetto
alla parte, che fi piglia per il Soprano: peraoche è alquato più acuta fempre di quella, che fi piglia per l'^flto:
percioche quefla procede in yna maniera alquanto più nmeffa : Mafia come fi yoglia,bifogna copor le parti
della cantilena in tal guifa, che i loro eflremi non pafmo oltra la Quintadecima chorda ; connumerando la e-
flrema grane, & la eflrema acuta . L'altre parti, chef aggiunge/fero oltra te quattro nominate, nonfpo-
rrebbeno ag mungere in altra maniera, fé non raddoppiando l'ima di efe ; & fi chtamarebbe Tenore fecon-
do , o Secondo Baffo ; & cofi dico delle altre ; & fempre quella parte , che conttnouaffe di fare più nell'acu-
to,che nel <rraue;et armaffe più in alto delle altre; quella yeramete fi potrà chiamare Soprano . Ma fi de auer
tire, che le chiaui dtlh Soprani, & delli Tenori in tutti li Modi, fifcriueno , come fi è moflrato negli effem-
pij di ciafeu A lo'lù;et quelle delli Bafitfi accomodano di manierante le loro chorde pof ino efferefeome ho det
tojdijìati da quelle de 1 1 enonper yna Diatefjaron, onero per una Diapete ; il che dico etiandio delli Soprani
da
Parte. 53 9
da quelle de i Contralti. Et fi de allenire, che nel principio delle Seconde partì delle cantilene ; le parti , che iiir
cominciano a cantar fole, ripiglino le loro modulatwni fopra ima chorda di alcun principio regolare del Modo,
fopra il quale è fondata la cantilena ; ouero fopra qualunque altra chorda ; pur che ella fi» chorda naturale di
tal Modo : perche non è lodeuole,che nel fine di alcuna prima parte termini il Contralto, o Tenore, u Soprano
fopra i>na chorda , come farebbe dire fopra la ^ . & nella Seconda parte dia principio fopra la chorda b:
oper il contrario . Sarà adunque auertito il Compofitore di tal cofa, accioche lafia compofttionefia purgata
da ogni errore, £7* da ogni dif commodo ; & lui fio, riputato buono , & perfetto Mufico .
In qual maniera le Harmonie fi accommodino alle foggette
Parole . Cap.
?2
E S Ti>f hora da vedere ( effendo che il tempo , & il luogo lo ricerca ) in qual maniera
fi debba accompagnare le Harmonie alle foggette Parole . Dico accompagnar le Har-
monie alle Parole, per queflo : perche fé bene nella Seconda parte (dichiarando f condo la
mente di Platone quello , che era Melodia )fi è detto , che è vn compofto di Oratione , di
H armonìa, & di Numero ; & pari che in tal compofitione Citila di quefle cofe nonfia
prima dell'altra ; tuttauia auanti le altre parti pone la Oratione, come cofa principale; & le altre due parti,
come quelle, che ferue no a lei : Percwche dopo che ha manife flato il tutto colmerò delle partì dice, che l'Har
monia,& il Numero debbeno feguitare la Oratione, & non la Oratione il Numero, ne l'Harmoma. Et ciò
è il dottóre : imperochefe nella Oratione, 0 per "via della natratione, 0 della ìmitatione ( cofe, chef trouano in
lei) fi puh trattare materie, che fi ano alleare, 0 mefle ; oueramente graui , & ancofenza alcuna granita ;fi-
rnighantemete materie honefle,ouerà lafciue ;fa dibifogno,che ancora noi f adamo vnafcielta di Harmoma,
& di im Numero fimile alla natura delle materie, che fono contenute mila Oratione ; accioche dalla compo
fitìone di quefle cofe me fé tnfieme con proportwne , rifulti la Melodia fecondo' Ipropofito . Et veramente do-
uemo auertire a quello,che dice H or atto nella Epifiola dell'iurte poetica quando dice ;
Verfihm exponi Travidi res Comica non vult : Perciochefi come non è lecito tra i Poeti compor-
re vita Comedta con ver fi Tragici ; cofi non farà lecito al Mufico di accopagnare quefle due cofe, cioè l'Har
monia, & le Parole infieme, fuori dipropofito . Non farà adunque conueniente , che in una materia allegra
vfiamo ÌH armonia mefta,& i Numeri graui; ne douef tratta materie funebri, & piene di lacrime, e le-
cito yfare vn'Harmonia allegra, & Numeri leggieri, 0 yelocì, che li vogliamo dire . Per il contrario bi fo-
gna vfare le harmonie allegre, & li numeri veloci nelle materie alleare ; & nelle materie mefle le harmO'
me mefe,& li numeri vraui ; accioche ogni cofa fia fatta con proportwne . il chepenfo, che ciafeuno lofaprà
fare ottimamente, quando hauerà riguardo a quello,che ho fermo nella Terza parte, & confi derato la natu
ra del Modo, fopra 1 quale vorrà comporre la cantilena.Et debbe auerlìre di accompagnare in tal maniera 0-
gm parola, che doue ella dinoti ajj)rez*:a,durezga,crudeltà,dmaritttdiiie,&> altre cofe fimilij'harmoniafia
limile a lei,cìoè alquanto dura,& ajpra ; di maniera perb,che non offendi . Simigliantemente quando alcuna
delle parole dimoflraràpianto,dolore,cordoglio,fofpiri,lagrime,& altre cofe firn iliache fharmonia fa piena
di meflitìa. il che farà ottimamente, volendo ejf>rtmere li primi effetti, quando vfarà di porre le parti della et
tilena,che procedalo per alcuni mouimentifenza il Semituono, come fono quelli delTuono , & quelli del Di'-
tene, facendo vdtrela Sefla,ouero la Terzadecima maggiore, che per loro natura fono alquanto afpre , fopra
la chorda piti grane del concento , accompagnandole anco con lafincopa di Quarta , 0 con quella della Vnde-
cima fopra tal parte, con mouimenti alquanto tardi , tra 1 quali fi potrà vfare etiandio lafncopa della Setti-
ma. Ma quando vorrà efprimere li fecondi effetti,allora vfarà (fecondo l'offeruaza delle Regole date) li mo
uimenti, che procedeno per il Semituono:& per quelli del Semtditono, &gli altri fimdi ; vfando ffeffo le Se
Jìe,ouero le Terxedecime minori fopra la chorda più graue della catilena, che fono per natura loro dolci,etfoa
wmajìmamete quadofono accopapiate co 1 debiti modi,& co difcrettione,e^giuditio. Ma fi debbe auerti-
re,che la cagione dì efpnmere fimili effetti no fi attnbuifce folamete alle predette cofonaze pofìe in tal manie
raimafi attribuifce etiadw alla Mouimètt, che fanno cantando le parti;li quali mouimetifono di due forti,cioè
Naturali,et <sfccìdetali.Li Naturali fono qwlli,che fi fanno tra le chorde naturali della catikna,oue non in-
trattiene alcufegnOjO chorda accidctale;et qlìi mouimeti hanopiù del yinle,che qlli,chefifano col mezo delle
■ - V » chorde
34° Quarta
chorde accidentali, figliate con taltfegnij quali fono -veramente accidentali & hano alquanto del languido ;
da i quali nafce [umilmente yna forte di wteruallt , chiamati ^Accidentalr.ma dalli primi nafcono quelli inter-
valli/he fi chiamano Naturali. La onde douemo notare, che li primi mouimentif.t la cantilena alquanto più
fonora,& Tirile; &• li fecondi piti dolce, & alquanto piti languida . Per il die li pritri potranno fermre ad e-
fpnmere li primi effetti; & li fecondi mommenti potranno fermre agli altri ; di maniera che accompagnan-
dogli intermUi delle maggiori,^ ielle minori confonanze, con li mouimcti naturali,^ accidentali, che fan
ìio le para, con qualche giuditiofi yeira ad imitare le parole co la bene intefa harmonia. Quanto poi alla ojfer
uanza de i Numerì,:onftderataprimieramete la materia cutenuta nella Oratione; fé farà aIleora,fi dèproce
dere con movimenti gagliardi, <&• yeloci;cioè con figure, che portano fico yelocità di tempo;come fono le Mi-
nime,& le Semimimme : Ma quando la materia farà flebile, fi de procedere con mouimenti tardi, et lenti; co
me ne ha mfegnato ^Adriano ad eff rimere l'uno, & l'altro modo in più cantilene, tra le quali fi troua quefìe,
I yidi in terra angeli coflumi ; ^Affiro core efeluaggio ; Oue ch'i pofi oli occhi; tutte compofìe a fei yoa ; &
Quando fra l'altre donne;Giunto m'ha ^Amor,a cinque yoci;& infiniti altri,con infiniti mctettiji quali non
nomino , per non andare in lungo . Et quedo non folamente fi de offeruare intorno li Numeri , ancora che oli
^Antichi tntendeffero tal cofa in yn altra manieraci quello, che fanno li Moderni; come fi yede chiaramente
in molti luoghi appreffo di Platone : ma etiandio douemo offeruare , di accommodare in tal maniera le parole
della Oratione alle figure cantabili, con tali Numeri , che non fi oda alcun Barbarifmo ;fi come quando fi fa,
proferire nel canto ynafillaba longa,chefi douerebbefar proferir breue-.o per il contrario yna breue,chefi do
uerebbe far proferir loga;come in infinite catiltnefi ode ogni giorno; ilche yeramete è cofa yergognofà. Ne fi
ritroua queìlo yitio folamente nelli Canti figuratila anco nelli Canti fermi, fi come e manifejlo a tutti colo-
ro,che hanno giuditio:Conciofia che pochi fono quelli,che non fiano pieni di fintili barbarifmi;& che in efii in
finite yolte non fi odi proferire le penultime fillabe di quefìe parole Domimts,^4ngelm,Films,Miraculu,Glo
ria,& molte altre,che paffano prejìo,con longhezga di tempoul che farebbe coja molto lodeuole,& tanto fa.
die da correggere, che mutandoli poco poco, fi acccmmoàarebbe la cantilena; ne per quefìo mutarebbe la fìat
prima forma: effendo che confife folamente nella Legatura di molte figurerà note, che fi ponvono fiotto le det
tefdlabe brem,chefienxa alcun propofito le fanno lunohe;quando farebbe fofficiente ynafolafigura . Si debbe
fimilmente auertire,di non feparare alcuna parte della Oratione l'yna dall'altra con Paufe, come fanno alcu-
ni poco intelligentifino a tantoché non fa finita lafua Claufula,ouero alcuna fiua parte;di maniera che'l fin-
imento delle parole fa perfetto;^ di non far la Caden%a;maflimamente Cyna delle principali; o di non por-
re le Paufe maggiori di quelle della minima, fé non è finito il Periodo , o lafentenxa perfetta della Oratione ;
& quella di minima nelli punti mexam : percioche yeramete è cofa yitiofa ; la quale quanto fa offeruata da
alcuni Pr attici poco aueduti, ciaf cimo, che yorrà por mente a tal cofa, lo potrà con facilità yedere, & conofee
re. Debbe adunq; ilCompofttore in cofefimili aprirgli occhi,& non litenere chiufi : percioche è di molta im
portanza; accioche nonfia riputato ignorante di una cofa tanto necefjària;& debbe auertire di porre la Pai*
fa di mimma,o difemiminima.fi come li torna comodo,in capo delli mezani punti della Oratione : percioche
fruiranno per li Coma : ma in capo delli Periodi debbe porre quanta quantità di paufe, li tornerà commodo :
percioche mi pare , chepofe in cotal maniera ,fi potrà ottimamente difeernere li membri del Periodo Cyno
dall'altro ; & ydirefen^a incommodo alcuno ilfentimento perfetto delle parole .
Il modo , che fi ha da tenere, nel pórre le Figure cantabili fotto
le Parole . Cap. 5 5 .
H I potrebbe mai ra ccontare limale ordine, eìr la malagratiajche tengono , & hanno
tenuto molti Prattici, & quanta confufione hanno fatto, neìl'accommodar le figure can
t abili alle parole della Oratione proporla ? certamente ciò fi potrebbe fare, ma con gran-
de difficultà . Pero quando io mipenfo, che yna Scienza, la quale ha datto leggi, &r buo
ni ordini ad altre faenze, fia alle yolte in alcune cofe tanto confufa , che a pena fi puh tol-
lerare ; io non puff fare, che non mi attrìfli . E' veramente yn ftupore ydire , eÌ7* yedere le cantilene , che fi
trouano, le quali oltra e/* in effe fi odeno nel preferire delle parole gli Periodi confi fi, le Claufule imperfette,
le Cadenz? fuori di propofttojl Cantare fenza ordine ,gli errori infiniti nello applicare l'harmonie alle paro-
le, le
Parte. 541
le, le poche offeruatìoni deìli Modi, le mate accommodate parti, lìpaffaggifenxa yaghe^xa, li Numeri fen
zaproportwnejt Mouimenttfenxapropofito;fi troua anco in effe te Figure catabilt accommodate in tal ma-
niera alle parole, che'l cantore non fi fa rifoluere,ne ritrouar modo commodo, da poterle proferire . Hora ye-
defitto dttefìllabe contenerle molte figure, & bora fatto due figure molte fillabe . Ode hora yna parte, che
cantando in alcun luogo farà l'^ApoSlrofe, o coìlifwne nelle lettere yocali, fecondo che ricercano leparole;&
•volendo lui fare l'tftejfo cantando la fua parte, gli yiene a mancare il bello, & lo elegante modo di cantare ,
col porre yna figura, che porta fece il tempo lungo fatto ynafdlaba breue ; & enfi per ti contrario . La onde
talhra ode proferire nell'altre parti quella fllaba lunga,che nella fua necejfariamente gli èdibifogno di pro-
ferirla breue ; di maniera che (intendo tanta diuerfnà, nanfa chef fare : ma rejla in tutto attonito , & con
fufo . Et perche! tutto conffle neU 'accommedar le Figure cantabili alle foggette parole, & nelle cantilene fi
ricerea, chele chordefano con effe deferitte, & notate ; accioche li Suoni ,<&le Voci fi pof ino proferire in
ogni modulatone ; effendo che col me%o di tal Figure fi yiene a proferire il Numero, cioè la lungbe%ga,&
la breuìtà delle filiale, contenute nella Oratione , fono le quali fllabeffieffe yoltefipone nonfolamente yna ,
due,tre,o più delle nominate figure ; però accioche non tntrauenghi alcuna confusone nell ' accommodarle
alle fillabe delle foggette parole ; l'olendo io leuare , sia potrò , tanto difordine ; oltra le date Regale in
diuerf luoghi , che fono molte , accommodate alle materie fecondo il propofto ; porrò hora quefleje quali
fruiranno non fio al Compoftore; ma anche al Cantore,^ faranno fecondo il uoilro propofito . La Prima- -
Megala adunque farà, di porre fempre fotta la fllaba longa,o breue ynafgura conueniente ,di maniera,che nò
fi odi alcuno barbar fmo :percioche nel Canto figurato ogni figura cantabile, che fa diflint a, , & non legata
(eccettuando la Semimtmma, & tutte quelle, die fono di lei mmori)porta feco la fa fllaba; il chef ofjerua
etiandto nelCantofermo : effendo che in ogni fgura quadrata fi accommoda la fua fllaba ; eccettuando alca
ne yolte le mexane,chef mandano come le Minime ; & anche come le Semiminime;come fi comprende in
moke cantilene^ mafiimamente nel Credo in ynum Deum, il quale chiamano Cardinalefco . La Seconda
regola è,che ad ogni Legatura dipiù figure, o note,fapo(ìa nel canto figurato, a nel plano, non fé le accommo
da più di yna fllaba nel princìpio. LaTer%a,che al Punto, il qualfpone yicino alle figure nel canto figura-
to, ancora che fa cantabile, non fé gli accommoda fillaba alcuna . La Quarta,che rare yolte fi cofluma di por
re la fllaba fiopra alcuna Semiminima ; nefopra quelle figure, che fono minori di lei ; ne alla figura, che lafe-
gue immediatamente . La Quinta, che alle figure, chefegueno immediatamente li Punti della femibreue, &
della minimaje quali nonfiano di tanto y alare, quanto fono tali Punti ;fi come la Semimmima dopo il pun-
to della Semihreue,& la chroma dopo il punto della Minima; non fi cofluma di accompagnarle alcuna fila
ha ; & cof a quelle, che fegui no immediatamente tali figure. La Sefl a, quando fi porrà lafUabafopra la Se
mimimma,ft potrà anco porre yn altra fillabafopra la figura feguente . La Settima che qualunque figura ,
fa qualfi uoglia,chefapofla nel principio della cantilena, a fa nelme%o dopo alcuna paufa,di necefità porta
feco lapronuntia dì yna fllaba . La Ottaua, che nel Canto piano non fi replica mai parola, o fllaba : ancora
chef odino alle yolte alcuni,che lo fanno ; cof a yeramente biafmeuole : ma nel figurato tali repliche fi com-
portano ; non dico già di ynafllaba,ne di ynaparola-.ma di alcuna parte della oratione, quando il finimento
è perfetto;^ ciaf può fare quando ut fono figure in tanta quantità, chefpoffano replicare commodamente ;
ancora che ilreplìcare tante fiate yna cofa (Jecondo'lmtogiuditioywn flta troppo bene; fé non fuf e fatto, per
ifprimere maggiormente le parole, che hanno in fé qualche graue fentenza, &fuffe degna di còfderatione.
Xrf Nona,che dopo l'hauere accommodato tutte le fillabe ,che fi trouano in un Penodo,ouero in una parte del
la oratione, alle figure cantabili ; quando refterà folamente la penultima fillaba, & l'ultima ; tale penultima
potrà hauere alquante delle figure minori fiotto di fé ; come fono due,o tre,& altra quantità ;pur che la detta
■penultima fdlaba fia longa, & non breue : percioche fé fuffe breue, fi yerrebbe a commettere il barbar ifmo ;
il perche cantando in tal modo fi yiene afare quello, che molti chiamano la Neuma ; chef fa, quando fitto
una fdlaba fi prof enfee molte figure;ancora che effendopofle cotali figure in tal maniera , fi faccia cantra la
Trima regola data. La Decima, & ylnma regola è, che la fllaba yltima della oratione de terminare, fecon
do la ofleruanxa delle date Regole, nella figura yltima della cattlena . Ma perche m quella materia fi potrà
hauere infiniti effempi, effeminando le dotte compofitiom di ^Adriano, & di quelli, che fono flati yeramente,
& fino fuoi difcepoli;perofien^a moHrare altro effe m pio, poffare a ragionar delle Legature , che fi fanno con
alcune delle figure cantabili , &ferueno ad un tale negotio ,
V 3 Delle
342 Quarta
Delle Legature. Cap. 54.
O NO veramente le Legature nel cantofigurato, per molti rifpetti, neceffarie : perciò-
che ternano commnde non folamente alh Compcfitori veli 'accommodare le figure , o no-
te cantabili allefillabe della Oratione propofla : ma anche ,perche alle volte pigliano vn
Soggetto, che farà alcuna cAiitfona di canto fermo , oue entrano molte fio-ure legate, fe-
rrala quali volendo fondare la lor Cantilena , & volendola imitare , li fa dibifomo , che
nel medefimo modo vfino le dette Legature ; no però tutte iperctoche alle volte torna difeommodo : ma fi be
ve alcune ,' ne anche con quelle ifleffe figure : ma con diuerfe, fecondo che pare al competitore . Però acaoche
fi habbia piena cognìtione di cotal cofa , &fi fappta in cjiial maniera fi habbiano da fare , £?* mali figure fi
habbtano da le» are, & manto fia il loro valore , di effe trattaremo alprefente : ma prima è da vedere mei-
Io, che fui Legatura . Dicono li Prattici, che la Legatura è vna certa colligatione , o congiuntone difemplici
figure,fatta con tratti, o Lneameti conuenienti , neUa male fi forma ciafeuna figura, che fi può legare,di cor
pò quadrato, ouero obliquo . Et tali Legature fi fanno con tre forti difgure, cioè con la Mafiima, con la Lun-
ga, & con la Breue ; delle quali le due effreme, cioè la Mafiima, & la Breue uariano il loro valore, fecondo
che fono diuerfamente legate : efjendo che la Mafiima è figura pafiiua ; la onde è fottopofia alla diminutiom
del feto valore, & non può mai effere accrefeiuta ; & la Breue èfimilmente pafiiua : conciofia che può effere
accrefeiuta, & diminuta , fecondo il modo, che èpofla , 0* fecondo il luogo , che tiene nella Legatura . La
Ioga poi non èfòttopojla a cotal cofa : effendo che non riceue augumento,ne decrefeimeto alcuno; & queflo,
perche fempre fi pone nella Legatura fenxa alcuna variatione della fra forma ;fiapofla da qual parte fi uo-
gha . Ma o<mi Legatura fi confiderà in due maniere ; prima,quando la figura finente èpoflapm in alto del-
l'antecedente ; dipoi,per il contrario, quando l'antecedente èpofla più in alto della feguente. Però quando le fi-
gure fi pongono al primo modo, tal Legatura è detta xAfcendente : ma quadofi pongono al fecondo modo, fi
chiama Difendente . E" ben nero, che fi fimi fare vna Legatura, le cui figure fono legate afeendenti , & di-
fcendeti ; come vederemo : la onde fi de auertire, che la Maxima fi pone nella Legatura in due maniere ; prì
ma fi pone fecondo lafua vera forma , cioè col corpo lungo dritto ; dipoi fi pone col corpo lungo obliquo , o ri-
torto,che dire lo vogliamo. Quando fi pone fenxa l'obliquo, fi pone in due maniere, onero con la coda, ogam-
ba,che la vogliamo chiamare, dalla parte dtjìra; onero fi pone fenxa : &ptfla in cotah maniere, fia legata
Con altre figure, ono legata; fia nel principio, o nel mexp, o nel fine delia L egatura , fempre refìa nelfuo va-
lore ; cioè vale quattro Breui . Quando poi fi pone obliqua , fi pone in due medi iperaoche , onero che afeende
dal grane, cioè dalla fua prima parte, che è quella , che èpofla a banda fini Ara , all'acuto , con la fua feconda
parte, la quale fi chiama quella, che èpofla alla banda dejìra ^meramente che dall'acuto , cioè dalla finifira
difeende alla deflra nel grane ; & queflo in due maniere ; cioè hauendo la gamba dalla finifira parte : ouero
effendo fenxa . Se èpofla con lagamba ; ouero thà all'in giù ; oueramentel'hà all'in su . Quando ha la gam-
ba all'in giù ,&è obliqua verfo ilgraue ; tanto lafua prima parte , quanto la feconda vale vna breue : cefi
ancora quando è obliqua all'in su : ancora che quefla hora non fia in v/o . Ma quando ha lagamba voltata in
fufo,& è fimilmtnte obliqua tanto verfo ilgraue ,quantoverfo l'acuto (fé bene quefla nonfi ufa)fempre,
la prima, & la feconda parte di ciafeuna da per fé vagliano vna Semibreue^ Quandopoi tali oblique no»
hanno la o-amba ; fé la fua feconda parte va verfo il grane, la prima parte vale vna Lunga ,& la feconda
vna Breue : ma quando va verfo l'acuto ( ti che più non vfano li Mufici di fare ) tanto la prima, quanto la fe-
conda parte, ciafeuna da per fé vale vna Breue ; et ciò s'intende, quando non fono accompagnate, o legate co
altre fi? tire :percioche quando fino accompagnate, o legate fi ha altra confidcratione . In quanto alla Breue
dico, che fi troua collocata in dette Legature in due modi , cioè fenxa gamba, & con lagamba . Quando ha
la ramba, fi troua di due maniere, cioè con lagamba dalla parte finifira volta ingiù ; & con la gamba voi
tata mfufo ; di modo chepofta nella Legatura in cotal maniera fi fa altra confideratione : Imperoche ciafeu
ita figura, che fi può legare, fi pone nella Legatura in tre modi ; cioè nel prinapio,nel mexp,& nel fine ; &*
cofi dal principio, dal mexp, & dal fine fi conofee ilvalore delle parti di ciafeuna Legatura . Volendo adun-
que hauer copiatone perfetta del valore di ciafeuna, fi danno molte Regole; la Prima delle quatte; Che
ogni figura pofla mi principio della Legatura, la quale fia fenxa gamba, fia quadrata , ouero obli.
quat
Parte.
?4J
qua, dalla Maflima in fuori pofìa con la gamba, o fenza, purché non fa obliqua difendendo la fe-
conda ; tale figura ^o prima parte di alcun a figura , che ella fia, fempre farà di valore di vna Lunga. La
Seconda regola è; che Ogni prima figuralo prima parte di alcuna figura, lacuale habbia la gamba dalla par-
te fwiflra voltata all'tngiù ;fia quadrata,ouero obliqua;fempre è di valore di vna Erette . LaTerza, Quan-
do alcuna figura fenza gamba farà potta nel principio , & Infeconda , che fegue afenderà , tal figura farà
fèmpre di valore di vna Breue . La Quinta,che Ogni figura potta nel principio di quaiuque Legatura, lacua-
le habbia la gamba voltata all'infufo a banda finittra,afendendo,o difendendo la fecondarla auadrata,oue-
ro obliqua; tanto efft, quanto la feguentefempre fono di valore di vna Semibreue; come fi può vedere;
Et quelle Regole fono intorno le prime figure : ma intorno le mezane fi ha altra confiderattone : im-
:st
-è
:|b:
— tes-
—
Delle Breui .
-u
a-
te
-te
Delle Semibreui .
. — Bgg._-.~_S
Delle Lunghe .
peroche tutte le figure melane, fiano quadrate, ouero oblique , dalla mojlrata femibreue infuori , fempre fa-
ranno di valore di vna Breue . Levl-
time poijquando faranno quadrate ,<&
^
-m
difender anno, tutte faranno di valore
di vna Lunga; Et fé faranno pofte do*
Bretti melane . pò \a fionda parte di qualfi voglia
obliqua a fendente, ouero difendente; (e afcenderanno, fempre faranno di valore di vna Breue;&fe difcede^
ranno di vna Lunga . Ma bifogna auernre due coje ; la Prima, che'l ragionamento di talifgure è flato tntor
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II
Delle Lunghe . Delle Breui.
no lai orma del corpo loro,& non intorno ad altra cofa ; la Seconda, che qualunque figura pofìa nelle nomi-
nate Legature, è fòttopnfìa a quelli ifìefii accidett, che fono jottopofìe le figure [empiici non legate ; quantunq;
alcuni habiano tenuto li cifrario . Et perche tal Legatweicome io credo )fono (late ordinate in tal maniera
dal primo tnuentore , _7- apprectate di vna certa quantità fecondo i diuerfi modi delle figure patte in effe , &
fecondo i luoghi differenti, fi come gli è paruto ; però ciafcuno fi potrà cotentare , di quanto ho parlato intorno
ad effe ; non cercando per qual cagione lui habbia voluto appreciare più Ivna, che l'altra ; & porre in ordi-
ne tal Legature più m vna maniera , che in vn altra :percwche è cofa vana .
Quel, che debbe hauere ciafcuno, che defidera di venire a qual-
che perfettione nella Mu-fca. Cap. ^ .
O R^f ch'io mi accorgo di effere,col dittino fattore, hormai peruenuto alfine defiderato di
quette mie fatiche ; auanti ch'io concluda quejlo ragionamento , voglio che vediamo due
cofe ; l'vna delle quali farà ; Che noi mofìriamo quelle cofe, chef rtcbiedeno ad vno , che
de fiderà di peruemre all'vltimo grado di quetta Scienza ; l'altra ,Chenoi diciamo , che
ne! fare guditio delle cofe della Mufica , non lo douemo dare in tutto alh fentimenti :
feraoche fono fallaci: ma fi bene accompagnarli la ragione :conciofache e/fendo quefle due parti tnfieme
aggiunte concordt , non è dubbio, che non fi potrà commettere alcun errate , & fi farà tlgiuditio perfetto .
Incominciando adunque dalla prima dico , che colui , ilquale defidera di venire a quella perfettione delle
cofe della Mufica,alla quale fi può arriuare,& di vedere tutto quello,che ne èpermeffo in cotale Scienza, fa
dtbt[òguo,che habbia in fé molte cofe; accwche facilmente poffa venire in cognitione di quelle, che fono a molti
occulte in quetta.facultà, fenza l 'altrui mezo ; delle quali quando vna ne mancaffe , non fi potrebbe fperare,
chepoteffe arriuare a qttelfegno, doue hauea dffegnato . La onde è da fapere , che e/Jendo la Mufica fetenza
Jubalternata alla ^irithmetica;come ho dichiarato nelCap.zo.della Prima parte -.perche le forme delle Con
fonanze
Quarta
344
fonane fono contenute [otto alcune proportioni determinate , lequalt fono comprefe ne i Numeri ; per potere
bauer la ragione di tutti quelli accideti,cbe accafcauo intorno di effe, è dibifogno,chefta bene ijìrutto nelle cofe
dell'iAnthmetica nel maneg aio de i Numeri, & delle Proportioni;oueramete ,che -udendo da quejle mie fa-
tiche imparare quelle cofe , che fono folam ente dibilbgno a tale neaotio, almeno fappia il mauea aio de i Nume-<
ri mercatantefcìn; accwcbe yenendo aU'yfò delle Proportioni, poffa bauer facilmente quello , che de fiderà . Et
perche le ragioni de i Suoni nofì poffono faperefe no col mexp de i Corpi fonon,che fono quatità, che fi puh di-
uidere;& fono yeramente quelli; che danno la Materia delle confinante ; pero fa dibifogno , chefia iftrutto
nelle cofe della Geometria ; oueramente , chefappia almeno adoperar bene il Compaffo , o Stfìo nel dimdere
•yna linea ; &fappia quello, che importi yn Punto ,yna Linea; fia ritorta, onero dritta ; yna Superficie, yu
Corpo, & altre cofe finali, che appartengono alla Quantità continoua ; acaoche nelle fue ffeculatiom , pofft
con più facilità hauer t 'aiuto da quejìa Scienza , nel diuidere qualfi yoglia Quantità finora . Debbe anco, fé
non perfettamente, almeno mediocremente faper fonare di Monochordofl <sfrpichorde; & quefìo: perche è il
più {labile, CÌ7" il più perfetto negli accordi di ont' altro finimento ; acciocht poffa da quello, hauer coarntione
degli interuallifonon,& dijfonanti ; £7» poffa ridurre alle yolte in atto, & far prona di quelle cofe, che ogni
giorno yà ritrouando di nuouo; per fapere inuejìigare conia prouain mano le pacioni de i Numeri [onori.
Ma quefìoprefuppone, chefappia accordare perfettamente cotale ifìrumento; & che habbia perfttto l'ydtto;
dccioche y olendo inuefìigare{comt accade aUeyolte~)molte differenze de gli tnterualli; poffa far ojuditio per-
fetto, jen^a commettere errore; & yolendo accordare ogn altro iflrumento,fappia quello, che lufoanafarc .
Fa dibtfogno etiandio , che fu iftrutto nell'yurte del cantare principalmente , & nell'arte del Contrapunto ,
ouero Coporre,& che ne habbia buona intelltaenza; acciochefappia porre in atto tutto allorché occorre nella
Mufica, & fappia farne piuditto ,fèe riufcibile, ouero non [perctoche il porre m ejjere le cofe de Ha Mufica,
non è altroyeramente ,che li ridurle nel loro yltimofne, & mila loro perfettione ;ft come intrattiene etian-
dio nell'altre yArti,& nell'altre Sciente, che hanno in sé quelle due parti, cioè la Speculatala, & la Prattt-
ca;come è la Mediana . Laffarb bora di dire per breuità, d; quanto commodo lipcffa e fiere la coo-mtione del-
l'altre Scienze; prima della Grammatica, per laqualefi ha perfetta cogtntione delle lingue, per potere inten-
dere d fintamente gli autori , che trattano di efja ;& per voler fcriuere di ejfa alcuna cofa : & anco perche
alle yolte fi legge alcune Hiflone , nelle quali fi ritrcua molte cofe,chefono digrande aiuto , & danno gran
de lume, yolendo effatamente hauere cognttione delle cofe dt cotal faenza . La Dialettica poi è di arande <no-
uamento; per poterne ragionare,^ di/correre con buoni fondamenti . La Jìhetorica quanto poffa effereytik zj?
olii Studwft di quefla Scienza, per potere efprimere con ordine i loro concetti ; & l'effere tflrutto nelle cofe
della Scienza naturale Jaffarh giudicare ad ogn'yno ,chehabbtapuntodi giuditio: poi che non folamente
èfottopofla alla Scienza mathematica : ma anco alla Filofofia naturale;come altroue ho dichiaratone nel-
l'altre faenze ancora: perctoche yeramente non li puh [e non giouare . Et fé bene il fuo fine confifìe nella
operatwne , cioè nelieffer ridutta in atto ; 0- che l'Vdito, quando è purgato , non poffa efferc facilmente de-
fraudato daljuono ; tuttauia poffono occorrere alle yolte alcune cofe , che l'huomo ( ejjendo priuo di alcuna
delle nominate co[e , che fanno grande ytile a conofcére le cagioni di effe ) refìa grandemente ingannato .
Volendo adunque acqutflare la perfetta cognitione della Mujtca , è dibifogno , che fa dottato di tutte quede
cofe ; perctoche qualunque Tolta haurà dibtfoano di alcuna , tanto meno potrà arrtuare a quel grado , che lui
defederà ; & con tanta maggior diffcultà li potrà arnuare , quanta maggiore farà la ignoranza delle
cofe nominate , che fono di maggiore importanza , & più necefjane .
Della fallacia de i fentimenti;& ichc'J giuditio non fi de fare
iolamentecol loro mezo: ma fi debbe accom-
pagnarli la ragione. Cap. 3<f,
T fé bene appreffo li Filofofi quefla propofttione fu molto famofa , che'l Senfo intorno al
propiu fenfibile , ouero oggetto propio mai erra; tuttauia fé tale propofttione i'intendefft
femplicemente , come le parole fuonano, alle yolte farebbe falfa : Imperoche il propio or-
o-etto fi pialla in due maniere, Prima per quello , che da altro (entimento non è comprefo,
O-perfefìefjo muta ilfenfo , & contiene fatto dije tutte quelle cofe,cheperje fi effe fono
comprefe
Parte. 345-
comprep folamete da quel [enfi; come il Colore, o Iti Copi vipbile, che e propio oggetto del Vedere; & il Suo-
no, che è oggetto propio dell'vdito ; & co fi degli altri; come ho dichiarato nel Cap. 7 1 . della Terza parte :
Dipoi per quello , che per sé muta ilfenfo , & non può ejfere fentito , 0 comprefo da altro [enfi . Di maniera
che lafpecie contenuta fotto il propio oggetto prefo al primo modo , è detto Propio fenpbileffi come la bian-
chezze^4 la negrezza : effendo che mutano il vedere, imprimendo in ejjb lafuaffecie , & non è compre-
fa per sé, [e non dal yedere ; & cofi s'intende delle ffecie de i Suoni,& dell'altre cofe . La onde quantunque
il Senfo non erri intorno all'Oggetto propio nel primo modo;può molto bene errare nel fecondo : majìimamen
te non fi trouando quelle condtttonì, chef ricercano ; cioè che'l Senfo fa debitamente propinquo all'Oggetto ;
che l'Organo fa debitamente difyojlo ; & che'l Mezofìa puro, & non deprauato . Et fé bene non erraffe
( come intende il Filofofo)intorno al propio oggetto al fecondo modo,flante le conditioni già dette, può nondi-
meno errare intorno al Soggetto dellipropij oggetti fènfibili , cioè intorno il luogo , & douefia pojlo : perciò-
che queflo non appartiene al pentimento eflenore : ma allo interiore, fi come è la virtù, 0 potenza cogitatiua,
laquale è la più nobile tra le potenze fenfitiue ; per ejfere più d'ogn altra "vicina all'intelletto . Et ciò ho -voluto
dire : percioche molti credeno, che Intuendo hauute le Scienze origine dalli fentimenti , noi douerefimo mag-
giormente preftare a loro fede , che ad ogn 'altra co fa : effendo che non fi poffono ingannare intorno a i loro
propij oggetti . Ma veramente coloro fono grandemente lontani dalla verità , credtndop , che nonfpoffa
errare : Percioche fé bene è vero, che ogni fetenza habbia hauuto principio da loro ; tuttauia non hanno da efii
acqmflato il nome di faenza, & da loro non fi ha hauuto la certezza di quello , che fi ricerca nella faenza :
ma fi bene dalle ragioni, & dalle dimoflrationi fatte per via delli fentimenti interiori ; cioè per opera dell'in-
telletto, che è ild.ip.orfo . Effe l'intelletto può errare alle volte decorrendo, come veramente erra;quanto mag
viormente potrà errare ilfenfo ? La onde dico, che ne il Senfo fenza la ragione , ne la Ragione fenza il fenfo
potranno dare buongiuditio di qualunque oggetto pientipco : ma fi bene quando quefle due parti faranno ag-
giunte infieme . Et che ciò fa vero, lo poterno conopere facilmente da queflo ; che fi noi vorremo diuidere p-
lamente colmezo ddSenfo(per dare vno effempio)alcuna cofa in due parti, lequali pano equali; mai lapotre
mo diuidere perfettamente . Et fé pure auenifje , che dopo fatta la dmiponefuffero equali ; ciò farebbe fatto a
cap, & non potrefiimo mai effer certi di tal cofa, fé nonpfaceffe altra prona . Et tanto più difficile farà orni
diuipone fatta in cotal modo , quante più parte vorremo fare della cofa, chef haurà da diuidere , Et p bene
( come ho detto ancora ) tali diuipom piffero fatte fecondo il propopto ; tuttauia l'intelletto mai p potrà ac-
chetare ,pnoa tanto , che la ragione non li moflri ciò effer fatto bene ; & queflo auiene , perche il Senfo non
può conofeere le minime differenze, chef trouano tra le cofe : effendo che dal troppo , & dal poco refla con-
fufo,& fi corrompe anco ; comep comprende del pentimento dell'Vdito intorno li Suoni, che dalla prandezs
za, cioè da qualche grande flrepito è offefo;& della piccolezze fi quantità minima non è capace . Però adun
quefarà dibi forno di vna penfata ragione ,per ritrouare fintili differenze ; comep vede ; che fé da vn monte
grande di grano pi leuaffe venticinque, onero cinquanta grani , il Vedere non farebbe capace di tal quantità ,
che è quap infenpbile , rijpetto al monte ;p come non potrebbe anche far giuditio alcuno ,fe'l p aggiun<reffe
il predetto numero di grani a talmonte; onde volendo conofeere tal cofa, bifognarebbe procedere altramente,
che per via del fenfo . ilpmtle veramente intrattiene intorno li Suoni , che quantunque Cvdito non poffa er-
rare al primo moflrato modo , nel giudicare gli infermili confinanti dalli dtffonanti ; tuttauia ilfuo vfpcio
non è,di giudicare quanto lì vno fia lontano dall'altro fecondo il graue , & lo acuto ;& di quanta quantità
fvno fuperi,opafuperato dall'altro : effendo che fé nonpoteffe errare intorno cot ali cofe; veramente in vano
fi adoperarebbeno le ritrouate mtfure, gjp // ritrouatipep, & altre coppmili . Ma veramente non furo -
no ritrouate in vano ; percioche gli antichi Ftlofop conobbero molto bene , che'l pentimento intorno a
ciòpoteua wgannarp . Dicemo adunque , che quantunque la faenza della Mupca habbia hauuto origine dal
fenfo dell'udito;come nel Capitolo Primo della Prima partep è detto; (9* l'vltimafua perfettione, &fine vl-
timopa di ridurla in atto,&> di efJercitarla;ancora che'l Suono pa il propio fènpbile,ouero oggetto dell'adi-
to; non èperciòda dar queflo vfpcio digiudicare al pentimento piamente nelle cofe de i Suom,& delle Voci :
ma li douemo accompagnar fempre la ragione. Ne menop debbe dare talgiuditio tutto alla ragione laffando
da parte il fenfo : percioche l'vno fenza l'altro potrà fempre ejfere cagione di errore. Douendo adunque hauere
cognitione perfetta delle cofe della Mupca,non baftarà riportarp alpnfi ; ancora che alcuno puff e di ottimo
giuditio:
He
Q
uarta
giudtt'w : ma fi debbe cercare di intteflig.n,e>& di conofcere il tuttofi maniera, che L rao-'wne non fi a di/cor-
dante dalfenfo, neilfenfo dalla ragione, C-7* allora il tutto flarà bene . Ma fi come a fare queflo mudino nelle
cofe delia Scienza fa dibifogno,che concorrano cjtiefìe due ccfe infieme; coffa dtbifi)tno,che colui,ilquale yor-
ràgiudicare alcuna cofa,che apparteghi all'arte, habbia due parti; Primarie fa pento nelle cofe della fcien
sy; cioè della fpeculatwa, dipoi anche in quelle dell'arte , che confile nella prattica ; &• bifiotna che fappia
comporre : Imperoche ninno potrà mai drittamente giudicare quella cofa, che lui non conofce : anziè neceìfa-
rio, che non conofcendola la giudichi male . La onde, fi come duo ilqualefa folamente dotto nella parte della
Medicina detta 7 heorica, non potrà mai far (riuditio perfetto di yna egritudine , [e non hauerà pò fio mano
alla Prattica; onero potrà fempre errare ,confidandof folamente nella Scienza ; cof il Muf co pr attico felina
la ffeculatiua; onero lojjieculatiuofenza la prattica,potràfimprefare errore ,& far cattino gtuditio delle co
fi della Mufca . Onde fi come farebbe cofapazj^a ilfidarf di vii Medico, che non hauefe [una , & l'altra
delle cofe nominate aggiunte ìnfeme; cof farebbe yeramente ballurdo, & pazzo colui , chef yolejfe fidare
delgiuditio di tuo, chefuffe folamente prattico; onero hauefe datto opera flamente alla Theonca . Queflo
ho uoluto dire , perche f trouano alcuni di fi poco giuditio,^ tanto temerar'q,& prefontuofr,che quantunque
non habbiano alcuna di quefle parti, -vogliono far giuditto di quello, che non conofcono . Et fono alcuni altri ,
che per loro trifla natura,per moflrare di non effere ignoranti, biafmano tanto le buone, quanto le tnjìe fati-
che di oo-nvno . alcuni altri fono,che non hauendo negiuditw,ne cogmtionejegucno quello, che piace al yol-
po ignorante : & tallora della fufficienza di alcuno vogliono far giuditio dal nome, dalla natione, dalla patria,
dalla ferititi), che tiene con alcunt,& dalla perfona : Che fé lo effere eccellente, & raro in yna profifiione con-
fifleffe nel nome, nella natwne, nella patria, nella ferititi!, nella perfona,& in altre cofe fmili; io credo per cer-
to, che non paffarebbe molti anni, che non fi trouartbbe htiomo , chefuffe ignorante :percioche ciafcun padre
aprirebbe gli occhi in cctal cofa,& farebbe tutto quello, chefuffe pofiibde,per hauere figliuoli fegnalati in qua-
lunque profejlione : efendo che non fntroua(come mipenfo) padre, che non habbia queflo dejiderio natura-
le, che i loro figliuoli fi ano fuperiori a ciaf uno in qualunque faenza ,& in qualunque profitti 'ione . Ma intiero
fi yede il contrario ; che clone fino natigli huomini grandi , &famofi di alcuna profifi 'ione , i quali fono fati
pochi,rifpetto al numero; yifono nati le migliaia,^ migliaia di huomini ofcuri, ignoranti, gofli,& pazzi >'
come difcorrendof potrà yedere . Queflo ho yoluto direfercioche tanto yale alle yolte ynpublico o-rido, &*
ima fama publica, non folamente appreffo gli huomini di qualche giuditio; che cotalcofafà, che ninno ardifce
di dire contra la commune opinione ( quantunque la comprendmo alle Tolte effere euidentif imamente f/tlfit )
cofa alcuna; anzi lofi tacere , & ftarffoffejo <&■ mutolo . Et per dare qualche efjempio accommodato di
queflo, mi ricordo, che tergendo yna fiata nel Secondo libro del Cortigiano del Conte Balde farà Cafli<rlwne,
ritrouat,che effendo appre fintati nella corte della S . Ducheffa di Vrbino alcuni yerf fitto 7 nome del San-
tiazaró,tutti li «indicarono per molto eccellenti^ li lodarono fiomm amente ; dipoi faputo per cofa certa, che
erano flati compofli da yn 'altro, fubito perfiro la riputatane & furonogiudicatt meno che mediocri . Simi-
gliant emente ritrouai, che cantando fi mprefentia della nominata Signora yn motetto, non piacque, ne fu ri-
putato nel numero de i buoniflno a tanto, che ncnffippe, che la compoftione era di lofquino . Ma per mo-
flrare anco quanto pofja alcune yolte la mali<rmtà,& la ignoranza infieme de oli huomini, mtfomene hora
alla memoria quello, che molte fiate ho ydtto dire dall' Eccellentif imo Adriano Viullaerte, che cantandof in
Roma nella capelli del Pontefice quafi o^nifefla di noflra Donna quel motetto a fei yoci , Verbum bonum,
&• filane Solili nome di lofquino; era tenuto per yna delle belle compoftioni , che a quei tempi fi cantafe :
eljendo lui yenutodi Fiandra in Italia al tempo di Leone Decimo, et ntroiiandof in luoo-o ,oue fi cantatta co-
tal motetto, yidde che era intitolato a lofquino; & dicendo lui, che era il fuo, come era yeramente;tanto y al-
fe la malio-nità, onero ( dirò più moderiamone) la ignoranza di coloniche mai più lo yolfero cantare. Di co-
fi oro, che fono fenza alcun o-iudttiofog °tunge in quello ifieffo luoo-o il Conte Baldeffara yn altro ef empio di
yiw,che beuedo di imo lileflo yino,dtceua tallora, che era perfetti fiimo,?^ tallora ìnfiptdftrno-.percioche oli
traperfiiafi, che erano di due forti di ymo . Veda hora ognuno, che' Ifriuditio non è dato a tutti; <£?* da que-
flo tmpan, di non effer cof precipito f nel lodare, o biafmare alcuna cofa, cof nella Mufca, come etiandio in
ci afehedun 'altra Scienza, onero <Arte; poi che per tante cagioni; come fono molti impedimenti , che
poffono occorrere ,& molte cofe , delle quali non fi può fapere le loro cagioni ; il giudicare è cofa molto
difficile,
Parte. 347
difficile , & perkolofo ; tanto più , chef trottano diuerf appetiti ; di maniera ,che quello, che piace ad yno
non piace all'altro ; & dìlettandofi cojìui di -vnharmoma dolce , & Joaue ; quello poi la vorrà alquanto
più dura , & più afpra . Ne per ydire fimili giuditij, li Mufici fi dtbbeno disperare, fé bene anco i/dif-
fero coftoro biasimare & dire orni male delle loro compoftioni : ma debbeno piotar animo, & confort arti;
poi che il numero de quelli, che non hanno giuditio, è quaf infinito; & pochi fi ntrouano effer quelli, liqua-
li non giudichino ,di effer de<nii da efere annumerati tra gli huomini prudenti ,& nudiiiof.
•afflai cofe f potrebbe dire oltra di queflo : ma perche mi accorgo di hauere [òpra
tal co/a hormat detto più , che forfè non fi conueniua ; però rendendo
(rratie a DIO lar<rhi(ìimo donatore di tutti li beni
b 1 ■ r <
a tate ragionamento faro
FINE.
**7-.